Beep! di Roberto Morini

Beep! di Roberto Morini (Sionismo)Immaginare che quattro coglioni di “Beep!” (Quelli definiti nella precedente indagine giornalistica – non conclusiva – la “nuova nobiltà di ghiaccio”) potessero realizzare, senza alcun impedimento e, violando la Convenzione di Montego Bay, ciò che, con sfrontata ipocrisia, hanno definito: “Sogni”, sarebbe stato oltremodo ingenuo. Già avevo premesso su un punto che ho definito “sibillino” («In caso di scioglimento, il Consiglio assegnerà i suoi beni, dopo il pagamento di tutte le sue passività, a un’altra organizzazione legittima con scopi simili») come, a pensare male spesso ci si azzecchi, terminando con marcate “mire espan-sioniste”.

A onor del vero, non c’è nulla di nuovo, che non sia già, da molto tempo, sotto gli occhi indifferenti di tutti (Tranne i diretti coinvolti), capaci anche di stupirsi, se è rammentata loro un po’ di storia.

Siccome, per terminare l’indagine, dovremo parlare dell’ennesimo intrigo del “sionismo”, perché, con tutta evidenza, di questo si tratta, faremo anche dei distinguo, utilizzando principalmente ciò che è ufficialmente riconosciuto come “self made”. Questo, affinché non si possa dire che «Gli ebrei avevano bisogno di un proprio Stato, dove poter vivere in pace e sicurezza lontano dai pregiudizi e dalle false accuse entrambi tipici dell’antisemitismo (Theodor Herzl, oggi considerato il fondatore del sionismo, che riunì attorno a sé la prima generazione di leader sionisti: Max Bodenheimer, Max Nordau, Otto Warburg, David Wolffsohn, con la stretta vicinanza di personaggi come Albert Einstein)».

Per comprendere il presente dobbiamo volgere lo sguardo al passato e, magari, tentare di ridimensionare l’intricata “fantastoria“, togliendo ai lupi quel vello d’agnello che hanno sempre indossato, per ingannare le masse.

Intanto, “antisemitismo” deve tornare al suo vero valore etimologico e, abbandonato in modo definitivo. Lo stesso Wilhelm Marr, che lo coniò nel 1879, lo riconobbe in seguito un errore e lo ritrattò. Il termine si riferisce ai semiti, in altre parole ai cosiddetti discendenti di “Sem”, che sarebbero anche i popoli che abitano la Penisola arabica e la “Mezzaluna fertile” ossia: i palestinesi, i sauditi, gli iracheni, i giordani, gli yemeniti e, altri. E, già che ci siamo, eliminiamo dal lessico comune anche “Olocausto”, giudicato, dagli ebrei stessi, «offensivo paragonare o associare l’uccisione di milioni di ebrei a una “offerta a Dio”». Con Olocausto, infatti, era inteso l’antico sacrificio pagano in cui si offrivano animali alla divinità (Dal greco “olos” tutto e “kaustos” bruciato che, di fatto, poi, non era nemmeno così, perché le parti migliori delle offerte erano destinate, per sempre (E, come sempre), ai sacerdoti “Levitico 24,9” nella bibbia C.E.I. 2008).

Di tutte le continue modifiche teologiche, non me ne frega un “Beep!“, giacché ciò che era, anche se accompagnato da una serie infinita d’interrogativi, ora non lo è più, soprattutto con quel gesuita di Bergoglio, che s’inchina e bacia le mani a chi considera «Tutte le altre razze inferiori, nate per servire gli ebrei» (Difeso a spada tratta da “La Stampa” per ovvi motivi filoisraeliani); il quale, «ispirandosi più a Soros che a Cristo», nomina suo “consigliere e suggeritore” (Presidente dell’International Catholic Migration Commission e consigliere dell’Amministrazione del patrimonio della sede apostolica) un Peter Sutherland (Ex presidente di Goldman Sachs; ultra-esecutivo del Bilderberg; presidente onorario  della Trilateral Commission e capo della London School of Economics, nonché Cavaliere di Malta e membro dell’Opus Dei; ebreo di madre, sionista, ex presidente della British Petroleum e, contemporaneamente, Rappresentante Speciale dell’ONU per le Migrazioni. Noto per le sue idee a favore della mondializzazione e dello sradicamento capitalistico nell’interesse della finanza transnazionale: «L’Unione Europea deve fare del suo meglio per minare l’omogeneità dei suoi stati membri»). Laddove, sempre per Bergoglio, anche “il vangelo è diventato dannoso per il potere religioso” (Questo si leggeva sulla slide del TG del sionista Rupert Murdoch, mentre nel servizio Bergoglio parla di “Gesù diventato dannoso…Sky TG24 del 26/12/2017). Già nel precedente articolo, citato all’inizio, ho posto in evidenza come fosse “immanicato” con il “Sovrano Militare Ordine della Croce del Sud”. Horacio Verbitsky (Scrittore e giornalista, responsabile della sezione americana di “Human Rights Watch”. Editorialista del giornale argentino Pagina/12, collaboratore di “El País”, “New York Times” e “Wall Street Journal”), con una ricostruzione degli eventi, attraverso ricerche serie e attente, lo accusa apertamente anche di collusione con la dittatura argentina, che sterminò novemila persone, nel suo libro “L’isola del Silenzio – Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina“.

Tornando ai massacri attribuiti ai nazisti, diamo uno sguardo anche a ciò che si vorrebbe nascondere: 25.000 ebrei uccisi, senza dimenticare tutte le altre etnie quali, per esempio, i serbi ortodossi (487.000) e i rom (27.000) tutti trucidati nel campo di concentramento di Jasenovac, in Croazia (Il terzo campo di sterminio per dimensioni, dopo Auschwitz e Buchenwald), comandato dai frati francescani che ricoprivano anche il ruolo di boia (E, «ancor più dei gesuiti, i francescani comandavano bande armate e organizzavano massacri» [Karlheinz Deschner – “La politica dei papi nel XX secolo“]), con la triplice benedizione del Vaticano (Dell’ebreo Pio XII; del nunzio apostolico, in loco, Ramiro Marcone; e dell’arcivescovo di Zagabria cardinale Alojsius Stepinac: «[…] la nostra gratitudine ad Adolf Hitler, e la nostra fedeltà al nostro Poglavnik [Duce], Ante Pavelic [Dati tratti dal Museo dell’Olocausto di Belgrado e dal Foreign Office britannico]»); con attorno un ruolo esecutivo di “pulizia etnica” pianificato e diretto da “Azione Cattolica” e dalle sue varie organizzazioni affiliate, quali: la “Grande Fratellanza dei Crociati”, la “Società Accademica di Domagoj”, la “Associazione degli Studenti Cattolici di Mahinic”, la “Grande Sorellanza delle Crociate”, e molte altre (Un’Azione Cattolica elogiata per questo dal settimanale cattolico “Katolicki Tjednik”, nel numero del 27 aprile 1941 e dall’organo di stampa “Hrvatski Naro” del 24 giugno 1941, parti integranti della documentazione prodotta dalla Commissione d’indagine).

