<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
				<!-- generator="e107" -->
				<!-- content type="News > Extra Terra" -->
				<rss  version="2.0">
				<channel>
				<title>ALTRO GIORNALE - News - Cover-up - Informazione alternativa - Mistero  : News > Extra Terra</title>
				<link>http://www.altrogiornale.org/</link>
				<description>News, cover-up e informazione alternativa.</description>

<language>it-it</language>
				<copyright>[center]<a href="http://www.animacosmica.org/" title="ANIMA COSMICA"  target="_blank"><img src="/immagini/AnCos.jpg" BORDER="0" alt="Feeds RSS" /></a>[/center][center]<a href="http://www.macrolibrarsi.it/servizi/__fractal-time.php?pn=678&utm_source=partner&utm_medium=banner&utm_content=728x90&utm_campaign=banner_partner_evento_braden" target="_blank"><img border="0" src="http://www.macrolibrarsi.org/banner/braden_728x90.gif" alt="Macrolibrarsi.it presenta: TORNA IN ITALIA GREGG BRADEN CON FRACTAL TIME" width="728" height="90" /></a>[/center]<center>Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità.Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.Questo sito può essere oggetto della protezione accordata dalla Legge sul Diritto d'Autore (Legge 633 / 1941).Questo sito è pubblicato sotto una <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/" target="_Creative">Licenza Creative Commons</a><rdf:RDF xmlns="http://web.resource.org/cc/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:rdf="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#">		<Work rdf:about=""><license rdf:resource="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/it/" /><dc:type rdf:resource="http://purl.org/dc/dcmitype/InteractiveResource" /></Work><License rdf:about="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/it/"><permits rdf:resource="http://web.resource.org/cc/Reproduction"/><permits rdf:resource="http://web.resource.org/cc/Distribution"/><requires rdf:resource="http://web.resource.org/cc/Notice"/><requires rdf:resource="http://web.resource.org/cc/Attribution"/><prohibits rdf:resource="http://web.resource.org/cc/CommercialUse"/></License></rdf:RDF> con <a href="/page.php?13"&phpMyAdmin=XgUjCCnEJMrcofl9Mmc41qzsrxf>Politica sulla Privacy</a> e <a href="/page.php?14"&phpMyAdmin=XgUjCCnEJMrcofl9Mmc41qzsrxf>Condizioni d'Uso</a><br>Website © All Rights Reserved, Webengineer <a href="mailto:pasgal@gmail.com"><b>pasgal</b></a></br></center><script type="text/javascript">var gaJsHost = (("https:" == document.location.protocol) ? "https://ssl." : "http://www.");document.write(unescape("%3Cscript src='" + gaJsHost + "google-analytics.com/ga.js' type='text/javascript'%3E%3C/script%3E"));</script><script type="text/javascript">try {var pageTracker = _gat._getTracker("UA-452094-7");pageTracker._trackPageview();} catch(err); {}</script><script type="text/javascript">window.google_analytics_uacct = "UA-452094-6";</script></copyright>
				<managingEditor>pasgal@nospam.com (pasgal)</managingEditor>
				<webMaster>pasgal@nospam.com (pasgal)</webMaster>
				<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 05:05:04 +0200</pubDate>
				<lastBuildDate>Tue, 07 Sep 2010 05:05:04 +0200</lastBuildDate>
				<docs>http://backend.userland.com/rss</docs>
				<generator>e107 (http://e107.org)</generator>
				<ttl>60</ttl>
					<image>
					<title>ALTRO GIORNALE - News - Cover-up - Informazione alternativa - Mistero  : News > Extra Terra</title>
					<url>http://www.altrogiornale.org/images/button.png</url>
					<link>http://www.altrogiornale.org/</link>
					<width>88</width>
					<height>31</height>
					<description>News, cover-up e informazione alternativa.</description>
					</image>
						<item>
						<title>Esplosione Stellare in 3D</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6337.10</link>
<description><![CDATA[<div style='text-align:center'><img src="http://img203.imageshack.us/img203/5259/eso1032a.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><div style='text-align:center'><strong class='bbcode bold'>(Credit: ESO)</strong></div><br /><br /><strong class='bbcode bold'>Utilizzando il Very Large Telescope gli astronomi dell'ESO hanno ottenuto per la prima volta una visione tridimensionale di come si propaga il materiale più interno di una supernova durante la sua esplosione, avvenuta recentemente. L'esplosione iniziale non solo era potente ma, secondo i nuovi risultati, si concentrava in una direzione particolare. Ciò evidenzia la forte turbolenza caratterizzante la supernova, comprovando i modelli informatici più recenti. </strong><br /><br />A differenza del Sole, che morirà piuttosto tranquillamente, le stelle massicce che al termine della loro breve vita esplodeno come supernove, scagliando intorno a sé una quantità enorme di materiale. In questa classe la Supernova 1987A (SN 1987A), nella “vicina” Grande Nube di Magellano, occupa un posto molto speciale. Vista nel 1987, è stata la prima supernova visibile ad occhio nudo osservata da 383 anni (/public/news/eso8704). La sua relativa vicinanza, ha reso possibile agli astronomi studiare l'esplosione di una stella massiccia e le sue conseguenze in modo più dettagliato rispetto al passato. Non è quindi una sorpresa che pochi eventi in astronomia moderna siano stati accolti con un tale entusiasmo da parte degli scienziati.