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"manifesto" dell'antipolitica

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paolodegregorio
13:56 19 apr 2012
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- il “manifesto” dell’antipolitica -
di Paolo De Gregorio, 18 aprile 2012

Quella dell’”antipolitica” è una calunnia freddamente calcolata e veicolata da tutti i partiti politici percettori di sostanziosi finanziamenti pubblici, per neutralizzare la voce di movimenti e della “Rete” che vuole una buona politica, con altre regole.

1)Il discredito che oggi avvolge tutti i principali partiti non è una invenzione di fantomatici antipolitici, ma se lo sono procurato “motu proprio” i partiti stessi, offrendo uno spettacolo, da almeno 20 anni, di corruzione, di contiguità con le mafie, di privilegi e sprechi di pubblico denaro, di incapacità amministrativa, fino al punto di consegnare il governo ai “professori” per manifesta incapacità sia di leggere che di fronteggiare la crisi economica originata dalla globalizzazione.

2)Negli ultimi 20 anni la politica si è sempre più allontanata dalla gente normale, si è chiusa nel Palazzo e negli studi televisivi, ha operato una feroce spartizione della RAI facendo sparire ogni traccia di servizio pubblico indipendente, ha tolto ai cittadini il potere di votare la preferenza con una legge elettorale che concentra il potere decisionale in poche mani, è sparita la contrapposizione tra destra e sinistra, tutti i principali partiti oggi possono essere definiti senz’altro “Centristi”, le ricette di politica economica sono tutte uguali e tutte parlano capitalistico, tutti parlano di ripresa e crescita, ma in effetti i partiti oggi non hanno alcun potere sull’ economia, che va per conto suo.

3)Oggi il sommarsi di crisi economica (grave e strutturale) e crisi di credibilità dei partiti (sotto l’8%) impongono una svolta profonda e urge la sostituzione totale di una classe dirigente politica screditata, latitante di fronte alle responsabilità della crisi, confidando in quel 57% del popolo referendario che, invece di andare al mare, decretò il declino del berlusconismo bocciando nucleare, acqua privata e soprattutto la legge ad personam che riguardava l’impunità del premier.

4)Bisogna volare alto (e quel 57% ce lo consente), affidarci al buon senso del popolo italiano che comprende che questa arcaica classe politica è imbullonata alle poltrone e non se ne andrà mai spontaneamente, per percorrere l’unica via democratica possibile (in alternativa ci sono solo i forconi) che è quella di dare il voto alle prossime elezioni a quel partito che chiederà le seguenti cose:
-abolizione del finanziamento pubblico ai partiti
-chi ha fatto già due legislature è ineleggibile (retroattivo)
-abolizione del finanziamento pubblico ai giornali
-ineleggibilità per chi possiede TV o giornali
-azzeramento monopoli RAI e Mediaset, nessun operatore può possedere più di una rete e quindi sia Rai che Mediaset devono mettere sul mercato due reti televisive ciascuno. I monopoli mediatici fabbricano pensiero unico e dittatura.

Ciò significa che se quel 57% di italiani non è tornato suddito, ma sta con la schiena dritta e non regredisce nella rassegnazione della astensione e del fatalismo, può azzerare una classe politica vecchia, ignorante, ladra, incapace, e punirla senza appello per la crisi che non ha governato.
Dare la maggioranza a chi chiede di rinnovare profondamente la politica è la cosa più lungimirante che gli italiani possono fare, e l’accusa di “antipolitica” va rovesciata su quelle facce di bronzo oggi al potere, nel Parlamento, nei giornali, nelle televisioni.
Paolo De Gregorio


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InneresAuge
01:13 20 apr 2012
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Dove firmo?





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pasgal
07:25 20 apr 2012
Editore

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Esiste quel partito?





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♫nessuno♫
10:12 20 apr 2012
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messaggi: 713
paolodegregorio ha scritto ...

dare il voto alle prossime elezioni a quel partito che chiederà le seguenti cose:
-abolizione del finanziamento pubblico ai partiti
-chi ha fatto già due legislature è ineleggibile (retroattivo)
-abolizione del finanziamento pubblico ai giornali
-ineleggibilità per chi possiede TV o giornali
-azzeramento monopoli RAI e Mediaset, nessun operatore può possedere più di una rete e quindi sia Rai che Mediaset devono mettere sul mercato due reti televisive ciascuno. I monopoli mediatici fabbricano pensiero unico e dittatura.

Ciò significa che se quel 57% di italiani non è tornato suddito, ma sta con la schiena dritta e non regredisce nella rassegnazione della astensione e del fatalismo, può azzerare una classe politica vecchia, ignorante, ladra, incapace, e punirla senza appello per la crisi che non ha governato.
Dare la maggioranza a chi chiede di rinnovare profondamente la politica è la cosa più lungimirante che gli italiani possono fare, e l’accusa di “antipolitica” va rovesciata su quelle facce di bronzo oggi al potere, nel Parlamento, nei giornali, nelle televisioni.

C'è sempre il Movimento per il Paradismo. Alcuni punti interessanti del programma:

Ambiente

1. Ricercare nuove tecnologie per la protezione dell’ambiente, il risparmio energetico e la risoluzione delle problematiche legate all’inquinamento.

2. Rendere la raccolta differenziata obbligatoria su tutto il territorio nazionale.

3. Premiare le case automobilistiche che produrranno auto a emissioni zero e basso costo. Liberalizzare la produzione e la trasformazione di auto private a emissioni zero utilizzando forme rivoluzionarie di energia alternativa.

4. Promulgare leggi severe per chi non rispetta l’ambiente e lo danneggia. L'uomo deve rispettare la natura fino a quando non sarà capace di ricrearla, fino a quando non sarà capace di diventare lui stesso un creatore.

Economia

1. Tassare i redditi medio /alti, il numero di proprietà, i beni di lusso, etc... le tasse non possono gravare sempre sui più deboli.

