Stanchezza? Ecco il cachi, il frutto anti-spossatezza

Stanchezza? Ecco il cachi, il frutto anti-spossatezza
cachi, il frutto anti-spossatezza
Cachi, il frutto anti-spossatezza

Il cachi è un frutto che a completa maturazione contiene elevate quantità di zuccheri semplici, assorbiti immediatamente dall’organismo umano, principalmente sotto forma di fruttosio e glucosio. Questo lo rende poco indicato a chi abbia problemi di obesità o diabete.

Il cachi è, tra i frutti autunnali, il più ricco in beta-carotene, potente antiossidante che protegge dalle malattie cardiovascolari, da alcuni tipi di tumore e rafforza del sistema immunitario.

Lo stesso betacarotene è il pigmento responsabile del brillante e luminoso color arancione del frutto. Il betacarotene è anche precursore della vitamina A, necessaria al nostro organismo per la protezione della pelle e delle mucose, per l’accrescimento osseo, dei denti, di unghie e capelli.

Il cachi contiene buone quantità di vitamine C e P, utili a prevenire le malattie da raffreddamento e a dare maggior elasticità a vene e capillari.

Il cachi è ricco di fibre, utili alla funzionalità intestinale e particolarmente indicate in caso di stipsi.

Nel cachi sono ben rappresentati sali minerali come:

  • potassio, indispensabile per la regolarizzazione del pH sanguigno, della pressione arteriosa e dell’attività muscolare
  • calcio, importantissimo per le ossa;
  • fosforo, necessario come il calcio per le ossa ed essenziale componente di importanti catene proteiche e lipidiche;
  • selenio, altro antiossidante prezioso per contrastare malattie e invecchiamento.

Il cachi contiene inoltre buone quantità di ferro, calcio, rame, manganese e magnesio. Un discorso a parte meritano i tannini, astringenti naturali, maggiormente presenti nel frutto non ancora maturo: questo fa si che consumare i cachi quando la polpa è ancora soda lo rende particolarmente astringente (tipica la sensazione di bocca ‘legata’), mentre a piena maturazione quando la polpa si fa gelatinosa, regola la funzione intestinale.

Le sostanze contenute nella polpa del cachi, quali tannini, potassio e calcio, rendono questo splendido frutto un ottimo rimedio per combattere le astenie derivanti da un cattivo funzionamento del fegato(straordinario: l’astenia è una sindrome da stanchezza caratteristica della stagione autunnale, l’autunno ci offre frutti e semi oleosi che aiutano a combattere con i loro preziosi equilibri nutrizionali questa sindrome).

I cachi, per il loro contributo energetico e in potassio, sono particolarmente indicati per bambini, persone che svolgono attività sportiva e per le sue qualità di ricostituente nei casi di debilitazione, inappetenza e convalescenza.

Si noti che un colore come l’arancione viene percepito anche dal nostro cervello come stimolante e possa contribuire all’attivazione dei meccanismi dell’appetito. Hanno azione rinfrescante, emolliente, regolatrice delle funzioni intestinali e depurativa, in particolare per quanto riguarda le tossine immagazzinate dal fegato. Inoltre i cachi hanno un’efficace funzione diuretica e stimolano l’organismo a liberare i liquidi in eccesso.

Una semplice cura depurativa e per la protezione del fegato consiste nell’assunzione di un cachi al giorno, possibilmente a digiuno o comunque lontano dai pasti principali, da protrarre per tutta la stagionalità del frutto. Per contrastare la ritenzione idrica sarà sufficiente osservare l’accortezza di assumere il cachi al mattino a digiuno qualche minuto prima della colazione.

CACHI PER IL CUORE E L’IPERTENSIONE

C’è una relazione molto ‘speciale’ tra il frutto del cachi e il cuore.
La ‘bacca’ di color arancione intenso, a volte vicina al rosso, può ricordare un organo cardiaco in piccolo. La sua costituzione in particolare, caratterizzata da quattro lobi separati da membrane, come quattro sono le cavità da cui è costituito il cuore. Questa somiglianza simbolica trova sorprendenti conferme nella relazione tra il cachi alimento e la funzione cardiocircolatoria.

La pectina, sostanza presente in abbondanza nel cachi, aiuta l’organismo a ridurre la quantità di colesterolo nel sangue. La grande quantità di zuccheri è altrettanto importante per il sistema cardiocircolatorio.

Chi soffre di ipertensione è spesso obbligato ad assumere farmaci diuretici in quanto l’espulsione di liquidi riduce la pressione arteriosa. Ma con i liquidi vengono eliminati preziosi sali minerali, potassio in particolare, che a sua volta è necessario compensare mediante l’assunzione di…altri farmaci.

Un serpente che si morde la coda, un loop che può essere interrotto da un ‘semplice’ rimedio naturale, in questo caso un frutto, in grado di abbinare l’efficace azione diuretica, utile alla riduzione della pressione arteriosa, con un significativo apporto di potassio.

Fonte: ilsentiero.net