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Movimento 5 Stelle

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Pier72Mars
08:43 27 apr 2012
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Grillo attacca Napolitano - Vd
"E' il presidente dei partiti"
A Budrio per un comizio elettorale, il leader del Movimento 5 Stelle si scaglia contro il Capo dello Stato: "Un errore chiamarlo Presidente della Repubblica"

APPROFONDIMENTI
VIDEO
Grillo attacca Napolitano
Nuovo show di Beppe Grillo, durante un comizio elettorale a Budrio, e nuovo pesantissimo attacco al Capo dello Stato: "Questo presidente dei partiti, che per sbaglio chiamiamo Presidente della Repubblica - ha detto l'ex comico - non può parlare di antipolitica. Siamo un movimento con 130 eletti: è contro la Costituzione, deve essere superpartes". Anche perché, aggiunge, "i nostri sono eletti dai cittadini, lui no".

Grillo, come di consueto, ne ha per tutti. a partire dai partiti: "Ci stanno accusando di essere populisti e demagoghi, ma non riescono a venirne fuori. I partiti si stanno suicidando da soli". "Noi non vogliamo sostituirci ai partiti, ma quando fanno i sondaggi e chiedono alla gente per telefono chi voterebbero tra centrodestra e centrosinistra, il 99 per cento delle persone li manda affanculo. C'è un vento che sta spazzando mezza Europa, prima non c'era una alternativa, adesso c'è. Ci dicono che siamo il terzo partito d'Italia ed è un'offesa, noi siamo il primo movimento di cittadini d'Europa".

Naturalmente, ce n'è anche per Mario Monti: "Chiunque dopo Berlusconi andava bene, bastava che non trombasse. Ma questo è la spietatezza della contabilità, è un freddo bocconiano: se per fare uno più uno uguale due devi smontare tutto lo stato sociale, non gliene frega niente".

Grillo aggiunge poi che Monti "era il consulente di Pomicino" quando la spesa pubblica aumento del 45% e il debito pubblico del 50%". Secondo Grillo, infine, "Monti sta seguendo la stessa strategia di Tremonti: far pagare il debito pubblico con il patrimonio personale della gente".





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Pier72Mars
13:26 28 apr 2012
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Movimento 5 stelle: un punto di non ritorno?
28 aprile 2012
di Paolo Margari
Alle amministrative 2012 si prevede un significativo riassestamento del quadro partitico


Deprecabili i commenti che si ascoltano in questi giorni nel dibattito politico italiano all’indirizzo del MoVimento 5 Stelle. Saremmo potuti essere di fronte a ciclostilati della periferia partitica, invece si tratta delle prime pagine di grandi, un tempo immense e inarrivabili testate giornalistiche nazionali, oggi catalogo di markette sino all’ultimo trafiletto e zerbino di poteri economici per mezzo di giornalisti e notisti che hanno svilito una professione tenuta in piedi solo formalmente da un ordine desueto e soprattutto inutile, visti i risultati. Le testate, che i lettori conosceranno bene, si prestano sempre più al gioco di vili eredi delle grandi tradizioni ideologiche italiane, tradite a morte da un arrivismo impensabile e da un opportunismo di bassa lega, mai osservato prima d’ora.

D’alema figlio starà facendo idealmente rivoltare nella tomba suo padre partigiano a causa di azioni e dichiarazioni all’indirizzo di Beppe Grillo, non perché non siano fondate, ma perché puntano esclusivamente a denigrare un individuo che nel suo essere portavoce di un gioco più grande di lui stesso, recita il ruolo di difensore degli interessi del popolo costituzionalmente sovrano messo perennemente sotto torchio da una crudele onda di capitalisti fallimentari e neorenditieri, avallata e difesa dai propri luogotenenti governativi.

Grillo & Casaleggio (quest’ultimo mai palesato ma neppure occultato), pur non essendo mai candidati, ieri, oggi e certamente domani, fanno comunque paura allo status quo parlamentare che si configura come non-politica che continua, inutilmente e ingiustamente, a tacciare il MoVimento 5 Stelle di essere anti-politico (quasi a dire, antidemocratico). Certamente il MoVimento 5 Stelle è antipartitico. I partiti non esistono, a maggior ragione quando cambiano sigle e collocazione politica con estrema facilità, dimostrando la totale assenza di qualsivoglia proposta politica condivisa, sostenibile, coerente. E che dire del mercato delle vacche? I partiti esistono solo come brand registrati e beneficiari dei rimborsi elettorali, peraltro anche di anni passati, percependo compensi dopo la loro trasformazione o scioglimento di fatto. Inoltre, se politica è scelta quella oggi al potere c’è la non-scelta. Se democrazia rappresentativa è ascolto delle istanze degli elettori, al potere ci sono solo associazioni temoporanee di imprese individuali, tutt’altro che avvocati del popolo costituzionalmente sovrano. E’ imposizione forzata e reiterata di scelte impopolari e antipopolari, utili solo al potere costituito, in Italia e, non di rado, all’estero.