<br /><br />SN 1987A è stata una miniera d'oro per gli astrofisici (/public/news/eso8711 e /public/news/eso0708). Esso ha permesso di ottenere alcuni importanti 'primati', come la rivelazione di neutrini prodotti dal collasso stellare nucleo interno che innesca l'esplosione, la localizzazione su lastre fotografiche d'archivio della stella prima che esplodesse, i segni di una esplosione asimmetrica, l'osservazione diretta degli elementi radioattivi prodotti durante l'esplosione, l'osservazione della formazione di polvere nel supernova, così come l'individuazione di materiale interstellare e circumstellare (/public/news/eso0708).<br />Nuove osservazioni che hanno fatto uso di uno strumento unico, SINFONI [1], su dell'ESO Very Large Telescope (VLT) ha permesso di approfondire questo evento straordinario. Gli astronomi sono stati così in grado di ottenere, per la prima volta in 3D, la ricostruzione di come la parte centrale del materiale si è propagata nell’esplosione.<br /><br />Questo ha permesso di provare come l’esplosione sia stata più forte e più veloce in alcune direzioni rispetto ad altre, producendo una forma irregolare con alcune parti più allungate nello spazio.<br />Questo primo materiale può essere espulso all’incredibile velocità di 100 milioni km/h, un decimo della velocità della luce o 100.000 volte più veloce di un aereo passeggeri. Nonostante questa folle velocità, ci sono voluti 10 anni per raggiungere l’anello preesistente di gas e polveri prodotti dalla stella morente. Le immagini mostrano inoltre una nuova ondata di materiale in viaggio dieci volte più lentamente, riscaldata dagli elementi radioattivi creati nell'esplosione.<br /><br />"Abbiamo stabilito la distribuzione di velocità del getto proveniente dalla parte interna della supernova 1987A," dice l'autore Karina Kjær. "Ad oggi il meccanismo di esplosione supernova non è molto ben compreso, ma il modo in cui la stella esplosa è impressa in questo materiale interiore. Si può vedere che questo materiale non è stato espulso simmetricamente in tutte le direzioni, ma piuttosto sembra aver avuto una direzione preferita. Inoltre, questo orientamento è diverso da quanto ci si aspettava dalla posizione dell’anello. "<br /><br />Tale comportamento asimmetrico era stato ipotizzato da alcuni dei modelli più recenti al computer sulle supernove, secondo i quali le instabilità su larga scala hanno luogo durante l'esplosione. Le nuove osservazioni sono quindi la prima conferma diretta di tali modelli.<br /><strong class='bbcode bold'>SINFONI</strong> è uno strumento unico nel suo genere, e solo il livello di dettaglio che esso offre, ha permesso al team di trarre tali conclusioni. Avanzati sistemi di ottica adattiva contrastano gli effetti di sfocatura dovuto all’atmosfera terrestre, mentre una tecnica chiamata spettroscopia a campo integrale ha permesso agli astronomi di studiare diverse parti del centro caotico della supernova contemporaneamente, portando alla formazione di immagini 3D.]]></description>
<author>Richard@nospam.com (Richard)</author>
<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 15:51:33 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6337.10</guid>
</item>
						<item>
						<title>Scoperte per la prima volta molecole Buckyballs nello spazio, by Spitzer!</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6336.10</link>
<description><![CDATA[<img src="http://img822.imageshack.us/img822/2861/470589mainpia13288full.png"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/><strong class='bbcode bold'>NEWS SPAZIO :- </strong>Utilizzando il telescopio spaziale NASA Spitzer un gruppo di astronomi ha scoperto nello spazio per la prima volta particolari molecole di carbonio delle Buckyballs.<br /><br />Si tratta di microsferule composte da 60 atomi di carbonio arrangiate tridimensionalmente, come rappresentato molto bene nell'illustrazione qui sopra. Il nome Buckyballs deriva dall'architetto Richard Buckminster Fuller (famose sono le sue cupole geodetiche). Le parole dell'astronomo Jan Cami della University of Western Ontario (Canada) e del SETI Institute a Mountain View (California, USA): "Abbiamo trovato quelle che attualmente sono le più grandi molecole che esistono nello spazio. Siamo particolarmente entusiasti perchè esse hanno proprietà uniche che le rendono importanti protagonisti per tutti i tipi di processi fisici e chimici che avvengono nello spazio". Cami è autore di un articolo sulla scoperta che verrà pubblicato nella rivista online journal Science.