<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
				<!-- generator="e107" -->
				<!-- content type="News > Pianeta Terra" -->
				<rss  version="2.0">
				<channel>
				<title>ALTRO GIORNALE - News - Cover-up - Informazione alternativa - Mistero  : News > Pianeta Terra</title>
				<link>http://www.altrogiornale.org/</link>
				<description>News, cover-up e informazione alternativa.</description>

<language>it-it</language>
				<copyright>[center]<a href="http://www.animacosmica.org/" title="ANIMA COSMICA"  target="_blank"><img src="/immagini/AnCos.jpg" BORDER="0" alt="Feeds RSS" /></a>[/center][center]<a href="http://www.macrolibrarsi.it/servizi/__fractal-time.php?pn=678&utm_source=partner&utm_medium=banner&utm_content=728x90&utm_campaign=banner_partner_evento_braden" target="_blank"><img border="0" src="http://www.macrolibrarsi.org/banner/braden_728x90.gif" alt="Macrolibrarsi.it presenta: TORNA IN ITALIA GREGG BRADEN CON FRACTAL TIME" width="728" height="90" /></a>[/center]<center>Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità.Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.Questo sito può essere oggetto della protezione accordata dalla Legge sul Diritto d'Autore (Legge 633 / 1941).Questo sito è pubblicato sotto una <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/" target="_Creative">Licenza Creative Commons</a><rdf:RDF xmlns="http://web.resource.org/cc/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:rdf="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#">		<Work rdf:about=""><license rdf:resource="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/it/" /><dc:type rdf:resource="http://purl.org/dc/dcmitype/InteractiveResource" /></Work><License rdf:about="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/it/"><permits rdf:resource="http://web.resource.org/cc/Reproduction"/><permits rdf:resource="http://web.resource.org/cc/Distribution"/><requires rdf:resource="http://web.resource.org/cc/Notice"/><requires rdf:resource="http://web.resource.org/cc/Attribution"/><prohibits rdf:resource="http://web.resource.org/cc/CommercialUse"/></License></rdf:RDF> con <a href="/page.php?13"&phpMyAdmin=XgUjCCnEJMrcofl9Mmc41qzsrxf>Politica sulla Privacy</a> e <a href="/page.php?14"&phpMyAdmin=XgUjCCnEJMrcofl9Mmc41qzsrxf>Condizioni d'Uso</a><br>Website © All Rights Reserved, Webengineer <a href="mailto:pasgal@gmail.com"><b>pasgal</b></a></br></center><script type="text/javascript">var gaJsHost = (("https:" == document.location.protocol) ? "https://ssl." : "http://www.");document.write(unescape("%3Cscript src='" + gaJsHost + "google-analytics.com/ga.js' type='text/javascript'%3E%3C/script%3E"));</script><script type="text/javascript">try {var pageTracker = _gat._getTracker("UA-452094-7");pageTracker._trackPageview();} catch(err); {}</script><script type="text/javascript">window.google_analytics_uacct = "UA-452094-6";</script></copyright>
				<managingEditor>pasgal@nospam.com (pasgal)</managingEditor>
				<webMaster>pasgal@nospam.com (pasgal)</webMaster>
				<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 05:42:51 +0200</pubDate>
				<lastBuildDate>Tue, 07 Sep 2010 05:42:51 +0200</lastBuildDate>
				<docs>http://backend.userland.com/rss</docs>
				<generator>e107 (http://e107.org)</generator>
				<ttl>60</ttl>
					<image>
					<title>ALTRO GIORNALE - News - Cover-up - Informazione alternativa - Mistero  : News > Pianeta Terra</title>
					<url>http://www.altrogiornale.org/images/button.png</url>
					<link>http://www.altrogiornale.org/</link>
					<width>88</width>
					<height>31</height>
					<description>News, cover-up e informazione alternativa.</description>
					</image>
						<item>
						<title>Auto elettrica, arriva un sistema per le lunghe distanze</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6334.7</link>
<description><![CDATA[<img src="http://img683.imageshack.us/img683/6048/autoelettrica.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/>da <strong class='bbcode bold'>Antonino Neri</strong><br />03 Settembre 2010<br /><br />Per assicurare viaggi più scorrevoli ai pendolari, disegnare automobili elettriche e compatte non è abbastanza. Le auto elettriche di nuova generazione non possono affrontare le lunghe distanze e, senza questa possibilità, la maggior parte degli automobilisti non passeranno dal petrolio all’elettrico.