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CRISI FINANZIARIA: un nuovo mondo sta nascendo

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Autore Messaggio
Richard
13:42 21 giu 2012
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maraxma ha scritto ...

Tempo di cambiare - episodio 12 - Italo Cillo




Consiglio a tutti di ascoltarlo!!! Dà degli spunti di riflessione, a mio avviso, veramente interessanti

interessante
sto ascoltando
però sul punto dell'irresponsabilità della gente comune perchè "pretende che il governo dia lavoro, dia pensioni, dia assistenza sanitaria"
non mi trovo o non ho capito
se io lavoro e pago tasse, è per sostenere i servizi e le strutture dello stato, non è pretesa, è per questo che dopo la scuola si va al lavoro e si pagano tasse..invece i fondi pubblici vengono rubati e sprecati
Inoltre lo stato non agevola le assunzioni se riempe di tasse le aziende..

Semmai possiamo dire che non è un sistema efficiente, ma va cambiato..va lasciato più denaro guadagnato in tasca alle persone che si organizzeranno diversamente..


Usare l'Aumentata Ricchezza Personale contro la Cattiva Gestione Governativa dei Programmi di Assistenza

Quando il denaro sarà maggiore per tutti col decremento delle tasse, cresceranno le opportunità per curarsi l'uno con l'altro, piuttosto che appoggiarsi ai servizi governativi finanziati dalle tasse. I servizi come il Welfare, la Sicurezza Sociale e la Assistenza Sanitaria, non serviranno più, perchè tutti avranno più risorse con le quali sostenersi e aiutare gli altri. L'evidenza mostra che le persone libere di prosperare sono più inclini e capaci di prendersi cura tra loro, meglio dello Stato. Questo naturalmente può preoccupare chi vuole essere certo che ognuno riceva le cure basilari, ma comunque i programmi del governo sono molto inefficienti, spesso inefficaci e non permettono il completo recupero e supporto possibile alle persone ricche.

[ Modificato 13:45 21 giu 2012 ]





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sphinx
14:50 21 giu 2012
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maraxma ha scritto ...

Tempo di cambiare - episodio 12 - Italo Cillo




Consiglio a tutti di ascoltarlo!!! Dà degli spunti di riflessione, a mio avviso, veramente interessanti



Grazie Mara, sto seguendo con MOLTA attenzione.





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maraxma
15:57 21 giu 2012
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Richard ha scritto ...

maraxma ha scritto ...

Tempo di cambiare - episodio 12 - Italo Cillo




Consiglio a tutti di ascoltarlo!!! Dà degli spunti di riflessione, a mio avviso, veramente interessanti

interessante
sto ascoltando
però sul punto dell'irresponsabilità della gente comune perchè "pretende che il governo dia lavoro, dia pensioni, dia assistenza sanitaria"
non mi trovo o non ho capito
se io lavoro e pago tasse, è per sostenere i servizi e le strutture dello stato, non è pretesa, è per questo che dopo la scuola si va al lavoro e si pagano tasse..invece i fondi pubblici vengono rubati e sprecati
Inoltre lo stato non agevola le assunzioni se riempe di tasse le aziende..

Semmai possiamo dire che non è un sistema efficiente, ma va cambiato..va lasciato più denaro guadagnato in tasca alle persone che si organizzeranno diversamente..




Infatti qui si parla di un'impostazione radicalmente diversa della società.... probabilmente la sola limitazione delle tasse non risolverebbe il problema alla radice. Cillo cita ONE HEAVEN : una visione, forse utopistica, della società perfettamente equilibrata, a mio parere, comunque, interessante. Anche se faccio fatica ad immaginare un'adesione globale ad un "mondo perfetto" senza, prima, una fondamentale presa di coscienza.





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brig.zero
20:30 21 giu 2012
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farfalla5
00:11 22 giu 2012
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brig.zero ha scritto ...



ma di quello che parla questo tizio approfitterebbe subito berlusca...e noi lo vogliamo ancora?





