«Energia "Oscura" Inespressa»



di Roberto Morini


L’argomento, di per sé, è di una semplicità sconcertante, sebbene ancora la scienza ufficiale si arrovelli per darvi una spiegazione, secondo la sua logica machiavellica. In ogni caso, implica tutta una serie di reazioni (auto-evoluzione – crescita dell’Universo – contrazione spazio-temporale) che vanno affrontate tutte assieme. La domanda da cui partire è: “Perché esiste l’Universo”? Ora, come avevo già sostenuto in precedenza, questo sarebbe il tipo di comprensione che dovrebbe derivare da una ricerca interiore individuale, perché è come porsi le tre classiche domande: «Da dove vengo, chi sono e dove vado», tuttavia, se alla fine si accenderà in testa la classica “lampadina”, avrà sortito lo stesso effetto.

Per introdurre il concetto, userò un semplice esempio.

Il russo Vasiliy Alekseyev, negli anni settanta, stabilì 80 record del mondo, nel sollevamento pesi, e vinse due ori olimpici. Concorderete, con me, che a “livello potenziale” era un recordman anche prima di cimentarsi pubblicamente, tuttavia, fu costretto, appunto, a cimentarsi per dimostrare a se stesso e agli altri che lo era veramente. Il record del mondo maschile, sempre di sollevamento pesi (strappo + slancio), nella categoria oltre i 105 Kg è di 472,5 Kg, se la mia memoria non m’inganna e se sono aggiornato (ma è ininfluente ai fini dell’esempio). Orbene, i 472,5 Kg sono il limite massimo raggiunto. Questo significa, chiaramente, che chi lo ha raggiunto è in grado di sollevare qualunque altro peso da 1 Kg fino ai 472,5 Kg... giusto?

Tenendo presente le parti sottolineate dell’esempio di cui sopra, spostiamo ora la nostra attenzione all’Universo e a Chi lo ha voluto e poi creato (fatto salvo il più totale rispetto in qualunque fede religiosa e in chi la professa):

Nelle integrazioni alle “P3LU” viste in precedenza, nella Successione di Fibonacci, usata per rappresentare i Piani/Livelli, sono evidenziati tre aspetti dell’Assoluto (1-1-10). L’Assoluto è evidenziato come “non Essere” in quanto indifferenziato e non agente, ma tutto emana da Lui, compreso il Creatore “l’Essere”, cioè Colui che agisce. Osservando (Vedendo e non guardando) ciò che ci sta attorno, noi compresi, concorderete con me che, oltre alla “Semplicità/Equità” con cui si esplica l’Universo, non si può non riconoscere, nella sua complessità, l’incomparabile “Perfezione Assoluta” di Chi lo ha voluto.

Tirando le somme, la domanda ovvia è: “Se l’Assoluto è Perfetto, perché dovrebbe sperimentare (immaginando) su Se stesso l’imperfezione (involuzione totale rispetto alla Sua Perfezione = l’Universo)”?

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da Richard lun 09 ago 2010, 18:57 Stampa veloce LAN_NEWS_24