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I nostri amici pelosi

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Pier72Mars
14:58 30 gen 2012
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Gli animali di Fukushima, le 'altre' vittime del disastro
30 Gennaio 2012


Tantissimi animali sono stati abbandonati nei pressi di Fukushima
Quando l'11 marzo scorso è avvenuto il peggior disastro nucleare dai tempi di Chernobyl, le autorità giapponesi hanno disposto l'evacuazione dei residenti nel raggio di 20 chilometri dalla disastrata centrale di Fukushima, colpita dal devastante terremoto/tsunami che ha messo in ginocchio il Giappone.

78.000 Persone il 12 marzo lasciarono quella zona, credendo che vi sarebbero tornate pochi giorni dopo. Abbandonando le loro abitazioni, migliaia di persone hanno però lasciato in quell'area contaminata i cani nei cortili, i gatti nelle case e il bestiame rinchiuso nelle stalle. Quel che resta di loro, a distanza di quasi un anno, sono le carcasse sparse sul territorio.

A ricordare le 'altre' vittime del disastro è un reportage della CNN dal titolo Gli animali di Fukushima abbandonati e lasciati morire.

“È vergognoso” - riferisce all'emittente statunitense Yasunori Hoso di United Kennel Club in Giappone. “A partire dall'inizio del disastro abbiamo continuato a chiedere al governo di salvare questi animali. Ci deve essere stato un modo per salvare le persone e gli animali, allo stesso tempo dopo il disastro nucleare a Fukushima”.

Lo scorso dicembre, il governo giapponese ha permesso al alcuni gruppi per i diritti degli animali, come UKC Giappone, di entrare nella zona di esclusione in soccorso agli animali sopravvissuti. Questi ultimi - 250 cani e 100 gatti – risiedono ora presso il rifugio UKC Giappone, nei pressi di Tokyo.

Eppure, non tutti gli animali abbandonati nei dintorni di Fukushima sono andati incontro alla morte. A prendersi cura degli animali rimasti nell'area contaminata è stato Naoto Matsumura, che ha deciso di non rispettare l'ordine di evacuazione e, malgrado quanto stabilito dal governo, non si è allontanato da Tomioka, distante 16 chilometri dalla disastrata centrale.

Proprio dal desiderio di continuare a nutrire gli animali della sua fattoria è scaturita la ribellione dell'agricoltore di 52 anni al piano di evacuazione predisposto dalle autorità.

Matsumura vive senza elettricità e prende l'acqua da un pozzo nelle vicinanze. Scivola fuori dalla zona di esclusione soltanto per procurare il cibo e poi vi ritorna per alimentare il maggior numero di animali che può.

Secondo Matsumura il governo e la Tepco non stanno facendo abbastanza per le vittime dell'incidente nucleare. In particolare, l'agricoltore chiede che vengano accelerati i lavori di bonifica dell'area contaminata: Matsumura ritiene che, se i lavori continueranno con questi ritmi, non potrà mai vedere ritornare la gente di Tomioka.

“Vedete che cosa può succedere negli Stati Uniti, in Russia e in Giappone. Questo è il terzo incidente nucleare, la terza volta che qualcosa creata da noi finisce per farci male. È la terza volta, ma non abbiamo ancora imparato la lezione”.

Come rivelato dai test eseguiti, il corpo di Matsumura è completamente contaminato eppure, come unico cittadino di Tomioka, intende restare per tener d'occhio l'operato del Governo.

“Dobbiamo bonificare questa zona, altrimenti questa città morirà. Resterò per assicurarmi che venga fatto. Voglio morire nella mia città”.

A.P.





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sphinx
19:42 30 gen 2012
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Troppo dolore...non riesco a finire di leggere quest'articolo Pier...





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Pier72Mars
14:46 31 gen 2012
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E' la solita, distruggiamo gaia e pensiamo solo alle vittime umane, chi ri rimette in tutto questo sono animali e vegetali.