2. Azzerare completamente il debito pubblico.Il potere degli usurai di tutto il mondo sta imponendo un massacro sociale, con il ricatto del mercato selvaggio e della globalizzazione. Non possiamo rendere schiavo il popolo a causa della mancata intelligenza di coloro che hanno governato il Paese e che hanno portato lo Stato ad assumersi tale onere per mancanza di visione del futuro, per profitto personale, incapacità, egosimo, interessi di partito e stupidità. Tutto ruota intorno alle banche, alla finanza, ai ricchi. I banchieri e i grandi manager hanno visto, grazie al colossale intervento pubblico, aumentare del 35% i propri guadagni, mentre il reddito medio dei lavoratori è calato del 25%. Non possiamo assumercene i costi a causa degli errori commessi da chi non è stato capace di governare e da chi ha speculato a proprio vantaggio. I costi della crisi dovranno ricadere su chi l’ha provocata. Le regole del massacro sociale sono state imposte dai gruppi economico-finanziari. Se si entra nella logica della diminuzione del tasso d'interesse e dell'allungamento del debito, il ricatto diventa continuo. Meglio perdere credibilità internazionale che far soffrire un popolo. L’azzeramento totale del debito dovrebbe essere applicato a livello internazionale. Tutti hanno diritto al meglio, ora, perché la nostra vita è preziosa e domani non ci saremo più. L’orgoglio nazionale ha sempre prodotto sofferenze e morte in un popolo (vedi nota NB).

6. Nazionalizzare il sistema bancario (con i soldi pubblici si sono finanziate le banche, quindi la prima nazionalizzazione deve essere del sistema bancario).

8. Rivendicare il diritto alla sovranità monetaria. (...)

Istituzioni religiose

1. Eliminare qualsiasi sovvenzione, accordo o quant’altro in cui risulti che lo Stato debba finanziare attività e luoghi di culto, di qualunque religione esso sia.

2. Abrogare il concordato con il Vaticano.

3, Lo Stato dovrà essere totalmente laico e non favorire alcuna religione.

4. Lo Stato dovrà proteggere le minoranze religiose, proprio in quanto tali.

Lavoro

1. Riformare il lavoro riducendo le ore lavorative settimanali. Il lavoro non deve essere considerato come qualcosa di sacro. Ogni essere umano ha diritto ad avere di che vivere, anche se non lavora. Ciascuno deve cercare di realizzarsi nel ramo che lo attira. Se gli esseri umani si organizzano, sarà facile fare in modo che tutti i lavori indispensabili siano interamente meccanizzati, automatizzati, sostituiti dai robot e dai computer fino alla totale scomparsa del lavoro. Allora, tutti potranno sbocciare liberamente. Sulla base di questo obiettivo, si ridurranno le ore lavorative settimanali per ogni lavoratore. Diminuendo il numero delle ore lavorative, si potrà far lavorare tutti, offrendo la possibilità ai giovani di avere uno spazio lavorativo anche per loro. Lavorando tre giorni settimanali, anziché 5 o 6, si potranno raddoppiare il numero dei lavoratori. Poche ore di lavoro in modo da assicurare del lavoro a tutti. Coloro che desiderano avere di più, potranno lavorare di più, ma non oltre la soglia stabilita dal contratto di lavoro nazionale. Apprendere un nuovo lavoro può offrire la possibilità di intraprendere una nuova attività lavorativa, soprattutto ai giovani che da questo punto di vista, al giorno d’oggi, non hanno alcuna prospettiva. Il reddito minimo garantito permetterà di non essere più obbligati ai lavori forzati, ma ognuno sarà libero di lavorare per avere di più. Le aziende, adottando questo sistema, offriranno lavoro a molti e i lavoratori, non essendo assillati dalla problematica del salario che non è sufficiente per arrivare a fine mese, daranno dei risultati migliori in fatto di operatività.

5. Lo Stato ridurrà progressivamente gli impiegati statali per allegerire i costi dell’amministrazione pubblica.

9. Abbolire l’apprendistato. Attivare corsi trimestrali per l’apprendistato obbligatorio, con strutture moderne e attrezzate sulla base delle richieste aziendali. Saranno aperte a tutti. In particolare, i giovani potranno scegliere il tipo di lavoro sulla base delle richieste avanzate dalle aziende. Sarà concesso un tirocinio di una settimana per valutare se il luogo di lavoro e il tipo di lavoro prescelto si addicono ai bisogni del lavoratore, ore che verranno retribuite direttamente dall’azienda. Pertanto, il lavoro di apprendista sarà abbolito.

NB: E' necessario comprendere che queste proposte riguardanti il nuovo concetto di lavoro agevolano i lavoratori e le aziende, ma che lo scopo finale è la graduale riduzione del lavoro, fino alla sua totale scomparsa. Più il lavoro si ridurrà, più dovranno aumentare le tecnologie. Chi sceglie di lavorare di più, si espone a un abbassamento di livello della salute e della vita. L’età media relativa ai nostri giorni è di 80 anni, ma il nostro programma biologico ci consente di vivere fino a 120 anni. La causa primaria tra questa differenza di anni (40) è dovuta allo stress accumulato a causa del lavoro. Si lavora per sopravvivere, il tempo scorre inesorabilmente e alla fine ci si rende conto di non aver vissuto. E’ bene ricordare che la scienza riuscirà ad allungare la vita di molto, prima a 200 anni per raggiungere successivamente i 700 anni. Sulla base di queste prospettive, è necessario concentrare l’attenzione sui bisogni reali dell’individuo, che sono i piaceri, la libertà e la felicità. Vivere in un mondo di continuo sviluppo e piacere e vivere in armonia con tutti, non è quello che tutti ci auspichiamo? Tutto si può realizzare, non ci sono limiti alle capacità creative dell’essere umano. Tutto questo, si realizzerà comunque.

Leggi e tasse

1. Le leggi umane sono indispensabili, ma devono essere migliorate poiché non tengono abbastanza conto dell'amore e della fraternità.

2. Abolire e revisionare le leggi dello Stato. Troppe leggi allontanano dalla realtà. Meno leggi, più libertà.

3. Promuovere una nuova riforma delle tasse. L’obiettivo è di ridurre le tasse il più possibile, riducendo ed eliminado tutti gli sprechi, abolendo tutto ciò che grava sullo Stato, iniziando dalla pubblica amministrazione, le associazioni, i partiti, le regioni, le comunità montane, i consorzi, gli enti storici, etc.

