Abduction: preservazione genetica (?)

Il Giornale Online
L'intervento positivo di civiltà extraterrestri nell'evoluzione umana. Negli ultimi anni la comunità ufologica internazionale, sulla base di concrete prove fisiche e di deduzioni logiche, sostiene in via definitiva l'interpretazione extraterrestre del fenomeno UFO. Soltanto alcuni studiosi, quali il franco-americano Jacques Vallée o altri, si dichiarano ancora convinti della natura parafisica del fenomeno alla quale attribuiscono la causa della sua manifestazione.

Le loro teorie sono comunque da inserire in un quadro meramente teorico e quindi speculativo e non offrono spunti di meditazione che potrebbero rendere traballanti le certezze raggiunte dai membri della comunità ufologica. Nonostante concordino sull'origine extraterrestre degli oggetti volanti non identificati gli esponenti della moderna ufologia (personale militare in carriera e in pensione, sociologi, antropologi, investigatori, contattisti, rappresentanti del mondo scientifico, psichiatri, astronauti, simpatizzanti e rapiti) si dividono sostanzialmente in tre gruppi i quali si differenziano per la diversa opinione sulla natura pacifica o aggressiva dei visitatori alieni.

Una parte di essi, infatti, sostiene che tutte le razze di E.T. che ci visitano abbiano mire di conquista territoriale o stiano usando il nostro pianeta come una sorta di laboratorio di sperimentazione. A questi si oppongono i cosiddetti “positivisti” dell'ufologia che credono che il fenomeno UFO abbia una profonda implicazione spirituale e che sia a favore dell'evoluzione dell'uomo, sulla terra.

Un terzo gruppo, infine, non assume una posizione definitiva e ammette entrambe le ipotesi. Al centro di questa controversia vi è il fenomeno dei rapimenti ad opera di alieni la cui manifestazione, per certi versi drammatica, funge da punto di sostegno a chi teorizza l'indole malvagia dei visitatori alieni.

I rapimenti

La fenomenologia dei rapimenti possiede, senza dubbio, caratteristiche traumatiche e non è quindi possibile raggiungerne la piena comprensione se non in seguito ad uno studio attento della sua profonda implicazione per quanto concerne l'apertura della coscienza umana, come avremo modo di spiegare in seguito. Purtroppo, una buona parte di ricercatori, si sofferma all'analisi fisica del fenomeno evidenziando quindi gli aspetti traumatici derivati dal confronto con una realtà che irrompe rudemente nella nostra vita oltrepassando i confini di quella che potremmo definire “normalità”.

Le abduction si verificano generalmente quando il soggetto da prelevare si trova all'interno della sua abitazione o alla guida della sua auto. Gli indizi che rivelano l'imminenza di un rapimento sono identificabili nella presenza di una luce azzurra o bianca che inonda improvvisamente la camera da letto, la percezione di uno strano ronzio, la vista di esseri umanoidi, l'avvistamento di oggetti volanti non identificati sia da parte del rapito che di testimoni che si trovano nelle immediate vicinanze.

Il soggetto in questione viene poi sollevato da un fascio di luce e, passando attraverso i muri della propria abitazione o il tetto dell'automobile, viene trasportato all'interno dell'astronave aliena. A nulla servono le richieste disperate di aiuto lanciate magari al coniuge che rimane “addormentato” per tutta la durata del rapimento.
Una volta a bordo della nave l'addotto viene sottoposto ad una serie di analisi e visite, per lo più urologiche o ginecologiche, mentre alla paura dell'esperienza in se stessa si aggiunge il terrore dovuto ad un senso di intorpidimento che non gli permette di compiere movimenti volontari. Gli esseri, generalmente dalla pelle grigia, la testa priva di capelli, le braccia lunghe, la bocca minuta, continuano a studiare il prigioniero tenendo i loro grandi occhi molto vicini al suo volto……

Nella maggior parte dei casi gli alieni comunicano con i rapiti per via telepatica e trasmettono loro informazioni o tentano semplicemente di tranquillizzarli con la promessa che non verrà fatto loro alcun male. Molti addotti hanno inoltre raccontato di aver visto, a bordo delle astronavi, bambini dall'aspetto ibrido, nati dalla fecondazione di ovuli alieni con sperma umano o viceversa, e di essere stati incoraggiati a giocare con loro. Generalmente i rapiti non ricordano tali esperienze ma accettano di essere sottoposti a sedute di regressione ipnotica per colmare strani vuoti di memoria o per trovare una risposta a paure inconsce, quali quella di volare, del buio, degli ascensori, degli animali, degli insetti, di luoghi chiusi o del contatto sessuale.