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Richard
14:09 22 giu 2012
Redattore

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TERAMO – Oltre 31,6 milioni di euro sono stati sequestrati, su richiesta della procura di Roma, dal gip Vilma Passamonti nell’ambito delle indagini relative ai fallimenti del gruppo Dimafin di Raffaele Di Mario. Oltre 12 milioni di euro sono stati sequestrati a Unicredit, poco meno di 8 milioni alla Banca Italease, 8,1 alla Banca Tercas, in amministrazione controllata, e 2,6 alla società Factorit spa. I sequestri sono stati eseguiti dal nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza. Stando alle indagini condotte dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal pm Giuseppe Cascini, Maria Sabina Calabretta e Maria Francesca Loy, i comportamenti tenuti dalle banche si configurano come concorso in bancarotta preferenziale e patrimoniale perchè, pur essendo a conoscenza dello stato di decozione del Gruppo, proprio perchè principali creditori, hanno predeterminato l’impiego della ingente somma per soddisfare le loro esposizioni creditorie





I derivati: una mina si aggira per l'Europa. E le regole non riescono a intercettarla, anzi sono proprio le regole – la prossima introduzione di Basilea 3 – ad aver guidato la ricomposizione dei portafogli delle banche nella direzione di una maggior assunzione di rischio, visto che il 97% dei derivati di cui sono imbottiti i big del credito continentale è di natura speculativa. Le cifre parlano chiaro: sono quelle dei bilanci analizzati da R&S-Mediobanca nello studio sulle «Maggiori banche internazionali».



Si gonfia la bolla dei derivati: valgono metà Pil europeo. Banche Ue esposte per un quarto dell'attivo

[ Modificato 14:21 22 giu 2012 ]





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InneresAuge
00:48 23 giu 2012
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Stranamente non avevo mai letto su Wikipedia la storia "ufficiale" degli " Illuminati", organizzazione nata, a quanto pare, alternativa alla "massoneria".
Interessanti i riflessi politici e "filosofici/religiosi" odierni che possiamo leggere tra le righe:
Illuminati
Gli Illuminati, o più precisamente l'Ordine degli Illuminati, è il nome di una società segreta bavarese del secolo XVIII. Il nome è però stato associato a torto a numerose società segrete di matrice occulta.

L'Ordine degli Illuminati (in tedesco: Illuminatenorden) venne fondato a Ingolstadt (Germania) il 1 maggio del 1776 da Johann Adam Weishaupt (1748-1830), come alternativa alla massoneria, assumendone una struttura analoga.

Molto si sa sulle vicende della prima fase di questa associazione, grazie soprattutto alla tesi di dottorato dello storico e germanista René Le Forestier (1868-1951), che ebbe accesso a parecchi documenti andati persi durante le due guerre mondiali.

La società degli Illuminati, il cui nome completo è Illuminati di Baviera, nasce nel 1776, inizialmente con il nome di "Ordine dei Perfettibili", poi cambiato in " Illuminati" (Illuminatenordens), ad opera di Adam Weishaupt (1748-1830), professore di giurisprudenza all'Università di Ingolstadt, assieme agli studenti Anton von Massenhausen (1758-1815) e Max Merz (1758-1807).

La società si forma come alternativa alla nascente massoneria tedesca, pur mantenendo i caratteri di segretezza e divisione gerarchica su base iniziatica. Per aumentare il prestigio dell'associazione, le si attribuisce un finto passato storico, con un tono autocelebrativo. Ciascun membro assume un nome mitico, e viene creata una prima gerarchia.

All'inizio i membri sono solo studenti universitari, con l'intento dichiarato di diffondere le opere dei Lumi all'interno di uno stato, la Baviera, che proibiva gran parte di tali scritti. Inoltre si propongono di operare un perfezionamento morale dei loro membri, e di riunire la Germania, e poi l'Europa, per ottenere il ritorno allo "stato di natura", in cui gli uomini sarebbero vissuti in pace tra loro.

