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				<title>ALTRO GIORNALE - News - Cover-up - Informazione alternativa - Mistero  : News > Misteri</title>
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				<description>News, cover-up e informazione alternativa.</description>

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				<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 05:27:05 +0200</pubDate>
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						<title>L’antico DNA e l’Atlantide di Cayce</title>
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<description><![CDATA[<img src="http://img841.imageshack.us/img841/5894/edgarcayceatlantis1.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/>Le letture di Cayce determinano il periodo storico a cui appartiene Atlantide ad oltre 200000 anni fa e l’antica Lemuria a 12 milioni di anni fa, ma i fossili del cromosoma Y fanno risalire il primo maschio Homo sapiens solo a circa 150 000 anni fa. Ogni essere vivente simile agli umani precedente a questo periodo, tecnicamente non sarebbe stato Homo sapiens, quindi non come noi.<br />       Le letture di Cayce riconoscono la traccia genetica: “Abbiamo nella legge della terra … ciò che è ereditario dalla discendenza di un corpo.” (541-1) Ma secondo Cayce, gli atlantidei non erano umani! In realtà, la descrizione di Cayce di corpi atlantidei non si avvicina nemmeno lontanamente a qualsiasi fossile trovato su questo pianeta.<br /><br />       Descrisse il corpo atlantideo come un “corpo pensiero” che “gradualmente prese forma”. (364-3 e -11) Alcuni dei corpi che descrisse provengono direttamente dalla mitologia umana! Erano corpi di forma-pensiero con parti animali, che creavano creature leggendarie come centauri, gorgoni (creature alate femminili con serpenti come capelli), furie (donne-uccello con serpenti come capelli), sirene (donne-uccello con voci ammalianti), satiri (uomini-caproni), arpie (donne-uccello sgradevoli), ciclopi (giganti con un solo occhio), sirene e tritoni (uomini e donne pesce), Nefilim (giganti – Genesi 6) e così via.<br /><br />       Vi furono anche quelli che non avevano parti animali, ma erano comunque “corpi-pensiero proiettati”. Oltre a questi corpi-pensiero simili agli umani c’erano i “Figli delle Forze Creative” con poteri divini, femminili e maschili (364-11, Genesi 6). Cayce disse: “la fisionomia fu quella di una testa piena con un occhio in più.” Spiegò che l’occhio poteva spostarsi nel corpo e apparire, se necessario, sul retro della testa oppure nel palmo della mano. Aggiunse: “Questi assunsero molte dimensioni per quanto riguarda la statura, da ciò che può essere chiamato nano fino ai giganti – perché in quei giorni ci furono i giganti sulla terra, uomini alti (come lo si direbbe oggi) dai 3 ai 4 metri di statura e in proporzione – ben proporzionati in ogni parte.” (364-11)<br /><br />       I nostri scienziati non hanno trovato alcuni resti mortali delle creature mitiche né alcuni “corpi-pensiero”, probabilmente perché il pensiero non si lascia dietro delle ossa! Però hanno trovato dei corpi giganti. Le ossa di un uomo alto 4 metri furono riportati alla luce nel 1833 da un gruppo di soldati a Lompock Rancho, in California. Armi giganti circondavano il suo scheletro. Nel 1936 Larson Kohl, il paleontologo ed antropologo tedesco, trovò le ossa di uomini giganti sulle rive del lago Elyasi nell’Africa centrale. Nel luglio del 1877 quattro cercatori trovarono un osso di gamba umana che misurava 1 metro dal ginocchio al calcagno, che significava che l’uomo a cui apparteneva era alto oltre 4 metri.<br /><br />       Recentemente furono trovate in Etiopia le ossa di una femmina di tre anni, datate 3,3 milioni di anni fa. Aveva la parte superiore del corpo come una scimmia e la parte inferiore di un umano. E’ classificata come Australopithecus afarensis, che è nella linea ancestrale dell’Homo sapiens, ma più simile alle scimmie che umano. Cayce sostenne chiaramente che gli umani non provengono dalla scimmia, piuttosto fu creata una forma specifica per le anime umane e queste forme si sono evolute secondo le leggi della natura. (3744-5)<br /><br />       Esiste una spiegazione sbalorditiva per la mancanza di resti mortali umani avanzati ed è che Cayce descrisse la morte in quei tempi antichi come “un ritiro” da questo piano di esistenza. Un esempio eccellente è la sacerdotessa e dottoressa atlantidea Alyne che visse per 6000 anni, poi “si ritirò in se stessa” (assorbendo il suo corpo-pensiero proiettato nella sua mente più profonda) e quindi “prese il volo per Giove”! (823-1) Se questa era la morte tipica dei corpi-pensiero, allora gli scienziati non troveranno i loro resti mortali nelle rocce sulla terra. Gli hopi dicono che la porta verso il cielo era aperta in quei tempi antichi, permettendo alle anime di andare e venire a piacere – niente ossa lasciate dietro di sé, niente resti di DNA.<br />                                                                  <div style='text-align:right'> <strong class='bbcode bold'> Venture Inward, novembre/dicembre 2009</strong></div><br /><br />Fonte: http://www.edgarcayce.it/media/
