Forum


ALTRO GIORNALE :: Forum :: Pianeta Terra
<< Discussione precedente | Discussione successiva >>   

Idee ecologiche e di opportunità per tutti!!!

Vai a pagina       >>  
Autore Messaggio
farfalla5
11:56 04 set 2010
AG-STAFF COLLABORATORE
Utenti Registrati #180
Registrato il: 17:21 16 gen 2008
messaggi: 13206

Cattedrale vegetale nel cuore di Bergamo, il progetto di Giuliano Mauri per un dialogo tra l’uomo e la natura







Cosa ci fa una Cattedrale vegetale a 5 navate, alta 21 metri, lunga 28,5 e larga 24, ai piedi del Monte Arera, a Bergamo? E’ il progetto che la città lombarda presenta in occasione dell’Anno Internazionale della Biodiversità. Il progetto, inserito nella cornice spettacolare del Parco dello Orobie Bergamasche, coinvolge i Comuni di Oltre il Colle, Roncoello e Ardesio, e il Centro Etica Ambientale di Bergamo.
Sabato 4 settembre ci sarà l’inaugurazione dell’opera di Land Art, una struttura ecologica al 100%, progettata dall’architetto Giuliano Mauri, scomparso nel 2009 e destinata a divenire una faggeta.
La Cattedrale è scandita da 5 navate e 42 colonne, la sua struttura è composta da 1.800 tronchi di abete, 600 rami di castagno, 6.000 metri di piccoli tronchi di nocciolo uniti assieme da corde, chiodi e legno flessibile, nell’arte antica dell’intreccio. In totale occupa un’area di circa 650 metri quadrati. Tra alcuni anni all’interno della Cattedrale vegetale cresceranno 42 piante di faggio e l’edificio verde si trasformerà in una foresta, un trionfo della natura sull’uomo. Nel bergamasco, a Oltre il Colle, un comune a 1345 metri s.l.m. già da alcuni anni si lavora alla Cattedrale vegetale, ma l’inaugurazione al pubblico è fissata per il 4 settembre 2010, dalle 9.30. L’edificio non solo rappresenta un motivo di orgoglio del Parco delle Alpi Orobie e una grande conquista per la società e la cultura del vivere Green, ma nel tempo sarà teatro di eventi e manifestazioni ecologiche e ambientali.

La Cattedrale vegetale del Bergamasco non è il solo esempio di architettura bio in Italia, Giuliano Mauri (Lodi Vecchio, 1938- Lodi 2009) ha dato forma per la prima volta alla sua opera vegetale nel 2001 per Arte Sella, la Biennale Internazionale di Arte Contemporaneao nella Natura, che si svolge nella val di Sella, nel comune di Borgo Valsugana. L’installazione di Land Art dell’artista lombardo è stata l’opera principale dell’edizione Arte Sella 2001, nell’ambito di Incontri Internazionali Arte Natura, un’opera di grande fascino e suggestione, ma anche strumento di ripristino e valorizzazione ambientale della Provincia di Trento. Leggiamo le parole dell’artista, in occasione della realizzazione della sua prima Cattedrale vegetale,
All’interno di questi edifici che io sto costruendo ci saranno delle piante di carpino. Costruisco artifici per accompagnare le piante nei vent’anni che servono loro per diventare adulte. Dopo questo tempo le strutture sono destinate a marcire, a diventare terra. Al loro posto, stante una potatura annuale, ci saranno ottanta piante a forma quasi di colonna che ricorderanno comunque il mio lavoro. Quattro filari di alberi per la Cattedrale che ho sempre sognato. Tra vent’anni la gente si accorgerà che c’è stata la creazione della natura che ha dialogato con l’uomo. Che è poi quello che l’uomo ha sempre fatto. La dimenticanza è solo la nostra di non sapere, di non riconoscere più.