Secondo Edmond París: «Il crimine atroce del Vaticano fu la sua partecipazione decisiva nel causare le due guerre mondiali (“The Vatican against Europe” 1964)». Quello che è indubbio è che, il nazismo e la chiesa cattolica, siano andati a “braccetto” per ovvi motivi d’interesse reciproco sicuramente prima, durante e dopo l’ultimo conflitto (Il coinvolgimento del Vaticano e, della Croce Rossa, nella fuga dei nazisti via monasteri e, travestiti da sacerdoti, fu ampiamente provato nel dopoguerra). Anche se Hitler aveva un’idea tutta diversa in proposito, e la espresse in diverse circostanze: «Il colpo più duro che l’umanità abbia ricevuto è l’avvento del cristianesimo. Il bolscevismo è figlio illegittimo del cristianesimo. L’uno e l’altro sono un’invenzione degli Ebrei (Come si vedrà in seguito, il suo giudizio era corretto). È dal cristianesimo che la menzogna cosciente in fatto di religione è stata introdotta nel mondo. Si tratta di una menzogna della stessa natura di quella che pratica il bolscevismo quando pretende di apportare la libertà agli uomini, mentre in realtà vuol far di loro solo degli schiavi […] Il cristianesimo è stata la prima religione a sterminare i suoi avversari in nome dell’amore. Il suo segno è l’intolleranza (11/07/1941)». «Il cristianesimo promulga i suoi dogmi con la forza. Una simile religione porta con sé l’intolleranza e la persecuzione. Non ce n’è di più sanguinose (21/02/1942)». E ancora: «La Chiesa si è piegata alla necessità d’imporre il suo codice morale con la massima brutalità. Non ha indietreggiato neppure dinanzi alla minaccia di rogo, dando alle fiamme, a migliaia, uomini di grande valore. La nostra società attuale è più umana di quanto non lo sia mai stata la Chiesa (09/04/1942 nel pieno dei massacri a lui attribuiti)».

E non dimentichiamo un Pio XII che, in seguito (06/04/1951), invocava a gran voce un “Nuovo Ordine Mondiale” e, pochi anni dopo, il 24 luglio 1959, un Giovanni XXIII (Massone progressista, affiliato alla superloggia “Ghedullah Montesquieu” e divenuto rosacrociano nel 1950, secondo Gioele Magaldi), che insigniva nuovamente il suo amico Franz von Papen, Cavaliere di Malta, già spia negli Stati Uniti durante la prima guerra mondiale e, uno dei responsabili della dittatura di Hitler e dell’Anschluss, del titolo onorifico di Ciambellano.

Non parliamo, allora, di “Olocausto” ma, di genocidio mirato, perché coinvolse solo una parte specifica del popolo ebraico, quasi tutti ebrei ortodossi haredim (Secondo Alberto Garcia Watson giornalista investigativo freelance, qui per la Hispan TV), contrari al sionismo e alla creazione dello Stato di Israele.

In molti si rifiutarono di partecipare all’ennesimo progetto (Aliyah) di emigrazione massiva. Già, alla fine del XIX secolo, 11/09/1891, il banchiere sionista Maurice de Hirsch fondò a Londra la “Jewish Colonization Association” (JCA) per favorire l’emigrazione ebraica «per fuggire dai pericoli della Russia zarista (Su questi presunti pericoli ne parlerò alla fine del capoverso)» e da altri Paesi dell’Est europeo e creare colonie agricole, principalmente, in Argentina e Palestina (Il suo vero nome sarebbe “colonialismo”). Il barone ebreo mise a disposizione dell’organizzazione l’incredibile cifra, per l’epoca, di 11 milioni di sterline e “permise” il trasferimento nel Paese sudamericano di un consistente nucleo di ebrei russi.

sionismo

Medaglia commemorativa – “Der Angriff”

Furono 250.000 gli ebrei che si spostarono solo in Argentina (Paese che, in seguito, interessa prendere in considerazione) tra la fine dell’ottocento e la prima metà del novecento. Nel caso specifico, il medesimo progetto fu organizzato dalla comunione nazi-sionista (L’importante quotidiano berlinese “Der Angriff” emise persino una medaglia commemorativa che esibiva, su una faccia la croce uncinata e, sull’altra, la stella di Davide, a dimostrazione degli stretti legami tra sionismo e nazismo). Legami che, ideologicamente, non si sarebbero mai sciolti «Quello che si può addossare al Netanyahu storico, è il fatto di non conoscere nemmeno la storia del partito politico in cui milita, il Likud, di cui Albert Einstein, illustre ebreo, arrivò a dire in una lettera: “[…] un partito politico con enormi somiglianze in quanto a organizzazione, metodo, filosofia politica e radicamento sociale, al partito nazista e a quello fascista” (Israel Shahak: «Israele non è una democrazia»). Il Likud, una formazione fondata su consiglio di uno dei padri fondatori dell’entità sionista, Zeev Jabotinsky, non lascia indifferente nessuno. “Hitler Jabotinsky”, come lo chiamava Ben Gurion, fu l’istigatore del sionismo revisionista dal quale nacque il gruppo terrorista ebraico di estrema destra Irgun Zvai Leumi, tristemente celebre per i suoi innumerevoli massacri compiuti ai danni della popolazione palestinese negli anni ’40. Benzion Netanyahu, padre biologico e mentore politico di Benjamin Netanyahu, fu, negli anni ’30, segretario personale di Zeev Jabotinsky. Benzion Netanyahu pronunciò nel 1998 un discorso commemorativo per il 50esimo anniversario della nascita di Israele, dove elogiò la figura di Abba Achimier, uno stretto collaboratore di Jabotinsky che abbracciò il nazionalsocialismo di Hitler e non ebbe nessun problema nel descrivere questo personaggio come il suo modello politico da imitare (Ancora A.G. Watson)».

Difficile comprendere cosa vogliano significare questi presunti “pericoli della Russia zarista” se la comunità ebraica era così forte che già, nel 1881, assassinò lo zar Alexander II, organizzò le prime sommosse nel 1905, guidate da sionisti e massoni e, di lì a pochi anni (17/07/1918), fu capace di sterminare, con un dimostrato omicidio rituale, tutta l’intera famiglia Romanov fino all’ultimo discendente. «Stiamo considerando la versione dell’omicidio rituale nel modo più serio, ma non solo, un gruppo considerevole della commissione della Chiesa non ha alcun dubbio su questa spiegazione (L’ha dichiarato, alla fine dello scorso novembre, l’Archimandrita Tichon Sevkunov, segretario della Commissione patriarcale che continua gli studi sui resti della famiglia dello zar, durante un incontro nel monastero Sretenski di Mosca, alla presenza del patriarca Kirill, che ha condiviso le dichiarazioni)».

Prima di parlare a vanvera, occorre comprendere la portata degli intrighi internazionali, delle stragi compiute e passate sotto silenzio (Il massacro degli armeni, del 1915 – più volte rigettato “diplomaticamente”, ma reale – in cui morirono 1,5 milioni di cristiani e la morte di 1-2 milioni di persone in Kazakhstan nel 1932-33, senza contare i massacri e le deportazioni di russi autoctoni, che si suppone siano stati parecchi milioni). È necessario, allora, comprendere come, questi sionisti, si siano impossessati del potere in Russia «Il comunismo – conosciuto anche in precedenza come bolscevismo – non è nient’altro che una truffa, un sistema con cui stabilire il controllo ebraico su nazioni Gentili (I Gentili, o Goyn, sarebbero i non ebrei) che non erano compatibili con le finalità della finanza ebraica internazionale», senza nemmeno risparmiare i loro connazionali. Quando si parla di “pogróm” (Letteralmente «devastazione») riferito alle decine di migliaia di vittime dei massacri, effettuati soprattutto in Russia, a partire dal citato assassinio di Alexander II, come al solito si contano capillarmente solo gli ebrei coinvolti, addossandone la responsabilità ai nuovi vertici del comando «con il consenso – se non con l’appoggio – delle autorità». Questa continua presa per il “Beep!” fa girare le “Beep!“. Chi c’era al comando dopo l’assassinio di Nicola II, fino al 1921? Chi ha organizzato le rivolte che hanno portato ai massacri? Il vero motivo dei pogróm, che si riallaccia a quanto suddetto a proposito dell’emigrazione organizzata, cui pochi volevano aderire, lo pone bene in risalto l’enciclopedia Treccani: «Conseguenza di ciò fu la massiccia emigrazione di Ebrei verso la Palestina e gli Stati Uniti d’America». Missione compiuta!

