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CLIMA: ICEBERG SCIOLTO, 9 ORSI POLARI ALLA DERIVA, ALCUNI MORTI

Il Giornale Online(ANSA) - ROMA, 30 AGO - Nove orsi polari sono da giorni in balia delle onde nel mare di Chukchi in Alaska a quasi 100 chilometri dalle coste dopo che i ghiacci si sono letteralmente sciolti sotto di loro.

Sembra che alcuni non ce l'abbiano fatta. E ora e' corsa contro il tempo per tentare di salvare quelli che ancora hanno la forza di nuotare. L'allarme era stato lanciato intorno al 20 agosto dal Wwf che sta seguendo la situazione e oggi la storia e' apparsa anche sul quotidiano britannico Daily Mail dove campeggia una eloquente fotografia, scattata da un elicottero in ricognizione, di un orso polare che nuota in solitudine in mezzo al mare.

''Alcuni di questi nove esemplari - ha detto Massimiliano Rocco, responsabile del Programma Traffic/Specie del Wwf Italia - non si vedono piu', probabilmente non ce l'hanno fatta. Gli altri sono allo stremo e al limite della sopravvivenza. Non possono tornare indietro e riconquistare naturalmente il pack e' impossibile. Bisogna intervenire in manie...[Leggi tutto]

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Posted on sab 30 ago 2008, 23:50

Sotto i ghiacci una catena di monti grande come le Alpi

Il Giornale OnlineLONDRA - Una catena montuosa grande quanto le Alpi con picchi di oltre 3.000 metri sopra il livello del mare si nasconde sotto una coltre di ghiaccio spessa quasi quattro chilometri in Antartide. A confermarne l'esistenza e le straordinarie dimensioni è stato un progetto internazionale di rilevamento geografico guidato dalla British Antarctic Survey, la cui scoperta ora solleva una serie di interrogativi su come la coltre glaciale si sarebbe formata senza erodere il sistema montuoso.

La catena di Gamburtsev - così fu battezzata dall'equipe di ricercatori sovietici che per la prima volta la identificarono una cinquantina di anni fa senza però arrivare a calcolarne le impressionanti dimensioni - sarebbe lunga circa 800 chilometri e spessa circa 400, con picchi di oltre 3.000 metri e valli a 1.000 metri sotto il livello del mare. A lasciare a bocca aperta gli scienziati - che per diverse settimane hanno mappato la catena montuosa con l'aiuto di radar e sensori magnetici in una temperatu...[Leggi tutto]

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Posted on dom 01 mar 2009, 01:27

Arcobaleno capovolto a Cambridge un effetto dei mutamenti climatici

Il Giornale OnlineSegnalato da Giusparsifal

Il clima cambia, l'arcobaleno pure: ora è capovolto e ha l'aspetto di un sorriso. L'immagine è stata catturata da un'astronoma, nei cieli di Cambridge. "Non ho mai visto una cosa del genere in tutta la mia carriera", confessa Jacqueline Mitton, 60 anni, una vita spesa a scrutare il cielo. Grande è stata quindi la sorpresa quando, domenica scorsa, poco prima delle 17, si è affacciata dalla finestra della sua abitazione inglese.

Si tratta di un fenomeno molto inusuale, che ha luogo quasi esclusivamente nelle aree polari. "Devono verificarsi determinate condizioni climatiche, che certamente non capita di trovare a Cambridge. Almeno questo è quello che credevamo", dice l'esperta. Tecnicamente l'arcobaleno capovolto si chiama "arco circumzenitale" ed è spesso difficile da individuare, perché è sempre posizionato in alto, attorno allo zenit. Si forma a causa della rifrazione dei raggi solari da parte di minuscoli cristalli di ghiaccio. I colori sono molto più...[Leggi tutto]

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Posted on mer 17 set 2008, 22:28

Gli oceani rispondono al sole che dorme: raffreddandosi
Il Giornale Online
La distribuzione delle SST, le temperature superficiali degli oceani, sta cambiano assetto. Il trend imboccato, qualora proseguisse la strada intrapresa, potrebbe generare modifiche all'impianto circolatorio generale dell'atmosfera, riportando gradualmente le pedine quali erano nel periodo ante global warming.


