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				<title>ALTRO GIORNALE : News</title>
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				<description>News, cover-up e informazione alternativa.</description>

<language>it-it</language>
				<copyright>Altrogionale.org © Testata giornalistica iscritta al n° 10/12 del Registro della Stampa del Tribunale di NolaLe pubblicità che compaiono sul sito, ad eccezione dei libri, non sono scelte dallo staff e servono ad auto-sostenerci,pertanto ci scusiamo se alcune volte queste non sono del tutto pertinenti.Questo giornale è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons		 con Politica sulla Privacy e Condizioni d'UsoWebsite © All Rights Reserved, Webengineer pasgal - Supporto tecnico e107italia  var _gaq = _gaq || [];<br />  _gaq.push(['_setAccount', 'UA-452094-7']);<br />  _gaq.push(['_trackPageview']);<br /><br />  (function() {<br />    var ga = document.createElement('script'); ga.type = 'text/javascript'; ga.async = true;<br />    ga.src = ('https:' == document.location.protocol ? 'https://ssl' : 'http://www') + '.google-analytics.com/ga.js';<br />    var s = document.getElementsByTagName('script')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s);<br />  })();<br /><br /></copyright>
				<managingEditor>pasgal@nospam.com (pasgal)</managingEditor>
				<webMaster>pasgal@nospam.com (pasgal)</webMaster>
				<pubDate>Tue, 21 May 2013 15:06:41 +0200</pubDate>
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					<title>ALTRO GIORNALE : News</title>
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					<description>News, cover-up e informazione alternativa.</description>
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<title>Scienza, esperto ex Nasa: “l’uso dei combustibili fossili è ormai irrazionale”</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.8568.7</link>
<description><![CDATA[<img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/combustibili_fossili.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/><strong class='bbcode bold'>di Peppe Caridi</strong><br /><br />Qualsiasi strategia di re-industrializzazione che si basi sull’uso massiccio dei combustibili fossili puo’ essere considerata sono nel breve termine, ma e’ irrazionale e dispendioso pensare che possa invece essere fulcro di un progetto di crescita nel lungo periodo. A sostenerlo e’ uno scienziato, ex responsabile della ricerca della NASA. James Hansen in una lunga intervista rilasciata al sito di informazione europeo EurActiv ha definito il sistema di scambio degli ETS (certificati di emissione) europei ‘inefficace’ e ha accusato l’industria di preferire il versamento di ‘tangenti’ ai governi piuttosto che incoraggiare gli investimenti sulle tecnologie pulite. L’intervista dello scienziato arriva proprio in concomitanza con gli ultimi dati emessi sulla produzione di combustibili fossili negli Stati Uniti, ottenuti dalla frantumazione delle rocce profonde, che mette il paese a pochi anni dal diventare il piu’ importante tra i produttori di combustibili convenzionali al mondo. Ma e’ anche sullo shale gas Hansen che solleva le sue critiche, affermando che la corsa verso questi nuovi combustibili fossili, shale gas e sabbie bituminose, compromette seriamente l’equilibrio dell’ecosistema e provoca un aumento delle emissioni. Martedi’ scorso l’Agenzia internazionale per l’energia aveva pubblicato uno studio sulle prospettive a medio termine del petrolio dove si afferma che gli Stati Uniti, grazie al gas shale, entro il 2015 supereranno la Russia come principale produttore mondiale di gas ed entro il 2035 arriveranno ad una totale autonomia energetica.<br /><br />Fonte: http://www.meteoweb.eu/2013/05/scienza-esperto-ex-nasa-luso-dei-combustibili-fossili-e-ormai-irrazionale/203075/<br />]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/combustibili_fossili.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/><strong class='bbcode bold'>di Peppe Caridi</strong><br /><br />Qualsiasi strategia di re-industrializzazione che si basi sull’uso massiccio dei combustibili fossili puo’ essere considerata sono nel breve termine, ma e’ irrazionale e dispendioso pensare che possa invece essere fulcro di un progetto di crescita nel lungo periodo. A sostenerlo e’ uno scienziato, ex responsabile della ricerca della NASA. James Hansen in una lunga intervista rilasciata al sito di informazione europeo EurActiv ha definito il sistema di scambio degli ETS (certificati di emissione) europei ‘inefficace’ e ha accusato l’industria di preferire il versamento di ‘tangenti’ ai governi piuttosto che incoraggiare gli investimenti sulle tecnologie pulite. L’intervista dello scienziato arriva proprio in concomitanza con gli ultimi dati emessi sulla produzione di combustibili fossili negli Stati Uniti, ottenuti dalla frantumazione delle rocce profonde, che mette il paese a pochi anni dal diventare il piu’ importante tra i produttori di combustibili convenzionali al mondo. Ma e’ anche sullo shale gas Hansen che solleva le sue critiche, affermando che la corsa verso questi nuovi combustibili fossili, shale gas e sabbie bituminose, compromette seriamente l’equilibrio dell’ecosistema e provoca un aumento delle emissioni. Martedi’ scorso l’Agenzia internazionale per l’energia aveva pubblicato uno studio sulle prospettive a medio termine del petrolio dove si afferma che gli Stati Uniti, grazie al gas shale, entro il 2015 supereranno la Russia come principale produttore mondiale di gas ed entro il 2035 arriveranno ad una totale autonomia energetica.<br /><br />Fonte: http://www.meteoweb.eu/2013/05/scienza-esperto-ex-nasa-luso-dei-combustibili-fossili-e-ormai-irrazionale/203075/<br />]]></content:encoded>
<category domain='http://www.altrogiornale.org/news.php?cat.7'>Pianeta Terra</category>
<dc:creator>Richard</dc:creator>
<pubDate>Mon, 20 May 2013 22:16:06 +0200</pubDate>
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<title>Un notevole scoperta: Tutti i periodi del sistema solare si adattano alle serie di Fibonacci e la sezione aurea</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.8567.10</link>
<description><![CDATA[<div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/planet_orbits-sideview.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><div style='text-align:center'><em class='bbcode italic'>Le relazioni tra le serie di Fibonacci e le orbite del Sistema Solare. Roger Tattersall – February 13 2013</em></div><br /><br /><strong class='bbcode bold'><a class='bbcode' href='http://daltonsminima.altervista.org/' >di Simone</a></strong><br /><br />Molte altre persone hanno notato i rapporti Phi del sistema solare in passato, a partire da Keplero, e ci sono diversi siti web che trattano questo argomento interessante. Ma fino ad ora, per quanto ne so, nessuno è stato in grado di trovare un unico schema semplice che collega tutti i pianeti e il Sole in un sistema tutto armonico descritto dalla serie di base di Fibonacci. Un paio di settimane fa, mentre ero in vacanza, ho avuto un paio di lunghe ‘sessioni’ di brainstorming con Tim Cullen, che ha deciso di arrotolarsi le maniche e tenere la calcolatrice calda per testare le mie idee. Quello che ho scoperto è presentato qui di seguito nello stile di un semplice ‘carta’.<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Astratto</strong><br /><br />L’equazione lineare ricorrente: an = an-1 + an-2 con le condizioni di partenza: a1 = a2 = 1 genera la serie di Fibonacci familiare: 1,1,2,3,5,8,13 … Questo documento utilizza i primi 20 termini della sequenza per dimostrare una stretta corrispondenza tra la serie di Fibonacci e le relazioni dinamiche tra tutti i pianeti, e due pianeti nani del Sistema Solare. L’errore medio di tutti i 28 punti di dati è dimostrato essere sotto il 2,75%. L’implicazione scientifica del risultato è qui discussa.<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Introduzione</strong><br /><br />Da quando è stato notato che si verificano cinque congiunzioni sinodiche come la Terra orbita intorno al Sole otto volte mentre Venere orbita intorno al Sole tredici volte, molti tentativi sono stati fatti per collegare la serie di Fibonacci e il convergente rapporto della sezione a 1.618:1 alla struttura del sistema solare. La maggior parte di questi tentativi si sono concentrati sulle distanze radiali o semiassi maggiori delle orbite del pianeta, nello stile della Legge di Bode, e sono naufragati nel sistema solare interno.<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Il presente documento adotta un approccio differente, al fine di studiare contemporaneamente le relazioni dinamiche tra le coppie di pianeti, come le frequenze delle loro congiunzioni sinodiche oltre alle loro orbite individuali.</strong><br /><br /><em class='bbcode italic'>Un’analisi statica dei semiassi maggiori è inadeguata per comprendere un sistema dinamico solare nello stesso modo in cui un volano, staticamente bilanciato, non può rivelare l’equilibrio di forze che causano vibrazioni quando è ruotato ad alta velocità.</em><br /><br /><strong class='bbcode bold'>Metodo</strong><br /><br /><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/asteriod-core.png"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/>Il numero più alto nella serie utilizzata (6765) è stato assegnato come il numero di orbite fatte da Mercurio intorno al Sole, il pianeta più interno. Successivamente, viene calcolato il numero di orbite da parte degli altri pianeti e pianeti nani durante lo stesso periodo di ~ tempo, ossia 6765*0.2408 = circa 1.630 anni. Tempo necessario a completare le 6.765 orbite. Inoltre, il numero di congiunzioni sinodiche tra coppie adiacenti di pianeti effettuate nello stesso periodo è calcolato utilizzando il metodo derivato da Nicolaus Copernicus:<br /><br /><div style='text-align:center'><em class='bbcode italic'>Periodo = 1 / ((1/orbita veloce) – (1/orbita lenta))</em></div><br /><br />Inoltre, i periodi armonici associati con lo <a class='bbcode' href='http://tallbloke.wordpress.com/2011/07/31/bart-modeling-the-historical-sunspot-record-from-planetary-periods/' >studio </a>fatto della densità spettrale di potenza (PSD) del numero di macchie solari dal contributo su talkshop di “Bart” e utilizzato nella successiva <a class='bbcode' href='http://tallbloke.wordpress.com/2011/08/05/jackpot-jupiter-and-saturn-solar-cycle-link-confirmed/' >pubblicazione </a>sul rapporto di Giove e di Saturno con il ciclo solare e <a class='bbcode' href='http://tallbloke.wordpress.com/2012/03/21/nicola-scafetta-major-new-paper-on-solar-planetary-theory/' >confermati </a>indipendentemente da Nicola Scafetta 2012A sono incluse. I risultati vengono poi confrontati con i valori discendenti della serie di Fibonacci e le deviazioni dalla serie calcolata. Juno è selezionato come rappresentante della fascia degli asteroidi in quanto si trova vicino al centro del nucleo principale ad una distanza di 2,67 UA. Con la terza legge di Keplero questo oggetto ha un periodo orbitale di: <strong class='bbcode bold'>P = (SQR) 2,673 = 4.36yr. </strong><br /><strong class='bbcode bold'>Risultati</strong><br /><br />I risultati sono riportati nella tabella 1. ‘Vulcano’ Il pianeta ipoteticamente scomparso è indicato al fine di dimostrare le interessanti relazioni che phi avrebbe avuto data la sua orbita di 2,67 anni.<br /><br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/fibonacci-solarsys.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br /><strong class='bbcode bold'>Discussione</strong><br /><br />Si tratta di un risultato sorprendente. Non esiste un meccanismo fisico attualmente accettato che può spiegare il legame chiaro e forte tra la sequenza di Fibonacci, il movimento dinamico del sistema solare, i fenomeni ciclici terrestri e i circa 60 anni e 205 anni livelli dell’attività solare. Il rapporto sottostante è Phi, noto come sezione aurea o rapporto aureo. Questo rapporto si manifesta altrove in natura. In biologia vegetale, Phi è ben noto e compare nella spaziatura delle foglie, nei gambi e nell’involucro dei semi. Il gambo della foglia ottimizza la distanza, per l’esposizione alla luce solare e l’involucro dei semi lo massimizza. In Geologia, le relazioni Phi sono evidenti nelle strutture atomiche, quasi cristalline e nelle strutture chimiche.