Comunicazioni in codice

Il Giornale Online
[color=#999999]Clicca per ingrandire[/color] Linguaggi cifrati, messaggi ambigui, descrizioni incomplete. Una serie di documenti collezionati dal Dipartimento della Difesa americano testimoniano l'esistenza di una fitta rete di informatori internazionali specializzata sugli UFO

Ogni volta che sorge la necessità di trasmettere informazioni delicate ed importante nasce anche l'esigenza di proteggere queste informazioni da intrusi, da qui alla cifratura dei messaggi il passo è piuttosto breve e immediato, basta stabilire una lingua comune, un protocollo, che permetta a chi trasmette di codificare il messaggio in poco tempo in maniera sicura e a chi lo riceve di poterlo decodificare senza margine di errore.

Il fonogramma, inviato dall'ambasciata statunitense a Kartoum, alla Segreteria di Stato di Washington, e p.c. alla NASA e al NSC, recita così: “La stampa locale sudanese ha riportato il 17 agosto, che un satellite di forma cubica, del peso approssimativo di tre tonnellate, è stato rinvenuto il 3 agosto a 50 miglia da Kutun…, descritto come costituito da un metallo morbido, presumibilmente alluminio leggero… nessuna iscrizione evidente sulla superficie esterna.

Le autorità locali di El Fasher lo hanno fotografato e con difficoltà ne hanno tagliato dei frammenti” Sicuramente quando gli enti governativi USA iniziarono a indagare sugli avvistamenti UFO sentirono fortemente l'esigenza di criptare le loro comunicazioni e forse quello che intuirono era che il miglior modo di nascondere il contenuto dei loro messaggi ad occhi indiscreti non era quello di criptare completamente la trasmissione, ma semplicemente di usare un linguaggio differente, un po' come fanno due persone che, parlando al telefono, cercano di dirsi qualcosa senza farlo capire ad orecchie indiscrete.

Nel telegramma che vi presentiamo c'è un esempio lampante di come tutto questo sia accaduto nell'ambito delle comunicazioni tra enti governativi USA. Il messaggio, datato Agosto 1967, riporta la notizia che un satellite di nazionalità non identificata è caduto in Sudan. L'oggetto viene descritto come di forma cubica e dal peso di tre tonnellate circa. Il documento prosegue affermando che sull'oggetto era presente uno strato di materiale soffice, simile alla seta.

Il documento termina con la richiesta di informazioni riguardo le procedure da seguire in questo caso.

Analisi del documento

La domanda che dobbiamo porci è: “Perchè un satellite precipitato al suolo suscita tanto interesse?”. Ragionando su tutti i fattori plausibili giungeremo inevitabilmente ad una risposta: “Perché quello caduto non era un satellite”. Nel 1967 la trasmissione dei telegrammi non era sicura come lo è oggi, di conseguenza anche una nazione tecnologicamente avanzata come gli USA sentiva il bisogno di codificare le trasmissioni. Se proviamo a ragionare sul contenuto del messaggio troviamo alcuni spunti di riflessione interessanti: la descrizione fornita dal documento parla di un satellite di colore argenteo costituito da un materiale molto simile all'alluminio.

Per quanto si possa pensare, la caduta al suolo di un satellite artificiale è un evento relativamente normale, basti pensare che i satelliti spia militari orbitano a poco più di 300 km di altezza, a quell'altitudine la gravità terrestre esercita ancora quasi tutta la sua forza e, in caso di malfunzionamento dei sistemi di guida controllati da terra, il satellite viene inevitabilmente attratto dalla Terra finendo in parte disintegrato dall'atmosfera e in parte distrutto all'impatto con il suolo.

In genere ciò che rimane di un satellite precipitato è qualche rottame delle dimensioni non più grandi di un comune scooter, è strano quindi notare come la descrizione dell'oggetto sia piuttosto dettagliata. Dal documento traspare una certa urgenza nel ricevere istruzioni su come comportarsi di fronte a questa situazione, il che potrebbe confermare la tesi che quell'oggetto in realtà non fosse un satellite, ma qualcosa di estremamente interessante, forse un UFO con tanto di equipaggio a bordo?

Considerazioni finali

Non è difficile trovare documenti del genere negli archivi di enti investigativi statunitensi. Si tratta di un dato interessante, poiché potrebbe fornire un indice attendibile di quanti potenziali UFO crashes (incidenti) si siano susseguiti nel corso degli anni.
Se è vero che il compito è piuttosto arduo e che gli unici mezzi per arrivare alla verità è l'accesso a tali documenti, unito al nostro intuito, più verosimilmente l'unico modo per dimostrare l'esistenza di civiltà aliene intelligenti è provare che tali civiltà hanno già avuto contatti con i governi dei Paesi più potenti.

Un recente studio ha confermato che circa il 90% delle richieste di declassificazione di documenti segreti negli Stati Uniti ha come oggetto gli UFO, segno che la chiave per accedere alle verità più recondite di questi ultimi 50 anni di storia è proprio tra queste pagine.

di Fabrizio Monaco

Fonte: http://www.isolachenonce-online.it/et/tabloid/dirittodisapere/comunicazioni_codice.html

Comunicazioni in codice ultima modifica: 2009-08-09T21:01:19+00:00 da Quantico
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