Agguato Cosmico: il “Vero-Vuoto”

vero-vuoto

Le due teorie antitetiche che vanno per la maggiore, riguardanti la possibile fine del nostro Universo… dicono sostanzialmente: l’una che lo spazio si espanderà indefinitamente, e raffreddandosi poi nel corso dei miliardi di anni si estinguerà nelle tenebre per morte termica (La 2a legge della termodinamica). E l’altra afferma invece, che con il Grande Ritorno o Big-Crunch di tutta l’Esistenza al principio d’origine -essa implodendo- si annullerà in un punto x o spazio zero.

Nota: è questo per me un concetto assurdo. Semmai la materia, (penso io) dovrebbe riapparire in un’altra dimensione o Spazio parallelo.

Ma nel bellissimo libro di astronomia di Paul Davis: “Gli ultimi tre minuti”, viene riportato in una sua parte; lo sconcertante risultato di uno studio scientifico svolto dai due fisici:

Coleman/De Luccia, i quali sostengono che tutta la materia esistente, potrebbe scomparire improvvisamente e senza preavviso nel “Vero-Vuoto”(?!), qualora sopraggiungesse sino a noi. In sintesi: mentre le due tesi più accreditate, danno la scomparsa di tutta la Creazione in tempi lunghissimi, quest’ultima paradossalmente annuncia che il suo termine potrebbe avvenire repentinamente da un momento all’altro.

Sembra che il Vero-Vuoto, possa arrivare dallo spazio, racchiuso all’interno di una smisurata bolla di vuoto quantistico; formatasi dal decadimento dello stato di vuoto apparente o effimero, la quale agirebbe in questo modo, perché il suo, è un vuoto meno energetico e quindi più puro di quello attuale. (Praticamente due condizioni ad energie diverse).

Questo evento se fosse già in atto (partito), da una qualche parte del nostro Universo; starebbe viaggiando verso di noi alla velocità della luce. E il salto di vuoto, dall’uno all’altro dei due campi di forza, libererebbe una tale energia da disgregare all’istante tutta quanta la materia e lo spazio che incontrerebbe al suo passaggio. Ma se questa presente che stiamo vivendo, è la situazione ottimale di Vero-Vuoto: la condizione umana non correrebbe alcun pericolo.

Tuttavia… dice Davis, si da il caso che possa esistere in un certo punto del Cosmo, un vuoto quantico più puro del nostro, che però al momento è racchiuso entro un’area di vincolo, (o gabbia energetica), che gli impedisce di “saltare” o decadere in uno stato di fondo, (come quello ad esempio nel quale ora siamo immersi), e di iniziare a propagarsi ovunque: “ma questo, sino a quando non si sa”. Confessa il grande Davis. Dopo questa dura riflessione -ahimé- mi sorge di fatto un interrogativo: “Tutte le invocazioni, i pensieri su Dio, la Madonna, i Santi o altro… a questo limite…decadono nel vuoto, anzi nel Vero-Vuoto”..e sì, perché ci si rende conto leggendo quel rapporto, della terribile precarietà dell’Esistenza.

“Sino a rendere addirittura farsesca la vita dell’uomo” (Bertrand Russell)

E la prospettiva per sfuggire a un tale scenario? Andarcene. Sì. Staccandoci da questo Universo attraverso cunicoli iperspaziali (spazio geometrico avente più di tre dimensioni) e accedere così ad un altro Spazio/Tempo da noi stessi creato ad arte e strutturato differente “altrove”. Dovesse accadere questa “vicenda estrema”, con noi “sfollati” su un Universo baby, l’espediente inventato, ci salverebbe dall’onda d’urto della super-dimensione in arrivo. Lontani e divisi dal “parallelo” di un spazio diverso, saremmo definitivamente irraggiungibili. Ma mi vien da pormi ora una domanda: “Se ci dovesse raggiungere una bolla quantica di Vero-Vuoto -indi distruttiva- delle dimensioni astrali quelle più sottili o dei Mondi Celesti: che ne sarebbe? L’annichilimento della nostra dimensione temporale coinvolgerebbe complessivamente -e suo malgrado- anche tutti gli altri piani immateriali nella stessa fine? Non credo. Forse se ne avvertirebbe la sensazione del vento. Come quella di una tempesta che con i suoi lampi e tuoni, è avvenuta molto lontano da loro. (Da Noi)

Gilberto Moneta

Agguato Cosmico: il “Vero-Vuoto” ultima modifica: 2013-12-09T16:53:16+00:00 da Richard
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Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)