Beppe Grillo, a mio avviso rappresenta l’alter-politica. Non certo l’antipolitica, tanto meno la non-politica. E’ un modo differente di vedere la politica, che peraltro in Italia non è del tutto nuovo in quanto già l’Uomo Qualunque e poi i Radicali hanno sperimentato forme organizzative scevre da una struttura territoriale articolata a seconda delle divisioni amministrative di Regioni, Province e Comuni. I meetup sono stati associazioni spontanee di cittadini laddove i partiti oggi, lo ribadisco, sono solo associazioni temporanee di imprese individuali.

Ho avuto la fortuna e l’onore di essere fra i fondatori del meetup “Salentini Uniti con Beppe Grillo” in tempi non sospetti (dicembre 2006, molti mesi prima del primo V-Day) e già ravvisavo una confusione ideologica invero mai domata. Il Movimento 5 Stelle oggigiorno continua a rappresentare tale confusione, tipica della contemporaneità vissuta dagli esclusi che vogliono contare, essendo padroni dei propri destini senza gravare sulle spalle degli altri.

La classe non-politica attuale, al contrario, non bada a spese e rastrella il fondo di un barile svuotato da anni di malaffare che ha preso il posto dell’ideologia. Gli estremi restano posizioni svuotate di prospettive, votate al solo scontro. Il centro e la modrerazione sono il cuore dell’opportunismo (Casini docet, un nome e un programma). Il resto è cambiamento che emerge sia pure nella sua profonda incapacità organizzativa (che ho notato nelle mie frequentazioni dei gruppi ‘grillini’ di Lecce, Roma, Sesto San Giovanni) la quale, nonostante le difficoltà, va costruendo un futuro altro, condiviso, onesto e soprattutto lungimirante (il che significa anche sostenibile).

Il MoVimento 5 Stelle è scevro da opportunismo politico e questo fatto, da un punto di vista meramente amministrativo, rappresenta una debolezza nell’immediato, confrontandosi con le mafie dei colletti bianchi rappresentate dagli inamovibili dirigenti pubblici che si annidano in ogni alveolo dell’amministrazione, dal comune al ministero passando per authorities ed altri enti pubblici. Nel lungo termine, tuttavia, laddove i partiti e la democrazia rappresentativa hanno già ripetutamente fallito, si profilerà sempre maggiore spazio per chi vorrà occuparsi della cosa pubblica, non potendo più in alcun modo affidare la stessa nelle mani di delinquenti senza pudore alcuno quando si tratta di mettere la propria squallida faccia sui manifesti di spicciola propaganda elettorale, prima di ri-occupare ruoli determinanti per il futuro della società tutta.

Provo sdegno profondo per i giovani – under 40 – che hanno il coraggio di candidarsi con partiti che rappresentano la peggiore involuzione ideologica che questo Paese abbia mai potuto vivere. Un partito non può cambiare nome per rastrellare qualche punto percentuale in più. E’ palese che si tratti di solo marketing, neppure strategico e figuriamoci se raffinato. Cambia solo il packaging elettorale per dar luogo a tecniche di persuasione che funzionano solo sui grandi numeri e non sulle singole coscienze di chi ancora può permettersi il lusso di ragionare.

Mi dispiace perché le amministrative 2012 per il Movimento 5 Stelle saranno un’occasione mancata per dimostrare la propria forza elettorale e propositiva, ma nonostante questo, oggi in Italia non vedo alternative credibili, inclusi anche Vendola e Di Pietro. Il party model di questi ultimi, fondato sul carisma del leader più che su un progetto politico chiaro ed esteso che punti a emaciparsi dalla sigla partitica, ha catalizzato i peggiori arrivisti divenuti inamovibili nomenklature che rendono l’apertura solo una procedura formale in sede di congresso. Provate e farvi candidare, troverete prima di voi una fila di personaggi poco inclini a metodi democratici e meritocratici sebbene questi siano il pane quotidiano dei loro discorsi ripresi pari pari da quelli del loro capo.