anticoDNA.htm]]></description>
<author>Richard@nospam.com (Richard)</author>
<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 20:01:47 +0200</pubDate>
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						<title>Apparizioni mariane in Toscana</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6298.1</link>
<description><![CDATA[<img src="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:AYmtaOUOezAz3M:http://i35.photobucket.com/albums/d175/Pietro121/VergineMaria.jpg&t=1"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/>28/07/2010<br />da <a class='bbcode' href='http://www.newnotizie.it' >newnotizie.it</a><br /><br />In uno sperduto paesino della Toscana da circa diciassette anni si ripete un fatto straordinario che, al contrario di eventi similari, non sembra attirare l’attenzione dei media nazionali. E’ presto detto: una normalissima signora, una casalinga, incontra a cadenza regolare niente meno che Lei, la Madonna. Per poi rivelare a gruppi di fedeli sempre più numerosi ciò che puntualmente le confessa.<br /><br />Tutto è cominciato il 10 luglio del 1993 a Ostina, nel comune di Reggello, diversi chilometri a est di Firenze. Quel giorno Silvana Orlandi stava camminando col figlio nei pressi dell’antica chiesa di San Tommaso. Faceva un gran caldo e i due affrettavano il passo per rincasare, quando la donna s’arrestò di colpo. Allora guardò in cielo e scorse una nuvola anomala. Nei primi istanti pensò a un incendio, ma ben presto si rese conto che la nuvola cominciava pian piano a prendere una forma, un’anima, una vita. La nuvola adesso era una figura umana. E poi la nuvola, realizzò, non c’era più. Ora c’era una “giovane donna, vestita sobriamente”.<br /><br />Silvana, che fino ad allora non era mai stata un esempio eccelso di fede, racconta che la Santa Madre le parlò, suggerendole di farsi trovare in sagrestia esattamente cinque giorni dopo. La donna non mancò l’appuntamento. Quando entrò in chiesa, il giorno prefissato, ebbe la visione della madre di Gesù e cadde in estasi per la prima volta. La prima di una lunga serie. Da allora, in occasione dell’ultima domenica di ogni mese pari, Silvana Orlandi afferma di avere regolari e intense esperienze mistiche. In quei momenti, all’interno della sagrestia di Ostina, cade in uno stato di trance, ascolta ciò che le viene rivelato e successivamente trasmette il messaggio ai pellegrini. Essi accorrono in massa, da diciassette anni, per assistere alla replica di un evento che giudicano sensazionale.<br /><br />Nelle sue parole, in realtà, la Madonna non farebbe altro che invitare a pregare molto, per favorire una “riconciliazione con Nostro Signore per tutti i poveri di cuore” (da qui la denominazione ‘Madonna della riconciliazione’) e perché “la preghiera tiene lontano il male”. Nessuna particolare rivelazione. Nessuna fondamentale risposta. Eppure il fatto suscita sempre più attenzione, almeno a livello locale. Anche perché tali apparizioni mariane sarebbero accompagnate da eventi giudicati strani e misteriosi. Per esempio, si narra di guarigioni miracolose. O di raggi di sole che illuminano d’un tratto la chiesa nelle giornate plumbee. Ma soprattutto è singolare che alcuni presunti ‘indemoniati’, a quanto pare, comincino a bestemmiare pesantemente nell’approssimarsi alla porta d’ingresso della chiesa. Per poi fuoriuscirne sereni, docili e in pace con se stessi. Un fenomeno davvero prodigioso. Ma sarà tutto vero? O forse siamo solo di fronte all’ennesimo trucco o inganno? E se invece Silvana fosse in buona fede? E se le sue ‘visioni’ fossero solo il risultato di un’anomalia riscontrabile a livello neurologico?<br /><br />Per adesso, anche la posizione ufficiale della Chiesa è piuttosto prudente. Saranno necessari test e documentazioni super partes per accertare cosa ci sia realmente dietro agli eventi di Ostina. Nel frattempo, però, il numero di pellegrini che non salta un appuntamento cresce in maniera esponenziale. Che si vada verso una nuova Medjugorje?<br /><br /><strong class='bbcode bold'>(Gianluca Bartalucci)</strong><br /><br /><br />Fonte: http://www.newnotizie.it/2010/07/28/