4. Le banche, le assicurazioni e le grosse aziende non avranno più privilegi fiscali.

5. Lo Stato accorporerà le banche, che da private diverranno pubbliche.

6. Sarà agevolato e facilitato il credito delle banche di Stato, per consentire ai lavoratori con redditi minimi di accedere al credito con interessi proporzionati al credito fissato. Lo Stato non può dare in prestito il denaro a usura a chi ha bisogno. A coloro che hanno redditi più alti, verranno assegnati interessi proporzionati al credito richiesto.

7. Tassare i ricchi, senza eccezioni per alcuno. Tassare la patrimoniale. Per chi evade il fisco, sequestro immediato di tutti i beni.

8. I ricchi non potranno accedere al reddito minimo garantito. Quote del reddito verranno stabilite preventivamente per consentire l'accesso al reddito minimo garantito a chi è sotto determinati parametri. Questo, nella prima fase del progetto.

9. Riduzione delle tasse ai ceti medio/bassi.

10. Riformare lo Stato. Lo Stato deve essere al servizio del cittadino, non per opprimerlo ma per aiutarlo.

11. La Costituzione italiana dovrà essere perfettamente in accordo con i 30 articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, sanciti dall’Assemblea delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, e con la versione aggiornata proposta dal MPP presente sul suo sito. Articolo 2: “Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico e internazionale del Paese e del territorio, sia esso indipendente o sottoposto ad amministrazione fiduciaria, o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità”. Tale dichiarazione diventa, per ogni Stato membro, un obbligo di carattere legale in seno alla propria Costituzione.

12. Modificare la Costituzione. Essa necessita di varie modifiche, come a esempio l’Articolo 1: "L’Italia è una Repubblica basata sul lavoro". Il cambiamento dovrebbe avvenire con questa nuova dicitura: "L’Italia è una repubblica basata sulla felicità dei suoi cittadini".

13. Tassare dell' 1% tutte le transazioni finanziarie e il commercio di valuta, nonchè gli asset finanziari, tra cui l'acquisto e la vendita di azioni, obbligazioni, commodity, fondi comuni di investimento, fondi comuni e prodotti derivati, ​​quali futures e opzioni.

Media TV

1. Ammodernare e liberalizzare le TV pubbliche. Rivoluzionare l’informazione. No ai telegiornali di opinione. No alla normalizzazione dell’opinione pubblica: un grave pericolo (vedi nota ***NB).

2. Riformare la televisione. Sarà concessa libertà a tutte le televisioni pubbliche e private, senza vincoli alcuni. La libertà, in quanto tale, non può avere limitazioni o restrizioni.

*** NB: Le televisioni pubbliche saranno imparziali. Fra le cose più pericolose per la libertà, c’è la televisione. Ben utilizzata, essa costituisce uno degli strumenti più preziosi per il ricongiungimento dei popoli della Terra e il rafforzamento di una vera coscienza planetaria. Grazie al mezzo televisivo, infatti, ognuno può essere messo immediatamente al corrente e sentirsi partecipe di quello che accade in qualsiasi regione del globo. Possiamo anche dire che la televisione costituisce una sorta di sistema nervoso centrale dell’umanità.

Ma la cosa grave, è che questo mezzo può essere utilizzato per diffondere informazioni false o presentate in modo da influenzare le reazioni delle popolazioni.

I giornalisti dovrebbero limitarsi a presentare le informazioni allo stato grezzo, il più obiettivamente possibile e senza esprimere la loro opinione. Invece, assistiamo con sempre maggiore frequenza a una presentazione di tipo “personalizzato” dei telegiornali, in cui il presentatore si permette di esprimere la propria opinione sugli avvenimenti trattati.

Se da una parte è giusto che esistano i cosiddetti “giornali di opinione”, che siamo liberi di scegliere in funzione dei nostri gusti o delle nostre tendenze politiche, dall’altra è inammissibile che siamo obbligati ad ascoltare su delle reti nazionali, e teoricamente obiettive, l’opinione di individui che non sono assolutamente abilitati a darne, e questo in tutti i campi. Certo, essi evitano accuratamente di pronunciarsi su argomenti politici, ben sapendo che andrebbero incontro a gravi problemi. Ma in merito ad altri argomenti, che a volte hanno un’importanza politica indiretta enorme, si sentono in diritto di esprimere le loro opinioni personali. Questo comportamento ha l’effetto di influenzare, negativamente e positivamente, coloro che non sono dello stesso loro parere e chi, invece, la pensa allo stesso modo. Ma la cosa più grave è che questi individui influenzano la maggioranza, coloro che non hanno un'opinione ma che ora ne avranno una, basata sui loro discorsi.

Il mezzo per lottare contro questa tendenza a normalizzare le reazioni dell’opinione pubblica - normalizzazione estremamente grave, che può sfociare in una normalizzazione diretta da parte dello Stato - potrebbe consistere nell’obbligare le televisioni a presentare delle informazioni grezze, senza il minimo commento. La notizia in questione potrebbe poi essere seguita dalle argomentazioni di due giornalisti, uno che metta senza passione l’accento sui lati negativi dell’avvenimento trattato, l’altro che faccia vedere, anch’egli senza emozione, gli aspetti positivi dello stesso avvenimento.

Il pubblico potrebbe così farsi un’opinione autonoma, essendo in possesso di tutti gli elementi necessari, senza essere condizionato da discorsi unilaterali e spesso stupidi o oscurantisti.

Ogni informazione verrebbe presentata da un giornalista neutrale, un giornalista “procuratore” ed un giornalista della difesa.

Potremmo allora sperare di non dover ascoltare mai più questa frase, più inquietante che stupida, che dice: “Che cosa dobbiamo pensare di...” e vederla sostituita da: “Che cosa possiamo pensare di...”. Non si DEVE pensare nulla, si PUÒ pensare ciò che si vuole. Quando frasi come queste vengono pronunciate quotidianamente alla televisione o nei giornali, la libertà di pensiero è in pericolo. È tempo di pensarci, perchè quando si ammette la possibilità di DOVER pensare in un certo modo, allora si accetta implicitamente che chi non la pensa come gli viene detto sia un dissidente.


