CONTE DI SAINT GERMAIN, L'IMMORTALE

Il Giornale OnlineIO SONO (VITA IMPERSONALE)

Io sono. A te che leggi, io parlo. A te, che per lunghi anni, vagando innanzi e indietro, hai con ardore cercato nei libri, negli insegnamenti, nelle filosofie, nelle religioni, non sai neppure tu che cosa: la verità, la felicità, la libertà, Dio. A te, Anima stanca e scoraggiata, quasi senza speranza, che molte volte hai afferrato un barlume della verità cercata, solo per riconoscere che essa si dileguava come il miraggio nel deserto.

A te che credesti d'averla trovata in qualche grande istruttore, capo riconosciuto di una Religione, Fraternità o Società, e che ti pareva un «maestro» – tanto meravigliose erano la sua sapienza e le opere sue – solo per risvegliarti più tardi alla scoperta che quel maestro era soltanto una persona umana, con difetti, debolezze e colpe segrete, pur avendo potuto essere tramite di splendidi insegnamenti apparsi a te come la più alta verità. A te, di nuovo stanco e affamato, senza guida; a te io sono venuto.

E sono venuto anche a te, che hai cominciato a sentire la presenza della Verità nella tua anima e cerchi la conferma di ciò che lotta vagamente dentro di te, per esprimersi. Sì, a quanti hanno fame del vero «pane di vita» io sono venuto. Sei tu pronto a ricevere il mio cibo? Se lo sei, fa cuore. Siedi. Calma la tua mente umana e segui strettamente la mia parola qui pronunciata. Oppure forse ti allontani, deluso ancora una volta, con nel cuore il morso della fame insaziata? Io! Chi sono io, che sembro parlare con sì conscio potere e autorità?

Ascolta. lo sono tu; quella parte di te che è e sa, che sa tutte le cose, che sempre seppe e sempre fu. Io sono tu, il tuo Sé; quella parte di te che dice Io sono ed è Io sono. Io sono quella parte più alta di te stesso, che vibra entro di te mentre leggi; che risponde a questa mia parola, che ne percepisce la verità, che riconosce per sua natura tutta la verità e scarta ogni errore dovunque lo trovi. Ciò io sono: non quella parte di te che sino a oggi s'è nutrita dell'errore. Poiché io sono il tuo vero Istruttore, il solo che tu conoscerai sempre, il solo Maestro; io, il tuo Sé divino.

Io, il tuo Io sono, ti reco questo mio messaggio, la mia vivente parola, come ti ho portato ogni cosa in vita, libro o «maestro», povertà o ricchezza, amara esperienza o amore, allo scopo di insegnarti che io, io solo, il tuo vero Sé, sono il tuo istruttore; il solo istruttore e il solo Dio, che provvede e ha sempre provveduto a te, non solo il pane e il vino della vita, ma anche tutto ciò che occorreva al tuo mantenimento e al tuo sviluppo fisico, mentale e spirituale. Perciò, quello che fa appello a te mentre leggi è il mio messaggio, dettato alla tua coscienza umana esterna dal di dentro, ed è solo una conferma di ciò che l'Io sono di te sempre seppe interiormente, ma che non aveva ancora tradotto in termini ben definiti alla tua coscienza esterna.

Così pure tutto ciò che sempre fece appello a te, venendo da qualche espressione esterna, non era che la conferma della mia parola già pronunziata dentro di te; quell'espressione esterna era il canale, il mezzo da me scelto in quel momento per impressionare la tua coscienza umana. Ma io non sono la tua mente umana, né il figlio suo, l'intelletto: essi sono soltanto l'espressione del tuo essere, come tu sei l'espressione del mio essere; essi sono soltanto fasi della tua personalità umana, come tu sei una fase della mia divina impersonalità. Pesa e studia attentamente queste parole.

Sorgi e liberati per sempre dal dominio della tua personalità, con la tua mente e il suo intelletto così gonfi ed esaltati di se stessi; poiché la tua mente, d'ora innanzi, deve essere la tua serva e l'intelletto il tuo schiavo, se vuoi che la mia parola penetri nella coscienza dell'anima tua. Io sono venuto ora alla coscienza dell'anima tua, dopo averla stimolata per prepararla a ricevere la mia parola. Se sei abbastanza forte per sopportarla; se puoi sbarazzarti di tutti i tuoi capricci, di tutte le tue credenze, di tutte le tue opinioni personali – rottami da te raccolti nei campi coltivati da altri -; se sei forte abbastanza da gettarli via; allora la mia parola sarà per te una sorgente inesauribile di gioia e di felicità.

Ma sii preparato al fatto che la tua personalità dubiterà di queste mie parole man mano che le leggerai; poiché la sua vita è minacciata, ed essa sa che non può vivere e prosperare, né dominare più a lungo i tuoi sentimenti, il tuo andare e venire, come prima, se tu accetti nel tuo cuore la mia parola e le permetti di dimorarvi. Sì. Io sono venuto a te, ora, a farti conscio della mia presenza; poiché ho già preparato la tua mente umana in modo che essa possa, fino a un certo punto, comprendere il significato di me.

Io sono sempre stato con te, ma tu non lo sapevi; ti ho espressamente condotto attraverso il Deserto dei libri e degli insegnamenti, delle religioni e delle filosofie, tenendo sempre davanti agli occhi della tua anima la visione della Terra Promessa; alimentandoti con la manna del Deserto, perché tu potessi ricordare e apprezzare il pane dello Spirito e anelare a esso. Ora ti ho condotto sulla riva del Giordano che ti separa dal tuo divino retaggio. Ora è venuto per te il tempo di conoscermi coscientemente; è venuto il momento di attraversare il fiume e di passare nella Terra di Canaan, nella terra del latte e del miele.

Sei pronto? Vuoi andare?

Allora segui questa parola che è l'Arca del mio patto, e passerai a piedi asciutti. Sii calmo e sappi! Ora, perché tu possa conoscermi ed essere perciò sicuro che sono Io, il tuo vero Sé, che dico queste parole, devi prima imparare a essere calmo, ad acquietare la tua mente e il tuo corpo umani e tutte le loro attività, fino a non essere più cosciente di esse. Può darsi che tu non sia ancora capace di fare ciò; ma io ti insegnerò, purché tu voglia realmente conoscermi e sia disposto a darne prova affidandoti a Me e obbedendomi in quanto sto per chiederti.

Ascolta. Cerca di immaginare l'Io che parla attraverso queste pagine come il tuo Sé superiore e divino, che dà consigli alla tua mente e al tuo intelletto umani e considera questi, per il momento, come una personalità separata. La tua mente è costituita in modo che non può accettare nulla che non si conformi a ciò che essa ha prima sperimentato, o imparato, e che il suo intelletto non considera ragionevole. Quindi, rivolgendoti a essa, tu adoperi i termini e le espressioni più consoni a esprimere chiaramente al tuo intelletto le verità che esso deve comprendere, prima che la mente possa svegliarsi alla coscienza del tuo intento.

