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Movimento 5 Stelle

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Erre Esse
21:05 16 mag 2012
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Paolo Putti, il candidato sindaco del movimento 5 stelle di Genova è il SOSIA di Benjamin Fulford!









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ezechiele
22:47 16 mag 2012
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ammappate rossano mica me ne ero accorto!





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Pier72Mars
07:57 17 mag 2012
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5 Comuni a 5 Stelle

M5S - Matteo Afker Portavoce Sindaco - Garbagnate Milanese
(02:46)
"Cinque Comuni per noi posson bastare!" (*), sei con Sarego.
Domenica e lunedì ci sono 5 ballottaggi a Budrio, Comacchio, Garbagnate, Mira, Parma.
Sono tutti importanti. I loro cittadini hanno la possibilità di voltare pagina, di decidere in prima persona. I candidati del MoVimento 5 Stelle sono un megafono, una terminale dei cittadini. Chi li vota non mette solo un segno su una scheda per poi stare a guardare. Questo tipo di persona non ci interessa. Chi sceglie il MoVimento 5 Stelle deve partecipare, rischiare qualcosa, intervenire nella vita pubblica. La città è sua e lui ha il diritto e il dovere di occuparsene.
Non si tratta solo di 5 elezioni comunali, ma di 5 referendum per tornare a vivere, per riappropriarsi delle nostre vite, per ricostruire un senso di comunità che gli italiani hanno perduto. La grande Storia è passata da questa penisola. E' tempo di ripartire. Domenica e lunedì in 5 città si sceglierà tra una visione democratica e partecipativa o per i partiti e la palude che ci sta inghiottendo.
Io sarò presente, arriverò in camper, farò un breve discorso in tutti e 5 i Comuni, ma dovrete ascoltare soprattutto il portavoce e i membri della lista. Votateli, loro sono voi e voi siete loro.





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Richard
08:31 17 mag 2012
Redattore

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Erre Esse ha scritto ...

Paolo Putti, il candidato sindaco del movimento 5 stelle di Genova è il SOSIA di Benjamin Fulford!



che sia un segno?





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farfalla5
18:15 17 mag 2012
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Interessante somiglianza, ma cmq ora ho deciso, sono proprio loro che mi danno l' idea di voler cambiare veramente le cose.





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Pier72Mars
14:09 21 mag 2012
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Un deposito colossale di gas in una zona sismica è geniale


Un deposito colossale di gas in una zona sismica è un'idea geniale.
“CHE COSA SAREBBE POTUTO SUCCEDERE A RIVARA (dove si è verificato il terremoto) se il grosso deposito in cavità sotterrane di gas metano che vogliono realizzare, fosse stato già in funzione?
Comunicato Movimento 5 Stelle Emilia Romagna:
Gas di Rivara: Ministero dell'Ambiente ancora bocciato. Il Ministero guidato da Corrado Clini aggiunge una nuova "bandierina nera". Dopo gli elogi al nucleare, bocciato dai cittadini e antieconomico, dopo l'esaltazione dell'inutile e costosissima Tav e degli altrettanto dannosi e antieconomici inceneritori, ecco la nuova perla: il sottosegretario all'Ambiente Tullio Fanelli riapre il discorso legato al maxi deposito di gas di Rivara. Il governo Monti, non faccia passi azzardati e tenti colpi di mano su questa opera assurda. Non la vogliono i cittadini, non la vogliono i Comuni e non la vuole la Regione Emilia Romagna. I rischi e l'inutilità di questa opera sono dimostrati da studi su tutti i fronti. Il M5S ribadisce il suo chiaro e determinato "no!" al maxideposito di Rivara e chiede alla Regione di non piegarsi alla lunga mano centralista, antidemocratica e antiambientale del governo Monti e del dicastero dell'ambiente". Paolo Z.





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Richard
15:19 21 mag 2012
Redattore

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Pier72Mars ha scritto ...