<br />Il sistema 'Speedway', inventato dall’azienda Lumod di Monaco di Baviera, crea un aggiornamento alla struttura preesistente per aumentare l’autonomia e la velocità delle automobili normali ed elettriche. Questo aggiornamento consiste in un motore lineare al di sotto della superficie della strada. Il motore lavora senza alcun contatto con l’auto, e ciò permette un miglioramento senza alcuna modifica alla superficie superiore dell’asfalto. Possiamo scegliere se continuare ad utilizzare la nostra normale auto o passare al sistema Speedway utilizzando un adattatore.<br /><br />Ciò significa che possiamo usare un’auto elettrica che copre circa il 90% dei nostri spostamenti con un’autonomia di circa 120 miglia. Quando ci serve più autonomia per guidare su superstrade ed autostrade passeremo al sistema Speedway. Il sistema si basa sulla forza di onde magnetiche e, allo stesso tempo, ricarica la batteria dell’auto.<br />Inoltre, integra la possibilità di guidare con un pilota automatico, poiché la posizione della nostra automobile viene rilevata automaticamente. Tuttavia, gli automobilisti possono sempre 'forzare' il sistema per guidare manualmente, anche se il veicolo è in grado di parcheggiarsi perfettamente da solo.<br />Ciò significa che non avremo più bisogno di fare il giro dell’isolato per cercare parcheggio: potremo infatti scendere dall’auto dove vogliamo e chiamarla quando vorremo andar via. <br /><br /><strong class='bbcode bold'>Antonino Neri</strong><br /><br /><br />Fonte: http://www.nextme.it/veicoli/terrestri/
926-auto-elettrica-arriva-un-sistema-
per-le-lunghe-distanze]]></description>
<author>Quantico@nospam.com (Quantico)</author>
<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 13:56:49 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6334.7</guid>
</item>
						<item>
						<title>Furto di reperti archeologici in Iraq</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6329.7</link>
<description><![CDATA[<img src="http://img138.imageshack.us/img138/8447/48879827earrings.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/>C'è un'altra questione, in Iraq, oltre alla situazione turbolenza degli ultimi anni. Non si tratta di soldati o civili uccisi, di condizioni di vita ai limiti, di contraddizioni e problemi di una guerra sempre più difficile da digerire. Si tratta della fuga di materiale archeologico e artistico. L'Iraq è infatti collocato in una regione che è stata definita "la culla della civiltà": le civiltà più antiche del mondo sono nate nella Mezzaluna Fertile, ed hanno prodotto una quantità di artefatti, di edifici e di documenti che hanno pochi eguali nella storia.<br /><br />Da quando è iniziata la guerra, si assiste ad una costante fuga di artefatti, il cui valore artistico è inestimabile, e il cui valore economico è solo lontanamente immaginabile. Nel solo 2003, si stima che siano stati sottratti al Museo Nazionale Iracheno circa 15.000 artefatti, dei quali solo un terzo sono stati ritrovati e restituiti. Fino ad ora, sarebbero centinaia di migliaia i reperti di estremo interesse storico e artistico sottratti all' Iraq, un Paese che vantava i primi posti nella classifica delle nazioni con più importanza archeologica del mondo.<br /><br />"Questi numeri sono approssimativi, semplicemente non sappiamo quanti siano. I saccheggiatori arrivano sul posto e scavano. Non documentano ciò che fanno" spiega John Russell, consulente culturale del Dipartimento di Stato americano. "La prima volta che ci si accorge del furto di questi artefatti è quando vengono sequestrati dalla polizia, o vengono rivenduti". In uno dei sequestri si sono recuperate dozzine di tavolette con incisioni cuneiformi, che fino a poco tempo prima nessun sapeva nemmeno esistessero. Nei soli Stati Uniti, sono stati scoperti 1054 reperti provenienti dall'Iraq e ottenuti illegalmente. Tra questi, una coppia di orecchini d'oro assiri, vecchi di 2800 anni e parte del cosidetto Tesoro di Nimrud. Ad aggiungersi al conto degli artefatti depredati e restituiti ci sono poi i più di 2.500 reperti ritrovati in Giordania nel 2009, i più di 760 scoperti in Siria, i quasi 20 trovati in Italia.<br /><br />"E' un problema Iracheno. Gli Iracheni ed il goveno dovrebbero fare il primo passo, ed iniziare a proteggere il loro patrimonio culturale" afferma Donny George Youkhanna, ex direttore dell' Iraqi National Museum, fuggito dal Paese nel 2005 e ora insegnante della Stony Brook University di New York. I saccheggiatori non operano solo nei musei, ma anche nei centinaia di siti archeologici a cielo aperto, scavando senza alcun criterio e danneggiando i ritrovamenti per ottenere oro, preziosi e reperti di incredibile valore artistico. Senza contare che siti di importanza mondiale, come quello di Babilonia, sono stati danneggiati dalle truppe americane, nonostante parte di esse siano state impiegate proprio a protezione di siti di importanza culturale. Alcuni pezzi d'arte moderni inoltre vengono distrutti di proposito per rimuovere ogni simbolo di Saddam Hussein dal Paese.