apparizioni-mariane-in-toscana/]]></description>
<author>Quantico@nospam.com (Quantico)</author>
<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 00:32:34 +0200</pubDate>
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						<title>Indagine subacquea al largo delle Eolie</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6291.1</link>
<description><![CDATA[<img src="http://www.terranews.it/sites/default/files/images/user/archeo.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/>da <a class='bbcode' href='http://www.terranews.it/' >terranews.it</a><br />10/08/2010<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Maria Luna Moltedo</strong><br /><em class='bbcode italic'><br />ARCHEOLOGIA. Nelle ultime settimane sono stati scoperti quattro relitti di epoca greco-romana nell’arcipelago tra Capo milazzese e l’isola di Basiluzzo, nelle acque di Panarea. Decisiva la collaborazione con la Fondazione statunitense Aurora Trust. Un’ulteriore dimostrazione che dal ridisegno del rapporto pubblico-privato passa la nuova frontiera della tutela e della valorizzazione dei beni culturali.</em><br /><br />Splendide testimonianze del passato emergono dai fondali delle isole Eolie. Sin da età preistorica, grazie alla loro posizione geografica, le Eolie hanno avuto un importante ruolo nelle rotte commerciali che interessavano ad ampio raggio il Mediterraneo da Oriente a Occidente passando attraverso lo stretto di Messina. Punti insidiosi per la navigazione erano la secca di Capistello e la secca del Bagno di Lipari, oltre alla secca di Capo Graziano di Filicudi. Per le navi cariche di ceramiche e anfore piene di vino, olio, grano e garum (la salsa di pesce particolarmente gradita ai Romani), le Eolie costituivano stazioni di sosta nel Tirreno meridionale.<br /><br />Il materiale archeologico finora recuperato, frutto di scavi effettuati a partire dagli anni Sessanta o di recuperi occasionali, proviene da circa venti relitti. Lo si può ammirare visitando la sala di Archeologia Marina del Museo Archeologico “Luigi Bernabò Brea” a Lipari. A Filicudi e Panarea sono state trovate parecchie anfore di età greca, mentre una macina in pietra vulcanica proviene dalla secca del Bagno di Lipari. Il relitto di Filicudi, denominato relitto F, e quello della secca di Capistello di Lipari, risalgono al III sec. a.C. Le navi trasportavano vino in anfore fabbricate nell’Italia centro-meridionale (note come anfore greco-italiche) e ceramiche varie, acrome e a vernice nera. Parecchie anfore provengono da relitti di età romana individuati a Filicudi, Panarea e Vulcano. Singolare il carico di una nave tardo romana, naufragata a Lipari, presso Punta Crapazza (di fronte all’isola di Vulcano): lingotti di stagno, nocciole e zolle di solfuro di arsenico usato nell’antichità come colorante.]]></description>
<author>Quantico@nospam.com (Quantico)</author>
<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 15:08:24 +0200</pubDate>
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						<title>Giza: ancora menzogne sui pozzi stellari</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6289.1</link>
<description><![CDATA[<img src="http://img52.imageshack.us/img52/8714/robotwk.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/><strong class='bbcode bold'>Inviata da CNJ</strong> - http://codenamejumper.wordpress.com/
2010/08/04/giza-ancora-menzogne-sui-
pozzi-stellari/<br /><br /><strong class='bbcode bold'>di Adriano Forgione</strong><br />Estratto dall’articolo “Cospirazione a Giza: quale verità” di Andrew Collins (Fenix n.21)<br /><br />Il 16 giugno 2010 Zahi Hawass ha ancora una volta confermato che il progetto di esplorazione dei lunghi “canali di aerazione”, che partono dalla camera della Regina nella Grande Piramide di Giza, è in corso. Hawass ha dichiarato che il gruppo di esperti incaricati del progetto, da lui selezionato, si chiama “Djedi team” ed è sponsorizzato dalla Leeds University e supportato dalla francese Dassaults Systemes, che ha finanziato la realizzazione del nuovo robottino che dovrà salire sino alle due piccole porte trovate negli ultimi 18 anni. “Con l’aiuto dello Djedi team speriamo di scoprire il significatodi questi pozzi perforando le porte che li occludono. Sono stati già fatti test preliminari nel dicembre 2009” ha affermato Hawass che ha continuato dicendo “Vorrei suggerire che credo fortemente che queste porte nascondano il vero sepolcro di Cheope e che le variazioni di traiettoria del pozzo nord furono realizzate per evitare la grande galleria. Questo significa che i due pozzi furono realizzati dopo la costruzione della piramide”. Che le tre stanze del monumento non siano il luogo di sepoltura di Cheope gli studiosi di frontiera lo affermano da decadi (lo stesso Erodoto parla di sepoltura sotto la piramide e non dentro) così come mi sento di affermare con buona dose di sicurezza che Cheope non è sepolto nella piramide a lui attribuita.