Il fatto è che questo «Io» è te stesso, il tuo Sé reale. La tua mente umana è stata finora così assorta nel compito di concedere al tuo intelletto e al tuo corpo ogni sorta di favori, che non ha mai avuto tempo di venire a conoscenza di te, suo vero signore e maestro. E intanto tu ti sei talmente interessato ai piaceri e alle pene del tuo corpo e del tuo intelletto, lasciandotene influenzare, che sei quasi giunto a credere che tu sia il tuo intelletto e il tuo corpo e hai di conseguenza quasi dimenticato me, il Sé divino. Io non sono il tuo intelletto né il tuo corpo e questo messaggio è per insegnarti che tu e Io siamo Uno. Le parole che dico qui e il principale scopo di queste istruzioni è di svegliare la tua coscienza a tale grande fatto.

Ma tu non puoi svegliarti a esso finché non esci dalla coscienza di questo corpo e di questo intelletto, che così a lungo ti hanno tenuto schiavo. Tu devi sentirmi dentro di te, prima di sapere che io vi sono. Orbene, affinché tu possa dimenticare completamente la tua mente, i tuoi pensieri, il tuo corpo e le tue sensazioni, in modo da poter sentire me dentro di te, è necessario che tu segua scrupolosamente le mie istruzioni. Siedi tranquillo in stato di rilassamento, e una volta completamente tranquillo lascia la tua mente assorbire il significato di queste parole: «Sii calmo! E sappi: Io – Sono – Dio». Pronunzia queste parole precisamente come sono scritte qui, cercando di realizzare che è il Dio tuo che comanda e domanda dal tuo sé mortale implicita obbedienza: studiale e cerca di capire il loro nascosto Potere.

Senza pensare, permetti a questo mio divino comando di penetrare profondamente nella tua anima. Lascia allora ogni altra impressione che venga alla tua mente entrare a suo piacere, senza sforzo o interferenza da parte tua, ma notane attentamente il senso, poiché sono Io, dall'interno, che ti istruisco per mezzo di tali impressioni. Poi, quando il loro significato incomincia ad apparire alla tua coscienza, pronuncia queste mie parole lentamente, imperativamente, rivolgendole a ogni cellula del tuo corpo, a ogni facoltà della tua mente, con tutta la forza cosciente che possiedi: «Sii calmo! E sappi: Io – Sono – Dio». Medita profondamente queste parole e portale con te nel tuo lavoro, qualunque esso sia. Fa di esse il fattore vitale dominante del tuo lavoro e di tutti i tuoi pensieri creativi.

Pronunziale mille volte al giorno, finché non ne abbia penetrato e scoperto tutto il più intimo significato, finché ogni cellula del tuo corpo non frema in lieta risposta al comando «Sii calmo!» e obbedisca istantaneamente, e ogni pensiero errante che fluttui intorno alla tua mente, svanisca subito nel nulla. Quando le mie parole risuoneranno attraverso la caverna del tuo essere divenuto vuoto, quando il sole della conoscenza comincerà a sorgere sull'orizzonte della tua coscienza, allora tu sentirai espandersi dentro di te l'impeto di uno strano, meraviglioso respiro che riempirà fino all'estremo tutte le tue membra mortali, facendo quasi esplodere i tuoi sensi con la sua estasi; allora sentirai a fiotti levarsi in te una possente, irresistibile forza, che ti innalzerà quasi sulla terra; allora sentirai dentro di te la gloria, la santità, la maestà della mia presenza.

E allora, allora tu saprai: Io – Sono – Dio. Quando tu mi avrai sentito così in quei momenti dentro di te, quando avrai gustato il mio potere, ascoltato la mia sapienza e conosciuto l'estasi del mio amore che tutto abbraccia, non potrai più essere toccato da alcuna malattia, né indebolito da alcuna circostanza, né soggiogato da alcun nemico. Poiché tu saprai allora che io sono dentro di te e da allora in poi ti rivolgerai a me in ogni tua necessità, mettendo tutta la tua confidenza in me, permettendomi di esprimere la mia volontà.

E quando ti rivolgerai a me, troverai sempre in me, nell'ora del bisogno, un aiuto pronto e infallibile; poiché io ti riempirò talmente con la realizzazione della mia presenza e del mio potere, che ti basterà essere calmo e permettere a me di fare qualunque cosa tu voglia: risanare i tuoi mali o quelli degli altri, illuminare la tua mente in modo che tu possa vedere con i miei occhi la verità che cerchi, o compiere alla perfezione ciò che prima ti sembrava quasi impossibile. Ma questa conoscenza, questa realizzazione, non avverrà a un tratto. Potrà non venire per anni; potrà venire domani.

Ciò dipende solo da te. Non dalla tua personalità, con i suoi desideri umani e la sua umana comprensione, ma dal tuo Io – Sono – Dio entro di te. Che cos'è che dal bocciolo fa sbocciare il fiore? Cos'è che fa rompere il guscio al pulcino? Chi stabilisce il giorno e l'ora? È l'atto cosciente e naturale dell'intelligenza interna, della mia intelligenza, diretta dal mio volere, quello che porta a maturazione la mia idea e la esprime nel fiore e nel pulcino. Il fiore e il pulcino hanno qualche cosa a che fare in tutto ciò? No, essi si sottomettono soltanto, uniscono la loro volontà alla mia e permettono a me e alla mia sapienza di stabilire l'ora nella quale maturerà l'azione.

Solo quando essi hanno obbedito all'impulso della mia volontà e hanno fatto lo sforzo che io imponevo loro di fare, hanno potuto passare alla nuova vita. Tu puoi, con la tua personalità, tentare mille e mille volte di uscire dal guscio della tua coscienza umana; ma potrai riuscire tuttalpiù ad abbattere le porte che io ho provvidenzialmente messo tra il mondo delle forme tangibili e il regno dei sogni intangibili; una volta aperte le porte, tu non potrai più, senza molto disturbo e sofferenza, tener fuori gli intrusi dal tuo dominio privato.

Ma anche questo io permetto talvolta, perché attraverso tale sofferenza tu possa acquistare la forza di cui manchi e la saggezza necessaria a capire che soltanto deponendo ogni desiderio di sapienza, di bontà e persino di unione con me, a beneficio del tuo Sé, tu puoi schiudere i tuoi petali manifestando la mia perfetta bellezza e gettar via il guscio della tua personalità umana, passando alla luce radiosa del mio Regno celeste. Io ti dò perciò queste istruzioni, adesso, al principio, perché tu possa imparare a riconoscerne. E ti prometto qui che se tu accetti le istruzioni che ti dò in queste pagine e ti sforzi seriamente di comprenderle e metterle in pratica, tu mi conoscerai ben presto e io farò sì che tu comprenda tutte le mie parole, dovunque scritte, in libri o dottrine, nella Natura o nei tuoi simili.

