Carol Rosin: Pianeta Terra dominato dall’Inganno?

Carol Rosin

Carol Rosin

La Dott. Carol Rosin è stata la prima donna manager delle industrie Fairchild e portavoce del Dott. Wernher Von Braun negli ultimi anni della sua vita. Ha fondato l’Istituto per la Cooperazione e la Sicurezza nello Spazio Esterno, a Washington DC, ed ha testimoniato in molte occasioni sulle armi spaziali.

Von Braun rivelò al Dott. Rosin un piano che giustificava la presenza di armi nello spazio per fronteggiare una minaccia extraterrestre. Fu anche presente ad incontri negli anni ’70 quando fu pianificato lo scenario per la guerra del Golfo degli anni ’90.

Carol Rosin: Il mio nome è Carol Rosin, sono un’educatrice divenuta la prima donna manager di una compagnia aerospaziale: le Fairchild Industries. Sono consulente per la difesa missilistica e spaziale ed ho fornito consulenze ad una quantità di aziende, organizzazioni e dipartimenti organizzativi, perfino ai servizi segreti. Sono stata consulente alla TRW mentre lavorava per il missile MX, così entrai a far parte della strategia che divenne un modello su come vendere al pubblico le armi spaziali. Il missile MX è un altro sistema d’arma di cui non avevamo bisogno.

Ho fondato l’Istituto per la Cooperazione e la Sicurezza dello Spazio Esterno, un serbatoio di menti con base a Washington DC. Sono un’autrice ed ho testimoniato davanti alla Commissione Congressuale e Presidenziale sullo Spazio. Quando ero manager alle Fairchild Industries, dal 1974 fino al 1977, incontrai l’anziano Dr. Wernher Von Braun. Ci incontrammo per la prima volta nel 1974.

A quell’epoca Von Braun stava morendo di cancro ma mi assicurò che sarebbe vissuto ancora qualche anno per raccontarmi del gioco che stava mettendoin atto, gioco teso a militarizzare lo spazio, a controllare la Terra dallo spazio e lo spazio stesso. Von Braun aveva un passato lavorativo riguardo i sistemi d’arma.

Fuggì dalla Germania per venire in questo paese, diventando vice presidente della Fairchild all’epoca in cui lo incontrai. Lo scopo di Von Braun durante gli ultimi anni della sua vita, gli anni del declino, era di educare il pubblico e le autorità sul fatto che le armi spaziali erano stupide, pericolose, destabilizzanti, troppo costose, non necessarie, un’idea non realizzabile e non desiderabile e, ancora, sulle alternative a disposizione.

Praticamente dal letto di morte mi istruì su questi concetti e sui giocatori che partecipavano al gioco. Mi affidò la responsabilità, visto che lui era moribondo, di continuare i suoi sforzi per prevenire l’installazione di armi nello spazio.

Quando Von Braun stava morendo di cancro, mi chiese di diventare sua portavoce e di apparire nelle occasioni in cui lui era troppo debilitato per parlare. E lo feci. Ciò che mi interessò maggiormente fu un concetto che mi ripeté più volte durante i quasi quattro anni in cui ho avuto l’opportunità di lavorare con lui. Diceva che la strategia usata per educare il pubblico, da quanti avevano potere decisionale, era basata su tattiche di paura…

Ecco come individuiamo un nemico. La strategia di cui mi parlò Von Braun era che all’inizio i Russi erano stati considerati nemici. In effetti, nel 1974, loro erano il nemico, il nemico dichiarato. Ci veniva detto che essi possedevano “satelliti killer”. Ci veniva detto che sarebbero venuti a prenderci, che ci avrebbero controllato – che essi erano Commise (comunisti). Successivamente sarebbero stati individuati i terroristi e ciò sarebbe presto avvenuto.

Ne sentimmo molte a proposito di terrorismo. Avremmo dovuto individuare alcuni paesi “pazzi” del Terzo Mondo. Quelli che ora chiamiamo Stati canaglia. Ma mi disse anche che ci sarebbe stato un terzo nemico contro il quale avremmo costruito armi spaziali. Il nuovo nemico erano gli asteroidi. Contro gli asteroidi avremmo costruito armi spaziali.

E ora, asteroidi contro asteroidi, stiamo provvedendo a costruire armi situate nello spazio. E la parte più divertente di tutte era quella che riguardava quelli che lui chiamava gli alieni, gli extraterrestri. Quella sarebbe stata la paura finale. E ancora, ancora e ancora, durante i quattro anni che l’ho frequentato ed ho fatto discorsi al suo posto, ha tirato fuori quest’ultima carta. E ricordati Carol, l’ultima carta è quella degli alieni. Dovremo costruire armi nello spazio per difenderci dagli alieni e tutto ciò è una menzogna. Penso di essere stata troppo ingenua all’epoca per capire la natura di quanto stava per essere introdotto nel sistema. E solo ora le tessere stanno iniziando ad andare al loro posto.

Stiamo costruendo sistemi d’arma spaziali sulla premessa che si tratta di una menzogna. Wernher Von Braun stava cercando di farmelo capire nei primi anni ’70 e fino al momento in cui morì, nel 1977.

Mi disse che c’era un’accelerazione in atto. Non menzionò mai un programma temporale ma disse che la questione stava per accelerare al punto di permettere alla gente di capirla, fino ad arrivare al punto di essere già avviata e troppo tardi per tornare indietro. Wernher Von Braun stava morendo davanti ai miei occhi.

Il primo giorno che lo incontrai aveva cateteri che usciavano dal suo fianco, tamburellava le dita sul tavolo mentre diceva: – Verrai alla Fairchild -. Io ero un insegnante. Mi disse: – Verrai alla Fairchild e sarai responsabile dell’installazione di armi nello spazio -. Lo disse con questa intensità nei suoi occhi e aggiunse, quel primo giorno, la prima volta che lo incontrai, che le armi spaziali erano un’idea pericolosa, destabilizzante, troppo costosa, non necessaria, non verificabile e non realizzabile. L’ultima carta che aveva in serbo era quella dei nemici extraterrestri.

L’intensità con cui me lo disse mi fece capire che egli era a conoscenza di qualcosa che aveva paura di rivelare. Aveva troppa paura per parlarne. Non mi avrebbe parlato dei dettagli. Non sono neanche sicura che sarei riuscita ad assorbire i dettagli, se me ne avesse parlato né che avrei potuto credergli, nel 1974. Ma non c’è dubbio che quell’uomo sapeva ed era deputato a sapere, lo scoprii più tardi.

Non ho alcun dubbio nella mia mente che Wernher Von Braun era a conoscenza dell’argomento extraterrestri. Mi spiegò i motivi per cui le armi stavano per essere posizionate nello spazio, i nemici contro i quali stavano per costruire tali armi e che tutto era coperto da menzogna.

Disse che gli extraterrestri stavano per essere identificati come l’ultimo nemico contro il quale stavamo per costruire gli armamenti spaziali, nel 1974.

Visto il modo in cui me lo disse, non ho dubbi che fosse a conoscenza di qualcosa di cui aveva paura di parlare. Wernher Von Braun non mi parlò mai dei dettagli di cui era a conoscenza riguardo agli extraterrestri, eccetto il fatto che un giorno essi sarebbero stati indicati come i nemici contro i quali stavamo costruendo un enorme sistema di armi posizionate nello spazio. Wernher Von Braun mi disse veramente che si trattava di un falso – le premesse per le armi spaziali, i motivi che sarebbero stati adottati, i nemici che stavano per essere identificati – era tutto basato sulla menzogna. Sono stata dietro alle armi spaziali per circa 26 anni.

Ho affrontato dibattiti con Generali e rappresentanti del Congresso. Ho testimoniato al Congresso e al Senato. Ho incontrato persone provenienti da 100 diversi paesi. Ma non sono stata in grado di individuare chi sono coloro che stanno realizzando questo sistema di armi spaziali. Vedo le notizie. Vedo prendere decisioni amministrative. So che sono tutte basate su bugie e falsità. Ma devo ancora riuscire a capire di che persone si tratta.

E questo dopo essere stata dietro a questa faccenda per 26 anni. So che esistono grandi segreti che vengono tenuti nascosti e so che è ora che il pubblico e le autorità prestino attenzione a coloro che stanno cercando di scoprire la verità. E poi abbiamo bisogno di fare alcuni cambiamenti e di costruire un sistema spaziale che porti beneficio ad ogni singola persona, a tutti gli animali e all’ambiente di questo pianeta.

La tecnologia è già qui. Le soluzioni per l’urgenza Terra ed i suoi problemi potenziali, a lungo termine, sono qui. Sento che non appena studieremo questa faccenda degli extraterrestri tutte le domande, che mi sono posta per 26 anni, troveranno una risposta.

Però sono arrivata alla conclusione che tutto si basa su poche persone che stanno guadagnando un sacco di soldi e di potere. Si tratta di ego. Non c’entra niente la nostra essenza e chi siamo veramente su questo pianeta, non c’entrano amore reciproco, pace e cooperazione.

Non si tratta di utilizzare la tecnologia per risolvere i problemi ed aiutare la gente del pianeta. Non si tratta di questo. Si tratta solo di poche persone che stanno davvero attuando un gioco vecchio, pericoloso e costoso a beneficio del proprio portafoglio e della propria sete di potere. E questo è tutto. Credo che tutto questo gioco di armi installate nello spazio sia iniziato proprio qui, negli Stati Uniti d’America.

La mia speranza è che una volta rivelata questa informazione la nuova amministrazione faccia ciò che va fatto. Il che vuol dire trasformare il war game in uno space game in modo da usare le tecnologie disponibili non solo come tecnologie belliche ma come applicazioni dirette, per costruire un sistema di cooperazione spaziale che darà benefici all’intero mondo e che ci permetterà di comunicare con le culture extraterrestri che, ovviamente, sono là fuori.

Chi trarrebbe beneficio dalle armi spaziali? Sono coloro che lavorano in quel campo, militari, industria, università e laboratori, la comunità dell’intelligence. Non solo negli Stati Uniti ma nell’intero mondo. Si tratta di un sistema di cooperazione mondiale. Le guerre sono cooperative proprio come lo sarà la pace quando scoppierà. Ma proprio adesso c’è molta gente che ne sta beneficiando. E’ ciò su cui è stata costruita la nostra economia in questo paese ed è stata diffusa nel mondo – la guerra. Il risultato è che la gente soffre.

