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Paolo di Tarso, un super apostolo inventato. Ecco le prove.

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Autore Messaggio
pasgal
23:08 17 nov 2010
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Benvenuto Cecco, in effetti quanto dici dovrebbe proprio essere vero, ne parlarono anche Emilio Salsi ed Alessio de Angelis.

Sarebbe, però, da aprire una discussione a parte, sempre nella sezione Il Cristo Storico, che ne pensi?





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buonoepio
06:34 18 nov 2010
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Il grande storico Emilio Salsi scrive:

Un Di- che, per riscattare l’umanità dal peccato, si fa uomo e come tale si sottopone ad una passione di sangue ed estrema sofferenza, dopo aver predicato, istruito e scelto dodici “Apostoli” con un preciso mandato, una volta salito in cielo, si accorge di aver dimenticato “qualcosa d’importante”, allora scaraventa una folgore (a imitazione di Giove) su un certo Saulo Paolo, accecandolo, e con la “Voce” nomina un altro Apostolo con l’incarico di “aggiornare” la dottrina degli altri suoi “colleghi” che Lui stesso aveva appena istruiti, è una logica che può stare in piedi solo previo millenario lavaggio del cervello.
Nominati i dodici Apostoli ...




Anche dall'analisi di alcuni versi riportati dal Nuovo Testamento si può intuire e convalidare quanto riportato attaverso lo studio della storia dal grande storico Emilio Salsi.

Infatti, l'evangelista Luca in 6,12 riporta: " In quei giorni Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Di-. 13 Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli"



A sottolineare l'importanza di ciò che Gesù sta per compiere, per due volte nello stesso verso si parla di preghiera verso D-o, prima come intenzione , e poi come fatto, ma del tredicesimo apostolo cioè di San Paolo neppure un accenno né da parte di Gesù, né come suggerimento da parte di D-o.


Eppure questa persona, cioè San Paolo scrive in Galati 1,15 " Ma quando colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia si compiacque 16 di rivelare a me suo Figlio perché lo annunziassi in mezzo ai pagani, subito, senza consultare nessun uomo, 17 senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco."

In questo caso le due versioni sono contrapposte, diverse, fortemente divergenti, ad ognuno le proprie conclusioni.

A questo punto una piccola riflessione è d'obbligo.

Paolo vuol far credere ai suoi fedeli che Gesù, dopo essersi prodigato per circa due o tre anni anni ad istruire gli Apostoli nella sua dottrina e dopo ave predicato:

"E' più facile che finiscano il cielo e la terra piuttosto che cada una sola parola della legge, anche la più piccola" Luca 16,17;


"In verità vi dico: finché non passino il cielo e la terra, non un iota, non un apice cadrà dalla legge, prima che tutto accada"Matteo in 5,18 ;

alla fine abbia affidato, mediante una visione celeste, l'intero suo apostolato all'unico personaggio che da vivo non l'aveva mai conosciuto, che non sapeva niente del suo insegnamento, che si era distinto nella persecuzione dei suoi seguaci e che, nei quattro brevi incontri avuti cogli apostoli (verso i quali nutriva il massimo disprezzo), ebbe solo degli acerbi conflitti, l'ultimo dei quali quasi mortale

e che sosteneva che essere cristiano non consisteva nel vivere secondo la Legge, secondo le opere compiute, e nell'aver ricevuto la circoncisione, ma nel vivere nella fede di Gesù, il figlio di D-o: «Infatti se la giustificazione [la salvezza] viene dalla Legge, Cristo è morto invano» (Gal 11, 21).

Affermazione gravissima per i nazarei o ebioniti i in quanto denunciava la rottura più netta col mondo ebraico e con la chiesa di Gerusalemme.