E' una delle pagine + tristi della storia, la cosa + triste che quasi nessuno ci pensa + come fosse passato e risolto





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Pier72Mars
17:00 01 feb 2012
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Vivisezione: Air France rinuncia al trasporto di 60 macachi, ma il boicottaggio continua







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Pier72Mars
17:02 01 feb 2012
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Cani in ospedale? Il Tribunale di Varese dice sì
Il regolamento di una struttura ospedaliera di Varese vietava l'ingresso agli animali domestici. Dopo aver ricevuto il 'no' categorico dal personale sanitario, una signora anziana non si è rassegnata e si è rivolta ad un giudice del Tribunale di Varese. Quest'ultimo ha stabilito che la donna potrà avere il suo compagno accanto a sé per tutto il tempo di ospedalizzazione. Uno spiraglio di luce per tutti gli ammalati che sono costretti a vivere settimane e mesi senza gli 'altri' parenti.

di Tamara Mastroiaco - 1 Febbraio 2012


Una signora anziana di Varese avrà diritto a ricevere il suo cane in ospedale ogni qualvolta lo desideri
Una sentenza, quella del giudice Giuseppe Buffone del comitato scientifico del Tribunale di Varese, senza precedenti. La signora anziana ricoverata su consiglio dei medici in una casa di assistenza e cura (non potendo badare più a se stessa) aveva espresso il desiderio di voler vedere un amico 'particolare'.

Quando ha rivelato che si trattava del suo cane, i responsabili della struttura ospedaliera si sono rifiutati per motivi igienico-sanitari, respingendo le sue accorate e numerose richieste. Non rassegnata al fatto di non poter vedere più il suo migliore amico, la donna ha deciso di appellarsi al Tribunale. La sentenza emessa dal giudice Buffone le dà pienamente ragione: la donna avrà diritto a ricevere il suo cane ogni qualvolta lo desideri.

Perché il giudice ha reputato che la risposta dovesse essere positiva?

Dal decreto del 7 Dicembre emesso dal giudice si evince: “In primo luogo, deve, oggi, ritenersi che il 'sentimento per gli animali' costituisca un 'valore' e un 'interesse' a copertura costituzionale: secondo gli scritti della manualistica penale classica, solo gli interessi a copertura costituzionale giustificano la tutela penale (quale extrema ratio) e, nel caso di specie, proprio a tutela del 'sentimento per gli animali', il Legislatore, nel 2004, ha introdotto i delitti di cui agli artt. 544-bis – 544-sexies c.p.”.

Il giudice prosegue nel suo atto citando anche l'art. 5 della legge 189/2004: “Lo Stato e le regioni possono promuovere di intesa (...) l'integrazione dei programmi didattici delle scuole e degli istituti di ogni ordine e grado, ai fini di una effettiva educazione degli alunni in materia di etologia comportamentale degli animali e del loro rispetto. Ebbene, la norma scolpisce nel diritto positivo un principio che costituisce oramai patrimonio della coscienza sociale contemporanea ovvero il rispetto degli animali”.


Secondo il giudice deve essere riconosciuto un vero e proprio "diritto soggettivo all’animale da compagnia"
Infine, il giudice nella sua sentenza cita la legge del 4 novembre, n. 201, di ratifica ed esecuzione della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987: “l’uomo ha l’obbligo morale di rispettare tutte le creature viventi, ed in considerazione dei particolari vincoli esistenti tra l’uomo e gli animali da compagnia” ha affermato “l’importanza degli animali da compagnia a causa del contributo che essi forniscono alla qualità della vita e dunque il loro valore per la società”.

Il giudice ha concluso dicendo “che il sentimento per gli animali ha protezione costituzionale e riconoscimento europeo cosicché deve essere riconosciuto un vero e proprio diritto soggettivo all’animale da compagnia; diritto che, quindi, va riconosciuto anche in capo all’anziano soggetto vulnerabile dove, ad esempio, nel caso di specie, tale soggetto esprima, fortemente, la voglia e il desiderio di continuare a poter frequentare il proprio cane”.

Essendo la signora anziana affetta da diverse patologie, il giudice ha nominato per aiutarla un avvocato come amministratore di sostegno e un ausiliario (una cara amica della donna poiché quest'ultima non ha parenti) che si occuperà dei bisogni materiali del cane della beneficiaria, oltre ad occuparsi di accompagnarlo presso quest'ultima con cadenza periodica.

Possa questo singolare decreto fare da apripista e apportare i necessari cambiamenti ai regolamenti ospedalieri, per il diritto alla libertà di avere accanto a sé il compagno di vita, di qualsiasi specie esso sia.