Nel corso di queste visite psichiatriche i pazienti rammentano quanto accaduto e rivivono il trauma dell'esperienza. Alcune donne ricordano di aver subito l'asportazione degli ovuli che vengono poi fecondati dagli extraterrestri. L'essere geneticamente modificato viene in seguito inserito nel loro ventre e sottratto solo dopo poche settimane di gestazione.
Secondo il noto psichiatra di Harvard, John Mack “l'aspetto traumatico ha quattro dimensioni. In primo luogo… essere paralizzati e trascinati contro la propria volontà da esseri alieni in un ambiente estraneo ed essere sottoposti a operazioni che si presentano coi caratteri di uno stupro, alcune delle quali particolarmente umilianti per la dignità umana, è ovviamente molto sconvolgente. Sotto questa luce è sorprendente che gli addotti non soffrano di disturbi di natura ben più grave rispetto ai sintomi da loro già manifestati.

In secondo luogo, i rapiti sperimentano per tutta la vita un senso di isolamento e di distacco da tutti coloro che li circondano. Che ricordino o meno consciamente molti elementi delle loro esperienze, i rapiti si sentono di essere in qualche modo 'differenti' dagli altri, di non appartenere a questa società… Terzo, i rapiti sperimentano quello che ho denominato 'shock ontologico' quando si rendono pienamente conto della realtà dei loro incontri.

Essi, come tutti noi, sono cresciuti con la convinzione che sulla Terra siamo gli unici abitanti dell'universo… I rapiti tendono a persistere nella speranza che verrà trovata una spiegazione psicologica per le loro esperienze, persino quando mi confessano che quanto è loro accaduto è reale come la conversazione che stiamo intrattenendo. Infine i traumi collegati ai rapimenti sono differenti da tutti gli altri perché possono ripetersi in ogni tempo… il loro ripetersi durante la vita di un individuo non segue uno schema prevedibile”.

In ultimo, i rapiti possono riportare sulla pelle dei piccoli tagli e/o cicatrici o scoprire che all'interno dei loro corpi sono stati inseriti dei piccoli oggetti, apparentemente metallici, definiti impianti e il cui scopo non è stato ancora ben identificato. Si suppone, senza averne le prove, che possano essere utilizzati dagli alieni per localizzare o per monitorare le condizioni psico – fisiche dei soggetti tenuti in esame.

Gli impianti alieni

Il più importante investigatore del fenomeno degli impianti extraterrestri è l'ipnoanestesista e ipnoterapeuta statunitense Derrel Sims, ex – agente della CIA e capo investigatore del FIRST, acronimo di “Fund for Interactive Research and Space Technology”. Sims è attualmente in possesso di una collezione composta da decine di artefatti rimossi dai corpi dei presunti rapiti e ha pubblicato le conclusioni delle sue indagini nel libro “Alien Hunter: The Medical and Scientific Evidence”, scritto in collaborazione con il dott. Roger Leir.

Secondo i due autori gli impianti, in quanto prove fisiche, costituirebbero una delle testimonianze più valide a sostegno della veridicità delle esperienze raccontate dai rapiti. E' comunque difficile, anche a detta dello stesso Sims, provare se gli impianti siano effettivamente di natura aliena visto che le indagini, da lui condotte, non hanno ancora portato ad una risposta definitiva.

“Continuano ad emergere nuovi dati”, ha dichiarato il capo investigatore del FIRST all'interno di un articolo pubblicato nella rivista brasiliana UFO, “scoperti da noi e da altri investigatori. Noi rifiutiamo l'implicazione spirituale del fenomeno… crediamo soltanto che le evidenze siano molto forti… siamo comunque dell'opinione che qualsiasi prova, prima di poter essere relazionata agli UFO, debba necessariamente essere passata al vaglio di scienziati specializzati”.

Il Dipartimento di Medicina dell'Università di Houston, al quale il FIRST ha affidato le analisi degli impianti, ha rilevato nel nucleo interno la presenza di diversi tipi di metallo coperti da una sorta di gelatina che si innesta alla perfezione nel tessuto connettivo.
A volte, la parte esterna è costituita da un materiale simile alla ceramica. I biologi, i chimici e i microbiologi che hanno effettuato le analisi, ignari della motivazione per la quale gli oggetti erano stati sottoposti ad esame, non hanno saputo spiegare il motivo della loro presenza nel corpo dei “pazienti”.