<br /><br />Dunque Hawass, al 90% non troverà nulla perforando quelli che dovrebbero essere semplici blocchi di chiusura dei pozzi, che forse inun lontano passato erano aperti, puntando a determinate stelle (Sirio e Kochab) come avviene per quelli presenti nella Camera del Re. Sono inoltre stupito da Hawass quando dice che “i due pozzi furono realizzati dopo la costruzione della piramide”.  Questo è praticamente impossibile, chiedete ad un ingegnere. Due spazi lunghi dai 24 ai 65 metri, larghi poco più di 20 centimetri e perfettamente sagomati e allineati astronomicamente, possono essere spiegati solo se la loro realizzazione è coeva alla costruzione del monumento. In breve, furono realizzati gradualmente, mentre procedeva la costruzione della piramide. A questo punto ci chiediamo: Hawass ci è o ci fa? Conoscendolo, “ci fa”. In tal modo può eludere l’astronomia e le teorie alternative e richiamare i finanziatori, attratti dalla prospettiva di trovare una tomba, che solo Hawass crede possa trovarsi lì. Quando le telecamere mostreranno il nulla si potrà sempre dire che la scienza prosegue per tentativi.<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Adriano Forgione</strong><br /><br /><br />Fonte: FENIX n.21 (Luglio 2010, pag.77) - http://
ilblogdiadrianoforgione.myblog.it/<br />]]></description>
<author>Richard@nospam.com (Richard)</author>
<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 17:53:40 +0200</pubDate>
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						<title>Un tunnel inesplorato sotto il Tempio di Quetzalcoatl</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6285.1</link>
<description><![CDATA[<div style='text-align:center'><img src="http://img838.imageshack.us/img838/2236/iltempiodiquetzalcoatln.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><div style='text-align:center'><strong class='bbcode bold'>Il Tempio di Quetzalcoatl, noto anche come la Piramide del Serpente con le piume (wiki)</strong></div><br /><br /><strong class='bbcode bold'>di Aezio</strong><br /><br /><strong class='bbcode bold'>12 metri sotto il Tempio di Quetzalcoatl (Teotihuacan, Messico), gli archeologi hanno scoperto un antico tunnel che porta a un sistema di gallerie.</strong><br /><br />La speranza è che queste gallerie siano le tombe dei sovrani di Teotihuacan. “A lungo gli archeologi locali e stranieri hanno cercato di localizzare le tombe dei sovrani dell’antica città, ma la ricerca è stata infruttuosa”, dice il direttore del progetto Sergio Chaves Gomez. “Ecco perchè ogni giorno aumentano le nostre speranze, in quanto ci sono molte possibilità che essi si trovino all’interno di una grande tomba”.<br />Al tunnel vi si accede tramite un condotto verticale largo quasi 5 x 5 metri e profondo 14. Al termine di questo si entra in un corridoio orizzontale lungo circa 100 metri che si estende verso il tempio e porta a una serie di gallerie tagliate nella roccia – forse, delle tombe.<br /><br />Attualmente mancano ancora due metri da scavare prima di raggiungere il pavimento del tunnel. L’ingresso in quel corridoio potrebbe avvenire fra due mesi, quando il condotto verticale sarà completamente scavato.<br />Inoltre, finora sono quasi 60000 i frammenti di manufatti ad essere stati recuperati.<br />Per la verità, l’esistenza del tunnel era già stata intuita nel 2003 da Sergio Gomez e Julie Gazzola, ma ci sono voluti anni per pianificare l’esplorazione e raccogliere i fondi, prima che lo scorso anno potessero cominciare finalmente i lavori.<br />Nel frattempo, i rilevamenti col georadar e coi laser a scansione (o laser scanner) avevano generato immagini 3D che delineavano la lunghezza del tunnel e anche la presenza delle camere tagliate nella roccia.<br />Non si sa quando e perchè il tunnel sia stato chiuso, tuttavia “diverse indicazioni suggeriscono che l’accesso al passaggio sotterraneo venne chiuso tra il 200 e il 250 d.C., probabilmente dopo avervi depositato qualcosa dentro”, dice Gomez.<br />La città di Teotihuacan si estendeva per oltre 83 km² e al suo apice, verso l’inizio del 1′ millennio d.C., ospitava quasi 250000 persone. Contiene anche alcune delle più grandi piramidi pre-colombiane del Nuovo Mondo.<br /><br />Fonti: http://heritage-key.com/blogs/ann/
teotihuacan-tunnel-found-under-temple-
quetzalcoatl-feathered-serpent, http://dti.inah.gob.mx/index.php?