Non è giusto, non lo è mai stato. La gente ha urlato – fateci costruire aratri dalle spade, dateci la pace e diamoci la mano in tutto il mondo -. Ma non ha funzionato perché ci sono troppe persone che ci guadagnano sopra. Non solo finanziariamente ma per esperienza personale, so che c’è gente che crede davvero nell’Apocalisse e che quindi dobbiamo avere tali guerre.

Va dal libretto tascabile ai diritti religiosi. C’è chi crede davvero che abbiamo bisogno di guerre per questi motivi religiosi. Ci sono persone che, semplicemente, amano la guerra. Ho incontrato guerrieri che adoravano andare in guerra. Poi c’è la brava gente, i soldati che prendono solo ordini. Devono nutrire i loro figli e mandarli al college, e così si tengono i loro lavori.

La gente dei laboratori mi ha detto che non desidera lavorare a queste tecnologie di guerra ma che se non lo fanno perdono lo stipendio. Chi li paga? Vedo anche che non ci sono solo due possibili usi di tali tecnologie ma che ci sono innumerevoli usi delle stesse tecnologie. Possiamo costruire ospedali spaziali, scuole, alberghi, laboratori, fattorie agricole, industrie. Può suonare utopico, ma se non lo facciamo ci troveremo a costruire posti di combattimento e armi spaziali puntate verso la nostra gola.

Apparentemente lo abbiamo già fatto in parte. Ora c’è una scelta che dobbiamo fare. Possiamo beneficiare tutti – tutta la gente di questo complesso militare – industriale, i servizi segreti, le Università e i laboratori degli Stati Uniti e del mondo intero. Tutti possiamo trovare benefici. Possiamo trasformare questa industria semplicemente con un’unica decisione basata sulle nostre più alte coscienze, la nostra spiritualità e sul fatto che non abbiamo altra scelta se non vogliamo morire tutti.

E non vogliamo. Insomma, possiamo goderne tutti, finanziariamente, spiritualmente, socialmente, psicologicamente; è politicamente e tecnologicamente possibile trasformare questo gioco ora e ognuno ne trarrà giovamento.

Nel 1977 ero ad una riunione alle Fairchild Industries in una sala conferenze chiamata la Stanza della Guerra. In quella stanza c’erano molte immagini sulle pareti che rappresentavano i nemici. I nemici identificati.

C’erano molti altri nomi oscuri, nomi come Saddam Hussein o Gheddafi. Ma allora si parlava di terroristi, di potenziali terroristi. Nessuno ne aveva mai parlato prima ma si trattava del prossimo stadio, dopo i Russi, contro il quale stavamo costruendo queste armi spaziali. Mi alzai, nel corso di questo incontro, e dissi: – Scusatemi, perché stiamo parlando di questi potenziali nemici contro i quali stiamo costruendo armi spaziali se sappiamo che al momento essi non sono affatto il nostro nemico? – Beh, continuarono la discussione su come avremmo progressivamente creato questi nemici e di come ad un certo punto ci sarebbe stata una guerra nel Golfo.

La Guerra del Golfo. Eravamo nel 1977, 1977! Loro parlavano di creare una guerra nella Regione del Golfo mentre c’erano 25 miliardi di dollari investiti nel programma di armi spaziali che dovevano ancora essere identificate. Era chiamata Iniziativa di Difesa Strategica, alla fine. Non fino al 1983. Tale sistema di armi era andato avanti per un bel po’ d’anni ed io naturalmente non ne sapevo nulla, così mi alzai durante la riunione e dissi: – Vorrei sapere perché stiamo parlando di armi spaziali contro questi nemici. Vorrei saperne di più. Qualcuno può dirmi, per favore, di cosa si tratta? -. Nessuno rispose.

Continuarono l’incontro come se non avessi detto niente. All’improvviso mi misi al centro della stanza e dissi: – Se nessuno sa dirmi perché stiamo pianificando una guerra nel Golfo, quando c’è un certo ammontare di soldi in bilancio per creare il prossimo sistema d’arma che sarà venduto pubblicamente e del perché abbiamo bisogno di armi spaziali, allora considerate questo: mi dimetto. E non me lo sentirete dire di nuovo! -. Nessuno disse una parola, perché stavano pianificando la Guerra del Golfo e tutto accadde esattamente come pianificato, nel tempo.

Dr. Steven Greer: Chi era presente a questa riunione?

Carol Rosin: La stanza era piena di gente che giocava al gioco delle porte girevoli. C’erano persone che avevo visto una volta in uniforme, un’altra volta in abito grigio e ancora in tuta da operaio. Questa gente fa il gioco delle porte girevoli. Lavorano come consulenti, gente dell’industria e/o militari o agenti dell’intelligence. Lavorano nell’industria e si riciclano attraverso queste porte girevoli dritto fino a posizioni di governo. Mi feci avanti durante questo incontro chiedendo se quello che avevo sentivo era corretto.

Che esistevano 25 miliardi di dollari nel budget per le armi spaziali, che ci sarebbe stata una guerra nel Golfo, stimolata, creata in modo che loro, successivamente, potessero vendere pubblicamente o alle autorità la prossima fase di ricerca sulle armi. Questa guerra stava per essere creata in modo da poter smaltire il vecchio arsenale e creare un nuovo arsenale. Così dovetti rassegnare le dimissioni. Non potevo più lavorare per quell’industria.

Nel 1990 sedevo nel mio soggiorno, controllando quanti soldi fossero stati spesi in programmi di ricerca e sviluppo di armi spaziali e realizzai che si era giunti più o meno a quella somma, circa 25 miliardi di dollari, e così dissi a mio marito: – Adesso mi fermo, mi metto seduta e guardo la CNN aspettando che scoppi la guerra -.

Mio marito rispose: -Beh, finalmente hai passato il limite. Sei uscita fuori -. Gli amici mi dissero: – Sei andata davvero troppo in là questa volta. Non ci sarà una guerra nel Golfo, nessuno parla di una guerra nel Golfo -. Io ho risposto: – Ci sarà una Guerra nel Golfo. Mi siederò ed aspetterò qui la guerra del Golfo – . Ed accadde proprio come era stato programmato. Come facenti parte del war game del Golfo, a noi del pubblico fu raccontato che gli Stati Uniti riuscivano ad abbattere i missili SCUD di fabbricazione russa.

Sulla base di tale successo vennero approvati nuovi fondi. In effetti, come scoprimmo successivamente dopo che i budget per la nuova fase di riarmo vennero approvati, quella era una bugia. Non li abbattevano con il successo di cui parlavano. Era una bugia, detta apposta per chiedere nuovi fondi per costruire più armi. Fui una delle prime persone a recarsi autonomamente in Russia quando seppi che disponevano dei “satelliti killer”. (Vedere la testimonianza del Dr. Paul Czysz. S.G.)

Quando mi recai in Russia nei primi anni ’70 scoprii che essi non avevano alcun satellite killer, era una bugia. In effetti i leader e il popolo russo volevano la pace. Volevano cooperare con gli Stati Uniti e con i popoli del mondo. In un’altra occasione chiamai Saddam Hussein, quando stava incendiando i pozzi di petrolio. Mio marito era in cucina mentre facevo questa telefonata. Ricevetti risposta dal suo Primo Attacchè che aveva Saddam nelle vicinanze e mi chiese: – Lei è un reporter? Un agente? Perché vuole sapere? -.

Risposi di no, che ero solamente un cittadino che sosteneva un movimento per la demilitarizzazione dello spazio ed avevo scoperto che molte storie riguardanti sistemi d’arma e nemici non erano vere.

Volevo scoprire cosa avrebbe soddisfatto Hussein allo scopo di farlo smettere di incendiare pozzi e mettere la gente contro. – Bene, nessuno gli ha mai posto questa domanda, cosa vuole -. Così quando sento parlare di una possibile minaccia extraterrestre – e considero la storia di migliaia di anni di possibili visite extraterrestri, ed ascolto le rivelazioni di militari, agenti, industriali onesti che hanno avuto esperienze con gli UFO con atterraggi ed incidenti, con corpi vivi e morti di origine extraterrestre – so che si tratta di una bugia.

E se mi fosse detto che essi sono i nemici contro i quali dobbiamo costruire le nostre armi spaziali, basandomi sulla mia esperienza, per aver lavorato all’interno del complesso militare–industriale su sistemi d’arma e strategie, so che si tratterebbe di una bugia. Una bugia. Non solo non ci crederò, ma uscirò allo scoperto e griderò più forte possibile alla gente di aprire gli occhi. Loro (gli ET) ancora non ci hanno spazzato via.

Siamo ancora qui dopo migliaia di anni di visite. In effetti ci stanno ancora visitando e non siamo stati mai minacciati, perciò dobbiamo guardarli come qualcosa che non è un’emergenza ostile. E’ mia speranza ed intenzione fare tutto ciò che posso per collaborare con le persone che si prodigano per comunicare e cooperare con questi esseri extraterrestri. Essi, chiaramente, non sono ostili. Noi siamo qui.

Questa è una prova sufficiente per me. Non ci sono limiti a come la gente può scegliere di vivere in questo pianeta. Abbiamo una possibilità di farlo e credo che la finestra si stia rapidamente chiudendo. Non credo che ci resti ancora molto tempo per prendere questa decisione. Siamo così vicini al vedere accadere qualche orribile disastro, veder scoppiare qualche tipo di guerra, sia ultra tecnologica o combattuta con qualche genere di sistema d’arma esotico.

Ci occorre leadership, a cominciare dal Presidente degli Stati Uniti e ciò è tutto quello che dobbiamo raggiungere. Se sei internazionale, se sei in giro per il mondo, se sei negli USA, sia che tu appartenga a qualche partito o a qualche credo religioso, il Comandante in Capo, il Presidente degli Stati Uniti è la persona da raggiungere. Dobbiamo dire che vogliamo una definitiva, totale e verificabile moratoria su tutte le armi spaziali.

Testimonianza dell’Ufficiale alla Sicurezza Larry Warren,
Aeronautica degli Stati Uniti
Settembre 2000

Larry Warren è stato ufficiale addetto alla sicurezza alla Base Aerea di Bentwaters, nel Regno Unito. Era presente durante un evento, nel 1980, in cui un veicolo extraterrestre atterrò, volò a bassa quota ed interagì con il personale della base. Successivamente, le varie persone che avevano testimoniato l’evento vennero intimidite, istruite, e fu loro imposto di firmare documenti che raccontavano una falsa versione della storia.