Forze armate

1. Ritirare immediatamente tutti i soldati italiani nelle missioni estere.

2. Diminuire drasticamente le spesa per l'esercito.

3. Elimare tutti i contratti sospesi per le spese militari, compresi gli acquisti di aerei e di tutti i mezzi militari.

4. Diminuire il numero dei militari. Una civiltà non può considerarsi tale se impiega ancora dei militari con lo scopo di proteggersi dai nemici.

5: Uscire dalla Nato. L’Italia deve essere l’esempio della nonviolenza e pertanto il primo passo da fare è dimostrare che la Nato non è necessaria. Inoltre, i costi che questa c'impone sono rilevanti e vanno a gravare pesantemente sui bilanci dello Stato. Per permettere un reddito garantito a tutti i cittadini, è necessario eliminare tutti gli sprechi militari fino alla loro definitiva scomparsa.

Politica

3. Sottoporre a Test del QE (quoziente emozionale), visita medica (per analizzare se fanno uso di droghe) e scansione del cervello tutti gli individui candidati alle elezioni.

4. Abolire il finaziamento pubblico ai partiti.

7. Abolire le figure dei senatori a vita.

9. Abolire il privilegio dell'assegno di 3000 euro per i politici che hanno fatto un solo giorno da parlamentare.

17. Togliere la Camera e creare un unico Senato, al massimo di 200 membri, con un massimo di 15 ministri e 15 viceministri. Eliminare i sottosegretari e i portaborse.

18. Lo stipendio dei parlamentari sarà allineato alla media degli stipendi nazionali. Percepiranno la pensione non sulla base dei privilegi parlamentari, ma unicamente sulla base di quello percepito dalla popolazione. Oggi, sono sufficienti cinque anni di mandato alla Camera o al Senato perchè un parlamentare percepisca la pensione (in media 6 mila euro al mese), tutto a spese del contribuente. Questo trattamento privileggiato deve cessare, in quanto è il parlamentare a dover essere al servizio del cittadino e non viceversa. Il cittadino non deve lavorare per essere al servizio del parlamentare e perchè questi possa mantenere i suoi privilegi (vedi nota **NB).

19. Nessun parlamentare può esercitare un’altra professione durante il mandato e saranno vietate cariche extraparlamentari, come per esempio quelle di deputato e sindaco.

20. Ridurre a due i mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica.

21. Durante il suo mandato, il parlamentare che viene coinvolto in affari di corruzione o altri affari illeciti sarà sospeso immediatamente e dopo il processo, se ritenuto colpevole, sarà radiato a vita dalla politica e dai pubblici uffici.

22. Abolire i benefici alle regioni a statuto speciale. Abolire le comunità montane, i consorzi, i 7000 enti, aziende, società, organi collegiali, uffici, i 24000 consiglieri di amministrazione, presidenti, direttori con stipendi, compensi e spese di rappresentanza. Abolire i finanziamenti ai giornali.

23. Abolire i comitati di Etica (vedi nota ***NB).

25. Istituire un nuovo ministero: il Ministro delle Attività Ludiche. E' di fondamentale importanza per organizzare e preparare la società a diventare una società del tempo libero.

26. Eliminare tutti i ministeri inutili: quello della semplificazione normativa, quello per le riforme per il federalismo, il ministero per l'attuazione del programma, i ministeri della gioventù, del turismo, etc. Allo stesso modo, i tanti sottosegretariati che non servono a nulla se non a creare posti di sottogoverno, ciò permetterà un notevole risparmio di risorse pubbliche. Riorganizzare i costosissimi uffici decentrati degli altri ministeri negli uffici territoriali del governo. Il Web rende inutili le sedi locali.

27. Abolire le lobby dell'evasione. Oggi, gli evasori governano mentre i poveri mantengono i ricchi e pagano le tasse.

28. Abolire tutte quelle leggi che proteggono e favoriscono i privilegi alla politica e ai politici.

Riforma della giustizia

3. Allungare i termini di prescrizione dei reati.

Ricerca e scienza

1. Sviluppare le energie alternative per sostituire completamente l'attuale sistema energetico basato su fonti inquinanti e non rinnovabili.

2. Sviluppare carburanti alternativi per eliminare l'uso dei combustibili fossili.

3. Promuovere la ricerca e lo sviluppo delle tecnologie necessarie alla successiva soppressione del lavoro obbligatorio.

4. Creare nuovi e moderni centri di ricerca avanzati, indispensabili per il futuro dell’umanità.

5. Le scoperte scientifiche andranno unicamente a beneficio dell’umanità e non potranno essere patrimonio di coloro che pensano solo a ricavarne del profitto, né dei militari, che lasciano nel segreto certe invenzioni al fine di conservare un'ipotetica supremazia su fantasmagorici nemici. Piena fiducia agli scienziati che non sono manipolati da interessi finanziari. La scienza è la cosa più importante per l'uomo. La scienza deve essere utilizzata per servire l'uomo e per liberarlo, non per distruggerlo e alienarlo.

Sanità

1. Eliminare subito i ticket sanitari per chi ha un reddito familiare basso – indipendemente dalla percentuale di invalidità accertata – e riversarlo invece su chi ha redditi elevati e un elevato tenore di vita, fino a tutto il corrispettivo medico e ospedaliero.

2. Ogni specialista deve offrire le proprie competenze e servizi a tutti, e non solo a chi può permettersi di pagare. Eliminare quindi tutti i servizi e le strutture private a pagamento: i medici devono essere al servizio del cittadino e non del denaro.

4. Divieto di obiezione di coscienza per medici e farmacisti. Un medico deve essere al servizio del diritti del cittadino, soddisfando i suoi bisogni e le sue necessità. Egli non può ostacolare tali diritti, anteponendo i suoi principi religiosi al servizio reso. Nel caso in cui il medico fosse in contrasto con la propria cosienza, può sempre proporsi per un servizio parziale, come medico generico in un ambulatorio privato, ma mai in centri ospedalieri pubblici e privati.

5. Mettere al bando tutti quei prodotti utilizzati dalle aziende alimentari per alterare i sapori, come il MSG (glutammato monosodico) , l'aspartame e altri ancora che si nascondono dietro ambigue diciture come "aromi naturali". Questi prodotti sono estremamente dannosi per la salute umana.