In bocca al lupo a tutti i candidati del Movimento 5 Stelle che nonostante palesi limiti dal punto di vista esperenziale nella gestione della cosa pubblica dimostrati dalla maggior parte di essi – fortunatamente non da tutti – oggi rappresentano il volto più onesto dello scenario politico italiano. Sembra uno scherzo, ma per una buona parte di cittadini elettori – popolo sovrano – non esiste alternativa. Aspettiamo gli exit poll…





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Pier72Mars
13:29 28 apr 2012
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kappa88 ha scritto ...

Pier sei di Ancona? sarebbe una gran coincidenza visto che io abito qui e che mi piacerebbe entrare in politica con il M5S, tu ne fai parte?



L'Aquila, per entrare nel M5S basta vedere il sito di Beppe Grillo è semplice, entra qui

e crei la tua lista

Se conosci ragazzi volenterosi delle parti tue non avere paura, buttati.

Io sto dando una mano ma non mi sono candidato, troppi impegni ho, però c'è sempre tempo, dopo 2 legislature si rinnova tutto, quindi tutto è possibile.

Ciao e grazie





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Pier72Mars
13:31 28 apr 2012
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L’Aquila, diamo l’esempio a tutta l’Italia
26 Aprile 2012 · 1 commento

Ormai il nostro movimento in tutta Italia sta volando verso le stelle, le nostre 5 stelle e riusciremo a far volare anche L’Aquila.

I cittadini non ne possono più di questi partiti che ci hanno svuotato le tasche, succhiato il sangue, ridotto ad una situazione insostenibile ed il peggio deve ancora venire.

Tutta l’Italia è in subbuglio contro la casta e le organizzazioni finanziarie camuffate ed infiltrate nei partiti per gestire i loro affari.

A L’Aquila questa situazione è amplificata per la mole di finanziamenti che sono previsti per la ricostruzione e quindi l’interesse è molto alto ed appetibile per queste organizzazioni che stanno facendo del tutto per prendersi almeno una fetta della torta.

Il movimento 5 stelle è l’unico, come riportato nel programma amministrativo, che non vuole fare interventi pubblici di opere faraoniche e neppure di opere non strettamente necessarie a ripristinare l’agibilità degli edifici, perché noi siamo semplici cittadini e ci preoccupiamo solo degli interessi dei cittadini. Vogliamo che i fondi siano destinati principalmente alla ricostruzione delle case dei cittadini,solo dopo si penserà agli altri interventi, questo per evitare il rischio di portare a termine tanti interventi pubblici e non dare garanzie per le case dei cittadini costringendoli ad aspettare molti anni per vedere riparata la propria.

Questo lo possiamo già vedere con quello che è successo nella realizzazione del progetto CASE, di un costo triplo rispetto alle normali costruzioni antisismiche, e nella realizzazione dei puntellamenti, eseguiti senza controlli per una eccessiva messa in opera di snodi che hanno fatto lievitare fino al doppio il prezzo dell’intervento. Tutto questo è stato fatto in nome dell’emergenza ed i cittadini non hanno potuto obiettare nulla, malgrado molte denuncie e richieste di chiarimenti.

Il movimento 5 stelle vuole essere una garanzia per far cessare tutto questo gestendo il Comune per i cittadini. Si rivolge maggiormente a quelli che hanno capito quanto accade, sfiduciati del ruolo della politica, non credono nei partiti e sono intenzionati al non voto.

Anche noi, candidati con il movimento 5 stelle, eravamo tra coloro che non votavano più perché sfiduciati, ma abbiamo reagito e ci siamo messi in gioco, ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo deciso di cambiare l’andazzo delle cose, cambiare il sistema. Nelle prossime politiche del 2013 ci riusciremo, ora cominciamo da L’Aquila a buttar fuori la casta, le lobby ed i partiti. Cominciamo a riprenderci la nostra città per dare l’esempio a

tutta l’Italia che ci guarda.

Non andando a votare si fa il loro gioco, saranno sempre i soliti pochi a decidere per tutti. E’ importante votare per noi tutti e per il bene della nostra città.