In realtà, il pensiero di Adam Weishaupt era molto più occulto, per esempio sosteneva che: «ogni uomo capace di trovare in se stesso la Luce Interiore... diventa eguale a Gesù, ossia Uomo-Re...». Apparentemente l'insegnamento segreto panteista che veniva impartito agli adepti asseriva che: «...tutte le religioni si fondano sull'impostura e le chimere, che tutte finiscono per rendere l'uomo debole, strisciante e superstizioso, che tutto, nel mondo, è materia e che Dio e il mondo non sono che un'unica cosa». Weishaupt ancora aggiungeva che: «per raggiungere la società ideale si deve passare, per parecchie generazioni, attraverso l'esperienza della società autoritaria».

La società divenne più organizzata con l'affiliazione nel 1780 del barone Adolf von Knigge (1752-1796), il quale, conoscendo i rituali massonici, suggerì a Weishaupt una riorganizzazione della società.
fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Illuminati


[ Modificato 00:49 23 giu 2012 ]





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InneresAuge
00:52 23 giu 2012
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A proposito di Apple e Foxconn (il principale fornitore di Apple).
E' questo il mondo che vogliamo?

....... l'Università tecnologica di XièAn ha infatti deciso d'imporre ai propri studenti uno stage estivo di due mesi negli stabilimenti della fabbrica. Gli studenti sono in rivolta, e affermano che si tratta di un "addestramento militare" e non di formazione lavorativa. Per l'università invece si tratta di dare ai laureandi consapevolezza del lavoro vero; a tutti, da Ingegneria a Scienze Sociali.

Chi ha già partecipato allo stage però dice di non aver imparato nulla che non sapesse già dalle superiori. In compenso Foxconn ha avuto un po' di manodopera gratis: un vantaggio che sfruttano anche le aziende nostrane (anche troppo) ma considerando la bufera che ha attraversato Foxconn proprio sui temi dello sfruttamento e delle condizioni di lavoro, forse sarebbe stato meglio evitare altro rumore. Chissà, magari gli studenti di Scienze della Comunicazione sarebbero stati più utili in questo caso.
fonte: tomshw.it



[ Modificato 14:57 23 giu 2012 ]





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InneresAuge
01:04 23 giu 2012
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Quello che non ci dicono sui Tedeschi:


[ Modificato 02:08 23 giu 2012 ]





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InneresAuge
14:57 23 giu 2012
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farfalla5 ha scritto ...

brig.zero ha scritto ...



ma di quello che parla questo tizio approfitterebbe subito berlusca...e noi lo vogliamo ancora?

E infatti lo sta già facendo... e ho paura degli italiani: non imparano mai





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farfalla5
16:26 23 giu 2012
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InneresAuge ha scritto ...

farfalla5 ha scritto ...

brig.zero ha scritto ...



ma di quello che parla questo tizio approfitterebbe subito berlusca...e noi lo vogliamo ancora?

E infatti lo sta già facendo... e ho paura degli italiani: non imparano mai

Io non mi fido più di nessuno...Rocco Barocco, cioè Bruno dice che l' unico modo per uscire da questa crisi è essere autosufficienti, di non competere con i cinesi ma produrre per noi, per le nostre esigenze.
Poi con calma leggo la differenza tra illuminati e massoni...





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civile
13:12 24 giu 2012
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farfalla5 ha scritto ...

InneresAuge ha scritto ...

farfalla5 ha scritto ...

brig.zero ha scritto ...



ma di quello che parla questo tizio approfitterebbe subito berlusca...e noi lo vogliamo ancora?

E infatti lo sta già facendo... e ho paura degli italiani: non imparano mai

Io non mi fido più di nessuno...Rocco Barocco, cioè Bruno dice che l' unico modo per uscire da questa crisi è essere autosufficienti, di non competere con i cinesi ma produrre per noi, per le nostre esigenze.
Poi con calma leggo la differenza tra illuminati e massoni...

confermo quanto dici,una soluzione é comprare il made in italy,comprare in casa,ma penso sia difficile educare una massa schiava dei mass-media a capire una cosa cosi semplice...mah!