[Fonti: Ansa; ArteSella]



[ Modificato 12:49 13 feb 2014 ]
Torna ad inizio pagina
farfalla5
12:02 04 set 2010
AG-STAFF COLLABORATORE
Utenti Registrati #180
Registrato il: 17:21 16 gen 2008
messaggi: 13206
Ragazzi, lo so che io sono una sognatrice...ma lasciatemi sognare

Eco-edilizia: la casa fatta di canapa



La casa non deve essere necessariamente costruita con mattoni, gesso, cemento e vernice. Il materiale da costruzione può crescere su un ettaro di terreno, essere facile da assemblare (basta conoscere il fai-da-te), ed emettere per l’intera costruzione solo 110 kg di carbonio per metro cubo. Come è possibile? Qual è questo materiale magico? La risposta è la canapa. Questa pianta è una delle più “ecologiche” dato che ha trovato un largo utilizzo in molti tipi di prodotti, ma di certo mai nella costruzione di un’abitazione.
Da circa un paio d’anni Klara Marosszeky stava studiando il modo di produrre un materiale da costruzione facilmente lavorabile basato sulla canapa australiana. A quel tempo stava concentrando il suo lavoro sulla tecnica della canapa “Hurd” – in cui il centro concide con il gambo – ma che si è rivelata troppo costosa a causa della separazione della guaina fibrosa dura del gambo, in un processo noto come decorticazione.
Ma ora sembra la signora Marosszeky abbia trovato la soluzione, usando l’intero gambo e mescolandolo con intonaco a calce per creare una base di canapa come materiale da costruzione in muratura. Intervistata da News Echo all’inizio di quest’anno, Klara Marosszeky ha osservato che
L’utilizzo di una muratura di canapa per costruire significa anche che si utilizza un prodotto a bassa energia incorporata, perché non bisogna incastrarla come i mattoni. In questo modo potete costruire una casa in quattro giorni.


La miscela canapa/calce viene poi pressata in modo da formare uno strato che assomiglia ad una struttura a graticcio, simile ad un gazebo. Quando si indurisce diventa un supporto solido, traspirante e isolante da utilizzare come una vera e propria parete in muratura. Al fine di promuovere questa forma di materiale da costruzione Klara ha collaborato con Paul Benhaim per la redazione di un e-book chiamato Costruire una casa di canapa.
Klara e Paul hanno ora in programma di eseguire una serie di seminari sul tema, partendo con tappe in tutta l’Australia, per poi sbarcare anche in America nel 2011. Non sono previste per ora visite in Europa. Se quest’idea dovesse prender piede, otterremmo due risultati: costruire case solide in molto meno tempo, e dunque costando anche infinitamente meno, ma soprattutto riusciremmo a costruire abitazioni con materiali molto meno inquinanti di quelli che conosciamo oggi.
Fonte: [Treehugger]





Torna ad inizio pagina
                                                
brig.zero
20:06 04 set 2010
Utenti Registrati #300
Registrato il: 18:40 09 mag 2008
messaggi: 5541
farfalla5 ha scritto ...

Ragazzi, lo so che io sono una sognatrice...ma lasciatemi sognare

Eco-edilizia: la casa fatta di canapa



La casa non deve essere necessariamente costruita con mattoni, gesso, cemento e vernice. Il materiale da costruzione può crescere su un ettaro di terreno, essere facile da assemblare (basta conoscere il fai-da-te), ed emettere per l’intera costruzione solo 110 kg di carbonio per metro cubo. Come è possibile? Qual è questo materiale magico? La risposta è la canapa. Questa pianta è una delle più “ecologiche” dato che ha trovato un largo utilizzo in molti tipi di prodotti, ma di certo mai nella costruzione di un’abitazione.
Da circa un paio d’anni Klara Marosszeky stava studiando il modo di produrre un materiale da costruzione facilmente lavorabile basato sulla canapa australiana. A quel tempo stava concentrando il suo lavoro sulla tecnica della canapa “Hurd” – in cui il centro concide con il gambo – ma che si è rivelata troppo costosa a causa della separazione della guaina fibrosa dura del gambo, in un processo noto come decorticazione.
Ma ora sembra la signora Marosszeky abbia trovato la soluzione, usando l’intero gambo e mescolandolo con intonaco a calce per creare una base di canapa come materiale da costruzione in muratura. Intervistata da News Echo all’inizio di quest’anno, Klara Marosszeky ha osservato che
L’utilizzo di una muratura di canapa per costruire significa anche che si utilizza un prodotto a bassa energia incorporata, perché non bisogna incastrarla come i mattoni. In questo modo potete costruire una casa in quattro giorni.