Candidato consigliere
Enea Giancaterino

Movimento 5 stelle - L’Aquila





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Pier72Mars
13:36 28 apr 2012
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La faccia tosta dei politici aquilani
19 Aprile 2012 · Nessun commento

Certo che non c’è da meravigliarsi della faccia tosta dei policiti aquilani, e non solo purtroppo, che sono capaci di dire di tutto e di più pur di convincere i cittadini a votarli e la cosa più sconvolgente che tanti ci credono ancora o cadono di nuovo nella trappola mediatica.

In questi giorni stiamo assistendo a degli atteggiamenti, da parte del Sindaco uscente e di tanti loro avversari politici, che hanno dell’incredibile. Si sentono dichiarazioni su cose che faranno, o su cui si impegneranno, che nei scorsi 5 anni, in cui siedevano nella poltrona del Comune, non hanno mai affrontato o hanno sempre evitato di affrontare, o addirittura ne erano fortemente contrari. Inutile farne un elenco, chi leggerà capirà e saprà a cosa mi riferisco.

Ci vuole la faccia tosta per colui che ha già governato, come per chi stava all’opposizione, che non si è mai ribellato, non ha mai informato i cittadini di quello che stava accadendo pur sapendolo; ci vuole la faccia tosta anche per colui che stava, anzi sta ancora, in un Ente superiore come la Regione Abruzzo, con incarico di vice presidente del consiglio, dalla stessa parte politica del commissario per la ricostruzione, che tanto poteva fare e non ha fatto nulla, se non una battaglia che sapeva persa in partenza (la Zona Franca) e che forse non era nenche utile per gli aquilani ma di più per chi veniva da fuori per investire a L’Aquila o per prendere appalti.

Tutti questi personaggi sembra che litigano fra loro, si insultano e si pongono sempre alternativi a l’altro ma poi, dietro le quinte, vanno a braccetto, legati da un interesse comune che certo non è il bene per i cittadini e della città, ma tutt’altro. I cittadini questo lo sanno bene ma non riesco a capire cosa li spinge ancora a sperare in coloro che hanno creato i problemi come possibili risolutori degli stessi.

Forse è solo rassegnazione, lo posso capire, ma bisogna reaggire.

Il giochino che questi personaggi usano per accaparrarsi i voti è molto semplice; si mettono tanti candidati in lista e tante liste in colaizione, non ha importanza se sono molto diverse tra loro come obiettivi ed ideologie, l’importante che portano voti, anche se alcuni candidati ne prendono pochi ma, essendo in tanti, porteranno molti voti anche al candidato Sindaco collegato.

Ognuno di questi candidati consiglieri avrà parenti, amici e persone di cui si possono fidare che gli porteranno il loro voto per rispetto. Giustamente non c’è niente da obiettare, ognuno fa quello che crede liberamente; comunque i cittadini devono sapere che possono lo stesso rispettare il loro candidato consigliere ma, se non hanno piacere che il loro voto vada anche al collegato candidato Sindaco, possono dare il voto DISGIUNTO.

Infatti è bene sapere che se si vota un candidato consigliere in una lista, chi crede che il collegato candidato sindaco non meriti il proprio voto, può votare il candidato sindaco di un’altra lista; il voto è perfettamente valido alle elezioni comunali di L’Aquila. In questo modo si è rispettato e scelto il candidato consigliere che piace, ma si è scelto anche il Sindaco che piace.

E’ una delle poche forme di democrazia rimasta; non essere obbligati a votare o favorire un candidato Sindaco che non piace è una facoltà che ancora c’è, cerchiamo di considerarla e di informare bene gli elettori di questa possibilità, spesso non sanno che esiste e neanche come si applica.

Per pura informazione il voto disgiunto si dà mettendo una croce su un simbolo di lista, mettendo eventualmente anche il nome e cognome del candidato consigliere, ed una croce su un candidato sindaco di altra lista o coalizione di lista ( in pratica un candidato sindaco non collegato alla lista votata o alla coalizione di liste a cui quella votata ne fa parte)

L’Aquila 19 aprile 2012

Candidato consigliere Enea Giancaterino

Movimento 5 Stelle





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brig.zero
18:02 30 apr 2012
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Chi c'è dietro a Beppe Grillo? Intervista a Pietro Orsatti


Questa è l'intervista che ho fatto al giornalista e documentarista Pietro Orsatti e ci da una visione di insieme della struttura di gestione dei siti di Beppe Grillo e di come le sue idee politiche e le sue rivendicazioni civiche abbiano subito un deciso "cambio di rotta" dopo l'entrata di questa società di gestione: la Casaleggio Associati. Casaleggio plasma le politiche di Beppe Grillo il quale plasma le politiche del Movimento cinque stelle. L'Aspen Institute è tink tank conservatore americano, uno dei responsabili della svolta verso l'economia neo liberista intrapresa da tutta la politica italiana negli ultimi 30 anni.