La particolarità degli impianti consiste nel fatto che questi, nonostante siano corpi estranei, non provocano alcun tipo di infezione e, in alcuni casi, sono costituiti da composti chimici che non potrebbero esistere in tale matrice.

La teoria della presenza aliena negativa

Al termine di questo breve accenno al complesso problema delle abduction sorge spontaneo chiedersi la motivazione di quanto finora elencato.
Secondo il dott. David Jacobs, professore di storia alla Temple University, di Filadelfia, gli alieni stanno attuando, sulla terra, un preciso piano di colonizzazione nell'ambito del quale è prevista la creazione di una razza ibrida che abiterà in futuro il nostro pianeta. Sulla base delle indagini da lui condotte, Jacobs esclude la possibilità che gli alieni possano provare spontaneamente sentimenti come l'amore o l'affetto, che potrebbero eventualmente suscitare per mezzo di manipolazioni della mente.

A tale conclusione sarebbe giunto in seguito allo studio della telepatia, il mezzo di comunicazione comunemente utilizzato dagli alieni che, secondo il suo parere, rappresenterebbe la negazione dell'intimità e della libertà di pensiero. L'uso della telepatia, afferma, precluderebbe l'utilizzo dell'apparato uditivo, che gli alieni non sarebbero abituati ad utilizzare, e quindi di tutte le emozioni ad esso collegate. Lo stesso vale per l'uso della parola e presumibilmente anche per quello della vista che, in mancanza di forme di comunicazione diretta, è probabile si sviluppi in modo diverso.

A detta di Jacobs ci troveremmo quindi di fronte all'inibizione delle attività sensoriali e, di conseguenza, ad una profonda carenza di emozioni. Il professore di Filadelfia sostiene infine che gli alieni non sarebbero in grado di apprezzare nessuna forma di espressione artistica e condurrebbero una vita decisamente monotona.

“Non si sa”, afferma lo stesso Jacobs, “se la telepatia, nel caso dei rapiti, sia stimolata artificialmente per mezzo di manipolazioni, alterazioni neurologiche o grazie ad impianti collocati nel cervello. Comunque sia, è certo che questo tipo di comunicazione è presente dall'inizio del rapimento o addirittura anche prima, poiché molte vittime raccontano di rispondere ad una sorta di comando silenzioso che le esorta ad alzarsi dal proprio letto, scendere le scale della loro casa, uscire e aspettare. Un altro aspetto interessante di questo studio è che la trasmissione telepatica termina improvvisamente, così come ha inizio…

A volte capita che diversi addotti, all'interno delle astronavi, comunichino tra loro per via telepatica… 'scambiando i pensieri', avvalendosi quindi di una struttura comunicativa alla quale non sono abituati… capita che a volte un rapito tranquillizzi un altro rapito assicurandogli che gli alieni non gli faranno alcun male e che verranno presto lasciati liberi”. Anche gli alieni rassicurano a volte le “vittime” del rapimento ma, stando al parere di Jacobs, lo farebbero per evitare la produzione di adrenalina, che potrebbe compromettere l'esito degli esperimenti in corso. Nessun sentimento di pietà, quindi, ma solo preoccupazione per la buona riuscita delle analisi che dovrebbero accelerare il processo di colonizzazione del nostro pianeta.

Ancora più incisive le dichiarazioni del prof. Corrado Malanga, ricercatore chimico dell'Università di Pisa e da parecchi anni impegnato nella ricerca sulle abduction. Nel novembre del 1997, ai microfoni del TG2, Malanga ha affermato: “Non credo proprio che ci stiano sperimentando, né controllando, né sutdiando ma, in realtà ci stanno sfruttando nel vero senso della parola. Il nostro materiale potrebbe essere bio – compatibile con il loro e loro lo utilizzano semplicemente come se il pianeta fosse una stalla e noi fossimo il loro bestiame”.

John Mack: i rapimenti hanno un'implicazione spirituale

E' evidente, come già in precedenza accennato, che chiunque giunga a tali conclusioni non abbia considerato l'aspetto del profondo cambiamento della personalità del rapito e della sua crescita sul piano spirituale. E' vero che nella fase iniziale del rapimento i soggetti prelevati si trovano a vivere uno stato intenso e sconvolgente di paura o di sgomento ma, aiutati dagli stessi alieni, gli addotti riescono in seguito ad accettare quanto stanno vivendo, a comprenderne il significato e addirittura a viverlo come esperienza mistica.