Per comprendere a fondo la spietatezza di questi bastardi, sarebbe bene leggere anche tutto questo lungo articolo, tenendo presente le parole del poeta ebreo, sionista-tedesco, Heinrich Heine (Grande amico dell’ebreo sionista Karl Marx “Mordechai”):

«La maggior parte dei Gentili non hanno idea degli intrighi e delle ambizioni di noi ebrei, ma se ne accorgeranno una volta diventati nostri schiavi! Le gesta e i crimini commessi dagli ebrei sono poco noti all’opinione pubblica come anche i fatti concernenti la nostra vera natura. Dai tempi del Medioevo fino ad arrivare all’epoca moderna, la storia degli ebrei rimane un mistero costante. Questo mistero sarà risolto, forse, e tutto sarà rivelato nel giorno in cui il profeta l’avrà predetto: Quando vi sarà solo un pastore e un solo gregge (Prawer Siegbert Salomon. “Heine’s Jewish Comedy: A Study of His Portraits of Jews and Judaism“. Oxford: Clarendon, 1983. pag. 622)».

È molto probabile che Heine, nei suoi sproloqui, si rifacesse ai nefasti “Protocolli di Sion” «Appunti su conferenze fatte a studenti ebrei a Parigi nell’anno 1901 e presentati in un libro al popolo russo dal professore Sergyei Nilus nel 1905… conservati nella biblioteca del British Museum, sotto il n° 3926-d-17, che porta il bollo di entrata: “10 agosto 1906 British Museum” (Dalla “Prefazione alla traduzione dall’inglese” dell’editore)». Più che conferenze, come si legge anche in seguito, una capillare pianificazione per conquistare il mondo: «Quando nel 1905 il professor Sergyei Nilus rivelava, con la pubblicazione dei Protocolli, il piano di conquista politica del Sionismo ribelle e oppresso, era ben lungi dal supporre che – quindici anni dopo – la sua pubblicazione sarebbe apparsa come la voce profetica alla quale il mondo ebbe il torto di non dare a suo tempo ascolto. Oggi una parte del terribile piano è attuata (Dall’introduzione dopo l’articolo del “Times” di Londra dell’8 maggio 1920)». Protocolli confermati autentici dalla “Military Intelligence Division” americana, dopo una capillare indagine e interrogazioni davanti alla Commissione giustizia del Senato, il tutto contenuto in un report redatto dal Dipartimento di Guerra nel mese di agosto 1919 e classificato “Secret” fino al 1973 (Una copia cartacea di questo documento può essere ottenuto dall’US National Archives di Washington DC, il suo numero è 245-1).

Questo report pone anche in evidenza come, già un secolo fa, quasi tutta la stampa (Almeno in America) fosse in mano agli ebrei, con una diffusione delle notizie a senso unico aggiungendo, inoltre, che la prima presentazione integrale dei Protocolli (Quelli depositati presso il British Museum mostrerebbero un estratto) sarebbe avvenuta qualche anno prima della data indicata dall’editore, cioè nel 1897, durante il primo congresso sionista, organizzato da Theodor Herzl e tenuto a porte chiuse a Basilea (CH). Altro fatto importante, emerso durante gli interrogatori, è che i capi rivoluzionari, poi saliti al potere in Russia, cambiarono i loro nomi per cancellare ogni possibile collegamento con la loro origine ebraica (Una regola tuttora applicata con tanto di decreto della Procura militare israeliana: «spegnere le luci di casa», come recita il foglio procedurale. Si veda anche: “Israël confesse ses crimes“, del 17 ottobre 2005, Tratto dal “Times of Oman“: «La Procura militare dell’esercito israeliano ha decretato che gli alti ufficiali e i piloti d’Israele, quando vanno all’estero, saranno forniti di nomi falsi per sottrarli all’arresto come criminali di guerra»). Tra quelli saliti al potere in Russia, spiccano: Lenin, Stalin e Trockij che, in ogni caso, non riuscirono a cancellare la loro affiliazione alle esistenti logge massoniche anzi, Lenin (Con tanto di guida gesuita: Alexander Poskrebyshev) nel 1917 ne creò addirittura una molto elitaria in Svizzera, organizzandone poi la rifondazione nel marzo 1921, a margine del X congresso del PCUS. Una potente superloggia sovranazionale la: “Joseph de Maistre”.

Tornando all’Olocausto, scrive Wikipedia, alla voce “Negazionismo dell’Olocausto”, che se si affronta l’argomento “numeri” e, si contesta, o sei un “antisemita” o sei “d’estrema destra” (Non si dice che, magari, sai fare a contare) e, aggiunge: «In particolare, sono state contestate le stime internazionalmente accettate sul numero di ebrei morti… Le loro posizioni sono ritenute ideologicamente prevenute, minoritarie e non supportate da dati affidabili (o addirittura in netto contrasto con gli stessi) da parte della comunità storica e accademica internazionale». Terminando che: «La pubblica esposizione di tesi negazioniste è attualmente un crimine in molti paesi europei». Possono andare a fan “Beep!” tutti, in primis questa comunità, storica e accademica internazionale, del “Beep!“.

Oppure, allo stesso indirizzo deve andarci il “Jewish Committee” (Comitato Ebraico) che ha redatto il “World Almanac” (Almanacco Mondiale) imperniato sul “World Jewish Population” (Cioè, sul censimento della popolazione ebraica mondiale) che non ha “adattato” la periodica rilevazione statistica al dichiarato sterminio di «5-6 milioni di ebrei, di entrambi i sessi e di tutte le età (Calcolo forse tratto per “comodità propagandistica” dallo storico “dell’OlocaustoSaul Friedländer)». Tra il 1941 e il 1948, per il World Almanac, la popolazione ebraica è aumentata di 584.549 unità. Senza togliere nulla alla memoria di quanti sono stati, effettivamente, vittime di questo malvagio connubio (Vaticano-Nazismo-Sionismo), dove sono i 5-6 milioni di ebrei sterminati? E, perché la lapide esposta nel campo di Auschwitz, per esempio, fino al 1989 indicava un numero generico di “4 milioni” di vittime, mentre sulla targa ora in mostra, riferita ad Auschwitz – Birkenau, dal 2002, il numero è stato improvvisamente ridotto a 1,5 milioni (Link), precisando che erano tutti ebrei, mentre il Dr. Franciszek Piper (Gestore dei campi polacchi e “Esperto dell’Olocausto”) ne conta 1,1 milioni? E, come mai, essendo questi campi in Polonia, il “Jewish Virtual Library” alla voce “La Soluzione finale: Stima del numero di ebrei uccisi” riporta che, in Polonia, «Su 3,3 milioni di ebrei destinati alla “Soluzione finale” ne sarebbero stati uccisi 3 milioni, pari al 90% (Che con la percentuale indicata già sarebbero 30 mila in meno e 1,9 milioni in meno rispetto ai numeri di Piper? Numeri che si fanno risalire tutti, indistintamente, ai documenti che, da un’altra parte, si dicono completamente «distrutti dai nazisti»)»?… questo significa, a chiare lettere, che lo sterminio è stato spietatamente strumentalizzato… e tutti questi stronzi pretenderebbero di criminalizzare chi sa ancora fare a contare!