<br /><br />Il team di ricerca ha scoperto anche Buckyballs C70, cioè con 70 atomi di carbonio, disposte un po' come una palla da rugby (le C60 assomogliano invece ad un pallone da calcio). Tutte queste molecole (C60 e C70) appartengono alla stessa famiglia delle buckminsterfullereni, o fullereni. I ricercatori hanno trovato le Buckyballs in una nebulosa planetaria di nome TC 1, tra le sue nuvole di polvere e gas. Gli astronomi hanno utilizzato lo spettroscopio di Spitzer per analizzare la luce infrarossa di TC 1 ed hanno scoperto la firma spettrale delle microsferule di carbonio. Le vedete nella seguente immagine.<br /><br /><div style='text-align:center'><img src="http://img203.imageshack.us/img203/8691/470605mainpia13287full.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br /><div style='text-align:center'>(Immagine, credit NASA/JPL-Caltech/University of Western Ontario)</div><br /><br />Le Buckyballs oscillano, vibrano in 174 modi differenti, quattro dei quali le porta ad assorbire o emettere luce infrarossa. Tutte queste ultime quattro modalità sono state rilevate da Spitzer. Esse si trovano approssimativamente a temperatura ambiente, la condizione ideale per poter distinguere singoli pattern di luce infrarossa. I dati rilevati dal telescopio spaziale sono stati confrontati con i dati di precedenti misurazioni effettuate in laboratorio delle stesse molecole ed il match è stato perfetto. Nel 1970 il professore Giapponese Eiji Osawa predisse l'esistenza delle Buckyballs, ma esse furono osservate in laboratorio solamente nel 1985. I ricercatori avevano simulato le condizioni presenti nelle atmosfere di "vecchie" stelle giganti ricche di carbonio in cui erano state rilevate catene di atomi di carbonio. Sorprendentemente questi esperimenti produssero una grande quantità di buckminsterfullereni. Da allora queste molecole furono individuate sulla Terra, nella fuliggine delle candele, negli strati di roccia e nei meteoriti.<br /><br />Immagine in alto: NASA/JPL-Caltech - Immagine di Hubble, credit NASA, ESA, STScI<br />Fonte: http://newsspazio.blogspot.com/2010/07/
scoperte-per-la-prima-volta-
molecole.html http://www.nasa.gov/home/hqnews/2010/
jul/HQ_10-174_Buckyballs.html <br /><br /><div style='text-align:center'><object width="350" height="300"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7q47nuOI0vU?fs=1&hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/7q47nuOI0vU?fs=1&hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="350" height="300"></embed></object></div><br /><br />]]></description>
<author>Richard@nospam.com (Richard)</author>
<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 18:22:08 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6336.10</guid>
</item>
						<item>
						<title>Esplorando gli incontri con Alieni in Africa ed altri ancora</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.1916.10</link>
<description><![CDATA[<img src="http://img831.imageshack.us/img831/434/arielschool.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/>Io e John Mack eravamo alla Scuola Ariel, una piccola scuola elementare fuori da Harare, la capitale dello Zimbabwe, ascoltando Elsa (non è il vero nome) che descriveva il suo incontro del 16 settembre 1994 con una creatura "aliena". Tutti i 60 bambini, con età tra i 6 e i 12 anni, riportarono di aver visto una grande nave spaziale assieme ad altre più piccole, atterrare vicino al loro cortile.<br /><br />I dodici bambini che intervistammo nel corso di due giorni, descrissero lo stesso evento con grande dettaglio. Oltre alle navi spaziali, i bimbi videro due "strane creature", una seduta in una delle navi e l'altra correre avanti e indietro, "saltava come se fosse stato sulla luna, ma non esattamente."<br />Le creature vennero descritte come nere con grandi teste, "occhi grandi come palle da rugby", con sottili braccia e gambe. L'evento accadde durante il mattino, mentre le maestre erano in riunione. Molti dei bimbi piu' piccoli erano molto spaventati e piangevano. "Prima pensai che fosse un giardiniere", ci disse un bimbo di quarta classe. "Quindi realizzai che era un alieno".<br /><br />L'evento duro' circa 15 minuti, disse il bimbo, prima che le navi spaziali sparissero dalla vista. Persino nel loro stato di paura, molti dei bimbi erano curiosi e affascinati dalle strane creature che videro, avevano occhi che attiravano molta attenzione. Elsa ci disse che penso' che le creature volessero dire loro qualcosa sul futuro, su come "il mondo stia per finire, forse perchè non avevamo cura del pianeta o dell'aria." Disse che sentì una brutta sensazione interiore quando torno' a casa. "Come se tutti gli alberi dovessero cadere e tutta l'aria dovesse sparire in futuro. La gente morirebbe. Questi pensieri venivano dall'uomo - dagli occhi dell'uomo."