option=com_content&task=view&id=4540&
Itemid=512, http://dti.inah.gob.mx/images/stories/
Temas_para_ver/2010/tunelenteoti/
tunelenteoti.swf<br />Fonte: http://ilfattostorico.com/2010/08/07/un-
tunnel-inesplorato-sotto-il-tempio-di-
quetzalcoatl/<br /><br />Vedi: http://www.altrogiornale.org/news.php?
extend.6262.1 http://dotsub.com/view/8b930867-4594-
4a65-91f4-a193c8e94add]]></description>
<author>Richard@nospam.com (Richard)</author>
<pubDate>Sun, 08 Aug 2010 15:32:51 +0200</pubDate>
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</item>
						<item>
						<title>CROP CIRCLES E DANZA DELLE FAIRIES: UN GRANDE SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZ’ESTATE</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6282.1</link>
<description><![CDATA[<div style='text-align:center'><img src="http://www.strangedays.it/SDN_ITA/SpiritoLibero/fairy_rings/_Fairies_Goblins_and_Dwarfs_copy.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><em class='bbcode italic'>Cosa collega i Cerchi nel Grano britannici, le tradizioni celtiche sulle fate danzanti e le nuove teorie sugli universi paralleli della fisica quantistica? Già le antiche cronache inglesi narravano l’operato di questi piccoli esseri luminosi, che tramite dei movimenti circolari riuscivano ad aprire nei campi di grano dei portali dimensionali capaci di alterare lo spazio e il tempo</em><br /><br />Da <a class='bbcode' href='http://www.strangedays.it/' >strangedays.it</a><br />Di <strong class='bbcode bold'>Enrica Perucchietti</strong><br />enrica.perucchietti@libero.it<br /><br />7 Luglio 2010 <br /><br />Luci rosse nel cielo, globi luminosi, terribili apparizioni nell'aria, fievoli chiarori, fuochi splendenti, segni circolari nel terreno, spighe piegate. E ancora miraggi di palazzi nei cieli, diavoli e streghe che danzano in tondo nei loro sabba infernali. Siamo nel Medioevo: l'aria trasuda di figure umane e l'atmosfera sembra tutta un grande sogno, secondo il racconto dell'occultista Eliphas Levi. Le cronache dal VII secolo in avanti narrano di figure umane che si affacciano tra le nubi, marinai celesti che viaggiano su navi con le vele al vento e di  eserciti schierati, ma anche della comparsa di luci misteriose e di cerchi nei campi. Ed è proprio sugli antenati dei nostri modernissimi crops che ci soffermeremo. Chi crede infatti che il fenomeno dei crop circles sia semplicemente una manifestazione fisica legata al tema UFO o alle mutilazioni di animali e che si sia affermato soltanto negli ultimi decenni, si sbaglia di grosso...<br /><br />Le fotografie e i resoconti di contattisti quali Billy Meier - piuttosto che una visione univoca di ufologi e paleoastronauti - hanno spinto a collegare la comparsa dei primi segni sui campi esclusivamente all'atterraggio di astronavi: i segni sul terreno sarebbero prodotti dalle fonti di radiazioni emesse dai dischi volanti al momento del loro atterraggio. Una teoria limitata che spiegherebbe solo le tracce parziali lasciate da alcuni dischi volanti in alcuni campi, non in tutti. Una teoria che ha rallentato lo studio scientifico e filosofico dell'argomento e che non può in ogni caso spiegare la formazione dei pittogrammi più complessi apparsi negli ultimi anni nei campi di tutto il mondo. Un approccio esclusivamente tecnologico del problema non può che produrre risultati limitati e parziali. Solo un approccio multidisciplinare che tenga conto degli studi di fisica, chimica, biologica, ufologia, filosofia, metafisica, ermetismo, antropologia e storia può chiarire uno dei misteri più affascinanti degli ultimi secoli.]]></description>
<author>Quantico@nospam.com (Quantico)</author>
<pubDate>Sun, 08 Aug 2010 13:52:51 +0200</pubDate>
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						<item>
						<title>Sull’Alchimia</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6284.1</link>