Questo è quanto emerge dagli studi del noto psichiatra John Mack, autore del libro “Rapiti” che si è occupato, personalmente, di sottoporre a sedute di ipnosi regressiva più di un centinaio di protagonisti di abduction. “Mi viene spesso chiesto”, commenta lo psichiatra, “come possano delle esperienze così traumatiche, a volte apparentemente crudeli, portare a una trasformazione spirituale. Per me non vi è una contraddizione a meno che non si voglia relegare la spiritualità a reami dove domina il sublime e il dolore e la lotta siano esclusi. A volte le nostre più importanti trasformazioni spirituali vengono da insegnanti severi…

Si potrebbe addirittura compiere un altro passo, obiettando che la vera crescita spirituale è inevitabilmente sconvolgente, quando i confini della coscienza vengono abbattuti noi ci apriamo a nuove dimensioni dell'esistenza.” In seguito ai rapimenti, infatti, molti dei soggetti prelevati sviluppano una particolare sensibilità nei confronti dei problemi legati all'ecologia e sentono di dover fare qualcosa per migliorare l'attuale situazione ambientale del pianeta.

“Ogni rapito”, continua Mack, “prova in qualche modo un'espansione del suo senso dell'identità nel mondo. Quest'apertura a una più completa identità può essere il diretto risultato del rapimento, se non il punto focale del processo stesso. Il cambiamento sembra derivare da due elementi collegati. I rapimenti stessi scuotono la nostra illusione di avere il controllo su noi stessi e dimostrano forzatamente che siamo impotenti di fronte a forze ed esseri i cui scopi rimangono sconosciuti.

Ogni rapito capisce di non far parte dell'unica razza di individui nell'universo ma che esso è abitato da varie altre entità che 'non si pensa' debbano esistere. Capiscono che gli esseri umani non sono i signori della Terra, ma “bambini del cosmo” che devono trovare la loro via per vivere in armonia con tutti i tipi di creature che popolano la Terra e l'universo. Questa è una lezione terrificante di umiltà che apre la psiche a una più ampia percezione dell'universo, degli esseri e delle entità che lo abitano.

Allo stesso tempo, come ho sottolineato, i rapiti si aprono alla presenza di una fonte Divina, che riempie i loro esseri e dona un senso di unità con la coscienza universale dalla quale siamo venuti e alla quale ritorneremo. Le esperienze di vite precedenti, che espandono il senso del sé nel tempo in forma corporea e incorporea, creano una successiva espansione del sentimento di ciò che deve essere un individuo. Infine il senso particolare che molti rapiti acquisiscono durante la regressione di avere una doppia identità umana-aliena rinforza tutto il processo, perché la parte aliena di sé è percepita come una parte perduta, un legame dell'anima con la fonte universale della coscienza, l'anima mundi, dalla quale sono stati separati”.

Gli alieni diventano a questo punto dei “fratelli cosmici” e vengono riconosciuti dai rapiti come gli stessi esseri angelici di cui parlano le Sacre Scritture e che fungono da intermediari tra l'uomo e Dio.
Nel corso di una seduta Arthur, uno dei “pazienti” del dott. Mack, riferisce che l'intento di questi esseri è quello di comunicare con il genere umano e che per permettere questa comunicazione occorre eliminare la paura. La dimostrazione della veridicità di tale concetto è data dal fatto che, una volta superata la fase traumatica dell'esperienza, i rapiti hanno la possibilità di intraprendere delle discussioni, generalmente per via telepatica, con gli alieni i quali, con amore, spiegano loro il motivo dei rapimenti. Avvalendosi poi di potenti schermi televisivi mostrano agli umani immagini apocalittiche della terra distrutta da un disastro nucleare, da forti terremoti, eruzioni vulcaniche e inondazioni.

Alcuni addotti vengono incaricati di svolgere particolari opere di soccorso nel corso di questi futuri martiri. I rapiti identificano in queste immagini delle predizioni ed è per questo che si adoperano per la preservazione della vita. Da tutto questo deduciamo che l'intento degli alieni è quello di aiutarci a superare il grave momento di crisi che stiamo attraversando. Alcuni potrebbero pensare che questa non sia la giusta metodologia ma, la storia è testimone, le carezze, da sole, non sono mai servite a cambiare la coscienza dell'uomo.