Un deposito colossale di gas in una zona sismica è geniale


Un deposito colossale di gas in una zona sismica è un'idea geniale.
“CHE COSA SAREBBE POTUTO SUCCEDERE A RIVARA (dove si è verificato il terremoto) se il grosso deposito in cavità sotterrane di gas metano che vogliono realizzare, fosse stato già in funzione?


eh sarei curioso di fare qualche ipotesi seria





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Pier72Mars
09:45 22 mag 2012
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Grillo ai ballottaggi: “Forza belin!”. E ora punta al traguardo delle politiche
Su Facebook e Twitter il comico segue lo scrutinio e aggiorna i risultati dei suoi candidati che vincono a Parma, Comacchio e Mira dopo Sarego, amministrazione conquistata due settimane fa. L'età media dei sindaci del Movimento 5 Stelle è di "31 anni e sei mesi"


di Eleonora Bianchini | 21 maggio 2012Commenti (2)

Più informazioni su: ballottaggio, elezioni amministrative 2012 budrio, elezioni amministrative 2012 comacchio, elezioni amministrative 2012 garbagnate milanese, elezioni amministrative 2012 mira, Elezioni Amministrative 2012 Parma, Facebook, grillo, Twitter.

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“Forza belin!” scrive Beppe Grillo su twitter che dalla chiusura delle urne ha seguito lo scrutinio dei ballottaggi (segui lo speciale del Fatto quotidiano). Il movimento è passato al secondo turno in cinque amministrazioni e ha vinto in tre. A Comacchio (Ferrara) Marco Fabbri è sindaco con il 69,24% delle preferenze e a Mira (Venezia) Alvise Maniero ha conquistato il 52,49% dei voti, ma è Parma il capoluogo in cui si è giocata la partita più importante per i Cinque Stelle che ha segnato la vittoria Federico Pizzarotti con il 60,23%. A Budrio (Bologna) Antonio Giacon ha ottenuto il 48,56% e a Garbagnate Milanese (Mlano) Matteo Afker si è fermato al 47,76%. Ai tre primi cittadini emersi da questa tornata elettorale si aggiunge Roberto Castiglion, eletto due settimane fa a Sarego (Verona) con il 35,2%. L’età media dei vincitori, sottolinea il blogger, è di “31 anni e sei mesi” e col tweet ”dopo Stalingrado ora ci aspetta Berlino!”, Grillo lancia il prossimo traguardo: le elezioni politiche.

I 5 Stelle erano in vantaggio fin dalle prime sezioni esaminate dopo la chiusura dei seggi alle 15, e secondo i primi dati del Viminale, come scrive il blogger su Facebook, Pizzarotti era al 60,1% contro il 39,8% di Vincenzo Bernazzoli, candidato del centrosinistra. Uno status che sulla pagina del comico in pochi minuti è stato condiviso da oltre 600 “amici” e che “piace” a migliaia di persone. Nei commenti gli utenti esultano sull’onda dei risultati parziali, e ironizzano sui partiti e sulle accuse di antipolitica. “Avevano ragione i Maya, 2012 fine del mondo… aggiungo che i politici così come li conosciamo, sono le prime vittime di questo cambiamento”, scrive Davide e Giuseppe aggiunge: “Lottare per vincere ma non farsi condizionare dai potenti, le alleanze serviranno a distruggere ogni cosa, lottare da soli e vincere da soli”. E c’è come Lorenzo scherza sulle dichiarazioni fatte da Napolitano dopo il primo turno: “Pensavano di schierare comico contro comico! Sono rimasti indietro di almeno 30 anni sti burini! Non hanno capito che devono far la conta e andare a casa! Mò sentiranno il boom!”. Secondo Roberto, infine, “l’antipolitica sono quelli che ci hanno portato fin qui, Pd, Pdl, Udc con chiacchiere e malaffare affondando il paese a favore dei soliti poteri forti. Spero si estinguano come i dinosauri!”. E tanti altri riprendono le frasi del Presidente della Repubblica e suggeriscono: “Adesso vediamo se Napolitano ha sentito il boom!”.