La miscela canapa/calce viene poi pressata in modo da formare uno strato che assomiglia ad una struttura a graticcio, simile ad un gazebo. Quando si indurisce diventa un supporto solido, traspirante e isolante da utilizzare come una vera e propria parete in muratura. Al fine di promuovere questa forma di materiale da costruzione Klara ha collaborato con Paul Benhaim per la redazione di un e-book chiamato Costruire una casa di canapa.
Klara e Paul hanno ora in programma di eseguire una serie di seminari sul tema, partendo con tappe in tutta l’Australia, per poi sbarcare anche in America nel 2011. Non sono previste per ora visite in Europa. Se quest’idea dovesse prender piede, otterremmo due risultati: costruire case solide in molto meno tempo, e dunque costando anche infinitamente meno, ma soprattutto riusciremmo a costruire abitazioni con materiali molto meno inquinanti di quelli che conosciamo oggi.
Fonte: [Treehugger]


... è proprio una casa da sballo ...





Torna ad inizio pagina
                                                
kingofpop
11:29 05 set 2010
Utenti Registrati #1170
Registrato il: 13:42 11 gen 2010
messaggi: 2657
la vogliooo





Torna ad inizio pagina
                                                
brig.zero
11:57 06 set 2010
Utenti Registrati #300
Registrato il: 18:40 09 mag 2008
messaggi: 5541
brig.zero ha scritto ...

farfalla5 ha scritto ...

Ragazzi, lo so che io sono una sognatrice...ma lasciatemi sognare

Eco-edilizia: la casa fatta di canapa



La casa non deve essere necessariamente costruita con mattoni, gesso, cemento e vernice. Il materiale da costruzione può crescere su un ettaro di terreno, essere facile da assemblare (basta conoscere il fai-da-te), ed emettere per l’intera costruzione solo 110 kg di carbonio per metro cubo. Come è possibile? Qual è questo materiale magico? La risposta è la canapa. Questa pianta è una delle più “ecologiche” dato che ha trovato un largo utilizzo in molti tipi di prodotti, ma di certo mai nella costruzione di un’abitazione.
Da circa un paio d’anni Klara Marosszeky stava studiando il modo di produrre un materiale da costruzione facilmente lavorabile basato sulla canapa australiana. A quel tempo stava concentrando il suo lavoro sulla tecnica della canapa “Hurd” – in cui il centro concide con il gambo – ma che si è rivelata troppo costosa a causa della separazione della guaina fibrosa dura del gambo, in un processo noto come decorticazione.
Ma ora sembra la signora Marosszeky abbia trovato la soluzione, usando l’intero gambo e mescolandolo con intonaco a calce per creare una base di canapa come materiale da costruzione in muratura. Intervistata da News Echo all’inizio di quest’anno, Klara Marosszeky ha osservato che
L’utilizzo di una muratura di canapa per costruire significa anche che si utilizza un prodotto a bassa energia incorporata, perché non bisogna incastrarla come i mattoni. In questo modo potete costruire una casa in quattro giorni.