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Richard
09:05 26 giu 2012
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RIO+20: UN PIANO PER AIUTARE UN MILIARDO DI PERSONE DALLA POVERTA'

(ASCA-AFP) - Rio de Janerio, 23 giu - Un piano per aiutare un miliardo di persone a uscire dalla poverta' e per curare la biosfera: e' quanto deciso al vertice di Rio+20 sullo sviluppo sostenibile ed inserito nel dichiarazione finale del summit che sara' sottoposta oggi alla ratifica dei Capi di Stato e di governo delle Nazioni Unite.

Il documento, di 53 pagine approvato dalla riunione nella citta' brasiliana dai 191 Paesi dell'Onu a 20 anni dal Summit della Terra di Rio, contiene impegni che le Ong e molti governi considerano tuttavia troppo vaghi.

''Rinnoviamo il nostro impegno per uno sviluppo sostenibile e per garantire la promozione di un futuro sostenibile sul piano economico, sociale e ambientale per le attuali e le future generazioni'', si legge nel dossier intitolato 'Il futuro che vogliamo'.

Nel testo si promuove l'economia verde e si indicano le sfide principali per una terra che da qui al 20150 passera' da sette a nove miliardi e mezzo di abitanti: cambiamenti climatici, desertificazione, spopolamento dei mari, inquinamento e deforestazione.

Alla conferenza sono stati presentati da imprese e governi 700 impegni a favore dello sviluppo sostenibile, per un totale di 513 miliardi di dollari. Per il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, il vertice ha ''gettato solide basi per un benessere sociale, economico e ambientale''. Il documento finale ''guidera' tutti noi su un cammino sostenibile ed e' nostra responsabilita' costruire su di esso'', ha aggiunto...





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Pier72Mars
11:28 26 giu 2012
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E LA NAVE GRECIA VA....: "LETTERA" A UN COLLEGA ITALIANO
Postato il Lunedì, 25 giugno @ 17:10:00 CDT di davide

DI YANIS VAROUFAKIS
yanisvaroufakis.eu

Alcune settimane fa mi chiamò Andrea Adriatico, un regista teatrale dei Teatri di Vita di Bologna e mi fece un’interessante richiesta: se potevo scrivere una “lettera” ad un professore di economia italiano inventato, esponendogli da collega a collega la situazione greca così come viene vissuta da un professore di economia greco. Questa lettera sarebbe stata poi letta durante una rappresentazione (dal titolo Cuore di Grecia), come parte integrante della stessa. La cosa m’intrigava e gli dissi di sì. Ecco qui la “lettera” che ho scritto. Lo spettacolo in questione è previsto per la fine di Luglio.

Caro Collega,
Come te, suppongo, anch’io sono cresciuto con le immagini in bianco e nero di un’ Europa meridionale che lottava per emergere dalle miserie degli anni tra le due guerre.

Come te, la mia mente è ancora piena di immagini di gente duramente messe alla prova dalla vita, che cercava di rinascere emigrando in paesi lontani, come nel film “Ladri di biciclette” o film greci simili, in cui intere sequenze comiche giravano intorno alla figura di un uomo adulto che desiderava ardentemente una torta al formaggio o un dessert.

Comunque, arrivò poi il tempo in cui questi ricordi ed immagini di profonda povertà e privazione svanirono al punto da annullare la forza comica di simili scenette. Le nostre società, l’Italiana e la Greca, abbandonarono la tradizione culturale dei De Sica, Fellini, Koundouros e Kakoyiannis per scendere pian piano nel buco nero della volgare era Berlusconiana. Nel corso di questi anni di “crescita” e di consumismo, molti di noi speravano che le nostre società potessero trovare in se stesse la capacità di riscoprire l’equilibrio perduto; cercare cioè di far convivere la pancia piena con un cinema decente preferendolo al crasso stile di vita che la televisione ci mostrava.