La testimonianza di Warren è corroborata da molteplici altri osservatori militari che sono stati identificati. Esistono documenti ufficiali riguardanti tale evento; esiste una fotografia correlata a tale evento e c’è la prova fisica delle tracce dell’atterraggio. L’intero evento è altresì corroborato dal funzionario del Ministero della Difesa Nick Pope, dall’Ammiraglio a cinque stelle, Lord di Mare, ex Capo del Ministero della Difesa, Lord Hill-Norton, e dal Sergente Clifford Stone.

(L.W.: Ufficiale Larry Warren  – S.G.: Dr. Steven Greer)

L.W.: Mi chiamo Larry Warren. Nel dicembre del 1980 ero assegnato all’81^ Squadriglia Caccia Tattici nel Suffolk, East Anglia, alla base NATO di Bentwaters, che è vicina a Woodbridge. Ero specialista della sicurezza e lavoravo per la messa in sicurezza delle armi nucleari che all’epoca tenevamo segretamente lì. L’11 dicembre 1980, il mio livello massimo di sicurezza, PRP, venne approvato.

La mia autorizzazione era un’autorizzazione segreta a quel tempo. L’incidente UFO accadde vicino a Woodbridge che è la nostra base sorella, lontana sei miglia e separata (da Bentwaters) da una foresta di pini conosciuta con il nome di Rendlesham Forest. Ero alla mia seconda settimana sulla linea di volo, e lavoravo al turno di notte. Avevamo appena terminato una pausa. Il volo precedente, C-Flight, aveva avuto un incontro UFO durante la mattina del Boxing Day (primo giorno della settimana dopo Natale) due notti prima del mio evento.

Un poliziotto addetto alla sicurezza di nome John Burroughs e l’aviere Parker erano al Cancello Est di Woodbridge. Burroughs vide quello che sembrava essere un oggetto nella foresta oltre il margine est della pista, proprio tra gli alberi. C’erano luci multicolore ed egli ebbe il sospetto che fosse caduto un aeroplano. Chiamò la Centrale di Controllo Sicurezza di Bentwaters e riportò quanto stava vedendo. Gli rispose un Supervisore di turno di nome Jim Penniston – era un Sergente Maggiore – ed arrivarono altre persone.

Io non fui coinvolto in questo ma questo è ciò che so: essi seguirono il fenomeno tra gli alberi – pensavano definitivamente che si trattasse di un crash aereo ed iniziarono ad eseguire le procedure previste… Scoprirono che non si trattava di un aeroplano, ma di un oggetto triangolare di circa sei piedi di base, e di nove piedi di altezza. Era come di vetro nero, molto denso apparentemente.

Non sapevano se si tenesse su un tripode o su qualche tipo di zampe, ma c’erano luci multicolore attorno ad esso. So – basandomi sulla sua stessa testimonianza – che il Sergente Penniston e gli altri uomini portavano al loro fianco le loro pistole calibro 38 in dotazione ai poliziotti. Il Sergente Penniston estrasse il suo revolver quando si imbatterono nell’oggetto e disse chiaramente che non si trattava di nulla che gli fosse familiare. Si trattava di osservatori altamente addestrati – come lo eravamo tutti noi a quel tempo – per quanto riguardava gli aeroplani o le cose inusuali. Il Sergente Penniston estrasse il suo revolver e lo puntò verso l’oggetto.

Ad un certo punto si avvicinò di molto (al fenomeno), ed osservò un pannello sulla sua fiancata sul quale erano incisi dei caratteri simili ai geroglifici. Gli erano in qualche modo familiari ma non riuscì ad identificare la scritta. Era al di sopra del suolo; egli ne toccò e sentì la superficie – sentì che era tiepida, ne provò la durezza e la consistenza del tessuto vetroso. Percepivano che c’era del movimento al suo interno, oltre quella specie di vetro opaco. Il Sergente Penniston udì una voce.

Quegli uomini erano fuori da quattro ore e le loro comunicazioni radio con la base erano interrotte. Fortunatamente, qualcun altro venne a vedere cosa stava succedendo, e qualcuno portò una macchina fotografica e scattò qualche foto.

(Vedere la testimonianza del Sergente Clifford Stone sull’esistenza di tali fotografie e sul modo in cui vennero trattate. S.G.).

Questi uomini vennero radunati il giorno successivo. Furono recuperati intontiti dalla foresta. Fecero immediatamente delle dichiarazioni. Gli furono fatte iniezioni di ciò che gli fu detto essere sodio-pentathol, da alcuni membri dell’Air Force. L’aviere Burroughs mi disse di sapere che entro i prossimi due giorni il fenomeno sarebbe ricomparso – e così fu. Il loro turno terminava quel giorno; iniziava il mio.

Rimasero delle prove di questo incontro – segni di zampe al suolo. La polizia del Suffolk venne a sapere del fatto la mattina successiva, perchè si trattava di un incidente. Fu comunicato loro dalla scrivania dell’Ufficio Operazioni di Sicurezza della base. Il Colonnello Charles Halt può spiegare le cose accuratamente, perché era presente sul sito per le indagini. I segni del carrello erano distanti nove piedi l’uno dall’altro e formavano un perfetto triangolo.

Era il risultato di qualcosa che pesava due tonnellate e mezzo, poggiata sul terrenon. C’era una breccia nel tetto di pini, laddove qualcosa era chiaramente discesa. Furono rilevate radiazioni di fondo e Nick Pope può fornire maggiori informazioni su questo attraverso il Ministero della Difesa. (Vedere l’importante testimonianza di Nick Pope che conferma la rilevazione di radiazioni che venne fatta. S.G.)

Il risultato del test dava valori di radiazioni 25 volte superiori a quelli abituali per quell’area. Queste radiazioni vennero scoperte perché il Sergente Nevels, che era l’esperto in disastri della base a quell’epoca, aveva con se i contatori Geiger e sapeva come leggerli. I valori vennero presi a livello del suolo – e c’erano radiazioni residue sugli alberi e su tutto il resto. Io fui collocato presso un posto di guardia piuttosto remoto, alla fine della linea di volo della Base RAF di Bentwaters, chiamato Posto

Perimetrale 18; era una postazione di sentinella. Arrivai alla mia postazione. Non successe nulla per un’ora e mezza. La prima cosa che notai fu un tramestio di animali laddove alcuni cervi corsero fino ad un basso steccato che a quel tempo circondava la base. Questo branco di cervi saltò lo steccato e trottò via, oltre la mia posizione, proprio sulla pista di decollo.

Avevano un aspetto spettrale, o così mi sembrò. Improvvisamente, cominciai a sentire delle voci alla radio. A

vevamo delle radio Motorola all’epoca. Avevamo a disposizione quattro canali per la polizia addetta alla sicurezza ed altri canali operazionali attivi. Iniziai a sentire commenti su delle luci sopra la foresta di fronte a Woodbridge: – Sono tornate quelle luci – ed io guardai in alto. All’improvviso, a questo punto, ricevetti una chiamata dal Tenente Bruce Englund, ufficiale alla sicurezza. Era il comandante del turno e mi disse: – Warren, abbandona la tua postazione, stai per essere rilevato da un GOV – che è un veicolo governativo operativo.

Arrivò un camion e alla guida c’era il Sergente Bustinza che era il mio diretto superiore. Il Tenente Englund era al posto accanto al guidatore e c’era altro personale, personale nuovo – come me – nel retro. Mi fu detto di salire a bordo.

Andammo immediatamente all’autorimessa di Bentwaters. C’era un gran parlare di gente che stava cercando di contattare il Comandante della base, e che diceva: Cambiate frequenza, spegnete tutte le radio -. Tutto questo, devo dirvelo, fu registrato al CSC sui nastri che vennero registrati quella notte. Furono poi rubati, così come i registri di quel periodo. – Il Col. Charles Halt conferma anche questo fatto. Sparirono pochi giorni dopo, quando andò a cercarli – la lista del personale in servizio e molte altre cose: rapporti sull’incidente e tutto il resto. Sparito…

Nel nostro arsenale custodivamo le testate NATO, il che era piuttosto raro e c’era agitazione tra gli uomini anziani. Seguimmo un sentiero nella foresta e dopo aver percorso mezzo miglio vi trovammo un veicolo corazzato. Non ho mai parlato di questo perché l’ho scritto e pensavo che non avrei dovuto farlo. La sensazione nella foresta era veramente strana. I movimenti erano strani. La percezione si fece bizzarra nel momento in cui entrammo nella foresta. Vi dico la verità – c’era un problema. Qualcosa era sbagliato.

Andammo oltre. C’erano altri veicoli. Ci tolsero le armi. Ci dividemmo in gruppi di quattro uomini e ci dirigemmo lungo una pista nella foresta. Il Colonnello Charles Halt era la fuori quella notte con altri ufficiali. Ad un certo punto il Tenente Englund si unì a loro. C’erano numerosi contatti radio, ma dovevamo mantenere il silenzio radio – noi dei bassi ranghi. Ma potei sentire sugli altri canali aperti (gli altri) dire: – Voi ragazzi che state arrivando dovete cercare quei punti caldi.

Non vogliamo che andiate tutti incontro a loro -. Credo che avessero anticipato il ritorno di quegli oggetti. Il Sergente Burroughs, comunque – dalla prima notte – sapeva che sarebbe tornato ed arrivò sul campo, in abiti borghesi, ossessionato dall’idea di tornare vicino al fenomeno.

Si può sentire sul nastro originale registrato dal Col. Charles Halt quella notte uno, degli addetti alla sicurezza del perimetro chiamarlo alla radio per comunicargli – che il Sergente Burroughs ed altri due civili vogliono incontrarla alla sua postazione. – E il Col. Charles Halt rispondere: – Dì loro negativo in questo momento; dirò loro quando possono venire.

Non vogliamo nessuno qui, ora. – Avrete questo nastro, che dovrebbe essere ascoltato da tutte le parti interessate. Ciò che vidi – vorrei che fosse più semplice di ciò che era. Mentre ci muovevamo nella foresta in questo piccolo gruppetto, io ero con il Sergente Bustinza; c’era Robert Ball, supervisore di turno, e molta altra gente.

Arrivammo ad una radura chiamata Capel Green alla fine della pineta, e sul suolo di questo campo c’era il fenomeno; era come foschia, sembrava nebbia al suolo. C’era una cinecamera – una cinepresa cinematografica – ed anche una grande video camera, per l’epoca molto grandi. Erano state fornite dagli affari pubblici di Bentwaters. Si era a conoscenza del ritorno del fenomeno. E’ stato provato che c’è una traccia di questo film.

