Che cos’è l’evoluzione?

Il Giornale Online
Certo non le mandava a dire. Dei mostri sacri dell’evoluzionismo contemporaneo (Dawkins, Maynard Smith, Lewontin, ecc.) diceva: “Si sono occupati della storia degli ultimi 500 milioni di anni di vita animale su questo pianeta. Il problema, per dirla con Robson, è che lavorano su una banca dati che non include i dati dei tre miliardi e passa di anni precedenti. Una statistica… come dire? un pochino incompleta”. “Eldredge e Jay Gould tendono a codificare l’ignoranza. Si occupano di animali, cosa interessantissima, ma dimenticano gli altri quattro grandi regni che compongono la storia dell’evoluzione della vita sul pianeta (i batteri, le piante, le proto cellule, i funghi). Non è tanto il fatto che sbaglino, il problema vero è la loro ignoranza. Cosa ignorano? Beh. Innanzitutto, non sanno niente di chimica. E, poi, non sanno niente di biologia.”

“I neo-darwinisti? Gente che concilia l’inconciliabile. Cioè la visione di Darwin: gli organismi cambiano gradualmente nel tempo, e sopravvivono quelli che meglio si adattano al loro ambiente: selezione naturale. E la visione di Mendel, che studiò come i geni vengono trasmessi di generazione in generazione. Visione che si può riassumere così: le specie di organismi non cambiano nel tempo. E questo è un dato sperimentale. Se incroci un fiore bianco con uno rosso, si ottiene un fiore rosa. Ma se incroci questo fiore rosa con un fiore rosa naturale, può venir fuori un fiore rosso, uno bianco, oppure uno rosa. Che vuol dire? Che combinazioni identiche di geni si comportano sempre nella stessa maniera. Dunque le mutazioni avvengono in ragione delle combinazioni di geni. I neo-darwinisti hanno matematizzato l’evoluzione e la selezione naturale, sperando di conciliare, appunto, l’inconciliabile. Una cosa ridicola, perché non la matematica è il linguaggio della natura, ma la chimica e la biologia.”

Lynn Margulis (il suo nome dirà poco ai lettori) cannoneggiava dunque ad alzo zero il quartier generale dell’evoluzionismo, e non faceva prigionieri. E’ scomparsa a 73 anni, il 22 novembre. Molti colleghi avranno tirato un sospiro di sollievo, qualcuno avrà forse stappato una bottiglia di champagne. Perché, a dirla con Brockman, “She was pugnacious and tenacious. She was impossibile. She was wonderful.” Lynn è, anzi era, la donna che nel 1966, ad appena 28 anni, scrisse un articolo in cui affermava, praticamente, che tutti gli scienziati che si occupavano di evoluzione e selezione naturale erano in errore. Perché, appunto, si occupavano degli ultimi 500 milioni di anni. In realtà, l’orologio evoluzionistico andava riportato indietro di più di tre miliardi di anni. L’articolo, che trattava dell’origine delle cellule eucariotiche – cioè di tutte le cellule, ad eccezione dei batteri – introduceva il concetto di simbiosi: anche a livello cellulare, gli elementi più complessi nascono per aggregazione di elementi biologici più semplici. Nelle sue parole: “La simbiosi è l’associazione fisica di organismi di specie diverse che vivono insieme nello stesso posto e nello stesso tempo.”

Dieci anni di ricerca furono da lei riassunti, nel 1970, in un libro che divenne un classico (libro che all’inizio fu, ovviamente, rifiutato da molti editori, come l’articolo di cui sopra. Gli evoluzionisti affermavano che le specie divergono l’una dall’altra. Lynn Margulis sostenne la tesi contraria, provandola con indagini sperimentali. In realtà, di generazione in generazione, le specie si fondono tra di loro per formare nuove entità, sulle quali agisce la selezione naturale. La materia è troppo complessa per descriverla compiutamente in un articolo di 5000 battute. Ma è affascinante. Si pensi solo al fatto che per più di un miliardo di anni sulla terra vissero, e si riprodussero, solo le cellule cosiddette protocariotiche, cioè cellule che non avevano il nucleo. Il nucleo è il centro di controllo della cellula (sede di geni e del DNA) che è alla base di ogni forma di vita animale e vegetale così come la conosciamo oggi. La domanda è: come, cosa, o in quali circostanze ebbe luogo la mutazione che, nel corso dei successivi tre miliardi di anni avrebbe portato ad evolvere le specie fino a quella dell’homo sapiens sapiens? Una domanda ancora senza risposta sperimentalmente certa.

Per Lynn Margulis le cose sarebbero potute andare così: “Come è potuta accadere tale evoluzione? Come apparve la prima cellula eucariotica? All’inizio forse ci fu una invasione di predatori venuti dall’esterno. Può essere iniziata quando un certo tipo di batterio ne invase un altro alla ricerca di cibo. Alcune invasioni però forse si trasformarono in tregue: associazioni una volta feroci divennero benigne. L’associazione tra batteri invasori e ospiti si trasformò in un insieme maggiore della somma delle sue parti. Così, questi insiemi furono capaci di aggregare un numero maggiore di geni, di evolvere, di trasformarsi in qualcosa di diverso e più potente. Alcune delle mutazioni furono particolarmente adatte all’ambiente, le altre scomparvero, perite nell’eterna lotta per la sopravvivenza. Infine, ecco la cellula moderna.”

Un messaggio in parte antitetico a quello di Darwin, dove tutto è lotta e prevalenza del più adatto. Ferocemente criticato da alcuni scienziati, quelli da lei ridicolizzati, che lo hanno sprezzantemente catalogato quale idea appartenente alla sindrome “Dio è buono”. La simbiogenesi, o il simbioticismo che dir si voglia, da eresia scientifica si è però trasformato, nell’arco della vita di questa donna straordinaria, in una colonna portante della biologia evoluzionistica attuale. Negli anni ’70 la Margulis divenne una sostenitrice, per un breve periodo, dell’ipotesi di Lovelock: Gaia. Come per il principio antropico, esistono due versioni di questa ipotesi politically correct and very trendy. Una estrema, sostenuta dal suo ideatore, che è un chimico dell’atmosfera terrestre: il pianeta Terra è un organismo vivente. Con l’ovvio corollario: l’uomo può diventarne il cancro incurabile.

L’altra versione, propugnata dalla Margulis, è forse più sostenibile da un punto di vista logico e sperimentale: la Terra è un enorme eco-sistema, composto da innumerevoli ecosistemi secondari. L’insieme è (forse) autoregolante, o, per lo meno, agli occhi di certo ambientalismo, lo era fino a quando l’uomo non ha cominciato a manipolarne i meccanismi. Tesi non condivisa da Lynn Margulis: “Gaia è una puttana tosta ( Gaia is a tough bitch). E’ un sistema che ha funzionato egregiamente per più di tre miliardi di anni senza la presenza dell’uomo. La superficie di questo pianeta, la sua atmosfera e il suo ambiente continueranno ad evolvere a lungo, anche dopo che gli uomini ed i loro pregiudizi saranno scomparsi”.

Mario Giardini
Fonte: http://www.thefrontpage.it/2011/11/29/che-cose-levoluzione/
Vedi: http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.7492

Che cos’è l’evoluzione? ultima modifica: 2012-02-15T14:00:25+00:00 da Richard
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Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)