Un caro saluto a tutti e un ben arrivato al Sig. Cecco d'Ascoli


[ Modificato 13:46 18 nov 2010 ]





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CeccodAscoli
09:42 18 nov 2010
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Non Paolo di Tarso il falso e mai esistito, Ma Paulus-(Apollonio)in Tarso-Tyana è il vero attore di questa storia leggendaria, non è stato difficile a Nicea per la penna cattolica modificarne la proprietà, in alcuni che sono solo fantasmi, d’altronde lo sono tutti gli attori neotestamentari. Questo mio pensiero e scritto accompagna la metodica e geniale ricerca storica del sig. Emilio Salsi, che saluto e ringrazio, insieme al sig. Pio per i suoi apprezzamenti e ringrazio anche il direttore Pasqual, dicendogli che è nel cristo storico che io avevo cercato di inserirlo. Grazie a tutti.

Andiamo al dunque: Studi e ricerche(30 anni) fatte dal cultore di arti meditative indiane(INDIA) Giuseppe Bufalo, che ci racconta questa storia sul sito “ANTIQUITAS”

KRISNA mito Indiano: Ecco come arrivò il suo vangelo detto il (Diegesis) sui tavoli Romani. Un grande saggio asceta, chiamato Deva Bodhisatoua, che visse nell’antica India, nel 1600 ac. Circa, scrisse un racconto mitologico su Krisna: il DIEGESIS. * Nel 38 circa d.C. Apollonio, (detto Paulus) nei suoi viaggi in Oriente, trovò e comperò tale libro a Singapore.
Egli lo ritenne così importante, che lo tradusse nella propria lingua madre, il samaritano.
Nel tradurlo egli apportò al testo molti cambiamenti, secondo la propria personale conoscenza e le proprie percezioni filosofiche della cosa. Al suo ritorno lasciò il manoscritto originale ad Alessandria e condusse con se la sua traduzione ad Antiochia. Circa 40 anni più tardi un altro samaritano, Marcione di Sinope corregionale di (Paulus), Apollonio, venne in possesso di questa traduzione; che a sua volta egli se ne fece copia, introducendo altri cambiamenti. Questa sua la portò seco a Roma, nel 145 circa d.C., dicendo che era il suo vangelo, e lì a Roma venne tradotto in greco ed in latino dando origine a quello che fu chiamato il Vangelo del Signore di Marcione. Apollonio di Tyana nacque in Cappadocia, regione dell’Anatolia, oggi Turchia, durante il regno di Cesare Augusto il 3 a.c.. La sua famiglia era molto facoltosa, così fece studiare il suo figliolo a Tarsus, una delle migliori scuole di quei tempi, poi proseguì i suoi studi al tempio di Esculapio a Aegae. A 16 anni divenne discepolo di Pitagora e asceta nomade. Il suo desiderio di conoscenza, lo portò a fare viaggi in tutto il mondo conosciuto. Secondo le scritture egli compì miracoli ovunque andò e fu ascoltato da moltitudini in venerazione. Lui non li definiva miracoli ma, espressioni della legge naturale. Apollonio dichiarava di ricevere rivelazioni dagli dei, ma egli era grande esperto e conoscitore delle tecniche mistiche insegnate a lui dai Bramini Indù e dai Maghi di Babilonia. A Efeso predisse la pestilenza, ebbe la visione dell’assassinio dell’Imperatore Domiziano, a Roma resuscitò dalla morte la figlia di un console. Nerone però lo espulse da Roma, ma Vespasiano, Tito e Nerva cercarono il suo consiglio. L’Imperatore Adriano collezionò i suoi scritti e le sue lettere, e il grande imperatore e filosofo Marco Aurelio ammise che per la sua conoscenza filosofica era debitore di Apollonio, dicendo:”Da Apollonio ho imparato la libertà della volontà e della comprensione, fermezza di intenti, e a non distrarsi dalla ragione neppure per un momento. “La filosofia Aristotelica di Apollonio abbracciava la condivisione del bene, la condanna della crudeltà e la compassione. Egli