<description><![CDATA[<img src="http://img811.imageshack.us/img811/7433/200pxhermestrismegistus.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/><strong class='bbcode bold'>di Carlo Dorofatti</strong><br /><br />Nella trattazione di argomenti esoterici si fanno spesso – e necessariamente – molti riferimenti all’Alchimia. Questa arte-scienza in equilibrio sulla metafora - spesso volutamente fonte di equivoci - tra la realizzazione spirituale e la trasmutazione del “vil metallo” in oro, rientra nel patrimonio delle conoscenze ermetiche. <br />In ultima analisi, l’Alchimia – sia essa d’Oriente o d’Occidente - è Magia pratica. È conosciuta come l’Ars Magna, l’Arte Regale o la Santa Scienza. Tradizionalmente l’alchimia assume una fondamentale importanza in quanto impiegata nella costruzione degli strumenti che vengono usati nell’operatività tecnico-magica. E’ anche vero che gli strumenti esteriori degli alchimisti sono i prototipi degli strumenti della chimica.<br /><br />Voarchadumia, ars distincta ab Archimia et Sophia è il titolo dell’opera di Giovanni Agostino Pantheo pubblicata nel 1530 con la quale l’autore vuole mettere ordine tra le varie e diverse interpretazioni dei metodi e degli scopi dell’Alchimia. Il Pantheo nel 1518 pubblicava Ars transmutationis metallicae e fu forse il primo a mettere in relazione l’Opera alchemica (Cabalisticum archimicae artis magisterium) con la Cabala, introducendo nei suoi trattati i nomi ebraici, il Tetragrammaton e la gematria. Con il termine Voarchadumia specifica fermamente la differenza tra l’Alchimia, termine da riferirsi alla pratica degli ignoranti e dei truffatori, e l’Archimia (da arche’=principio e mia= uno, quindi “il principio dell’unita’”) ossia la Vera Arte della Trasmutazione dei Metalli e dell’Elisir di Lunga Vita. Questo trattato di metallurgia “spirituale” ispirò il lavoro dei più grandi ermetisti e alchimisti dell’epoca.<br />Si narra che la Voarchadumia fu anche una Società Ermetica e Rosacrociana (probabilmente di origine portoghese, ma il suo più importante quartier generale si trovava a Venezia), custode non solo di misteri esoterici e di conoscenze scientifiche (allora eretiche) ma anche di pratiche di natura alchemica, magica e tantrica. <br /><br />Tesseva occulte relazioni tra i più grandi ermetisti e scienziati, spesso costretti a nascondersi, con i potenti dell’epoca, con lo scopo di preservare e sviluppare il sapere nonostante l’oscurantismo della Chiesa e la ristrettezza mentale degli aristotelici. <br />La Voarchadumia sembra anche legata alla cosiddetta “loggia Ungherese” (a sua volta collegata alla “Loggia Himalayana”) nonché ad una misteriosa Società Segreta operante nei secoli XVI e XVII in Europa, anche nota nel 1470 come "La Nebbia" o "La Società Angelica". Tali filiazioni ricondurrebbero a più arcaiche fratellanze, come quella (mitica) dei Naacal.<br />Il mito sorto attorno a questo Ordine rosacrociano dal nome bizzarro parla di un documento noto come Protocolli dei Savi di Caldeirão, di origine atlantidea e custodito nelle piramidi della piana di Giza. In questi scritti verrebbe tramandata la tradizione di Agartha, il regno nella Terra Cava governato da un “Re del Mondo”, i cui accessi sarebbero custoditi dagli eterei guardiani iperborei in stretta alleanza con i grandi Maestri quali Ermete Trismegisto, John Dee, Nicolas Flamel, Cagliostro, Saint-Germain e quindi M.me Blavatsky ecc...]]></description>
<author>Richard@nospam.com (Richard)</author>
<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 22:22:48 +0200</pubDate>
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						<title>Tra scienza e magia</title>