«Ben due censimenti della Croce Rossa internazionale dichiarano che i morti (Ebrei) sono stati circa 300.000 (anche di questi documenti ho le foto) – scriveva Gabriela Dobrescu in un articolo del 25 marzo 2012, in linea con quanto riportato dal predetto “World Almanac”, citando anche quanto apparso sul “New York Times («Dell’ebreo Arthur Sulzberger, noto sostenitore incondizionato del sionismo»)” il 22 febbraio 1948, firmato da Hanson W. Baldwin, esperto di questioni demografiche del giornale: «Gli ebrei esistenti in tutto il mondo, nei dieci anni intercorsi dal 1938 al 1948 (Periodo che include gli anni del conflitto 1939-1945, durante i quali si pretende che Hitler abbia fatto ammazzare sei milioni di ebrei), sono valutati tra i 15.600.000 e i 18.700.000, per cui la popolazione mondiale ebraica, accogliendo la valutazione massima, sarebbe nondimeno aumentata di oltre tre milioni di unità».

Interessante anche il documentario, girato in Polonia, da David Cole (Storico revisionista ebreo), pubblicato su Youtube e, curioso il fatto che, in Italia, non si possa vedere: «Siamo spiacenti. Questo video non è disponibile nel tuo Paese (Link per la verifica)» e che si debbano cambiare le impostazioni per accedervi (Qui il link già impostato per la visualizzazione). Cole, nel suo primo servizio (Che dura un’ora) smonta, pezzo per pezzo, l’indottrinamento del predetto Dr Franciszek Piper, inducendolo in evidenti contraddizioni e, con onestà intellettuale, non manca di ricordare il milione di tedeschi morti nei campi di concentramento americani, come rammentati dal colonnello Ernest F. Fischer (Storico e decano dell’esercito degli Stati Uniti) nel libro “Other Losses” scritto da James Bacque: «A partire dall’aprile 1945, l’esercito statunitense e l’esercito francese causarono la morte di circa un milione di uomini, per lo più nei campi americani. L’odio di Eisenhower, passato attraverso la compiacente burocrazia militare, produsse l’orrore dei campi della morte, cosa senza precedenti nella storia militare degli Stati Uniti… un enorme crimine di guerra…».

Quello che si pone in grande evidenza, attraverso i fatti, è che questo genocidio mirato di ebrei “scomodi” è servito ai sionisti per creare, da una parte vittimismo e, dall’altra, sensi di colpa, che hanno spalancato le porte a ogni loro ricatto, per ottenere la cieca solidarietà delle nazioni occidentali, privilegi illimitati, aiuti economici e politico-diplomatici e, molto altro ancora.

Il Mosè di Michelangelo

D’altronde, non sarebbe la prima volta che, una parte della popolazione ebraica, è sacrificata per gli interessi della sua classe dirigente. La prima volta è stata per giustificare l’assurda pretesa di essere “Il popolo eletto da Dio”, dovendo per questo inventare un’eredità storica, di fatto mai conseguita, che doveva palesarsi senza testimoni scomodi. Il primo stragista è stato proprio chi considerano il “loro liberatore dalla schiavitù egizia”: Mosè. O meglio, il faraone Amenhotep IV che cambiò nome per la seconda volta (Trattato più in dettaglio in un mio precedente articolo: “Il Dio della Bibbia era un uomo in carne e ossa“. Oppure si veda il libro “Mosè e Akhenaton” dello storico Ahmed Osman, base per il film di John Haymen “Mosè e Nefertiti”).

Così, per sostenere un’emergente grande religione, inventata per la seconda volta, al pari del suo nuovo “Dio” (Che prima era Aton), l’invasato Amenhotep IV, alias Akhenaton, alias Mosè, ordinò (In nome del suo nuovo “Dio” ovviamente) lo sterminio di tutti gli “ebrei” adulti con la scusa di avere “dubitato”, accusandoli d’idolatria. E lo fece in due tempi: «Disse il Signore Dio d’Israele: “Ciascuno di voi (Rivolto ai sacerdoti leviti della sua stessa classe sociale, cioè i futuri giudei) tenga la spada al fianco, passate e ripassate nell’accampamento da una parte all’altra: uccida ognuno il proprio fratello, ognuno il proprio amico, ognuno il proprio vicino” (Esodo 32,27 bibbia C.E.I. 2008)». Strage che trova il suo compimento in (Numeri 14,25-35 sempre tratto dalla bibbia C.E.I. 2008):

«I vostri cadaveri cadranno in questo deserto. Nessun censito tra voi, di quanti siete stati registrati dai vent’anni in su e avete mormorato contro di me (È sempre il “nuovo Dio” che parla per bocca di Mosè), potrà entrare nella terra nella quale ho giurato a mano alzata di farvi abitare… Proprio i vostri bambini, dei quali avete detto che sarebbero diventati una preda di guerra, quelli ve li farò entrare… I vostri figli saranno nomadi nel deserto per quarant’anni e porteranno il peso della vostra infedeltà, finché i vostri cadaveri non siano tutti quanti nel deserto… Così agirò con tutta questa comunità malvagia… in questo deserto saranno annientati e qui moriranno». Forse, non a caso, l’ebreo Pio V (L’ex cardinale Michele Ghislieri, che ordinò la persecuzione e lo sterminio dei religiosi Valdesi – 2.000 sgozzati in undici giorni, qualche centinaio ucciso nelle campagne e 1.600 imprigionati [Dai documenti storici datati 05/06/1561] – e che, da papa, ripristinò nel 1574 tutti gli esorbitanti privilegi dei gesuiti), nel Missale Romanum del 1570, imperniò la sua invettiva contro “i perfidi giudei“… come se una putrida fogna dicesse a una fossa biologica: “Mamma mia, quanto puzzi!“…

Questo è ciò che ci propina la chiesa, assicurandoci che è fedele ai testi originali ebraici (Anche se per comprenderli a fondo si dovrebbe ricorrere alla Cabala: “Il libro dei segreti della Torah”, cioè della “Legge”, ergo del Pentateuco, necessità che pone in evidenza, come minimo, una doppia chiave di lettura non destinata a tutti). Si suppone che il popolo ebraico abbia a disposizione la nostra stessa chiave di lettura ma, non ammetteranno mai che il “loro” Mosè sia stato capace di tali atrocità. Al più che abbiamo altri esempi simili: gli americani, in generale, non ammetterebbero mai che il loro governo si sia macchiato di crimini contro il suo stesso popolo. Si veda per esempio l’11/09. Per le persone comuni ciò è inconcepibile!

            In ogni caso (Si veda il libro di Roger e Messod Sabbah, linguisti e cabalisti francesi, di origine ebraica “I segreti dell’Esodo“), la storia dei nobili e sacerdoti egizi che divennero i “giudei” e quella degli ebrei (La massa del popolo) che si rifugiò nelle zone di confine, è tutta inventata da abili manipolatori del passato, dalla seconda metà del XIX secolo in poi: «Le fondamenta del processo di costruzione retroattiva della nazione ebraica furono poste in modo organico da Heinrich Graetz tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. In seguito, diventarono per così dire definitive, in pieno Novecento, per opera di Ben-Zion Dinaburg, nato in Ucraina, poi emigrato in Palestina dove divenne uno dei principali collaboratori di David Ben Gurion».