insegnò in molti centri del mondo Greco-Romano. Apollonio visse cento anni, dal 3 a.c. al 97 d.c., età giusta diceva lui per raggiungere lidi sconosciuti. A Tyana fu eretto un tempio in suo onore, e sue effigi erano in molti templi di altre città. JULIA DOMNA mamma dell’imperatore Settimio Severo, commissionò al filosofo Filostrato di scrivere la biografia di Apollonio, usando il quaderno scritto dal suo discepolo Damis di Ninive, e che era in suo possesso. Questo libro ebbe molta visibilità nel 210 d.c.. Ma dal IV° secolo la cristianità nascente post Niceana, attaccò con disprezzo la figura di Apollonio, definendolo un ciarlatano, un mago nero e l’anticristo. La chiesa nascente in tutto ha basato la divinità di Gesù su Apollonio, rubandogli perfino i miracoli. Apollonio di Tyana si asteneva dal bere vino e dal mangiare carne, perche per lui, si aveva la corruzione del corpo e dell’anima. A 15 anni prese la decisione di rimanere casto, perche aveva appreso che esiste un rapporto inverso tra i doni di chiaroveggenza e l’atto sessuale, infatti lui fu un grande “VEGGENTE”. Preannunciando la morte di Tiberio, di Nerone e di Domiziano. Nella sua vita errante predicava il ritorno alla purezza degli antichi misteri, ammonendo la vanità e le ricchezze materiali. Apollonio dava molti consigli al futuro Imperatore Vespasiano, addirittura lui gli offrì di diventare suo consigliere privato, che rifiutò dicendogli che era troppo vecchio. Al crepuscolo della sua vita sparì e nessuno ne seppe più niente. Come Pitagora Suo maestro, che divenne figlio di Apollo. Anche lui dai suoi seguaci veniva chiamato “APOLLO” o anche “PAULUS”. Raymond Bernard nel suo libro “APOLLONIUS THE NAZARENE” edito nel 1956 fa riferimento alla scoperta di antichi documenti nella biblioteca di Alessandria, salvati prima che il fuoco del clero cattolico romano distruggesse tutto. Tali documenti avrebbero riguardato lo sconosciuto maestro del primo secolo, lider degli esseno-terapeuti che per primo introdusse tra essi il vangelo di Krishna, il Salvatore Indù. Questo testo originale che stava nella biblioteca era stato tradotto anche in Sanscrito e Aramaico. Tre secoli dopo al tavolo di Nicea, venne elaborato e veicolato nei 4 che hanno fatto grande la chiesa. Le gesta di Apollonio di Tyana e il vangelo di Krishna, sono serviti alla prima cristianità, rimpiazzandolo/li con una figura fittizia, più confacente ai voleri del clero Costantiniano. Che Bernard non ha avuto remore nel definirlo (l’imperatore assassino). Così la dottrina degli esseno-terapeuti del loro maestro Apollonio divenne religione imperiale nella forma romanizzata, e coloro che la rifiutavano, venivano perseguiti con la morte. Dopo Costantino e i suoi figli, divenne imperatore il filosofo Giuliano, il quale cercò di ripristinare il culto degli dei, e ci ha lasciato questa frase: “Affinché qualcuno possa credere alla vostra verità come la intendete voi, allora si dovrebbe sommare in se l’improntitudine della razza ebraica e l’ indifferenza e l’ignoranza dei gentili. Questo è ciò che siete voi cristiani. Coerentemente con quanto detto, il nuovo testamento, con rigore è da definire il vangelo inventato.”
Cecco d’ Ascoli






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farfalla5
10:11 18 nov 2010
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Voglio ringraziare tutti che con tenacia e duro lavoro di ricerca storica ci offrono la possibilità di riflettere sulle menzogne del clero cristiano che durano più di 2000 anni.
Non posso partecipare a questa discussione perchè non ho la giusta conoscenza, ma la seguo con interesse.
Grazie.