<br /><br />Lo spazio non ha una struttura cristallina. Tuttavia, ci sono campi gravitazionali e campi elettromagnetici che lo permeano. Che tipo di interazione di questi campi con la materia, potrebbe portare a una situazione in cui, circa 4,5 miliardi di anni dopo la formazione del sistema solare, tali rapporti stretti di Phi, si trovano a collegare ogni pianeta e due pianeti nani del sistema solare? Evidentemente, perturbazioni periodiche armoniche e altri tra i pianeti e le coppie di pianeti hanno contribuito a plasmare il sistema, e continuano a mantenere le loro relazioni interne. La deviazione media della serie di Fibonacci per le orbite degli otto pianeti più due pianeti nani è 2.75%. Questo regge bene il confronto con la legge di Bode, che presenta una deviazione media del 15%. <br /><br />I cicli dell’attività solare sono rappresentati con l’inclusione dei risultati dell’analisi della densità di potenza spettrale (PSD), che trova picchi di attività delle macchie solari (SSN) a 19,86 e 23,72 anni, generando armoniche a 10.8 e 122 anni. Ciò suggerisce che vi è un legame tra il movimento dei pianeti ed i livelli di attività solare. Poiché la gravità del Sole diminuisce, in una legge dell’inverso del quadrato, tra i pianeti gioviani le perturbazioni interesseranno le loro orbite in maniera più forte rispetto ai pianeti interni. Di conseguenza, i pianeti gioviani, ad eccezione Saturno, mostrano una deviazione più grande dalla serie di Fibonacci che i tre pianeti più interni. Viene suggerito da Miles Mathis che l’equazione gravitazionale interna di Newton: F = GM1M2/r2 e l’equazione di carica simile di Coulomb: F = kq1q2/r2 siano un campo unificato, piuttosto che due forze distinte descritte dalle due equazioni.<br /><br />Mathis dimostra che con un minimo di postulati, completamente meccanici, “la piscina di palline fisiche” può essere sviluppata, compresa. Oltre a fornire un’accelerazione di gravità portando corpi estesi insieme, la piscina del sistema solare, contiene anche una forza repulsiva elettromagnetica che, se pur debole, nella nostra esperienza quotidiana, può diventare significativa a livello dei corpi celesti quando sono in prossimità. È importante sottolineare, che l’accelerazione gravitazionale e la scala di forza repulsiva agiscono in modo diverso, come cambia la distanza a causa delle diverse proprietà dei corpi.<br /><br />Questo potrebbe spiegare perché le orbite vuote praticabili, siano prive di detriti. Il mutare delle orbite planetarie per creare l’ordine più efficiente nel corso del tempo ha attraversato e stravolto il sistema solare liberandolo da detriti. L’eccezione è la fascia degli asteroidi tra Marte e Giove. Alcuni dati suggeriscono che la sua formazione può essere recente (3.2Ma). Inoltre, Mathis nel suo “fondamento del campo E/M”, che pervade lo spazio a densità variabile (dipende dalla vicinanza dei corpi che emettono), fornisce un quadro con il quale i rapporti delle forze esercitate dagli organi operano. Mathis suggerisce che, piuttosto che tentare di capire Phi isolandolo, possiamo apprezzare il modo in cui le due quantità che formano il rapporto possono funzionare meccanicamente, con la comprensione del modo in cui essi sono relativi al campo ambiente in cui operano. Questa non è una proposta di “etere universale”, ma per uno spazio interplanetario che contiene una densità variabile di campi .. etc…<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Conclusioni</strong><br /><br />La conclusione logica è che il feedback è presente attraverso perturbazioni tra i pianeti e il sole, che organizza i pianeti in un ordine che minimizza il lavoro svolto, aumenta la stabilità e massimizza l’entropia. Questo richiama alla mente la Constructal law, affermata da Bejan nel 1996 come segue:<br /><br /><div style='text-align:center'><strong class='bbcode bold'><em class='bbcode italic'>”Per un insieme finito di sistemi di dimensioni, per persistere nel tempo (vivere), esso deve evolvere in modo tale che esso fornisca un accesso più facile alle correnti che scorrono imposte attraverso di esso.”</em></strong></div><br /><br /><strong class='bbcode bold'>Un vero e proprio sistema che contiene retroazioni cibernetiche. Le relazioni Phi dimostrate qui sono la prova che il sistema solare è veramente un sistema, nel senso pieno della parola.</strong><br /><br /><strong class='bbcode bold'>Riferimenti </strong><br /><br />http://jwilson.coe.uga.edu/emat6680/parveen/fib_nature.htm<br /><br />http://goldenratiomyth.weebly.com/phi-in-chemistry-and-physics.html<br /><br />http://tallbloke.wordpress.com/2011/07/31/bart-modeling-the-historical-sunspot-record-from-planetary-periods/<br /><br />http://milesmathis.com/uft2.html<br /><br />http://milesmathis.com/phi.html<br /><br /><em class='bbcode italic'>Bejan, Adrian (1997). “Advanced Engineering Thermodynamics,” (2nd ed.). New York: Wiley.</em><br /><br />http://en.wikipedia.org/wiki/Constructal_theory<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Scafetta, Nicola (2012a)</strong> <em class='bbcode italic'>“Multi-scale harmonic model for solar and climate cyclical variation throughout the Holocene based on Jupiter–Saturn tidal frequencies plus the 11-year solar dynamo cycle”  JASTP</em><br /><br /><div style='text-align:center'><table cellpadding="3" style="margin-bottom:30px"><tr><td align="center" valign="top" width="140"><a target="_blank" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__I-favolosi-Numeri-di-Fibonacci-muzzio.php?pn=678" title="I (favolosi) Numeri di Fibonacci" ><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/_big/i/i-favolosi-numeri-di-fibonacci_46265.jpg" width="122" height="160" alt="I (favolosi) Numeri di Fibonacci" /></a></td><td><div><a target="_blank" class="autore" title="Alfred S. Posamentier" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_alfred-s-posamentier.php?pn=678">Alfred S. Posamentier</a>, <a target="_blank" class="autore" title="Ingmar Lehmann" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_ingmar-lehmann.php?pn=678">Ingmar Lehmann</a></div><div><a target="_blank" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__I-favolosi-Numeri-di-Fibonacci-muzzio.php?pn=678" title="I (favolosi) Numeri di Fibonacci" style="font-weight:bold">I (favolosi) Numeri di Fibonacci</a></div></td></tr></table></div><br /><br />Fonte: http://daltonsminima.altervista.org/?p=25213<br />Vedi: http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.7465<br />]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/planet_orbits-sideview.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><div style='text-align:center'><em class='bbcode italic'>Le relazioni tra le serie di Fibonacci e le orbite del Sistema Solare. Roger Tattersall – February 13 2013</em></div><br /><br /><strong class='bbcode bold'><a class='bbcode' href='http://daltonsminima.altervista.org/' >di Simone</a></strong><br /><br />Molte altre persone hanno notato i rapporti Phi del sistema solare in passato, a partire da Keplero, e ci sono diversi siti web che trattano questo argomento interessante. Ma fino ad ora, per quanto ne so, nessuno è stato in grado di trovare un unico schema semplice che collega tutti i pianeti e il Sole in un sistema tutto armonico descritto dalla serie di base di Fibonacci. Un paio di settimane fa, mentre ero in vacanza, ho avuto un paio di lunghe ‘sessioni’ di brainstorming con Tim Cullen, che ha deciso di arrotolarsi le maniche e tenere la calcolatrice calda per testare le mie idee. Quello che ho scoperto è presentato qui di seguito nello stile di un semplice ‘carta’.<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Astratto</strong><br /><br />L’equazione lineare ricorrente: an = an-1 + an-2 con le condizioni di partenza: a1 = a2 = 1 genera la serie di Fibonacci familiare: 1,1,2,3,5,8,13 … Questo documento utilizza i primi 20 termini della sequenza per dimostrare una stretta corrispondenza tra la serie di Fibonacci e le relazioni dinamiche tra tutti i pianeti, e due pianeti nani del Sistema Solare. L’errore medio di tutti i 28 punti di dati è dimostrato essere sotto il 2,75%. L’implicazione scientifica del risultato è qui discussa.<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Introduzione</strong><br /><br />Da quando è stato notato che si verificano cinque congiunzioni sinodiche come la Terra orbita intorno al Sole otto volte mentre Venere orbita intorno al Sole tredici volte, molti tentativi sono stati fatti per collegare la serie di Fibonacci e il convergente rapporto della sezione a 1.618:1 alla struttura del sistema solare. La maggior parte di questi tentativi si sono concentrati sulle distanze radiali o semiassi maggiori delle orbite del pianeta, nello stile della Legge di Bode, e sono naufragati nel sistema solare interno.<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Il presente documento adotta un approccio differente, al fine di studiare contemporaneamente le relazioni dinamiche tra le coppie di pianeti, come le frequenze delle loro congiunzioni sinodiche oltre alle loro orbite individuali.</strong><br /><br /><em class='bbcode italic'>Un’analisi statica dei semiassi maggiori è inadeguata per comprendere un sistema dinamico solare nello stesso modo in cui un volano, staticamente bilanciato, non può rivelare l’equilibrio di forze che causano vibrazioni quando è ruotato ad alta velocità.</em><br /><br /><strong class='bbcode bold'>Metodo</strong><br /><br /><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/asteriod-core.png"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/>Il numero più alto nella serie utilizzata (6765) è stato assegnato come il numero di orbite fatte da Mercurio intorno al Sole, il pianeta più interno. Successivamente, viene calcolato il numero di orbite da parte degli altri pianeti e pianeti nani durante lo stesso periodo di ~ tempo, ossia 6765*0.2408 = circa 1.630 anni. Tempo necessario a completare le 6.765 orbite. Inoltre, il numero di congiunzioni sinodiche tra coppie adiacenti di pianeti effettuate nello stesso periodo è calcolato utilizzando il metodo derivato da Nicolaus Copernicus:<br /><br /><div style='text-align:center'><em class='bbcode italic'>Periodo = 1 / ((1/orbita veloce) – (1/orbita lenta))</em></div><br /><br />Inoltre, i periodi armonici associati con lo <a class='bbcode' href='http://tallbloke.wordpress.com/2011/07/31/bart-modeling-the-historical-sunspot-record-from-planetary-periods/' >studio </a>fatto della densità spettrale di potenza (PSD) del numero di macchie solari dal contributo su talkshop di “Bart” e utilizzato nella successiva <a class='bbcode' href='http://tallbloke.wordpress.com/2011/08/05/jackpot-jupiter-and-saturn-solar-cycle-link-confirmed/' >pubblicazione </a>sul rapporto di Giove e di Saturno con il ciclo solare e <a class='bbcode' href='http://tallbloke.wordpress.com/2012/03/21/nicola-scafetta-major-new-paper-on-solar-planetary-theory/' >confermati </a>indipendentemente da Nicola Scafetta 2012A sono incluse. I risultati vengono poi confrontati con i valori discendenti della serie di Fibonacci e le deviazioni dalla serie calcolata. Juno è selezionato come rappresentante della fascia degli asteroidi in quanto si trova vicino al centro del nucleo principale ad una distanza di 2,67 UA. Con la terza legge di Keplero questo oggetto ha un periodo orbitale di: <strong class='bbcode bold'>P = (SQR) 2,673 = 4.36yr. </strong><br /><strong class='bbcode bold'>Risultati</strong><br /><br />I risultati sono riportati nella tabella 1. ‘Vulcano’ Il pianeta ipoteticamente scomparso è indicato al fine di dimostrare le interessanti relazioni che phi avrebbe avuto data la sua orbita di 2,67 anni.<br /><br /><div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/fibonacci-solarsys.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br /><strong class='bbcode bold'>Discussione</strong><br /><br />Si tratta di un risultato sorprendente. Non esiste un meccanismo fisico attualmente accettato che può spiegare il legame chiaro e forte tra la sequenza di Fibonacci, il movimento dinamico del sistema solare, i fenomeni ciclici terrestri e i circa 60 anni e 205 anni livelli dell’attività solare. Il rapporto sottostante è Phi, noto come sezione aurea o rapporto aureo. Questo rapporto si manifesta altrove in natura. In biologia vegetale, Phi è ben noto e compare nella spaziatura delle foglie, nei gambi e nell’involucro dei semi. Il gambo della foglia ottimizza la distanza, per l’esposizione alla luce solare e l’involucro dei semi lo massimizza. In Geologia, le relazioni Phi sono evidenti nelle strutture atomiche, quasi cristalline e nelle strutture chimiche.<br /><br />Lo spazio non ha una struttura cristallina. Tuttavia, ci sono campi gravitazionali e campi elettromagnetici che lo permeano. Che tipo di interazione di questi campi con la materia, potrebbe portare a una situazione in cui, circa 4,5 miliardi di anni dopo la formazione del sistema solare, tali rapporti stretti di Phi, si trovano a collegare ogni pianeta e due pianeti nani del sistema solare? Evidentemente, perturbazioni periodiche armoniche e altri tra i pianeti e le coppie di pianeti hanno contribuito a plasmare il sistema, e continuano a mantenere le loro relazioni interne. La deviazione media della serie di Fibonacci per le orbite degli otto pianeti più due pianeti nani è 2.75%. Questo regge bene il confronto con la legge di Bode, che presenta una deviazione media del 15%. <br /><br />I cicli dell’attività solare sono rappresentati con l’inclusione dei risultati dell’analisi della densità di potenza spettrale (PSD), che trova picchi di attività delle macchie solari (SSN) a 19,86 e 23,72 anni, generando armoniche a 10.8 e 122 anni. Ciò suggerisce che vi è un legame tra il movimento dei pianeti ed i livelli di attività solare. Poiché la gravità del Sole diminuisce, in una legge dell’inverso del quadrato, tra i pianeti gioviani le perturbazioni interesseranno le loro orbite in maniera più forte rispetto ai pianeti interni. Di conseguenza, i pianeti gioviani, ad eccezione Saturno, mostrano una deviazione più grande dalla serie di Fibonacci che i tre pianeti più interni. Viene suggerito da Miles Mathis che l’equazione gravitazionale interna di Newton: F = GM1M2/r2 e l’equazione di carica simile di Coulomb: F = kq1q2/r2 siano un campo unificato, piuttosto che due forze distinte descritte dalle due equazioni.