Dalla presentazione del 06/10/2010, inoltre, di Paolo Mieli (Giornalista e saggista italiano, che si occupa principalmente di politica e storia il quale, pur essendo ebreo solo da parte di padre, si sente ebreo al 110%), del libro di Shlomo Sand, (Storico ebreo, docente all’Università di Tel Aviv) “L’invenzione del popolo ebraico“, riportando le parole di Sand (Che ha ricevuto il sostegno di molti storici israeliani, primo tra tutti Tom Segev), è riassunto che «[…] la storia ufficiale del popolo ebraico entrò in crisi a seguito della “guerra dei sei giorni” del 1967, quando Israele occupò i territori su cui avrebbe dovuto essere edificato (dal 1948), assieme a quello di Israele, lo Stato palestinese. Frotte di archeologi accorsero in Cisgiordania e nella Giudea biblica a cercare le prove del glorioso passato della loro gente. Però non ne trovarono. Anzi, vennero in possesso di elementi che contraddicevano le loro supposizioni… Vorrei sottolineare che quelle a cui ho attinto sono state quasi esclusivamente fonti che erano già state scoperte in precedenza da storiografi sionisti e israeliani. Quello che più lascia stupiti, è che molte delle informazioni utilizzate per questo saggio erano note da sempre in alcuni circoli ristretti di ricercatori, ma finivano invariabilmente per perdersi per strada quando si trattava di renderle note alla pubblica opinione, o di innestarle nella memoria trasmessa dal sistema educativo. Alcuni elementi erano stati trascurati, altri immediatamente nascosti sotto il tappeto dagli storiografi e altri ancora “dimenticati” perché non si confacevano alle necessità ideologiche di un’identità nazionale in fieri». E, aggiunge «I miti fondamentali sull’origine antica di un popolo straordinario proveniente dal deserto, che aveva conquistato con la forza un vasto paese per edificarvi un regno magnifico, servirono fedelmente l’ascesa del nazionalismo ebraico e l’impresa di colonizzazione sionista. Per un secolo costituirono il carburante testuale che fornì energia spirituale a una politica identitaria molto complessa e a una colonizzazione territoriale che esigeva auto-giustificazioni e un numero considerevole di vittime».

Allo stesso modo degli ebrei che, senza aprire un libro e documentarsi, pendono a occhi chiusi dalle labbra dei loro rabbini, buona parte della comunità internazionale resta abbagliata dalle notizie preconfezionate. Ben pochi si dedicano alla ricerca della verità, allo studio, agli approfondimenti, alle letture, ai ragionamenti logici, mettendo in discussione quello che vogliono rifilarci. La massa incolta, tuttavia, con scarse conoscenze o addirittura nulle, è sempre pronta a esprimere giudizi “innestati”, non personali quindi e, sovente stupidi. Anzi, più sono stupidi e più si vorrebbe porli in evidenza. Con una punta d’invidia, si potrebbe pensare al quel «Beata la santa ignoranza» giacché costoro, almeno, se la vivono meglio, perché a fare i “topi di biblioteca” per confrontare l’attendibilità di tante notizie, consultando i testi originali delle epoche che si vogliono prendere in considerazione, c’è da farsi venire il voltastomaco, scoprendo come stanno effettivamente le cose. Completamente differenti da come sono raccontate, o insegnate nei vari livelli educativi.

Mi aggrappo sempre all’idea che “Veritas nunquam perit” ma, ci vuole tanta, tanta, pazienza. Occorrono almeno cinquant’anni per leggere i documenti secretati. Ci sono voluti più di cinquecento anni per riconoscere pubblicamente i crimini commessi da Cristoforo Colombo. Forse occorrerà altrettanto, perché siano abbattuti i monumenti, posti ovunque, di quell’altro delinquente che si vorrebbe osannare: Garibaldi (Uno schiavista, trafficante d’armi, pirata, stupratore e ladro, gonfiato dalla propaganda massonica anglo-sabauda. I “Mille” non erano da meno, come annotato da Garibaldi stesso: «Crispi arruola chiunque. Ladri, assassini e criminali di ogni sorta»). Il Meridione era duecento anni avanti, rispetto al resto dell’Italia (Avevano, per esempio, anche un’adeguata pensione di vecchiaia, cosa che noi ci sogniamo ancora. Una rendita di Stato al 120%. Quotato alla Borsa di Parigi, il Regno delle Due Sicilie era premiato, nel 1856, come terzo Paese del mondo più industrializzato, dopo Inghilterra e Francia)… altrimenti, i Savoia (Questi Cavalieri – più di “Beep!” che – di Malta che, vivi e morti, ce li siamo riportati in casa senza battere ciglio) con le casse vuote, non avrebbero cercato, attraverso l’onnipresente interessato “appoggio” britannico (E con tanto di golette albionesi, a supporto, nella rada di Palermo), di depredarlo di tutte le sue ricchezze, iniziando una vergognosa pulizia etnica durata dieci anni (Dal 1861 al 1871: 685.000 persone uccise sul posto, 500.000 arrestate, molte delle quali deportate nei lager sabaudi a Fenestrelle, in Piemonte, dove erano sciolte nella calce viva; 62 paesi distrutti e incendiati, ecc… ecc… e lo hanno chiamato: “Risorgimento”!)… anche questi, come molti altri, sarebbero “pogróm” ma, siccome non si tratta di ebrei, nessuno ne parla…

Una delle peggiori razze che sia vissuta su questa Terra, «il cui Stato è fondato sull’apartheid e dotato, dall’ortodossia religiosa, di una natura odiosa e potenzialmente funesta (“Storia ebraica e giudaismo” dell’ebreo Israel Shahak – 1997)», è quella che, continuamente, sacrifica il suo stesso popolo per i propri interessi, per poi piangersi addosso, accusando questo o quest’altro, e per nascondersi dietro a un sostantivo che fa calare le brache a tutti: “Antisemitismo”! Così, hanno sempre potuto fare tutto ciò che volevano, senza nessuna regola come, per esempio, imbarcare e sbarcare merci negli aeroporti senza i previsti controlli doganali. Questo è ciò che assicura, sul suo sito, l’israeliana LACHS il cui presidente è Muli Ravini (Ex assistente del direttore generale del Ministero delle finanze d’Israele). Un’esenzione impensabile per chiunque! Per gli israeliani, invece, tutto è consentito e possibile, anche mandare in tilt aeroporti, per gestire liberamente i loro traffici illeciti, come, per esempio, “trovarsi in un aeroporto in pieno blackout, con i generatori d’emergenza pure incendiati” e… caricare al buio (Non si sa cosa, c’è chi scommette sulle testate nucleari W80) su un cargo 4X-ICB, dell’israeliana Cal Cargo Airlines (Presidente ancora Muli Ravini) e, sempre al buio, prendere il volo. Questo è accaduto il 17/12/2017, in uno dei più trafficati aeroporti del mondo, quello di Atlanta, laddove per quasi ventiquattrore nessun altro aereo ha potuto atterrare o decollare, per ordine della FAA (Federal Aviation Administration) e delle autorità cittadine. Che ciò sia passato inosservato è impossibile ma, nessuno ne ha parlato, tranne il solito Maurizio Blondet. Qui l’articolo.

Per fortuna, non ci sono solo ebrei isolati che, mettendo da parte la “superbia imposta” loro fin da bambini, cercano umilmente di porre in evidenza la verità (Che, in ogni caso, affinché tacciano i soliti coglioni, è sempre stata a disposizione di chiunque volesse accertarla, come ben specificato da Sand). Ci sono anche gruppi, come la “Rete Internazionale Ebraica Antisionista” (IJAN), che cercano a tutti i costi di riscattarsi, scrollandosi di dosso tutta la negatività del sionismo, posta in grande evidenza anche dal “Messaggio de La Salette” del 19/09/1846, reso pubblico nel 1879 (Stranamente, con l’imprimatur del vescovo Zola di Lecce e, ufficialmente riconosciuto dalla chiesa il 6/06/1922): «[…] nascerà l’Anticristo da una religiosa ebrea (Israele), da una falsa vergine (Diversi sono stati i tentativi fatti in precedenza per fare risorgere Israele come “Grande Regno” da qui “falsa vergine”). Suo padre sarà Vescovo (Il Vaticano)».