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CeccodAscoli
13:42 18 nov 2010
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Saluto e ringrazio tutti.
Oggi che il tempo me lo permette voglio essere un po' più prolifico scrivendo sul cristo storico:

L'anno successivo al termine dell'incarico di Pilato, cioè nel 37 d.C., Tiberio morì e la carica imperiale fu assunta da Gaio. Costui era intimo amico di Erode Agrippa I°. Così Gaio Cesare gli affidò il governo della tetrarchia situata sulla riva orientale del lago Kinnereth, che dopo la morte di Erode Filippo (nel 34 e.v.) era passata sotto il diretto controllo del praefectus romano. Agrippa I° nel 38, lasciò Roma per insediarsi nel suo dominio.
Durante il viaggio fece tappa ad Alessandria d'Egitto e qui si svolse un curioso episodio che ci racconta Filone Alessandrino, (Philonis Alexandrini: Flaccum, VI). Scrive che i greci alessandrini, nemici della comunità giudaica locale, avevano trascinato nello stadio uno sprovveduto trovato per la strada, lo avrebbero acconciato con una corona di rami intrecciati, lo avrebbero avvolto in un mantello improvvisato, gli avrebbero messo in mano, a guisa di scettro, una canna facendone un re da burla e lo avrebbero sistemato in posizione sopraelevata mentre alcuni giovani ai suoi lati, tenendo dei bastoni come lance, avrebbero rappresentato le guardie. Allora la gente gli si sarebbe avvicinata e lo avrebbe canzonato fingendo di ossequiarlo, di supplicarlo, invocando: "Oh Signore!" e usando per questo il termine che in siriaco (la lingua di Agrippa) era usato per rivolgersi al re. (Stavano sbeffeggiando l'immagine del rivoluzionario Mashiach dei giudei che qualche tempo prima si era fatto re acclamato dal suo popolo, sfidando il potere imperiale romano. Questo episodio è l’esatta rappresentazione, veicolata dalle penne Niceane sui versetti evangelici come passione di cristo:

Gv.[19/2-3] E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli venivano davanti e gli dicevano: * "Salve, re dei Giudei!". E gli davano schiaffi.
Mc.[ 15/19]“ Poi i soldati intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e lo rivestirono di un manto di porpora e si avvicinavano a lui e dicevano: “Salve o re dei giudei” e lo prendevano a schiaffi.
Mt. [27/27]“ mentre con una canna gli battevano il capo e gli sputavano addosso e, piegando il ginocchio, gli facevano la riverenza: Inginocchiatisi davanti a lui lo percuotevano dicendo: “Salve re dei giudei” E sputando su di lui prendevano la canna e lo colpivano sulla testa.

Cos'era successo nello stadio di Alessandria? Pomponio Flacco aveva acconsentito, o addirittura favorito, che alcuni canzonassero gli ebrei sfruttando l'immagine di quel sedicente re dei giudei che qualche tempo prima aveva sfidato una il potere imperiale romano. Il ricordo di questo evento era fresco e tutti coloro che avevano in antipatia i giudei trovavano che questi si fossero coperti di ridicolo per aver creduto in una possibile liberazione della Palestina. Come possiamo capire l'episodio è molto importante, perché ci dà la possibilità di restringere l’avvenimento della crocifissione del Messia di Israele, tra la Morte di Filippo Tetrarca 34 e.v., e questo avvenimento in Alessandria nel 38 e.v. , raccontato da Filone. (David Donnini: Storia della Palestina )