<br /><br />Isabelle, una composta ragazzina di dieci anni, ebbe le stesse sensazioni di Elsa. "Era spaventato. Cercavamo di non guardarlo perchè era spaventato. I miei occhi e le mie sensazioni andarono con lui." Cio' che entro' nella sua "coscienza" nel guardare la creatura fu, "Stiamo facendo del male alla Terra."<br /><br />L'avvistamento della Scuola Ariel è uno dei piu' significanti nella storia UFO recente. E' la prima volta che un tale gruppo di persone riporta la simultanea apparizione di navi spaziali e alieni. Dopo aver ricevuto una chiamata a Settembre dalla BBC, un reporter ci disse che per due notti vennero riportati avvistamenti di strani oggetti sopra lo Zimbabwe prima del 16 settembre, in cui il tutto è culminato con il drammatico avvistamento alla Scuola Ariel e quindi decidemmo di investigare di persona.<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Progetto Internazionale Abduction</strong><br /><br />Per due anni (1993/1994) il Programma per la Ricerca sulle Esperienze Straordinarie (PEER), ha fatto ricerche su rapporti UFO multi-culturali e internazionali e sulle abductions. Una delle domande centrali della ricerca in merito alle abductions è se il fenomeno accade in un simile modo all'estero; se è così, quali aspetti dell'esperienza rimangono uniformi e immutabili tra diverse culture, e quale parte dell'esperienza, o sua interpretazione, è influenzata da fattori culturali.<br />Membri del progetto viaggiano dal Brasile all'Africa, fino a contattare i Nativi Americani negli Stati Uniti e nel Canada e inoltre il progetto ha sponsorizzato la ricerca in Giappone, in Scandinavia e in Cile ed è in contatto con "esperienzanti" in Europa, Iran, Cina, Australia, Messico e Porto Rico. Abbiamo confrontato esperienze di abduction nel mondo sciamanico e delle possessioni. Abbiamo esplorato miti relativi ad esseri del cielo e di altre dimensioni e mondi.<br />Cio' che ne è emerso ci ha spesso sorpreso.]]></description>
<author>Richard@nospam.com (Richard)</author>
<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 18:02:44 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.altrogiornale.org/news.php?item.1916.10</guid>
</item>
						<item>
						<title>Attività solare sembra influenzare la radioattività terrestre</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6322.10</link>
<description><![CDATA[<img src="http://img691.imageshack.us/img691/6605/50192262.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/>E' stato rilevato uno strano collegamento tra l'attività solare e la radioattività di alcuni elementi terrestri. La scoperta, se confermata e studiata a fondo, potrebbe avere diverse implicazioni nel mondo della fisica e nella spiegazione dell'interazione tra pianeti e stelle. Per ora è ancora un mistero il perchè il decadimento radioattivo di alcuni elementi, custoditi nei laboratori terrestri, risenta dell'attività solare. I ricercatori della Stanford University e della Purdue University credono che il collegamento tra Sole e radioattività ci sia, ma sono ancora ben lontani dal fornire una spiegazione al misterioso fenomeno.<br /><br />C'è addirittura la possibilità che questo comportamento sia dovuto ad alcune particelle finora sconosciute emesse dal Sole. "Questo sarebbe davvero notevole" afferma Peter Sturrock, professore emerito di fisica alla Stanford. Fino ad ora si riteneva che il decadimento di materiale radioattivo avesse una specifica durata, basata sull'elemento. Questo concetto è quello su cui si basano diverti metodi di ricerca, come ad esempio la datazione di reperti organici attraverso il Carbonio 14.<br /><br />Ma c'è un risvolto imprevisto, scoperto, tra l'altro, da un team di ricerca che non si occupava nemmeno di materiali radioattivi, ma dedicava la propria ricerca ai numeri casuali. Ephraim Fischbach, fisico della Purdue University, stava cercando di trovare un metodo di produzione di numeri casuali dal decadimento di alcuni isotopi radioattivi, quando si è imbattuto in una discrepanza tra le misurazioni del decadimento di alcuni elementi, che si supponeva fossero costanti fisiche ben accettate.<br /><br />Ad esempio, il decadimento a lungo termine del silicio-32 e del radio-226 sembra mostrare delle variazioni stagionali: è più veloce durante l'inverno rispetto all'estate. Queste fluttuazioni erano reali, o solo un errore della strumentazione di misurazione? "Si pensava che dovessero essere errori sperimentali, perchè tutti credevamo che il decadimento fosse una costante" afferma Sturrock. Ma nel dicembre 2006, il Sole fornisce un importante indizio: durante un "lampo solare", si genera un flusso di particelle diretto verso la Terra. Questo flusso ebbe influenza sulle misurazioni del manganese-54, facendone diminuire il periodo di decadimento a partire da addirittura un giorno e mezzo PRIMA del lampo solare.