Quest’Associazione (IJAN) ha raccolto in un documento denuncia «[…] alcuni degli aspetti più raccapriccianti della repressione israeliana a livello globaleIl razzismo di Israele ha le sue radici in secoli di colonialismo europeo. È parte integrante dell’imperialismo globale da cui trae investimenti, sostegno e copertura. Israele ha lavorato a stretto contatto con regimi repressivi in ogni angolo del pianeta in modi che favoriscono soppressioni, omicidi, assassinii, stupri, torture, sparizioni, rapimenti e arresti di chi lotta per la libertà e la giustizia». Questa pubblicazione si basa in gran parte su The Israeli Connection Who Israel Arms e Why dell’ebreo Benjamin Beit-Hallahmi (Professore di psicologia presso l’Università israeliana di Haifa). Libro (Ancora una volta “stranamente”), recensito favorevolmente sul sito del potente Council on Foreign Relations (CFR – collegato con Difesa, Servizi Segreti e Partito Repubblicano, all’Istituto neoconservatore “Project for a New American Century” – PNAC – nato nel 1997 che, nel 2000, pubblicò il suo piano per il dominio globale dal titolo “Rebuilding America’s Defenses”) da John C. Campbell: «[…] Il libro è davvero una forte medicina, e a molti amici di Israele non piacerà, ma gli argomenti e i fatti addotti non possono essere scartati a priori». Campbell, che sembrerebbe una “voce fuori dal coro”, fa altre recensioni simili come, per esempio, al libro di Ian Black e Benny Morris “Israel’s Secret Wars: The Untold History Of Israeli Intelligence” «I servizi segreti e, di sicurezza, israeliani sono ora più esposti alla luce del giorno, grazie ad alcuni passi falsi e fallimenti che hanno portato al controllo ufficiale e alla revisione… Questo non è l’unico libro recente sull’argomento e non può essere la storia definitiva, ma è il più vicino possibile e lo è particolarmente nel mostrare quanto sia fondamentale e strettamente intrecciato il lavoro di queste agenzie (Aman, Mossad e Shin Bet) con il destino della nazione». Chissà se il libro riporta anche che «il Mossad ha apposite squadre d’assassinio, i Kidon, per certe operazioni»…

Questo intreccio non è passato inosservato nemmeno sui quotidiani ellenici, su un altro aspetto terrificante: il traffico d’organi. Il 15/06/2016, diversi quotidiani online hanno denunciato le losche attività della potentissima mafia israeliana che, con quella turca e, con la complicità governativa dei rispettivi Paesi, asporta organi (principalmente reni) da giovani rifugiati siriani che poi getta in mare: «[…] ci sono troppi cadaveri galleggianti nel Mediterraneo… Le suture nel ventre di cadaveri di siriani dimostrano che i reni sono stati rimossi prima della loro morte… (Una delle varie Fonti)». Non c’è da stupirsi. Gli ebrei, da millenni (Sicuramente dall’inizio del I sec. a.C., si veda la tomba di “Jason” a Gerusalemme), sono sempre stati anche grandi pirati e trafficanti di schiavi (Giuseppe Flavio, storico ebreo, “Le guerre giudaiche” Libro III, cap. 1 – Edward Kritzler, giornalista e storico ebreo-americano: “Jewish Pirates Of The Caribbean“, 2008). Non a caso, la città di Haifa, un tempo, era conosciuta come la “piccola Malta” per i pirati che la abitavano in gran numero (Da qui si comprende, al di là di ciò che ufficialmente si racconta, anche la Malta tradizionale… e i suoi… cavalieri pirati o corsari). Da un secolo a questa parte, gli ebrei hanno solo abbandonato i mezzi: le navi. Obiettivi e sistemi sono sempre gli stessi.

Altri due aspetti, tra i tanti ancora inespressi, per dare una realistica immagine, seppure approssimativa, di questa vittimistica razza sfuggente che, secondo alcuni, andrebbe distinta tra: ebrei, giudeo-sionisti e israeliani, sono (Senza entrare nel merito): il discorso pronunciato da Shaykh Naim Qassem, a Beirut, il 22/09/2017 «I gruppi Takfiri, come l’ISIS, sono una creazione del regime sionista per attuare i suoi piani espansionistici nella regione». E, «[…] il “Wahhabismo” è fuoriuscito col sionismo di fine Ottocento, da Muhammad Ibn Abdulwahhab, giudeo di origine turca, sedicente convertito e uomo del servizio di sicurezza britannico». Quest’ulteriore, stretto, legame lo ritroveremo anche in seguito.

Ora, definiti seppur a grandi linee i principali protagonisti, è tempo di chiudere il cerchio e completare l’indagine, partendo dalle Falkland (Le isole Malvine per gli argentini).

«La corruzione in Argentina è stata (E, devo pensare che continui a esserlo) una costante storica. Potremmo risalire agli inizi della dichiarazione d’indipendenza (9 luglio 1816)…», scriveva Juan Aragonés Randó il 6 maggio 2016. Persino ai coniugi Kirchner (Néstor Carlos Kirchner Ostoić prima e, Cristina Elisabeth Fernández Wilhelm, coniugata Kirchner, poi, entrambi presidenti della repubblica sudamericana), è stato attribuito un conto svizzero (Intestato a un prestanome) con depositati 55milioni di euro, che nessuno ha certamente realizzato vendendo santini davanti alle chiese. Con tanto di procuratore che è stato “suicidato” (Alberto Nisman, che indagava su Cristina Kirchner e voleva arrestarla). Pensare, quindi, che la giunta militare, presieduta dal generale Galtieri (Leopoldo Fortunato Galtieri Castelli), sia caduta ingenuamente, nel 1982, nella trappola delle Falkland, sarebbe stupido.

Una trappola, in ogni caso, magistralmente orchestrata, quando si osserva nella sua globalità! Già nel 1965, l’ONU aveva riconosciuto la legittimità della rivendicazione argentina, imperniata su una disputa coloniale, riguardante: le isole Malvine, la Georgia del Sud e le isole Sandwich meridionali, territori occupati, dal suo punto di vista, da oltre un secolo dai britannici.

Premesso che mai e poi mai il Regno Unito avrebbe “mollato l’osso”, perché le acque territoriali di questi arcipelaghi danno diretto accesso alle ricchezze del continente antartico, laddove, proprio di fronte, c’è il “Territorio Antartico Britannico” (Rivendicato, guarda caso, nello stesso periodo e con identiche dimensioni della rivendicazione ufficiale, dal Gran Maestro Gerlache de Gomery, in nome del “Sovrano Militare Ordine della Croce del Sud – SMOCS”.

Ma, sovrapposto anche alle rivendicazioni, sempre ufficiali, di Argentina e Cile), il disinteresse di Londra, visto nell’insieme, fu chiaramente finto e, non solo, anche concertato con il sionismo israeliano.

«L’Argentina fece ulteriori pressioni sull’ONU, anche ventilando apertamente un’invasione, ma gli inglesi non reagirono (Global Security)» anzi, nel 1981, ritirarono anche l’ultima unità della Royal Navy, presente nell’arcipelago, e tolsero agli abitanti delle Falkland (Incluse nei British – Dependent Territories), alcuni dei diritti sulla piena cittadinanza (British Nationality Act), ponendo in ridicolo le motivazioni sul successivo intervento bellico: «Margaret Thatcher dichiarò che i diritti democratici degli isolani delle Falkland erano stati assaliti…». Questa, una parte del piano. L’altra parte l’assunse Israele, garantendo aprioristicamente forniture militari che, in vero, onorò nonostante l’embargo ma, in misura insufficiente rispetto la portata del conflitto. Per farla breve, tanto, storia e contro-storia dell’evento sono di dominio pubblico (Basta avere voglia di documentarsi), tutti gli attori coinvolti, velatamente o meno, lavorarono per l’inevitabile vittoria del Regno Unito, costringendo l’Argentina a una: “Già programmata resa capestro”.