Non lo dico solo io. Tutto ciò che vi sto raccontando può essere benissimo sostenuto in qualsiasi tribunale – specialmente con le prove, e sono determinato a farlo. Osservavo la scena – era come guardare un film. La foschia era al suolo e sotto osservazione. Era presente una predisposizione al disastro. C’era una casa fuori, sulla sinistra, la casa di un contadino. Non era mai stato in questa foresta prima di allora. C’era una luce accesa in casa. Un cane abbaiava, lo ricordo chiaramente. Vidi una luce attraversare l’oscurità. Comunque, potevamo vedere il fascio di luce del faro di Oxford – molto chiaramente.

Questo caso è stato descritto un errore di identificazione di quel faro – una esagerazione o altro. In realtà, il faro è stato lì per oltre 100 anni e non era una novità per nessuno. Quest’oggetto, un oggetto rosso a forma di pallone da basket, arrivò dall’aerea del Mar del Nord, sopra gli alberi. Pensai fosse la luce di coda di un aeroplano, ma si muoveva molto velocemente. La nebbia al suolo sembrava avere una sua struttura ed era di una larghezza di 50 piedi. Questa luce ambrata delle dimensioni di una palla da basket non sembrava solida – non so dirvi cosa fosse – ma stava 20 piedi sopra l’oggetto, questa foschia.

Non appena io e tutti gli altri riuscimmo a fissare la cosa, la cinepresa era su di essa – quella gente ebbe una reazione. Ci fu un esplosione – molto difficile per me da descrivere: la cosa si frantumò in una miriade di frammenti di luce estremamente luminosa! Io ed altri subimmo ustioni agli occhi – ho la documentazione di questo perché la rubai da Bentwaters quando un ufficiale mi avvisò. Egli mi disse: – La tua cartella personale si vaporizzerà non appena lascerai il servizio -. Così i miei occhi subirono danni – bruciature da flash sulle retine e così via.

E’ stato provato clinicamente – è stato come se avessi fissato l’arco di una saldatrice per 10 minuti, che non è consigliabile. Tutto a quel punto era davvero bizzarro. L’esplosione di luce fu molto silenziosa e laddove avvenne apparve una struttura, un oggetto solido piuttosto largo – probabilmente 30 piedi alla base, di forma piramidale. Era molto ruvido – creava distorsione mentre lo guardavi, con un effetto arcobaleno. Eppure, con una visione d’insieme, potevi avere un’immagine chiara. Vi dirò, c’è prova evidente di questo fatto – dove si è poggiato – ancora oggi.

Questo caso – credetemi – non deluderà nessuno! Questa cosa era là, sul terreno – e fu filmata, fu fotografata. Nel nastro di Charles Halt erano presenti alcuni poliziotti inglesi. Ci sentivi la polizia del Suffolk spingersi nella foresta, con i suoi veicoli, perché le loro sirene erano accese da un po’. Questa polizia non è raggiungibile – non parleranno con nessuno. Avevano una fotocamera, ed una fu requisita dalla polizia inglese. Già stava fermentando un incidente internazionale.

Il nostro Comandante di squadriglia, Gordon Williams – che credo fosse ad una festa quella notte – arrivò sul posto con altri ufficiali. C’erano militari Britannici presenti. Forse erano alla festa anche loro. E devo dire che sembravano sapere come comportarsi con un simile evento. Non ho ricordo di alcun suono emesso da quest’oggetto.

Era quasi come un miraggio, e ancora, sapevo che era solido perché lasciava tracce e così via, ma era così al di là di qualsiasi cosa abbia mai visto, ed era proprio davanti a noi. Ad un certo punto ero solo a 30 piedi – troppo vicino. C’era una forma di vita associata ad esso – e posso tagliare corto: ricordo di aver pensato, cosa ci fanno questi bambini qui? E la mente cominciò ad agitarsi. C’era una luce limpida e c’era del movimento. Queste cose avevano un corpo, lo vidi chiaramente, e quando vidi muoversi un braccio – mio dio – a quel punto sei da un’altra parte. E quegli ufficiali erano davvero vicini a quel (fenomeno).

Ciò che vidi sul lato destro di questa macchina bizzarra: una luce limpida venire fuori ed era oro-bluastra e ad un piede da terra. Si divise – era solo a quattro piedi di altezza dal suolo, ma si divise – e tre diversi bozzoli di luce oblunghi con tre individui dentro erano lì.

S.G.: Ma sembravano umani?

L.W.: Sì erano umanoidi.

S.G.: Ne conosci l’altezza?

L.W.: Sì, dovevano essere alti, circa, quattro piedi. Voglio dire che facevano pensare a dei ragazzi. La luce diminuì, e fu allora che potevi vedere cosa c’era dentro. Erano glabri, ma vestiti. C’era un apparato attaccato – che non posso descrivere – una cosa scura. Non potei vedere le estremità più basse a causa della luce – non camminavano al suolo – queste cose. E, vorrei non averle mai viste, ma c’erano membrane bianche attorno agli occhi – e la membrana bianca si muoveva, si adattava.

Come i tuoi occhi quando si adattano alla luce. Il Comandante era lì – e qui giuro che deve esserci un protocollo, in caso di eventi di questo tipo. Egli si mosse avanti, e a quel punto noi fummo chiamati fuori dall’area dai superiori. In effetti molte persone dei gradi più bassi erano coinvolte in questo evento, e furono mandate indietro ai veicoli. Durante il nostro ritorno ci furono molti fenomeni nella foresta.

Questi esseri di luce, o qualsiasi cosa fossero, erano là; e c’erano altre navi intorno, sopra gli alberi, come se stessero di guardia a questa cosa e la coprissero. Vi dirò che l’aviere Burroughs era nell’area di parcheggio dove erano tutti i veicoli. Non l’avevano lasciato andare nel sito. Charles Halt stava inseguendo altri fenomeni luminosi e c’erano fasci di luce sul suolo di fronte a lui – letteralmente – fasci della grandezza di una matita provenienti da quegli oggetti a forma di mezzaluna. Il Colonnello Halt stava registrando un nastro mentre tutto accadeva – quattro ore di audio; tu hai 18 minuti di dinamite! Il mio evento accadeva un mezzo miglio lontano. In effetti, su quel nastro, tu ascolti l’inizio del mio evento.

Chiarirò questa cosa: ero sulla registrazione molto prima che l’intero nastro diventasse pubblico, e sono stato colui che l’ha reso pubblico. L’ho passato alla CNN e non ho mai ricevuto un solo penny per questo. Mai.

Quando ce ne andammo, l’Aviere Burroughs mi disse che era apparso un altro oggetto – proprio in mezzo a un sacco di personale della sicurezza nell’area di parcheggio dove erano tutti i camion. Era apparso proprio in mezzo a loro. L’Aviere Burroughs aveva afferrato quest’oggetto e questo si era mosso dal suolo – di dieci metri – con lui attaccato!

E’ un fatto assoluto: lui l’ha fisicamente toccato! S’è mosso con questa cosa su di lui. Poi è decollato. S’è allontanato da John… Venne giù un altro fascio di luce. C’era un tizio del personale di sicurezza in un pick-up. Quella cosa lo ha seguito – uno di quegli esseri e la luce – letteralmente lo hanno inseguito. E’ saltato sul pick-up, ha sbattuto la portiera, e quello ha attraversato il vetro di fronte a lui e lui s’è spaventato e ha calciato il parabrezza fuori dal veicolo!

Quella cosa è venuta fuori dall’altro vetro. Conosco questa persona – la cosa è avvenuta anche davanti a molte altre persone! La cosa è uscita dall’altra finestra che era tirata su perché era Dicembre. Quando si è allontanata dal veicolo, un fascio di luce blu è sceso dalla cima degli alberi, e la cosa gli è andata incontro ed è corsa proprio su, dentro un qualcosa che sembrava una pigna con punti di luce bianca su di essa. Era scura come il cielo notturno, e controllava l’evento dall’alto.

Un altro Ufficiale disse di aver sentito che quegli oggetti erano là per qualche motivo. Avevano condotto ricerche sistematiche la notte precedente.

Ci furono tre notti di attività. Erano in quel luogo per una ragione, ed era come – ok, siamo qui per uno scopo; voi ragazzi ci state importunando, così noi vi faremo vedere quello che dovete vedere – ma poi faremo quello che dobbiamo fare -. Vi dirò che successivamente il Col. Charles Halt mi chiese se ero cosciente del fatto che c’erano tre enormi differenti oggetti triangolari sopra la base, sopra la foresta, e sopra la Base di Woolbridge per tutto il tempo. E ci fu tanto “missing time” per così tante persone per tutto il periodo – era stupefacente. (continua…)

Testimonianza del Sergente Clifford Stone, Esercito degli Stati Uniti
Settembre 2000

Il Sergente Stone racconta un episodio stupefacente della storia degli UFO e degli extraterrestri che risale agli anni ’40 e probabilmente ancora prima. Il Generale Douglas McArthur organizzò un gruppo chiamato Unità per la ricerca sui Fenomeni Interplanetari nel 1943 per studiare tale argomento e ciò continua ai giorni nostri. Il loro scopo è di recuperare oggetti di origine sconosciuta ed in particolare quelli di origine non terrestre.

Essi ottengono informazioni “sul campo” e le passano a coloro che sono i “detentori di tali informazioni”. Stone afferma che perfino nel Progetto Blue Blue Book esisteva una unità di élite, al di fuori del progetto stesso. Di questa unità si sapeva che lavorava in congiunzione con il BlueBook ma in effetti non era così. Stone ha visto extraterrestri vivi e morti durante il suo servizio in un team di recupero di astronavi ET precipitate.

Egli crede che gli extraterrestri non ci permetteranno di visitare lo spazio esterno fintantoché non impareremo a crescere spiritualmente e che si faranno presto conoscere nel caso in cui noi non riuscissimo per primi ad avere coscienza della loro presenza.

Il 20 febbraio 1942, comunemente chiamato “la battaglia di Los Angeles”, scoprimmo che c’erano dai 15 ai 20 velivoli non identificati che volavano sopra Los Angeles. Noi rispondemmo immediatamente cercando di abbattere questi oggetti. Il 37° Gruppo di Artiglieria Costiera esplose 1430 colpi.