<br /><br />"E' stata la prima mossa del processo anti-Baath...poi ci fu saccheggio e distruzione, e ci furono alcune cose che offesero la sensibilità religiosa. C'era sempre una ragione per distruggere" sostiene Nada Shabout, insegnante della University of North Texas. "Alcuni dei monumenti pubblici moderni erano di cattivo gusto e brutti, e non mi si spezzerebbe il cuore il loro abbattimento. Ma erano parte della storia del Paese".<br /><br />Fonte: http://www.ditadifulmine.com/2010/08/
furto-di-reperti-archeologici-in-
iraq.html http://www.bbc.co.uk/news/world-middle-
east-11099647 http://www.time.com/time/world/article/
0,8599,1880701,00.html<br />Vedi: http://www.altrogiornale.org/news.php?
extend.4933]]></description>
<author>Richard@nospam.com (Richard)</author>
<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 15:40:52 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6329.7</guid>
</item>
						<item>
						<title>Filosofi antichi e animali</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6323.7</link>
<description><![CDATA[<div style='text-align:center'><img src="http://www.promiseland.it/wp-content/uploads/2010/08/socrate.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br />da <a class='bbcode' href='http://www.promiseland.it' >promiseland.it</a><br />di  <strong class='bbcode bold'>Annalisa Ruffo</strong><br /><br />25 agosto 2010<br /><br />Nel corso dello sviluppo storico e delle culture che ne derivano, molti filosofi, rivolgendo lo sguardo agli animali, ne hanno rilevato l’unicità, l’intelligenza e l’innocenza.<br /><br />La presa di posizione contro i sacrifici agli dei e una scelta di vita vegetariana, come etica del rispetto della vita, si collegano con molte figure del pensiero filosofico greco, quali Pitagora, Empedocle, Platone, Porfirio Eraclito . Raccomandando di non mangiare mai animali, di non immolarli agli dèi, né di arrecare loro il minimo danno, ma, anzi, di rispettare col massimo scrupolo le norme della giustizia anche nei loro riguardi, Pitagora prescrive a politici e legislatori di astenersi dal cibo animale «poiché, volendo costoro praticare in sommo grado la giustizia, non devono recare offesa a nessuno degli animali a noi affini. Infatti, come possono persuadere gli altri ad agire giustamente, quando essi stessi fossero dominati dallo spirito di sopraffazione?». Pitagora, che si abbiglia di lino e intreccia il vimine per farsene calzature, ammette solo altari incruenti di frumento, orzo e focacce. Il filosofo medico Empedocle narra, invece, di un’età felice, in cui uomini e animali erano amici fra di loro, «non esistevano guerre, non si tingeva l’altare con l’immacolato sangue dei tori, ma per gli uomini era questo il massimo abominio: le pie membra divorare strappandone l’animo». Diversamente da Pitagora, il cui divieto di maltrattare e mangiare gli animali era fondato sulla credenza dell’esistenza e immortalità dell’anima in ogni corpo, in Empedocle la solidarietà con tutti i viventi è anelito struggente verso la totale armonia. In lui non c’è distinzione tra corpo e anima, tutte le cose sono fornite di intelligenza e di pensiero, «non potrebbe esistere un animale che fosse irragionevole». La fine dell’orrenda strage di animali è, per Empedocle, l’inizio di una nuova civiltà.<br /><br />Platone, sensibile al pensiero di Empedocle, attribuisce al mondo animale due dimensioni: una divina e l’altra della sua propria ipseità. In ciascun animale, dice, «è presente l’impronta divina ed, essendo questa, luce, bene, perfezione, chi porta l’impronta è somigliante a ciò che l’ha impressa» . Tutti i viventi, perciò, formati su comando dell’Ordinatore dell’Universo, sono dotati di anima: Egli crea gli alberi, le piante e i semi per dare sostentamento a tutti. Coniugandosi anch’egli con la pietà verso tutti i viventi, perché la natura tutta è imparentata con se stessa, spinge lo sguardo verso una originaria vita felice, al di là della proprietà, della caccia, della guerra. Nel Politico, Platone descrive un tempo in cui gli uomini avevano una grande disponibilità di tempo e il potere di stabilire relazioni e conversazioni con gli animali: «discorrevano fra loro e interrogavano tutte le specie animate per sapere se una ve ne fosse che per una sua