«Londra impose a Buenos Aires un trattato di pace particolarmente duro che riduceva al minimo le forze armate argentine. In particolare, all’Argentina fu sottratto il controllo dello spazio aereo del sud del Paese e dell’Antartico, che passò alla Royal Air Force. Inoltre, Buenos Aires deve informare il Regno Unito di ogni sua operazione militare (Thierry Meyssan)». Queste le condizioni ufficialmente note, laddove primeggia l’ultimo punto che richiama direttamente l’affondamento, il 15/11/2017, del sottomarino ARA San Juan TR 1700, in “missione segreta” (Segreta si fa per dire, perché i britannici hanno prontamente informato i loro amici sionisti, presenti in zona – come vedremo – che il sottomarino sarebbe andato a ficcanasare dove non doveva, ed è stato prontamente intercettato e fatto esplodere). Per quanto riguarda, poi, le rivendicazioni ufficiali dei territori in Antartico, l’Argentina può dimenticarsele. E, forse anche il Cile che, nonostante abbia rivestito un ruolo marginale, se non insignificante, durante la Guerra delle Falkland, è stato pubblicamente magnificato dall’ex ufficiale della RAF Sydney Edwards: «L’aiuto che ottenemmo dal Cile è stato assolutamente cruciale». Per trovarsi, poi, a dovere fare i conti, il 15  marzo 1995, con l’assassinio del figlio del presidente Menem, Carlos Saúl Facundo, laddove il pilota dell’elicottero sul quale si trovava e, una serie di testimoni, anch’essi morirono. Dopo più di vent’anni, il 31/07/2016, l’ex presidente Carlos Menem ammette pubblicamente a la “Redacción de Perfil.com” di avere denunciato il fatto alla Corte federale: «Mio figlio è morto in un attacco criminale. So chi, come e perché è stato assassinato» e, aggiunge: «Li ho incontrati (Sicuramente riferendosi ai responsabili) rigorosamente nella mia veste di Presidente della nazione, ma non farò rivelazioni perché è un segreto di stato». Se qualcuno scommettesse sul fatto che c’entrava l’acquisto della parte di Patagonia cilena, a un prezzo puramente simbolico, potrebbe vincere!

Ancora più “semplice” comprendere l’acquisto, allo stesso prezzo simbolico, del versante argentino della Patagonia, laddove si evince che, alla fine del conflitto delle Falkland, il “boccone migliore” come il solito, è toccato ai sionisti israeliani: «Nel XXI secolo, approfittando dei vantaggi ottenuti con il Trattato della guerra delle Malvine, Regno Unito e Israele, intraprendono un nuovo progetto in Patagonia». È ancora Thierry Meyssan che, tuttavia, non specifica bene: “È il sionismo israeliano, radicato nel Regno Unito, che intraprende un progetto pianificato da molto tempo”, come di seguito brevemente riassunto.

Il prezzo simbolico spiega il “Come”, mentre il “Perché” è supportato, principalmente, dal pagamento del debito con il FMI (Un concetto, guarda sempre “il caso”, proposto dal Council on Foreign Relations: “Scambio del debito contro territorio” e ripreso con forza anche da un segretario del governo Duhalde, Norman Bailey, che consigliava, attraverso un rapporto, uno schema di scambio di debito usando “terre fiscali e attivi provinciali”), dopo lo spolpamento definitivo della nazione (Anziché “furto concordato” ai danni dei cittadini, la chiamano “privatizzazione” e, si vantano pure per “avere cercato di risanare il bilancio dello Stato“. Soluzione che non accadrà mai), col “Piano Cavallo”, dal nome del tecnocrate, ex ministro delle finanze argentino, Domingo Cavallo. Padre della catastrofe che travolse il paese latinoamericano (Che ripropose, poi, in Grecia) e, membro del super-clan Group of 30 (Creato alla fine degli anni ’70), i cui esponenti, specializzati nel doppio malefico incarico (Si veda, per esempio, Mario Draghi tra i Membri), hanno inquinato l’intero Pianeta, tenendolo per le palle, con la peste di 650.000 miliardi di dollari di titoli tossici (I “derivati” che appena un centinaio di persone al mondo era in grado di comprenderne la pericolosità), per riuscire infine a mettere in ginocchio interi Stati. Ma, questa è un’altra storia

A proposito di saldo del debito argentino, contratto con il FMI, si sollevano molti dubbi sul fatto che possa mai essere appianato e, le conferme, giungono anche dallo scrittore e politico Juan Labakè che, già nel 2002, raccolse dati su questo tema, dallo stesso definito “preoccupante”: «Il presidente Duhalde, con decreto n°533/2002 (bollettino ufficiale del 23/02/2002) ha preso contatto con tre imprese anglo-nordamericane perché lo rappresentino a livello internazionale in questioni di debito estero. Ciò significa che tali consulenti saranno incaricati di tracciare un piano di rinegoziazione del debito estero argentino e di portarlo a termine. La cosa peggiore è che una di quelle imprese, la Zemic Communications, è di proprietà del ben conosciuto Henry Kissinger e lui si è impegnato a “collaborare in quel lavoro”. Kissinger non è solo il fautore del pagamento di debito con disponibilità liquide che tante calamità ci hanno portato, ma è anche uno dei principali (se non il principale) ideologo del sistema d’indebitamento come strumento di “dominazione dei popoli”».

Così, completando quel “Plan Andinia” iniziato già nel 1955, tutti questi sionisti del “Beep!“, hanno potuto accaparrarsi con “due soldi” l’intera Patagonia. Personaggi come il nostro “senatore della Repubblica” Luciano Benetton (In parte minoritaria e «con un contenzioso aperto (Prima della strage di 381 lavoratori in Bangladesh) con le popolazioni indigene locali, i Mapuche – gli unici che ancora tengono testa a questi banditi – sui modi di appropriazione di estesi terreni in Patagonia, come documentato dalla trasmissione televisiva “Report” in un servizio andato in onda il 7 giugno 2009». Testi anche in pdf) e, il miliardario sionista-britannico, grande amico di George Soros, Joe Lewis (Per la restante parte, in combutta con Eduardo Elztain, anch’egli legato a Soros, presidente della “Comunità ebraica mondiale” che, nell’aprile del 2017, «ha acquisito la “Falkland Island Holding Group”, una finanziaria nel paradiso fiscale stabilito dagli inglesi nelle Malvine per riciclare i capitali argentini»),

Da notare che, sebbene la Patagonia sia ricca di risorse minerarie: oro, argento, petrolio, uranio, carbone, gas naturale e, sia anche una delle riserve d’acqua incontaminata più grandi del pianeta, Lewis ha cominciato ad acquistare partendo dalle parti più meridionali, mostrando così, un particolare interesse per il vicino continente antartico.