Pacifico e Atlantico. Due fette importanti delle nostre vicissitudini climatiche, uniti da una complessiva tendenza al raffreddamento, come testimoniato da vari indici, come Nina, PDO e ora anche l'AMO.


Non accade solo per il Sole, le cui previsioni dell'attività maculare sono state ripetutamente smentite da una fase di stanca che ancora la maggior parte degli scienziati non si sa spiegare. Ora sta accadendo anche in casa nostra e precisamente per le SST, ossia le temperature superficiali dei nostri oceani.

E se per quanto riguarda il Sole, gli abbagli predittivi presi sono assolutamente comprensibili, dato il livello ancora piuttosto pionieristico dei relativi studi, le inesattezz...[Leggi tutto]

clima   Quantico   

Posted on ven 20 mar 2009, 20:15

La prima legge sul clima: ecco perché abbiamo fretta
Il Giornale Onlinedi ED MILIBAND

Sappiamo di dover agire sui cambiamenti climatici, ma come?
Con il chiarirsi delle informazioni scientifiche, mentre assistiamo agli effetti dei cambiamenti non nel futuro, ma proprio qui e ora, con le emissioni mondiali in continua crescita, i paesi del mondo sono alla ricerca di nuove strategie. Ognuno di noi può imparare dagli altri.



Nel Regno Unito ci siamo impegnati a costruire di un futuro a basso tenore di carbonio. Una legge sui Cambiamenti Climatici, la prima nel suo genere, significa che le emissioni di gas serra devono essere ridotte per legge dell'80% entro la metà di questo secolo.
L'impegno riconosce la necessità immediata di un'azione per affrontare un cambiamento di questa portata.

Quindi, avviandoci verso il 2050, ci saranno "budget del carbonio" per ogni quinquennio che, come la scadenza del 2050, saranno vincolanti per legge.

C'è chi ha già obiettato che, in tempi duri per l'economia, dovremmo fare marcia indietro sui nostri obiettivi in fatto di cambia...[Leggi tutto]

clima   Quantico   

Posted on lun 01 dic 2008, 12:11

ACQUE TROPPO CALDE, MEDITERRANEO A RISCHIO

Il Giornale Online
ROMA - Acque troppo calde nel Mediterraneo e non solo d'estate. La temperatura aumenta anche in inverno e coinvolge anche le acque profonde, che registrano un aumento di due gradi. Un'anomalia che fa saltare gli equilibri dell' intero bacino. A rischio in particolare la corrente dell' Adriatico, una delle tre correnti mediterranee che assicurano la vitalità del nostro mare.

Nel 2003 questa corrente si è già "spenta". Questi i dati dell' allarme clima, resi noti oggi in una conferenza stampa al ministero dell' Ambiente, emersi da un'elaborazione dell'Istituto per la ricerca sul mare (Icram) e provenienti dal gruppo di lavoro sull' ambiente marino della Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici, che si terrà il 12 e 13 settembre a Roma, alla Fao. In particolare, si legge nel rapporto, l'inverno scorso la temperatura del Tirreno fino a 100 metri di profondità è stata di due gradi sopra la media stagionale: 15 gradi contro i 13 che si misurano abitualmente nella colonna d'acqua. ...[Leggi tutto]

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Posted on mar 11 set 2007, 13:39

Cacciare i nativi per difendere il clima?