Ci organizzammo immediatamente per scoprire se ci fosse stata una qualche base nascosta dell’Asse dalla quale questi aerei potessero arrivare, un qualche aeroporto civile nel quale avessero potuto ospitarli. Niente di tutto ciò venne fuori. Ogni ricerca si dimostrò infruttuosa. Contemporaneamente nel Pacifico si stava verificando lo stesso fenomeno, i cosiddetti Foo-Fighters. Il Generale McArthur ordinò ai suoi servizi di intelligence di scoprire cosa stesse accadendo.

Ho ragione di credere che nel 1943 McArthur scoprì che in effetti c’erano cose non di questo pianeta e visitatori da qualche altro pianeta che venivano sulla Terra ed osservavano questa cosa chiamata II^ Guerra Mondiale. Uno dei problemi che avevamo era che, se fosse stato così, e se si fossero dimostrati ostili, sapevamo molto poco su di loro ed avevamo veramente poche conoscenze per difenderci. McArthur organizzò ciò che fu chiamata Unità di Ricerca sui Fenomeni Interplanetari. (Vedere la testimonianza del Sergente Leonard Pretto riguardante il coinvolgimento di McArthur nell’affare ET e la sua conoscenza di navi spaziali ed ET recuperati dal crash del New Mexico. S.G.)

Successivamente fu rilevata dal Generale Marshall. Ed essa continua fino ai nostri giorni. I nomi non sono cambiati e la documentazione non è ancora emersa. L’esercito dichiara che non si trattava di un’organizzazione ufficiale che provava ad investigare sugli UFO. Ma essa fu organizzata da un Generale, diede dei frutti, e giunse a conclusioni che non erano popolari, in altre parole: navi interplanetarie. Ed essi ai giorni nostri, continuano a fare esattamente ciò che facevano e questo fa parte di una operazione multiintelligence per il recupero di oggetti di origine sconosciuta, in particolare quelli di origine non terrestre.

Il loro scopo è di valutare le informazioni, raccogliere sul campo i dati grezzi, e processare tali dati in qualche tipo di prodotto informativo da disseminare sul campo per coloro che hanno necessità di sapere e per quanti sono, potremmo dire, i detentori di tali informazioni. Uno dei Generali dell’Air Force di McArthur, un Generale di Corpo d’Armata Aerea, andò all’epoca da McArthur e gli disse – Quello che possediamo è qualcosa che non è di questa Terra -. Suggerirei che a quel tempo perfino i Tedeschi avevano scoperto che eravamo visitati, e possedevano qualche tipo di prova fisica di ciò.

Dalla documentazione che ho visto (mentre lavoravo a questo argomento nell’esercito), non fui in grado di accertare di quale prova esattamente si trattasse, ma era li. Una cosa che ho scoperto piuttosto unica è che i Tedeschi potrebbero aver provato a fare retro-ingegneria su uno di tali oggetti.

Noi assolutamente ci provammo. Ma scoprimmo che per riuscirci la nostra tecnologia sarebbe dovuta essere alla pari con quella acquisita… Nel 1950, l’USAF aveva delle unità di élite che investigavano gli UFO al di fuori del BlueBook. Anche se BlueBook aveva la sensazione che tale unità lavorasse di comune accordo con loro, non era così. Tale unità fu inizialmente organizzata come 4602° Air Intelligence Service Squadron. Tra le sue missioni in tempo di pace ci fu l’Operazione Blue Fly. L’Operazione Blue Fly consisteva nel recupero di oggetti di origine sconosciuta che avevano impattato con la Terra.

E’ molto importante che ricordiate che si trattava specifica tamente di oggetti precipitati sulla Terra – perché noi non avevamo alcuna astronave lassù a quel tempo. Come risultato, avevano osservatori a Wright Patterson che quando ricevevano rapporti UFO vedevano se c’era una qualche possibile necessità di inviare squadre per recuperare qualcuno di questi detriti caduti. L’Air Force dichiara di non averne mai usate. Io vi dico che lo fecero. Ma l’intento del progetto Operazione Blue Fly in tempo di pace era di uscire e recuperare oggetti di origine sconosciuta che avevano impattato con la Terra.

Successivamente nel 1957 fu implementata per coprire ogni tipo di oggetto di origine sconosciuta, intendendo così anche le astronavi. E divenne parte di ciò che nell’ottobre 1957 sarebbe stato chiamato, Progetto Moon Dust. Il Progetto Moon Dust è il tentativo globale sul campo di recuperare solo due tipi di oggetti: per primi, quelli di origine non statunitense che fossero sopravvissuti al rientro nell’atmosfera terrestre e all’impatto con la Terra o con altri oggetti.

Naturalmente eravamo interessati a quelle cose su basi di intelligence tecnica, e scientifica per determinare, o provare ad accertare, le capacità tecniche di ogni potenziale nemico, poiché il nemico riconosciuto degli Stati Uniti, l’URSS, a quel tempo stava lanciando veicoli nello spazio. L’altra area di interesse erano gli oggetti di origine sconosciuta.

Allora scoprimmo che c’erano piuttosto pochi oggetti di origine sconosciuta non correlati con qualche lancio spaziale, impatto, o qualsiasi detrito spaziale conosciuto, ricaduto sulla Terra. In breve, con (i Progetti) Moon Dust e Blue Fly, abbiamo recuperato detriti alieni non di questa Terra. Il livello di classificazione che abbiamo ora è mutato nel corso degli anni. Al tempo della Seconda Guerra Mondiale, diciamo fino al 1969, potevi avere almeno 11 classificazioni.

Ora ce ne sono tre: confidenziale, segreto e topsecret. Comunque, se hai informazioni che sono così altamente sensibili da richiedere protezione sopra e oltre la norma di quanto previsto per quel genere di classificazioni, allora raggiungi il Programma d’Accesso Speciale. Non si rendono di pubblico dominio quel tipo di informazioni se non con una autorizzazione ufficiale.

Durante le discussioni sugli UFO, la domanda che si pone ultimamente è se altri governi, a parte quello degli Stati Uniti, possano mantenere il segreto. E la risposta è inequivocabilmente si. Ma una delle armi più potenti a disposizione dei servizi segreti è una certa predisposizione del popolo americano, dei politici americani e dei debunker – persone che cercano di screditare l’informazione sugli UFO.

Costoro se ne escono immediatamente dicendo: non possiamo mantenere segreti, non possiamo mantenere segreti. Beh, la verità è che si, possiamo. Il National Recognizance Office rimase segreto, per molti anni. La semplice esistenza della NASA è rimasta segreta. Lo sviluppo dell’arma atomica rimase un segreto fino a che, una volta esplosa, si dovette dire a qualcuno cosa stava accadendo.

E noi siamo condizionati dai nostri paradigmi a non accettare la possibilità o la probabilità che una civiltà intelligente altamente avanzata, venga a visitarci.

Abbiamo prove sotto forma di rapporti altamente credibili di oggetti che sono stati visti, delle entità all’interno di tali oggetti che sono state viste. Eppure cerchiamo una spiegazione prosaica e scartiamo i pezzetti e le parti di queste prove che non conciliano con i nostri paradigmi. Così è un segreto che si mantiene da se. Lo puoi nascondere in piena vista. E’ un suicidio politico andare a stuzzicare le agenzie di intelligence perché rilascino informazioni.

Di conseguenza molti dei vostri membri del Congresso – ed io lo so perché ho lavorato con loro su questa linea – si tireranno indietro e proveranno a non farlo. Posso nominarvi tre membri del Congresso ai quali è stato chiesto a bruciapelo di organizzare un’inchiesta pubblica su quanto è successo a Roswell.

Una delle dichiarazioni più ridicole che ho ricevuto era che occorre essere presidente per farlo. Così ho chiesto ad un Senatore del Mississippi se l’avrebbe fatto e lui senza alcuna esitazione mi ha risposto di no. Gli ho chiesto – Me lo metti per iscritto? – Ho ottenuto quello scritto ma sono esitante a rilasciarlo. Te lo mostrerò ma esito a pubblicarlo perché ho promesso di non farlo. Dobbiamo ottenere la documentazione così com’è negli archivi governativi.

Dobbiamo ottenerla prima che venga definitivamente distrutta. Un buon esempio sono i files di Blue Fly e Moon Dust. Posseggo documentazione classificata che l’Air Force riconosce. Quando ho chiesto a membri del Congresso di aiutarmi ad aprire altri files questi sono stati immediatamente distrutti ed io posso provarlo. In qualche punto del percorso essi possono vedere quel materiale e realizzare che c’è qualche informazione altamente sensibile che potrebbe avere un effetto schiacciante sulla sicurezza nazionale degli Stati Uniti se fosse compromessa.

Essa necessita di essere ulteriormente protetta per assicurare che ci sia solo un accesso limitato per un piccolo numero di persone. Così piccolo che puoi metterlo in una lista su un pezzo di carta, ed indicarli per nome. Di conseguenza ecco il Programma di Accesso Speciale. Non esistono controlli che dovrebbero essere messi in atto sul Programma di Accesso Speciale.

Quando il Congresso ha revisionato il modo in cui proteggiamo i documenti ed il modo in cui procediamo nei nostri programmi di segretezza, ha scoperto che esiste un Programma di Accesso Speciale all’interno del Programma di Accesso Speciale, e che era essenzialmente impossibile controllarli tutti tramite il Congresso. Te lo dico qui e ora, è essenzialmente impossibile controllarli tutti. Quando si arriva agli UFO si applica lo stesso criterio.

Conseguentemente, sono un piccolo nucleo all’interno della comunità dei servizi segreti consistente in un centinaio di persone – no, suggerirei meno di 50 – controlla tutte quelle informazioni. Non sono assolutamente soggette a revisione da parte del Congresso o supervisione. Perciò il Congresso deve andare avanti e porre domande dure ed organizzare un’audizione.

Ci sarebbero poche missioni da descrivere, ma diciamo semplicemente che si, sono stato coinvolto in quel tipo di operazioni di recupero di oggetti ET precipitati. Un sacco di gente pensa che tu te ne stai semplicemente nella tua unità in attesa, aspettando il prossimo schianto di un UFO, un atterraggio a seguito del quale ci saranno rottami.

Non funziona in quel modo. Tu hai una vita reale. Hai un lavoro vero nelle Forze Armate. Comunque, se sei in un’area nella quale ha luogo un evento e sei una di quelle persone che loro possono chiamare per via del tuo specifico campo di competenza, allora vieni chiamato. Ora, allo scopo di prepararmi per questo, molto presto nel corso della mia carriera mi mandarono presso la scuola NBC a Fort Cullen, in Alabama.