L'esempio della crocifissione di Cristo dovrebbe essere sufficiente a chiarire questo concetto. Chissà, forse ci siamo allontanati così tanto dal mondo spirituale che gli angeli, per richiamare la nostra attenzione, sono costretti ad operare sull'unico piano che ancora siamo in grado di comprendere: quello fisico.

Gli extraterrestri non sono negativi: la nostra certezza della loro presenza positiva

Nella fase conclusiva di questo articolo vorrei illustrare le motivazioni che mi spingono ad affermare, con assoluta certezza, che gli alieni che ci visitano non sono negativi. Premetto di nutrire profondo rispetto per le idee espresse dal dott. Jacobs o da altri che, diversamente da me, manifestano di non accettare l'implicazione trascendentale o spirituale del fenomeno UFO. E' chiaro che per l'investigatore, il lettore o il ricercatore che esclude a priori la possibilità che l'universo sia nato per una causa spirituale, il mio discorso potrà presentare delle imperfezioni e quindi non essere condiviso. A questi chiedo di basarsi sul concetto, scientificamente provato, che l'universo regola il suo continuo divenire con la legge dell'equilibrio: la legge di causa ed effetto.

Fatta questa premessa desidero affermare che le attività degli extraterrestri, sulla terra, sono regolate da un preciso programma cosmico e ciò è facilmente deducibile da una serie di motivazioni che in questa sede mi appresto ad elencare.
1) E' opinione comune, negli ambienti ufologici, che le razze extraterrestri che visitano il nostro pianeta siano molteplici. Gli stessi rapiti, a bordo delle astronavi, riconoscono entità dalle caratteristiche fisionomiche differenti confermando quanto dichiarato da testimoni oculari provenienti da ogni parte del mondo e dagli stessi contattisti .

Ma, nonostante svolgano compiti diversi sul nostro pianeta, nessuna di queste razze, ha mai attuato una metodologia di contatto massivo. Questo ci dimostra che, tra tutte le specie aliene che visitano la terra, c'è un denominatore comune e tale considerazione esclude la possibilità che esistano razze positive e negative in opposizione tra loro. Se così fosse una delle due parti si sarebbe sicuramente manifestata pubblicamente al fine di conquistare o di sensibilizzare spiritualmente la razza umana.

Non è infatti logicamente concepibile che due fazioni in lotta per il potere attuino una metodologia comune e ciò lascia presupporre che vi sia un'entità, una forza, un'energia, un istinto, un Dio o comunque lo si voglia chiamare che sta al di sopra di loro. E se esiste un'entità che sovrasta ogni loro azione allora il motivo della visita extraterrestre è da ricondursi proprio a questa energia che rappresenta l'equilibrio universale. La logica conseguenza di tali dichiarazioni è che gli alieni hanno un preciso compito da svolgere sul nostro pianeta.

2) Un notevolissimo gruppo di rapiti si dedica ai valori spirituali, e questo è chiaramente testimoniato dagli studi del noto psichiatra John Mack, di cui ho precedentemente trattato. E' altresì vero, come sostiene Jacobs, che alcuni addotti sono rimasti fortemente traumatizzati dall'esperienza di rapimento e vivono nel terrore che questa possa un giorno ripresentarsi. Se mi è concessa una breve puntualizzazione, questo senso di sgomento e di angoscia è presente solo in coloro che si sono affidati a psicoterapeuti atei, che non accettano la trascendentalità della vita.

Questi professionisti non hanno aiutato i pazienti a sviluppare quello stadio di coscienza sensibile che aiuta i rapiti a liberarsi dalla morsa della paura e a realizzare il significato dell'esperienza. Quest'idea rimane una mia speculazione in quanto l'unica prova in mio possesso è che i rapiti analizzati da psichiatri come John Mack non manifestano alcun tipo di timore mentre quelli affidati alle cure di Jacobs non riescono a superare il trauma.
3) La quasi totalità degli ufologi è convinta che gli extraterrestri visitino il nostro pianeta da quando è apparso l'uomo. Questi esseri avrebbero quindi accompagnato e contribuito alla nostra evoluzione psico – fisico – spirituale, come è ampiamente dimostrato nei trattati della cosiddetta paleoastronautica.

Perché quindi solo adesso, improvvisamente, dovrebbero rappresentare una minaccia per la sopravvivenza della razza umana? Se avessero voluto colonizzarci lo avrebbero potuto fare già molti secoli fa e il fatto che non si siano mai dimostrati ostili, nei nostri confronti, dimostra quanto sopra riportato: gli alieni rispettano l'equilibrio cosmico e il nostro libero arbitrio.