<br /><br />Se questo legame tra il Sole e la radioattività si dimostrasse reale, potrebbe portare ad un metodo di previsione dei lampi solari, metodo che risulterebbe molto utile per evitare o limitare i danni alle attrezzature spaziali e agli astronauti in orbita. Ma questo porta anche ad altre conseguenze: se l'influenza solare si verifica prima che le particelle ionizzate dei suoi lampi raggiungano la Terra, a cosa è dovuta questa interazione con gli elementi radioattivi sul nostro pianeta? Una delle ipotesi è che ci si trovi di fronte a "neutrini solari", particelle quasi prive di peso che si muovono ad una velocità prossima a quella della luce, attraversando ogni cosa senza (apparentemente) avere effetti sulla materia.<br /><br />La Terra sarebbe bombardata da una quantità di neutrini variabile in base all'orbita del nostro pianeta ed alla "faccia" che il Sole ci mostra. Sembra ci sia uno schema ricorrente, lungo 33 giorni, che pare essere legato alla rotazione del nucleo interno del Sole, che ruota più lentamente della superficie della nostra stella, e nel quale avvengono reazioni nucleari in grado di produrre neutrini. "Non ha senso secondo le teorie tradizionali" spiega Fischbach. "Quello che crediamo è che qualcosa che non interagisce con il resto della materia stia modificando qualcosa che non può essere modificato". "E' un effetto che nessuno ha finora compreso" aggiunge Sturrock. "I teorici iniziano a dire 'Che diavolo succede?' Ma questo è ciò a cui le prove puntano. E' una sfida per i fisici e per gli studiosi del Sole".<br /><br />Fonte: http://www.ditadifulmine.com/2010/08/
attivita-solare-sembra-influenzare-
la.html http://news.stanford.edu/news/2010/
august/sun-082310.html - Vedi: http://www.altrogiornale.org/_/content/
content.php?content.874 http://www.youtube.com/watch?
v=SBMKnVFJ7qg http://www.altrogiornale.org/news.php?
extend.6124 http://www.cifa-icef.org/shnoll.pdf http://www.ptep-online.com/index_files/2009/PP-16-01.PDF]]></description>
<author>Richard@nospam.com (Richard)</author>
<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 19:11:47 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6322.10</guid>
</item>
						<item>
						<title>La fusione nell’universo: siamo tutti polvere di stelle</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6320.10</link>
<description><![CDATA[<img src="http://img826.imageshack.us/img826/508/nucleosynthesisinastar.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/><strong class='bbcode bold'>Traduzione di Claudia Mignone</strong><br /><br /><div class='indent'>Henri Boffin e Douglas Pierce-Price dell’ESO di Garching, Germania, indagano sui nostri antenati celesti.<br /><br />La prossima volta che rimirate le stelle durante una passeggiata serale, dovreste riservare qualche pensiero amichevole per quelle palle incandescenti che vagano silenziose nell’immensitá dell’universo. Perché, in un certo senso, state guardando i vostri antenati: gli esseri umani, come tutte le altre creature sulla Terra - e la Terra stessa - sono figli delle stelle! La maggior parte degli elementi di cui siamo fatti o che ci consentono di vivere - carbonio, ossigeno, azoto e molti altri - sono stati creati nelle stelle. Addirittura il fluoro che rende forti i nostri denti!</div><br /><br />La materia che noi conosciamo è composta per tre quarti di idrogeno e circa un quarto di elio. Tutti gli altri elementi sono presenti solo in piccole quantità, e gli astronomi tendono a chiamare questi elementi in tracce semplicemente ‘metalli’, anche se non si tratta esattamente di elementi metallici. L’idrogeno e l’elio furono creati proprio all’inizio, nei primi minuti di vita dell’universo. Meno di un secondo dopo il Big Bang, l’evento attraverso cui tutto ha iniziato ad esistere, quelle che erano particelle energetiche che esistevano solo temporaneamente vennero ‘intrappolate’, ‘congelate’ in protoni e neutroni, le future componenti dei nuclei atomici. Si tratta comunque di un ‘congelamento’ alquanto relativo, poichè la temperatura dell’universo a quell’epoca era ancora di molte centinaia di miliardi di gradi!<br /><br />Durante il primo secondo dopo il Big Bang, la temperatura era cosí elevata che i protoni e i neutroni erano in equilibrio. Ma presto la temperatura calò al di sotto di un valore critico, e i neutroni iniziarono a decadere, producendo ognuno un protone, un elettrone e un anti-neutrino. Questo decadimento è possibile perchè il neutrone ha una massa maggiore rispetto a quella del protone. L’universo sarebbe presto rimasto privo di neutroni, se non ci fosse stata una reazione che potesse ‘preservarli’, combinando un neutrone e un protone per formare un deuterone, il nucleo del deuterio.