Nel pomeriggio, a fronte dei primi risultati, Pizzarotti è prudente e vuole aspettare a commentare, anche se il trend viene confermato, e a 128 sezioni su 203 è al 59,65%. Poco prima gli era stato chiesto come avrebbe affrontato il buco di bilancio del Comune, se fosse diventato sindaco, e aveva risposto: “La prima cosa è agire in nome della trasparenza, lo decideremo insieme ai cittadini”. Nel corso dello scrutinio il neo sindaco, che considera Grillo “un aratro” che “con le sue provocazioni spacca la terra, mentre noi iscritti al movimento lo seguiamo per seminare”, si è detto pronto “a governare la città”. Mentre rilasciava le prime dichiarazioni ha ricevuto la stretta di mano e gli auguri del commissario straordinario di Parma, Mario Siclosi e a Tgcom24 si è detto “orgoglioso di governare Parma”. Poi ha ricordato: “Noi faremo soprattutto politica, l’antipolitica sono i titoloni dei giornali per cercare di screditare il nostro movimento. Siamo la politica delle persone normali, la gente lo ha capito. Ci sarà tantissimo da lavorare”. Quando mancano solo due sezioni Beppe Grillo su twitter scrive “ecco chi siamo” e riporta la lista del candidato sindaco a Parma - che ha speso solo 6mila euro in campagna elettorale – e sempre sul sito di microblogging, a sezioni ultimate, scrive: “Il risultato è ora ufficiale: anche Parma è a 5 Stelle”.





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Pier72Mars
09:46 22 mag 2012
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Parma: hanno vinto i cittadini

Parma: hanno vinto i cittadini
(02:24)
"Grandi. Siete stati grandi tutti. Abbiamo conquistato Parma, la nostra Stalingrado, e adesso andiamo verso Berlino. Due considerazioni: la prima riguarda i soldi. Abbiamo dimostrato di poter fare politica senza soldi. A Parma sono stati spesi 6.400 euro di autofinanziamento e abbiamo vinto. Come abbiamo vinto a Mira e Comacchio con poche centinaia di euro. Devono chiedersi come mai, perché e come abbiamo fatto. Dovranno confrontarsi su queste cose. E poi non ha vinto Pizzarotti a Parma, ma hanno vinto i cittadini di Parma. Questo concetto bisogna capirlo. Il Movimento 5 Stelle è uno strumento che serve ai cittadini per amministrare loro stessi: cittadini che eleggono altri cittadini. E' una vittoria della democrazia sul capitalismo. Senza soldi, cittadini che si eleggono e vanno a gestire la loro città, è un fatto di democrazia che non ha precedenti. E poi una grande vittoria che abbiamo già avuto è che a Parma l'inceneritore non si farà più. Questa è una grandissima vittoria. Non volevano fare il referendum? Il referendum lo abbiamo fatto con queste elezioni. Oggi avete questa grande sicurezza: in una città straordinaria come Parma non si farà l'inceneritore. Un abbraccio. Ci vediamo a Berlino." Beppe Grillo





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Xeno
18:42 22 mag 2012
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Grillo arruola Napoleoni e Pallante. Ecco i superconsulenti di Pizzarrotti a Parma



ps. Loretta Napoleoni si occupa di economia,Maurizio Pallante di ecologia ed energia





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brig.zero
09:29 24 mag 2012
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Rivoluzione a Cinque Stelle/ Grillo a Parma si fa la moneta locale. ...




... starebbe meditando l'introduzione di una moneta locale, parallela all'euro, per aggirare la stretta creditizia (Parma è alle prese con un buco di bilancio monstre da 600 milioni di euro, lasciato in eredità dalla precedente giunta di Centrodestra) e risollevare l'economia parmense.

Il modello sarebbe quello dello Scec, una moneta locale nata carsicamente a Napoli alcuni anni fa e che sta avendo un grande seguito in Toscana (conta già 15 mila soci, con più di 1 milione e 700 mila banconote in circolo) nel tentativo di alleggerire le economie locali in risposta al carovita e alla globalizzazione, indirizzando al contrario il potere di acquisto verso i beni a Km zero.

...





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Richard
12:30 24 mag 2012
Redattore

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brig.zero ha scritto ...

Rivoluzione a Cinque Stelle/ Grillo a Parma si fa la moneta locale. ...