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kingofpop
18:22 02 feb 2012
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e mi sembra anche giusto,visto che molti parenti 'umani' se ne fregano mentre i nostri amici pelosi darebbero la vita per noi





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sphinx
06:57 06 feb 2012
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In Svezia c'è un coniglio che crede di essere un border collie





...vediamo se almeno questo non finisce in pentola.





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Pier72Mars
07:59 06 feb 2012
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Vivisezione. La Camera approva l'emendamento che recepisce la direttiva Ue
Il 1 Febbraio 2012 la Camera ha approvato l'articolo che recepisce la direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici. Vediamo cosa prevede l'articolo 16, comma per comma, e scopriamo anche chi ha votato a favore degli emendamenti per non far chiudere l'allevamento Green Hill e per non rendere obbligatoria l'anestesia e l'analgesia nei test.

di Tamara Mastroiaco - 3 Febbraio 2012


La Camera ha approvato l'articolo che recepisce la direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici
L'articolo 16 (Princìpi e criteri direttivi per l'attuazione della Direttiva 2010/63/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2010, sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici) è stato approvato il 1 Febbraio 2012 dalla Camera con 380 voti a favore, 20 no e 54 astenuti. Il testo passerà al Senato e, se verrà approvato anche da quest'ultimo, cancellerà la precedente direttiva n. 609 del 1986 e il relativo Decreto Legislativo 116/92.

Nella stessa mattinata si è tenuto un convegno nella Sala delle Colonne della Camera dei Deputati indetto da LAV, I-CARE (per la ricerca senza vivisezione), ENPA, LDCN, LIMAV , OIPA e Le.I.D.A.A. per illustrare l'art. 16 comma per comma sui criteri e vincoli di recepimento.

Il comma a), presentato dall'Italian Platform on Alternative Methods (IPAM) invitata a partecipare al convegno, garantisce "l'implementazione di metodi alternativi all'uso di animali a fini scientifici, destinando all'uopo congrui finanziamenti", la formazione di personale esperto nella sostituzione degli animali con metodi in vitro tramite corsi specifici e di approfondimento senza nuovi oneri a carico della finanza pubblica.

Lo stesso comma prevede anche una maggiore e più severa osservanza e applicazione del principio delle 3R (raffinamento, riduzione, rimpiazzamento) grazie alla presenza di "un esperto di metodi alternativi e un biostatico all'interno di ogni organismo preposto al benessere degli animali e nel Comitato nazionale per la protezione degli animali usati a fini scientifici".


"È fondamentale creare una banca telematica che raccolga tutti i dati relativi all'utilizzo degli animali in progetti per fini scientifici o tecnologici"
Il comma b) illustrato da Michele Pezone della LDCN cita: "Vietare l'utilizzo di scimmie antropomorfe, cani, gatti ed esemplari di specie in via d'estinzione, a meno che non risulti obbligatorio in base a legislazioni o farmacopee nazionali o internazionali o non si tratti di ricerche finalizzate alla salute dell'uomo o delle specie coinvolte, condotte in conformità ai princìpi della direttiva, previa autorizzazione del Ministero della salute, sentito il Consiglio superiore di sanità" (un pugno nello stomaco).

Presente al convegno la Dott.ssa Gaetana Ferri, Direttore Generale Sanità Animale e Farmaco Veterinario, che è intervenuta affermando a tal proposito: "ci sarà un maggior impegno da parte dell'amministrazione nel rilasciare autorizzazioni", e ha continuato dicendo che anche i controlli saranno più severi riferendosi in questo caso al comma g) presentato da Alessandro Piacenza dell'OIPA che prevede di "assicurare un sistema ispettivo che garantisca il benessere degli animali da laboratorio, adeguatamente documentato e verificabile, al fine di promuovere la trasparenza, con un numero minimo di due ispezioni all'anno di cui una effettuata senza preavviso".

Piacenza ha giustamente sottolineato che si potrebbero sfruttare meglio le risorse del volontariato, utilizzando per le ispezioni le guardie zoofile delle associazioni, senza costi aggiuntivi per lo Stato. La Dott.ssa Ferri ha anche affermato che "una parte di fondi sarà destinata alla ricerca senza animali" e ha ribadito quanto affermato prima del suo intervento da Massimo Tettamanti, fondatore di I-Care riguardo al comma h) dell'articolo 16: "È fondamentale creare una banca telematica che raccolga tutti i dati relativi all'utilizzo degli animali in progetti per fini scientifici o tecnologici e ai metodi alternativi".