E’ un corso di tre mesi. E’ per il personale NBC, significando NBC Nucleare, Biologico e Chimico. Ed era sempre nel contesto di una unità NBC che venivo chiamato per il recupero UFO. Andavi in avanscoperta come se si trattasse di un incidente nucleare.

Ci sono procedure predeterminate in caso di incidente nucleare, biologico o chimico. Così procedi in quel modo.

Se puoi andare là ed effettuare recuperi, se puoi arrivarci ed estrarre rottami che se ne stanno quietamente dietro le scene e nessuno lo sa, devi farlo. Se avevi bisogno di un programma di depistaggio da mettere in atto, tipo un rilascio di notizie false, potevi fare anche questo. Per esempio, in caso di incidente aereo, abbiamo procedure standard su come trattarlo. Le medesime procedure sono utilizzate quando effettui un recupero di un velivolo alieno schiantatosi o dei conseguenti rottami.

E devo insistere su “rottami” semplicemente perché si tratta di macchine tecnologicamente molto avanzate. Non ci sono stati così tanti incidenti. Sono difettose perché essi sono mortali esattamente come me e te. Essendo mortali, siamo soggetti all’errore.

Comunque, parliamo di civiltà intelligenti, non di civiltà altamente incompetenti. Noi facciamo le nostre mosse e loro fanno le loro. Ma comunque, quando esci, vai a fare un recupero. E quando fai quel recupero, lo gestisci come se si trattasse di un incidente aereo o una situazione con materiale di tipo pericoloso, perché funziona. E’ tutto organizzato.

L’unico problema è che hai gente là intorno che realizza in fretta che si tratta di qualcosa che non è di questo pianeta. Per essere sicuro, nei recuperi Blue Fly, esegui la cosiddetta analisi sul posto. In breve, ci sono degli esperti con te che sanno di che missili od aeroplani si tratta. Controllano questo materiale.

Ti dicono di cosa non si tratta. Ti portano ad una sola possibile conclusione, qualcosa che non è stata originata sulla superficie di questo pianeta. Questo era il compito delle squadre Blue Fly. Era molto importante fare un’immediata analisi sul posto.

Ora, il modo in cui imballi il materiale, se si tratta di rottami, è lo stesso che si usa per i materiali pericolosi. Prendi precauzioni. Se avevi un veicolo intero prendevi precauzioni molto serie perché, mentre affermo ancora che gli ET non sono ostili, potevi comunque causare qualche incidente serio, che poteva essere mortale.

Non voglio pensare a come era in famiglia, quando dovevo partire per queste operazioni, perché mi emozionavo pensando a ciò che sarebbe potuto succedere … Certo, provi a nascondere il materiale, in particolare se hai una grande nave e questa è a forma di disco o diciamo cuneiforme – che è una forma molto frequente che abbiamo osservato nel corso del tempo. E prendi precauzioni in particolare se devi metterla su di un camion per trasferirla. Se la devi mettere su un mezzo di trasporto per portarla in un’area sicura, quel mezzo viene tracciato.

Il camion ha il numero 800 di modo che se c’è un guasto si può mettere il veicolo in sicurezza e rimanergli accanto. Ma essi hanno un numero che possono chiamare ed avere immediata assistenza per trasferirlo in un’area sicura. E per questo ci sono procedure delineate. Infatti, hai un documento di trasporto. E su quel documento c’è un numero da chiamare. Così usavano una parola in codice – ve ne dirò una che usavamo sempre: Tabasco.

In caso di una nave ET, c’è una squadra di specialisti che sa cosa fare nell’eventualità che ci siano componenti biologiche. Una delle grandi preoccupazioni che avevamo era biologica, a causa della contaminazione risultante da ciò che era difatti di origini aliene.

Sono pronto ad affermare di essere stato in località dove erano presenti veicoli di origine sconosciuta che non erano originari di questo pianeta.

Sono pronto ad affermare che mentre ero lì, vedemmo corpi vivi e morti di entità che non erano nate su questo pianeta.

Sono pronto ad affermare che veniva fatto ciò che chiamavano comunicare con tali entità.

Sono pronto ad affermare che hanno una scuola nella quale indottrinano la gente. Non sono mai andato a quella scuola. Mi sono sempre rifiutato. Sono pronto ad affermare che quando ho lasciato il servizio, nel 1990, mi hanno trattenuto per due mesi per farmi riconsiderare se volevo restare e non andare via.

Sono pronto ad affermare che avevo ordini che disponevano il mio congedamento nel Dicembre 1989 e che loro li hanno revocati. Ancora una volta, in violazione della legge, mi hanno trattenuto per due mesi in attesa dell’approvazione del mio pensionamento, che era stato già approvato. Lo scopo di ciò era convincermi a restare. Abbiamo contatti con alieni che non provengono da qualche paese straniero ma da qualche altro sistema solare. Ed io sono stato parte di ciò.

Ci ho lavorato. Sono stato lì. E so che alcune delle cose che facciamo sono davvero, davvero, davvero, davvero terribili. Essi non ci sono ostili. Noi siamo i nemici, in questo caso – ma siamo nemici, mi piace pensarlo, per buone ragioni. Ci preoccupiamo per quello che qualche altro paese potrebbe fare.

Ho concluso che sto lottando contro il tempo. Che ho solo poco tempo per cercare di convincere le persone che ci stiamo movendo sulla strada della militarizzazione dello spazio. Una volta militarizzato lo spazio avremo una nuova intera strada di tecnologie a noi aperte. La NASA sa che ci vorranno altri 1400 anni per realizzare ciò che chiamiamo viaggi interstellari. Vi dico che alla fine di questo secolo li straremo già facendo. Se non cresciamo spiritualmente – e questa è per me una cosa difficile da affermare – se non faremo nulla per crescere spiritualmente non riusciremo ad effettuare i viaggi interstellari.

Essi ci bloccheranno. Ciò che è peggio è che essi si faranno conoscere dalla inconsapevole popolazione di questo pianeta. Noi vogliamo acquisire una tale tecnologia. Vogliamo che questa tecnologia diventi parte della nostra tecnologia. Nel corso dei prossimi 25 anni militarizzeremo lo spazio. Come risultato della militarizzazione dello spazio acquisiremo nuove tecnologie e perfezioneremo tali tecnologie che ci porteranno ai viaggi interstellari.

Come diretto risultato, noi diventeremo per loro un pericolo se non cresceremo anche spiritualmente. Ma io sento che se non cresceremo spiritualmente forzeremo la situazione al punto di costringere queste creature a rivelarsi. E loro si riveleranno. E nessuna potenza sulla Terra potrà impedire che accada. Gli ET lo faranno allo scopo di impedirci di uscire nello spazio e diventare per loro un pericolo. Se questo dovesse succedere, accadrebbe ad una popolazione mondiale inconsapevole e ciò potrebbe creare problemi molto seri.

(Si veda la testimonianza del Dottor Carl Rosin sulle preoccupazioni di Wernher Von Braun sulla militarizzazione dello spazio. SG.) Ma questo non ha a che fare solamente con gli Stati Uniti. E’ una verità della quale deve essere informato il mondo intero.

E la verità è che l’uomo non è solo, ci sono popoli di altri pianeti, di altri sistemi solari che vengono qui. Credo che i servizi segreti abbiano le loro buone intenzioni quando classificano le informazioni che hanno a che fare con gli UFO. Credo che si pongano domande molto serie e dure: che impatto si avrebbe se la gente nel mondo sapesse che non siamo più soli nell’universo, che ci sono intelligenze che visitano questo pianeta?

E penso che le loro intenzioni fossero buone. Come tutti i servizi segreti del mondo, naturalmente vuoi andare avanti nell’acquisizione di tecnologia per applicazioni militari. Così vuoi provare a tenere parte di quella conoscenza il più possibile segreta classificandola nel modo più alto possibile, mantenendo l’informazione aperta solo ad una piccola manciata di persone, per cui ecco i Programmi ad Accesso Speciale.

Comunque credo che mentre era frutto di buone intenzioni mantenere queste informazioni classificate, la cosa (ora) stia irritando le persone. Credo che nessun governo abbia il diritto di far apparire pazzo chiunque semplicemente veda un UFO. Credo che nessun governo ne abbia il diritto sapendo che la psicologia degli individui può condurre alla fine ad un tremendo accumulo di depressione, e portare, in ultima analisi, a molti, molti casi di suicidio o autodistruzione.

Quando vediamo accadere questo genere di cose abbiamo l’obbligo di riconsiderare i nostri pensieri e le nostre posizioni. Suggerirei che dobbiamo abbattere i muri della segretezza, che dobbiamo essere responsabili nel far emergere la verità. Dobbiamo essere responsabili di come questa verità viene a galla. E dobbiamo essere sinceri.

Non si tratta di una storia spaventosa. Imparerete che gli ET hanno una percezione della divinità. Scoprirete che hanno famiglie. Scoprirete che hanno culture. Scoprirete che ci sono cose che gli piacciono e cose che non gli piacciono. Cercherete ciò che hanno di simile a noi, non le differenze. E quello è il modo di iniziare sulla strada della verità. Il problema che abbiamo in questo momento è che li vediamo come qualcosa di cui parlare, qualcosa di cui meravigliarsi ed essere stupiti. Bene, tornando alla mia storia, avevamo appena finito l’addestramento per diventare sottufficiali NBC. Ed un mio amico mi portò a Fort Lee in Virginia. Lui stava andando a Fort Meade, nel Maryland e mi disse, – vieni con me, ti darò un passaggio alla tua base -.

E discutemmo degli UFO sulla strada per Fort Lee. Diverse settimane dopo essere giunto a Fort Lee, ricevetti una chiamata da questa persona ed andai a trovarla a Fort Meade. Quando arrivai a Fort Meade dove egli sarebbe dovuto essere, mi dissero che stava per essere arrestato e che avrebbero parlato con me di questa situazione più tardi, qualora fosse stato liberato. Questa persona mi chiese, tra l’altro, – Sei mai stato al Pentagono? – Beh, all’epoca non c’ero mai stato.