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InneresAuge
15:55 01 mag 2012
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Come mai è l'unico a parlare di acqua pubblica, sanità pubblica e servizi e infrastrutture come il Wi-Fi gratuito pubblico?! Di riappropriarsi di monopoli naturali come le autostrade?

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L'impegno antimafia del Movimento Cinque Stelle, soprattutto a Palermo, è incontestabile. Siamo gli unici ad aver chiesto alla Regione Siciliana di costituirsi parte civile in caso di rinvio a giudizio di Raffaele Lombardo, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Solo in seguito alla nostra iniziativa "Chiediamo i danni a cosa nostra" la Sicilia si è dotata di una legge che obbliga la Regione a costituirsi parte civile nei processi di mafia che coinvolgono i pubblici amministratori.

Siamo gli unici che pubblicano sul proprio sito web i casellari giudiziali dei candidati, tutte persone al di sopra di ogni sospetto, al contrario di altri che ostentano indagati e addirittura arrestati.

Ancora una volta abbiamo avuto la conferma che ci sono mezzi di "informazione" che tentano solo di denigrare il Movimento. Beppe Grillo nei suoi interventi utilizza spesso dei paradossi ed estrapolare una frase dal contesto è pretestuoso oltre che ridicolo: la dichiarazione che alcuni hanno contestato, fa infatti parte di un ragionamento molto più ampio e complesso. D'altra parte le nostre azioni parlano chiaro, essendo certi che le mafie siano il cancro che strangola l'economia legale e priva i cittadini di diritti e libertà.

Stiamo lottando per uno Stato che, piuttosto che limitarsi a contenere il fenomeno mafioso, vi si opponga con tutte le sue forze. Purtroppo vi sono parti dello Stato, i partiti in primis, che millantano un impegno antimafia ma ancora oggi non fanno nulla per contrastare i rapporti tra mafia e politica, candidando persone indagate e condannate anche per reati gravi. Ancora oggi, ad esempio, non hanno preso alcuna posizione sulla gravissima trattativa mafia-Stato, la cui verità sta oggi emergendo solo grazie all'impegno della procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze.

Rivendichiamo, quindi, il nostro impegno indiscusso a difesa della legalità, delle vittime del fenomeno mafioso e di chi vi si oppone, dai cittadini ai magistrati.

Così il candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle a margine dell'evento in Piazza Croci a cui ha partecipato Beppe Grillo e migliaia di cittadini palermitani.


Dalila Nesci
Azzurra Cancelleri


[ Modificato 15:58 01 mag 2012 ]





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brig.zero
09:26 02 mag 2012
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... A qualcuno non piacciono né Grillo né Travaglio

La Consorteria degli antiberlusconiani di professione, il ducetto del qualunquismo italiano, lo hanno fatto nascere, lo hanno invitato alle loro manifestazioni, gli hanno dato credito e lo hanno accreditato. Opinione di Enzo Marzo

Marco Travaglio ha scritto sul "Fatto" un editoriale intitolato "Il bue, il grillo".
Abbiamo ricevuto da Enzo Marzo, direttore della rivista Critica Liberale, questa Opinione, che pubblichiamo pur essendo Wall Street Italia in totale disaccordo con la tesi di fondo, sia su Grillo che su Travaglio. Per quale motivo pubblichiamo, allora? Perche' e' importante "non smettere mai di capire".

Commovente la difesa di Grillo scritta da Travaglio sul "Fatto" in un editoriale intitolato "Il bue, il grillo". La Consorteria degli antiberlusconiani di professione, il ducetto del qualunquismo italiano, lo hanno fatto nascere, lo hanno invitato alle loro manifestazioni, gli hanno dato credito e lo hanno accreditato.

Eppure sarebbe bastata una conoscenza della politica appena appena meno grossolana e primitiva per accorgersi al volo che si stavano coccolando un disinvolto totalitario e che gli stavano regalando una bella fetta dell'elettorato di sinistra.