"I topi si possono ordinare online, una 'libreria' vivente; è impensabile tutto ciò, sono essere senzienti"
Oggi un ricercatore che fa esperimenti sugli animali deve compilare un cartaceo che poi il Ministero della Salute deve raccogliere per produrre statistiche sugli animali. Informatizzare tutto (creare, quindi, una banca dati) snellirebbe il lavoro e soprattutto salverebbe molti animali dal momento che si eviterebbero esperimenti già effettuati.

Supponiamo che un laboratorio abbia intenzione di fare un determinato esperimento; avendo una banca dati potrebbe consultarla per verificare se tale esperimento è stato già praticato da qualche altro laboratorio e potrebbe dunque, verificare gli eventuali risultati senza ripeterlo. La banca dati, inoltre, riporterebbe tutti i risultati, anche quelli negativi che normalmente non vengono pubblicati. Gli studiosi pubblicano sempre e solo i risultati positivi.

Massimo Comparotto dell'OIPA ha affrontato il punto c), che cita: "Vietare l'allevamento di primati, cani e gatti destinati alla sperimentazione su tutto il territorio nazionale". Di 470 deputati presenti in aula, 41 hanno votato a favore degli emendamenti per non far chiudere Green Hill e 37 hanno votato a favore dell'emendamento per non rendere obbligatoria l'anestesia e analgesia nei test, comma f) dell'articolo 16 presentato al convegno da Carla Rocchi, Presidente dell'ENPA che recita: "Vietare gli esperimenti che non prevedono anestesia o analgesia, qualora provochino dolore all'animale".

Era mia intenzione riportare tutti i nomi di coloro che hanno votato per cercare di non far passare questi due punti dell'articolo ma per motivi di spazio, a malincuore, sono costretta a rimandarvi all'elenco redatto dalle associazioni coinvolte nel convegno.


"Le piccole modifiche migliorative apportate anche se saranno approvate, lasciano l'amaro in bocca a coloro che vorrebbero vedere abolita immediatamente la vivisezione"
Il comma e) è stato presentato dalla Dott.ssa Carla Ramacciotti della LIMAV, medico psichiatra e docente all'Università di Pisa: "Vietare l'utilizzo di animali negli ambiti sperimentali di esercitazioni didattiche ed esperimenti bellici, ad eccezione dell'alta formazione di medici e dei veterinari". La dottoressa ha ricordato il diritto di far applicare la legge 413/1993 in base alla quale medici, studenti, ricercatori, personale sanitario possono scegliere di non svolgere attività che implichino la sperimentazione animale.

La biologa Michela Kuan della LAV, invece, ha introdotto il comma d): "Assicurare una misura normativa sufficientemente cautelare nei confronti degli animali geneticamente modificati". La Kuan ha affermato che questo comma nasce per voler tutelare questi animali che non sono presi in considerazione dalla 116/92. Gli animali transgenici sono più suscettibili al dolore e già solo il trasporto per loro è fonte di forte stress. Sono animali che nascono immunodepressi, con diverse patologie, molto delicati. "I topi - ha affermato la Kuan - si possono ordinare online, una 'libreria' vivente; è impensabile tutto ciò, sono essere senzienti".

L'ultimo comma i) è stato illustrato da Carla Campanaro dell'ufficio legale della LAV: “Definire un quadro sanzionatorio appropriato e tale da risultare 'effettivo' (misure cautelari), 'proporzionato' (in proporzione al numero di animali coinvolti) e 'dissuasivo' (attualmente le sanzioni sono irrisorie e quindi i laboratori di sperimentazione non si impegnano a rispettare i regolamenti e continuano a commettere delle violazioni)”.

Il convegno si è concluso con la consapevolezza che l'Italia è costretta a recepire la direttiva 2010/63; al momento per non approvarne la 'fotocopia' possiamo solo limare il più possibile i danni fatti da coloro che hanno voluto nel 2010 questa direttiva. Le piccole modifiche migliorative apportate anche se saranno approvate, lasciano l'amaro in bocca a coloro che vorrebbero vedere abolita immediatamente la vivisezione.





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prixi
09:22 06 feb 2012
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sphinx ha scritto ...