Sociale

1. Garantire un reddito minimo di sussistenza a ogni individuo, a partire dalla maggiore età. Le famiglie con figli non avranno altri sussidi (vedi nota ***NB).

2. Eliminare i sussidi familiari.

3. Garantire a ogni individuo, ovunque si trovi, un tetto, del cibo e di che vestirsi.

9. Snellire i tempi dell’assistenza, aumentare i servizi, la dignità e la privacy di chi ha precisi e particolari bisogni.

10. Unificare le pensioni in un unico ammontare - tutti gli esseri umani sono uguali dalla nascita alla morte - ma in modo tale da permettere all’individuo di vivere e gioire della vita. Il reddito minimo garantito non potrà essere accumulato alla pensione, ma per differenza.

11. I giovani hanno il diritto di scegliere i genitori che desiderano e non saranno obbligati a rimanere presso la famiglia naturale. Spesso, le famiglie sono il centro delle violenze. Si rende necessaria una svolta civile per assicurare ai giovani la propria realizzazione personale, in pace e amonia, senza essere costretti a rimanere in un ambiente disarmoniaco e negativo. Pertanto, verranno organizzati dei centri abitativi per i giovani che non intendono vivere in famiglia, seguiti da educatori che li istruiranno secondo quei principi che si basano sul rispetto della Carta dei Diritti dell’Uomo.

13. Abrogare tutte quelle leggi che non facilitano la libertà e lo sviluppo individuale e collettivo - come la tassa sulla proprietà degli autoveicoli - e abrogare i pedaggi autostradali. Sopprimere e riconsiderare tutte le tasse inique.

*** NB: Il reddito minimo è una delle ragioni che emancipa i popoli.

Secondo una direttiva europea, tutti gli Stati dovrebbero assicurare un minimo di sussistenza per coloro che sono disoccupati. Gli unici Paesi inadempienti sono l’Italia e la Grecia. L’assenza totale di un reddito minimo crea un divario tra redditi, un maggior numero di disoccupati e di precari, è all'origine degli elevati costi degli affitti. Secondo l’Eurostat, siamo i peggiori d’Europa. Il reddito minimo permette di guardare al lavoro sotto una prospettiva che è più legata alla scelta che alla necessità. Se allo stato attuale si volesse applicare il reddito minimo di cittadinanza in Italia, facendo una stima sul numero dei disoccupati - circa 2 milioni - basterebbe moltiplicare tale dato per una cifra base di 500 euro mensili per i 12 mesi dell’anno, il risultato sarebbe di circa 12 mld di euro all’anno ( lo 0,5% del pil). E' una cifra irrisoria se si considera che i fondi destinati per l’acquisto di sei caccia bombardieri F16 sono stati spesi 113 miliardi di euro, spesa per altro inutile. Il popolo è alla fame e si spendono soldi in nome di una falsa sicurezza che costerà sempre di più. Il reddito minimo garantito è uno dei capisaldi che permettono all’essere umano di vivere con dignità e serenità, senza alcuna contropartita in termini di lavoro. La civiltà di un popolo si misura dal livello di felicità acquisita. Noi siamo dell’idea che eliminando le spese militari, tutti potrebbero avere un reddito minimo garantito superiore agli 800 euro, a partire dalla maggiore età fino alla morte, indipendentemente che si lavori o meno. Inizialmente, sarà necessario iniziare garantendo il reddito minimo ai disoccupati e ai precari.

Unità di misura del benessere

1. Il PIL (Prodotto Interno Lordo) sarà eliminato e verrà sostituito con il FIL (Felicità Interna Lorda). L’essere umano non si misura dalla capacità di produrre del denaro, ma dal livello di felicità che la società gli offre e sulla base della felicità prodotta per se stesso e per gli altri.

Sostituzione dei vecchi preconcetti

1. I Vecchi precetti "lavoro, patria e famiglia" dovranno essere sostituiti con altri che valorizzino l’uomo e l’amore tra i popoli. I nuovi precetti saranno "sviluppo personale, liberta, amore e fraternità universali". Questi valori, più nobili e adatti alle esigenze dell’essere umano, verranno insegnati e sviluppati a livello sociale. L’essere umano non può essere schiavo di precetti che lo rendono vittima di una vecchia cultura, basata unicamente su principi ormai superati. I tempi sono cambiati ed è necessario rivedere questi obsoleti precetti che trascinano inevitabilmente l’uomo alla sua autodistruzione. O si cambia o sarà la fine. (vedi nota *NB).

* NB: Il lavoro non ha nulla di nobile e scomparirà presto. In nome della patria, si sono create troppe guerre e divisioni. E' necessaria una svolta che unisca gli esseri umani o ci sarà il rischio di una guerra definitiva e devastante. Non esiste che un'unica patria: il nostro pianeta. La nostra famiglia sono tutti gli esseri umani. Il concetto di famiglia si sviluppò nel passato per ovvie necessità di sopravvivenza e per assicurarsi del cibo. Furono i regnanti e le religioni che, per mantenere i loro privilegi e i loro vantaggi, incoraggiavano le persone a fare figli e lavorare.

L’essere umano

1. Considerare l’essere umano come “patrimonio dell’umanità”. L’essere umano è straordinariamente perfetto e si rende imperfetto unicamente a causa delle frammentazioni sociali. Pertanto, il rispetto per ogni essere umano e la sua felicità dovranno essere posti al centro assoluto dell’attenzione politica e sociale.

[ Modificato 12:14 20 apr 2012 ]





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Pier72Mars
06:43 12 mag 2012
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PAOLO BARNARD PROPONE L'UNICA GENIALE SOLUZIONE IMMEDIATA. E GLI INDIGNATI CONTESTANO IL RE DELL'INDIGNAZIONE
Postato il Venerdì, 11 maggio @ 11:12:46 CDT di davide

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI
sergiodicorimodiglianji.blogspot.it

"Fare un passo avanti: diventare cacche!"
Paolo Barnard, 10 maggio 2012. Titolo del suo ultimo post.