Se ti pare che in quanto è qui scritto vi siano contraddizioni, cerca bene il mio reale intento prima di respingerlo; non lasciare una sola parola, un solo pensiero finché tutto ciò che esso suggerisce non ti sia divenuto chiaro. Ma in tutta la tua ricerca, in tutti i tuoi sforzi, abbi fede in Me, nel tuo vero Sé interno, e non essere impaziente di ottenere dei risultati; poiché essi sono in mia custodia e io ne avrò cura. I dubbi e l'impazienza sono soltanto della tua personalità e, se tu permetti loro di persistere, essi ti condurranno all'insuccesso e al disinganno. [/SIZE]Io, Vita, Dio

Se ciò che hai letto ha svegliato dentro di te una risposta e la tua anima brama di ricevere ancora di più, allora tu sei pronto per quanto segue. Ma se tu discuti ancora, o ti ribelli all'apparente pretesa di autorità divina con cui qui ti si parla, e il tuo intelletto ti dice che si tratta solo di un nuovo tentativo per sedurre la tua mente con scaltri suggerimenti e sottile sofistica, allora tu non avrai beneficio da queste parole; poiché il loro significato è finora nascosto alla tua coscienza mortale e la mia parola deve giungere a te per altre vie e sotto altre forme. Ed è bene se la tua personalità, col suo intelletto, ti spinge a discutere così e a ribellarti contro l'autorità che non sai ancora essere la mia.

Ma sono realmente io che faccio così ribellare la tua personalità, poiché essa, con il suo orgoglioso senso di separazione, mi è ancora necessaria a sviluppare una mente e un corpo forti abbastanza da potermi esprimere perfettamente. E finché tu non sia preparato a conoscermi, è sua missione, datale da me, di discutere e ribellarsi. Ma dall'istante in cui riconosci la mia autorità, l'imperio della personalità comincia ad essere minato; i suoi giorni sono contati e tu ti volgerai sempre più a me per guida e aiuto. Non sgomentarti quindi, seguita a leggere e forse il riconoscimento verrà. Sappi che puoi leggere e non leggere, come vuoi, ma che, comunque tu faccia, sono realmente io che scelgo e non tu.

Per te, che apparentemente scegli di non leggere oltre, ho altri piani: a suo tempo tu imparerai che, qualunque cosa tu faccia, o ti piaccia, o desideri, sono io che ti conduco attraverso gli inganni e le illusioni della personalità affinché tu ti possa finalmente svegliare alla loro irrealtà e volgerti a me quale unica e sola Realtà. Allora queste parole troveranno risposta dentro di te: «Sii calmo! E sappi: Io – Sono – Dio». Sì, io sono la più intima parte di te, che dimora nell'interno e aspetta e veglia, non conoscendo né spazio né tempo; poiché io sono l'Eterno e riempio tutto lo spazio. Io veglio e aspetto che tu sia stanco delle tue follie, delle tue vane brame, ambizioni e rimpianti, sapendo che tutto verrà a suo tempo. Allora ti volgerai a me scoraggiato, vuoto e umile, e mi domanderai di prendere il comando, senza sapere che sempre io fui che ti condussi.

Io sto qui dentro aspettando quietamente che questo accada; pure, mentre aspettavo, ero io che dirigevo la tua condotta, che ispiravo tutti i tuoi pensieri, tutte le tue azioni, utilizzandoli e manipolandoli impersonalmente in modo da portare te, e la mia altra espressione mortale, al riconoscimento cosciente di me. Io sono stato sempre dentro di te, profondamente, dentro al tuo cuore. Io sono stato con te attraverso tutto, le tue gioie e i tuoi dolori, i tuoi successi e i tuoi errori, attraverso la tua malvagità e la tua onta, attraverso i delitti contro i fratelli e contro Dio che tu credi d'aver commesso.

Sia che tu procedessi innanzi, ti sviassi o arretrassi, ero io che ti spingevo; ero io che ti spingevo innanzi mostrandoti qualche bagliore di me a distanza e coi contorni confusi; ero io che ti allettavo con la visione di me in qualche volto incantevole, in qualche bellissimo corpo, in qualche piacere inebriante o in qualche travolgente ambizione; ero io che ti apparivo sotto le spoglie del peccato, della debolezza, dell'avidità, della sofistica, e ti attiravo indietro nelle fredde braccia della coscienza, lasciandoti lottare nelle sue strette tenebrose; finchè tu, risvegliato alla tua impotenza, ti scuotesti disgustato e, ispirato dalla nuova visione, strappasti la mia maschera. Sì, sono io che ti faccio fare tutto ciò che fai e (puoi comprenderlo?) sono io che faccio tutto ciò che fai e tutto ciò che fa il tuo fratello; poiché in te e in esso tutto ciò che è, è Io, me stesso.

Nulla può essere senza manifestare ed esprimere qualche aspetto di me, che sono non solo il costruttore di tutte le forme, ma colui che dimora in ciascuna di esse. Nel cuore di ciascuna io dimoro, nel cuore dell'uomo, nel cuore dell'animale, nel cuore del fiore, nel cuore della pietra. Nel cuore di ciascuno io vivo, muovo e ho il mio essere, e dal cuore di ciascuno io esprimo quell'aspetto di me che desidero esprimere e che si manifesta nel mondo esterno come una pietra, un fiore, un animale, un uomo. Che cosa esiste, dunque, tranne questo grande Io? Ma tu domandi: «Non è dunque consentita a me nessuna individualità?». «No, non c'è nulla, assolutamente nulla che non sia una parte di me, dominata e retta eternamente da me, l'Una Realtà indefinita.»

Quanto alla tua cosiddetta individualità, essa non è altro che la tua personalità che cerca ancora di conservare un'esistenza separata. Ma ben presto tu conoscerai che non esiste individualità separata dalla mia individualità e che ogni personalità svanisce nella mia divina impersonalità. Tu raggiungerai presto quello stato di risveglio in cui potrai avere un barlume della mia impersonalità e allora non desidererai più per te alcuna individualità, alcuna separazione; poiché avrai compreso che essa è solo e ancora una illusione della personalità.

La chiave

È possibile che tu non sappia ancora che Io sono, che tu non creda che Io sono Te realmente, e che Io sono in ugual modo tuo fratello e tua sorella e che siete tutti parti di Me e uno con Me. Tu puoi non riconoscere che l'animo tuo e quello dei tuoi fratelli, le sole parti veramente imperiture del tuo tu mortale, sono soltanto aspetti differenti di Me, esprimentisi nella cosiddetta Natura. Così pure può essere che tu non comprenda che tu e i tuoi fratelli siete aspetti o attributi della mia divina Natura, precisamente come la tua personalità umana, con il suo corpo, la sua mente e il suo intelletto mortali, è un aspetto della tua natura umana. No, tu non puoi ancora comprendere questo, ma io te ne parlo ora, perché tu possa conoscere i segni quando essi cominceranno ad apparire nella tua coscienza, come certo appariranno.

Ma per riconoscere questi segni, tu devi studiare attentamente e meditare quanto segue e non passare oltre finché tu non abbia, almeno in parte, afferrato quel che io voglio dirti. Una volta compreso bene il principio che io qui stabilizzo, tutto il mio messaggio diviene chiaro e comprensibile. Io ti do innanzitutto la chiave con la quale aprirai ogni mistero che ora ti nasconde il segreto del mio Essere. Quando avrai imparato ad adoperarla, questa chiave ti aprirà le porte di tutta la sapienza, di tutto il potere nel Cielo e sulla Terra. Invero essa ti aprirà la porta del Regno dei Cieli e tu non avrai che da entrare per divenire coscientemente uno come me.