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<description><![CDATA[<div style='text-align:center'><img src="http://ts10.gazettelive.co.uk/the-illusionist.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br />da <a class='bbcode' href='http://www.maran-ata.it/' >maran-ata.it</a><br />di <strong class='bbcode bold'>Luigi Caratelli</strong><br /><br /><br />L'attore Massimo Troisi nel film Ricomincio da tre parodiava uno spassoso personaggio che, nato con scarsa propensione per i lavori manuali, compensava la sua carenza ricorrendo a presunti poteri psichici. Una scena, inframmezzando l'intero racconto, vedeva il Troisi stancamente seduto davanti ad un secchio che tentava di spostare con la forza del pensiero: "Vieni, che ti costa?". Ma il secchio è rimasto fermo al suo posto fino alla fine del film.<br /><br />Chi invece è fermamente convinto che con il pensiero si possano produrre spostamenti, addirittura cosmici, sono i paragnosti che col problema non solo non scherzano, ma lo prendono talmente sul serio da proporlo alla stregua di un dato scientifico. Le prospettive future sembrano riservare al dibattito ben più che un canovaccio satirico se è vero che persino i servizi segreti di molte superpotenze hanno tentato esperimenti di sfruttamento delle capacità paranormali di soggetti dotati da utilizzare per scopi bellici. L'ipotesi non è improbabile. Non almeno per il colonnello John Alexander, veterano delle Special Forces al lavoro nella penisola indocinese e autore di uno studio sulla telepatia e sulle possibilità di interferire con scariche elettriche nell'attività del cervello (1).<br /><br />Le prestazioni dei "fenomeni" della parapsicologia sono molto richieste anche dai "maghi" dell'intrattenimento. Rai e Fininvest cavalcano l'onda e sfornano profeti, indovini e cartomanti al posto di attori, conduttori e ballerine. D'altronde, ci si chiede, perché mai privare di tale piatto prelibato il comune telespettatore, quando il vizietto del consulto è ormai corredo usuale del cerimoniale di corti reali, di palazzi governativi, di gabinetti ministeriali e di studi notarili? Per quale motivo Mario Rossi sarebbe un troglodita se si affida alle cure di una guaritrice, mentre Clinton e Carlo d'Inghilterra (2) restano persone stimabili pur ricevendo visite dai trapassati? Si è scoperto che persino aziende dal nome illustre si sono affidate ai paragnosti per assumere personale; un notissimo "mago" italiano conferma: "Quando vogliono assumere o licenziare qualcuno, mi mandano tutti i dati del dipendente e io gli restituisco il prospetto astrologico completo". E affinché il consulto risulti di "origine controllata", i paragnosti professionisti hanno fondato l'UAODI (Unione Astrologi e Occultisti d'Italia) per distinguersi da ciarlatani azzeccagarbugli e per ricevere il riconoscimento giuridico della categoria.<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Fronti opposti</strong><br /><br />Tanta convinzione, però, non poteva non irritare gli scienziati ortodossi, i quali hanno marcatamente sottolineato le differenze che li caratterizzano rispetto ai loro colleghi affascinati dalla parapsicologia. I primi, fedeli al loro giuramento, rivendicano l'assoluta affidabilità dei metodi tradizionali in opposizione alle ipotesi parapsichiche; i secondi ribattono rimproverando alla "scienza ufficiale" cospicue dosi di ottusità e di materialismo.<br /><br />Dai due schieramenti, sin da tempi lontani, sono partite reciproche diffide, ingiurie e sospetti. Lo scontro si è rinnovato in giorni a noi più vicini, grazie all'attività del giornalista Piero Angela il quale, dapprima con una serie televisiva, poi con un libro, ha tentato di smontare e denunciare il paranormale quale montatura di abili frodatori: "Penso che questo materiale - dice Angela - possa essere utile a tutti: a coloro che credono e a coloro che non credono. Perché c'è indubbiamente un'esigenza. quella di non cadere nell'ingenuità, e soprattutto di non farsi prendere in giro. Questo libro, quindi, non intende vendere storie meravigliose. Vuole piuttosto essere una guida ai trabocchetti"(3).<br /><br />Dal fronte opposto, anch'essa pungente, anch'essa affidata alle pagine di un libro, giungeva la replica dei parapsicologi, nella persona di Massimo Inardi: "Questo libro. nacque nell'aprile del 1973, quando fu messa in onda sulla prima rete Rai-Tv una serie di trasmissioni che il giornalista Piero Angela aveva realizzato sull'argomento della parapsicologia. Fu quello un programma interessante, ma letteralmente sconfortante e partigiano. Esso era di una realtà troppo ingiusta e umiliante, di una faziosità senza precedenti ed in esso si svillaneggiava e si irrideva alla parapsicologia in maniera degna di miglior causa" (4).<br /><br />Da allora, le cartucce nei rispettivi obici non sono mai mancate.]]></description>
