Bombe d'acqua causate dai cambiamenti climatici, ma i danni sono potenziati dalla mano dell'uomo

Il Giornale Online
Gli eventi meteorologici di per sé estremi, quali siccità, piogge torrenziali, uragani, da qualche anno sono ancora più intensi e violenti, esacerbati dai cambiamenti climatici e da quel surriscaldamento degli oceani che come nel caso di Sandy causa tempeste di proporzioni enormi. Ma il fatto che siano i cambiamenti climatici a scatenare le cosiddette bombe d’acqua, precipitazioni violente e abbondanti, non è un’attenuante, bensì un’aggravante per i morti e per i danni immensi causati da questi fenomeni naturali. Le dichiarazioni di Gian Vito Graziano, presidente dell’Ordine Nazionale dei Geologi, seguite all’alluvione di Genova e Roma dello scorso anno suonano quanto mai attuali oggi, all’indomani delle esondazioni ed alluvioni che hanno colpito la Toscana, l’Umbria ed il Lazio. Spiegava Graziano in un’intervista [link=http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/27/Edifici_Demolire_Fiumi_Pulire_Come_co_9_111027007.shtml]rilasciata al Corriere della Sera[/link]:

Le “bombe d’acqua” sono un evento che si manifesta ultimamente con più frequenza. E viene attribuito ai cambiamenti climatici. Si discute sull’impatto che abbia avuto l’uomo nel favorirli. Ma sono un evento naturale. E in quanto tale c’è poco da farci. Però l’impatto disastroso che hanno sulla popolazione, quello è in gran parte se non totalmente colpa nostra che, passata l’onda emotiva delle catastrofi, facciamo sempre pochissimo.

I fiumi hanno una memoria storica, bisogna evitare di costruire laddove un tempo scorrevano i corsi d’acqua con la loro impetuosità dirompente. Molti edifici andrebbero abbattuti e bisognerebbe lavorare maggiormente sui piani di assetto idrogeologico e sulla pulizia dei fiumi.

Ogni volta che costruiamo, consumiamo un pezzetto di suolo, spiega Graziano. E questo fa sì che l’acqua piovana scorra in superficie senza essere riassorbita. In questi casi arrivano nelle fognature e nei fiumi e torrenti quantità d’acqua tali che non riescono a essere smaltite. I fiumi si riprendono lo spazio ed esondano. Servono misure compensative. Quando costruisco devo pensare: ma l’acqua dove la faccio andare? E lasciare uno spazio di suolo libero adeguato. Serve una legge urbanistica.

[link=http://firenze.repubblica.it/cronaca/2012/11/14/news/bombe_dacqua_e_troppo_cemento_il_mix_micidiale_che_devasta_la_regione-46582196/]Secondo Nicola Casagli[/link], membro della Commissione Grandi Rischi e docente di geologia applicata all’Università di Firenze la speculazione edilizia e la speculazione agricola sono due dei fronti cruciali su cui bisogna intervenire per arginare i danni dei disastri naturali:

Incoscienti sono coloro che hanno usato e usano il territorio per i loro interessi: abbandonando le coltivazioni tradizionali e spargendo cemento.

I muretti, le canalizzazioni curate hanno lasciato il posto ai vigneti più redditizi, l’agricoltura familiare è stata soppiantata da quella industriale che è meno attenta al territorio, fa notare Casagli. Inoltre:

si è costruito dentro canali, impluvi, aree di golena. Non mi era mai capitato nel resto d’Italia, l’ho dovuta vedere a Mulazzo, vicino a Aulla, una casa costruita sotto l’arco di un ponte che fermava le acque del fiume. In una regione che è stata ed è all’avanguardia per le norme sulla sicurezza del territorio dispiace che ci sia un consumo del suolo così esagerato e sconsiderato, non giustificato dall’aumento di popolazione che non c’è, ma solo dalla speculazione edilizia.

Foto: [link=https://www.facebook.com/photo.php?fbid=458832010829042&set=pb.105564129489167.-2207520000.1353150620&type=3&theater]Provincia di Grosseto su Facebook[/link]

Fonte: http://www.ecoblog.it/post/40741/bombe-dacqua-causate-dai-cambiamenti-climatici-ma-i-danni-sono-potenziati-dalla-mano-delluomo#continua

Bombe d'acqua causate dai cambiamenti climatici, ma i danni sono potenziati dalla mano dell'uomo ultima modifica: 2012-11-19T07:39:49+00:00 da Richard
About the Author
Richard

Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)