Ahimè, non ci siamo riusciti. Prima di poter raggiungere un tale equilibrio (presumendo che lo si potesse raggiungere) si è abbattuto su di noi un nuovo 1929. E’ accaduto nel 2008 quando, proprio come nel 1929, crollò la Borsa di Wall Street, la valuta comune del tempo (nel 1930 era il Gold Standard, nel 2010 l’Euro) iniziò a rivelare le sue debolezze e in breve tempo le nostre ‘élites’ finanziarie fallirono clamorosamente nella capacità di rispondere razionalmente alla marcia trionfante della Crisi. Dopo soli due anni da quando la Crisi si è abbattuta sul mio Paese, la Grecia, ci siamo ritrovati nonostante tutto nella capacità di rapportarci adeguatamente a quelle sequenze comiche degli anni 50-60 dove persone bramavano una torta al formaggio e sognavano un dessert.

Da giovane, quando studiavo economia, ricordo che avevo difficoltà a capire perché i governi del periodo tra le due guerre, dal ’29 in poi, avessero così miseramente fallito nel bloccare il disagio economico che ci condusse poi tragicamente alla seconda guerra mondiale. Leggevo dell’impegno del Presidente Hoover nel ridurre drasticamente le spese pubbliche e nel tagliare salari in un momento in cui l’economia statunitense stava implodendo e proprio non riuscivo a capire come lui e i suoi allegri consiglieri potessero appoggiare una simile idiozia. Semplicemente mi rifiutavo di credere che fossero uomini malvagi che volevano il male della loro gente. Ma allo stesso tempo non riuscivo a capire come fecero a convincere se stessi che le loro azioni davvero potessero dare sollievo al loro sofferente elettorato.

Bene, sono passati tanti anni da allora ma poi ho capito. Guardando il nostro Governo in Grecia dall’inizio della crisi del debito in atto, osservando i capi europei approvare e adottare una politica rovinosa dopo l’altra, alla fine ho capito.

Se ci pensi, è un po’ quello che è accaduto negli Stati Uniti verso la fine degli anni ’60-inizio ’70. Al Pentagono, brillanti generali capirono perfettamente che la guerra nel Vietnam non poteva essere vinta. E che mandare altre truppe a combattere nella giungla, bombardare con il napalm le città vietnamite inasprendo ulteriormente lo sforzo bellico era del tutto inutile. Sappiamo benissimo, grazie agli sforzi eroici di Daniel Ellsberg, che ognuno di loro e anche gruppi di loro sapevano quali erano stati gli errori commessi. Eppure non riuscirono a coordinarsi tra loro e a sincronizzare le loro opinioni per concordare un cambiamento di rotta. Un cambiamento che avrebbe salvato migliaia di vite Americane, centinaia di migliaia di vite vietnamite, per non parlare delle ingenti somme di denaro speso.

Qualcosa di simile a quello che succede oggi ad Atene, a Roma, a Francoforte, a Berlino e a Parigi. Non è vero che la nostra classe dirigente è ignara del fatto che l’Europa sia come un treno che sta lentamente deragliando con in testa il vagone Grecia seguito dai vagoni Irlanda e Portogallo e, a seguire, i più grandi vagoni Spagna, Italia, Francia e, per finire, la stessa Germania. No, io credo che tutto questo loro lo hanno bene in mente, proprio come i generali americani avevano ben chiara l’immagine delle scene finali a Saigon – con gli elicotteri che caricavano gli ultimi americani dal tetto dell’Ambasciata USA. Ma proprio come i generali americani, essi non riescono a coordinare le loro opinioni in un’unica risposta politica intelligente. Nessuno di loro ha il coraggio di parlare quando entrano nelle sale conferenza dove si prendono decisioni importanti, per paura di essere accusati di troppa “morbidezza” o di essersi arresi. Così restano muti, mentre l’Europa brucia, sperando che il fuoco si estingua da solo, mentre sanno, nel profondo del loro cuore, che questo non potrà accadere.

