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Vivere senza petrolio


il mar 25 nov 2008, 15:38
da deg Lista autori
in BioVerso

Il Giornale OnlineTransition Initiative ha riunito in due anni 700 tra città, paesi e villaggi in tutto il mondo e ha avvito progetti per produrre cibo ed energia "oil free". I progetti del movimento nato in Gran Bretagna

Si chiama Transition Initiative, un movimento nato due anni fa in Gran Bretagna, e che si sta attivando per dimostrare al mondo che si può vivere senza petrolio, una risorsa che presto finirà: in 700 città, paesi e villaggi in tutto il mondo, racconta oggi il Times, gli aderenti a Transition stanno creando progetti volti a fornire cibo ed energia, senza l'ausilio del petrolio.

Come a Sandpoint, Idaho, villaggio natale dell'ex candidata alla vicepresidenza Sarah Palin, dove i residenti hanno preparato un orto comunitario che darà da mangiare per l'inverno, e dove ci sono piani per una centrale a biomassa.

Oppure a Bell, dall'altra parte del mondo, in Australia, dove i membri di Transition stanno costruendo forni a legna in tutti i propri giardini, e hanno negoziato forti sconti per i residenti che vogliano dotarsi di pannelli solari. Al tempo stesso hanno piantato 150 alberi da frutta per le esigenze della comunità.

L'iniziativa sembra riscuotere grande successo, ovunque si presenti. Nel Regno Unito, dice il Times, ci sono 83 capitoli locali attivi di Transition: a Lewes, nell'East Sussex, è stata lanciata la 'sterlina di Lewes', da spendere solo nei negozi locali, incoraggiando la gente del posto a boicottare Tesco, il supermercato che importa da mezzo mondo e che inquina con i suoi packaging di plastica e polistirolo.A Brixton, sud di Londra, in 300 si sono dati appuntamento per mangiare una zuppa di verdure coltivate a Brixton.

Padre di Transition è proprio un inglese, Rob Hopkins, che ha lanciato il movimento grazie a un suo libro, the Transition Handbook (il manuale della transizione), basato su un'idea: le riserva di petrolio finiranno presto, quindi meglio prepararsi, facendo sempre più affidamento su risorse locali, e non importate. Le 15.000 copie vendute sin da maggio sono state tutte stampate su carta riciclata, e stanno facendo moltissimi proseliti, dice il Times.

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