particolare capacità avesse mai potuto conoscere qualche cosa a tutto superiore nel procurare grande apporto al tesoro dell’intelligenza». Come, più tardi, riconoscerà anche Porfirio, Platone è convinto che, con l’uccisione degli animali, sono penetrati nel mondo il lusso, la guerra, l’ingiustizia. La costruzione della Città della Giustizia impone, perciò, riforme etiche, politiche e religiose che escludano sacrifici di sangue, in conformità anche ad una alimentazione vegetariana: nella Repubblica gli uomini si nutrono di orzo e grano, impastano farine per farne focacce e pani, «così passeranno la vita, come è naturale, in pace e in buona salute, moriranno in tarda età e trasmetteranno ai discendenti un sistema di vita simile a questo».]]></description>
<author>Quantico@nospam.com (Quantico)</author>
<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 00:19:52 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6323.7</guid>
</item>
						<item>
						<title>MAREA NERA: LA TERRA SI DIFENDE DALL'INQUINAMENTO</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6316.7</link>
<description><![CDATA[<img src="http://img713.imageshack.us/img713/4393/bpgulfoilspill400x300.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/>Il Nostro pianeta ha dichiarato guerra all'inquinamento di petrolio nel Golfo del Messico. Nuove specie di batteri mangia-petrolio finora sconosciute stanno ”banchettando” e consumando ‘con voracita” il ‘pennacchio’ di petrolio che si e’ formato a causa del flusso di greggio fuoriuscito dal pozzo della BP nelle acque del Golfo del Messico. <br /><br /><strong class='bbcode bold'>SCIENZIATI SBALORDITI!!</strong><br /><br />Hanno degradato petrolio a ritmi piu’ sostenuti dei normali batteri mangia-petrolio finora noti e per di piu’ senza consumare ossigeno, quindi salvaguardando le altre specie viventi.<br />Sono i risultati emersi da uno studio che sara’ pubblicato questa settimana sulla rivista science e verranno anticipati oggi dagli scienziati che l’anno condotto nel corso del meeting della International Society for Microbial Ecology, i ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory. Diretti da Terry Hazen, hanno lavorato con due navi dal 25 maggio al 2 giugno e raccolto 200 campioni da 17 siti, per poi esaminarli con le piu’ moderne strumentazioni per l’analisi del Dna.<br /><br />E’ emerso che la colonna di greggio del Golfo e’ stata mangiata a ritmi mai visti da una serie di batteri degradatori di idrocarburi con l’avanguardia di alcune specie finora ignote che hanno fatto la gran parte del lavoro, somiglianti, spiegano gli esperti, a membri della famiglia ‘Oceanospirillales’; si tratta cioe’ di batteri abituati a vivere in condizioni estreme di temperatura e pressione.<br />Secondo i biologi questi batteri sono divenuti cosi’ efficienti nel mangiare il petrolio adattandosi nel lungo periodo a ‘mangiucchiare’ idrocarburi naturalmente fuoriusciti attraverso crepe naturali del fondale. Nel loro lavoro di degradatori di greggio, spiegano i ricercatori, i batteri sono probabilmente stati avvantaggiati dagli effetti dello spargimento di una sostanza per ripulire le acque dal greggio che ha ridotto il petrolio in goccioline, facilitando loro il lavoro.<br />”I risultati mostrano che questi batteri giocano un ruolo significativo nel controllare il destino ultimo della macchia di petrolio dispersa nelle acque”, concludono i ricercatori.<br /><br />Fonte: Ansa.it http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/
scienza/2010/08/24/
visualizza_new.html_1790802990.html - liquidarea.com - Segnidalcielo.it http://www.segnidalcielo.it/index.php/
segnidalcielo-news/108-marea-nera-la-
terra-si-difende-dallinquinamento]]></description>
<author>Richard@nospam.com (Richard)</author>
<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 12:49:22 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6316.7</guid>
</item>
						<item>
						<title>Chernobyl, dopo 25 anni dall'incidente collassa la biodiversità</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6314.7</link>
<description><![CDATA[<img src="http://img265.imageshack.us/img265/9203/chernobyl02.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/>L’incidente di Chernobyl, anche dopo 25 anni, torna a far parlare di sé. La fauna nella zona dove si è verificata la terribile esplosione nucleare è ancora sofferente e la vita stenta a riprendere. Questi i crudi risultati della ricerca Efficiency of bio-indicators for low-level radiation under field conditions http://www.sciencedirect.com/science?