Il Giornale Onlinedi Marina Forti

I popoli indigeni, dall'Artico alle isole del Pacifico meridionale, «sono quelli che hanno contribuito meno alle emissioni di gas di serra e hanno la traccia ecologica più leggera sulla terra: ma soffrono le conseguenze peggiori del cambiamento del clima e anche delle misure intese a rallentarlo» leggiamo su uno studio diffuso la scorsa settimana dall'università delle Nazioni unite. E poi: soluzioni su larga scala come «la produzione di biocarburanti, l'espansione di energie rinnovabili e altre misure di mitigation stanno costringendo in molti casi le comunità indigene a sfollare».

Ecco un punto di vista su cui bisognerà riflettere. Mitigation è diventata una parola chiave, nelle conferenze mondiali sul cambiamento del clima. Le «strategie per mitigare» il riscaldamento globale sono il centro di ogni nuova tornata di negoziati internazionali, di ogni simposio e di ormai innumerevoli documento di impegni: significa, in breve, strategie per ridurre le emissioni d...[Leggi tutto]

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Posted on mer 09 apr 2008, 22:46

Contro le iniezioni di solfati nella troposfera

Il Giornale OnlineSebbene il cambiamento climatico sia una minaccia enorme, occorre molta più ricerca prima che si possa tentare una soluzione geo-ingeneristica globale.

Un’idea molto discussa nella comunità scientifica per combattere il riscaldamento globale consiste nell’iniettare particelle di solfati nella stratosfera. Ora una ricerca diretta da Simone Tilmes del National Center for Atmospheric Research (NCAR) degli Stati Uniti, mette in guardia dai pericoli di una simile operazione, che potrebbe ritardare di decenni il recupero del buco dell’ozono sopra l’Antartico e determinare una significativa perdita di ozono sopra l’Artico.
"I dati che abbiamo raccolto indicano che il tentativo di raffreddare artificialmente il pianeta avrebbe pericolosi effetti collaterali”, ha spiegato Tilmes, che firma un articolo su “Science Express”. "Sebbene il cambiamento climatico sia una minaccia enorme, occorre molta più ricerca prima che si possa tentare una soluzione geoingeneristica globale."

Ques...[Leggi tutto]

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Posted on sab 03 mag 2008, 11:11

Guerre climatiche - - di Michel Chossudovsky - Professore di Economia dell' Università di Ottawa

Il Giornale Online
L'importante dibattito sul riscaldamento globale patrocinato dalle Nazioni Unite fornisce solo una immagine parziale del cambiamento climatico; oltre al devastante impatto delle emissioni di gas-serra nello strato d'ozono, il clima mondiale può ora essere modificato come parte di una nuova generazione di sofisticate "armi non letali" (non-lethal-weapons). Sia gli americani che i russi hanno sviluppato le capacità di manipolare il clima del mondo.
Negli Stati Uniti, la tecnologia è stata perfezionata all'interno del programma "High-frequency Active Aural Research" (HAARP) come parte della Iniziativa di Difesa Strategica. Recenti prove scientifiche suggeriscono che HAARP è pienamente funzionante ed ha la capacità di provocare inondazioni, siccità, uragani e terremoti.

HAARP E' UN'ARMA DI DISTRUZIONE DI MASSA NON SOTTOPOSTA AD ALCUN NEGOZIATO.

Da un punto di vista militare, HAARP è un'arma di distruzione di massa. Potenzialmente costituisce uno strumento di conquista in grado di dest...[Leggi tutto]

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Posted on dom 18 mag 2008, 11:28

Il Polo Nord si scioglie, evacuata la base artica russa a nord delle isole Svalbard


Una stazione polare dell'oceano Artico occupata dai russi viene evacuata in fretta a causa dello scioglimento della placca di ghiaccio, che si trova a 120 km dall'arcipelago norvegese delle Svalbard. Una nave rompighiaccio è partita da Arcangelo per andare a recuperare gli scienziati. La placca si è sciolta ed è passata da una superficie di 15 kmq misurata nel settembre 2007 ad appena 600 metri quadrati di oggi.


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Posted on lun 04 ago 2008, 18:12

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