Da
promiseland.it Le pratiche spirituali tradizionalmente si focalizzano sull’innalzare le frequenze energetiche del corpo da un livello più basso ad uno più alto. Per questo, molte discipline spirituali si concentrano prevalentemente sui
chakra superiori, ignorando o dando meno importanza ai
chakra inferiori.
Alcuni cammini spirituali arrivano poi a condannare il corpo e i
chakra inferiori, che sono considerati "peggiori", perché più legati alla materialità, all’energia sessuale. Spesso ci si limita a praticare meditazioni su un solo centro energetico, trovando in ascensioni spirituali l’evasione dallo stress provocato dai ritmi del mondo moderno.
Il limite di tali pratiche sta nel fatto che, innalzando troppo l’energia, finiscono per far perdere il contatto con la terra, con le radici, provocando una sorta di vaga alienazione mistica senza fondamenta. L’energia, così innalzata, finisce per disperdersi, fino a diventare inservibile per i fini più pratici dell’esistenza, come manifestare benessere o apportare prosperità.
Non dobbiamo dimenticare, infatti, che una seria disciplina spirituale non dovrebbe escludere quei valori ritenuti, a torto, inferiori e che riguardano il benessere sociale, fisico, economico. Poiché i primi tre
chakra sono collegati a questi valori socialmente meno accettati, accade che spesso vengono tralasciati, a parte rare eccezioni come nello yoga tantrico o kundalini.
Riappropriarsi dell’energia terrestre e fonderla con quella celeste attraverso l’alchimista rappresentato dal
chakra del cuore, significa trovare il perfetto equilibrio di forze che permette uno sviluppo armonico di tutto l’essere, che non dovrebbe escludere aspetti ritenuti inferiori, quanto invece includere, inglobare tutto, trasformando e portando alla luce della consapevolezza anche quei contenuti tralasciati e tenuti in ombra per svariate ragioni.
Detto questo, appare evidente l’importanza di dare nuovo spazio al nostro radicamento e al lavoro sui tre
chakra inferiori. Coltivare un forte secondo
chakra, l’hara, poco sotto l’ombelico, significa attivare il potere del presente, dell’azione efficace, della sensazione di essere presenti a se stessi. Al contempo questo ci permette di espandere propriamente la nostra potenza creativa.
Attivare i
chakra inferiori significa anche diventare consapevoli delle sensazioni del corpo, che incessantemente comunica con noi attraverso segnali che spesso rimangono inascoltati, portando poi a problemi di varia natura. Il lavoro sul radicamento aiuta anche ad elaborare le varie storie mentali che affiorano, così che le nostre emozioni possano diventare la pura espressione della nostra anima invece che drammi cerebrali senza costrutto.
Il viaggio dell’uomo spirituale include sia l’elevazione dell’energia a più alte frequenze sia la loro integrazione nel nostro corpo, nelle nostre percezioni, nei nostri pensieri e nelle attività quotidiane. L’energia ascendente rappresenta la via dell’illuminazione. Quella discendente, dal settimo
chakra alla base della spina dorsale, la via della manifestazione. Entrambi questi movimenti, integrandosi nel cuore, danno vita al sentiero della liberazione.
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