<br />Il deuterio è anche detto idrogeno pesante ed è famoso soprattutto per la sua importanza nelle bombe nucleari che i tedeschi provarono a costruire durante la Seconda Guerra Mondiale. Una volta creati i nuclei di deuterio, é possibile la formazione di altri nuclei più pesanti. Quando due deuteroni collidono, producono un neutrone e un nucleo di elio - nella variante leggera detta elio-3, che consiste in un neutrone e due protoni. Il processo può poi fare un altro passo avanti, producendo il più comune nucleo di elio-4, costituito da due neutroni e due protoni. Quasi tutti i neutroni nell’universo finiscono in normale elio-4, ma alcuni nuclei di elio si combinano tra loro formando nuclei più pesanti, producendo così una piccola quantità di litio-7.<br /><br />Dunque, tre parti di idrogeno, una parte di elio-4, un pò di deuterio ed elio-3, e un pizzico di litio. Qualche minuto dopo il Big Bang, la grande zuppa cosmica è pronta, la base per tutti gli altri ingredienti che ancora devono formarsi nell’universo: stelle, pianeti e, infine, la vita. Incredibilmente, la preparazione di questa zuppa è così semplice che anche il cuoco più inesperto potrebbe provarci. Infatti, l’equilibrio di tutti gli ingredienti dipende da un solo parametro: la densità iniziale di protoni e neutroni. Quando gli astronomi hanno misurato la quantità di questi elementi nell’universo, hanno trovato valori molto in accordo con quelli predetti teoricamente. Questo forte accordo fu uno dei colpi di grazia per gli oppositori della teoria del Big Bang.<br />E per quanto riguarda gli elementi più pesanti? Se non furono creati nei primi momenti di vita dell’universo, da dove vengono e quando sono stati prodotti? La risposta è racchiusa nelle stelle.]]></description>
<author>Richard@nospam.com (Richard)</author>
<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 01:01:07 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6320.10</guid>
</item>
						<item>
						<title>Scoperto un sistema stellare ricco di pianeti</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6318.10</link>
<description><![CDATA[<img src="http://img819.imageshack.us/img819/9826/1richestplane.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/>Gli astronomi al lavoro con HARPS hanno scoperto un nuovo sistema planetario che contiene almeno cinque pianeti attorno alla stella HD 10180. Hanno inoltre rilevato indizi della presenza di altri due pianeti, uno dei quali potrebbe avere la massa più bassa mai osservata per un pianeta extrasolare.<br /><br />"Abbiamo scoperto quello che sembra essere il sistema solare con più pianeti in assoluto mai rilevato" spiega Christophe Lovis, autore della ricerca. "Questa è una scoperta notevole, che mostra che stiamo entrando in una nuova era della ricerca esoplanetaria: lo studio di sistemi planetari complessi e non solo di singoli pianeti. Gli studi sul moto planetario nel nuovo sistema rivelano complesse interazioni gravitazionali tra i pianeti, e ci danno indizi sull'evoluzione a lungo termine del sistema".<br /><br />Il team si è servito dello spettrografo HARPS montato sul telescopio di 3,6 metri a La Silla, Cile, per eseguire uno studio di sei anni sulla stella HD 10180, a circa 127 anni luce da noi. Grazie alle 190 misurazioni di HARPS, gli astronomi hanno rilevato il moto della stella, influenzato dalla presenza di cinque o più pianeti.<br />Pare che cinque pianeti abbiano una massa simile a quella di Nettuno, tra le 13 e le 25 volte la massa della Terra, con un periodo orbitale compreso tra i 6 ed i 600 giorni. Questi pianeti si trovano ad una distanza dalla loro stella compresa tra le 0,06 e le 1,4 Unità Astronomiche.<br /><br />"Abbiamo anche buone ragioni per credere che ci siano altri due pianeti" aggiunge Lovis. Uno potrebbe essere simile per massa a Saturno, con un periodo orbitale di 2200 giorni. L'altro potrebbe essere il pianeta extrasolare più "leggero" mai scoperto, circa 1,4 volte la massa della Terra. Si troverebbe molto vicino alla sua stella, circa il 2% della distanza tra la Terra ed il Sole: un anno durerebbe 1,18 giorni terrestri.<br />La scoperta è unica per diversi aspetti. Per prima cosa, questo sistema solare è molto più popolato del nostro nel suo interno, con almeno cinque pianeti della massa di Nettuno entro un'orbita equivalente a quella di Marte.<br />Inoltre, il sistema sembra non avere giganti gassosi come Giove. Ad aggiungersi a questo, i pianeti sembrerebbero avere orbite per lo più circolari.<br /><br />Fino ad ora sono stati scoperti 15 sistemi planetari con almeno 3 pianeti. L'ultimo detentore del record di numero di pianeti era il sistema attorno alla stella 55 cancri.<br />Le analisi di questi sistemi sembrano mostrare che la distanza dei pianeti dalla loro stella segua uno schema comune, la cosidetta "legge di Titius-Bode". Questa formula afferma (con approssimazione) che la distanza dei pianeti dalla loro stella segue uno schema semplice: ogni pianeta pare essere circa due volte più distante dal Sole del pianeta che lo precede. La legge sembra essere corretta per molti pianeti del nostro Sistema Solare, ma non predice con la giusta approssimazione l'orbita di Nettuno.<br /><br />Fonte: http://www.ditadifulmine.com/2010/08/