Così mi dissero, – Bene, è davvero un posto unico. Andiamoci e facciamoci il giro turistico dei venticinque centesimi -. Così ci andammo. Entrammo. Mi diedero un piccolo badge, senza fotografia. Ma il tipo che era con me, ne aveva uno con la fotografia e disse alle guardie che io ero autorizzato a seguirlo. Fu sempre lui a guidarmi. Alla fine arrivammo in un posto dove c’era un ascensore. Scendemmo con esso – non so quanto – verso il basso.

Non so dirvi se ci sia un solo piano sotto il Pentagono, o due o cinquanta. Ma andammo sotto. Quando arrivammo giù, c’erano due monorotaie. Voglio dire, che ci sono delle monorotaie sotto il Pentagono. Sembrano come grossi tubi, piuttosto spessi al centro, uno per parte. Insomma ci sono queste piccole monorotaie con dei veicoli che somigliano a proiettili, dove possono sedere due persone avanti e due persone dietro. Salimmo su di una monorotaia e cominciammo a muoverci, mi sembrò per circa una ventina di minuti, ma posso solo tirare ad indovinare perché non ne sono sicuro.

Quando scendemmo, mi disse, – Vieni, ti faccio vedere alcuni posti interessanti sotto questo corridoio. Così proseguimmo lungo il corridoio e sembrava esserci una porta alla fine di esso. Mentre ci avvicinavamo a quella porta, la mia guida si voltò verso di me e mi disse, – Sai, le cose non sono sempre come sembrano -. Mi disse che un sacco di gente non sapeva nulla di questi corridoi nei sotterranei del Pentagono. Solamente pochi erano a conoscenza del fatto che esistevano monorotaie sotterranee che collegavano vari siti. Disse, – E’ proprio come queste mura intorno, non tutte sembrano mura -. Ed io gli dissi, – Che intendi dire con non sono mura? Di cosa stai parlando? -.

Pensavo stesse scherzando. In quel momento egli disse, – No, è come per il muro dietro di te -. Mi voltai e guardai ciò che sembrava essere un muro. Non c’erano fessure o roba simile che potessi vedere.

Poi mi diede uno spintone. Provai ad aggrapparmi ma c’era veramente una porta che si aprì. Bene, oltre quella porta c’era come un tavolo da campo. E dietro al tavolo da campo c’era questo piccolo essere. Era un po’ più grande degli esseri alti 3 piedi, 3 piedi e mezzo, che vengono spesso citati. C’erano due uomini su entrambi i lati del tavolo appena dietro a quella piccola creatura. Quando mi voltai, guardai direttamente gli occhi di quella piccola creatura. E sai, era come se la stessi guardando ma tutto veniva tirato via dalla mia mente, egli stava scorrendo la mia intera vita. E’ difficile descrivere cosa provai veramente, la tua vita da quel momento trascorre in pochi secondi. E voglio dire che ti accorgevi di ogni cosa.

Mi ricordo di essere andato giù ed essere caduto sul pavimento mentre mi tenevo la testa in questo modo. La cosa successiva che ricordo è che mi sono svegliato ed ero di nuovo nell’ufficio del mio amico a Fort Meade. E quando tornai lì, nell’ufficio di Jack mi venne detto che non era successo nulla e che ero stato lì per tutto il giorno. Ma io sapevo. Mi spingo oltre, fin qui, per affermare che c’è un’interazione tra queste entità e certe agenzie all’interno del Governo degli Stati Uniti.

Non andrò così oltre per affermare che ci stanno fornendo le tecnologie per ucciderci. Non sono su quella linea. Il loro scopo è di essere qui per motivi scientifici ed umanitari. Siamo stati davvero pazzi per come abbiamo fatto certe cose e per come ci siamo messi in pericolo. Ora realizziamo di esserci messi in pericolo e stiamo cercando di prendere misure correttive.

E proprio questa è una delle cose che gli ET stanno controllando. C’è una biosfera danneggiata. Non vengono qui per ripararla. Vengono per vedere come noi maneggiamo la cosa. Ma un governo non può essere l’unico ad accollarsi tutte le responsabilità e la conoscenza e il sapere. L’intera situazione richiede che dobbiamo lavorare all’unisono come popolo, un popolo unito.

Dobbiamo andare avanti e prepararci per quando alla fine faremo il passo da gigante ed andremo là fuori a visitare altri pianeti in altri sistemi solari. Ed ancora una volta, lo ripeto, dobbiamo crescere spiritualmente come gruppo di persone, persone che rappresentano l’Umanità del pianeta Terra. Sì, c’è un qualche tipo – ed io non so a quale livello – c’è un qualche tipo di dialogo in corso tra i nostri visitatori di ogni specie, perché ce n’è più di una, ed i vari governi, non solo il Governo degli Stati Uniti, ma di tutto il mondo.

Principalmente, si tratta delle nazioni più evolute del mondo, perché al momento le nazioni che hanno accesso allo spazio sono quelle che per loro rappresentano il pericolo maggiore. Un’altra esperienza che ho avuto all’inizio fu la visione accidentale di qualcosa che non avrei dovuto vedere. Eravamo in una struttura ed io ed un mio amico arrivammo ad una area sopraelevata che si affacciava sulla sala riunioni.

C’era una finestra in plexiglass che separava la balconata da ciò che stava accadendo sotto – non si poteva udire ciò che veniva detto al piano di sotto. Ma notammo che stavano proiettando un film. Ed il film mostrava vari tipi di ciò che oggi chiameremmo UFO, oggi. Mostrava vari tipi di creature aliene, alcune delle quali somigliavano molto a noi, altre che ci somigliavano con marcate differenze.

Non ci eravamo accorti che ad un certo punto c’era gente lassù con noi. Ed essi ci dissero, – Cosa state facendo lassù, ragazzi? -. E noi ripondemmo – Beh, sapete, noi ce ne stiamo quassù a mangiare le nostre merende perché non ci andava di andare al bar -. E loro replicarono, – Dovete venire con noi e dovete farlo ora -. Così ci presero per il collo e per le magliette e ci spinsero giù per le scale. Una volta in fondo alle scale, ci spinsero fuori e ci misero su un furgone. Il furgone era là che aspettava, un furgone chiuso, del quale chiusero la portiera.

Ci portarono via. Non sapevamo dove ci avrebbero portato ma il posto dove arrivammo alla fine era un edificio con un aspetto di tipo militare. Ci portarono dentro, dentro questa stanza. C’erano delle brande militari. C’era un tavolo con una luce. E noi stavamo seduti cercando di immaginare perché ci stessero facendo quella cosa. Perché stava succedendo?

Alla quinta notte uscii, e fui portato al mio alloggio. Feci rapporto e me ne andai a letto perché ero stanco morto e tutto quello che volevo era dormire un po’. La mattina dopo, che era un sabato, mi sveglia il responsabile della camerata. E mi dice, – Vogliono vederti -. Bene, fui condotto ad incontrare due uomini; uno di essi sembrava un bravo tizio.

Quell’altro si fece avanti e disse, – ti dico che non dovremmo fidarci di lui. Facciamola finita. Spariamogli -. E il tipo più carino disse, – No, no discutiamone -. E mandò fuori il tipo cattivo – a volte usiamo questo sistema negli apparati di sicurezza – poliziotto cattivo, poliziotto buono. Il cattivo se ne andò a cercare da mangiare.. Il buono disse, – Ascoltami, tu un po’ ci lavori dentro il campo degli UFO -. Ed io risposi: – No. E lui: – Beh, tu hai una certa esperienza con la faccenda. Hai avuto qualche coinvolgimento. E sai, quelle non erano foto fasulle. -. Disse: – Ti piacerebbe lavorarci? Vorresti lavorare con noi? -. Io risposi – No, non voglio lavorarci -. Dopodiché egli continuo e disse, – Senti, se ci lavorerai potrai saperne di più – .

Mi disse che le cose stavano al punto che entro l’anno avrebbero reso pubblico tutto ciò che sapevano. Ma che ora, il mondo non era più un posto sicuro. – Dobbiamo saperne di più da un punto di vista tecnologico e militare che non sui potenziali nemici di questo Paese – mi disse. – Perciò ti chiedo, lavora con noi -. Beh, io ci pensai su, e sapete, ero giovane. Pensai che era una cosa nella quale ero stato sempre potenzialmente invischiato durante tutta la mia vita, che sarebbe stato divertente, che potevo venire a conoscenza di certe cose, rispondere a certe domande, avere effettivamente una comprensione migliore degli eventi della mia vita.

Credo che, uno, mi volevano nell’Esercito; due, volevano coinvolgermi in questo programma; tre, non c’era una reale preoccupazione del fatto che, successivamente, avrei potuto cominciare a parlarne.

Erano solamente preoccupati dal fatto che avrei dovuto provarlo: se avessi avuto qualche prova da mostrare, quale impatto avrebbe avuto sulla storia che raccontavo. Ma so che non mi volevano cacciare dalle forze armate. Volevano che ci restassi, Volevano che andassi avanti e proseguissi in ciò che loro chiamavano la Scuola.

Ma io non mi sarei mai invischiato in quella cosa che chiamavano la Scuola. Mi fu detto che se fossi andato alla scuola mi si sarebbe aperto un mondo nuovo, una strada totalmente nuova. Ma avrei dovuto accettare. Ed avrei dovuto firmare documenti specifici per farlo. Io non ero pronto ad andare in quella scuola.

Avevo visto gente coinvolta nel programma che aveva frequentato quella scuola e lasciatemi dire solo che non mi pia aceva la loro personalità. Non mi piaceva l’idea che per il fatto di andarci ti faceva sentire speciale, ti faceva diventare una personalità, se volevi. Non era ciò che volevo essere. Sentivo che una delle cose più grandi che potevi essere era un servitore e non viceversa. Così non mi piaceva la disposizione di alcune di quelle persone. Non mi piacevano i loro modi di comportarsi. E non volevo diventare come loro.

Ed una delle mie paure più grandi era che se fossi andato alla scuola sarei potuto cambiare nello stesso modo. Ora, ci sono eventi, ci sono recuperi (di navi ET). Ma i recuperi sono pochi e distanti l’uno dall’altro. Uno degli eventi che accaddero nel 1969 fu il recupero di un velivolo a forma di cuneo che ebbe luogo ad Indian Town Gap. So che faceva freddo e quindi credo che fosse inverno ma non c’era neve.