_ob=ArticleURL&_udi=B6W87-50KBPBT-1&
_user=10&_coverDate=07%2F21%2F2010&
_rdoc=1&_fmt=high&_orig=search&_sort=d&
_docanchor=&view=c&_acct=C000050221&
_version=1&_urlVersion=0&_userid=10&
md5=6e5e80fcacbb6292a8ab88ebf4f9352a  condotta per quattro anni da Timothy Mousseau dell’Università della Carolina del Sud e Anders Møller dell’Università di Parigi-Sud, Francia e pubblicata su Ecological Indicators.<br /><br />I due scienziati hanno catalogato e studiato gli animali presenti nella zona misurando la radioattività della fauna selvatica. Spiegano gli scienziati:<br /><br />   <em class='bbcode italic'> La verità è che gli effetti nocivi della contaminazione radioattiva sono talmente grandi da risultare schiaccianti. Gli effetti sono particolarmente evidenti negli uccelli. Gli uccelli offrono la miglior “misura quantitativa” di questo impatto” e il censimento delle specie animali in quest’area, effettuato per più di tre anni, ha prodotto notevoli prove che dimostrano come la radioattività abbia un “impatto significativo” sulla diminuzione della biodiversità.</em><br /><br />Smentisce Mousseau, perciò, la propaganda degli scienziati ucraini, che vuole che la zona stia diventando un paradiso per la flora te la fauna selvatica a causa della mancanza della presenza umana. Sotto accusa il documentario Chernobyl a natural history , in cui è mostrata una ripresa florida della vita nella zona colpita dalle radiazioni. Ma spiega Mousseau:<br /><br />    <em class='bbcode italic'>Queste dichiarazioni sono “puramente aneddotiche”. Questo è il primo documento che fornisce dati rigorosi e quantitativi sul fatto che la vita dei mammiferi della zona chiusa è significativamente influenzata dalla presenza della contaminazione radioattiva. In ogni caso, non penso che sia una cattiva idea definire questa zona “un rifugio per la fauna selvatica”, se questo venisse però utilizzato come “laboratorio naturale”, in cui fosse possibile studiare le conseguenze a lungo termine di questo tipo di incidente. Se la società vuole sempre saperne di più sulle conseguenze a lungo termine delle grosse catastrofi ambientali – e Chernobyl è solo una delle tante – è importante che tutti noi (ricercatori) prendiamo seriamente le nostre responsabilità. </em><br /><br />Via: BBC http://www.bbc.co.uk/news/science-
environment-10819027, Progetto Humus http://www.progettohumus.it/public/
forum/index.php?topic=1543<br />Foto: Flickr<br />Fonte: http://www.ecoblog.it/post/10988/
chernobyl-dopo-25-anni-dallincidente-
collassa-la-biodiversita]]></description>
<author>Richard@nospam.com (Richard)</author>
<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 14:04:33 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6314.7</guid>
</item>
						<item>
						<title>La "figuraccia" di Einstein: entanglement quantistico</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6300.7</link>
<description><![CDATA[<img src="http://img683.imageshack.us/img683/889/entanglement.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; float: left" alt="Il Giornale Online"/><strong class='bbcode bold'>da Samuele</strong><br /><br />Einstein è forse l’ultimo dei grandi geni della storia, da solo ha profondamente rivoluzionato la fisica e di conseguenza la nostra conoscenza del mondo. Probabilmente le sue scoperte, se fossero state comprese subito, gli sarebbero valse almeno 4 premi nobel: l’effetto fotoelettrico, la relatività ristretta, la relatività generale e la spiegazione matematica del moto browniano (ottenne il premio solo per la prima). La genialità dell’uomo è ulteriormente sottolineata dal fatto che Einstein non aveva bisogno di dimostrazioni pratiche per giungere alle sue rivoluzionarie conclusioni, difatti si è sempre basato sulla sua incredibile capacità di ragionamento e sulla pura matematica teorica. Anche per questo gli altri fisici hanno impiegato anni per fidarsi di lui, e solo dopo le prime prove inconfutabili Einstein riuscì ad ottenere il meritato prestigio internazionale.