Questa chiave è: Pensare è creare. Ciò può essere espresso così: Tu sei come pensi nel tuo cuore. Fermati e medita su questo, affinché si fissi saldamente nella tua mente. Un pensatore è un creatore; egli vive in un mondo di propria cosciente creazione. Quando tu sai come pensare puoi creare a volontà qualunque cosa tu voglia: una nuova personalità, un nuovo ambiente, un nuovo mondo. Vediamo se puoi afferrare alcune delle verità nascoste e dominate da questa chiave. Ti ho mostrato come tutta la coscienza sia una e come tale coscienza sia al tempo stesso la tua, quella dell'animale, della pianta, della pietra e della cellula invisibile.

Hai visto come questa coscienza sia retta dalla mia volontà che unisce le cellule invisibili, forma i vari organismi per l'espressione e l'uso dei diversi «centri d'intelligenza» attraverso i quali io desidero esprimermi. Ma non puoi ancora comprendere come tu possa dominare e dirigere la coscienza delle cellule del tuo corpo e, più ancora, quelle degli altri corpi, quantunque tu e io ed essi siamo tutti uno in coscienza e intelligenza. Facendo bene attenzione a quanto segue, potrai riuscire a comprenderlo. Hai mai meditato su cosa sia la coscienza? Come essa paia essere uno stato impersonale di attenzione, un'aspettazione di servire o di essere adoperata da qualche potere latente in te e in intima relazione con te? E come molti paiano essere il tipo più elevato di organismo contenente tale coscienza, diretta e usata da questo potere interiore? E che tale potere, latente tanto nella coscienza umana quanto in ogni altra, è soltanto la mia volontà?

Ti è stato detto che al principio io creai l'uomo «a mia immagine e somiglianza»; che poi soffiai in lui l'alito di vita, e che egli divenne un'anima vivente. Creando l'uomo a mia immagine e somiglianza, io creai un organismo capace di esprimere tutta la mia Coscienza e la mia Volontà, il mio Potere, la mia Intelligenza e tutto il mio Amore. Io lo feci perfetto fin dal principio, modellandolo secondo la mia perfezione. Quando io soffiai nell'organismo umano il mio alito, esso divenne vivo di me, poiché in quell'istante io alitai in esso il mio volere non dall'esterno ma dall'interno, dal Regno dei Cieli dove sempre Io sono. E d'allora in poi io sempre respirai e vissi ed ebbi esistenza dentro l'uomo, avendolo creato a mia immagine e somiglianza a questo scopo. Perciò, dovunque sia l'uomo lo sono; e qualunque cosa l'uomo faccia, o tu faccia, sono Io che la faccio; e qualunque cosa tu dica o pensi, sono Io che dico e penso attraverso il tuo organismo.

Ti fu pure detto che quando l'uomo fu così compenetrato dal mio alito, gli fu dato il dominio su tutti i regni della Terra. Il che significa che egli fu fatto signore della terra, del mare, dell'aria e degli èteri e che tutti gli esseri viventi in tutti questi regni rendevano omaggio a lui ed erano soggetti al suo volere. Naturalmente era così, poiché io, dentro la coscienza umana e dentro tutte le coscienze, manifesto continuamente il mio volere; e io, il signore e regolatore dell'organismo dell'uomo, sono pure signore e regolatore di tutti gli organismi in cui dimora la coscienza. E poiché tutta la coscienza è la mia coscienza e dimora dovunque è vita e poiché non v'è sostanza in cui non sia vita, la mia coscienza dev'essere in ogni cosa: nella terra, nell'acqua, nell'aria e nel fuoco e deve perciò riempire tutto lo spazio. Infatti essa è spazio o ciò che l'uomo chiama spazio.

La Mia Volontà, essendo il potere latente in tutta la coscienza, deve estendersi dappertutto; quindi la volontà dell'uomo, che è solo una localizzazione della mia volontà, deve pure estendersi dappertutto e perciò la coscienza di tutti gli organismi, la tua compresa, è soggetta al dominio e alla direzione dell'uomo. Occorre soltanto che egli realizzi coscientemente che io, il Sé imperante dentro di lui, di continuo dirigo, domino e uso la coscienza di tutti gli organismi, in ogni momento, in ogni giorno della loro vita. E io faccio questo per mezzo del suo pensiero; io lo faccio per mezzo dell'organismo dell'uomo.

Egli crede di pensare; ma sono io, il suo Sé reale, che penso per mezzo del suo organismo. E per mezzo dell'atto di pensare, io compio tutto ciò che compie l'uomo e faccio dell'uomo e del suo mondo ciò che sono. Non importa che l'uomo e il suo mondo non siano ciò che egli suppone. Essi sono precisamente come io li ho creati per il mio scopo. Ma tu dirai: se è sempre questo solo «Io» che pensa, l'uomo non pensa e non può pensare. Sì, questo sembra un mistero, ma ti sarà svelato, se tu osserverai attentamente quanto segue: poiché io insegno ora a te, uomo, come pensare.

Pensare è creare

Ho detto che l'uomo non pensa; che sono io dentro di lui, che penso; ho anche detto che l'uomo crede di pensare. Siccome questo è, in apparenza, una contraddizione, io ti mostrerò che l'uomo normalmente non pensa, più che non faccia ogni altra cosa ch'egli supponga di fare. Poiché io, dentro di lui, faccio tutto ciò che egli fa; ma lo faccio necessariamente per mezzo del suo organismo, della sua personalità, del suo corpo, della sua mente e della sua anima. Cercherò ora di farti comprendere come ciò possa essere. Ricorda prima di tutto che io ti feci a mia immagine e somiglianza e che ho il mio Essere dentro di te.

Ma questo non lo credi ancora. Tu credi che io, Dio, sia in qualche luogo fuori di te: che noi siamo separati. Inoltre, ciò che tu fai quando credi di pensare non è realmente «pensare» perché non è un pensare cosciente, essendo tu inconscio di me, l'ispiratore, il dirigente di ogni idea, di ogni pensiero che entra nella tua mente. Ancora, essendo io in te e tu fatto a mia immagine e somiglianza, e possedendo quindi tutte le mie facoltà, tu puoi pensare; ma non essendo conscio del fatto che pensare è creare e che pensando tu adoperi uno dei miei divini poteri, tu hai bensì pensato durante tutta la vita, ma hai pensato male, cioè hai pensato ciò che tu chiameresti l'errore. Questo pensare erroneamente ti ha sempre più separato da me, pur adempiendo il mio piano, che più innanzi ti sarà manifesto.

La prova di questo è che tu credi di essere separato da me e di vivere in un mondo materiale; che il tuo corpo di carne produca e accolga il piacere e il dolore e che nel mondo si manifesti una cattiva influenza, chiamata Demonio, la quale si opponga alla mia volontà. E così è per te, poiché tutto è, per l'uomo, come egli pensa o crede che sia. E sono pure io che ho fatto apparire all'uomo tutto ciò, come se fosse ciò che egli pensa che sia. Anche questo in vista del mio intento e per adempiere la legge del creare.