Le penne cristiane, maestre della pia e santa frode, con scaltra intelligenza hanno plagiato le altrui scritture, il primo esempio, per “la passione” è questo sopra descritto in Filone. Per la crocifissione hanno plagiato Flavio in Autobiografia; [420] In seguito, inviato dal Cesare Tito, con Cereale e mille cavalieri, a un villaggio chiamato Tekoa, per verificare se il luogo era adatto ad accogliere un campo trincerato, poiché ripartendone vidi molti prigionieri crocifissi e ne riconobbi tre che erano stati miei amici, ne ebbi il cuore straziato e mi recai pian­gendo a dirlo a Tito. [421] Egli ordinò immediatamente che fossero tirati giù e che ricevessero le cure più attente. Due, nonostante le cure, morirono, ma il terzo soprav­visse. Questo è il secondo esempio di santa plagia frode, dei “TRE” crocifissi, e il Giuseppe Flavio(alias d’ ARIMATEA) bar Mattia che tira giù qualcuno dalla croce. Cambiano le parole ma la musica resta. [!!!BAR-MATTIA!!! anagrammato e con qualche ritocco di penna lo fanno diventare b-in D’ARIMATEA e T in E] così è raggiunto lo scopo falsificatorio.
Saluti Cecco






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Emilio
14:25 19 nov 2010
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messaggi: 11
Salve Buonoepio,

mi scuso con lei e tutti i partecipanti al forum se non sono intervenuto prima.
Da cinque giorni il mio sito web è sotto “oscuramento” per i continui sabotaggi hackers, mirati, al punto che i miei consulenti, sinora, non riescono porvi rimedio. Ma torniamo a noi.
Le contraddizioni, da lei evidenziate, fra la dottrina dell’apostolo Paolo con quella dello stesso Gesù Cristo, già da sole dimostrano la discontinuità causata dalle modifiche di regole inizialmente diverse, di tipo giudaico, pertanto non “universali” (cattoliche).
Tale cambiamento lo ravvisiamo chiaramente laddove lo scriba cristiano (ormai filo imperiale) che si spacciò per “Paulus” gli fece recitare nelle "lettere" che scrisse a suo nome:

“E’ necessario stare sottomessi e pagare i tributi perché quelli dediti a questo compito sono funzionari di Dio” (Rm. 13, 1/7);
“Schiavi, obbedite ai vostri padroni secondo la carne con timore e tremore” (Ef. 6, 5);
“Ciascuno sia sottomesso alle autorità costituite perché non c’è autorità se non da Dio, e quelle che esistono sono stabilite da Dio. Quindi chi si oppone all’autorità, si oppone all’ordine stabilito da Dio” (Rm. 13, 1/7).

L’esigenza di modificare una religione “creata da un Dio”, originalmente nazionalista e con regole proprie, non doveva apparire dipendente da volontà politica pertanto si rese necessario farla risultare come una scelta dettata dalla stessa divinità.
I Padri fondatori della nuova dottrina riformata, evolutasi dal cristianesimo (messianismo) primitivo giudaico, ricorsero ad una ulteriore “Rivelazione” del "Messia Gesù" intesa a creare un altro “Apostolo” ancor più autorevole dei “Dodici” iniziali (già inventati da precursori ideologici diversi), con il compito di propagandarla ai Gentili Pagani.

Salute a tutti e … ci risentiamo fra poco. Emilio Salsi











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Emilio
19:35 19 nov 2010
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messaggi: 11
Ciao Cecco,

amico conosciuto in altri forum e insieme impegnati negli studi per smascherare le mirabolanti vicende narrate nei vangeli e fatte passare come “Verità Divine” dalla Chiesa. Hai subito esordito evidenziando un passo evangelico, sfuggito anche a me, in cui si dimostra il ragionamento errato, tanto più assurdo perché fatto dal Dio Gesù.
Non è accettabile che il “Redentore dell’umanità peccatrice” - nel momento stesso in cui abita e dopo aver pernottato nella Sua casa sita a Nazaret, in Galilea - si svegli il mattino dopo e … :

“Gesù aveva stabilito di partire per la Galilea …” (Gv 1, 43).

Ho fatto tesoro della tua acribia che ho già inserita nel prossimo argomento, quando, insieme, dimostreremo che la Nazaret dei vangeli non corrisponde alla città attualmente riconosciuta dai Cristiani … ma a Gàmala, la città di Giuda il Galileo e dei suoi figli, i quali avevano gli stessi nomi dei fratelli di “Gesù”.