In Svezia c'è un coniglio che crede di essere un border collie





...vediamo se almeno questo non finisce in pentola.

senza offesa per questo bellissimo coniglietto ... ma ho avuto un flash ... ad un certo punto ci ho visto un "coniglio tecnico"





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sphinx
12:20 06 feb 2012
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Anche a me le pecore del video hanno fatto venire in mente noi..radunate da un tecnico al quale bastarebbe dare una zoccolata ( senza ucciderlo per carità..sapete quanto mi stanno a cuore i conigli) per toglierlo di mezzo.

[ Modificato 12:20 06 feb 2012 ]





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Pier72Mars
20:33 06 feb 2012
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Maltempo e dintorni

LA LUPA – Una notizia molto carina, che vale la pena di raccontare. In casa di un commercialista di Tra sacco ieri si sentivano dei rumori in un locale adibito a legnaia. Il professionista ha scoperto che vi si era rifugiata una lupa intirizzita e affamata. L’animale appariva terrorizzato ed ha tentato di aggredire un operatore tv che la riprendeva, ma tutto qua. Rifocillata è stat affidata a personale che se ne prenderà cura e poi la rilascerà al suo mondo. Che non sempre è ospitale… Qualche volta l’uomo sa essere nobile. Meno male.







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Pier72Mars
08:32 25 feb 2012
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L'esercito delle scimmie condannate a morte
animalisti in rivolta: "Fermate il massacro"
Monza, proteste contro un carico di 900 cavie in arrivo alla Harlan e destinate alla vivisezione. Dal presidio arriva un appello: "Fare controlli su questa importazione record di quadrumani"

La protesta davanti alla Harlan
dal nostro inviato PAOLO BERIZZI

MONZA - Le prime 150 sono arrivate l'altro giorno. Le altre 750 giungeranno a destinazione - sempre a bordo di Tir - nelle prossime ore. Forse all'alba, per eludere le proteste degli animalisti che, appresa la notizia, si sono mobilitati, e adesso promettono battaglia. Novecento scimmie. È uno dei più grossi carichi di animali da vivisezione mai importati in Italia. A immaginarsele tutte insieme si fa quasi fatica: e infatti i macachi, in arrivo dalla Cina via Roma-Fiumicino, vengono trasportati dalla Capitale a blocchi di centocinquanta per volta, stivati dentro gabbioni che dagli aerei cargo della Air China finiscono qui, in questo capannone sdraiato nella landa brianzola.

Nemmeno 3mila abitanti, Correzzana è conosciuta, oltreché per avere dato i natali al cantante Gianluca Grignani, per i laboratori della Harlan, multinazionale della vivisezione (presente in quattro continenti). Tecnicamente: allevamento e produzione di animali da laboratorio venduti per la ricerca e altri scopi scientifici. Harlan - finita più volte, in questi anni, nel mirino delle associazioni che si battono per la difesa degli animali, nel 2006 fece clamore il blitz del Fronte Liberazione Animale proprio all'interno dell'allevamento di Correzzana - offre i suoi servizi a un numero imprecisato di laboratori pubblici e privati, università, ospedali, aziende farmaceutiche, laboratori in decine di paesi del mondo. In Italia si occupa prevalentemente di sperimentazione per conto terzi e, appunto, allevamento destinato alla vivisezione: topi, ratti, conigli, cavie, primati e altri grandi mammiferi. Fa stallo per il trasferimento di cani beagle (gli stessi allevati dalla società Green Hill) e si è specializzata nella "produzione" di animali geneticamente modificati per un migliore utilizzo nella sperimentazione. Esempi? Le specie "programmate" a sviluppare il cancro o con difese immunitarie funzionali all'inoculazione dei virus della polio e del vaiolo delle scimmie.