scoperto-il-sistema-extrasolare-
piu.html<br />Vedi: http://www.eso.org/public/italy/news/
eso1035/]]></description>
<author>Richard@nospam.com (Richard)</author>
<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 17:32:28 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6318.10</guid>
</item>
						<item>
						<title>Un altro impatto su GIOVE !</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6317.10</link>
<description><![CDATA[<strong class='bbcode bold'>da Roberto Baldini</strong><br /><br />UN ALTRO BOLIDE (FIREBALL) su Giove: Il 20 agosto alle 18:22 UT, un astrofilo giapponese, Masayuki Tachikawa, della città di Kumamoto, ha video-registrato un impatto evidente sul pianeta Giove.<br /><br />Filmato del bolide: http://libra-co.com/
Jupiter2010Aug20182212UT.wmv<br /><div style='text-align:center'><img src="http://img837.imageshack.us/img837/108/jupiterimpactstrip.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><br />Questa è la terza volta in soli 13 mesi che gli astrofili rilevano segni di impatti su Giove. Gli eventi precedenti si sono verificati il 19 luglio 2009 http://science.nasa.gov/science-news/
science-at-nasa/2009/
03aug_whathitjupiter/ e il 3 Giugno 2010 http://science.nasa.gov/science-news/
science-at-nasa/2010/
11jun_missingdebris/.<br />Giove è plausibile che sia colpito più spesso di quanto si fosse finora ritenuto cosa che porta molti ricercatori a chiedere una rete mondiale di telescopi per monitorare costantemente il pianeta e di misurare le velocità d'impatto.<br /><br />"Come l'evento del 3 giugno, questo bolide non ha prodotto alcun residuo visibile", osserva John Rogers, direttore della sezione Giove della "British Astronomical Association's".<br />"Qui sono riportate alcune immagini http://spaceweather.com/swpod2010/22aug10/rogers.jpg?PHPSESSID=q18u4e2h752fss17et890so4p7 ad alta risoluzione scattate 1-2 rotazioni prima e 1-2 rotazioni dopo l'evento" e come commentano gli osservatori, non c'era nessun segno visibile (nè in RGB, né UV, né metano) post-impatto. Le macchie scure sulla fascia equatoriale del Nord erano già presenti prima del fireball".<br /><br />JUPITER LAST-UPDATE: Un'altra immagine http://blogs.yahoo.co.jp/schmidt_1954/
32259464.html di conferma del fireball del 20 agosto  è appena stata rilasciata. Un altro astrofilo di Tokio, Aoki Kazuo, ha registrato un flash nello stesso tempo e luogo su Giove, come ha fatto Masayuki Tachikawa dalla città di Kumamoto.<br />I due osservatori distano circa 800 km e questa seconda conferma permette di certificare l'associazione del flash con un impatto su Giove.<br /><br />Fonte: http://antaresnotizie.blogspot.com/2010/08/un-altro-impatto-su-giove.html]]></description>
<author>Richard@nospam.com (Richard)</author>
<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 14:14:28 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6317.10</guid>
</item>
						<item>
						<title>Antonello Venditti: una vita tra musica e dischi (volanti)</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6313.10</link>
<description><![CDATA[<img src="http://img409.imageshack.us/img409/7954/venditti7300x199.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/>Tutti nella vita affrontiamo un personale percorso di crescita interiore ed emotiva, e subbiamo le influenze del mondo esterno e di chi ci circonda. Questo Antonello Venditti lo sa bene, e tra le influenze sul suo percorso di crescita emotiva e interiore, raccontate nell’autobiografia “L’importante è che tu sia infelice”, incuriosiscono particolarmente alcune “straniere” influenze, o meglio aliene.<br />Il cantautore italiano ha infatti raccontato dei suoi “incontri ravvicinati” e di come gli avvistamenti di Ufo, cominciati quando era solo un bambino, abbiano condizionato per sempre la sua vita. <br /><br />Il primo avvistamento avvenne ai giardini di Villa Paganini a Roma, dove era assieme alla madre quando vide “un disco grande, avrà avuto un diametro di dieci metri. Nella parte inferiore c’erano tre appendici a forma di ventosa, mentre in alto, dove era visibile una cupoletta che assomigliava a un grande bitorzolo, si notava un oblò – e aggiunge – Saranno state le 11, non eravamo ancora nel cuore del parco; io e mia madre in quel momento eravamo soli. L’oggetto si manifestò: dondolante, eppure stazionario nella posizione. Rimase lì a lungo e dopo un po’ liberò dei filamenti bianchi: parevano manna. Come andò via? Sparì all’improvviso. La mamma rimase impassibile e pure dopo non disse una parola. Anch’io stetti zitto, la sensazione era che tutto fosse anomalo e, al contempo, … normale”.<br /><br />19 agosto 2010 <br />Fonte (e seguito dell'articolo): http://www.blitzquotidiano.it/musica-
showblitz/italia-roma-venditti-