... starebbe meditando l'introduzione di una moneta locale, parallela all'euro, per aggirare la stretta creditizia (Parma è alle prese con un buco di bilancio monstre da 600 milioni di euro, lasciato in eredità dalla precedente giunta di Centrodestra) e risollevare l'economia parmense.

Il modello sarebbe quello dello Scec, una moneta locale nata carsicamente a Napoli alcuni anni fa e che sta avendo un grande seguito in Toscana (conta già 15 mila soci, con più di 1 milione e 700 mila banconote in circolo) nel tentativo di alleggerire le economie locali in risposta al carovita e alla globalizzazione, indirizzando al contrario il potere di acquisto verso i beni a Km zero.

...


Stadio 2 - Limitare il Controllo Governativo: Ridurre l'intervento governativo nelle nostre attività giornaliere e permettere alle persone di creare le proprie valute, i propri sistemi bancari ed economie sostenibili locali. Questo include l'eliminazione dei sussidi governativi, il rollback dei programmi di assistenza e limitare molto le tasse.


Nello Stadio 2 vogliamo limitare le funzioni del governo alla protezione dei diritti individuali e a supporto della creazione di economie locali, valute competitive e di un mercato davvero libero senza intervento governativo. Questo includerebbe l'abrogazione delle leggi sulla moneta a corso legale (repealing legal tender laws) per permettere ad altre valute di emergere e competere, l'eliminazione dei sussidi governativi, il rollback dei programmi di assistenza (entitlement programs) e la limitazione delle tasse. Inoltre includerebbe una transizione da banche statali a banche private in diversi sistemi bancari.

Mentre lo Stadio 1 riguarda la creazione di un tipo di banche governative basate sui servizi, non sarebbero le uniche. Nello Stadio 2, andrebbero incoraggiate altre valute e altri sistemi bancari che dovrebbero competere. Le banche potrebbero avere diverse forme e tutte dovrebbero competere nel mercato aperto. Alcune emetteranno monete locali, altre saranno coperte al 100% da argento o oro, altre saranno possedute e guidate da membri della comunità, ecc.. Il prestito con riserva frazionaria sarà illegale per proteggere i mutuatari da pratiche fraudolente.





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Pier72Mars
08:10 26 mag 2012
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MEGLIO BEPPE GRILLO CHE IL SUICIDIO


