Il collasso del moderno sistema bancario è alle porte

Il Giornale OnlineLe banche non hanno le riserve per coprire le perdite accumulate dai loro assett e la Fed non può salvarle.

I mercati azionari sono scesi bruscamente la scorsa settimana in seguito a notizie poco incoraggianti relativi al rialzo del tasso di inflazione che potrebbe limitare un abbassamento ulteriore dei tassi di interesse; siamo ora molto vicini all’accensione della spia che segnala l’inizio di un mercato orso, ossia di discese protratte delle borse. Il settore finanziario è stato finora il più colpito con una perdita di capitalizzazione del settore del 25% dal luglio scorso ad oggi. Il mercato immobiliare americano manifesta segni di rallentamento sempre più inquietanti e perfino il governatore della California ha annunciato che dichiarerà l’emergenza fiscale in gennaio a causa della perdita in bilancio di 14 bilioni di dollari causati dalle perdite legate alle obbligazioni garantite da mutui.

Il capo economista di Morgan Stanley, Stephen Roach, sul New York Times di domenica scorsa affermava:“Questa recessione sarà piu’ grave di quella mite del 2001-2003; la causa della recessione precedente fu il crollo della spesa della aziende che al suo picco, nel 2000, si aggirava attorno al 13% del Pil Usa, la recessione attuale sarà imputabile alla capitolazione della spesa dei consumatori che costituisce il 72% del Pil Usa.”
Molte persone non hanno idea di quanto sia grave la situazione provocata dalle prossime perdite di valore, dell’ordine di alcuni trilioni di dollari, delle obbligazioni legati ai mutui; c’è ancora radicata la convinzione che la Federal Reserve ed il Tesoro americano possano risolvere la situazione. Purtroppo non sarà possibile perché la Fed non ha poteri magici e non si metterà sulla scia di una valanga per non essere spazzata via lei stessa. Mentre la crisi dei mutui si approfondirà ed i fallimenti di banche ed istituzioni finanziarie porteranno a forti discese dei mercati la Fed si metterà da parte.

Nelle scorse settimane Bernanke, il capo della Fed e Paulson, il capo del Tesoro, hanno messo in piedi alcune strategie fallimentari: prima hanno cercato di salvare i bilanci delle grandi banche di investimento prospettando la creazione del cosiddetto “super Siv” uno strumento creato apposta per scaricare su di esso un gran numero di mutui sostanzialmente senza neppure più un mercato che stavano in conto alle banche. Dopo che il piano Siv non è riuscito ha proposto un congelamento dei tassi di interesse per le rate dei mutui dei cittadini a rischio di insolvenza: anche questo progetto è stato abbandonato perché dei 3,5 milioni di proprietari immobiliari a rischio fallimento solo 140 mila sarebbero stati temporaneamente salvati.

Paulson non si è dimostrato all’altezza dei suoi compiti come il capo della Fed, Bernanke, la cui ultima mossa a favore della ripresa economica strozzata da problemi di disponibilità di credito che non si vedevano da decenni, è stata il misero taglio dei tassi di soli ¾ di punto. Pare che Bernanke stia facendo solo del suo meglio nel seguire il consiglio di Lenin: “Il miglior modo per distruggere il capitalismo è svalutare la sua moneta”. Il dollaro è infatti in caduta libera a causa della politica monetaria.

Leggi l'articolo intero ...

da Quantico ven 21 dic 2007, 22:11 stampa friendly LAN_NEWS_24


economia