La miscela canapa/calce viene poi pressata in modo da formare uno strato che assomiglia ad una struttura a graticcio, simile ad un gazebo. Quando si indurisce diventa un supporto solido, traspirante e isolante da utilizzare come una vera e propria parete in muratura. Al fine di promuovere questa forma di materiale da costruzione Klara ha collaborato con Paul Benhaim per la redazione di un e-book chiamato Costruire una casa di canapa.
Klara e Paul hanno ora in programma di eseguire una serie di seminari sul tema, partendo con tappe in tutta l’Australia, per poi sbarcare anche in America nel 2011. Non sono previste per ora visite in Europa. Se quest’idea dovesse prender piede, otterremmo due risultati: costruire case solide in molto meno tempo, e dunque costando anche infinitamente meno, ma soprattutto riusciremmo a costruire abitazioni con materiali molto meno inquinanti di quelli che conosciamo oggi.
Fonte: [Treehugger]


... è proprio una casa da sballo ...


e se prende fuoco va in fumo nel vero senso della parola ...






Torna ad inizio pagina
                                                
farfalla5
21:08 06 set 2010
AG-STAFF COLLABORATORE
Utenti Registrati #180
Registrato il: 17:21 16 gen 2008
messaggi: 13206
brig.zero ha scritto ...


e se prende fuoco va in fumo nel vero senso della parola ...



Dio santo, perchè con le case di oggi non succede...???







Torna ad inizio pagina
                                                
farfalla5
11:32 07 set 2010
AG-STAFF COLLABORATORE
Utenti Registrati #180
Registrato il: 17:21 16 gen 2008
messaggi: 13206
Eurobike 2010, le novità sulle biciclette ecologiche
Di Valentina Ierrobino,

Eurobike 2010, la più grande esposizione europea dedicata alle biciclette, si è tenuta nella cittadina tedesca di Friedrichshafen, sulle sponde del lago di Costanza, dal 1 al 4 settembre.
Moltissime le biciclette elettriche, i prototipi e le bici innovative ed ecologiche presentate al salone internazionale. La fiera della bicicletta è un appuntamento fisso per tutti gli appassionati delle bici e del viaggiare senza inquinare, della pedalata sull’asfalto e delle città senza macchine.
Eurobike è nata nel 1991 e si tiene ogni anno durante la prima settimana del mese di settembre a Friedrichshafen. Gli espositori provengono da 75 Paesi e attirano ogni anno oltre 40.000 spettatori specializzati. Se la Germania occupa un posto importante nel mercato delle biciclette, è l’Italia che ne produce il maggior numero: 2,38 milioni di biciclette all’anno, ma è uno degli Stati a venderne meno, difatti la maggior parte delle bici prodotte nel nostro Paese sono destinate ai mercati europei. Come afferma Piero Nigrelli, responsabile bici dell’Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori (Ancma) di Confindustria,
La cultura della bici come mezzo di spostamento comincia appena a diffondersi in Italia. A Copenhagen l’obiettivo è che la metà della popolazione si sposti in bici entro il 2015, noi procediamo a macchia di leopardo con città come Ferrara dove è un mezzo diffuso e altre che non hanno le ciclabili.


Tra le soluzioni più eccentriche e funzionali presentate a Eurobike 2010, vi è la bicicletta a prova di ladri. Come funziona? A fine corsa la bicicletta si arrotola attorno ad un palo e diviene essa stessa catena antiscippo. E’ una bicicletta senza pedali e senza sellino, ma pur sempre un mezzo ecologico per spostarsi in mezzo al traffico cittadino. L’idea è di un giovane designer inglese, Kevin Scott, premiato al Business Innovation Centre per la sua bicicletta avvolgibile. E cosa dire della Dreamslide, la bicicletta in cui si pedala in piedi? Il mezzo di trasporto ecologico è stato ideato da Jean Marc Gobillard e già è in vendita a Parigi. Molte le novità anche tra le biciclette mignon, come quella progettata dall’architetto Alessandro Belli che entra persino in uno zaino. La bicicletta elettrica, per ora un prototipo che farà parte di un progetto finanziato dall’Unione europea, pesa 4 kg e monta ruote da 35 cm. Come spiega il suo ideatore,
La bici è un oggetto apparentemente semplice, ma le componenti sono frutto di un’evoluzione che si è sviluppata in 140 anni. La sfida è ottenere un oggetto che sfrutti il meglio nel campo dei materiali per una nuova forma di mobilità. Dei 120 milioni di bici vendute nel mercato mondiale, solo 300mila l’anno restano pesanti e costose.