La richiesta dei colossi farmaceutici cresce, e Harlan, sede centrale a Minneapolis, due allevamenti in Italia (l'altro è a San Pietro al Natisone in provincia di Udine) e un laboratorio (a Bresso), per reggere il mercato, risponde. E importa. Ma uno stock di queste dimensioni - 900 scimmie - non si era mai visto. I macachi destinati alla sperimentazione arrivano direttamente dalla Cina: anche se l'origine di molti esemplari, pare, sia da ricondurre alle isole Seychelles e Mauritius, paradisi delle vacanze ma anche serbatoi per la vivisezione. L'autorizzazione italiana all'ingresso delle scimmie è stata rilasciata dal ministero della Salute. Harlan, vista l'importanza del carico, ha deciso di spezzettare l'arrivo in più blocchi, forse prevedendo anche le proteste. Che, puntuali, sono arrivate. "Questo è uno dei centri di sperimentazione più tristemente famosi in Italia - dice Paolo Mocavero, presidente dell'associazione "Cento per cento animalisti" che da ieri ha organizzato un presidio di fronte allo stabilimento di Correzzana - . La vivisezione sui primati in Italia è molto restrittiva ma le normative vengono regolarmente aggirate con autorizzazioni di veterinari compiacenti. Chiediamo alle autorità competenti di fare controlli sulla regolarità di un'importazione così massiccia di primati". Da qualche anno, nel mondo animalista, è attivo il coordinamento "Fermiamo Harlan". Sono numerose le sigle che si battono contro la vivisezione e, in particolare, l'attività di questa multinazionale. Spiega Susanna Chiesa, di "Freccia 45": "In Italia vengono sottoposti a sperimentazione 3.000 animali al giorno. La vivisezione è una falsa scienza, inutile e arcaica, attuata da persone che si arrogano il potere assoluto di decidere se e come seviziare e porre fine alla vita di altri esseri viventi. Continueremo a batterci perché questo vergognoso atto di atrocità venga definitivamente vietato".

Sono circa 600 i centri italiani collegati alla vivisezione di animali. Due milioni e 600 mila gli esemplari utilizzati tra 2007 e 2009 (di cui 618mila usati per la ricerca sui farmaci).
Un giro d'affari da decine di miliardi, dietro il quale si nasconde un mondo fatto anche di situazioni che vanno oltre il limite della decenza e della civiltà. L'incursione, nell'autunno del 2006, dei militanti del Fronte Liberazione Animale nel laboratorio Harlan di Correzzana, portò alla luce una realtà fino a allora sconosciuta: migliaia di roditori in pile di gabbie di plexiglas, decine di cadaveri fotografati nei frigoriferi del laboratorio, alcuni dei quali impalati con stuzzicadenti, ma soprattutto decine di macachi conservati in condizioni squallide, tra sangue e feci, prima di finire nella catena della sperimentazione. La stessa alla quale verranno avviate le 900 scimmie in arrivo dalla Cina. Durante il blitz, un'azione illegale che portò anche al danneggiamento delle strutture dei laboratori, furono liberate una ventina di scimmie e un migliaio di roditori. La protesta più recente degli animalisti è stata quella che ha preso di mira Green Hill, il canile-lager sulle colline di Montichiari, a Brescia, dove si allevano 2.500 beagle destinati alla vivisezione. Lo scorso 10 febbraio un centinaio di animalisti hanno formato una catena umana attorno allo stabilimento: un presidio per chiedere un accelerazione dei disegni di legge in lavorazione al Parlamento e in Regione Lombardia. La soluzione del problema, secondo gli attivisti, non può essere soltanto il divieto di allevare i cani in quelle condizioni. In questo modo - hanno spiegato - Marshall, multinazionale proprietaria di Green Hill, potrebbe scegliere di non chiudere i capannoni-lager di Montichiari ma trasformarli in deposito di "smistamento" e continuare indisturbata il suo business, non allevando più i cani in loco ma semplicemente importandoli e vendendoli.





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Pier72Mars
08:34 25 feb 2012
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"Basta orsi torturati Video 1
negli allevamenti della bile



Nuova offensiva degli ambientalisti cinesi contro le fattorie in cui i plantigradi vengo maltrattati per estrarre loro il succo secreto dalla cistifellea, tra le materie prime della medicina tradizionale. E, a sorpresa, i media di Pechino danno contro delle loro iniziative
dal nostro corrispondente GIAMPAOLO VISETTI
Lo leggo dopo


PECHINO - Sale in Cina la protesta contro l'estrazione della bile dagli orsi. Il succo secreto dalla cistifellea dei plantigradi è tra le materie prime della medicina tradizionale. Da secoli, in Oriente, è considerato un ricostituente e un farmaco prodigioso. Peccato che per ricavarlo si debba operare sugli animali vivi, sottoponendoli a penose agonìe. Fino ad oggi i cinesi, da sempre cultori degli estratti animali e vegetali, non si sono mai lasciati impressionare dal rispetto delle bestie. Mangiano qualsiasi specie, comprese quelle domestiche, protette o in estinzione, valutando esclusivamente la percentuale di proteine contenuta nella carne.