<br /><br />Mathis dimostra che con un minimo di postulati, completamente meccanici, “la piscina di palline fisiche” può essere sviluppata, compresa. Oltre a fornire un’accelerazione di gravità portando corpi estesi insieme, la piscina del sistema solare, contiene anche una forza repulsiva elettromagnetica che, se pur debole, nella nostra esperienza quotidiana, può diventare significativa a livello dei corpi celesti quando sono in prossimità. È importante sottolineare, che l’accelerazione gravitazionale e la scala di forza repulsiva agiscono in modo diverso, come cambia la distanza a causa delle diverse proprietà dei corpi.<br /><br />Questo potrebbe spiegare perché le orbite vuote praticabili, siano prive di detriti. Il mutare delle orbite planetarie per creare l’ordine più efficiente nel corso del tempo ha attraversato e stravolto il sistema solare liberandolo da detriti. L’eccezione è la fascia degli asteroidi tra Marte e Giove. Alcuni dati suggeriscono che la sua formazione può essere recente (3.2Ma). Inoltre, Mathis nel suo “fondamento del campo E/M”, che pervade lo spazio a densità variabile (dipende dalla vicinanza dei corpi che emettono), fornisce un quadro con il quale i rapporti delle forze esercitate dagli organi operano. Mathis suggerisce che, piuttosto che tentare di capire Phi isolandolo, possiamo apprezzare il modo in cui le due quantità che formano il rapporto possono funzionare meccanicamente, con la comprensione del modo in cui essi sono relativi al campo ambiente in cui operano. Questa non è una proposta di “etere universale”, ma per uno spazio interplanetario che contiene una densità variabile di campi .. etc…<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Conclusioni</strong><br /><br />La conclusione logica è che il feedback è presente attraverso perturbazioni tra i pianeti e il sole, che organizza i pianeti in un ordine che minimizza il lavoro svolto, aumenta la stabilità e massimizza l’entropia. Questo richiama alla mente la Constructal law, affermata da Bejan nel 1996 come segue:<br /><br /><div style='text-align:center'><strong class='bbcode bold'><em class='bbcode italic'>”Per un insieme finito di sistemi di dimensioni, per persistere nel tempo (vivere), esso deve evolvere in modo tale che esso fornisca un accesso più facile alle correnti che scorrono imposte attraverso di esso.”</em></strong></div><br /><br /><strong class='bbcode bold'>Un vero e proprio sistema che contiene retroazioni cibernetiche. Le relazioni Phi dimostrate qui sono la prova che il sistema solare è veramente un sistema, nel senso pieno della parola.</strong><br /><br /><strong class='bbcode bold'>Riferimenti </strong><br /><br />http://jwilson.coe.uga.edu/emat6680/parveen/fib_nature.htm<br /><br />http://goldenratiomyth.weebly.com/phi-in-chemistry-and-physics.html<br /><br />http://tallbloke.wordpress.com/2011/07/31/bart-modeling-the-historical-sunspot-record-from-planetary-periods/<br /><br />http://milesmathis.com/uft2.html<br /><br />http://milesmathis.com/phi.html<br /><br /><em class='bbcode italic'>Bejan, Adrian (1997). “Advanced Engineering Thermodynamics,” (2nd ed.). New York: Wiley.</em><br /><br />http://en.wikipedia.org/wiki/Constructal_theory<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Scafetta, Nicola (2012a)</strong> <em class='bbcode italic'>“Multi-scale harmonic model for solar and climate cyclical variation throughout the Holocene based on Jupiter–Saturn tidal frequencies plus the 11-year solar dynamo cycle”  JASTP</em><br /><br /><div style='text-align:center'><table cellpadding="3" style="margin-bottom:30px"><tr><td align="center" valign="top" width="140"><a target="_blank" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__I-favolosi-Numeri-di-Fibonacci-muzzio.php?pn=678" title="I (favolosi) Numeri di Fibonacci" ><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/_big/i/i-favolosi-numeri-di-fibonacci_46265.jpg" width="122" height="160" alt="I (favolosi) Numeri di Fibonacci" /></a></td><td><div><a target="_blank" class="autore" title="Alfred S. Posamentier" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_alfred-s-posamentier.php?pn=678">Alfred S. Posamentier</a>, <a target="_blank" class="autore" title="Ingmar Lehmann" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_ingmar-lehmann.php?pn=678">Ingmar Lehmann</a></div><div><a target="_blank" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__I-favolosi-Numeri-di-Fibonacci-muzzio.php?pn=678" title="I (favolosi) Numeri di Fibonacci" style="font-weight:bold">I (favolosi) Numeri di Fibonacci</a></div></td></tr></table></div><br /><br />Fonte: http://daltonsminima.altervista.org/?p=25213<br />Vedi: http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.7465<br />]]></content:encoded>
<category domain='http://www.altrogiornale.org/news.php?cat.10'>Extra Terra</category>
<dc:creator>Richard</dc:creator>
<pubDate>Mon, 20 May 2013 12:37:19 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.altrogiornale.org/news.php?item.8567.10</guid>
</item>

<item>
<title>Angelina Jolie, “no certezze da test genetici su prevedibilità tumore seno”</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.8566.11</link>
<description><![CDATA[<img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/human-dna-276x300.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/><em class='bbcode italic'><strong class='bbcode bold'>"Prudenza, prudenza, prudenza". E l'invito che gli esperti fanno dopo il caso di mastectomia preventiva dell'attrice americana, a favore di controlli preventivi serrati, "che danno una possibilità di guarigione al 98%", nelle parole di Umberto Veronesi, in verità contestate da chi il cancro l'ha combattuto in prima persona sulla propria pelle<br /><br />di Elisabetta Ambrosi</strong></em><br /><br />Prudenza, prudenza, prudenza. E un invito fermo a non dimenticare l’efficacia di controlli preventivi serrati, “che danno una possibilità di guarigione al 98%”, nelle parole Umberto Veronesi in verità contestate da chi il cancro l’ha combattuto in prima persona sulla propria pelle (<a class='bbcode' href='http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/angelina-jolie-ha-fatto-scelta-legittima-ma-vero-nodo-rimane-ricerca-sulle-cure/596040/' >articolo di Stefania Prandi</a>). Dopo l’articolo sul New York Times di Angelina Jolie sulla sua mastectomia preventiva, gli esperti italiani si schierano su una linea di cautela. “Oggi c’è la tendenza a proporre alle pazienti la mastectomia preventiva con troppa leggerezza, ma si tratta di una scelta delicatissima da ponderare con grande attenzione”, spiega Riccardo Masetti, direttore del centro di senologia del Policlinico Gemelli di Roma.<br /><br />Gli fa eco Adriana Bonifacino, responsabilità dell’unità di senologia del Policlinico universitario Sant’Andrea di Roma. “Scelte come la mastectomia non vanno prese con la bacchetta magica, ma con l’aiuto di un team formato da oncologo, genetista e psicologo“. “Anche se il caso di Angelina Jolie ha il merito di aver sollevato un problema molto sentito in Italia”, continua, “su 46.000 tumori al seno all’anno nel nostro paese solo il 10-15% per cento, circa 5.000, ha un rischio molto alto di sviluppare la malattia. Ma anche chi è positivo al gene Brca1 può decidere di seguire uno stretto programma di controlli”.<br /><br />Mentre negli Stati Uniti i casi di rimozione preventiva del seno aumentano – dall’1,8% del 1998 al 4,5% del 2003 per entrambi i seni e dal 4,2 al 11% per un solo seno, secondo il “Journal of Clinical Oncology” – in Italia la maggioranza della comunità scientifica mette l’accento sui rischi di un intervento preventivo e, insieme, sulla complessità di una malattia come il tumore, dove i fattori scatenanti possono essere molteplici. “Non do giudizi nel merito delle singole scelte, ma va ricordato che anche dopo l’asportazione di seni e magari di ovaie il tumore può comunque manifestarsi altrove, ad esempio nella sfera genitale”, spiega l’oncologo romano Corrado Nunziata. “Inoltre, i test genetici non danno ancora certezze, anche perché non esiste un solo gene che interferisce su un sistema. Autopalpazione, mammografia e risonanza magnetica sono invece strumenti efficaci. Ma soprattutto, prima di un intervento di questo tipo bisognerebbe porsi alcune domande. Ad esempio: che conseguenze può avere l’asportazione di seno e ovaie in una donna di trent’anni? Forse occorrerebbe anche un lavoro individuale per capire da dove nasce la paura“.<br />E proprio sui gravi contraccolpi psicologici dopo interventi di questo tipo mette l’accento chi lavora da anni sulle emozioni legate alla malattia, e in particolare proprio sul cancro al seno. “È un tema complesso, ed è ovvio che l’ultima parola resta sempre al malato, ma è possibile ragionevolmente affermare che la decisione di togliere il seno in via preventiva risponde al tentativo di placare l’ansia e alla speranza di poter controllare tutto”, spiega la psicoanalista Marta Tibaldi, autrice del libro “Oltre il cancro” (Moretti&Vitali). “Purtroppo, la chirurgia non risponde a nessuno dei due obiettivi perché mentre l’ansia che arrivi un tumore in altre zone resta viva, il pensiero di avere tutto sotto controllo si rivela illusorio. Sarebbe molto utile da questo punto di vista poter riflettere insieme a una persona che ha uno sguardo più neutro, per prendere distanza dalla paura”.<br /><br />Da ex paziente oncologica, Tibaldi rivolge anche una critica verso i medici: “Quando avevo 18 anni, un medico mi propose, per una sola ciste al seno, di “togliere tutto”. Come se il seno fosse qualcosa che si può togliere senza conseguenze. Con un pizzico di provocazione, vorrei chiedere ai medici cosa proverebbero di fronte a chi li invita a eliminare i testicoli in via preventiva”. Un’ultima riflessione, infine, arriva anche sui bambini: “Da quello che risulta dalla lettera scritta sul New York Times, la Jolie motiva la sua scelta come difesa dei suoi figli”, conclude Tibaldi. “Ma io mi chiedo se un gesto simile non rischi, al contrario, di caricare i figli del peso emotivo della malattia, che richiederebbe invece un’elaborazione dell’angoscia e delle sue motivazioni profonde”.<br /><br />Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/angelina-jolie-esperti-invocano-prudenza-test-genetici-non-danno-certezze/595915/]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/human-dna-276x300.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/><em class='bbcode italic'><strong class='bbcode bold'>"Prudenza, prudenza, prudenza". E l'invito che gli esperti fanno dopo il caso di mastectomia preventiva dell'attrice americana, a favore di controlli preventivi serrati, "che danno una possibilità di guarigione al 98%", nelle parole di Umberto Veronesi, in verità contestate da chi il cancro l'ha combattuto in prima persona sulla propria pelle<br /><br />di Elisabetta Ambrosi</strong></em><br /><br />Prudenza, prudenza, prudenza. E un invito fermo a non dimenticare l’efficacia di controlli preventivi serrati, “che danno una possibilità di guarigione al 98%”, nelle parole Umberto Veronesi in verità contestate da chi il cancro l’ha combattuto in prima persona sulla propria pelle (<a class='bbcode' href='http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/angelina-jolie-ha-fatto-scelta-legittima-ma-vero-nodo-rimane-ricerca-sulle-cure/596040/' >articolo di Stefania Prandi</a>). Dopo l’articolo sul New York Times di Angelina Jolie sulla sua mastectomia preventiva, gli esperti italiani si schierano su una linea di cautela. “Oggi c’è la tendenza a proporre alle pazienti la mastectomia preventiva con troppa leggerezza, ma si tratta di una scelta delicatissima da ponderare con grande attenzione”, spiega Riccardo Masetti, direttore del centro di senologia del Policlinico Gemelli di Roma.<br /><br />Gli fa eco Adriana Bonifacino, responsabilità dell’unità di senologia del Policlinico universitario Sant’Andrea di Roma. “Scelte come la mastectomia non vanno prese con la bacchetta magica, ma con l’aiuto di un team formato da oncologo, genetista e psicologo“. “Anche se il caso di Angelina Jolie ha il merito di aver sollevato un problema molto sentito in Italia”, continua, “su 46.000 tumori al seno all’anno nel nostro paese solo il 10-15% per cento, circa 5.000, ha un rischio molto alto di sviluppare la malattia. Ma anche chi è positivo al gene Brca1 può decidere di seguire uno stretto programma di controlli”.