[Fonte: La Repubblica]





Torna ad inizio pagina
                                                
farfalla5
16:28 20 nov 2010
AG-STAFF COLLABORATORE
Utenti Registrati #180
Registrato il: 17:21 16 gen 2008
messaggi: 13206
. Ecco i suoi consigli per un buon dentrificio naturale fatto in casa.

Un mattino di qualche mese fa ho aperto il tubetto del dentifricio e mi è parsa l’operazione più banale e quotidiana potessi fare. Invece no: avevo appena schiuso il vaso di Pandora! L’occhio era caduto sulla scritta “Floruro” e se il diploma di Perito chimico capotecnico aveva ancora una valenza nei cassetti della mia memoria, era lecito io risolvessi l’ossimoro dato dalla presenza del Fluoro, uno dei gas più velenosi sulla tavola periodica, nella mia bocca. Non è mia intenzione essere terrorista di me stesso e ben so che 36 anni di convivio col Capitano e la sua amalgama non mi hanno ancora sdentato. So inoltre che questo spaventoso gas smette di essere tale nel momento in cui si lega a sale con altri elementi; Ma da lì a pensare sia esso fonte del mio benessere ne corre. Quindi, con ancora il tappino del preparato tra le dita, mi sono informato –numerosissimi i forum in merito, basta ad esempio digitare “dentifricio & veleno” su un motore di ricerca-, ho scoperto che non pochi amici sono allergici ad alcuni metalli, ho compreso l’impatto di questo prodotto sulle acque di scarico e ho notato altre incognite legate al packaging. Risvegliata la mia parte propositiva, ho testato diversi manufatti ben più naturali e oggi vi suggerisco il cataplasma che sto usando da qualche mese con soddisfazione:

• Argilla Verde Superventilata 85% -si trova in qualsiasi erboristeria-
• Bicarbonato di Sodio 7% - Erboristeria, ma probabilmente anche supermercati-
• Olio essenziale 2% -Gusto a scelta-
• Menta tritata essiccata 6%

Tengo questo miscuglio in un barattolo chiuso pescandone una punta di cucchiaio direttamente con lo spazzolino inumidito. Si può giocare con le percentuali, l’importante è non esagerare con il bicarbonato di Sodio per non dare troppa basicità alla bocca. E’ giusto riportare i dubbi del mio dentista su questi prodotti artigianali, il Doc. ritiene l’argilla troppo abrasiva a lungo termine. Dopo trattativa feroce ho deciso di utilizzare argilla verde super ventilata –leggi finissima- e ogni tanto alternare l’uso di questo impasto alla riapertura del vaso di pandora. Ciao Paridao





Dentifricio fatto in casa:

Una mezza tazza di Bicarbonato di Sodio
1 cucchiaio da tavola di Olio di mandorle dolci (od altro olio se si preferisce)
1 goccia di Tea tree oil
2 gocce o più di menta piperita, cannella o finocchio a seconda del gusto

Mescolate bene il tutto in un vasetto di vetro a chiusura ermetica, spazzolatevi 2 volte al giorno.
L'olio Tea tree elimina la maggior parte dei batteri introdotti attraverso il cibo che determinano problemi ai denti ed alle gengive in ascensione. Il Bicarbonato di Sodio consente di rimuovere la placca con maggior facilità.
La menta o la cannella stimoleranno le gengive ed i denti a risorgere. Se si preferisce, o se ne avverte il bisogno, il Finocchio avrà un lieve effetto stimolante.

Nota: E' abrasivo quando se ne usa la polvere sullo spazzolino. Non lo è solo se sciolto in acqua.


