Intervista a Rosario Marcianò -prima parte-

Il Giornale Online

Rosario Marcianò, Presidente del Comitato nazionale contro le scie chimiche Tanker, rilascia in esclusiva un'intervista ad Altrogiornale.org

p. Ciao Rosario come stai?

R.M. Bene pasgal, spero anche tu.

p. Allora possiamo iniziare. Rosario, vogliamo spiegare che cosa sono le scie chimiche?

R.M. Pasgal, innanzitutto ti ringrazio dello spazio che dai a questo tema. Permettimi anche di esprimerti la mia stima per il tuo lodevole lavoro. Vorrei salutare e ringraziare lo Staff di Altrogiornale.org, un ottimo sito di informazione veramente libera.

Passiamo alle scie: prima, però, a costo di apparire pedanti, è necessaria una premessa sulla differenza tra scie di condensazione e scie chimiche. Bisogna in primo luogo chiedersi che cos'è una scia. È “una zona di fluido (liquido o gassoso) situata immediatamente dietro un solido in movimento relativo rispetto al fluido stesso, caratterizzata dal fatto che in essa il moto è prevalentemente formato da vortici. Tipici esempi di scie sono i solchi spumeggianti che un natante veloce lascia nell’acqua dietro di sé (acqua ferma e solido in moto)…, le scie di condensa che segnalano il passaggio di un jet (aria ferma e solido in movimento). Queste ultime sono provocate dalla condensazione del vapore acqueo prodotto dalla combustione del carburante causata dalle condizioni di umidità, pressione e temperatura che si riscontrano ad alte quote di volo (umidità uguale e superiore al 70 per cento, temperatura inferiore a 40 gradi sotto zero, altitudine superiore ad almeno 8000 metri).

La composizione ed il comportamento delle scie dipendono principalmente dalla forma del solido, dalla viscosità e dalla densità del fluido, dalla velocità relativa e dall’angolo secondo il quale essi si incontrano.
Nel caso degli aeromobili, per esempio, la scia è animata da moti vorticosi che diventano più marcati in corrispondenza delle variazioni della sagoma dell’aeromobile (per esempio, nell’intersezione tra ala e fusoliera)”. Sebbene le contrails contengano anche residui inquinanti dei gas incombusti (ossidi di azoto, in primis; una stima per difetto paragona l'inquinamento di ogni aereo a quello di 500 auto non catalizzate!), esse non sono generate deliberatamente, a differenza delle scie chimiche, assai più dannose delle comunque non innocue scie di condensa.

p. In che cosa le scie di condensazione si distinguono da normali nuvole?

R. M. La nube è un insieme di gocce d’acqua e cristalli di ghiaccio, dovuto alla condensazione di vapore saturo. Le nubi, le cui gocce si agglomerano a nuclei di condensazione (granelli di sabbia, polvere, pollini), sono create da moti convettivi di origine termica oppure meccanica (sollevamento di aria calda), dal rimescolamento di masse d’aria e dall’incontro di queste con catene montuose, dalla variazione dei valori barometrici e dagli effetti della radiazione solare e terrestre. I moti di ascesa propiziano la formazione di nubi, poiché portano l’aria umida verso zone fredde; i moti di discesa, che le portano verso le zone più calde, ne causano il dissolvimento, in quanto fanno cessare lo stato di saturazione del vapore acqueo e favoriscono l’evaporazione delle gocce. Giacché i moti convettivi sono costanti, soprattutto durante una perturbazione atmosferica, avviene un continuo processo di formazione e di disfacimento dei corpi nuvolosi. Non è possibile quindi accomunare la formazione di una nube, la cui genesi si spiega tenendo conto di una molteplicità di fattori fisici in primis la saturazione, alle scie di condensa, sebbene, come si è visto, in particolari condizioni, le nuvole si dissolvano per poi riformarsi.

p. La formazione delle scie di condensa è un fenomeno diffuso?

R. M. No, tutt'altro. Secondo definizione FAA, una contrail si forma sopra gli 8000 metri circa, a temperature minori di -40°C e con umidità relative superiori o uguali al 70%”. Questi parametri possono subire delle lievi variazioni, ma ci si può discostare di poco da tali indici alle nostre latitudini. Pertanto è praticamente impossibile che si formino scie di condensazione a bassa quota, con bassi valori di umidità e con temperatura lontana dai 40-42 gradi centigradi sotto zero.



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da pasgal sab 12 lug 2008, 09:27 stampa friendly LAN_NEWS_24