Per quanto concerne Apollonio di Tiana mi limito ad aggiungere un particolare per i lettori (tu lo conosci bene): il suo mito come “Salvatore Demiurgo” non ottenne successo perché non contemplava il “Sacrificio Eucaristico”. Questo fu il vero cavallo vincente del cristianesimo gesuita: il rituale teofagico, della “Hostia Consacrata” pagana, innestato nel “Messia” ebraico, indispensabile per la “salvezza della vita eterna degli uomini buoni, poveri di spirito, docili e … tanto beati” .
Noi scettici, invece, dopo annose ricerche, siamo riusciti a dimostrare l’inesistenza di Gesù, Apostoli, Maria Vergine Immacolata, san Giuseppe, miracoli ecc.

La dottrina cristiana è ormai indifendibile … e lo sa bene “Giorgi”, curatore della “Parusia di Gesù”, il quale bada bene di tenersi alla larga dalle nostre argomentazioni che smentiscono “L’Avvento” e, di conseguenza, cancellano ogni possibilità di “Ri-Avvento”: se Gesù non è mai venuto come potrebbe ri-tornare?

“Gesù” ovvero “Jeshù a”, aramaico, vuol dire “Salvatore”.
Il suo mito fu creato artatamente e si evolse nei secoli. Oggi risulta un semplice involucro ideologico la cui incarnazione fu dichiarata religione unica ufficiale da un Impero Romano decadente e da esso divulgata.
Il percorso successivo si è dimostrato il più grande lavaggio del cervello che l’umanità abbia mai conosciuto.
I Templi e i pulpiti dei “Ministri di Dio”, più comunemente “Preti”, sono stati sempre mantenuti dalla gente lavoratrice e corteggiati dai potenti reggenti della civiltà occidentale per evidente interesse politico … sino ad oggi.

Suvvia, Giorgi, si faccia coraggio, “batta un colpo”, dimostri a tutti che stiamo sbagliando; entri nel merito delle dimostrazioni sul “Cristo storico” che si susseguono in Altro Giornale e ci smentisca, o, quanto meno, chieda l’intervento soccorritore di un esegeta clericale: il suo Gesù, oggi, non è più un “Mistero”: storia, archeologia, numismatica e logica ci hanno permesso di conoscere le origini del mito che lei si sforza di propagandare.
Forse non lo sa, o finge di ignorarlo, che Papa Benedetto (da Dio, ovviamente), da oltre due anni incita ripetutamente i credenti ad intervenire nella rete web “per difendere i valori della Fede Cristiana” .

Noi siamo qui, fiduciosi che anche lei si decida a fare il suo dovere di adepto convinto in “Gesù Cristo”… iniziando col dimostrarne prima il Suo “Avvento”, poi la “Parusia”.

Emilio Salsi








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buonoepio
20:54 19 nov 2010
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Sono veramente dispiaciuto per il ripetuto attacco e oscuramento da parte di ignoti del sito web del grande storico del cristianesimo primitivo, Sig. Emilio Salsi.


www.vangeliestoria.eu






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farfalla5
21:02 19 nov 2010
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Caro Emilio, si potrebbe avere, magari in privato, il materiale che tu stai studiando, perchè da quando ce lo hai proposto mi sto innamorando di questo affascinante tema. Devo essere sincera, non ho ancora visitato il tuo sito, ma se è in continuo oscuramento si potrebbe mandarlo per mail.
Ti saluto e un grazie anche ai nuovi amici Buonopio e Cecco.