Dentifricio per rimuovere la placca:

1 goccia di olio di Limone o di Pompelmo
2 gocce di estratto di semi di Pompelmo

Mescolate bene e ponete il tutto in un vasetto di vetro a tenuta ermetica, spazzolate i denti solamente due volte alla settimana.
Questa formula può essere usata due volte alla settimana intercalandola con l'altra ricetta per dissolvere la placca più resistente. Gli oli di Arancio, di Limone e di Pompelmo dissolvono la placca più dura, proprio come gli acidi della frutta dissolvono la pelle morta quando sono applicati sotto forma di crema. I denti cristallini hanno uno smalto resistente che può essere trattato di tanto in tanto con un po' di olio di agrumi senza essere intaccato. Anche l'Estratto di semi di Pompelmo è antibatterico alla stessa stregua del Tea tree ed assiste nell'eliminazione degli indesiderati batteri nella bocca.







Torna ad inizio pagina
                                                
farfalla5
13:15 27 mar 2012
AG-STAFF COLLABORATORE
Utenti Registrati #180
Registrato il: 17:21 16 gen 2008
messaggi: 13206
Cialde Espresso Point [Ricaricabili]

Ecocapsula per Espresso Point è l'unica capsula compatibile e ricaricabile al mondo per il sistema Espresso Point riutilizzabile fino a 250/300 volte. Il dimensionamento e le soluzioni tecniche adottate permettono ad Ecocapsula di essere utilizzabile con tutte le macchine compatibili con tale sistema o comunque con il formato originale delle cialde Lavazza. L'altissima qualità dei materiali utilizzati, certificati per uso alimentare e completamente riciclabili, sono garanzia di un prodotto brevettato, interamente studiato e realizzato in Italia.

Compatibilita' Macchine da Caffe': Sistema Lavazza Espresso Point e Compatibili

Costo: Euro 14,90







Torna ad inizio pagina
                                                
farfalla5
18:35 11 giu 2012
AG-STAFF COLLABORATORE
Utenti Registrati #180
Registrato il: 17:21 16 gen 2008
messaggi: 13206
Ci siamo, arriva l'auto ad aria 7000 euro e 100 km con 1 euro

In vendita a metà del prossimo anno la famosa MDI che ha fatto innamorare anche il colosso Tata. Il primo modello sarà un quadriciclo leggero. Ecco l'incredibile storia raccontata direttamente dal papà di questa macchina, Cyril Negre
di VINCENZO BORGOMEO

Tutto pronto: entro la metà del prossimo anno sarà in vendita l'attesissima auto ad aria, una macchina che nel serbatoio ha solo aria compressa, il sogno di tutti in un periodo di caro-carburante. La Motor Development International (MDI), con sede in Lussemburgo, è infatti ormai a un passo dal lancio commerciale e in anteprima a Repubblica.it ha rilasciato tutte le informazioni di dettaglio sul suo progetto (che pubblichiamo integralmente come Pdf 1 - 2 - 3 ). Niente più segreti quindi. Si sa che costerà appena 7000 euro e che il primo modello ad arrivare sarà una city car, seguito poi da una gamma infinita di modelli, dalla berlina da famiglia alla piccola, dalla vetturetta per 14enni al Bus, passando per il veicolo commerciale, il trattore e il container. Non manca nulla, perfino un motore da attaccare a casa ad una presa di corrente per usarlo come generatore in caso di emergenza.

Evidentemente l'accordo stretto con la Tata nel gennaio del 2007 ha dato i suoi frutti e - soprattutto - la spinta giusta per passare dalla teoria alla pratica. "La prima auto ad aria ad arrivare sarà l'AirPod e sarà omologata come quadriciclo leggero "grande", quello per 16enni. Poi ci sarà anche una versione baby, per i 14enni, e quindi una macchina vera - spiega lo stesso Cyril Negre, responsabile tecnico dell'auto ad aria della Mdi, il figlio di Guy Negre il fondatore della MDI - la sfida è lanciata".
continua...






