Balle spaziali di Roberto Morini

Exploration Flight Test

“Orion” MPCV (Multi-Purpose Crew Vehicle) della NASA, definita Exploration Flight Test 1 – Crediti: it.wikipedia.org

Era il 5 dicembre del 2014. A bordo c’erano alcuni personaggi legati allo spazio e alla fantascienza: il pupazzetto del capitano Kirk, consegnato dallo stesso William Shatner, l’attore che lo ha impersonato nella saga di Star Trek; altri legati alla saga di “Ritorno al Futuro” e alla serie TV “Big Bang Theory”; Iron Man e i personaggi dei “Muppet Grover”, Ernie e Slimey.

A bordo anche la registrazione del movimento «Marte» della suite musicale «I pianeti» del compositore Gustav Holst diretta dalla “National Symphony Orchestra”; un osso di dinosauro fornito dal Museo di natura e scienza di Denver per «ricordare quanta vita ha visto passare la Terra»; un tubo per l’ossigeno delle tute spaziali del programma Apollo e una scultura realizzata da Ed Dwight, il primo afro-americano a entrare nel programma di addestramento degli astronauti nel 1962, anche se, poi, non ha mai volato.

All’evento erano state invitate 27 mila persone. «Oggi è una grande giornata per il mondo», disse per l’occasione l’amministratore capo della NASA, Charles Bolden, commentando il lancio. Milleduecento i sensori che hanno tenuto sotto controllo il test. Tanta enfasi e pomposità per cosa?

Per il lancio di una capsula (unico esemplare), senza equipaggio, che ha raggiunto, in orbita bassa terrestre, l’altezza “record” di 5.790 Km all’apogeo.

Delta IV Heavy

Delta IV Heavy – Crediti img “United Launch Alliance”

Si è trattato della Missione “Orion” MPCV (Multi-Purpose Crew Vehicle) della NASA, definita Exploration Flight Test 1.

Lancio eseguito alle ore 13:05 (ora italiana) con un razzo vettore Delta 4 Heavy, partito dalla rampa SLC-37 di Cape Canaveral e rientrata alle 17:29 (sempre ora italiana) ammarando nell’Oceano Pacifico a circa 960 km a Sud-Ovest di San Diego, in California.

Per tutta la dettagliata cronologia, dalla preparazione al rientro si veda qui.

In un video della NASA (pubblicato su Youtube l’8/10/2014 dal titolo “Orion: Trial By Fire” e posto in evidenza dal prof. Folliero di Caracas il 2/12/2014 – dove si illustrano le caratteristiche della nuova nave spaziale “Orion”, l’ingegnere Kelly Smith parlando dell’attraversamento delle Fasce di Van Allen (attraversamento necessario per uscire dall’atmosfera terrestre), dice a partire dal minuto 3:

«As we get further away from Earth, we will pass through the Van Allan Belts, an area of dangerous radiation. Radiation like this can harm the guidance systems, onboard computers, or other electronics on Orion. Naturally, we have to pass through this danger zone twice, once up and once back. But Orion has protection, shielding will be put to the test as the vehicle cuts through the waves of radiation. Sensors aboard will record radiation levels for scientists to study. We must solve these challenges before we send people through this region of Space»

(“Nell’allontanarci dalla Terra, passeremo attraverso  le Fasce di Van Allen, un’area di pericolose radiazioni. Radiazioni come queste possono danneggiare i sistemi di guida, i computer di bordo, o gli altri dispositivi elettronici presenti sulla nave spaziale Orion. Naturalmente, dobbiamo passare attraverso questa zona pericolosa due volte, una volta all’andata e un’altra al ritorno. Orion però ha una protezione, la schermatura sarà messa alla prova quando il veicolo attraverserà la zona delle radiazioni. I sensori di bordo registreranno i livelli di radiazione per gli studi degli scienziati. Dobbiamo risolvere questi problemi prima di inviare le persone attraverso questa regione dello spazio”).

Ma come, tanta sontuosità e tantissimi test (sui vari sistemi di Orion, compresa l’avionica, lo scudo termico e i paracadute) per soli 5.790 KM?

Non erano già andati sulla Luna 45 anni fa (20/07/1969) e adesso, a quasi mezzo secolo di distanza, la NASA ci viene a dire che per poter attraversare le Fasce di Van Allen con una navicella con uomini a bordo bisogna prima risolvere i problemi di schermatura? Ci viene a dire che attraversare quelle Fasce è pericoloso anche per gli strumenti di bordo?

E tutte quelle sonde, allora, che ci dicono “inviate” a vagare per lo spazio, dove sono andate?…

(C’è un numero sempre più crescente di persone che pensa che i rover, che la NASA avrebbe mandato su Marte per esplorarlo, non sarebbero mai partiti dalla Terra e le immagini che l’ente spaziale statunitense diffonde siano scattate in aree remote del nostro Pianeta. Che abbiano ragione loro?).