Questa mattina, presto, andando a spulciare la rete e facebook sono rimasto davvero colpito, il che non capita spesso. Al di là delle consuete notizie, ce n’era una in particolare che attirava la mia attenzione: lo sdegno, sui social networks, di parecchi seguaci del giornalista Paolo Barnard contro di lui.
Il cosiddetto popolo degli indignati che si indigna contro il Re dell’indignazione.
Per me, equivaleva a una notizia.
Alcuni di loro li conosco personalmente anche nella vita reale e ho visto, più tardi, che nelle loro bacheche hanno manifestato apertamente il loro dissenso contro Barnard. E così, sono andato a leggermi l’articolo che aveva suscitato una così feroce levata di scudi.

Che cosa avrà scritto? (pensavo mentre il computer caricava il sito) Magari è diventato il segretario del nuovo PDL di Alfano, o ancora peggio propone a tutti una colletta per investire in derivati di Goldman Sachs oppure sostiene di andare in giro a mettere delle bombe in parlamento.
Morivo dalla curiosità, e avevo deciso che non sarei intervenuto.

Leggendolo, più volte e con attenzione, ciò che più mi ha colpito è stata la mia reazione: un enorme sollievo, perché mi ha chiarito (e risolto) un mio profondo disagio di questi tempi.
Tutto ciò, prima ancora di introdurre l’argomentazione, per dire che plaudo e appoggio al 100% l’interpretazione attuale di Paolo Barnard; mi beccherò la mia quota parte di dissenso avendo scelto deliberatamente di sostenere con vigore la sua elaborazione contestata.

Chi conosce e segue Barnard sa come il suo linguaggio così vivido sia sempre intriso di una indubitabile rabbia manifesta (è uno che scrive con la bava alla bocca) il che lo accredita di un plusvalore perché sintetizza gli umori di noi tutti e rende autentica e percettibile la sua scelta di vita; ma allo stesso tempo, più d’una volta, (è una mia modesta idea personale) corre il rischio di essere fuorviante perché fa perdere l’autenticità della solida argomentazione, troppo intrisa di livore per poter essere contundente come dovrebbe. Qui di seguito, cito in copia e incolla, alcuni brevi passaggi, e invito i lettori ad andare a leggerselo.

Scremato dalla sua rabbia, sono due le potentissime argomentazioni di Barnard che hanno indignato gli indignati: 1). Piantatela di fare i bèceri, e mettetevi in testa che dovete rimboccarvi le maniche e studiare. Perché davanti a voi non c’è un esercito di beceri analfabeti (tipo il Trota) bensì fior di cervelloni con venti lauree in economia che vi mangiano in padella quando e come vogliono. 2). Preso atto del primo punto, ne consegue che la più intelligente –e unica- battaglia da fare in questo momento tragico, consiste nell’andare dagli imprenditori più evoluti, sensibili e intelligenti, e spiegare loro che l’alleanza che può rappresentare la svolta consiste nel diventare finanziatori sponsor degli studiosi intellettuali che tireranno fuori come frutto dei propri studi ed elaborazioni la maniera migliore (la più pragmatica, efficace ed efficiente) per abbattere gli squali. E’ soltanto dall’incontro tra menti eccellenti /pensanti /contemplative /studiose/analitiche e industria imprenditoriale che può nascere il cambiamento. Senza idee, massimo sei mesi da oggi, la CONFINDUSTRIA sarà stata spazzata via dal mercato (la previsione è mia non è di Barnard) perché senza idee non ce la faranno. Ma chi produce idee, oggi, è fuori dal mercato e ha bisogno di finanziamenti. Quindi, ci si mette insieme: L’INDUSTRIA CHE PRODUCE e la CULTURA CHE PRODUCE..

Dal mio punto di vista, in Italia, la Vera Rivoluzione Democratica tanto auspicata.

E invece, tutti indignati.

Basterebbe questo tipo di reazione per comprendere quanto e profondo sia difficile, in questo momento, organizzare un contro-attacco vincente contro l’attuale piano economico-politico lanciato dalla oligarchia finanziaria sovra-nazionale per eliminare gli stati,.
cinesizzare il mercato del lavoro, espoliare le nazioni della loro locale spina industriale, annientare la classe media, nazificare il pensiero, silenziare le menti pensanti, e chiudere una volta per tutte (secondo loro) l’arrogante e presuntuosa pretesa degli esseri umani europei di aspirare e combattere per l’affermazione di quei princìpi di libertà, fratellanza e solidarietà che dai tempi di Locke e Voltaire sono stati la base formativa che ha creato ricchezza collettiva e Bene Comune Condiviso. 235 anni di Storia.
Che intendono spazzare via con un colpo secco..

E ci stanno riuscendo.

Lo volete capire, o no?

Scrive Il Re degli Indignati contestato:

Basta teatro. Basta. Sono anni che chiedo di piantarla coi teatrini dei movimenti, predicatori di internet, associazioni, grilli, agnoletti, benettazzi, chiesaioli, barnardini, beni comuni, noTavolani, twitteri ecc. Sono anni che dico che si deve studiare come pazzi e poi reclutare cervelli eccezionali almeno fin dove ci è possibile. Bisogna reclutare imprenditori e fargli capire che siamo nella stessa barca, noi dipendenti e loro, e da questi farci sponsorizzare quei cervelli, cioè creare Fondazioni e Think Tanks che lavorano per noi. Vi ho portato a Rimini cinque esperti proprio per impostare un flebile inizio su livelli di grande professionalità. Non sto vedendo nulla di competente nascere da ciò, solo fuffa di internet e gruppi che dopo 5 pagine di MMT già pensano che a Citigroup gli tremano le gambe a leggerli nei blog.

Impietoso quanto veritiero. E’ proprio così. La nuova realtà ci offre oggi, in Italia, una miriade di liste civiche, pseudo raggruppamenti, collettivi, movimenti, i quali –nella migliore delle ipotesi- non saranno in grado di prospettare nessuna alternativa né fattibile né credibile per il semplice motivo che latitano di pensiero intellettuale, di Cultura, cavalcati, alimentati da chi manipola il disagio attuale già pregustando di realizzare la propria ambizione nel divenire (se va bene) dei ben accolti valvassi o valvassori nel Nuovo Medioevo Eterno che hanno intenzione di costruire per noi.