Come si fa a sostenere le fortissime ragioni politiche contro l'antidemocraticità del nostro sistema e contemporaneamente a proteggere un dittatorello che copia da Berlusconi sia la "personalizzazione" della politica sia tutti i temi dell'"antipolitica" tipici da sempre della destra più ignorante? Tutto questo assomiglia maledettamente alla tolleranza riservata per puro opportunismo da troppi ambienti dei Ds-Pd alle frasi eversive di Bossi, giustificate con disinvoltura come "paradossi" e "battute". Invece la talpa scavava scavava.

Purtroppo anche le scelte politiche della Consorteria sono state sempre disastrose e masochistiche. Adesso predica persino uno scontro elettorale, sicuramente trionfale, tra un Monti regalato alla destra e un minestrone No-tav, Grillo e preti col sigaro.

Ora alcuni, su Grillo, ci stanno ripensando, altri, i più duri di comprendonio o forse i piu destrorsi, continuano a difenderlo. Certo, Travaglio ci confida che Grillo non gli piace quando fa l'euroscettico, quando difende gli evasori fiscali, quando fa d'ogni erba un fascio, quando tocca l'amato Caselli. Potrebbe aggiungere: quando corteggia la Lega e le fa concorrenza in razzismo.

Ma per Travaglio queste sono trascurabili minutaglie. Coinvolgono soltanto tutta la nostra politica estera, tutta la nostra politica economica, la politica dell'informazione, la politica dell'ordine pubblico, la politica dell'accoglienza. Così l'infamità grillesca sulla mafia è spiegata da Travaglio come una sortita di uno che "non rinuncia al gusto della battuta e del paradosso". Esattamente come un Berlusconi di serie b. Senza dimenticare, però, Lunardi e Dell'Utri.

Cosa non si farebbe per qualche lettore in più da conservare nel qualunquismo di massa.







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brig.zero
10:05 02 mag 2012
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Grillo sondaggi: ecco tutti i pro e i contro del Movimento 5 Stelle

Impossibile trovare in Rete un'analisi obiettiva del fenomeno "Movimento 5 Stelle". Ci proviamo qui, con una lista di pro e contro. A voi la decisione.

Non conterei troppo sul fatto che il prossimo anno si tengano elezioni politiche nel nostro Paese. D'altra parte, il governo Monti potrebbe cadere all'improvviso su qualche callo di Berlusconi e quindi ritrovarci alle urne nel giro di settimane. Si sta come d'autunno eccetera.

Nel frattempo, l'ultimo terremoto politico sono i sondaggi che danno il Movimento 5 Stelle al 7%, mentre si susseguono scandali per corruzioni che travolgono l'ormai decotta Casta italiana. Perché tutto ciò mi ricorda tanto il '93?

In Rete e nell'informazione tutta sono irreperibili analisi obiettive del fenomeno 5 Stelle. Si passa dalla solita demagogia ad uso del popolino "Antipolitica! E' un comico! Gente ignorante!" all'esaltazione contraria, che vede Grillo come la soluzione a tutto e guai a parlarne male.

Così, provo a cimentarmi in una listina il più possibile obiettiva di pro e contro, come si fa quando si deve prendere una decisione. Se vi pare manchi qualcosa, segnalatelo. Spero aiuti anche voi.

PRO
Antipolitica. Non c'è proprio nulla di antipolitico in cittadini che si riuniscono in garage per mettere insieme un programma nel tentativo di aiutare il Paese. Anzi, direi che tale attività si configuri come "politica" nel senso più positivo ed alto del termine. A meno che non si intenda la politica come sistema partitico, di poltrone e di inciuci. Sospetto che tanti abbiano talmente interiorizzato tale sistema, che ogni altra via diventi antipolitica.

- Il comico. A prescindere dal fatto che chiunque può fare politica in un Paese democratico, un comico o un venditore di spazzole, un avvocato o un medico, a me pare che Grillo sia proprio l'unico a non candidarsi. Continuare ad usare il termine "votare Grillo" è sottile manipolazione.

- Il programma. Grillo lo ha scritto nero su bianco in anni e anni di blog. Le basi si sa quali sono, e sono le più vicine a chi si occupa di ambiente, decrescita e risorse. Oltretutto ha dimostrato notevoli doti visionarie, il che è davvero incredibile in un Paese in cui chi governa non sa neppure cosa sta succedendo da anni, figurarsi prevedere il futuro. E la preveggenza, a mio avviso, è oggi dote imprescindibile per gli amministratori pubblici.