Allora, le dichiarazioni di Terry Virds (capitano dell’ISS, la Stazione Orbitante, che ci costa 100 miliardi di Euro in trent’anni, per «sviluppare tecnologie in grado di mantenere in vita un equipaggio in missioni oltre l’orbita terrestre [Wikipedia]), fatte durante un’intervista televisiva (ll’articolo c’è ancora, ma non stupitevi se il video “non è più disponibile“) a fianco della Cristoforetti, non sono state una gaffe.

Stava semplicemente dicendo la verità, quando ha dichiarato che:

«[…] l’uomo non può andare più lontano dell’orbita terrestre».

Per tagliare la testa al toro, allora, il film-maker T. Patrick Murray intervistò il regista Stanley Kubrick tre giorni prima della sua morte, avvenuta nel marzo 1999. Fu costretto a firmare un NDA (accordo di non divulgazione) di 88 pagine perché il contenuto del colloquio fosse mantenuto segreto per 15 anni.

Kubrick, in buona sostanza, ammise:

«Ho perpetrato una frode enorme sul pubblico americano e ora sto per svelarla, essa coinvolge il governo degli Stati Uniti e la NASA, che gli sbarchi lunari furono contraffatti, che gli sbarchi lunari furono TUTTI contraffatti e che io ero la persona che li ha filmati (sesta risposta dell’intervista)».

In poche parole, fu il suo più grande capolavoro e, più che una confessione per alleggerirsi la coscienza

«Sono sempre stato in conflitto con questo, ma non consapevolmente fino ad alcuni anni dopo. Ero stato trascinato dall’occasione, l’opportunità, la sfida di rendere questo, questa produzione, e l’ho realizzata come se fosse un film normale, come un altro film dei miei, senza pensare troppo agli effetti a lungo termine di cosa significherebbe per la società se venisse scoperto»

è stato un modo per vantarsene, anche se il pubblico lo avrebbe saputo a distanza di anni dalla sua morte.

Un’altro importante tassello lo ha aggiunto il quotidiano italiano “La Stampa”, nel giugno 2015, riportando le dichiarazioni del premier russo Putin rivolte a Washington:

«Sulla Luna non ci siete mai stati»,

nonché quelle del portavoce del Comitato Investigativo del governo russo Vladimir Markin che ha pubblicato un editoriale sulla “Izvestija” (tradotto in inglese sul “Moscow Times” affinché non passasse inosservato ad alcuno), nel quale annuncia un’inchiesta che potrebbe rivelare

«nuovi retroscena sugli storici viaggi spaziali degli americani».

Chiaramente, la minaccia è stata una forma di ritorsione sullo scandalo della FIFA, sul quale gli USA si sono tanto accaniti, ma le dichiarazioni pubblicate interessano per l’argomento che trattano.

Markin sottolinea come i preziosi filmati originali del primo allunaggio di Neil Armstrong e Buzz Aldrin siano andati distrutti e si chiede che fine abbiano fatto i tanti manufatti, tra cui quintali di pietre lunari, portate sulla Terra dopo le missioni e di cui non si hanno più notizie.

«Non vogliamo sostenere che gli americani non siano andati sulla Luna e che abbiano semplicemente girato un film sulla missione. Ma tutti questi manufatti scientifici – o forse culturali – fanno parte del patrimonio dell’umanità e la loro scomparsa senza lasciare traccia è una perdita per tutti noi. Un’indagine potrebbe rivelare che cosa è accaduto».

A questo punto, per concludere, non ci si può certo dimenticare della suddetta “sprovveduta” Samantha Cristoforetti che con il suo silenzio su quel «Oh my God!» (con tanto di respiro affannoso e a seguire una battuta altrettanto concitata, del tipo «ma non mi dire»…), quando è sbarcata sulla Stazione Orbitante, s’è guadagnata l’onorificenza di “Dama di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana”.

Il tutto per aver visto e, successivamente, taciuto cosa? Un semplicissimo raggio di Sole proiettato sui pannelli dell’ISS?… ma per piacere!… Perché l’astronauta russo fa notare all’italiana che ha il microfono aperto con il Controllo Missione?

Perché le dice «tiho, tiho, tiho (Samantha parla anche russo)», che significa: “calma, calma, calma”? È fuori discussione che un semplice raggio di Sole proiettato sui pannelli potesse suscitare tanto stupore e… nemmeno lei ne parla, ma accenna a una

«fiammata di luce» e «non era solo una vista qualunque… Gli enormi pannelli solari erano inondati da una fiammata di luce arancione, vivida, calda e quasi aliena»…

da dove veniva quella fiammata di luce che ha tolto il fiato a Samantha?

Che sia il caso di tornare a parlare del Sole e fare approfondimenti sulle Fasce di Van Allen, su Marte, sulla Luna e quant’altro?…

“Balle spaziali” deve avere un seguito?… Vedremo…

Roberto Morini – Fisico Nucleare

Balle spaziali di Roberto Morini ultima modifica: 2017-04-28T21:17:07+00:00 da Pasquale Galasso
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Pasquale Galasso

Pasquale Galasso, editore di Altrogiornale.org - Conoscere non è avere l'informazione.