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ENTRARE NEL CUORE DELLA GENTE.

Autore Messaggio
giovanni
10:05 15 mag 2012
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Registrato il: 21:29 30 mar 2009
messaggi: 719
ENTRARE NEL CUORE DELLA GENTE.



Per entrare nel cuore della gente bisogna far accendere quella spia di ciò che loro sono interiormente non di proiettare in me ciò che loro si rifiutano al momento di riconoscere in loro stessi.



La storia non funziona cosi, io non posso sostituirmi alla loro interiorità ma posso solo cercare di rimuovere le catene al chiavistello, ma la porta la loro porta saranno in grado di aprirla solo che loro e nessun altro.



IL fatto, è che l’eventuale risveglio fa loro paura li terrorizza, solo il pensiero di dover e poter pensare in proprio li sconcerta, il ripensare il tutto espone le loro nudità celebrali alla luce del sole dove essi si troverebbero al di fuori di ogni cella divisoria a comparti stagno ma pur sempre protettive.



Come colui che dopo una vita trascorsa in carcere improvvisamente senza alcuna preparazione psicologica lo si sbatte fuori in libertà, è a quel punto che viene assalito da una terribile paura e fa di tutto per riguadagnare la sua rassicurante cella e ci si rannicchia pure perché non era pronto non era stato preparato ad un passo liberatorio del genere.



Senza più pareti divisori si troverebbe all’improvviso all’aperto dell’intero universo, indifeso nudo e privo di tutte quelle galere fisiche e mentali di cui era stato diligentemente preconfezionato e mantenuto.



Ecco, si dovrebbe rappresentare quella scossa di risveglio, il resto spetta loro vivificarlo, loro dovrebbero capire di non essere gli schemi imposti e tracciati da altri.



Ma se nella loro terrena galera si scorgesse uno spiraglio di fuga allora si che con il loro vivo desiderio troverebbe attivazione tramite l’intenzione di scelta e di azione di quella fuga cosciente consapevole, allora si che il carcerato sarebbe bello e pronto con infinita sua gioia e potenza ad affrontare e a guadagnare la propria libertà e ad affrontarsi per riappartenersi nuovamente.

Ecco, il risveglio si prefigge di rappresentare il loro piccolo spiraglio di fuga, questo si, ma l’intenzione di scelta e l’azione per la fuga stessa spetta attivarla ad ogni singola persona relegata negli schemi imposti del vecchio sistema forma pensiero…



Io sono, simbolicamente, un loro compagno di galera che è già evaso e desidera la stessa cosa per i suoi compagni relegati nelle celle forma pensiero, io sono qua per adoperarmi da spiraglio, usatemi.

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