DI SERGIO CORI MODIGLIANI

Tutto cio’ come risultato del vuoto immondo lasciato dagli intelletuali venduti
Il più grande trionfo dell’oligarchia finanziaria sovra-nazionale, acquisito definitivamente nell’arco degli ultimi vent’anni, consiste nell’essere riusciti a “monetizzare l’esistenza” degli individui. Questo sì, a loro insaputa.
Poco a poco, hanno condotto una strategica battaglia iniziata verso la fine degli anni’70, con l’ottima scusa della guerra fredda.
Hanno iniziato costruendo, in diversi luoghi del pianeta, delle centrali operative della comunicazione globale, accogliendo ingenti capitali mafiosi che sono serviti come base finanziaria per costruire giganteschi monopoli mediatici, grazie ai quali hanno iniziato l’iniziale trasformazione alchemica dei media e dei professionisti che ne facevano parte.
Il più grande trionfo dell’oligarchia finanziaria sovra-nazionale, acquisito definitivamente nell’arco degli ultimi vent’anni, consiste nell’essere riusciti a “monetizzare l’esistenza” degli individui. Questo sì, a loro insaputa.
Poco a poco, hanno condotto una strategica battaglia iniziata verso la fine degli anni’70, con l’ottima scusa della guerra fredda.
Agli inizi degli anni’80, (ormai ampiamente identificata come data esatta) è iniziata la prima grande battaglia, vinta dai padroni di Ronald Reagan che abbatterono –in molti casi anche con la violenza, a seconda del territorio e dei continenti- il concetto di informazione mediatica, spostando il baricentro dell’attività giornalistica dall’investigativo al gossip. Su quello costruirono un gigantesco mercato, grazie al quale hanno cominciato a costruire dei centri operativi finanziari il cui obiettivo era smaccatamente e squisitamente politico, ben mascherato dietro il termine, allora molto trendy (1985) “nuova economia del terziario avanzato”. L’intero sistema di informazione planetario (grazie anche alla caduta del comunismo e quindi all’apertura del mercato globale e crollo delle ideologie) si spostò abbattendo il concetto di Cultura e trasformandolo da “trasmissione di Sapere” a “Uso e consumo di nozioni a finalità marketing”. In tal modo, abbattute le barriere di resistenza sociale, la finanza speculativa ha cominciato ad allargare lo spettro delle proprie attività occupando la produzione della “economia delle merci” (che produce ricchezza reale sia per le nazioni che per i popoli e in ultima istanza per ogni singolo individuo) sostituendola con la cosiddetta “necessità di gestire la società dei servizi”. Furono gli anni in cui –tanto per fare un chiaro esempio italiano, uno solo valido per tutti- una florida azienda leader italiana nel mondo, come la Pirelli, che produceva pneumatici e gomma per elettrodomestici, ovverossia beni di largo consumo non soggetti a crisi di consumo, cambiò ottica di politica industriale e si gettò nella telefonia mobile, nella pubblicità, e nell’industria televisiva, acquisendo Telecom Italia, perfettamente in linea con ciò che stava accadendo nelle altre nazioni di capitalismo avanzato. In tal modo, l’industria mondiale (senza accorgersi di star operando il proprio suicidio) affidò alla finanza un ruolo privilegiato rispetto alla produzione di merci iniziando la lunga marcia verso il proprio strozzamento. Una volta (siamo ormai agli inizi del nuovo millennio) realizzato il piano economico di espoliazione del comparto industriale, nell’indifferenza generale, fu un gioco da ragazzi selezionare nelle singole nazioni la dirigenza partitica adeguata per fare in modo che la Politica “eseguisse” gli ordini dell’oligarchia. Ormai completamente distaccata dall’economia, ormai priva di adeguate informazioni perché l’intero sistema mediatico era stato accorpato, privi di qualsivoglia riferimento culturale perché avevano eliminato o acquistato o addormentato la classe intellettuale, cominciarono a gettare il fertile humus necessario per far varare il sistema di leggi necessarie per consentire la nascita di quella che il filosofo statunitense Richard Rorty (deceduto ahimè nel 2007) in una sua splendida conferenza tenuta a Berkeley, in California, nel maggio del 2002, aveva selezionato e definito come “la nascita di a new overclass, una generazione di semi-dei che i media provvederanno a definire “tecnici”, i quali sono al di sopra delle leggi e al di sopra delle istituzioni e al di sopra e al di fuori delle loro rispettive etnie e culture locali, perché non risponderanno più né ai partiti né ai governi, bensì a una ristrettissima pattuglia di oligarchi globali in grado di poter annientare il destino di una intera