avvistamento-ufo-510681/]]></description>
<author>Quantico@nospam.com (Quantico)</author>
<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 20:06:16 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6313.10</guid>
</item>
						<item>
						<title>Robert Bigelow e la sua verità sugli UFO</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6303.10</link>
<description><![CDATA[<img src="http://m2.paperblog.com/i/4/40632/robert-bigelow-e-la-sua-verita-sugli-ufo-L-4.jpeg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/>16 giugno 2010<br />da  <strong class='bbcode bold'>Zonwu</strong><br /><br />"Persone sono state uccise. Altre sono state ferite. E sono più che dati frutto di semplici osservazioni". Così parla Robert Bigelow, proprietario e fondatore della Bigelow Airspace, una delle più grosse compagnie aerospaziali americane, che tra le altre cose ha intenzione di costruire la sua stazione spaziale privata. L'opinione di Bigelow è che ci siano eccome visitatori da altri mondi, ma che le loro intenzioni, contrariamente a quanto molti vogliono credere, siano tutt'altro che pacifiche nei nostri confronti."Sono stato un ricercatore ed uno studioso di UFO per molti, molti anni. Tutti coloro che fanno ricerche, se si sprecano a fare ricerche di qualità, si convincono della realtà del fenomeno. Non occorre aver avuto un incontro ravvicinato...Persone sono state uccise. Persone sono state ferite. E' più che un dato frutto di semplici osservazioni".<br /><br />Sebbene la citazione abbia fatto nascere alcune parole di scherno da parte di Kenneth Chang, autore del New York Times, gli fa eco Bill Cox, giornalista dell' Herald Tribune, che scrive: "Ehi, time out! Mr Chang, il candidato emergente per i nuovi razzi post-NASA ha appena detto che alcune persone sono state uccise e ferite da UFO. Ed il ragazzone si basa su 'più che dati soggettivi'". Bigelow sembra avere alcuni "agganci" del tutto particolari: è in contatto con un fisico che ha firmato un contratto con la USAF per fare valutazioni su alcuni argomenti esotici, come il teletrasporto; ha amici nell' Intelligence americana, alcuni affiliati a settori privati sospettati di aver fatto reverse engineering su macchine aliene. Sia chiaro, non sto affermando che Bigelow dica la verità. Fino a quando non mostrerà le prove di quanto afferma, rimarranno solo parole prive di molto peso. Ma Bigelow si aggiunge ad una già folta schiera di scienziati, ex militari ed imprenditori che giurerebbero su ciò che hanno di più caro che le visite da parte di extraterrestri siano realtà.<br /><br />Bigelow si dedica da tempo a ricerche paranormali e ufologiche, tanto da aver costituito il suo team personale. Team che avrebbe avuto esperienze del tutto bizzarre, secondo quanto sostiene Bigelow ed alcuni membri del suo staff. In un episodio, avvenuto al Bigelow Skinwalker Ranch nello Utah, uno degli scienziati del team di Bigelow sarebbe addirittura stato posseduto fisicamente e mentalmente da un essere alieno, attraverso la telepatia. Ma non sarebbe stato l'unico fenomeno paranormale verificatosi al ranch: sarebbe apparso addirittura un wormhole dal quale sarebbe uscito un essere semi-trasparente (N.B. il condizionale è d'obbligo, in mancanza di un briciolo di prova)<br /><br />E le recenti parole di Bigelow sembrano trovare apparente conferma da un fisico di San Francisco, Jack Sarfatti, che sostiene che Bigelow abbia aperto un "vaso di Pandora" sulla questione.<br />Secondo Sarfatti, la voce di Bigelow sarebbe confermata da una misteriosa donna francese, accompagnata da guardie del corpo, che avrebbe con sè un "certo tipo di arma psicotronica basata su tecnologia aliena". Donna che, oltre a portarsi dietro una valigetta con tecnolgoia extraterrestre, avrebbe sostenuto che al Bigelow Skinwalker Ranch sarebbe avvenuta una battaglia tra le forze paramilitari di Bigelow ed alcuni alieni usciti dal wormhole, con morti e feriti tra gli umani. Ma tutte queste cose sono soltanto speculazioni, forse anche invenzioni, se non si portano delle prove. Sarfatti, dopo l'intervista di Bigelow, ha inoltre dichiarato:<br /><br />"Bob Bigelow è come Howard Hughes. Ha i suoi satelliti privati e ha fondato un gruppo di ricerca UFO. Possiede un ranch nello Utah dove sostiene che ET sia uscito da uno Star Gate e che abbia combattuto con il suo staff. Non sappiamo se queste voci siano vere, ma le recenti dichiarazioni di Bigelow al New York Times sembrano supportare la voce...Non stiamo dicendo che la storia sia vera, solo che è davvero strana".<br /><br /><br />Fonte: http://it.paperblog.com/robert-bigelow-
e-la-sua-verita-sugli-ufo-40632/]]></description>
<author>Quantico@nospam.com (Quantico)</author>
<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 13:51:20 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6303.10</guid>
</item>
				</channel>
				</rss>