- L'esperienza. I grillini sono spesso accusati di "non avere esperienza". E meno male, aggiungerei. L'esperienza con questo sistema politico è deleteria per chiunque abbia un minimo di buona volontà. Un po' come il carcere, che a volte serve solo ad imparare come delinquere meglio. Inoltre, credo ormai che qualsiasi cittadino con un po' di cultura generale possa far meno danni di questi incompetenti ed ignoranti (e corrotti) che ci ritroviamo.

CONTRO

- Non si sa chi siano. Va bene Grillo portavoce, ma non è possibile che questi "cittadini volenterosi" siano ancora presentati come una mandria senza volto. "Candidati grillini", sempre menzionati tutti insieme, uno vale l'altro. Chi c'è a Roma? Chi a Milano? Come la pensa? Qual è la sua storia? Grillo non si decide a fare un passo indietro per consentire ai cittadini di conoscere i candidati, e ai candidati di cominciare ad esporsi davvero. Pretendere dagli elettori un voto a scatola chiusa garantito da Grillo è un po' troppo, è lo stesso sistema che usava Berlusca coi suoi listini chiusi.

- Posizioni ondivaghe. Mentre è chiarissimo il programma su alcuni fondamentali temi, su altri è decisamente ondivago. Come per gli extracomunitari, ad esempio. E' legittimo non avere una posizione su tutto lo scibile, legittimo anche lasciare alcune decisioni per i momenti in cui i problemi si presentano. Meno opportuno è dire una cosa e poi il suo contrario a seconda di come tira il vento.

- Partito o movimento. Capisco che la parola partito susciti ormai orrore e raccapriccio, ma non lo condivido: non c'è nulla di male in un "partito", anzi si potrebbe persino riuscire a ricordare agli elettori che un partito è un'espressione democratica che arricchisce la vita politica, se è fatto come si deve. Ma se proprio si preferisce il "movimento", allora che tale sia, con tutta la libertà che comporta. Se dirige tutto Grillo, e gli altri in fila come soldatini, allora che lo si chiami Forza Italia e non se ne parli più.
Casaleggio. Dulcis in fundo, le dolenti note. Ormai anche i sassi sanno che Casaleggio, nel Movimento 5 Stelle, ha peso pari a quello di Grillo. Da ex pubblicitaria, non me ne scandalizzo: per come funzionano le campagne elettorali oggi, una strategia di comunicazione è assolutamente indispensabile. Ma da cittadina esigo che Casaleggio ci metta la faccia, per amor di trasparenza. Questo alone di mistero, di sotterfugio, di detto non detto, addà finì. Non è possibile che circolino leggende urbane e video inquietanti del braccio destro di Grillo e quella che è probabilmente la regia occulta di tutta l'operazione, di cui non si conosce nemmeno la faccia e di cui si nega persino l'esistenza. Chi diamine è, il fantasma del Louvre? Lo spirito guida? Hal 9000? Casaleggio deve uscire allo scoperto e presentarsi come un qualsiasi cittadino "grillino" impegnato nel Movimento. Chissà, magari qualcuno finirebbe anche col votarlo.








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brig.zero
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Pier72Mars
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Voto comunali: istruzioni per l'uso


Il 6 e il 7 maggio vota così!

Attenzione. Domenica 6 e lunedì 7 maggio in 102 comuni italiani (leggi quali) hai una possibilità. Puoi votare per te stesso, diventare padrone del tuo Comune, del tuo territorio, della tua acqua, della destinazione d'uso delle tasse locali. Potrai condividere le scelte che riguardano la tua vita quotidiana, dai parchi, agli asili, alla viabilità urbana, alla salute, alla cultura. Hai una possibilità, non sprecarla. Vota sempre MoVimento 5 Stelle con una croce sul simbolo!. Ricorda: la croce sempre sul simbolo! Dillo ai tuoi amici e parenti! Se si voterà solo il candidato il voto non sarà conteggiato per le percentuali assegnate al MoVimento 5 Stelle.
"Decrepiti nei vostri letti senza la pensione con i figli emigrati o disoccupati, molti anni da ora, cosa non dareste per poter votare il MoVimento 5 Stelle, e dire ai partiti che possono toglierci tutto, ma non ci toglieranno mai la libertà?". Beppe Grillo





