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Un museo sottomarino per ammirare l'antica civiltà egiziana
Il Giornale OnlineL'avveniristica costruzione dovrebbe sorgere ad Alessandria d'Egitto.

Il costo supererà i 140 milioni di dollari. I lavori dovrebbero partire all'inizio del 2010


ALESSANDRIA D'EGITTO - Passeggiare sott'acqua e ammirare i reperti di una delle civiltà più antiche del mondo. Il governo egiziano ha confermato la costruzione di un gigantesco museo sottomarino nel Mediterraneo: l'avveniristica costruzione dovrebbe sorgere ad Alessandria d'Egitto, il più importante centro culturale dell'ellenismo dove un tempo sorgeva l'imponente palazzo reale di Cleopatra e il mitico Faro.

Come tante opere dell'antichità queste due costruzioni furono distrutte da due terribili terremoti (la residenza della regina Cleopatra s'inabbissò nel V secolo D.C. mentre il Faro d'Alessandria riuscì a sopravvivere altri nove secoli) e i reperti furono inghiottiti dal mare. Adesso grazie a tunnel sottomarini e a strutture supertecnologiche i turisti di tutto il mondo potranno contemplare i tantissimi reperti della ...[Leggi tutto]

Egitto   

Posted on dom 22 feb 2009, 23:13

3 statue di faraoni neri a Dangeil

Il busto di Senkamanisken (Berber-Abidiya Archaeological Project)


Inviata da aezio

Sono state rilasciate le immagini delle tre statue scoperte lo scorso mese a Dangeil , nel profondo Sudan; appartenevano a tre faraoni della 25′ dinastia – anche nota come quella dei faraoni neri-. Spicca in particolare quella enorme di Taharqa. Non è mai stata trovata una statua di un faraone così a sud. I faraoni di questa dinastia provenivano dalla Nubia (oggi una regione tra Sudan ed Egitto). Questi faraoni nubiani provarono ad incorporare la cultura egizia nella loro. Costruirono pure piramidi in Sudan (sebbene ciò non venisse più fatto in Egitto da quasi 800 anni).

Taharqa fu un faraone della 25′ dinastia e regnò all’incirca dal 690 al 664 a.C. un territorio che si estendeva dal Sudan fino a Levante. Alla fine del suo regno un conflitto con gli assiri lo costrinse però a ritirarsi a sud, fino dentro alla Nubia, dove morì nel 664 a.C. L’Egitto, divenuto provincia degli assiri, riguada...[Leggi tutto]

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Posted on ven 15 gen 2010, 00:49

Intervista a Carmen Boulter su Coast to Coast radio
Segnalato da Alidivento



Professoressa alla University of Calgary, Carmen Boulter ha presentato evidenze e ricerche che suggeriscono a suo parere, che per la costruzione di piramidi in Egitto siano state usate levitazione e conoscenze avanzate. I suoi ricordi di una vita passata da bambina l'hanno spinta a cercare evidenze fisiche delle sue visioni di templi, piramidi e cerimonie. Per questo è stata in Egitto 23 volte per fare profonde ricerche accademiche e lavoro sul campo in merito alla Grande Piramide. La Grande Piramide, fa notare, è una costruzione monumentale che si espande per 2 acri ed è composta da 2.3 milioni di pietre. Vicino ad essa troviamo sei siti distinti che ci portano a 22 piramidi e queste strutture funzionavano assieme come un sistema energetico e ci fu un tempo in cui il Nilo le fiancheggiava, spiega la professoressa. Questo porta la data della costruzione molto più indietro di quanto si pensi. Inoltre, queste piramidi non potevano essere costruite con scalpelli...[Leggi tutto]

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Posted on dom 03 gen 2010, 17:55

LA SCOPERTA DELL’OCCHIO DI QUETZALCOATL ED IL SEGRETO DELL’OCCHIO DI HORUS AFRICA, ASIA E AMERICA PRIMA DI CRISTOFORO COLOMBO “FORSE UNA NAVICELLA DI ATLANTIDE?”
Il Giornale OnlineL’incredibile scoperta paleoastronautica di Lucio Tarzariol, un’altra prova sull’esistenza di aeromobili in epoche remote e della comunicazione tra i continenti prima della scoperta dell’America.

Studi e interpretazioni del ricercatore


L’azteco Occhio di Quetzalcoatl, la rappresentazione del corrispondente egizio Occhio di Horus; o meglio come dice Sitchin nella traduzione della sua undicesima tavoletta sumera, “la Colonna Fiammeggiante, il Pesce Celeste donato a Horon da Ningishzidda”.
Premetto che molte scoperte archeologiche non sono state fatte a colpi di piccone e pala, ma chiusi in uno studio o in un museo, infatti ciò che per lo scavatore non è che un pezzo tra le migliaia di reperti archeologici ad un attento ed oculato studio può rivelarsi unico, anche a decine di anni dal ritrovamento dello stesso; come accade al British Museum nel 1872, quando un semplice incisore di nome George Smith, appassionato dilettante di antichità assire, si trovo davanti ad una tavol...[Leggi tutto]

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Posted on dom 22 nov 2009, 20:46