<br /><br />Mentre negli Stati Uniti i casi di rimozione preventiva del seno aumentano – dall’1,8% del 1998 al 4,5% del 2003 per entrambi i seni e dal 4,2 al 11% per un solo seno, secondo il “Journal of Clinical Oncology” – in Italia la maggioranza della comunità scientifica mette l’accento sui rischi di un intervento preventivo e, insieme, sulla complessità di una malattia come il tumore, dove i fattori scatenanti possono essere molteplici. “Non do giudizi nel merito delle singole scelte, ma va ricordato che anche dopo l’asportazione di seni e magari di ovaie il tumore può comunque manifestarsi altrove, ad esempio nella sfera genitale”, spiega l’oncologo romano Corrado Nunziata. “Inoltre, i test genetici non danno ancora certezze, anche perché non esiste un solo gene che interferisce su un sistema. Autopalpazione, mammografia e risonanza magnetica sono invece strumenti efficaci. Ma soprattutto, prima di un intervento di questo tipo bisognerebbe porsi alcune domande. Ad esempio: che conseguenze può avere l’asportazione di seno e ovaie in una donna di trent’anni? Forse occorrerebbe anche un lavoro individuale per capire da dove nasce la paura“.<br />E proprio sui gravi contraccolpi psicologici dopo interventi di questo tipo mette l’accento chi lavora da anni sulle emozioni legate alla malattia, e in particolare proprio sul cancro al seno. “È un tema complesso, ed è ovvio che l’ultima parola resta sempre al malato, ma è possibile ragionevolmente affermare che la decisione di togliere il seno in via preventiva risponde al tentativo di placare l’ansia e alla speranza di poter controllare tutto”, spiega la psicoanalista Marta Tibaldi, autrice del libro “Oltre il cancro” (Moretti&Vitali). “Purtroppo, la chirurgia non risponde a nessuno dei due obiettivi perché mentre l’ansia che arrivi un tumore in altre zone resta viva, il pensiero di avere tutto sotto controllo si rivela illusorio. Sarebbe molto utile da questo punto di vista poter riflettere insieme a una persona che ha uno sguardo più neutro, per prendere distanza dalla paura”.<br /><br />Da ex paziente oncologica, Tibaldi rivolge anche una critica verso i medici: “Quando avevo 18 anni, un medico mi propose, per una sola ciste al seno, di “togliere tutto”. Come se il seno fosse qualcosa che si può togliere senza conseguenze. Con un pizzico di provocazione, vorrei chiedere ai medici cosa proverebbero di fronte a chi li invita a eliminare i testicoli in via preventiva”. Un’ultima riflessione, infine, arriva anche sui bambini: “Da quello che risulta dalla lettera scritta sul New York Times, la Jolie motiva la sua scelta come difesa dei suoi figli”, conclude Tibaldi. “Ma io mi chiedo se un gesto simile non rischi, al contrario, di caricare i figli del peso emotivo della malattia, che richiederebbe invece un’elaborazione dell’angoscia e delle sue motivazioni profonde”.<br /><br />Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/angelina-jolie-esperti-invocano-prudenza-test-genetici-non-danno-certezze/595915/]]></content:encoded>
<category domain='http://www.altrogiornale.org/news.php?cat.11'>Salute</category>
<dc:creator>Richard</dc:creator>
<pubDate>Sun, 19 May 2013 22:12:09 +0200</pubDate>
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</item>

<item>
<title>Celebrare l'Universo</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.8565.9</link>
<description><![CDATA[<img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/catseye.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/><strong class='bbcode bold'>di James Mullaney</strong><br /><br />Come astronomo ho passato la vita celebrando la bellezza, la potenza e la maestà del meraviglioso universo in cui viviamo e condividendo la mia gioia con il maggior numero di persone possibile. Questa è la motivazione per la quale ho prodotto il DVD, Celebrating the Universe! Studiando le letture di Cayce per preparare il mio libro Edgar Cayce and the Cosmos, sono rimasto colpito da due cose. Una è la conoscenza avanzata che Cayce mi dimostra in astronomia, cosmologia, fisica quantistica e campi relativi. L'altra è stata la potente emozione ed elevazione che spesso ho trovato nelle sue letture riguardanti la natura celeste. Eccovi alcuni esempi.<br /><br />Le letture di Cayce parlano della stella dorata Arturo per oltre 30 volte e la definiscono uno "stargate", un passaggio verso altre parti dell'universo e altri reami di coscienza:<br /><br /><em class='bbcode italic'>827-1 "Arturo, la meravigliosa, la bellissima! La luce splendente e gloriosa.."<br />5259-1 "E Arturo! Perchè l'entità è andata via ed è tornata con un proposito"</em><br /><br />Molti hanno ipotizzato che quando lasciamo la nostra dimora terrena, diveniamo stelle nei cieli. Queste due letture implicano che possa essere vero:<br /><br /><em class='bbcode italic'>1695-1 "E' vero che esiste una guida o guardiano per ogni entità o anima o una influenza sviluppante che può venire dalle attività dell'entità stessa come nuova stella nell'universo"<br />3954-1 "Voi potete seminare e lavorare, ma Dio fornisce la crescita. Egli aggiunge quelli che andrebbero aggiunti, dalle attività che vengono dalle loro opportunità, tali che sono degni di divenire stelle.."</em><br /><br />Le prossime due letture riguardano il nostro posto come "cittadini dell'universo" e non solo di questo piccolo pianeta (o "pallido punto blu" come Carl Sagan chiamava la Terra):<br /><br /><em class='bbcode italic'>2396-2 "Perchè l'universo venne portato in essere  come dimora delle anime dei bambini di Dio, di cui questa entità è parte per diritto di nascita"<br />281-16 "L'uomo può divenire, con il popolo dell'universo,  sovrano di una delle sfere attraverso cui l'anima passa nella sua esperienza."</em><br /><br />Fra gli altri, il famoso astronomo Johannes Kepler ha parlato spesso della "musica delle sfere". Così fece Edgar Cayce:<br /><em class='bbcode italic'>440-4 "Quindi entra in meditazione, nelle prime ore della mattina, quando il mondo è silenzioso, quando la musica delle sfere e le stelle del mattino cantano per la gloria del giorno in arrivo.."<br />539-2 "Ascolta la voce interiore, perchè è risvegliata alla musica delle sfere"</em><br /><br />Persino nello stato di veglia, Cayce aveva buona conoscenza dei fatti basilari dell'astronomia e sembrava in soggezione per la vastità del nostro meraviglioso universo, come evidenziano queste letture:<br /><em class='bbcode italic'>5749-3 "La Terra è solo un atomo nell'universo dei mondi!"<br />262-52 "Quindi troviamo mondi, soli, stelle, nebulose e interi sistemi stellari che si muovono da una prima causa!"</em><br /><br />Il nostro destino cosmico è tornare alle stelle da cui veniamo. Siamo letteralmente "figli delle stelle", siamo fatti di polveri stellari! Secondo Cayce, le stelle furono fatte per noi:<br /><em class='bbcode italic'>2830-2 "Ricordate, tutti questi pianeti, stelle, universi, sono stati fatti per l'entità.."<br />900-348 "Il corpo celestiale o corpo cosmico ha gli attributi del fisico unito al cosmico.."</em><br /><br />Queste letture lasciano pochi dubbi che il "Profeta Dormiente" abbia celebrato l'universo! Come affermo nella conclusione del mio libro, sicuramente Edgar Cayce ci attende su qualche mondo, in qualche forma, la fuori tra le luci nel cielo notturno.  Io personalmente non vedo l'ora di vederlo e di condividere la sua eccitazione. Come astronomo, ho almeno un paio di migliaia di domande da fargli sul cosmo!<br /><br /><em class='bbcode italic'><strong class='bbcode bold'>James Mullaney</strong>, FRAS, è uno scrittore di astronomia, conferenziere e consulente che ha pubblicato più di 700 articoli e otto libri sulla osservazione delle meraviglie del cielo, tra cui Edgar Cayce e il Cosmo e ha registrato oltre 20.000 ore di osservazione. Precedentemente Curatore del Planetario Buhl e dell'Istituto di Scienza Popolare di Pittsburgh e Direttore del Planetario di DuPont a USCA, ha lavorato come astronomo presso l'Osservatorio di Pittsburgh dell'Università di Allegheny e come redattore per la rivista Sky &amp; Telescope. Come uno dei contributi della pluripremiata serie di Carl Sagan "Cosmos" di PBS-TV, il suo lavoro ha ricevuto il riconoscimento nel corso degli anni da personaggi come Sir Arthur Clarke, Johnny Carson, e Ray Bradbury. La sua missione di 50 anni come "evangelista celeste" è stata quella di "Celebrare l'Universo!" - per spingere gli altri a guardare la maestà del cielo notturno e sperimentare personalmente la gioia di osservare le stelle. In riconoscimento del suo lavoro è stato eletto Fellow della prestigiosa Royal Astronomical Society di Londra.</em> <br /><br />Fonte: http://www.edgarcayce.org/are/blog.aspx?id=4645<br />Vedi: http://www.astronomia.com/2012/08/18/la-musica-finisce-e-nascono-le-stelle/<br /><br /><div style='text-align:center'><iframe width="450" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/7i5ka_tPV0I" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div><br />]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/catseye.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/><strong class='bbcode bold'>di James Mullaney</strong><br /><br />Come astronomo ho passato la vita celebrando la bellezza, la potenza e la maestà del meraviglioso universo in cui viviamo e condividendo la mia gioia con il maggior numero di persone possibile. Questa è la motivazione per la quale ho prodotto il DVD, Celebrating the Universe! Studiando le letture di Cayce per preparare il mio libro Edgar Cayce and the Cosmos, sono rimasto colpito da due cose. Una è la conoscenza avanzata che Cayce mi dimostra in astronomia, cosmologia, fisica quantistica e campi relativi. L'altra è stata la potente emozione ed elevazione che spesso ho trovato nelle sue letture riguardanti la natura celeste. Eccovi alcuni esempi.<br /><br />Le letture di Cayce parlano della stella dorata Arturo per oltre 30 volte e la definiscono uno "stargate", un passaggio verso altre parti dell'universo e altri reami di coscienza:<br /><br /><em class='bbcode italic'>827-1 "Arturo, la meravigliosa, la bellissima! La luce splendente e gloriosa.."<br />5259-1 "E Arturo! Perchè l'entità è andata via ed è tornata con un proposito"</em><br /><br />Molti hanno ipotizzato che quando lasciamo la nostra dimora terrena, diveniamo stelle nei cieli. Queste due letture implicano che possa essere vero:<br /><br /><em class='bbcode italic'>1695-1 "E' vero che esiste una guida o guardiano per ogni entità o anima o una influenza sviluppante che può venire dalle attività dell'entità stessa come nuova stella nell'universo"<br />3954-1 "Voi potete seminare e lavorare, ma Dio fornisce la crescita. Egli aggiunge quelli che andrebbero aggiunti, dalle attività che vengono dalle loro opportunità, tali che sono degni di divenire stelle.."</em><br /><br />Le prossime due letture riguardano il nostro posto come "cittadini dell'universo" e non solo di questo piccolo pianeta (o "pallido punto blu" come Carl Sagan chiamava la Terra):<br /><br /><em class='bbcode italic'>2396-2 "Perchè l'universo venne portato in essere  come dimora delle anime dei bambini di Dio, di cui questa entità è parte per diritto di nascita"<br />281-16 "L'uomo può divenire, con il popolo dell'universo,  sovrano di una delle sfere attraverso cui l'anima passa nella sua esperienza."</em><br /><br />Fra gli altri, il famoso astronomo Johannes Kepler ha parlato spesso della "musica delle sfere". Così fece Edgar Cayce:<br /><em class='bbcode italic'>440-4 "Quindi entra in meditazione, nelle prime ore della mattina, quando il mondo è silenzioso, quando la musica delle sfere e le stelle del mattino cantano per la gloria del giorno in arrivo.."<br />539-2 "Ascolta la voce interiore, perchè è risvegliata alla musica delle sfere"</em><br /><br />Persino nello stato di veglia, Cayce aveva buona conoscenza dei fatti basilari dell'astronomia e sembrava in soggezione per la vastità del nostro meraviglioso universo, come evidenziano queste letture:<br /><em class='bbcode italic'>5749-3 "La Terra è solo un atomo nell'universo dei mondi!"<br />262-52 "Quindi troviamo mondi, soli, stelle, nebulose e interi sistemi stellari che si muovono da una prima causa!"</em><br /><br />Il nostro destino cosmico è tornare alle stelle da cui veniamo. Siamo letteralmente "figli delle stelle", siamo fatti di polveri stellari! Secondo Cayce, le stelle furono fatte per noi:<br /><em class='bbcode italic'>2830-2 "Ricordate, tutti questi pianeti, stelle, universi, sono stati fatti per l'entità.."<br />900-348 "Il corpo celestiale o corpo cosmico ha gli attributi del fisico unito al cosmico.."</em><br /><br />Queste letture lasciano pochi dubbi che il "Profeta Dormiente" abbia celebrato l'universo! Come affermo nella conclusione del mio libro, sicuramente Edgar Cayce ci attende su qualche mondo, in qualche forma, la fuori tra le luci nel cielo notturno.  Io personalmente non vedo l'ora di vederlo e di condividere la sua eccitazione. Come astronomo, ho almeno un paio di migliaia di domande da fargli sul cosmo!<br /><br /><em class='bbcode italic'><strong class='bbcode bold'>James Mullaney</strong>, FRAS, è uno scrittore di astronomia, conferenziere e consulente che ha pubblicato più di 700 articoli e otto libri sulla osservazione delle meraviglie del cielo, tra cui Edgar Cayce e il Cosmo e ha registrato oltre 20.000 ore di osservazione. Precedentemente Curatore del Planetario Buhl e dell'Istituto di Scienza Popolare di Pittsburgh e Direttore del Planetario di DuPont a USCA, ha lavorato come astronomo presso l'Osservatorio di Pittsburgh dell'Università di Allegheny e come redattore per la rivista Sky &amp; Telescope. Come uno dei contributi della pluripremiata serie di Carl Sagan "Cosmos" di PBS-TV, il suo lavoro ha ricevuto il riconoscimento nel corso degli anni da personaggi come Sir Arthur Clarke, Johnny Carson, e Ray Bradbury. La sua missione di 50 anni come "evangelista celeste" è stata quella di "Celebrare l'Universo!" - per spingere gli altri a guardare la maestà del cielo notturno e sperimentare personalmente la gioia di osservare le stelle. In riconoscimento del suo lavoro è stato eletto Fellow della prestigiosa Royal Astronomical Society di Londra.</em> <br /><br />Fonte: http://www.edgarcayce.org/are/blog.aspx?id=4645<br />Vedi: http://www.astronomia.com/2012/08/18/la-musica-finisce-e-nascono-le-stelle/<br /><br /><div style='text-align:center'><iframe width="450" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/7i5ka_tPV0I" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div><br />]]></content:encoded>