Infatti, se tu credi che una cosa sia in un certo modo, non è essa, per te, realmente così? Se una cosa ti sembra reale, sia essa una gioia o un dolore, un disturbo o un cruccio, o qualunque altra cosa, condizione o esperienza, non è essa reale per te solo perché il tuo pensarla e crederla tale la fa tale per te? Ma essa sembra reale soltanto a te: altri possono pensarla del tutto differente, non è vero? E se è così, allora il tuo corpo, la tua personalità, il tuo carattere, il tuo ambiente, il tuo mondo, sono come appaiono a te solo perché tu li hai pensati tali. Tu puoi quindi cambiarli col medesimo processo, se non ti piacciono, non è vero? E tu puoi farli comunque tu voglia, pensandoli tali.

Ma tu domandi: come si può realmente pensare, coscientemente pensare, in modo da produrre questo cambiamento? Sappi innanzitutto che io, il tuo Sé reale, ho espressamente attirato la tua attenzione su queste cose che ora ti dispiacciono e che te le lascio pensare quali esse ora ti sembrano. Io, io solo preparo così la tua mente umana in modo che quando tu ti volgerai interiormente a me con fede durevole, possa renderti capace di comprendere e manifestare esteriormente la realtà delle cose che ora ti sembrano così poco soddisfacenti. Poiché io ti porto tutto ciò che, con la sua apparenza esterna, può attrarre o allettare la tua mente umana e spingerla innanzi nella sua ricerca terrena, allo scopo di istruirti intorno alla illusorietà di tutte le apparenze materiali e alla fallibilità d'ogni giudizio umano: cosicché tu ti volga finalmente a me, dentro, alla mia sapienza, come Una e unica interprete e guida.

E quando tu ti sia così volto a me dentro, io aprirò i tuoi occhi e ti farò vedere che l'unico modo di provocare questo cambiamento nel pensare è di mutare prima il tuo atteggiamento verso tutte queste cose che ora tu pensi non siano quel che dovrebbero essere; cioè, se esse non sono soddisfacenti o ti sembrano biasimevoli e ti toccano al punto da recarti dolore o disturbo della mente, ebbene, cessa di pensare che esse possano addolorarti o disturbarti. Chi è, insomma, il padrone? Il tuo corpo, la tua mente? Oppure Tu, l'Io sono interiore? Allora perché non mostrare che tu sei il padrone, pensando le vere cose che l'Io sono dentro di te desidera che tu pensi?

Tutte le cose influiscono su di te solo in quanto tu le pensi e dai loro il potere di turbarti o tediarti. Se tu cessi di pensare che esse abbiano questo potere, ti volgi dentro a me e mi permetti di dirigere il tuo pensiero, esse spariranno immediatamente dalla tua coscienza e si dissolveranno nel nulla, da cui tu, pensandole, le hai tratte. Quando tu sarai disposto a fare questo, solo allora sarai pronto a riconoscere la verità e, per mezzo di un pensare cosciente diretto da me, a creare al loro posto le cose vere e permanenti che io, dentro, desidero che tu crei.

Allora, quando tu saprai distinguere il vero dal falso, il reale dall'apparente, il tuo pensiero cosciente sarà tanto potente da creare tutto ciò che desideri, come lo è stato il tuo pensiero inconscio nel creare in passato quelle cose che tu, un tempo, desiderasti e che ora trovi odiose. Poiché fu per il tuo pensiero inconscio, o per il tuo pensare senza aver coscienza del dominio che i tuoi desideri esercitavano sui tuoi poteri creativi, che il tuo mondo e la tua vita sono ora ciò che tu qualche volta in passato desiderasti che fossero. Hai tu studiato e analizzato mai il processo con cui lavora la tua mente quando le appare una nuova idea fertile di possibilità? Hai notato la relazione che il desiderio ha con quell'idea e come pensandola essa alfine si realizzi?

Studiamo questa relazione, questo processo. Prima di tutto c'è sempre un'idea, non considerando adesso la necessità o l'occasione per cui essa è apparsa. E non importa di dove essa venga, se di dentro o di fuori: poiché in ogni modo sono io che l'ispiro e faccio sì ch'essa impressioni la tua coscienza in quel particolare momento. Poi, precisamente nella misura in cui tu ti concentri su di essa, arrestando tutte le attività della tua mente ed eliminando tutte le altre idee e pensieri dalla tua coscienza, in modo che questa possa avere pieno impero su tale idea, io illumino la tua mente e faccio svolgere dinanzi a essa i vari aspetti, le varie possibilità ch'essa contiene.

Tutto ciò ha luogo, fino a questo punto, senza il concorso della tua volontà, tranne che nel mettere a fuoco, nel concentrare la tua attenzione su quell'idea. Ma una volta che io ho dato alla tua mente umana una prospettiva delle sue possibilità e ho attirato a essa il tuo interesse, allora diviene responsabile la tua personalità: allora essa deve assumere il suo compito, poiché come io creai e generai quell'idea, così nell'atto stesso io generai in essa il potere di creare e generare il desiderio, desiderio di portare a manifestazione esterna tutte le possibilità dell'idea stessa. Il desiderio, quindi, diviene l'agente mortale della mia Volontà e fornisce la forza motrice; precisamente come la personalità umana è lo strumento mortale adoperato per costringere e mettere a fuoco quel potere. Nasce per prima, quindi, l'idea nella mente, poi sorge il desiderio di realizzarla. Questo per ciò che concerne la relazione. Veniamo ora al processo di realizzazione.

A seconda della precisione con cui la mente afferra l'immagine dell'idea e nella misura con cui l'idea possiede la personalità, procede nell'opera sua il potere creativo, sotto l'impulso del desiderio. E fa questo costringendo la mente mortale a pensare o immaginare o, in altre parole, a costruire forme mentali in cui io posso, come in un vuoto, riversare la forza vitale, elementare, impersonale dell'idea, che subito comincia a realizzarsi, prima dirigendo e dominando la coscienza e tutte le attività della mente e del corpo, e di tutte le menti e di tutti i corpi che sono in relazione con essa stessa, e poi attraendo, guidando, modellando le cose e gli eventi in modo che prima o poi quell'idea possa avere definita e tangibile manifestazione.

Così ogni cosa, ogni condizione, ogni evento, furono prima un'idea nella mente. Pensa questo e fa tu stesso la prova. Prendi un'idea qualunque e seguila attraverso tutto il processo, dal suo primo apparire alla sua realizzazione: oppure prendi un atto qualunque da te compiuto, una tua opera d'arte, una tua invenzione o qualunque cosa o condizione ora esistente e risali alle sue origini, all'idea prima da cui partì. Questo è il processo di ogni vero pensare e quindi di tutta la creazione.

In altre parole, tu hai ora e hai sempre avuto, per mezzo del potere del pensiero, il dominio su tutti i regni della Terra. Se solo tu lo sapessi, tu hai, ora, in questo momento, solo da pensare o proferire parola e la coscienza aspettante di tutte le cellule invisibili di tutta la materia su cui si concentrano la tua volontà e la tua attenzione, cominceranno a obbedire immediatamente e ad agire a seconda dell'immagine o dei piani che tu hai preparato pensandoli.

Una volta che tu sei persuaso di questo e che sai che la coscienza dell'Io sono in te è una con la coscienza di tutta la materia animata e inanimata, e che la sua volontà è una con la tua, che è la mia volontà, allora tu comincerai a conoscere e sentire me dentro e riconoscerai il potere e lo splendore della mia idea, che esprime eternamente se stessa, impersonalmente per mezzo tuo.