E mentre esitano e Atene, Roma, Madrid, Lisbona e Dublino bruciano, le nostre società stanno sprofondando in un pantano dove muoiono le speranze e le prospettive, dove le esistenze si impoveriscono e dove i soli vincitori sono i misantropi, i cinici, quelli che cercano il capro espiatorio nella forma dell’ “alieno”, l’Ebreo, il “diverso”, l’ “altro”. Mentre si stanno letteralmente spegnendo le luci nel mio Paese, con famiglie che “scelgono” di avere la fornitura di elettricità discontinua in modo da poter comprare il cibo tutti i giorni, criminali pattugliano le strade in cerca del “nemico”. L’ideologia nazista sta avendo un’altra rinascita, come anche la fame e le privazioni, e infetta ancora una volta il nostro tessuto sociale. E mentre le nostre istituzioni, i nostri sindacati, le nostre organizzazioni e principi culturali si trasformano in gusci vuoti, il campo è libero per i bigotti, i razzisti, gli sfruttatori del disagio generale e della disperazione. Ahimè, l’uovo del serpente è riapparso di nuovo in Europa e per le stesse ragioni per cui apparve allora.

Il tuo Paese ed il mio condividono molto di più di questa triste storia anche se dimentichiamo di ammetterlo. Prima della guerra, entrambe le nostre società diedero vita e tollerarono regimi fascisti. Il tuo Mussolini ed il mio Metaxas possono anche esser finiti a farsi la guerra uno con l’altro, ma entrambi erano il prodotto di fallimenti politici e disastri economici molto simili al comune destino che assilla attualmente i nostri due paesi. Sento che oggi in Europa è al lavoro una strana geografia: l’Irlanda continua a dire che non è come la Grecia, il Portogallo ripete che non è come l’Irlanda, la Spagna urla che non è come il Portogallo e, ovviamente, l’Italia vuole credere di non essere come la Spagna. Faccio appello a te: dobbiamo smettere di negare i nostri comuni disagi. Ovviamente, l’Italia non è la Grecia, ma nonostante questo, i guai crescenti in cui l’Italia si trova oggi, proprio mentre ti scrivo, è inutile separarli o distinguerli dai guai in cui versa oggi il mio Paese. La nostra “malattia” ha provocato forse una febbre maggiore di quella che avete voi ora ma, credimi, si tratta dello stesso virus. Domani, forse, la vostra febbre salirà ai livelli della nostra febbre di oggi.

Molte persone che conosco al di fuori della Grecia, compresi colleghi economisti, fanno l’errore di pensare che la Grecia stia vivendo attualmente una profonda recessione. Lasciami dire che questa non è una recessione. Questa è una depressione. Qual è la differenza? Le recessioni sono semplici flessioni. Periodi di attività economica ridotta e di maggiore disoccupazione. Come noi insegniamo ai nostri studenti, le recessioni stanno al capitalismo come l’Inferno sta alla Cristianità: sgradevole ma essenziale perché il “sistema” funzioni. Periodi di recessione possono risultare risolutivi e provvidenziali poiché “spazzano via” dall’ecosistema economico tutto ciò che non è efficiente, tutte le aziende che non dovrebbero esistere, i prodotti non più di moda, le tecniche di produzione obsolete, insomma, per usare una metafora, tutti i dinosauri.

Ma quello che avviene oggi in Grecia non è affatto una recessione! In Grecia, oggi, tutti stanno andando giù: l’efficiente e l’inefficiente, il produttivo e l’improduttivo, le imprese redditizie e quelle in perdita. Conosco fabbriche che esportano tutto quello che producono a clienti soddisfatti, carichi di commesse, con un’invidiabile tradizione di utili; ebbene, oggi si trovano sull’orlo della bancarotta. Perché? Perché i fornitori esteri non accettano più le loro garanzie bancarie necessarie perché si riforniscano di materie prime, poiché nessuno ha più fiducia delle Banche Greche. Con i circuiti bancari ormai spezzati, questa crisi sta affondando ogni possibile imbarcazione, buona o meno buona che sia, come per assicurarsi che niente resti più in superficie.

E più si riducono i salari, più aumentano le tasse, più si riducono gli aiuti alla disoccupazione, più grande si fa la voragine in cui tutti stanno sprofondando. Se qualcuno volesse spiegare il concetto del “circolo vizioso”, la Grecia di oggi è un perfetto oggetto di studio.