<category domain='http://www.altrogiornale.org/news.php?cat.9'>Spirito</category>
<dc:creator>Richard</dc:creator>
<pubDate>Sun, 19 May 2013 08:48:45 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.altrogiornale.org/news.php?item.8565.9</guid>
</item>

<item>
<title>Riccardo Magnani"Leonardo da Vinci come nessuno mai vi racconterà"</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.8564.5</link>
<description><![CDATA[<strong class='bbcode bold'>Segnalato da farfalla5</strong><br /><br /><div style='text-align:center'><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/bP0QThc_I-g" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div><br /><br /><div style='text-align:center'><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/bM8SAH5GoSI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div><br />]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<strong class='bbcode bold'>Segnalato da farfalla5</strong><br /><br /><div style='text-align:center'><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/bP0QThc_I-g" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div><br /><br /><div style='text-align:center'><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/bM8SAH5GoSI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div><br />]]></content:encoded>
<category domain='http://www.altrogiornale.org/news.php?cat.5'>Filmati</category>
<dc:creator>Richard</dc:creator>
<pubDate>Sat, 18 May 2013 19:12:08 +0200</pubDate>
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<title>Il Caso TSARICHINA</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.8563.1</link>
<description><![CDATA[<div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/tsarich.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><strong class='bbcode bold'><a class='bbcode' href='http://gradientitemporali.wordpress.com/alcune-cose-su-di-me/' >di Littleflower</a></strong><br /><br />All’inizio degli anni '90 la Bulgaria si trovava nella peggior crisi economica della storia recente, e le persone cercavano speranza e un nuovo inizio. Forse questa situazione ha fatto si che fosse presa in considerazione una leggenda che parlava di un misterioso tesoro nascosto dal re Samuil nel sottosuolo della città di Tsarichina che si trova a 30 km da Sofia. Il ministero degli interni incaricò un reparto militare scelto di procedere nella ricerca. Nel 1990 i sensitivi bulgari Elisaveta Loginova, Dora Petkova e Dimitar Surakov furono reclutati per assistere i militari e insieme lanciarono un’operazione per rivelare il segreto che giaceva nelle profondità di Tsarichina. Ai sensitivi risultò però presto chiaro che in quella zona si trovava molto di più di un semplice tesoro, secondo i  chiaroveggenti Dimitar Surakov ed Eli Loginova, nelle profondità di Tsarichina, giaceva  lo scheletro del primo umano che aveva abitato il nostro pianeta: un androgino.<br /><br />Tralasciando questa parte, Eli indicò con una mappa il punto preciso dove si doveva scavare. Quindi, seguendo le sue istruzioni, fu scavato un tunnel di 168 m. a forma di spirale, senza usare nessun supporto (anni dopo, gli americani riuscirono a  brevettare questo metodo di scavo). Durante questa operazione le istruzioni vennero solo da Loginova. Solo quando i sensitivi ricevettero l’informazione che a distanza di sette metri avrebbero raggiunto lo scheletro di un alieno, l’oggetto fu “”congelato” e fu istituita una commissione per investigare il fenomeno Tsarichina. Gli appunti di Loginova (che erano scritti in forma geroglifica sotto la dettatura di una civiltà aliena), furono raccolti in un diario. Il Ministero della difesa attraverso il Generale Minchev organizzò un gruppo il cui scopo era di interpretare le informazioni ricevute da tutti i sensitivi e  registrarli parola per parola in un diario di lavoro del gruppo.<br /><br />Allo stesso tempo, mentre questo gruppo riceveva, documentava, sistemava e analizzava informazioni, si conduceva un lavoro di ricognizione: studio del territorio e raccolta di informazioni da parte della popolazione locale circa avvenimenti paranormali. Le informazioni ricevute con mezzi psicotronici, riguardavano  testi in vecchia lingua bulgara geroglifici, arabo, indiano, cinese del sud e scritte runiche. C’erano numeri come 1,2,3,4,5 etc, segni astrologici e pianeti come  pesci, giove, nettuno e capricorno. In particolare la contattista Loginova scrisse 800 pagine. Queste  informazioni furono diligentemente registrate e spedite per essere decodificate da specialisti locali e stranieri, mantenendo la regola della segretezza. Quello  che si riuscì a tradurre parlava di un evento avvenuto 2575 anni fa. Si menziona la civilizzazione che esisteva 8000 anni fa. Le informazioni date da Loginova dicevano che queste creature venivano dal pianeta Fotone. (Essi stessi sottolinearono il nome del pianeta Neutrinia che nel linguaggio umano può essere tradotto in luce, fotone), che fu distrutto. Questi esseri in Tsarichina sono parte della razza suprema da cui derivano gli esseri umani.<br /><br />Il colonnello Tzvetko Kanev, che fece parte del gruppo di ricerca, ha rivelato che durante gli scavi vennero  in contatto con una grossa pietra rettangolare che fu definita da Loginava una barriera di protezione biologica e che la sua distruzione avrebbe provacato gravissimi rischi. Continuando gli scavi in profondità, incontrarono un’altra barriera, una lastra di forma concava e nel muro di  destra  si poteva vedere che i mattoni  del muro erano assemblati per formare una figura umanoide. Il colonnello disse che un collega provò più volte a penetrare una zona particolare, ma fu fermato da un “muro invisibile”. Dai frammenti di informazioni disponibili non manipolate, divenne chiaro che i partecipanti all’operazione “Sun Ray”, avevano fatto incredibili scoperte e avevano avuto degli incidenti misteriosi causati dall’ostilità di  una tecnologia a loro non familiare e dall’attività di un'intelligenza, molto superiore alla nostra visione limitata dell’evoluzione della vita nell’Universo. Tutta la documentazione fu sequestrata e sparì misteriosamente. Presto fu terminato lo scavo e il 19 novembre 1992 il buco di Tsarichina è stato sigillato con tonnellate di  pietre e cemento.<br /><br />Alcuni anni dopo il ministro della difesa Nikolay Svinarov ammise che i documenti furono spediti all’estero. Se si fossero ottenute informazioni sui primi abitanti della Terra, avremmo dovuto   cambiare completamente la nostra idea sull’evoluzione. <br /><br />Estratto da un’intervista con Loginova:<br /><br />Durante gli scavi, incontrasti Vanga (una delle chiaroveggenti bulgare più famose) e le vostre conversazioni sono state registrate in audiocassetta, E’ vero che lei vi disse di non scavare oltre?<br /><br />Questo non è vero. La nostra conversazione con Vanga durò un ora. Lei non ha mai detto di non scavare. Al contrario. Lei “vedeva” quello che stavamo cercando. Io ero convinta che noi stessimo andando dritti nel tunnel e che i miei scritti non fossero solo frutto di paranoia. Mi divenne chiaro che i geroglifici che scrivevo erano testi, non solo dei bei scarabocchi, come sostenevano lo storico Bozhidar Dimitrov e il Prof. Dimitar Ovcharov.  Essi dissero che io avevo creato una nuova scrittura. La trascrizione della nostra conversazione con Vanga è tenuta dal ministro della Difesa,  come tutti gli altri documenti. Io ricordavo poche parole. Vanga ci chiamava per nome. Lei disse al Generale Dinev: “Bene Luubcho, che cosa stai cercando? Non è uomo nè donna. Scimmia gialla! Perché ti serve? Lei ha anche detto che noi eravamo a circa un centinaio di metri, perché lei ci chiese di portare della terra con noi. Lei disse che ci sarebbe stato un momento in cui sarei stata in grado di decifrare i testi che stavo scrivendo.<br /><br />Qui di seguito uno speciale apparso su una tv bulgara (purtroppo ancora senza sottotitoli), nel quale si parla del caso tsarichina. Interessante l’abbinamento nella stessa trasmissione di un esperimento con il fisico Minev che dimostra l’interazione del plasma con il campo elettro- magnetico umano: <br /><br /><div style='text-align:center'><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/c5p8WiBSi6I" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div><br /><br /><strong class='bbcode bold'>Approfondimenti su Tsarichina:</strong> http://gradientitemporali.wordpress.com/il-caso-tsarichina/ http://cunnetwork.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=9033445 http://www.wieninternational.at/en/aktuell/mysterious-excavations-in-tsarichina-en http://paper.standartnews.com/bg/article.php?article=283643<br />]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div style='text-align:center'><img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/tsarich.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><strong class='bbcode bold'><a class='bbcode' href='http://gradientitemporali.wordpress.com/alcune-cose-su-di-me/' >di Littleflower</a></strong><br /><br />All’inizio degli anni '90 la Bulgaria si trovava nella peggior crisi economica della storia recente, e le persone cercavano speranza e un nuovo inizio. Forse questa situazione ha fatto si che fosse presa in considerazione una leggenda che parlava di un misterioso tesoro nascosto dal re Samuil nel sottosuolo della città di Tsarichina che si trova a 30 km da Sofia. Il ministero degli interni incaricò un reparto militare scelto di procedere nella ricerca. Nel 1990 i sensitivi bulgari Elisaveta Loginova, Dora Petkova e Dimitar Surakov furono reclutati per assistere i militari e insieme lanciarono un’operazione per rivelare il segreto che giaceva nelle profondità di Tsarichina. Ai sensitivi risultò però presto chiaro che in quella zona si trovava molto di più di un semplice tesoro, secondo i  chiaroveggenti Dimitar Surakov ed Eli Loginova, nelle profondità di Tsarichina, giaceva  lo scheletro del primo umano che aveva abitato il nostro pianeta: un androgino.<br /><br />Tralasciando questa parte, Eli indicò con una mappa il punto preciso dove si doveva scavare. Quindi, seguendo le sue istruzioni, fu scavato un tunnel di 168 m. a forma di spirale, senza usare nessun supporto (anni dopo, gli americani riuscirono a  brevettare questo metodo di scavo). Durante questa operazione le istruzioni vennero solo da Loginova. Solo quando i sensitivi ricevettero l’informazione che a distanza di sette metri avrebbero raggiunto lo scheletro di un alieno, l’oggetto fu “”congelato” e fu istituita una commissione per investigare il fenomeno Tsarichina. Gli appunti di Loginova (che erano scritti in forma geroglifica sotto la dettatura di una civiltà aliena), furono raccolti in un diario. Il Ministero della difesa attraverso il Generale Minchev organizzò un gruppo il cui scopo era di interpretare le informazioni ricevute da tutti i sensitivi e  registrarli parola per parola in un diario di lavoro del gruppo.<br /><br />Allo stesso tempo, mentre questo gruppo riceveva, documentava, sistemava e analizzava informazioni, si conduceva un lavoro di ricognizione: studio del territorio e raccolta di informazioni da parte della popolazione locale circa avvenimenti paranormali. Le informazioni ricevute con mezzi psicotronici, riguardavano  testi in vecchia lingua bulgara geroglifici, arabo, indiano, cinese del sud e scritte runiche. C’erano numeri come 1,2,3,4,5 etc, segni astrologici e pianeti come  pesci, giove, nettuno e capricorno. In particolare la contattista Loginova scrisse 800 pagine. Queste  informazioni furono diligentemente registrate e spedite per essere decodificate da specialisti locali e stranieri, mantenendo la regola della segretezza. Quello  che si riuscì a tradurre parlava di un evento avvenuto 2575 anni fa. Si menziona la civilizzazione che esisteva 8000 anni fa. Le informazioni date da Loginova dicevano che queste creature venivano dal pianeta Fotone. (Essi stessi sottolinearono il nome del pianeta Neutrinia che nel linguaggio umano può essere tradotto in luce, fotone), che fu distrutto. Questi esseri in Tsarichina sono parte della razza suprema da cui derivano gli esseri umani.