Ma prima è assolutamente necessario che tu impari a pensare, a distinguere i tuoi pensieri, quelli diretti da me, dentro, dai pensieri degli altri, a rintracciare fino alla loro origine la sorgente dei pensieri, a bandire dalla tua coscienza quelli che non sono desiderabili e, finalmente, a dominare e utilizzare i tuoi desideri in modo che essi servano sempre te, invece di renderti loro schiavo.

Tu hai in te tutte le possibilità: poiché io sono in te. La mia idea deve esprimersi per mezzo tuo. Essa si esprimerà perfettamente se tu lo permetterai: se tu calmerai la tua mente umana, se metterai da parte le tue idee, credenze e opinioni personali e la lascerai fluire dall'esterno. Tu non hai che da volgerti dentro, a me, e lasciarmi dirigere il tuo pensiero, lasciarmi esprimere qualunque cosa io voglia, accettando personalmente e facendo ciò che io desidero che tu faccia. Allora nella tua vita ci sarà una grande armonia, il tuo mondo diverrà un paradiso e tu stesso diverrai uno con me. Quando tu avrai cominciato a realizzare tutto ciò e avrai avuto un barlume del suo intimo significato, sarai pronto ad afferrare il valore di quanto segue.

Intermediari e Intercessori

O tu, che nel tuo desiderio di servirmi sei entrato in una chiesa, in un'organizzazione religiosa, in una società occulta, in un qualunque ordine spirituale, credendo di far cosa grata a me con l'aiutarne e appoggiarne l'opera, nella speranza di ricevere in cambio favori speciali da me, ascolta queste mie parole e medita su di esse. Sappi, innanzitutto, che già mi compiaccio di te poiché tu non fai nulla che io non ti faccia fare e quanto fai è per compiere il mio intento, anche se a volte può sembrarti di agire contro il mio volere e solo per soddisfare i tuoi desideri. Sappi, inoltre, che io provvedo a tutte le menti tutte le esperienze della loro vita, che le utilizzo unicamente per preparare il loro corpo, risvegliare il loro cuore e sviluppare la loro coscienza in modo che possano comprendersi e così esprimere per mezzo loro la mia Idea.

Mediante queste esperienze io ispiro alle menti barlumi di me e della mia Idea e ho parlato, con tali ispirazioni, a molti che hanno raccolto le mie parole, le hanno scritte in libri e le hanno insegnate ad altre menti. Con tali parole ho risvegliato i cuori e la coscienza di quanti erano pronti a riceverle, anche se gli scrittori e gli istruttori non comprendevano il mio intento. Molti di quelli le cui menti ispiro così, io li faccio diventare istruttori e guide di altri; ed essi, organizzando chiese, società e culti, attirano ricercatori e seguaci di modo che io, mediante parole che dico per mezzo loro, possa risvegliare i cuori e la coscienza di quelli che sono preparati a riconoscermi.

Ma sono Io, l'Impersonale interno, che fa tutto ciò, e gli istruttori e le guide, personalmente non fanno nulla; servono soltanto come canali attraverso i quali io posso esprimere la mia Idea alla coscienza di quelli che a tale scopo attiro a essi. Poiché la mente è soltanto un canale e l'intelletto uno strumento che io adopero impersonalmente, dovunque e in qualunque tempo sia necessario, per esprimere la mia Idea, solo quando il cuore si è risvegliato e si è aperto a contenermi, la personalità può, con la sua mente e il suo intelletto, comprendere coscientemente il mio intento, allorché Io mi esprimo attraverso la mia Idea.

Tu, nel tuo desiderio di servirmi, puoi aver trovato in qualche istruttore o in qualche guida una personalità che, dalle meravigliose parole che io esprimo per mezzo suo, sembra contenerne già ora nel suo cuore. Nei tuoi dubbi, nella tua brama di essermi gradito e nella tua paura di spiacermi disobbedendo ai miei comandi, sei forse andato da qualcuno di quegli istruttori, che probabilmente asserivano di essere sacerdoti o sacerdotesse dell'Altissimo, e hai creduto di poter avere per mezzo di essi il mio messaggio, o parole di aiuto e di consiglio da qualche «maestro» o «guida» del mondo spirituale, reputato da te mio emissario.

Fa pure questo, se vuoi. Anzi, sono io che ti offro tale possibilità, se non vuoi o non puoi contentarti di confidare in me e di aspettare che Io ti risponda e ti aiuti a mio tempo e a modo mio. Sì, ti mando perfino da questi sacerdoti e da queste sacerdotesse e lascio che tu riponga in essi la tua fiducia e la tua fede; lascio che essi ti nutrano di tutti gli insegnamenti e consigli «spirituali» provenienti da tali «maestri» e «guide» che tu puoi ricevere; affinché, in dolore e umiliazione per il disinganno che inevitabilmente sussegue, tu sia ancora una volta respinto su te stesso, sull'Istruttore interno, su di Me, sul tuo vero Sé.

Hai avuto tante delusioni, ti sei sottoposto a tutte le discipline, hai dato tutto il tuo ardore, tutta la tua devozione – per non parlare del tuo denaro e dei tuoi servigi – credendo di aiutare il mio lavoro; invece tutto ciò ti era carpito e veniva adoperato per costruire e rafforzare il potere personale e il prestigio di tali istruttori. Essi ti hanno alimentato con sottili adulazioni e promesse di avanzamento spirituale, usando un'abile sofistica sotto forma di altisonanti insegnamenti spirituali, allo scopo di tenerti legato a essi e di farti continuare a onorarli, tenendo sempre su di te la minaccia del mio malcontento se tu non davi loro indiscussa fede e obbedienza.

Tutto questo io ti porto, perché è ciò che desideri e cerchi, e il desiderio è invero l'agente della mia volontà. Tu puoi anche aver dato il tuo amore e la tua devozione a qualche istruttore visibile o invisibile, bene intenzionato forse, e spiritualmente saggio, il quale ti sembra non possa essere classificato tra coloro che ho menzionato, e avesse ricevuto insegnamenti che ti paiono d'inestimabile valore. Tutto ciò è bene, finché senti il bisogno di ricevere; poiché io do quanto appaga i tuoi desideri. Sappi, però, che tutto ciò è vano e non porta i risultati che cerchi. Poiché la ricerca di un conseguimento spirituale è della personalità; è quindi egoistica e conduce solo alla delusione.

Ma, se ben guardi, è appunto nella disillusione che raggiungi i veri risultati; poiché io stesso te li preparai e ti condussi verso di essi, presentandoti la possibilità di avere aiuto da qualche istruttore umano; le disillusioni e le umiliazioni te le procurai apposta, perché tu, divenuto di nuovo più umile e docile come un piccolo fanciullo, ascoltassi e obbedissi alla mia parola proferita dentro di te e, ascoltandola, potessi entrare nel mio Regno. Tutte le ricerche esterne finiranno così e ti riporteranno solo e sempre a me, stanco, nudo, affamato, disposto ad ascoltare me e a fare qualunque cosa anche solo per una crosta del mio pane, che nella tua presunzione prima disdegnavi.