La sensibilità generale però sta cambiando: si moltiplicano coloro che si oppongono alla macellazione dei cani, tra le ricette predilette in molte regioni, mentre nelle ultime settimane sono nati decine di comitati che puntano a difendere anche la vita degli orsi. Nel mirino della nuova opinione pubblica animalista, alimentata dalla Rete, è finita in particolare un'azienda di Huian, nella regione del Fujian. L'industria farmaceutica "Guizhentang" è tra i primi produttori nazionali di bile di orso. Alleva circa 500 animali-cavia, ma per quotarsi alla Borsa di Shenzhen ambisce ad aumentare il numero fino a 1200, triplicando i ricavi. Un'inchiesta ha rivelato che nel suo allevamento gli orsi sono tenuti in condizioni disastrose e che per l'estrazione della bile sono sottoposti a torture quotidiane.

Travolta dalle accuse, la società ha invitato un gruppo di settanta giornalisti cinesi ad effettuare una visita nei suoi laboratori, assicurando che il tour sarebbe stato trasparente. Sebbene i media cinesi siano controllati strettamente dalle autorità del partito comunista, sempre più collegato al grande business, l'esito dell'incontro si è rivelato disastroso. Secondo la "Animal Asia Foundation" di Hong Kong, i cronisti sono stati ammessi nei laboratori "Guizhentang" solo a piccoli gruppi e per non più di tre minuti. Le domande non erano ammesse e il sopralluogo si è trasformato in una messinscena. Un video girato clandestinamente mostra un orso adescato da un inserviente in una micro-gabbia. Sfinito dalla fame, per raggiungere il cibo è costretto a piegarsi, restando imprigionato in una posizione che non gli consente più di muoversi. Si vede un inserviente inserire un tubo nella cistifellea dell'animale, da cui nel giro di un minuto sgorga la dose di bile.

Gli animalisti cinesi denunciano che la società, in occasione della visita, abbia selezionato solo gli orsi presentabili e in grado di reggersi in piedi, e dopo averli sedati chimicamente. Le sofferenze per le sevizie a cui sono sottoposti porterebbe in realtà gli animali a morire nel giro di poche settimane. L'azienda farmaceutica si difende assicurando che il processo è al contrario del tutto indolore e che i loro capi conducono una vita assolutamente normale. Un altro video, che sta facendo impazzire la Rete, mostra un giornalista mentre domanda al veterinario dell'allevamento come faccia ad essere sicuro che gli animali non soffrano. "Tu non sei un orso - risponde il dottor Zhang Zhijun - come fai a sapere che sentono male?". Milioni di cinesi non sono affatto convinti, come assicurano i produttori di bile, che sia "come mungere una mucca".

I comitati chiedono che il governo di Pechino ponga fine allo scandalo delle "fattorie degli orsi da bile" e le proteste si saldano con quelle in atto a favore della tutela di altre specie. Da poche settimane una nota catena cinese di hotel di lusso ha bandito dai propri menù le ricette a base di pinna di squalo, uno tra i più raffinati piatti nazionali. L'esempio è stato seguito da molti ristoranti, che iniziano ad esporre cartelli in cui spiegano ai clienti che a causa delle mutilazioni i pescecani sono ormai in via d'estinzione. Il fenomeno non ha precedenti, i cinesi cominciano a riflettere sui diritti degli animali e la farmacie tradizionali si rassegnano a puntare sugli estratti delle erbe. Dopo una lotta di anni, e un rapporto internazionale shock, appare in calo anche il commercio di tigri, tartarughe, scimmie e cervi, pressoché sterminati in Asia in quanto considerati miracolosi per la salute umana. Il fatto che i media di Stato diano ora spazio alla campagna per la salvaguardia degli orsi, lascia sperare nella fine dell'estrazione della loro bile. A meno che la domanda del mercato, come denunciano le associazioni di protezione degli animali, non faccia lievitare i prezzi: limitandosi a consegnare alla clandestinità ciò che in Cina ancora può avvenire alla luce del sole.





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brig.zero
12:22 05 mar 2012
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