<br /><br />Il colonnello Tzvetko Kanev, che fece parte del gruppo di ricerca, ha rivelato che durante gli scavi vennero  in contatto con una grossa pietra rettangolare che fu definita da Loginava una barriera di protezione biologica e che la sua distruzione avrebbe provacato gravissimi rischi. Continuando gli scavi in profondità, incontrarono un’altra barriera, una lastra di forma concava e nel muro di  destra  si poteva vedere che i mattoni  del muro erano assemblati per formare una figura umanoide. Il colonnello disse che un collega provò più volte a penetrare una zona particolare, ma fu fermato da un “muro invisibile”. Dai frammenti di informazioni disponibili non manipolate, divenne chiaro che i partecipanti all’operazione “Sun Ray”, avevano fatto incredibili scoperte e avevano avuto degli incidenti misteriosi causati dall’ostilità di  una tecnologia a loro non familiare e dall’attività di un'intelligenza, molto superiore alla nostra visione limitata dell’evoluzione della vita nell’Universo. Tutta la documentazione fu sequestrata e sparì misteriosamente. Presto fu terminato lo scavo e il 19 novembre 1992 il buco di Tsarichina è stato sigillato con tonnellate di  pietre e cemento.<br /><br />Alcuni anni dopo il ministro della difesa Nikolay Svinarov ammise che i documenti furono spediti all’estero. Se si fossero ottenute informazioni sui primi abitanti della Terra, avremmo dovuto   cambiare completamente la nostra idea sull’evoluzione. <br /><br />Estratto da un’intervista con Loginova:<br /><br />Durante gli scavi, incontrasti Vanga (una delle chiaroveggenti bulgare più famose) e le vostre conversazioni sono state registrate in audiocassetta, E’ vero che lei vi disse di non scavare oltre?<br /><br />Questo non è vero. La nostra conversazione con Vanga durò un ora. Lei non ha mai detto di non scavare. Al contrario. Lei “vedeva” quello che stavamo cercando. Io ero convinta che noi stessimo andando dritti nel tunnel e che i miei scritti non fossero solo frutto di paranoia. Mi divenne chiaro che i geroglifici che scrivevo erano testi, non solo dei bei scarabocchi, come sostenevano lo storico Bozhidar Dimitrov e il Prof. Dimitar Ovcharov.  Essi dissero che io avevo creato una nuova scrittura. La trascrizione della nostra conversazione con Vanga è tenuta dal ministro della Difesa,  come tutti gli altri documenti. Io ricordavo poche parole. Vanga ci chiamava per nome. Lei disse al Generale Dinev: “Bene Luubcho, che cosa stai cercando? Non è uomo nè donna. Scimmia gialla! Perché ti serve? Lei ha anche detto che noi eravamo a circa un centinaio di metri, perché lei ci chiese di portare della terra con noi. Lei disse che ci sarebbe stato un momento in cui sarei stata in grado di decifrare i testi che stavo scrivendo.<br /><br />Qui di seguito uno speciale apparso su una tv bulgara (purtroppo ancora senza sottotitoli), nel quale si parla del caso tsarichina. Interessante l’abbinamento nella stessa trasmissione di un esperimento con il fisico Minev che dimostra l’interazione del plasma con il campo elettro- magnetico umano: <br /><br /><div style='text-align:center'><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/c5p8WiBSi6I" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div><br /><br /><strong class='bbcode bold'>Approfondimenti su Tsarichina:</strong> http://gradientitemporali.wordpress.com/il-caso-tsarichina/ http://cunnetwork.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=9033445 http://www.wieninternational.at/en/aktuell/mysterious-excavations-in-tsarichina-en http://paper.standartnews.com/bg/article.php?article=283643<br />]]></content:encoded>
<category domain='http://www.altrogiornale.org/news.php?cat.1'>Misteri</category>
<dc:creator>Richard</dc:creator>
<pubDate>Sat, 18 May 2013 15:21:50 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.altrogiornale.org/news.php?item.8563.1</guid>
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<item>
<title>L’esplosione di una supernova prevista con 15 giorni d’anticipo: merito di un team di ricercatori italiani</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.8562.10</link>
<description><![CDATA[<img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/gamma.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/><strong class='bbcode bold'>Segnalato da Leonardo</strong><br /><br /><strong class='bbcode bold'>di Renato Sansone</strong><br /><br />Un gruppo di giovani ricercatori e studenti sotto la direzione scientifica del prof. Remo Ruffini e appartenenti al dottorato internazionale di Astrofisica Relativistica dell’International Centre for Relativistic Astrophysics (ICRA) basato presso l’università di Roma La Sapienza, è stato in grado di prevedere, con 15 giorni di anticipo, l’esplosione di una supernova. Lo rende noto il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ricordando che è la prima volta nella storia dell’astrofisica e dell’astronomia che si è in grado di prevedere un simile fenomeno. La stella che ha originato la Supernova faceva parte di un sistema binario, la cui stella compagna era una stella di neutroni. L’innesco dell’esplosione della Supernova ha generato trasferimento di massa stellare sulla stella compagna, che è collassata trasformandosi in un ‘Buco nero’, ed emettendo un Gamma Ray Burst (GRB). Tale fenomeno è stato osservato dai telescopi satellitari intorno alla terra. L’intuizione scientifica italiana è stata comprendere la relazione tra tale lampo di raggi gamma (GRB) e l’innesco dell’esplosione della Supernova (Induced Gravitational Collapse IGC). Sulla base della comprensione di tale fenomeno, e tenendo conto che l’evoluzione della Supernova per arrivare al suo massimo splendore, per quella classe di stella avrebbe richiesto circa 15 giorni, il prof. Ruffini ed il suo gruppo hanno allertato tutti gli osservatori.<br /><br />La conferma della scoperta è giunta in Italia la notte scorsa. Il fenomeno è stato infatti confermato alle ore 21:21:33 GMT (22:21 ora italiana) del 14 maggio, dal Gran Telescopio Canarias (GTC), e ricevuta dalla dottoressa Anna Penacchioni, studentessa del Dottorato internazionale Icranet a Roma. Il fenomeno, in realtà avvenuto 10 miliardi di anni fa nelle fasi primordiali dell’universo, è stato osservabile solamente ieri notte, nella direzione della costellazione del Leone, perchè la luce dell’esplosione ha impiegato 10 miliardi di anni per raggiungere la terra. Tale fenomeno è avvenuto dunque ben 5 miliardi di anni prima della nascita del nostro sistema solare. Il ministro per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Maria Chiara Carrozza, informata nelle prime ore del mattino della scoperta, ha espresso “grande soddisfazione per questo eccezionale risultato, inedito nella storia dell`astrofisica, che non solo premia il talento dei ricercatori italiani ma anche indica al nostro paese la giusta via da seguire, investire sulla ricerca. Una via – ha concluso il ministro – che quando viene seguita, come ha fatto il Miur sostenendo anche finanziariamente il progetto Icra, si rivela non solo portatrice di grande prestigio per il nostro paese nel mondo ma anche una diretta e concreta possibilità per il sistema-Italia di ricadute anche economiche in una situazione ancora assai difficile.<br /><br />Immagine: crediti - NASA<br />Fonte: http://www.meteoweb.eu/2013/05/lesplosione-di-una-supernova-prevista-con-15-giorni-danticipo-merito-di-un-team-di-ricercatori-italiani/203112/<br />]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/gamma.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/><strong class='bbcode bold'>Segnalato da Leonardo</strong><br /><br /><strong class='bbcode bold'>di Renato Sansone</strong><br /><br />Un gruppo di giovani ricercatori e studenti sotto la direzione scientifica del prof. Remo Ruffini e appartenenti al dottorato internazionale di Astrofisica Relativistica dell’International Centre for Relativistic Astrophysics (ICRA) basato presso l’università di Roma La Sapienza, è stato in grado di prevedere, con 15 giorni di anticipo, l’esplosione di una supernova. Lo rende noto il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ricordando che è la prima volta nella storia dell’astrofisica e dell’astronomia che si è in grado di prevedere un simile fenomeno. La stella che ha originato la Supernova faceva parte di un sistema binario, la cui stella compagna era una stella di neutroni. L’innesco dell’esplosione della Supernova ha generato trasferimento di massa stellare sulla stella compagna, che è collassata trasformandosi in un ‘Buco nero’, ed emettendo un Gamma Ray Burst (GRB). Tale fenomeno è stato osservato dai telescopi satellitari intorno alla terra. L’intuizione scientifica italiana è stata comprendere la relazione tra tale lampo di raggi gamma (GRB) e l’innesco dell’esplosione della Supernova (Induced Gravitational Collapse IGC). Sulla base della comprensione di tale fenomeno, e tenendo conto che l’evoluzione della Supernova per arrivare al suo massimo splendore, per quella classe di stella avrebbe richiesto circa 15 giorni, il prof. Ruffini ed il suo gruppo hanno allertato tutti gli osservatori.<br /><br />La conferma della scoperta è giunta in Italia la notte scorsa. Il fenomeno è stato infatti confermato alle ore 21:21:33 GMT (22:21 ora italiana) del 14 maggio, dal Gran Telescopio Canarias (GTC), e ricevuta dalla dottoressa Anna Penacchioni, studentessa del Dottorato internazionale Icranet a Roma. Il fenomeno, in realtà avvenuto 10 miliardi di anni fa nelle fasi primordiali dell’universo, è stato osservabile solamente ieri notte, nella direzione della costellazione del Leone, perchè la luce dell’esplosione ha impiegato 10 miliardi di anni per raggiungere la terra. Tale fenomeno è avvenuto dunque ben 5 miliardi di anni prima della nascita del nostro sistema solare. Il ministro per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Maria Chiara Carrozza, informata nelle prime ore del mattino della scoperta, ha espresso “grande soddisfazione per questo eccezionale risultato, inedito nella storia dell`astrofisica, che non solo premia il talento dei ricercatori italiani ma anche indica al nostro paese la giusta via da seguire, investire sulla ricerca. Una via – ha concluso il ministro – che quando viene seguita, come ha fatto il Miur sostenendo anche finanziariamente il progetto Icra, si rivela non solo portatrice di grande prestigio per il nostro paese nel mondo ma anche una diretta e concreta possibilità per il sistema-Italia di ricadute anche economiche in una situazione ancora assai difficile.<br /><br />Immagine: crediti - NASA<br />Fonte: http://www.meteoweb.eu/2013/05/lesplosione-di-una-supernova-prevista-con-15-giorni-danticipo-merito-di-un-team-di-ricercatori-italiani/203112/<br />]]></content:encoded>
<category domain='http://www.altrogiornale.org/news.php?cat.10'>Extra Terra</category>
<dc:creator>Richard</dc:creator>
<pubDate>Sat, 18 May 2013 12:21:54 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.altrogiornale.org/news.php?item.8562.10</guid>
</item>

<item>
<title>L’acqua più antica del mondo</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.8561.7</link>
<description><![CDATA[<strong class='bbcode bold'>Segnalata da prixi</strong><br /><br /><em class='bbcode italic'>Una sacca d’acqua nelle viscere delle terre canadesi, custodita per oltre due miliardi e mezzo di anni a una profondità di 2,4 chilometri. È la scoperta di un team di ricercatori anglo-canadesi, che hanno ritrovato in Ontario quella che potrebbe essere l’acqua più antica del mondo.</em> <br /><br /><strong class='bbcode bold'>BRODO PRIMORDIALE? -</strong> La scoperta è stata riportata dalla prestigiosa rivista scientifica Nature: l’ipotesi degli scienziati è che in quest’acqua incontaminata da miliardi di anni possano trovarsi tracce delle sostanze che hanno permesso lo sviluppo della vita sul nostro pianeta: una sorta di “brodo primordiale” incontaminato che potrebbe anche risolvere l’enigma della vita su Marte. <br /><br /><strong class='bbcode bold'>QUANDO È COMPARSA LA VITA SULLA TERRA? -</strong> Secondo le prime ipotesi sviluppate dai ricercatori, questa scoperta potrebbe anche dimostrare che la vita sulla Terra sia comparsa prima di quanto supposto finora e il prezioso liquido rivelerebbe anche le capacità di sopravvivenza di alcuni microbi anche in assenza della luce e del calore forniti dal Sole, fornendo un’affascinante fotografia del nostro pianeta quando era ancora relativamente giovane.<br /><br />Fonte: http://www.giornalettismo.com/archives/933749/scoperta-lacqua-piu-antica-del-mondo/<br />]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<strong class='bbcode bold'>Segnalata da prixi</strong><br /><br /><em class='bbcode italic'>Una sacca d’acqua nelle viscere delle terre canadesi, custodita per oltre due miliardi e mezzo di anni a una profondità di 2,4 chilometri. È la scoperta di un team di ricercatori anglo-canadesi, che hanno ritrovato in Ontario quella che potrebbe essere l’acqua più antica del mondo.</em> <br /><br /><strong class='bbcode bold'>BRODO PRIMORDIALE? -</strong> La scoperta è stata riportata dalla prestigiosa rivista scientifica Nature: l’ipotesi degli scienziati è che in quest’acqua incontaminata da miliardi di anni possano trovarsi tracce delle sostanze che hanno permesso lo sviluppo della vita sul nostro pianeta: una sorta di “brodo primordiale” incontaminato che potrebbe anche risolvere l’enigma della vita su Marte. <br /><br /><strong class='bbcode bold'>QUANDO È COMPARSA LA VITA SULLA TERRA? -</strong> Secondo le prime ipotesi sviluppate dai ricercatori, questa scoperta potrebbe anche dimostrare che la vita sulla Terra sia comparsa prima di quanto supposto finora e il prezioso liquido rivelerebbe anche le capacità di sopravvivenza di alcuni microbi anche in assenza della luce e del calore forniti dal Sole, fornendo un’affascinante fotografia del nostro pianeta quando era ancora relativamente giovane.<br /><br />Fonte: http://www.giornalettismo.com/archives/933749/scoperta-lacqua-piu-antica-del-mondo/<br />]]></content:encoded>