Torna ad inizio pagina
                                                
brig.zero
10:01 13 giu 2012
Utenti Registrati #300
Registrato il: 18:40 09 mag 2008
messaggi: 5541
farfalla5 ha scritto ...

Ci siamo, arriva l'auto ad aria 7000 euro e 100 km con 1 euro

In vendita a metà del prossimo anno la famosa MDI che ha fatto innamorare anche il colosso Tata. Il primo modello sarà un quadriciclo leggero. Ecco l'incredibile storia raccontata direttamente dal papà di questa macchina, Cyril Negre
di VINCENZO BORGOMEO

Tutto pronto: entro la metà del prossimo anno sarà in vendita l'attesissima auto ad aria, una macchina che nel serbatoio ha solo aria compressa, il sogno di tutti in un periodo di caro-carburante. La Motor Development International (MDI), con sede in Lussemburgo, è infatti ormai a un passo dal lancio commerciale e in anteprima a Repubblica.it ha rilasciato tutte le informazioni di dettaglio sul suo progetto (che pubblichiamo integralmente come Pdf 1 - 2 - 3 ). Niente più segreti quindi. Si sa che costerà appena 7000 euro e che il primo modello ad arrivare sarà una city car, seguito poi da una gamma infinita di modelli, dalla berlina da famiglia alla piccola, dalla vetturetta per 14enni al Bus, passando per il veicolo commerciale, il trattore e il container. Non manca nulla, perfino un motore da attaccare a casa ad una presa di corrente per usarlo come generatore in caso di emergenza.

Evidentemente l'accordo stretto con la Tata nel gennaio del 2007 ha dato i suoi frutti e - soprattutto - la spinta giusta per passare dalla teoria alla pratica. "La prima auto ad aria ad arrivare sarà l'AirPod e sarà omologata come quadriciclo leggero "grande", quello per 16enni. Poi ci sarà anche una versione baby, per i 14enni, e quindi una macchina vera - spiega lo stesso Cyril Negre, responsabile tecnico dell'auto ad aria della Mdi, il figlio di Guy Negre il fondatore della MDI - la sfida è lanciata".
continua...



Auto elettriche: arriva la ricarica in cinque minuti

Potrebbe giungere dal Canada una possibile soluzione in grado di mettere fine al problema dei tempi di ricarica per le auto elettriche. A presentare una novità in questo campo è la società Hydro-Québec, che ha annunciato di essere al lavoro su un sistema di ricarica per veicoli elettrici in grado di riempire completamente le batterie agli ioni di litio di un mezzo EV in circa cinque minuti.
La società canadese si basa su uno studio ultra trentennale sulle batterie e sta portando avanti il progetto in collaborazione con il Dipartimento per l’energia degli USA. Al momento i ricercatori sono riusciti a mettere a punto un sistema in grado di ricaricare una piccola batteria agli ioni di litio, con potenza sufficiente ad alimentare un PC portatile, in appena un minuto, aprendo così la via ad applicazioni simili su accumulatori più grandi come quelli che trovano posto sulle auto elettriche.

A capo del progetto c’è Karim Zaghib, un ricercatore al lavoro sulle batteri fin dal 1986. L’obiettivo è quello di portare i tempi di ricarica di un veicolo elettrico ai livelli di un rifornimento di benzina o diesel su un modello tradizionale, andando così ad eliminare completamente un problema che è da sempre il limite più grosso con cui si è scontrata la propulsione elettrica e che rappresenta un vero e proprio freno alla sua diffusione.

Hydro-Québec e il Dipartimento per l’energia USA contano di poter arrivare al brevetto dell’innovativo sistema di ricarica entro la fine del 2012, per poi poter passare alla commercializzazione negli anni seguenti.

Fonte: Autobloggreen



Leggi tutto:





Torna ad inizio pagina
                                                
farfalla5
16:49 13 giu 2012
AG-STAFF COLLABORATORE
Utenti Registrati #180
Registrato il: 17:21 16 gen 2008
messaggi: 13206
brig.zero ha scritto ...