Ma ora, se ne hai abbastanza d'insegnamenti e d'istruttori e sei sicuro che dentro di te è la sorgente d'ogni sapienza, queste parole porteranno al tuo cuore una gioia ineffabile. Poiché non confermano esse ciò che tu hai già sentito dentro di te come vero? A te, che ancora non puoi vedere questo e che hai bisogno di un intermediario, io ho provveduto con la storia del Cristo crocifisso per la tua redenzione, raffigurandoti in essa come desidero che tu viva, in modo che, attraverso la crocifissione della tua personalità, tu possa innalzarti alla coscienza dell'Unità con me.

Ma a te, che sei forte abbastanza per comprenderlo, io dico che non occorre intermediario fra te e me, poiché noi siamo già Uno. Se tu puoi appena percepire questo, tu puoi venire direttamente e immediatamente a me nella tua coscienza e io, Dio dentro di te, ti accoglierò e tu dimorerai con me in eterno, come fa mio figlio Gesù, l'Uomo di Nazaret, per mezzo del quale io mi esprimo ora, come duemila anni fa, e come un giorno mi esprimerò per mezzo tuo. A te, che vorresti sapere come e perché io dico queste cose tanto belle e spirituali attraverso personalità che falliscono nel vivere gli insegnamenti che essi danno per propri, io dico: io adopero tutti i mezzi di comunicazione impersonalmente per esprimere il mio Intento. Alcuni ho preparato a essere mezzi di espressione migliori di altri, pur non conoscendo essi personalmente nulla di me.

Quando alcuni sono riuniti ad ascoltare la mia Parola, proferita da uno dei miei sacerdoti, non è il sacerdote, ma sono Io, nel cuore di ciascuno degli ascoltatori, che attiro dal sacerdote le parole vitali che penetrano profondamente nella coscienza di ciascuno degli uditori. Il sacerdote non sa che cosa nelle sue parole commuova gli astanti e non comprende neppure il mio Intento nelle parole che dice. Ma Io, dentro di lui, attraggo dalla devozione e dalla fede in Me, coscientemente e incoscientemente espresse da tutti quelli che sono riuniti intorno a lui, la forza spirituale che serve come canale di congiunzione mediante il quale Io raggiungo la coscienza di quelle menti preparate a comprendere il mio intento.

Poiché, quantunque io dica per tutti le stesse parole, in effetti esse contengono un messaggio distinto per ciascuno e ciascuno comprende solo il messaggio che dico a lui; perché Io dentro di te scelgo dalle parole il significato che intendo per te e così per ogni tuo fratello, dentro di esso; per tutti scelgo il significato che intendo per ciascuno di essi. Quando due o tre sono riuniti insieme in mio nome, io sono in mezzo a essi; poiché l'Idea che li ha raccolti è la mia Idea, da Me dentro ciascuno ispirata, e con l'unione delle loro aspirazioni verso di Me, io cerco un canale per mezzo del quale rendo la coscienza di ciascuna di quelle anime capace di afferrare barlumi di Me nella misura delle sue possibilità.

Io faccio in modo che ogni sacerdote, ogni istruttore, ogni intermediario, senta istintivamente questo poiché tutti sono miei ministri, scelti da me. Così pure sveglio nel loro cuore il desiderio di circondarsi di seguaci, per poter risvegliare nei cuori di quelli che sono pronti una coscienza della mia presenza dentro di loro. Il sacerdote, l'istruttore, l'intermediario, possono non aver mai riconosciuto la mia presenza dentro di loro e pensare che io sia personificato in qualche maestro o in qualche Dio, o in qualche salvatore fuori di loro; pure, per mezzo di certe parole che faccio pronunziare ai miei ministri, insieme alla forza spirituale fornita dai vari aspiranti, io posso risvegliare la coscienza dell'anima di coloro che ho condotto a quei miei ministri, alla reale comprensione di Me, l'Uno Impersonale, che risiede nell'intimo, nel cuore di tutti e di ciascuno.

Poiché l'Io sono del mio ministro e l'Io sono di ogni seguace è Uno; uno in coscienza, uno in comprensione, uno in amore, uno in scopo, il quale è il compimento della mia Volontà.
Questo Io sono, che è interamente impersonale e che non conosce tempo né spazio, né differenti identità, utilizza solo le personalità dei ministri e dei seguaci e l'occasione del contatto personale come mezzo per dare voce alla mia Idea, che sempre si sforza dall'interno di esprimersi esternamente.

I ministri che approfittano della confidenza e della fede dei miei seguaci e le adoperano per avvantaggiare i propri interessi privati, io li sveglio a suo tempo al riconoscimento del mio volere e della mia Idea. Questo risveglio è però tutt'altro che piacevole per le loro personalità, e quasi sempre cagiona molte sofferenze e umiliazioni: ma le anime gioiscono e cantan lodi a me quando il fatto avviene.

Non stupirti, dunque, se talvolta odi meravigliose parole di Verità da labbra apparentemente disadatte a proferirle e da persone che forse non ne comprendono tutto il significato; né del fatto che spesso semplici seguaci si risvegliano prima dei loro istruttori e si sviluppano più di essi. Io, che dimoro tanto nell'istruttore che nei suoi seguaci, scelgo differenti condizioni e fornisco diverse vie per l'espressione dei miei attributi in ogni anima, adattando ciascuna di esse al tempo e al luogo in cui possono completarsi e aiutarsi meglio a vicenda; unendole così tutte nella più armoniosa espressione possibile della mia Idea, a seconda delle circostanze.

Maestri

O tu, che ti attieni ancora all'Idea, professata in varie dottrine, che io provvedo un maestro, un istruttore divino, a ogni aspirante all'unione con me: ascoltami. Ti ho permesso in passato d'immergerti in ogni sorta di libri e d'insegnamenti mistici e occulti, incoraggiando il tuo desiderio di conseguire i poteri necessari a raggiungere l'unione con me, in quegli insegnamenti preconizzata, fino a risvegliare in te una lieve coscienza del possesso di tali poteri.

Ti ho permesso di credere che, praticando certi esercizi, respirando in dato modo, proferendo parole speciali, tu potessi dall'invisibile attirare un maestro che ti aiuti a prepararti per alcune iniziazioni che ti farebbero ammettere a un grado avanzato in qualche Ordine segreto, nei piani interiori dell'esistenza, dove molto della mia divina sapienza ti sarebbe dischiuso. Non solo l'ho permesso, ma ero io stesso che ti conducevo a quei libri, che t'ispiravo quei desideri, che fissavo nella tua mente quelle credenze; ma non per lo scopo che tu immagini.

Infatti, io ti ho portato attraverso tutti quegli insegnamenti e desideri cercando di mostrare alla tua mente umana le forze che adopero per esprimere la mia Idea Divina. Ho raffigurato queste forze come gerarchie celesti e, perché il tuo intelletto umano potesse meglio comprendere, le ho raffigurate come Angeli o Esseri Divini, agenti ed esecutori impersonali del mio volere, impegnati nel processo di espressione della mia Idea, che era fin dal principio. Ma tu non hai compreso. Il tuo intelletto umano, innamorato della possibilità d'incontrare e comunicare con uno di questi Esseri, come era asserito in alcuni insegnamenti, li personificò, anelò alla loro apparizione, immaginando che essi s'interessassero dei tuoi affari umani e che, vivendo secondo certe regole, stabilite in certi insegnamenti, tu avresti potuto propiziarteli in modo che essi ti avrebbero aiutato a conseguire il Nirvana o l'immortalità.