<category domain='http://www.altrogiornale.org/news.php?cat.7'>Pianeta Terra</category>
<dc:creator>Richard</dc:creator>
<pubDate>Fri, 17 May 2013 17:32:10 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.altrogiornale.org/news.php?item.8561.7</guid>
</item>

<item>
<title>Che cos'è il neodarwinismo?</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.8560.7</link>
<description><![CDATA[<img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/dnaspace.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/><strong class='bbcode bold'>Cosa rimane oggi della teoria dell'evoluzione elaborata da Darwin nel 1859? Quali sono le attuali prospettive di ricerca sull'evoluzione della specie?<br /><br />Pietro Buffa</strong><br /><br />Da quando Charles Darwin (1809-1882) propose nel 1859 la sua ormai storica teoria sull'evoluzione delle specie per selezione naturale (1), essa cominciò sempre più ad influenzare il pensiero umano mettendo le basi ad una possibile visione alternativa a quella in vigore, che vedeva l'uomo come l'ultimo atto di un processo di creazione divina. La teoria fu elaborata dopo cinque anni di studi sui fossili ed una attenta osservazione delle specie viventi negli incontaminati habitat naturali della pampa argentina e delle isole Galapagos. Darwin riuscì ad estrarre in quegli anni una gigantesca mole di dati che lo portarono ad affermare come persino l'uomo moderno (Homo sapiens), al pari di tutte le altre specie viventi, doveva essere considerato come un prodotto dell'evoluzione. Il successivo ritrovamento dei resti fossili dell'uomo pleistocenico di Neanderthal (1856), a pochi anni dalla pubblicazione della sua teoria, gli dette ulteriore conferma. <br /><br />Per la chiesa, le nuove scoperte furono inaccettabili, subito viste come una minaccia a tutte quelle elaborazioni teologiche basate sul libro della genesi, secondo il quale, tutta l’umanità discenderebbe da una sola coppia di esseri umani già moderni, fatti ad immagine e somiglianza di un Dio creatore che, infondendo in loro un "alito di vita", li rese e ci rese differenti da ogni altra specie vivente. Darwin spodestava l'uomo dal suo piedistallo e, nonostante i forti attacchi e le numerose critiche alla sua teoria, il velato odore di una scoperta rivoluzionaria era ormai nell'aria, pronta a mettere l’uomo sulle razionali tracce della sua identità biologica, come mai prima di allora.<br /><br />Continue verifiche ed indagini scientifiche sempre più rigorose, hanno negli anni aiutato il darwinismo classico ad evolversi ed a superare molteplici contrasti che affliggevano specifici punti della famosa teoria. Il supporto di aree di studio come: la genomica, la biologia molecolare, la bioinformatica, la paleoantropologia, hanno ancora oggi un ruolo determinante nell’arricchire l’evoluzionismo di nuove conoscenze, spingendo gli studiosi del settore verso nuove direzioni (2, 3). La teoria di Darwin ha quindi lentamente lasciato il posto ad un programma di ricerca multidisciplinare, generalmente noto con il nome di neodarwinismo, con lo scopo di allargare la visione del problema, dargli l’ufficialità che merita e rivestirlo di una ormai necessaria base matematico-predittiva (4, 5).<br /><br />Oggi non disponiamo ancora di una teoria matematica generale che "catturi" l’essenza dei processi evolutivi della vita, ma diversi ed interessanti modelli matematici e computazionali stanno finalmente cominciando ad irrompere su riviste internazionali del settore, come spiega Gregory Chaitin nel suo recente libro “Darwin alla prova” (6). Il neodarwinismo è dunque oggi, la teoria bio-evoluzionistica più accreditata dalla scienza accademica internazionale ma, anche se, molti passi in avanti sono stati fatti nella comprensione del fenomeno, esiste ancora una forte opposizione ad esso da parte di alcuni ambiti, primo tra tutti quello religioso. Le gerarchie della chiesa cattolica hanno nel tempo ridefinito la loro posizione sui processi evolutivi della vita, accostando gli insegnamenti teologici alle più recenti scoperte scientifiche, nel tentativo di arricchire la conoscenza dell'uomo, senza dover per forza mettere in dubbio l'esistenza di Dio, tema più volte affrontato da papa Benedetto XVI (7).<br /><br />Diversamente è stato fatto dalle chiese protestanti che, maggiormente legate ad una interpretazione letterale della Bibbia, continuano ancora oggi la loro disperata lotta anti-evoluzionista, citando spesso vecchi modelli nel tentativo di mettere in discussione un intero programma di ricerca, per favorire una sempre meno sostenibile ipotesi creazionista, senza la quale, verrebbe a crollare l’infallibilità dei testi sacri. Il teologo evangelico Bruce K. Waltke, stimato biblista di fama internazionale, scrittore e professore in svariate università degli stati uniti, evidenziò anni fa la possibilità di una grave crisi per la chiesa evangelica americana, se questa non compirà alcuni passi in avanti verso la scienza. Se diversi dati in favore dell'evoluzione biologica sono ormai incontrovertibili, continuarne a negare la realtà renderà la chiesa protestante anomala, uno strano gruppo che non è in grado di interagire con il mondo, affermazione che costò al teologo Waltke la perdita della sua cattedra alla Reformed Theological Seminary (8).<br /><br />La più comune critica che, ancora oggi, viene fatta alla teoria bio-evoluzionistica è certamente paleontologica, dovuta alla non accuratezza della documentazione fossile a causa di uno scarso ritrovamento dei cosiddetti "anelli mancanti" che completerebbero le linee evolutive delle forme oggi viventi. Se tutti gli esseri viventi discendono da antenati comuni, come spiegava Darwin, attraverso l'instaurarsi di una successione di cambiamenti graduali volti ad un adattamento ambientale, si dovrebbero trovare milioni di "forme intermedie", intrappolate negli strati geologici. Ciò non è avvenuto come ci si aspettava e lo stesso Darwin era consapevole di questo punto debole quando, all'interno del suo trattato, scriveva le seguenti parole: "la geologia certamente non ci ha ancora rivelato questa catena graduale ed è questa la più facile ed insieme grave obbiezione che possa farsi alla mia teoria". <br /><br />Il darwinismo classico ci ha, infatti, sempre proposto un'evoluzione graduale delle specie viventi (gradualismo filetico), ma questa iniziale visione del processo evolutivo, insieme al vecchio concetto di "anello mancante" che si portava dietro, è stata da anni superata dalla ricerca accademica e sopravvive oggi esclusivamente nel dibattito parascientifico, nella cultura popolare e nelle critiche antievoluzionistiche da parte dei non addetti ai lavori. La documentazione fossile mostra che le specie viventi tendono a conservare le loro caratteristiche quasi inalterate per lunghissimi periodi di tempo (stasi), per poi cambiare improvvisamente, sotto la pressione di opportuni "motori di evoluzione" che operano insieme alla selezione naturale evidenziata da Darwin. I cambiamenti che portano alla formazione di nuove specie sono generalmente rapidi ed incisivi e le forme intermedie destinate ad una vita relativamente breve, per tal motivo, difficilmente ritrovabili nella documentazione fossile. Molte di queste evidenze fanno ormai parte del neodarwinismo e si contrappongono a quelle originariamente proposte da Darwin, a favore del fatto che l'evoluzione segua un andamento conforme agli equilibr punteggiati, modello sviluppato nel 1972 dai paleontologi Stephen J. Gould e Niles Eldredge (9, 10).<br /><br />La straordinaria rapidità che certi cambiamenti possono aver avuto anche nella nostra storia evolutiva è oggi oggetto di numerose indagini incrociate che riguardano, non soltanto i dati paleontologici in nostro possesso, ma anche quelli bio-molecolari. Il cervello, ovvero l’organo che più di tutti ci contraddistingue da ogni altra specie vivente ne è certamente uno esempio. La dimensione del cervello, nonché la sua sofisticazione, sono andati progressivamente aumentando con gli australopitecini fino alla nostra specie: 440 cc in Australopithecus africanus, 640 cc in Homo habilis, 940 cc in Homo erectus, 1230 cc in Homo sapiens. I ricercatori dell’Howard Hughes Medical Institute di Chicago hanno, nel 2004, pubblicato i risultati di uno studio che afferma come la straordinaria evoluzione che il cervello umano ha subito, sia il risultato di un "evento speciale" (11). <br /><br />Non si tratta di un miglioramento di ciò che c'era prima, bensì di una svolta radicale nella biologia umana la cui causa va ricercata all’interno del nostro DNA. La formazione del cervello è guidata nell’uomo dall’espressione di diversi geni, ma c’è una piccola sequenza di appena 118 basi, all’interno del cromosoma 20, che oggi sappiamo giocare un ruolo determinante durante lo sviluppo embrionale, producendo una massiccia migrazione neuronale, indispensabile alla formazione di un cervello veramente umano. Comparando questa regione con la medesima regione ritrovata anche nei primati non umani, i biologi si accorsero, nel 2005, di avere di fronte uno dei siti genomici in cui avvenne forse il più elevato tasso di cambiamenti molecolari (mutazioni) mai riscontrati nell’uomo. <br /><br />Nelle scimmie, la stessa regione si mostra povera di cambiamenti se confrontata con quella dei più vecchi vertebrati, a dimostrazione del fatto che la massiccia quantità di modificazioni, avvenne esclusivamente negli ominidi, attivando in tempi rapidi un importantissimo meccanismo molecolare che oggi sappiamo essere alla base dello sviluppo cerebrale. A questa piccola sequenza venne dato il nome di Human Accelerated Region 1 (HAR1) e fu catalogata come la prima di una serie di regioni genomiche specificatamente umane, nonché determinanti nel processo evolutivo di ominazione (12). Molti pilastri della storica teoria darwiniana sono ormai caduti, Darwin non sapeva neppure cosa fosse un gene e ignorava completamente i meccanismi alla base dell’ereditarietà, ma innegabilmente, quegli studi stanno conducendo i ricercatori verso nuove scoperte, sempre più vicine alla realtà del fenomeno. <br /><br />La teoria di Darwin era semplicemente ciò che doveva essere, una teoria, una complessa elaborazione di idee che si formano nella mente dell’uomo, dopo che questi ha attentamente e scrupolosamente osservato i fenomeni naturali ed i dati in suo possesso. Essa non è un dogma, qualche cosa di fisso ed immutabile valido una volta e per sempre, bensì uno strumento concettuale da sottoporre continuamente a verifica e credo sia questo sottile concetto di dinamismo a fare evolvere la scienza e con essa, il sapere umano.<br /><br /><div style='text-align:center'><table cellpadding="3" style="margin-bottom:30px"><tr><td align="center" valign="top" width="140"><a target="_blank" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__charles-darwin.php?pn=678" title="Charles Darwin" ><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/_big/c/charles-darwin_31957.jpg" width="122" height="160" alt="Charles Darwin" /></a></td><td><div><a target="_blank" class="autore" title="Giuseppe Montalenti" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_giuseppe-montalenti.php?pn=678">Giuseppe Montalenti</a></div><div><a target="_blank" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__charles-darwin.php?pn=678" title="Charles Darwin" style="font-weight:bold">Charles Darwin</a></div></td></tr></table></div><br /><br /><strong class='bbcode bold'>BIBBLIOGRAFIA</strong><br /><em class='bbcode italic'>1. C. Darwin, The Origin of Species by Means of Natural Selection. John Murray (1859)<br />2. D. Futuyma, Evolution. Sinauer Associates Inc (2009)<br />3. M. Ferraguti, C. Castellacci, Evoluzione: Modelli e processi. Pearson Italia (2011)<br />4. S. Gould, Challenges to Neo-Darwinism and Their Meaning for a Revised View of Human Consciousness. Cambridge University Lecture (1983)<br />5. A. Bazzani et al, Metodi matematici per la teoria dell'evoluzione. Springer (2011)<br />6. G. Chaitin, Proving Darwin: Making Biology Mathematical. Pantheon (2012)<br />7. Benedetto XVI, Creazione ed evoluzione: un convegno con papa Benedetto XVI a Castel Gandolfo. EDB (2007)<br />8. Jashik, Evangelical Scholar Forced Out After Endorsing Evolution. USA Today (2010)<br />9. N. Eldredge et al, Punctuated Equilibria: An Alternative to Philetic Gradualism. Paleobiology (1972)<br />10. S. Gould et al, Punctuated equilibria: the tempo and mode of evolution reconsidered. Paleobiology (1977)<br />11. Howard Hughes Medical Institute: http://www.hhmi.org/news/lahn3.html<br />12. K.S.Pollard et al, An RNA Gene Expressed During Cortical Development Evolved Rapidly in Humans. Nature (2006)</em><br /><br />Fonte: http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/che-cos-e-il-neodarwinismo.php]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/dnaspace.