Vista in un’altra ottica (Ma, visti anche gli immensi possedimenti del Vaticano in Israele che ne restringe la sovranità), come suggerita principalmente da Blondet («Perché si crea uno Stato parallelo ebraico in Patagonia?») e, in parte da Meyssan, parrebbe che questi sionisti vogliano seguire le orme dei loro inseparabili ex amici nazisti «nel caso che le cose in MO andassero male». Secondo documenti dell’OSS (l’Ufficio dei Servizi Strategici che assumerà il nome di CIA) e della FBI, infatti, declassificati rispettivamente nel 2009 e nel 2014 (Oltre 700 documenti su indagini svolte nel primo dopoguerra, tra il 1945 e il 1950), risulta chiaramente che, la Germania, aveva preparato con dieci, undici, anni di anticipo sulla Seconda Guerra Mondiale, una base in America Latina, per favorire un’eventuale fuga dei propri capi nazisti, con tanto di rete di aziende floride che, all’occorrenza, avrebbero potuto finanziarli e, sostenerli in caso di fuga, e una linea ferroviaria (Costruita dai tedeschi già nel 1934) che congiunge San Antonio Oeste a San Carlos de Bariloche (La “Berlino argentina” in Patagonia, laddove i militari argentini avevano il compito di proteggere gli ufficiali delle SS, rifugiati in loco. Compresi Adolf Hitler ed Eva Braun, ospitati principalmente nella “Casa Inalco“. Esisteva, infatti, un piano per far fuggire il fuhrer già due anni prima della fine della guerra. Per tutto il dettagliatissimo resoconto, anche delle indagini successive, si veda qui). Tutti i fatti, citati nei rapporti, confermano le dichiarazioni di Alfred Grosser (Professore dell’Istituto di politica presso l’Università di Parigi), in perfetta sintonia con il libro dell’ebreo Guenter Lewy “The Catholic Church and Nazi Germany” (New York, McGraw-Hill, 1964) e con i contenuti di “Christentum Katholischem Begegnungen und zwischen nazional-Sozialistischer Aschendorff Weltanschauung” (Munster, 1933): «In queste prove troviamo evidenze devastanti contro persone importanti come il cardinale Faulhaber e il gesuita Gustav Gundlach… c’è la dimostrazione inoppugnabile che la Chiesa cattolica ha svolto un ruolo fondamentale per elevare Hitler al potere (Il 23 marzo 1933 in poche ore il vescovo Ludwig Kaas capo del Partito del Centro dal 1928 al 1933 – stretto collaboratore, amico personale e uomo di fiducia in Germania del cardinale Pacelli, futuro Pio XII nel 1939 – riuscì a convincere i deputati del “Zentrum” di votare il decreto a favore di Hitler, che, di fatto, avrebbe posto fine alla Repubblica di Weimar e dato inizio alla dittatura nazista) e che in realtà era un insediamento fissato già da tempo. Esso consente di visualizzare l’accordo orrendo tra il cattolicesimo e il nazismo». L’illusione che le elezioni siano “libere e democratiche” è una farsa che si protrae da sempre… ma, almeno tempo fa cercavano di nasconderlo… anche questa, però, è un’altra storia…

E, dove pensate che sorga la villa di Joe Lewis in Patagonia? A San Carlos de Bariloche! Chi avrà costruito «La base sottomarina ceduta dal Cile (Che sarebbe “la Base Rockefeller”, “ceduta” s’è visto già come), un reticolo raffinato di tunnel che hanno la qualità di rifugi antiatomici, ma anche di vere colonie-rifugio in caso di guerra atomica che distruggesse la vita civile nel resto del mondo, laddove migliaia di eletti potrebbero vivere sottoterra, alimentandosi di colture, cui diversi di questi sotterranei sarebbero destinati, anzi dove già crescono piante e raccolti (Altrimenti dove li mettiamo gli 8/10mila militari israeliani che, annualmente, passano le “loro vacanze” da Joe Lewis)»? I “poveri” cileni, o la previdente e ricca Germania nazista? E, del Tavistock Group o della Fondazione Tavistock, della famiglia Lewis vogliamo parlarne? I suoi interessi sono principalmente concentrati sui “servizi medici”, sulla “formazione” e ricerca medica che sono svolti dal Tavistock Institute. Detto così, sembrano attività degne di lode ma, nella realtà, è tutt’altra cosa: «Tra aprile e dicembre dello scorso anno (2015) lo Stato (Il Regno Unito) ha speso 2,6 milioni di sterline per sottoporre oltre mille bambini a trattamenti finalizzati al cambio di sesso. Una violazione dell’infanzia che assume i contorni di una vera e propria campagna di Stato (Zenit – 10/03/2016)». Anticipato da Repubblica.it il 20/05/2014 «La Fondazione Tavistock and Portman, un ospedale inserito nel National Health Service, il servizio sanitario nazionale, e quindi titolato a ricevere finanziamenti pubblici, ha già completato con successo un test triennale di questo tipo su bambini fra i 12 e i 14 anni. Ora pensa di offrire la stessa terapia anche prima, a bambini di 9-10 anni». E non è tutto, il peggio deve ancora venire. Il Tavistock Institute, sorto nel 1921, ha avuto come direttore l’ebreo sionista-tedesco Kurt Lewin (Pioniere della “psicologia sociale“, in altri termini, “controllo delle masse”) che, negli Stati Uniti, fondò la “Clinica di Psicologia” di Harvard «Le tecniche di Tavistock hanno un unico scopo: stroncare la forza psicologica di un individuo e renderlo debole, impotente e controllabile… non c’è campo, da quello dell’istruzione a quello della salute, che non sia sotto l’influenza di Tavistock (Interessantissimo e dettagliato questo agghiacciante articolo e, altrettanto interessante l’anteprima al libro di Daniel Estulin “L’Istituto Tavistock” – 2011)». Questi sionisti hanno tutto ciò che occorre per fare i propri comodi e inchiappettare le masse. Non hanno lasciato nulla al caso. Sono bravi e scrupolosi allievi di Herzl…

Per chiudere l’indagine, quindi, che si presenti valido il primo o il secondo caso, o addirittura entrambi, non importano più ormai. Tutto è palese: la “nuova nobiltà di ghiaccio” dalla quale è partita l’indagine storico-giornalistica, rappresenta le classiche “teste di legno”, come si dice in gergo, per indicare i prestanome che operano in nome e per conto di tutti questi sionisti, i quali non vogliono esporsi in situazioni ambigue, come quelle rappresentate da rivendicazioni, per ora, ancora illegittime. Al più che, in questo modo, una buona fetta di Antartico viene a costare molto meno della Patagonia: un po’ di carte bollate presentate a qualche tribunale compiacente e… la soddisfazione, già pagante e, appagante, per le “teste di legno” (O, meglio, teste di “Beep!”) di farsi chiamare “Sua Altezza Serenissima“… ma sempre, rigorosamente, del “Beep!“.

Questo è ciò che abbiamo ereditato e, sicuramente meritato, con tanta ignoranza, ingiustificate paure e altrettanto menefreghismo: una scienza ipocrita e servile; una sanità collusa che appoggia, chi inventa virus e diffonde nuove malattie; un’istruzione fuorviante, opposta alla realtà; leggi fraudolente e coercitive, che tolgono libertà e dignità; politicanti corrotti e tecnocrati delinquenti; magistrati politicizzati; menefreghisti difensori dei diritti umani e della Costituzione; false e sterili religioni; gesuiti, sionisti e massoni; una vecchia e nuova nobiltà parassita… tutti ancora di “Beep!“?… no… di merda!

A questo punto, non ci resta che sperare nella profezia di Rasputin: «Nella notte dell’uomo bruciato…» e confidare in Madre Natura, che venga a lavare le nostre coscienze per ripulirle da tutto questo lordume.

Roberto Morini (fisico nucleare e filosofo)

Beep! di Roberto Morini ultima modifica: 2018-02-02T11:22:18+00:00 da Pasquale Galasso
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Pasquale Galasso

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