E’ necessario un altro passo. Un’altra mentalità. Bisogna mettersi in gioco personalmente, individualmente, esistenzialmente, anche a costo di correre il richio di rinunciare ai minimi argini di sicurezza ottenuti finora. Perché è chiaro come il sole che anche quelli, in breve tempo, verranno risucchiati via dalla marea. Mica avvertiranno prima.
.
Sostiene il Re degli indignati contestato:

Guardate che per loro noi non siamo neppure cacche. Una cacca non è alcun pericolo, ma almeno la noti. Non essere neppure cacche significa che proprio noi, per loro, non sussistiamo. E devo dire che dal loro punto di vista, il punto di vista del Vero Potere, in effetti non può che essere così. Questo siamo, o sarebbe meglio dire non-siamo, io, voi, ovvero tutti quelli che sono nati cittadini comuni con occupazioni comuni e che poi più tardi hanno scoperto che esiste il Vero Potere Neoclassico, Neomercantile e Neoliberista, e che si sono decisi a combatterlo. Per il Vero Potere non siamo neppure una cacca letteralmente. Non si sono mai curati neppure di sapere se esistiamo o no. Vi scrivo questo solo per darvi il senso realista delle proporzioni fra gli schieramenti in questa lotta, perché sono veramente stanco di far parte di sto circo della rete dove forse proprio nessuno ha capito quanto seria è la questione di come affrontare il Vero Potere. Io sono nel web non per scelta, sia chiaro, sono qui al confino, costretto all’esilio in sto luogo, che detesto, dalla censura di chi sui media non mi vuole più neppure in fotocopia, cioè tutti. Voi potete fare quello che volete, mentirvi quanto volete, essere ridicoli eppure credere di essere in gamba, ma io sono stanco, non ne posso più di movimenti, di predicatori di internet, di associazioni, grilli stellati, agnoletti, benettazzi, chiesaioli, barnardini, beni comuni, noTavolani, twitteri ecc. Non ne posso più di internettari tossici all’ultimo stadio che mi scrivono “Barnard ha visto sto video? Sconvolgente!!!! Cosa ne pensa?????”. My God! Adesso lo guardo e poi chissà che cosa succedeeeeee. E quelli che aprono le pagine su Facebook… quelli lì, QUELLI LI’, tenetemi fermo….
Le proporzioni fra tutta sta agitatissima fuffa e loro, il Vero Potere, sono deprimenti come poche cose al mondo. Guardate, vi posso dire una cosa certa, ma certissima, ok? Nelle stanze di Citigoup o dell’IIF o di Business Europe o della Trilaterale, o della Exor, del Lotis, del WTO, di AXA, o di Carlyle, della Commissione UE nessuno mai neppure per 30 secondi ha pensato una sola volta a tutti voi movimenti, predicatori di internet, associazioni, grilli, agnoletti, benettazzi, chiesaioli, barnardini, beni comuni, noTavolani, twitteri ecc. Cioè, detta alla bruta, non ci cagano neppure di striscio, proprio mai coverti, come dicono i veneti. Zero.

Personalmente parlando, negli ultimi mesi mi è capitato di partecipare a diversi incontri, seminari, colloqui, confronti, di quella che sta diventando la nuova moda sociale collettiva italiana del 2012: un nuovo partito “diverso” dagli altri. Ma il linguaggio è sempre lo stesso, anche se, nei migliori esempi, è semplicemente camuffato; tanto, la maggior parte delle persone è convinta che la Cultura sia Wikipedia, le striscette di facebook, e qualche bel discorsetto intinto delle nuove parole d’ordine che oggi fanno il nuovo mercato della politica: bene comune, condivisione, diritto alla cittadinanza, no alla casta, no ai privilegi, ecc. Basta usare queste parolette “magiche” e sono tutti contenti pensandosi rivoluzionari. Sempre mercato della politica è. Ormai abbiamo neo-miliardari che guidano le rivolte, esponenti della casta che costruiscono associazioni contro la casta, analfabeti che parlano di Cultura, e presentatori televisivi che si sono auto-eletti a maitre de penser presentandosi come la neo classe di intellettuali.

La soluzione sta nel capovolgere questo meccanismo per ritornare dal mercato della politica alla politica del mercato.
La finanza oligarchica non è mercato: chi lo crede è caduto vittima di un falso ideologico. Tant’è vero che per loro non esiste la legge della domanda e dell’offerta, il rapporto prezzo/qualità, il costo sociale. Viaggiano secondo altre coordinate il cui fine è (lo spiego qui in maniera sintetica e divulgativa) politicamente “abbattere la logica centrale dell’economia del libero mercato nel nome del libero mercato” un paradosso che sta costruendo una società insensata, per cui è necessario riappropriarsi del Senso per poterla combattere. Ma senza Cultura non c’è acquisizione del Senso.
Dal punto di vista economico, il loro obiettivo consiste in “eliminare il concetto di classi sociali, di concorrenza, di competitività, per dar vita a una società economica formata da due uniche classi riconoscibili: schiavi e cupola finanziaria oligarchica che stabilisce chi deve produrre e chi no e come lo deve fare e per quanto e fino a quando”.

L’articolo di Barnard mi ha ricordato un aneddoto che mi ha raccontato un mio amico argentino a Buenos Aires, tre anni fa, quando ancora vivevo in Argentina. Perché ha a che vedere esattamente con ciò di cui parla Barnard. Guillermo (così si chiama il mio amico) è un professore di pedagogia infantile, un consulente del governo nella sezione istruzione pubblica ma ha partecipato a molte riunioni di governo della coppia Kirchner, soprattutto all’inizio quando era anche sottosegretario ai beni culturali. Mi raccontò quando i Kirchner presero il potere e una volta insediati, dopo qualche mese, ricevettero la delegazione della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, allora guidato da Dominique Strauss Kahn. All’uscita dalla riunione, i Kirchner erano sbiancati. Lui, Nestor, più sanguigno, iroso e viscerale della moglie (e meno colto) capì subito come si erano messe le cose. Disse, per l’appunto, a Guillermo “io so soltanto che non ho capito nulla di quello che hanno detto, ma proprio nulla; ma una cosa, questa sì, l’ho capita: questi si portano via tutta la repubblica argentina, compresi i ghiacciai del polo sud. Siamo davvero nella merda”. Sua moglie, invece, più accorta (una solida sindacalista) si confidò con i consulenti intimi e fedeli, alcuni dei quali, ammisero perfino di essere stati convinti sia dalla Banca Mondiale e dal FMI che l’attuazione del loro piano era una bella cosa. “Ci spiegarono” mi raccontò allora Guillermo “che per riprendersi dalla nostra catastrofica situazione visto che eravamo andati in default e stavamo barcamenandoci ma non riuscivamo a trovare il bandolo della matassa, bisognava opera una manovra che consisteva nell’attuare delle strategie neo-liberiste di grande austerità e rigore, comprimendo la spesa pubblica per non avere inflazione; convincere a fare altrettanto ai boliviani, cileni e uruguaiani, con i quali poi –con la benedizione dell’Europa- avere una moneta unica nuova che avrebbe anche potuto emettere dei bot che sarebbero stati garantiti dalla BCE che avrebbe anticipato i soldi gestendoli. In pratica, dal punto di vista economico diventavamo una piazza finanziaria dell’euro”.