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/><strong class='bbcode bold'>Cosa rimane oggi della teoria dell'evoluzione elaborata da Darwin nel 1859? Quali sono le attuali prospettive di ricerca sull'evoluzione della specie?<br /><br />Pietro Buffa</strong><br /><br />Da quando Charles Darwin (1809-1882) propose nel 1859 la sua ormai storica teoria sull'evoluzione delle specie per selezione naturale (1), essa cominciò sempre più ad influenzare il pensiero umano mettendo le basi ad una possibile visione alternativa a quella in vigore, che vedeva l'uomo come l'ultimo atto di un processo di creazione divina. La teoria fu elaborata dopo cinque anni di studi sui fossili ed una attenta osservazione delle specie viventi negli incontaminati habitat naturali della pampa argentina e delle isole Galapagos. Darwin riuscì ad estrarre in quegli anni una gigantesca mole di dati che lo portarono ad affermare come persino l'uomo moderno (Homo sapiens), al pari di tutte le altre specie viventi, doveva essere considerato come un prodotto dell'evoluzione. Il successivo ritrovamento dei resti fossili dell'uomo pleistocenico di Neanderthal (1856), a pochi anni dalla pubblicazione della sua teoria, gli dette ulteriore conferma. <br /><br />Per la chiesa, le nuove scoperte furono inaccettabili, subito viste come una minaccia a tutte quelle elaborazioni teologiche basate sul libro della genesi, secondo il quale, tutta l’umanità discenderebbe da una sola coppia di esseri umani già moderni, fatti ad immagine e somiglianza di un Dio creatore che, infondendo in loro un "alito di vita", li rese e ci rese differenti da ogni altra specie vivente. Darwin spodestava l'uomo dal suo piedistallo e, nonostante i forti attacchi e le numerose critiche alla sua teoria, il velato odore di una scoperta rivoluzionaria era ormai nell'aria, pronta a mettere l’uomo sulle razionali tracce della sua identità biologica, come mai prima di allora.<br /><br />Continue verifiche ed indagini scientifiche sempre più rigorose, hanno negli anni aiutato il darwinismo classico ad evolversi ed a superare molteplici contrasti che affliggevano specifici punti della famosa teoria. Il supporto di aree di studio come: la genomica, la biologia molecolare, la bioinformatica, la paleoantropologia, hanno ancora oggi un ruolo determinante nell’arricchire l’evoluzionismo di nuove conoscenze, spingendo gli studiosi del settore verso nuove direzioni (2, 3). La teoria di Darwin ha quindi lentamente lasciato il posto ad un programma di ricerca multidisciplinare, generalmente noto con il nome di neodarwinismo, con lo scopo di allargare la visione del problema, dargli l’ufficialità che merita e rivestirlo di una ormai necessaria base matematico-predittiva (4, 5).<br /><br />Oggi non disponiamo ancora di una teoria matematica generale che "catturi" l’essenza dei processi evolutivi della vita, ma diversi ed interessanti modelli matematici e computazionali stanno finalmente cominciando ad irrompere su riviste internazionali del settore, come spiega Gregory Chaitin nel suo recente libro “Darwin alla prova” (6). Il neodarwinismo è dunque oggi, la teoria bio-evoluzionistica più accreditata dalla scienza accademica internazionale ma, anche se, molti passi in avanti sono stati fatti nella comprensione del fenomeno, esiste ancora una forte opposizione ad esso da parte di alcuni ambiti, primo tra tutti quello religioso. Le gerarchie della chiesa cattolica hanno nel tempo ridefinito la loro posizione sui processi evolutivi della vita, accostando gli insegnamenti teologici alle più recenti scoperte scientifiche, nel tentativo di arricchire la conoscenza dell'uomo, senza dover per forza mettere in dubbio l'esistenza di Dio, tema più volte affrontato da papa Benedetto XVI (7).<br /><br />Diversamente è stato fatto dalle chiese protestanti che, maggiormente legate ad una interpretazione letterale della Bibbia, continuano ancora oggi la loro disperata lotta anti-evoluzionista, citando spesso vecchi modelli nel tentativo di mettere in discussione un intero programma di ricerca, per favorire una sempre meno sostenibile ipotesi creazionista, senza la quale, verrebbe a crollare l’infallibilità dei testi sacri. Il teologo evangelico Bruce K. Waltke, stimato biblista di fama internazionale, scrittore e professore in svariate università degli stati uniti, evidenziò anni fa la possibilità di una grave crisi per la chiesa evangelica americana, se questa non compirà alcuni passi in avanti verso la scienza. Se diversi dati in favore dell'evoluzione biologica sono ormai incontrovertibili, continuarne a negare la realtà renderà la chiesa protestante anomala, uno strano gruppo che non è in grado di interagire con il mondo, affermazione che costò al teologo Waltke la perdita della sua cattedra alla Reformed Theological Seminary (8).<br /><br />La più comune critica che, ancora oggi, viene fatta alla teoria bio-evoluzionistica è certamente paleontologica, dovuta alla non accuratezza della documentazione fossile a causa di uno scarso ritrovamento dei cosiddetti "anelli mancanti" che completerebbero le linee evolutive delle forme oggi viventi. Se tutti gli esseri viventi discendono da antenati comuni, come spiegava Darwin, attraverso l'instaurarsi di una successione di cambiamenti graduali volti ad un adattamento ambientale, si dovrebbero trovare milioni di "forme intermedie", intrappolate negli strati geologici. Ciò non è avvenuto come ci si aspettava e lo stesso Darwin era consapevole di questo punto debole quando, all'interno del suo trattato, scriveva le seguenti parole: "la geologia certamente non ci ha ancora rivelato questa catena graduale ed è questa la più facile ed insieme grave obbiezione che possa farsi alla mia teoria". <br /><br />Il darwinismo classico ci ha, infatti, sempre proposto un'evoluzione graduale delle specie viventi (gradualismo filetico), ma questa iniziale visione del processo evolutivo, insieme al vecchio concetto di "anello mancante" che si portava dietro, è stata da anni superata dalla ricerca accademica e sopravvive oggi esclusivamente nel dibattito parascientifico, nella cultura popolare e nelle critiche antievoluzionistiche da parte dei non addetti ai lavori. La documentazione fossile mostra che le specie viventi tendono a conservare le loro caratteristiche quasi inalterate per lunghissimi periodi di tempo (stasi), per poi cambiare improvvisamente, sotto la pressione di opportuni "motori di evoluzione" che operano insieme alla selezione naturale evidenziata da Darwin. I cambiamenti che portano alla formazione di nuove specie sono generalmente rapidi ed incisivi e le forme intermedie destinate ad una vita relativamente breve, per tal motivo, difficilmente ritrovabili nella documentazione fossile. Molte di queste evidenze fanno ormai parte del neodarwinismo e si contrappongono a quelle originariamente proposte da Darwin, a favore del fatto che l'evoluzione segua un andamento conforme agli equilibr punteggiati, modello sviluppato nel 1972 dai paleontologi Stephen J. Gould e Niles Eldredge (9, 10).<br /><br />La straordinaria rapidità che certi cambiamenti possono aver avuto anche nella nostra storia evolutiva è oggi oggetto di numerose indagini incrociate che riguardano, non soltanto i dati paleontologici in nostro possesso, ma anche quelli bio-molecolari. Il cervello, ovvero l’organo che più di tutti ci contraddistingue da ogni altra specie vivente ne è certamente uno esempio. La dimensione del cervello, nonché la sua sofisticazione, sono andati progressivamente aumentando con gli australopitecini fino alla nostra specie: 440 cc in Australopithecus africanus, 640 cc in Homo habilis, 940 cc in Homo erectus, 1230 cc in Homo sapiens. I ricercatori dell’Howard Hughes Medical Institute di Chicago hanno, nel 2004, pubblicato i risultati di uno studio che afferma come la straordinaria evoluzione che il cervello umano ha subito, sia il risultato di un "evento speciale" (11). <br /><br />Non si tratta di un miglioramento di ciò che c'era prima, bensì di una svolta radicale nella biologia umana la cui causa va ricercata all’interno del nostro DNA. La formazione del cervello è guidata nell’uomo dall’espressione di diversi geni, ma c’è una piccola sequenza di appena 118 basi, all’interno del cromosoma 20, che oggi sappiamo giocare un ruolo determinante durante lo sviluppo embrionale, producendo una massiccia migrazione neuronale, indispensabile alla formazione di un cervello veramente umano. Comparando questa regione con la medesima regione ritrovata anche nei primati non umani, i biologi si accorsero, nel 2005, di avere di fronte uno dei siti genomici in cui avvenne forse il più elevato tasso di cambiamenti molecolari (mutazioni) mai riscontrati nell’uomo. <br /><br />Nelle scimmie, la stessa regione si mostra povera di cambiamenti se confrontata con quella dei più vecchi vertebrati, a dimostrazione del fatto che la massiccia quantità di modificazioni, avvenne esclusivamente negli ominidi, attivando in tempi rapidi un importantissimo meccanismo molecolare che oggi sappiamo essere alla base dello sviluppo cerebrale. A questa piccola sequenza venne dato il nome di Human Accelerated Region 1 (HAR1) e fu catalogata come la prima di una serie di regioni genomiche specificatamente umane, nonché determinanti nel processo evolutivo di ominazione (12). Molti pilastri della storica teoria darwiniana sono ormai caduti, Darwin non sapeva neppure cosa fosse un gene e ignorava completamente i meccanismi alla base dell’ereditarietà, ma innegabilmente, quegli studi stanno conducendo i ricercatori verso nuove scoperte, sempre più vicine alla realtà del fenomeno. <br /><br />La teoria di Darwin era semplicemente ciò che doveva essere, una teoria, una complessa elaborazione di idee che si formano nella mente dell’uomo, dopo che questi ha attentamente e scrupolosamente osservato i fenomeni naturali ed i dati in suo possesso. Essa non è un dogma, qualche cosa di fisso ed immutabile valido una volta e per sempre, bensì uno strumento concettuale da sottoporre continuamente a verifica e credo sia questo sottile concetto di dinamismo a fare evolvere la scienza e con essa, il sapere umano.<br /><br /><div style='text-align:center'><table cellpadding="3" style="margin-bottom:30px"><tr><td align="center" valign="top" width="140"><a target="_blank" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__charles-darwin.php?pn=678" title="Charles Darwin" ><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/_big/c/charles-darwin_31957.jpg" width="122" height="160" alt="Charles Darwin" /></a></td><td><div><a target="_blank" class="autore" title="Giuseppe Montalenti" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_giuseppe-montalenti.php?pn=678">Giuseppe Montalenti</a></div><div><a target="_blank" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__charles-darwin.php?pn=678" title="Charles Darwin" style="font-weight:bold">Charles Darwin</a></div></td></tr></table></div><br /><br /><strong class='bbcode bold'>BIBBLIOGRAFIA</strong><br /><em class='bbcode italic'>1. C. Darwin, The Origin of Species by Means of Natural Selection. John Murray (1859)<br />2. D. Futuyma, Evolution. Sinauer Associates Inc (2009)<br />3. M. Ferraguti, C. Castellacci, Evoluzione: Modelli e processi. Pearson Italia (2011)<br />4. S. Gould, Challenges to Neo-Darwinism and Their Meaning for a Revised View of Human Consciousness. Cambridge University Lecture (1983)<br />5. A. Bazzani et al, Metodi matematici per la teoria dell'evoluzione. Springer (2011)<br />6. G. Chaitin, Proving Darwin: Making Biology Mathematical. Pantheon (2012)<br />7. Benedetto XVI, Creazione ed evoluzione: un convegno con papa Benedetto XVI a Castel Gandolfo. EDB (2007)<br />8. Jashik, Evangelical Scholar Forced Out After Endorsing Evolution. USA Today (2010)<br />9. N. Eldredge et al, Punctuated Equilibria: An Alternative to Philetic Gradualism. Paleobiology (1972)<br />10. S. Gould et al, Punctuated equilibria: the tempo and mode of evolution reconsidered. Paleobiology (1977)<br />11. Howard Hughes Medical Institute: http://www.hhmi.org/news/lahn3.html<br />12. K.S.Pollard et al, An RNA Gene Expressed During Cortical Development Evolved Rapidly in Humans. Nature (2006)</em><br /><br />Fonte: http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/che-cos-e-il-neodarwinismo.php]]></content:encoded>
<category domain='http://www.altrogiornale.org/news.php?cat.7'>Pianeta Terra</category>
<dc:creator>Richard</dc:creator>
<pubDate>Fri, 17 May 2013 12:16:31 +0200</pubDate>
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