<author>Quantico@nospam.com (Quantico)</author>
<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 21:45:51 +0200</pubDate>
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						<title>Marte-verità e bugie di 40 anni nello spazio</title>
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<description><![CDATA[<div style='text-align:center'><img src="http://img824.imageshack.us/img824/2341/clipboard01py.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br /><strong class='bbcode bold'>di Alberto Musatti</strong><br />(Su gentile concessione di Acam.it)<br /><br /><strong class='bbcode bold'>1962: cominciano le prime esplorazioni</strong><br /><br />Marte ha da sempre affascinato l'uomo... dall'antichità, coi primi tentativi di scorgere la sua “rossa” superficie, ad occhio nudo o con primitivi telescopi… fino ai nostri giorni, con lanci di shuttle o navette spaziali tese a fornire informazioni visive sulla sua superficie e sulla composizione del suo terreno. Le imprese progettate e realizzate con destinazione Marte sono davvero moltissime: vastissima la documentazione di cui oggi disponiamo, anche perché, seppur con alterne fortune, si può dire che l'interesse verso di esso non sia mai diminuito.<br /><br /><br />Vediamo in breve una  scheda riassuntiva delle missioni realizzate sinora:<br /><br /><div style='text-align:center'><img src="http://img811.imageshack.us/img811/9295/clipboard01l.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br />Mars Pathfinder è stata la prima sonda ad atterrare su Marte dopo 20 anni, quando le Viking 1 e 2 scesero per la prima volta sul suolo del pianeta. Questa è stata una delle prime missioni NASA della classe Discovery, studiate per poter essere sviluppate in tempi ridotti, con costi contenuti ed obiettivi scientifici focalizzati. Dopo il Pathfinder è la missione "Surveyor" che terrà impegnati i tecnici NASA per 7 anni; vediamone gli sviluppi nel breve:<br /><br />Mars Surveyor '98 Orbiter: Ha descritto l'atmosfera marziana, con osservazioni sull'acqua presente nell'atmosfera durante i cicli stagionali. Ha creato un ponte per la comunicazione del mars Surveyor '98 lander. Mars Surveyor '98 Lander: Ha studiato le riserve d'acqua presenti e passate di Marte, la chimica, la mineralogia e la topologia della superficie oltre a proseguire gli studi atmosferici. Ha incluso due innovative microsonde per il terreno sviluppate dalla NASA all'interno del programma New Millennium. Costo combinato delle due missioni '98: 187 milioni di dollari + 26 milioni per le microsonde.<br /><br />Le ultime informazioni che pubblichiamo riguardano le recenti operazioni del 2001:<br /><br />Mars Surveyor '01 Orbiter: Ha studiato la chimica e la mineralogia del suolo, ricercando anche riserve d'acqua vicino alla superficie. Mars Surveyor '01 Lander e Rover: Ha studiato il terreno in una zona di 10 km dal sito scelto per mezzo delle osservazioni del Mars Global Surveyor e del Mars Surveyor '98. Ha selezionato e immagazzinato campioni per un possibile ritorno. Inclusa nei progetti una piccola fabbrica di propellente. Costo previsto per lo sviluppo delle due missioni 2001: circa 250 milioni di dollari. Ulteriori informazioni su queste missioni, di cui proprio in questi giorni si legge qualcosa, disponibili prossimamente.<br />]]></description>
<author>Richard@nospam.com (Richard)</author>
<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 20:15:06 +0200</pubDate>
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