<br /><br />Nonostante la sua straordinaria genialità, anche Einstein nell’interpretazione della fisica quantistica ha fallito clamorosamente, sostenendo per decenni una posizione errata e creando una battaglia teorica che si è risolta definitivamente a suo svantaggio solo pochi anni fa, con alcuni esperimenti che hanno consolidato la “pazza” teoria dei quanti contro il “realismo a tutti i costi” di Einstein e dei suoi sostenitori. Il nostro eroe infatti non si è mai arreso ad accettare la intuitivamente strampalata teoria quantistica, tanto da sfidarla apertamente nel 1935 con il paradosso EPR (dai suoi autori: Einstein, Podolsky e Rosen). Questo paradosso faceva perno sul dato consolidato che niente può viaggiare a una velocità superiore a quella della luce, cosa che la teoria dei quanti sembrava consentire per certe particelle strettamente legate tra loro (entangled, parola inglese inventata da Shrodinger a suo tempo).<br /><br />Tutto il ragionamento di Einstein (qui l’articolo ufficiale pubblicato nel 1935) era completamente teorico ma geniale, poneva un problema a cui nessuno aveva ancora riflettuto a fondo e sembrava davvero mettere al palo le basi della fisica quantistica. Prima di andare a vedere il paradosso, se non conoscete l’argomento vi conviene leggere prima il mio post scritto l’anno scorso sul dualismo onda-particella o perlomeno dare una lettura al breve riassunto messo qui sotto in tabella (troppo breve per essere chiaro, temo):<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Fisica quantistica: due parole di introduzione</strong><br /><br />Con fisica quantistica si intende quella branca della fisica che si interessa dell’infinitamente piccolo, cioè del comportamento delle energie interne interatomiche e delle particelle di dimensioni inferiori a quelle dell’atomo, come gli elettroni o i fotoni di luce. In questo “strano mondo” le normali leggi che conosciamo non funzionano più, uno dei motivi (quello che a noi interessa nel post) è che le particelle sono anche delle onde, e quindi non hanno una posizione ben definita nello spazio. Questo è ben spiegato nell’esperimento della doppia fenditura, in cui si dimostra che una particella, essendo anche un’onda, può interferire con se stessa.]]></description>
<author>Quantico@nospam.com (Quantico)</author>
<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 18:05:00 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6300.7</guid>
</item>
						<item>
						<title>Luglio 2010: temperature da record</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6306.7</link>
<description><![CDATA[<div style='text-align:center'><img src="http://img192.imageshack.us/img192/3024/mapblendedmntp201007.jpg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br /><strong class='bbcode bold'>di Marco Boscolo</strong><br /><br />CORRIERE DELLA SERRA – Per una volta i mezzi di comunicazione potrebbero non aver gonfiato i fatti. Almeno per quanto riguarda la temperatura del mare che, secondo quanto riportato dai mezzi di comunicazione  lo scorso luglio, ha toccato la temperatura record di 30,2 gradi centigradi al molo Bandiera di Trieste. Nello stesso periodo il capoluogo del Venezia-Giulia ha anche registrato la temperatura massima media di 28,4 gradi, secondo quanto riportato dall’archivio dell’Osservatorio Meteorologico Regionale  dell’ARPA Friuli Venezia Giulia. Si tratta di una delle medie più alte degli ultimi anni. Dati puntuali, ma perfettamente in linea con il rapporto rilasciato in questi giorni dalla National Oceanic and Atmospheric Administration  americana (NOAA), la quale mostra che a livello planetario il luglio 2010 è stato il secondo più caldo dal 1880, ovvero da quando sono a disposizione i dati. La temperatura media è stata di 16.5°C, 0.66°C al di sopra della media del XX secolo, poco al di sotto di quella registrata nel 1998, il luglio più caldo di cui si abbia memoria.<br /><br />Lo stesso rapporto indica che il periodo compreso dall’inizio dell’anno a tutto il mese di luglio, è stato il più caldo mai registrato, con una media di 14.5°C: 0.68 sopra la media del secolo passato. Tra i record di questo periodo nel mondo, alcuni sono davvero impressionanti. Il servizio meteorologico finlandese ha registrato la temperatura massima record di tutti i tempi sul suolo nazionale: 37.2°C, abbattendo di oltre un grado il record che reggeva dal 1914. Anche a Mosca si è registrata la temperatura massima più alta di tutti i tempi: il 30 di luglio la colonnina di mercurio è salita fino a toccare quota 39. In questa bizzarra gara internazionale non è rimasta indietro nemmeno la Cina. Secondo quanto riportato dal Climate Center di Pechino, infatti, durante lo scorso luglio la temperatura media del paese è stata di 22.8°C, la più alta dal 1961.<br /><br />Fonte: http://oggiscienza.wordpress.com/2010/