Tracce della presenza extraterrestre sono inoltre presenti nella vita di grandi personaggi quali Gesù Cristo, Krishna, Buddha ecc. considerati da alcuni entità divine incarnate mentre da altri grandi pensatori o rivoluzionari che hanno aiutato la razza umana ad elevare il proprio stato di coscienza e di conoscenza. Come è possibile apprezzare nelle immagini che corredano questo articolo, durante la missione di queste personalità si sono verificate eclatanti manifestazioni ufologiche a dimostrazione del fatto che questi esseri accompagnano da sempre chi ha scelto di lottare per un giusto ideale, anche a costo della propria vita.

Nonostante abbiano dato ampia dimostrazione della loro natura non violenta è capitato che, in particolari occasioni, gli extraterrestri siano stati costretti ad intervenire drasticamente per porre fine a situazioni di estrema degenerazione e riequilibrare l'ordine che i terrestri avevano sconvolto; mi riferisco, per esempio, alla distruzione di Sodoma e Gomorra e vorrei a questo proposito spiegare che esistono, nell'universo, alcune razze alle quali l'Essere Macrocosmico ha affidato il compito di aggredire, e se necessario distruggere, gli enzimi degenerati che tentassero di oltrepassare i confini della Legge divina. Potremmo definire questi esseri una sorta di anticorpi che, come è noto, intervengono per distruggere i virus e quindi impedire il propagarsi di una malattia.

La razza scelta per compiere questa missione è proprio quella dei grigi la quale, come affermarono il colonnello Philip Corso e vari contattati quali Eugenio Siragusa o George Adamski, è costituita da entità biologiche create da esseri molto più evoluti di loro. Gli extraterrestri provengono infatti da diversi piani evolutivi e possono essere suddivisi in esseri tridimensionali , quadridimensionali ed esseri di luce, provenienti dalla quinta dimensione e quindi dotati di un corpo energetico.

Queste entità, le stesse che pilotano gli UFO fotografati dal noto contattista messicano Carlos Diaz, sono quelle che i nostri antichi padri chiamavano dei, messaggeri, arcangeli e che coordinano tutte le razze che visitano il nostro pianeta. I mezzi di trasporto in loro possesso denotano l'utilizzo di una tecnologia decisamente più evoluta della nostra e il fatto che abbiano la possibilità di raggiungerci lascia presupporre che la loro evoluzione spirituale abbia impedito la degenerazione nei valori materiali e la conseguente autodistruzione.
Vorrei inoltre esprimere la mia perplessità per ciò che concerne i cosiddetti impianti alieni anche se ancora non mi sento di esprimere un'opinione definitiva.

Ritengo che per una razza molto più evoluta rispetto alla nostra non sia necessario l'utilizzo di tali corpi metallici per controllare le menti umane visto che sulla terra abbiamo già sviluppato sistemi più avanzati. Con l'ausilio delle “armi psicotroniche” i servizi segreti sono in grado di influenzare, tramite un fascio di energia, la mente dei soggetti che intendono manipolare.

Rimango quindi dell'opinione che questi impianti siano stati ricavati dai resti di astronavi extraterrestri recuperate in seguito ai vari crash e inseriti, da agenti travestiti da extraterrestri, nel corpo di alcuni soggetti nell'ambito di un programma governativo super – segreto. Pare infatti che alcuni addotti, i più scioccati, ricordino di essere stati trasportati, a bordo di un automezzo, all'interno di basi sotterranee e di essere stati analizzati da alieni insieme a personale militare. Lo scopo di queste operazioni è quello di traumatizzare i presunti rapiti e di mettere in cattiva luce il fenomeno delle abduction e della stessa presenza extraterrestre sul nostro pianeta.

Ma questo a che scopo? Gli alieni sono già tra noi ed è giunto il tempo che la nostra umanità abbatta i confini della coscienza e scopra di essere parte di un universo vivo e in continua evoluzione. E' necessario abbattere ogni forma di nazionalismo, egoismo o desiderio di prevaricazione sul prossimo. Il tempo è venuto e l'uomo è chiamato dall'Essere Macrocosmico a far parte in modo cosciente della grande Famiglia Universale evitando così l'autodistruzione. L'insegnamento più grande non va mai dimenticato: “Ama il prossimo come te stesso”.

di Giorgio Bongiovanni

Fonte: nepero.it, scienzeemisteri.it

Abduction: preservazione genetica (?) ultima modifica: 2008-07-04T16:39:29+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)