nazione con una semplice telefonata, senza bisogno alcuno di schierare carri armati o aerei da bombardamento; non avranno bisogno neppure della polizia, ci penserà la finanza a decidere e a stabilire la gestione dei conflitti micro-sociali”. Questa nuova “overclass” (trad.: classe superiore) avrebbe gettato le basi di quella che due mesi dopo a Harvard, il prof. Noam Chomsky avrebbe identificato e definito come “la genesi del nuovo pensiero nazista globale” che si sarebbe affermata secondo le modalità di quella che lui chiamò a friendly dictatorship (trad. una ditattura amichevole dal volto buono) ovverossia l’applicazione e pianificazione sistematica di una nuova organizzazione mondiale che applica alla lettera la strategia hitleriana della “soluzione finale” laddove gli ebrei, zingari, omosessuali, disabili, ecc., sono tutti i cittadini. Completamente ignari di ciò che accade.
Tutto ciò per spiegare (e rispondo anche collettivamente ai tanti commenti e tantissime lettere ricevute) la motivazione per cui insisto nel seguitare a dare un giudizio positivo della “operazione politica Beppe Grillo”, a mio avviso, una scheggia impazzita del sistema, non prevista, non prevedibile, non calcolata preventivamente. Impiegheranno diversi mesi prima di riuscire a trovare il sistema giusto (che magari noi non sapremo mai) per cercare di farlo virare o cadere o tacere. Ma nel frattempo, tante e tante persone saranno entrate nella stanza “dell’acquisizione di consapevolezza del diritto di cittadinanza basato sul principio che uno vale uno” l’unica risposta intellettualmente vincente contro il nazismo: non esiste razza superiore, non esiste necessità di privilegio, non esiste il sangue blu, perché stiamo tutti sul Titanic, quindi, o ci salviamo tutti oppure anneghiamo.
I detrattori lo accusano di essere “un guitto”. Non so che cosa pensi lui. Io gli consiglierei di dire “ma grazie, che bel complimento”. I guitti, infatti, erano quelli che nel secolo XVI, soprattutto in Gran Bretagna, avevano una speciale licenza per andare nelle corti e –con la scusa di divertire il re e i cortigiani- avevano il permesso di prenderlo in giro, attaccarlo, addirittura sbeffeggiarlo, mostrare a tutti che “il re è nudo”, raccontando come e dove il re ruttasse, facesse la cacca, facesse i capricci, si grattasse i pidocchi. E c’erano anche “i guitti d’osteria” che facevano altrettanto raccontando al popolo analfabeta che cosa combinasse l’aristocrazia ai loro danni. Tra i guitti dell’epoca, uno, più geniale degli altri, si mise anche a studiare e un mattino, divenuto ormai un intellettuale pensante, decise di abbandonare la commedia satirica (era il suo pane quotidiano) e cominciò a scrivere delle tragedie sul Potere. Si chiamava William Shakespeare. Ogni tanto ai guitti andava male perché c’era qualche potente che si irritava, tant’è vero che alla fine del ‘500 le carceri inglesi erano piene di guitti, in numero senz’altro maggiore rispetto a ladri e assassini. Ma cento anni dopo, il grande filosofo David Hume, in un suo delizioso libello, rendeva omaggio ai guitti sostenendo che erano “stati i primi ad aprire la breccia per far pensare le persone, per avviarli alla riflessione, per porsi delle domande, e quindi, trovare le risposte adeguate che soltanto un profondo interrogativo sulla natura umana può fornire”.
Grillo è un cavallo di Troia.
E’ il nostro Ulisse, a me piace vivere questa storia così.
Beppe Grillo non è una testa di cazzo come vogliono far credere Massimo D’Alema, Pierferdinando Casini, Pierluigi Bersani.
E’ una testa d’ariete.
Tutta un’altra cosa.
E’ un animale da sfondamento, perché lui si diverte a fare ciò che fa, proprio come i guitti.
E’ questo che fa diventare matti i suoi detrattori: non lo capiscono.
Perché non colgono il Senso di tutto ciò.
Non vedono dove stia “il suo interesse”.
Non possono credere che il suo vero interesse stia proprio in questo: nel guadagnare una caterva di applausi a scena aperta (lui che con il palcoscenico ci è nato e ci vive) per il solo fatto di riuscire a sbugiardare, smascherare, denudare la totale incompetenza, inefficienza, insipienza, insufficienza, di una classe politica immonda composta da semplici e banali ragionieri che veicolano interessi terzi della overclass dell’esimio prof. Rorty.