08/19/luglio-2010-temperature-da-record/]]></description>
<author>Richard@nospam.com (Richard)</author>
<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 14:58:22 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6306.7</guid>
</item>
						<item>
						<title>Auto elettrica ibrida ad alimentazione umana</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6302.7</link>
<description><![CDATA[<div style='text-align:center'><img src="http://m2.paperblog.com/i/7/78793/auto-elettrica-ibrida-ad-alimentazione-umana-L-1.jpeg"style="border: 10px solid #FFFCE6; alt="Il Giornale Online"/></div><br />17 agosto 2010<br />da <strong class='bbcode bold'>Zonwu</strong><br /><br />Silenziosa e leggera. Ecco l'immagine della tipica automobile elettrica che abbiamo in mente. Ma la HumanCar Imagine PS, oltre a possedere queste caratteristiche, introduce un concetto nuovo: alimentazione ibrida umano-elettrica.<br /><br />HumanCar Imagine PS è un'automobile ibrida a quattro posti che può superare i 100 km orari in pianura. E se si considera che parte dell'energia è fornita dallo stesso conducente, la cosa è ancora più sorprendente. Non è in realtà la prima auto elettrica ad alimentazione ibrida umano-elettrica, ma è la prima che vedrà un futuro commerciale a breve. HumanCar è la creazione di Samuel Greenwood, un ingegnere che fin dagli anni '60 si occupa di sviluppare sistemi di locomozioni alimentati dall'uomo. Secondo il blog Autoblog Green, il peso della Imagine PS rientra nell'attuale legislazione (americana) in materia di automobili. Il veicolo può muoversi grazie a due distinti meccanismi: uno è stato studiato per il solo conducente, e si tratta di un una leva frontale che, muovendola avanti e indietro, genera energia per il motore elettrico. Nel caso invece di tre passeggeri più conducente, l'automobile è in grado di funzionare anche grazie al solo "olio di gomito" degli occupanti. Nonostante l'apparente sforzo fisico, l'azienda produttrice sostiene che basta una persona anziana in forma fisica decente per farla funzionare. A breve saranno installati un parabrezza più ampio, una copertura per ogni situazione meteorologica, ed una serie di airbag.<br /><br />La cosa forse più interessante è la velocità massima raggiungibile dalla Imagine PS: se modelli di automobili a "propulsione umana" hanno una media di 30 km/h, la Imagine PS raggiunge facilmente i 45 km/h in salita, fino a superare i 100 km/h su terreno pianeggiante. L'azienda ha già ricevuto 100 ordini, ma prevede di ottenerne 800 fino al momento della messa in produzione. Ogni veicolo costerà 15.500 dollari, una cifra abbastanza alta. Ma se consideriamo che non si può rimanere senza combustibile, e si può continuare a guidare per un periodo virtualmente infinito, forse è un sentiero tecnologico che varrebbe la pena di approfondire.<br /><br /><div style='text-align:center'><object width="350" height="300"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-7aapY_yMnQ&rel=0&color1=0xb1b1b1&color2=0xd0d0d0&hl=en_US&feature=player_embedded&fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/-7aapY_yMnQ&rel=0&color1=0xb1b1b1&color2=0xd0d0d0&hl=en_US&feature=player_embedded&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="350" height="300"></embed></object></div><br /><br />Articolo originale su: <a class='bbcode' href='http://news.discovery.com/tech/human-electric-hybrid-car-goes-30-mph-uphill.html' >news.discovery.com</a><br /><br /><br />Fonte: http://it.paperblog.com/auto-elettrica-
ibrida-ad-alimentazione-umana-78793/]]></description>
<author>Quantico@nospam.com (Quantico)</author>
