«LA TERRA RUOTA VERAMENTE?»


di Roberto Morini


Per trovare prove inconfutabili, giacché: il movimento indifferenziato delle nuvole e la gravità omogeneamente distribuita lungo i paralleli dai poli all’equatore, pur ponendo forti perplessità, potevano essere interessate da una serie di fattori devianti; pur potendo supporre, per assurdo, che un aereo per andare dall’Italia in America, basterebbe quasi che si alzasse in volo per arrivare e che nessuna rotta potrebbe mai andare verso Est se non superando di parecchio la velocità di rotazione della Terra, dovevo trovare un qualcosa che mi permettesse senza ombra di dubbio di escludere un qualsiasi movimento del pianeta Terra. L’analogia con il nucleo dell’atomo, fermo rispetto all’energia che gli ruota attorno, non mi bastava. Avevo bisogno di un riferimento particolarmente diretto, semplice da portare come esempio e, quanto mai preciso.

Vedendo un documentario sulla Seconda Guerra mondiale, mi sono interrogato sulle modalità di bombardamento. Per questo, mi sono letto tutta la storia dei bombardieri impiegati durante tale guerra. Il sistema di puntamento e sgancio, sebbene poco sofisticato per l’epoca, non mi convinceva molto. Il Norden, per esempio (uno dei sistemi di puntamento dell’epoca), agganciando il bersaglio poteva tenere conto anche della rotazione terrestre, per colpire gli obiettivi con precisione, qualora questa fosse in atto. Mi serviva un esempio che escludesse qualsiasi intervento (meccanico/elettronico), ponendo in evidenza, attraverso il fattore umano, i veri parametri di riferimento.

Non ho la minima idea di come avvenisse un bombardamento senza i sofisticati strumenti odierni (ma anche con questi rimango ignorante in materia). Il funzionamento logico, tuttavia, per escludere l’incidenza di una qualsiasi rotazione terrestre, mi insegna che, seguendo l’andamento di un parallelo, era (ed è) possibile anticipare o posticipare lo sgancio in base alle due velocità in atto (rotazione pianeta e velivolo, tenendo conto che per annullare l’effetto rotazionale il velivolo avrebbe dovuto viaggiare alla stessa velocità di 16.560 Km/h trovandosi all’Equatore). Per agganciare un obiettivo lungo la direzione di un meridiano, invece, la rotta doveva essere spostata di lato, a destra o sinistra dell’obiettivo, di tanti gradi quant’era il rapporto fra la velocità del pianeta e quella del velivolo in avvicinamento. Già qui, c’erano molti fattori che mi non tornavano!
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da Richard dom 25 lug 2010, 00:06 Stampa veloce LAN_NEWS_24