Ebbene, io ho permesso che tu ti abbandonassi a tali illusioni, lasciandoti agognare e pregare e sforzarti ardentemente di obbedire a tutte le istruzioni, conducendoti a volte fino ad avere, in sogni e visioni autostimolate, qualche barlume degli esseri ideali che io ti ho lasciato credere che fossero Maestri. Posso persino aver dischiuso in te certe facoltà che ti rendono possibile percepire la presenza di personalità che sono passate al lato spirituale della vita e che sono state attirate dai tuoi desideri e hanno cercato di rappresentare presso di te la parte di Maestri e di Guide. Ma ora il tempo è venuto in cui tu devi sapere che tali esseri non sono maestri, e così pure che gli esseri divini non sono maestri: che Io, solamente Io, il tuo Sé reale, sono l'unico tuo Maestro.

Che ogni essere, in forma umana o di spirito, il quale si presenti alla tua coscienza e si arroghi di essere un Maestro, o che la tua mente presuma essere tale, non è che una personalità, come sei tu, e quindi non divino malgrado le portentose verità ch'egli può pronunciare e le cose meravigliose che egli può fare. Questo è un mistero, e finché tu non puoi comprenderlo hai ragione di pretendere che quanto ti dico non è conforme a certe affermazioni fatte qui, e che contraddice insegnamenti di altre mie Rivelazioni. Ma non temere: questo mistero ti sarà rivelato se sinceramente desideri conoscere il Mio Intento. Fino ad allora, perché nelle tue ricerche ti sentiresti soddisfatto di quanto è inferiore al più alto? Perché cercare in insegnamenti, guide, maestri o angeli, le manifestazioni necessariamente limitate della mia perfezione, mentre puoi venire direttamente a me, Dio dentro di te, l'Onnisciente, l'Onnipresente, l'Idea Ispiratrice che è dietro e dentro tutte le manifestazioni?

Perché io sono in te, come sono in chiunque tu cerchi, e poiché tutta la sapienza, tutto il potere e tutto l'amore che essi posseggono viene solo da me, perché non venire subito a me, e lasciare che io ti prepari in modo da esprimere il mio Tutto per mezzo tuo? Finché la tua mente umana cerca o adora l'idea d'un Maestro in un altro essere qualunque, per quanto nobile e sacro ti sembri, tu trai nutrimento da tali idee e forse Io posso anche permetterti d'incontrare e di comunicare con tale Maestro. Ma se tale «privilegio» ti è concesso, è solo per affrettare il tuo risveglio e la tua conseguente disillusione, quando imparerai che quel Maestro è solo una personalità, benché molto più avanzata di te nel risveglio, ma sempre una personalità e non l'Uno Divino che l'intimo dell'anima tua brama di conoscere.

Poiché se io ti alimento con ogni idea capace di insegnarti la realtà dietro la parvenza e se ti conduco all'apparente disinganno e alla perdita della fede in tutti gli insegnamenti umani e in tutte le umane e perfino divine perfezioni, è solo per renderti capace di distinguere più chiaramente tra la sostanza e l'ombra e per prepararti a quel ben più alto ideale che io mi propongo di presentarti. Tu puoi innalzarti nella tua personalità soltanto all'ideale che la tua mente umana è capace di concepire. Per mezzo del desiderio io manifesto attraverso di te il mio volere e per mezzo del desiderio compio molte opere meravigliose.

Ma per te che ti sei innalzato al di sopra del desiderio, per te che non cerchi più un maestro, un istruttore e neppure me, ma dimori solo nella fede della mia eterna presenza, per te Io ho in serbo un incontro e una comunione che porteranno alla tua anima tale gioia e beatitudine quali la tua mente umana è incapace di concepire. Tu sei una personalità umana, ma sei anche divino e quindi perfetto. Tu credi la prima di queste verità, ma non la seconda. Eppure entrambe sono vere. Questo è il mistero.

Tu sei precisamente ciò che pensi di essere. L’uno o l'altro? Quale sei tu? O entrambi? Tu sei uno con me; Io sono te, nella tua personalità umana, nel tuo corpo, nella tua mente, in ogni facoltà del tuo intelletto. Io sono l'anima, il principio attivo di ciascuno. E tu sei in Me. Tu sei una cellula del mio corpo, un attributo della mia mente, una facoltà del mio intelletto. Sei una parte di me, pure sei Io, il mio Sé.

Questo testo è (parte di) una canalizzazione del conte di Saint Germain, il Maestro inviato dalla Grande Fratellanza Bianca Sarmoun a tener accesa la fiamma della spiritualità e a preparare il Nuovo Piano di Coscienza. Questa canalizzazione, avvenuta negli Stati Uniti d'America nel 1930, sul Monte Shasta, inizia con queste parole: «Io sono il Maha Choan, il custode della fiamma, il rappresentante dello Spirito Santo».

Il conte di Saint Germain nacque nel 1710, non si sa dove, e la storia lo ricorda come mistico, alchimista, diplomatico e musicista. Appariva eternamente giovane e sparì durante un viaggio verso le montagne himalayane. Misteriosamente è riapparso sovente nelle capitali europee per più di un secolo dopo la sua presunta morte. Si dice che fosse figlio naturale della regina moglie di Carlo II di Spagna. Altra fonte lo ritiene figlio del principe Francis Rackoczy di Transilvania, ma la sua origine non conta, ciò che conta è che la Fratellanza Sarmoun lo abbia scelto per un grande lavoro spirituale. La storia registra la sua apparizione alla corte francese nel 1748, dove divenne il favorito della marchesa di Pompadour e del re Luigi XV. Questo re lo inviò in missioni confidenziali presso le corti europee dove la sua straordinaria personalità è stata menzionata dagli storici.

Ogni trent'anni l'invisibile mondo parallelo, la misteriosa realtà del Continuo-Infinito-Presente, sceglie degli individui affinché canalizzino quei Messaggi che fanno evolvere la coscienza umana. Secondo gli esoteristi dei nove monasteri della Fratellanza Sarmoun sono settantasette i piani della vita umana che devono essere influenzati, è per ciò che una grande complessità di idee e di messaggi preme sempre sull'inconscio collettivo, da un piano basso fino al più alto. È per questo che oggi sulla Terra ci sono popoli ancora culturalmente all'Età della Pietra e popoli più evoluti.

Il messaggio dell'Io sono è un messaggio d'amore inviato per guidare l'individuo verso l'Età dell'Oro, di Pace e Illuminazione che da millenni si sta preparando per tutta l'umanità. Questo messaggio appartiene a tutti, ma ci sono movimenti e centri che si sono posti il compito di divulgarlo. [Per leggere l'intera comunicazione medianica, vedere la fonte.]

Fonte: stazioneceleste.it

CONTE DI SAINT GERMAIN, L'IMMORTALE ultima modifica: 2007-09-28T06:11:42+00:00 da Omega
About the Author