<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 11:42:07 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6302.7</guid>
</item>
						<item>
						<title>LA SITUAZIONE DEL GOLFO DEL MESSICO</title>
<link>http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6301.7</link>
<description><![CDATA[<strong class='bbcode bold'>di Ben Boux</strong><br />06/08/2010<br /><br />Uno dei grandi prolemi che si presentano durante l'estrazione del petrolio è la presenza di gas metano. Questo gas è un combustibile molto potente e viene usato oggi sia per il riscaldamento, per la produzione dell'energia elettrica, che per la trazione dei veicoli. <br />E'un gas molto infiammabile ed esiste un forte pericolo di esplosione con le concentrazioni in aria dal 5 al 15 % di metano. E'sufficiente in questo caso una semplice scintilla o una piccola fiamma per determinare lo scoppio. <br />Durante l'estrazione e la lavorazione del petrolio il metano viene bruciato in aria, nel caso di estrazioni a grande profondità, quindi a grandi pressioni, il metano potrebbe non essere allo stato di gas, ma mescolato con l'acqua, essere liquido e quindi molto pericoloso e instabile. <br />Il pericolo è immenso, nella zona del golfo del Messico sembrano esserci enormi quantità di gas metano idrolizzato, instabile, che sta filtrando dalle crepe del fondale e dando luogo a bolle di gas, che una volta in superficie potrebbero generare una gigantesca esplosione. <br /><br /><strong class='bbcode bold'>Da documentazione in internet circa il pericolo rappresentato dal metano libero</strong><br /><br />Tra gli studi che cercano di far luce sull'argomento, quello di Gregory Ryskin, un geologo dell'università di Evanston, in Illinois, ha introdotto recentemente una nuova e affascinante teoria. Secondo le sue ultime ricerche, la drammatica estinzione di fine Permiano potrebbe essere stata provocata da una forte esplosione di metano. Il gas, accumulato per anni e anni nelle profondità marine, potrebbe essere venuto prepotentemente a galla a causa del brusco movimento di qualche animale di grosse dimensioni o per impatto di un piccolo meteorite. Sempre secondo i suoi dati, pubblicati sul numero 31 di Geology, il metano non agì solo in quella occasione. <br /><br />Lo stesso CH4, è questa la formula chimica di questo gas, spumeggiando con esplosioni di identico tipo, potrebbe aver dato luogo ad altri importanti fenomeni geologici. Il diluvio universale, cioè il nubifragio planetario più famoso, avvenuto 7000-8000 anni fa in prossimità del mar Nero, potrebbe essere stato provocato da un evento del tutto simile anche se di intensità molto minore. Secondo Ryskin l'esplosione di fine Permiano è stata sicuramente la più forte di questo genere. In quell'occasione la forza dell'esplosione avrebbe raggiunto un'intensità circa 10000 volte superiore alla potenza che potrebbe essere sprigionata dall'attuale arsenale nucleare mondiale. <br /><br />Il fenomeno iniziale si sarebbe rinvigorito per opera della stessa pressione che le bolle di metano spumeggiando in superficie andavano assumendo irreversibilmente. Il loro stesso riaffiorare avrebbe provocato successivamente l'immissione in atmosfera di grandi quantità di anidride carbonica, elemento riscontrato e ben evidenziato grazie ai reperti fossili di quel tempo. Paul Wignall, altro insigne esperto di settore, ha confermato dall'università di Leeds, nel Regno Unito, che eruzioni di gas metano intrappolato nei laghi e negli oceani sono eventi insoliti ma ben conosciuti. Secondo il professor Leeds "quella di Ryskin è un'idea senza dubbio stramba ma non così tanto da non poter essere presa sul serio". A Evanston, in questi giorni, Ryskin continua a studiare il fenomeno e invita tutti i geologi a cercare le possibili aree oceaniche dove altro metano, lento e silenzioso come sempre, potrebbe essersi accumulato in attesa di spumeggiare fuori.]]></description>
<author>Richard@nospam.com (Richard)</author>
<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 21:23:42 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.altrogiornale.org/news.php?item.6301.7</guid>
</item>
				</channel>
				</rss>