Gli argentini si resero conto che non avevano la cultura tecnico-specifica adeguata per poter rispondere in maniera argomentata. Nestor Kirchner era furibondo. Guillermo mi raccontava che “dava l’impressione di essere uno messo all’angolo; ammetteva di non aver capito niente ma allo stesso tempo andava in giro a dire ci hanno preso per degli indiani con la piuma in testa e si presentano da noi con gli specchietti magici, una frase che aveva fatto il giro della classe politica. Ma Cristina, invece, che non aveva incarichi di responsabilità, ma aveva il potere sul capo del governo che esercitava in camera da letto, ebbe una fulminante intuizione. Convinse il marito a darle carta bianca per trovare le persone giuste, nel frattempo che acquistasse tempo con gli europei. Ed è quello che fecero”.

Cristina si fa un giro internazionale e si rivolge a Joseph Stieglitz, ma non si capiscono.

Si fa presentare a Paul Krugman, il quale le spiega che essendo il responsabile dell’economia per la elezione di Obama (eravamo tra il 2005 e il 2006) non poteva occuparsi della questione, ma le consiglia vivamente Christina Rohmer, una sua allieva, divenuta ordinario di economia finanziaria applicata all’università di Berkeley in California. Cristina la chiama e si piacciono subito, anche perché la Rohmer era diventata bilingue e parlava perfettamente lo spagnolo. E così, Cristina (l’argentina) vola a San Francisco e si incontra per dieci giorni con la Christina (l’americana). Chiudono un accordo. Ritorna in patria e comunica al marito l’esito, ma lui non ne vuole sapere perché odia gli statunitensi dato che loro avevano appoggiato la dittatura militare 15 anni prima. Ma lui era molto innamorato e lei lo convince, nonostante avesse tutto il partito contro.

Mi raccontava Guillermo “Lì si è giocata la sua carriera politica. Un mese dopo, arriva la Rohmer con 12 consulenti personali al seguito, piuttosto giovani, tutti bilingui. Ma c’era soltanto un economista, tutti gli altri erano esperti in diritto internazionale, diritto finanziario, diritto legale tra nazioni. Si sono chiusi in un ufficio e lì per quindici giorni, insieme ai consulenti del governo argentino hanno letto e spulciato tutte le proposte della Banca Mondiale, della BCE e del Fondo Monetario Internazionale. Un mese dopo convocano la riunione con gli europei. Io stavo lì. Il gruppo dei consulenti (soltanto tre parteciparono) vennero presentati come personalità di governo. Si comincia la riunione e a un certo punto, dopo un segnale, uno degli uomini della Rohmer prende la parola e comincia a contestare i punti uno per uno, spiegando perché non funzionavano ed erano illegali. Inizia una discussione che si protrae davvero molto a lungo. Gli europei decidono di rimanere altri due giorni invece di un solo pomeriggio. E il giorno dopo ricominciano. Finchè al terzo giorno, alla fine gli europei chiedono: insomma, che cosa avete intenzione di fare? E allora viene consegnato il piano della Rohmer. Gli europei lo bocciano subito dicendo che è una follia che distruggerà il paese in due anni. Loro tengono duro. Inizia un battibecco. Alla fine uno dei tre minaccia gli europei: avete violato dei comma specifici del diritto internazionale e adesso ve lo dimostriamo; come stato sovrano noi siamo in grado di poter denunciare al tribunale internazionale dell’Aja la BCE. Vi facciamo causa per 50 miliardi di euro, per voi è una cifra ridicola, a noi ci basta. Ricominciano a discutere. La mattina dopo, gli europei accettano le condizioni argentine”.

Dopo tre giorni i consulenti legali se ne vanno e ritornano in Usa. La Rohmer, a quel punto, fa arrivare gli economisti keynesiani che gestiscono per quattro mesi di seguito, insieme al governo, le modalità di esecuzione del piano economico che in quattro anni porta l’Argentina dal 45esimo posto al mondo come solvibilità e potenza economica al 12esimo.

Oggi,a Buenos Aires, sono nate due specifiche università dove studiano soltanto il funzionamento dei meccanismi perversi della finanza speculativa applicata. Per accedervi, bisogna già essere laureati in Economia e in Diritto Internazionale.

Per questo motivo mi è piaciuto l’articolo di Barnard.

Non prendetevela per il suo tono un po’ burbero.
E’ fatto così.
Ma ha ragione al 100%.

Se veramente volete fare qualcosa di propulsivo, mettete su un gruppo che si occupi UNICAMENTE di trovare la strada vincente per andare a bussare in Confindustria e spiegar loro che devono investire immediatamente qualche milione di euro per lanciare dei think tank italiani.
E’ la strada più veloce e facile da percorrere.
Ma lo devono fare subito se ci tengono a salvare l'industria nazionale.
Crea lavoro, occupazione intellettuale, ma soprattutto produrrà idee..
Senza di quelle, vincono gli altri.
Tutto il resto, come dice Barnard “è fuffa”.
Mascherato, più o meno, dalla tintura inzuppata nel brodo mediatico che va di moda in questo specifico momento..

Sergio Cori Modigliani





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