Dalla voce al canto

Il Giornale OnlineInviata da skorpion75
di Paolo Manzelli

Simultaneità e Sincronicità nella Bio-Fisica Quantistica della Voce: la voce umana trova nel canto un'armonia tra simultaneità e sincronie trasformando il caos delle dissonanze in bioritmi ordinati ed armonici, che il cervello, tramite l'orecchio, può ri-modulare, dando luogo ad un sistema vocale biologicamente auto-organizzato.

La voce umana genera linguaggi strutturati e melodie canore simultaneamente coordinate e sincronicamente armonizzate dalla modulazione biologica dei segnali di informazione associati alla emissione del suono vocale. Per comprendere come la voce sia determinata da processi biologici di informazione cerebrale, è necessario predisporre un superamento della vecchia logica meccanica della scienza, con cui si assimilano le corde vocali ad un sistema fisico di vibrazione.
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La codificazione spazio temporale dei ritmi ed armonie vocali dipende infatti da un sistema auto-organizzato di modulazione di segnali di informazione codificati dall'attività cerebrale al fine di produrre udibili sensazioni sonore.(2)

Putroppo fin dalla antichità la capacità fonetica e musicale della voce ha trovato spiegazione prevalentemente sulla base di riferimenti meccanici dell'acustica delle vibrazioni, così che anziché focalizzare la propria attenzione sul ruolo del cervello nell'organizzazione della voce, la scienza ha fatto riferimento alla produzione di frequenze di strumenti a corde (legni ) ovvero a fiato (ottoni) nei quali, a differenza del sistema vocale, l' elemento risonante ( corde ) è normalmente separato dal sistema di amplificazione (cassa di risonanza) .

La sorgente sonora biologica della voce non segue tale successione lineare tra la tensione dell'elemento vibrante e la struttura della forma risonante di un sistema meccanico di vibrazione. Infatti l'alterazione delle tensione della corda in una struttura meccanica non può essere quasi mai modulata simultaneamente con la deformazione della cassa armonica che normalmente è rigida. Ciò determina una prima sostanziale differenza tra il funzionamento delle corde vocali (Pliche o pieghe vocali) che si muovono in sincronia con l'apparato vocale, mentre l'elemento vibrante elastico di natura meccanica risuona in una cassa armonica senza attuare alcun feedback di aggiustamento tra vibrazione e risonanza. Infatti ad es., in una chitarra, la tensione della corda è fissata dalla rotazione del rocchetto girevole (bischero), mentre la frequenza di vibrazione viene modificata tenendo la tensione fissa e modificando con la pressione o con il pizzicare delle dita, la lunghezza della corda. In tal caso la frequenza di vibrazione risulta inversamente proporzionale alla lunghezza della sezione lasciata libera di vibrare. Viceversa le pliche situate nella laringe, variano la loro vibrazione aumentando lo sforzo di tensione, pur rimanendo pressoché costante la loro lunghezza, e infatti il suono vocale è prodotto sostanzialmente dal flusso di aria così che anche quando le pliche sono mantenute tanto rigide da non vibrare minimamente si ottiene una vasta gamma di suoni vocali. Inoltre le pliche vocali non sono semplici cordicelle, ma sono elementi altamente strutturati in vari strati muscolari alla cui superficie c'e una pelle mucillaginosa che permette la emissione di sonorità di estrema precisione, sostenute da un'onda di superficie che si adatta allo sforzo direzionale della corrente d' aria che ne modula finemente la vibrazione. Infatti il suono vocale è simile al fischiare ed ululare del vento tra le onde del mare in burrasca, generando sonorità che il cervello riesce a organizzare come ritmi e armonie utilizzando un sistema simultaneo di processazione di segnali biologici.
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da Nebula sab 05 apr 2008, 17:56 Stampa veloce LAN_NEWS_24



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