Hydro-Québec e il Dipartimento per l’energia USA contano di poter arrivare al brevetto dell’innovativo sistema di ricarica entro la fine del 2012, per poi poter passare alla commercializzazione negli anni seguenti.

Fonte: Autobloggreen
chi sa quante idee ci sono in giro...e nessuno ce ne parla.


Leggi tutto:







Torna ad inizio pagina
                                                
farfalla5
15:25 25 giu 2013
AG-STAFF COLLABORATORE
Utenti Registrati #180
Registrato il: 17:21 16 gen 2008
messaggi: 13206
Mi è arrivata questa mail da una mia conoscente...

CASE PREFABBRICATE ECOLOGICHE ANTISISMICHE E CASE MOBILI

Volevo gentilmente informarti che
Vendiamo al dettaglio e all'ingrosso CASE PREFABBRICATE ANTISISMICHE - CASE MOBILI IN CLASSE A, CERTIFICAZIONE CE.
Mi presento, sono Vanessa Fiorani e lavoro con la P&G Global di Belgrado..
produciamo secondo le esigenze del cliente, preventivi gratuiti
Visitate la nostra PAGINA
CASE PREFABBRICATE ECOLOGICHE ANTISISMICHE E CASE MOBILI

Per info
e.mail -email-
mobile 00381 62. 8740221
In attesa di una Vostra positiva risposta porgiamo i nostri saluti.
Vanessa Fiorani









Torna ad inizio pagina
                                                
Richard
16:01 10 lug 2013
Redattore

Registrato il: 16:57 06 giu 2007
messaggi: 19657



Finalmente è possibile ottenere energia elettrica dal sole senza avere a disposizione un tetto o un terreno agricolo: utile e poco ingombrante, nasce in Italia il primo impianto fotovoltaico da balcone, Pyppy, Free energy for all. Una soluzione pratica anche per chi vive in un bilocale ed è intenzionato ad abbassare i costi in bolletta, ottimizzando le risorse di casa: questo piccolo impianto rinnovabile, che non necessita di autorizzazioni né di allaccio alla rete elettrica, è in grado di alimentare elettrodomestici comuni come televisori, frigoriferi, pc ed illuminazioni.
La tecnologia utilizzata permette infatti al singolo utente di potenziare il funzionamento del pannello, pensato in due versioni da 1.200 W/h e 2.400 W/h, a seconda della necessità. Facile da utilizzare e trasportare, il fotovoltaico su due ruote offre una soluzione rinnovabile a tutti gli amanti dell’ambiente e del risparmio. “ Grazie alle sue peculiarità – ha spiegato Antonio Fischetto, responsabile di Ri-Ambientando, società che ha ideato l’innovativo pannello – Pyppy è un prodotto che viene incontro alle esigenze di chi fino ad ora non ha potuto dotarsi di un impianto fotovoltaico fisso”.
Non manca infine una certa attenzione al design: il pannello da balcone è stato studiato per potersi inserire armonicamente in diversi spazi abitativi, piccoli giardini e terrazzi. Privo di bordatura in alluminio, l’impianto è dotato di fiancate che hanno il fine di valorizzare e inglobare il dispositivo rinnovabile con linee morbide, come sottolineano gli esperti di Ri-Ambientando, in netta contrapposizione con la durezza della classica forma dei moduli fotovoltaici tradizionali.
Pyppy è in vendita a poco meno di 1500 euro, spesa che rientra nella detrazione Irpef del 50% per il risparmio energetico. Una soluzione alla portata di tutti quindi, dedicata a diminuire le emissioni inquinanti, sfruttare fonti energetiche alternative e, dettaglio da non sottovalutare, abbattere fino al 50% i costi dell’energia elettrica in bolletta.
di Marta Mainini





Torna ad inizio pagina
                                                
Vai a pagina       >>  
Moderatori: pasgal, Richard, Quantico, Vincenzo Pinelli

Salta:     Torna ad inizio pagina