Moltissime persone che conosco si sono stupiti in questi giorni –tanto per fare un esempio unico valido per tutti- perché un intellettuale musicista, il prof. Claudio Ronco, un noto violoncellista, laureato al conservatorio di musica classica di Torino, sta affrontando gloriose polemiche perché lo difende. Ronco è esattamente come uno immagina che possa essere un violoncellista, professionista affermato di musica classica, con il suo bel frac, la barbetta, la bacchetta in mano da direttore d’orchestra. Questa mattina dava imperiosi ordini ai suoi amici feisbucchiani di andare a guardarsi il video che sta circolando per tutta l’Europa (in Italia non è stato trasmesso ma si trova su you tube, ecco il link per chi se lo vuole andare a vedere: euronews interview - Grillo in esclusiva su euronews: ."La Merkel si riprenda il marco, noi facciamo”) e poi farsi una chiacchierata insieme aggirando gli stereotipi.
La testa d’ariete Grillo è andata a occupare il territorio vuoto lasciato dagli intellettuali italiani, quelli che nello scorso decennio si facevano pagare profumatamente per andare da Santoro ogni tanto a dire peste e corna di Berlusconi, ma il mattino dopo, firmavano i contratti “contagiosi” da Mondadori e tutte le sue associate. (Berlusconi, si sa, con chi lo serve è sempre stato molto ma molto generoso). Quella classe di intellettuali che ha pensato la scelta fosse o Mondadori appresso a Berlusconi (ma parlandone male per salvarsi l’anima e il consenso sociale, da bravi ipocriti italiani doppiogiochisti) o la Rizzoli appresso a Veltroni, accettando le consulenze in Rai e in Mediaset una dopo l’altra, a fior di bigliettoni, sempre a condizione di poter attaccare o Berlusconi o Bersani da cui dopo andavano a farsi dare i soldi. E’ la democrazia come è intesa nel cosiddetto mondo della Cultura in Italia, splendidamente sintetizzato dal duo Fazio/Littizzetto, due parrocchiani miliardari, inviati a imbonire le masse rappresentando la finzione eccellente. Gli intellettuali italiani sono stati ammorbati dal “contagio” e criminalmente hanno lasciato un immenso vuoto. Preferisco il guitto.
E sono d’accordo con l’intellettuale Claudio Ronco.
L’ultima volta che in Italia c’è stato un dibattito serio sulla classe degli intellettuali e sulla funzione degli intellettuali è stato nel 1998. Durò tre mesi. Un buco nell’acqua. Nacque da un breve editoriale scritto da Umberto Eco sul settimanale L’Espresso in una rubrica che lui allora teneva e che si chiamava “La bustina di Minerva”. Il breve articolo si concludeva così: “l’unica cosa che può fare un intellettuale italiano quando la casa brucia è chiamare i pompieri”.
Un altro intellettuale si arrabbiò. Lo contestò. Era Antonio Tabucchi, che allora era in auto-esilio volontario tra Lisbona e Parigi. Salì, quindi, sul carro anche il prof. Alberto Asor Rosa, il più importante storico della letteratura italiana, il quale scrisse su rinascita un editoriale nel quale sosteneva che “tutto è nato dalla sovra-estimazione di Niccolò Macchiavelli, un pensatore debole, scarsissimo, senza idee, un piccolo-borghese asservito che non ha mai inventato nulla, anzi, veicolava avanzi dell’Europa di allora” e Asor Rosa salì sul cavallo della necessaria lotta contro l’ipocrisia italiana doppiogiochista che si nasconde dietro il velo di questa orrenda frase “il fine giustifica i mezzi” intesa dalla classe politica e intellettuale italiana come giustificazione necessaria di qualsivoglia obbrobrio.
Asor Rosa smise subito. Gli saltarono addosso. Lui si fermò, scese da cavallo e si occupò della sua brillantissima carriera. Non era un combattente. Scelse il suicidio, optò per un sereno vitalizio. Tabucchi mandò tutti al diavolo e pubblicò un pamphlet su questo argomento in francese, a Parigi, dal titolo “La gastrite di Platone” che l’editore Sellerio tradusse in italiano e pubblicò qualche anno dopo. Ma ormai c’era già il vuoto.
Da allora, non si è mai più neppure trattato l’argomento.
Quando i maestri non ci sono, perché sono addormentati o sono scappati via appresso ai soldi, è cosa nota, il più vivace della classe, tra gli alunni, approfitta, sale in cattedra e dice: ragazzi, se non altro divertiamoci.
E comincia a sbeffeggiare il preside.
Preferisco pensare a Beppe Grillo che suicidarmi.
Sono le due uniche opzioni che l’immonda classe intellettuale di venduti italioti ci ha lasciato.
E a me piace vivere.
Gli intellettuali italiani hanno lasciato che la casa bruciasse e non hanno neanche avuto il pudore civile di chiamare i pompieri.
Sono loro i veri criminali.
Beppe Grillo li sta smascherando senza neppure nominarli.






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Richard
16:14 28 mag 2012
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Terremoto: tutti solidali, ma non mollano i rimborsi elettorali





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