Prendevamo parte ad una esercitazione sul campo, al 96° Gruppo Affari Civili. Facevo parte della 96^ Compagnia Affari Civili. Ero il Sottufficiale NBC in carica. Ci fu notificato che c’era stato un incidente che aveva coinvolto un aereo abbattuto e noi dovevamo fornire assistenza per il recupero. La persona che si presentò sapeva esattamente dove stavamo andando ed arrivammo alla nostra area di stazionamento. Da lì, ci trasferimmo in un’altra area di Indian Town Gap. Non avemmo alcun problema con i civili o con i curiosi o roba del genere. La situazione fu che effettuammo il recupero. Realizzai che ciò che stavo vedendo non era di origine umana.

Quando arrivammo, c’era già una squadra all’opera. Venivano sempre sistemati dei fari intorno all’oggetto. Mi fu chiesto di avvicinarmi progressivamente all’oggetto per fare i rilevamenti con l’APD 27. Come lo feci realizzai che ciò che stavo vedendo non era di origini terrestri. Esito ad andare avanti perché non voglio sentirmi coinvolto emozionalmente… Bentwaters è un altro caso interessante.

A Bentwaters andammo a raccogliere alcune delle informazioni. Come prova fisica c’erano le fotografie. C’erano i filmati. C’era la prova di un livello di radioattività residua più alta del normale. Non così alta, ma al di sopra della norma. Trovammo che c’erano delle anomalie nella zona indicata come punto di impatto. Scoprimmo anche che le cime degli alberi erano state livellate. Quando andammo là, era il tardo Dicembre, direi che era il 28 Dicembre quando arrivammo. (Vedere la testimonianza su questo evento di Larry Warren, Nick Pope ed altri. SG)

Raccogliemmo i materiali. Li portammo alla Base Air Force di Lindsay, tutte le prove fisiche che potemmo raccogliere, tutta la documentazione che c’era. C’erano stati rilevamenti radar. Sia il Governo Britannico che quello degli Stati Uniti sapevano degli avvistamenti.

Le prove fisiche che avevamo furono portate alla Base di Lindsay. Là vennero selezionate quelle informazioni che potevano essere fornite al Quartier Generale dello SHAPE (NATO). Non so chi venne informato al Quartier Generale dello SHAPE. Ma so che dovemmo farlo. Le informazioni vennero affidate ad un corriere speciale. Credo ad una base vicino a Washington e che il materiale venne trasferito a Fort Belvoir, in Virginia, all’epoca Quartier Generale del Gruppo Attività Speciali sul Campo dell’Aeronautica, l’Air Force Field Activity Center.

Questi presero il materiale, ci fecero qualsiasi cosa potessero farci, e ne trassero un prodotto finalizzato a scopi di intelligence. Il motivo per cui fu portato a Lindsay era che l’USAF Field Activity Center aveva distaccamenti sul campo. Il distaccamento sul campo più vicino a Bentwaters era la Base Aerea di Lindsay. Furono loro ad avere il materiale. Erano quelli incaricati di sorvegliarlo fintantoché non fosse trasferito negli Stati Uniti. Ponevano domande, domande dure, decisive. Ponevano domande tecniche sui tecnici coinvolti. So per certo che alcuni degli operatori radar, sia inglesi che statunitensi, furono interrogati. So che alcune persone erano state presenti ad entrambe le notti e vennero interrogate.

Fui coinvolto anche nell’evento dell’UFO sul Belgio, nel luglio del 1989. Raccoglievamo informazioni, dati riguardanti il sorvolo del Belgio da parte degli UFO. Gli UFO volarono anche sulla Germania. Ci fu un incidente lì in prossimità della frontiera con il territorio sovietico. Vedemmo che i Sovietici erano piuttosto preoccupati perché si trattava di un oggetto enorme.

Aveva una forma triangolare grande all’incirca come tre campi da football da un lato all’altro del triangolo. Volò sopra quella che chiamavamo la Terra di nessuno. Quando volò la sopra cominciammo a spaventarci a morte. Era estate, direi Agosto. Potevi sentire i tuoi capelli drizzarsi in testa. Era qualcosa di più che, lo sai, avere i brividi per la paura o roba simile. C’era un qualche tipo di effetto psicologico che accadeva.

Quando avvenne questo incidente allertammo i caccia. Notificammo loro che qualche aereo sovietico avrebbe potuto sconfinare e ci preparavamo ad intercettarlo. I sovietici fecero la stessa cosa. L’oggetto volò nello spazio aereo sovietico e loro fece alzare in volo apparecchi per intercettarlo. Non volava per niente veloce. Ma in quella particolare notte nessuno gli sparò addosso.

Furono scattate delle fotografie. Ci furono consultazioni con l’Unione Sovietica. Mentre succedeva il fatto, tutti ne furono informati. Alla gente venne detto che quello che stavano vedendo non era niente di più che un MIG 27 russo che aveva sconfinato all’interno della terra di nessuno allo scopo di procurare un allarme e causare un problema. Ma non era un MIG 27. Sapevamo esattamente quello che stavamo osservando. Ci sono schede che rappresentano le forme dei vari aerei sovietici e anche dei nostri. Perciò sapevamo precisamente ciò che stavamo guardando. Quello che vedevamo era un velivolo di origini inusuali.

Non risuonava aerodinamicamente. E quando realizzai che non risuonava aerodinamicamente, capii che non c’era modo del perché se ne stesse così per aria senza un sostegno aerodinamico visibile, come un elicottero. Non c’era sostegno. Se ne stava perfettamente silenzioso, senza emettere alcun suono, ad almeno tre piani di altezza.

Questo fu uno degli incidenti che mi preoccuparono un po’, che mi fece pensare di uscirne fuori ed andarmene dalla mia famiglia, di avere un po’ di vita familiare. L’incidente si aggravò. Si aggravò al punto che l’Unione Sovietica emise una nota di protesta attraverso il governo belga fino a quello degli Stati Uniti nella quale dichiaravano la loro preoccupazione sul fatto che il governo belga, ed altri vari governi, permesso ad un nostro aereo invisibile di effettuare una missione di ricognizione sull’Unione Sovietica.

Ne discutemmo con l’Unione Sovietica. Informammo per lo meno la Missione di Collegamento Sovietica che questa cosa non aveva niente a che fare con l’invio di aerei invisibili sul loro territorio. L’Unione Sovietica era allarmata da quanto stava succedendo. Insinuarono perfino che si trattasse di un nostro aeroplano. Furono rassicurati che non lo era. Assicurammo al governo belga che non lo era. Le autorità belga avevano avuto i loro avvistamenti UFO. Lo abbiamo visto in TV.

Quello che non sapete a proposito di quegli avvistamenti è che ci fu un tremendo – non voglio chiamarlo insabbiamento – ci fu un movimento per tenere sotto copertura le informazioni specifiche riguardanti quell’avvistamento. Furono fatti sforzi per alterare i filmati riguardanti gli avvistamenti radar fino al punto di mostrare l’UFO andare sotto terra, cosa che non fece. Credo che fu stimato che fosse arrivato fino a 600 piedi sotto terra.

Questo non accadde, Era visibile. La gente lo vide. I piloti lo videro. L’aereo del pilota lo agganciò. Ma c’erano cose che avrebbero creato più domande di quanto eravamo disposti a rispondere. Così decidemmo di tenere la cosa lontano dalla stampa. E ci riuscimmo.
(Vedere i documenti governativi al riguardo e quanto segue. SG)

Un altro caso nel quale fummo coinvolti fu il caso iraniano del 19 Settembre 1976. Entrambi i caccia vennero portati a terra per vedere se c’era qualche maniera di capire cosa accadde loro per aver avuto malfunzionamenti nello stesso momento. La situazione fu che rilevammo alcune anomalie sul luogo dell’avvistamento, laddove i piloti dell’U.S. Air Force videro l’UFO andare giù nel suolo.

Registrammo quelle anomalie con apparati audio. Filmammo l’area e dal film vennero fuori strane cose. Di cosa accadde nell’area di atterraggio, non ne sono al corrente. Non ho tutte le informazioni. Non era una cosa nella quale dovessi essere coinvolto. Ma posso dirvi che qualsiasi cosa accadde, c’è stata gente per due o tre settimane là fuori. Nel 1986, credo, sparammo ad un UFO in un paio di occasioni. Gli UFO si allontanarono come se niente fosse successo. Nell’86 c’è stato quell’incidente in cui ci furono venti o più UFO che volarono in cerchio intorno ad un aereo brasiliano.

Quei documenti sono importanti. Non più di un paio di dozzine di UFO sono stati recuperati dal 1968, quando per la prima volta ne venni informato. Fummo informati che ce n’erano stati solo un paio di dozzine, che ce n’erano stati diversi negli anni 40 e nei primi anni 50. Per fare perfetta chiarezza su quegli eventi che avvennero allora, può suonare folle, ma i nostri radar scombussolarono il sistema di guida degli UFO e loro dovettero fare delle correzioni ai loro sistemi di guida per questo motivo.

Quanti corpi sono stati recuperati? Non lo so. Quanti schianti sono avvenuti nei quali non siamo riusciti a raccogliere detriti perché gli ET li hanno recuperati prima che arrivassimo noi? Non lo so ma è successo. E’ successo.

Quando hanno un problema, proprio come facciamo noi, loro mandano un segnale di allarme, il che è una cosa a cui molti non pensano; una domanda che non è stata mai posta. Ma ancora una volta noi pensiamo a loro come a qualcosa di intangibile, come a quegli animali imbalsamati. Ma essi sono creature viventi che respirano, mortali come lo siamo noi, io e te. Pensano, amano, provano piacere, dispiacere, hanno una cultura sociale. E’ così importante cercare di far capire alla gente che le cose stanno così.

Voglio reintrodurre il fattore umano nella questione degli UFO. E quando dico fattore umano voglio dire che si tratta di gente reale. Puoi chiamarle entità, puoi chiamarle creature. Ma prima o poi finisci per chiederti: cho è più reale, noi o loro? E queste sono cose che bisogna mettere in risalto – il fatto che essi sono proprio come me e te. Dobbiamo scoprire le somiglianze, non le differenze e pervenire ad una più ampia comprensione. Perché prima o poi, in un futuro non distante avremo il contatto finale che ci aprirà nuove porte. (continua..)

Testimonianza della Dott. Carol Rosin
Traduzione: Danilo Iosz
disclosureproject.org/access/briefdoc.htm bibliotecapleyades.net/disclosure.htm

Carol Rosin: Pianeta Terra dominato dall’Inganno? ultima modifica: 2011-06-24T15:24:14+00:00 da Richard
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Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)