Tra me e te, da professore economista a professore economista, devo confessarti un profondo senso di vergogna per la mia professione. Tu sai che altri accademici spesso ci definiscono dei “sismologhi”, insinuando che siamo come loro inutili ed incapaci nel prevedere il fenomeno che studiamo.

E’ proprio così. Come professione, non siamo mai stati capaci di avvisare il mondo di un imminente cataclisma. Forse alcuni economisti isolati lo hanno anche fatto ma, purtroppo, un orologio rotto segna l’ora giusta solo due volte al giorno. No, come corpo di scienziati ci siamo dimostrati incapaci tanto quanto i sismologhi nel saper dire dove, quando e con quale intensità colpirà il prossimo terremoto.

Pensaci un momento: dietro ogni nefasta operazione CDO di cartolarizzazione del debito (CDO - collateralized debt obligation), dietro qualsiasi operazione d’ingegneria finanziaria, s’intravedeva l’ombra di qualcuno di noi. Dietro ogni politica economica responsabile della crescita a “schema di Ponzi” (cioè “falsa”) prima del 2008, troviamo sempre la figura di un qualche rinomato e rispettato economista che stava lì a dare la copertura ideologica alla politica adottata.

Dietro tutte le misure di austerità che vengono prese oggi, misure che soffocano le nostre società, ancora una volta troviamo nostri colleghi accademici, i cui modelli e teorie conferiscono autorevolezza e giustificazione alle politiche che vengono imposte alla popolazione. In breve, io e te siamo colpevoli di ciò che stanno soffrendo le persone in Grecia e in Italia. Anche se non condividevamo quei modelli economici in particolare, non abbiamo fatto abbastanza per avvertire il mondo della loro potenziale “tossicità”. Davvero, noi siamo colpevoli.

La settimana scorsa una mia ex-studentessa, malata di cancro, non riusciva più a trovare i farmaci per la chemioterapia di cui ha bisogno, a causa della rottura dell’accordo tra lo stato e l’ordine dei farmacisti (sono in sciopero perché lo stato non li paga da diciotto mesi). Un gruppo di noi suoi ex-professori (tutti economisti) ci siamo messi d’accordo e abbiamo raccolto il denaro necessario per pagare i suoi farmaci a prezzo intero. Per quanto utile sia stato questo gesto, non ci esonera. La nostra colpa resta, uguale a com’era prima di questo gesto. Perché noi eravamo quelli che insegnavano agli studenti l’efficacia dei mercati finanziari, noi avevamo permesso all’era del sistema finanziario “alla Ponzi” di essere definita “La Grande Moderatrice”, noi avevamo chiesto ai nostri studenti di aver fiducia nella capacità delle istituzioni finanziarie di dare il giusto prezzo al rischio. Noi ci siamo seduti lì a guardare mentre i nostri studenti leggevano nei loro libri di testo la grande menzogna che i mercati si autoregolano e che la miglior cosa che uno stato possa fare è di liberare il campo e lasciare che i mercati compiano il loro miracolo. Sì, caro collega, le nostre teste dovrebbero penzolare al pubblico ludibrio. Anche se, individualmente, abbiamo talvolta messo in discussione la “saggezza” convenzionale del nostro mestiere.

Prima di concludere questa lettera, vorrei evocare un’immagine duratura con cui descrivere il modo in cui si sente oggi la mia gente, la gente della Grecia. Ti ricordi il brillante film di Fellini E la nave va? Ti ricordi i profughi di guerra sul ponte, che l’equipaggio trattava con sufficienza? Mi fermo qui nella loro descrizione. Sono certo che ricordi il modo in cui Fellini li dipinse magistralmente. Ecco, è così che si sentono oggi i Greci, e per un motivo preciso anche, dato il ruolo di capro espiatorio che gli è stato affibbiato, come fosse il primo pezzo del domino che cade portandosi appresso una lunga catena di altri pezzi, minacciando l’intera Europa con una versione post-moderna di un tempo passato.

Con tristezza.

Sinceramente tuo.

Yanis Varoufakis
Fonte:
Link:
24.06.2012





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