Tettonica di Espansione della Terra


I modelli di Hilgenberg sull’espansione della Terra. Il globo più piccolo è il 60% del raggio attuale (da Vogel, 1983)


(di James Maxlow)


Traduzione a cura di Roberto Morini


(seconda parte)

Contributi alla moderna Teoria della Tettonica

Nel 1947, utilizzando la nave oceanografica Atlantis del Woods Hole Oceanographic Institution, un gruppo di scienziati, capitanati da Maurice Ewing, confermò l’innalzamento del fondale dell’oceano Atlantico centrale, ora noto come dorsale medio oceanica. Gli scienziati trovarono che lo strato di sedimenti del fondale era formato da basalto e non, come ritenuto in precedenza, di granito che è uno degli elementi principali che costituiscono i continenti. Gli stessi, inoltre, rilevarono che la crosta oceanica era molto più sottile di quella continentale. Tutte queste nuove scoperte sollevarono importanti e stimolanti questioni sul nostro modo di intendere la crosta oceanica. La più importante di queste verteva sul fatto che l’oceano non era semplicemente crosta continentale “oceanizzata” coperta d’acqua marina, come ritenuto fino allora.

Partendo dagli anni ’50, gli scienziati, ricorrendo a strumenti magnetici (magnetometri) ricavati da dispositivi aerei elaborati durante la Seconda Guerra Mondiale per individuare i sommergibili e adattati alla bisogna, cominciarono a rilevare strani profili magnetici che attraversavano il fondale oceanico. Questa inattesa scoperta, non fu una totale sorpresa, giacché si sapeva che il basalto (roccia vulcanica ricca di ferro costituente il fondale oceanico) contiene un minerale estremamente magnetico detto magnetite, che può distorcere localmente i rilievi effettuati con la bussola. Ancora più importante, poiché la presenza di magnetite conferisce al basalto proprietà magnetiche misurabili, questi profili magnetici, appena scoperti sul fondale, diedero un importante contributo allo studio sulla dislocazione delle rocce vulcaniche in ciascuno dei vari fondali oceanici.

Il Giornale OnlineDurante gli anni ’50, man mano che si procedeva alla mappatura di aree sempre più vaste dei fondali marini, si scoprì che i profili magnetici non erano fenomeni casuali o isolati ma, al contrario, si rivelarono come una specie di strisce zebrate in simmetria con le dorsali medio oceaniche. Strisce di roccia alternate si posero in evidenza parallelamente su ambo i lati della dorsale medio oceanica (una striscia di polarità normale e quella adiacente di polarità inversa). Lo schema complessivo, definito da questo alternarsi di rocce diversamente polarizzate è divenuto noto con il nome di “magnetic striping”.

La scoperta di questo simmetrico schema di magnetismo a strisce (magnetic striping) suggerì una stretta relazione tra le dorsali medio oceaniche e le strisce stesse. Nel 1961, diversi scienziati (in particolare il Geologo americano Harry Hess) cominciarono a teorizzare che le dorsali medio oceaniche insistevano su zone strutturalmente deboli, dove il fondale oceanico si presentava lacerato longitudinalmente proprio lungo la cresta della dorsale medio oceanica stessa. Si ipotizzò che, dalla profondità della Terra, nuovo magma vulcanico fuoriuscisse attraverso queste zone deboli ed eventualmente si riversasse lungo la cresta delle dorsali, fino a creare nuova crosta oceanica. Questo processo, in seguito definito “Espansione del fondale marino”, opera attraverso milioni di anni e continua a formare nuovo fondale oceanico lungo tutti i 60.000 chilometri di dorsali oceaniche, ora riconosciute presenti in tutti gli oceani.

Questa ipotesi è supportata da evidenti riscontri. In prossimità o in corrispondenza delle dorsali medio oceaniche le rocce sono molto giovani e diventano progressivamente sempre più vecchie allontanandosi dalla cresta della dorsale. Le rocce più giovani in prossimità della cresta della dorsale hanno sempre una polarità attuale (normale). Le strisce di roccia parallele alla cresta della dorsale si sono presentate con polarità magnetica alternata (normale-inversa-normale, ecc.) indicando che il campo magnetico terrestre si è invertito molte volte nel corso della sua storia.
Spiegando sia il magnetismo a strisce, sia la formazione del sistema delle dorsali medio oceaniche, l’ipotesi dell’espansione dei fondali oceanici acquisì velocemente dei sostenitori. In più, la crosta oceanica era ora considerata universalmente come la naturale “registrazione magnetica” della storia delle inversioni del campo magnetico terrestre.
Il successivo lavoro effettuato dalla Commissione per la Mappatura Geologica della Terra e dall’UNESCO, durante gli anni ’80, portò alla pubblicazione della “Mappa Geologica Mondiale” nel 1991. In questa mappa globale, il magnetismo a strisce esaminato in precedenza è stato elaborato ulteriormente. Datando l’età dei fondali oceanici a intervalli regolari per ogni oceano e, comparando queste età con il magnetismo a strisce, la crosta del fondale oceanico era così delineata in base all’età delle rocce.

Il Giornale OnlineQuesto sta a significare che, per esempio, le strisce gialle, localizzate in figura tra le più giovani strisce rosse e le più vecchie strisce arancioni, rappresentano rocce vulcaniche eruttate lungo le antiche dorsali medio oceaniche durante il Miocene (periodo di tempo che si protrae da 6 a 23 milioni di anni fa). In quel periodo, le rocce più giovani rosse e rosa non esistevano e le due strisce gialle del Miocene erano congiunte assieme lungo la rispettiva dorsale medio oceanica.

Considerazioni Importanti

A questo punto c’è un numero considerevole di importantissime considerazioni sulla mappatura della crosta, in figura, che debbono essere prese in considerazione:

Innanzitutto, la zebratura evidenziata in figura indica che ciascun oceano contiene una dorsale medio oceanica (attualmente incentrata sotto le strisce rosa) e ciascun oceano incrementa la propria area superficiale nel tempo. Questo incremento dell’area superficiale si rivela simmetrico entro ciascun oceano e l’età massima del fondale della crosta marina esposta corrisponde al Giurassico – intorno a 165 milioni di anni (zone di colore azzurro chiaro).
Secondariamente, se fosse possibile andare indietro nel tempo, ognuna delle strisce, illustrate nelle figure precedenti, dovrebbe essere rimossa in successione e i corrispondenti margini di ciascuna striscia colorata dovrebbero essere riavvicinati, man mano che si retrocede nel tempo – cioè, le rocce vulcaniche (e in modo similare anche le acque oceaniche) entro ciascuna striscia, dovrebbero essere rese al mantello da cui hanno avuto origine. Leggi tutto ...


da Richard dom 17 ott 2010, 00:30 Stampa veloce LAN_NEWS_24