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Pier72Mars
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SE GRILLO PARLA DI MAFIA E FIORELLO SI IMPROVVISA IMPASTATO
di Biagio Simonetta - 3 maggio 2012
Le reazioni alle parole di Beppe a Palermo e l'innata vena di legalità scoppiata d'improvviso nei partiti





Nei giorni scorsi Beppe Grillo ha usato un paradosso forte, e anche un po' infelice, per raccontare il dramma di migliaia di italiani strangolati da Equitalia. Lo ha fatto a Palermo e lo ha fatto tirando in ballo la mafia, argomento a volte tabù, a volte abusato (dipende dalle circostanze). Quello che è successo dopo lo abbiamo letto su tutti i giornali. Grillo è diventato un amico della mafia. Addosso a lui sono piovute critiche di ogni genere. Da destra a sinistra. Persino Fiorello ha puntato il dito contro la "cazzata" del comico genovese. I partiti e i loro giornali si sono riscoperti anti-mafiosi. Purezza e legalità sono riesplosi, quasi per incanto, in certe redazioni e in molte sedi di partito. Tutto in un giorno, tutto in poche ore.

Beppe Grillo ha un blog dal 2004. In otto anni di presenza on line, il suo sito (fra i più cliccati al mondo) ha dato spazio a vicende taciute dai grandi giornali. Ha presentato libri scomodi che raccontano le mafie da ogni angolo, come - per fare qualche esempio - Il Patto (ed. Chiarelettere) di Nicola Biondo, Le Mani sulla città (ed. Chiarelettere) di Barbacetto e Milosa, Metastasi (ed Chiarelettere) di Gianluigi Nuzzi, e recentemente anche il mio Faide - L'impero della 'ndrangheta (ed. Cairo).

Il Grillo amico della mafia dava spazio a tutto ciò mentre i grandi giornali promuovevano l'ultimo ricettario. Ovviamente senza che nessuno si indignasse. Oggi, però, la frase di Grillo a Palermo conta molto di più di un Mangano qualsiasi, di un Dell'Utri senatore o di un Penati.

Il Movimento 5 Stelle, di cui Grillo è megafono e ideatore, non ha condannati per associazione mafiosa tra le sue fila. Non può averne per statuto. E' così anche nei partiti? E' così anche nel Pdl di Angelino Alfano - quello che ha scritto "La mafia uccide d'estate" (e d'inverno dov'é?) - o nell'Udc di Cuffaro e Casini? O nel Pd di Bersani e Penati?
Fra le valanghe di polemiche piovute su Grillo, però, ce n'è una che merita particolare attenzione. E' quella di Rosario Fiorello, showman, imitatore, conduttore radiofonico, comico e cantante italiano.
«Mi sa che Grillo ne sa poco di mafia. Che si vada a vedere un po' tutti i pilastri delle autostrade in Sicilia.... Grillo te posso di' 'na cosa? Ma vattela a piglia 'nder pizzo». Ciò che dice Fiorello è sorprendente. Parla da mafiologo consumato, da siciliano duro e puro. Un Impastato mancato, insomma. Eppure non ricordo (ma magari è solo colpa mia) alcuna presa di posizione pubblica di Rosario Fiorello contro la Mafia. Ne ha parlato in qualche sua trasmissione? Magari quando lavorava a Mediaset, per l'azienda della famiglia Berlusconi, quella con lo stalliere eroe. Ma la parte più interessante è questa: «Che si vada a vedere un po' tutti i pilastri delle autostrade in Sicilia...». Caro Fiorello, cosa intendi dire? Cosa si nasconde, che tu sappia, nei pilastri delle autostrade siciliane? Raccontamelo. Magari lo denuncio io, se tu non ne hai il coraggio.





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brig.zero
09:15 05 mag 2012
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Ricorda: la croce sempre sul simbolo! Dillo ai tuoi amici e parenti! Se si voterà solo il candidato il voto non sarà conteggiato per le percentuali assegnate al MoVimento 5 Stelle.
"Decrepiti nei vostri letti senza la pensione con i figli emigrati o disoccupati, molti anni da ora, cosa non dareste per poter votare il MoVimento 5 Stelle, e dire ai partiti che possono toglierci tutto, ma non ci toglieranno mai la libertà?". Beppe Grillo

io sono ... con il movimento 5 Stelle e Voi ?





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pasgal
09:31 05 mag 2012
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brig forse anche io, non so proprio... certo che non votare è peggio.





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