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Emilio
21:39 19 nov 2010
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Gentile signora Farfalla 5,

unitamente al sig. buonoepio la ringrazio per la solidarietà dimostrata. L'hacker si dichiara "muslim" turco, pur tuttavia questa ostentazione della propria religione e nazionalità non ci convince affatto: è superflua.
Personalmente mi sembra strano che un turco decida di approfondire studi nella nostra lingua, già complessi per quegli italiani che non siano decisamenti esperti.
Lo staff webmaster italiano ed il provider estero sono organizzazioni di notoria esperienza che operano in rete da molti anni: nel giro di qualche giorno contiamo di pubblicare nuovamente gli studi che i clericali, invocando il Padreterno, sperano di non vedere più. Sono trascorsi due anni da quando uscì il libro e non sono stati in grado di confutarne le analisi contenute che lei conosce solo parzialmente ... per ora.
A presto.

Emilio Salsi


[ Modificato 21:47 19 nov 2010 ]





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farfalla5
21:49 19 nov 2010
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Emilio ha scritto ...

Gentile signora Farfalla 5,

A presto.

Emilio Salsi



Grazie Emilio, ti do del tu perchè è molto più amichevole. Noi qui ci sentiamo come una grande famiglia e tu fai parte di questa.


[ Modificato 21:50 19 nov 2010 ]





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pasgal
23:06 19 nov 2010
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farfalla5 ha scritto ...

Caro Emilio, si potrebbe avere, magari in privato, il materiale che tu stai studiando, perchè da quando ce lo hai proposto mi sto innamorando di questo affascinante tema. Devo essere sincera, non ho ancora visitato il tuo sito, ma se è in continuo oscuramento si potrebbe mandarlo per mail.
Ti saluto e un grazie anche ai nuovi amici Buonopio e Cecco.


Emilio ha pubblicato tutto in un bellissimo libro!

Dispiace anche a me per gli attacchi al suo sito, iniziati proprio dopo l'inizio della sua collaborazione ad AG... Noi abbiamo migliaia di lettori al giorno e la percentuale dei nemici aumenta così come quella degli amici.






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farfalla5
23:20 19 nov 2010
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pasgal ha scritto ...



Emilio ha pubblicato tutto in un bellissimo libro!

Dispiace anche a me per gli attacchi al suo sito, iniziati proprio dopo l'inizio della sua collaborazione ad AG... Noi abbiamo migliaia di lettori al giorno e la percentuale dei nemici aumenta così come quella degli amici.



Insomma, un bel equilibrio






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buonoepio
16:54 21 nov 2010
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Qualcuno mi potrebbe aiutare?

Ebbene, San Paolo in 1 Tessalonicesi 4,14-18 così scriveva:

"Se infatti crediamo che Gesù è morto ed è risuscitato, così D-o riunirà con Lui anche quanti si sono addormentati in Gesù.15 Questo vi diciamo sulla parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti. 16 Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell'arcangelo e al suono della tromba di Di-, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; 17 quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell'aria, e così saremo sempre con il Signore. 18 Confortatevi dunque a vicenda con queste parole".

Il fatto più straordinario è che tra i vivi al momento della parusia (ritorno di Cristo in terra alla fine del mondo per giudicare i vivi e i morti) San Paolo considera se stesso e i fedeli di Tessalonica.


Ora noi sappiamo che questa attesa della parusia, è stata smentita dai fatti.


San Paolo è morto come i Tessalonicesi di allora ma la parusia profetizzata dallo stesso san Paolo non si è mai avverata e poichè lo stesso San Paolo in 1 Galati 11,12 afferma "Vi dichiaro dunque, fratelli, che il vangelo da me annunziato non è modellato sull'uomo; infatti io non l'ho ricevuto né l'ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo"; io non ritengo assolutamente possibile, che il Gesù Cristo in quel momento già salito al Padre, potesse fare errori di tale entità, ma ora, credo invece che San Paolo, o chi per lui, sia stato uno dei tanti visionari che hanno calpestato questo nostro mondo, delusi delle loro dure realtà e sognatori di eventi straordinari da loro desiderati.

Un caro saluto e un ringraziamento fin da ora, per quanti mi aiuteranno in questi dubbi.

[ Modificato 16:56 21 nov 2010 ]





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