Dal libro Divine Cosmos di David Wilcock – LE CONQUISTE DEL DOTT. N.A. KOZYREV – 2a parte

Il Giornale Online

1.7 – COSTRUZIONE DI UN RILEVATORE MECCANICO PER IL “FLUSSO DI TEMPO”

Al momento, la questione più inesplicata risulta essere, ovviamente, quale sia il modo di ottenere meccanicamente una simile energia. Fra l’altro, tutto ciò è del tutto sfuggito alla scienza ufficiale per circa un secolo. Dunque, è importante ricordare che, sebbene la forza delle onde di torsione sulla materia sia relativamente piccola, essa tuttavia esercita una spinta regolare. Le ricerche di Shipov, Terletzkij e altri teorici russi hanno associato direttamente l’energia dei campi torsionali con quella gravitazionale, arrivando così alla definizione del termine “energia gravispin”, e della scienza della “gravispinotica”. In queste nuove teorie, la gravità e la rotazione [spin] sono accoppiate nella stessa basilare maniera in cui lo sono elettrostatica e magnetismo nel momento in cui insieme formano le onde elettromagnetiche. Sebbene le onde torsionali possano viaggiare in ogni direzione, esse vengono più tipicamente assorbite nel flusso discendente del campo gravitazionale. Così, gli effetti più rilevanti della pressione di torsione potrebbero essere identificati in un lieve movimento spiraliforme congiunto all’energia gravitazionale. Trattandosi di una pressione molto lieve, solitamente non riusciamo a notare alcun movimento in noi stessi o in oggetti che stanno cadendo verso il basso.

Molti dei rilevatori meccanici di onde di torsione approntati dal prof. Kozyrev coinvolgevano oggetti in movimento, come un giroscopio rotante o un pendolo oscillante asimmetrico. Attraverso una semplice analogia possiamo essere aiutati a capire in che modi tali oggetti in movimento possano catturare una pressione così delicata. Se una barca non allinea le sue vele nella direzione del vento, allora non si potrà muovere. Allineando le vele con il vento, lo farà, e se il vento cambia, bisognerà essere pronti a cambiare posizione delle vele. Rilevare le onde torsionali è un processo più difficile rispetto alla navigazione, poiché le onde torsionali cambiano continuamente la loro direzione in forma di spirale tridimensionale. In qualche modo, è necessario creare vibrazioni nell’oggetto della rilevazione, ciò che gli permetterà di imbrigliare di continuo una spirale in movimento tridimensionale di forza energetica.

Kozyrev riuscì a catturare la sottile pressione delle onde torsionali combinando nello stesso tempo due differenti forme di vibrazione o movimento. Nei seguenti paragrafi discuteremo approfonditamente di ciò. In speciali condizioni di laboratorio, giroscopi o pendoli possono essere usati per interagire con l’energia “time flow” [flusso temporale], come Kozyrev la definì. In questi casi, tali rilevatori segnaleranno variazioni di peso o improvvisi movimenti angolari in risposta all’energia.

Uno dei più importanti rilevatori di energia “time-flow” usati da Kozyrev è la “bilancia di torsione”, ossia un giogo di bilancia in grado di ruotare liberamente se sospeso ad un filo. Come descritto nella prima pubblicazione di Kozyrev dell’anno 1971, la bilancia di torsione non possiede eguale bilanciamento in entrambi i lati, infatti un’estremità del giogo pesa 10 grammi e l’altra solo uno. Kozyrev sospese questo giogo ad un filo di capron di 50 micrometri di diametro e 5-10 cm di lunghezza. La corda era attaccata molto più strettamente all’estremità più pesante del filo che a quella più leggera, in maniera tale da consentire al giogo di rimanere in una perfetta posizione orizzontale nonostante la gravità. Questo posizionamento creava anche una maggiore tensione al giogo, permettendogli di muoversi liberamente. L’estremità più leggera del giogo era collegata ad un indice, cosicché Kozyrev poteva misurare su un goniometro di quanti gradi il giogo si sarebbe mosso volta per volta.

Per evitare di essere influenzato dall’atmosfera, l’intero sistema era avvolto in una calotta di vetro cui tutta l’aria era stata eliminata per creare un vacuum. Ancora, Kozyrev circondò la calotta con una rete di metallo (simile alla gabbia di Faraday) allo scopo di eliminare tutte le interferenze elettromagnetiche.

E, quel che più conta, la sommità del filamento, cui la bilancia era appesa, era fatta vibrare meccanicamente da una fonte elettromagnetica.

L’esperimento non era ritenuto valido qualora il giogo non fosse rimasto perfettamente immobile anche in presenza di extra-vibrazioni alla sommità del filo. Comunque, queste extra-vibrazioni che scuotevano a tratti la sommità del filo causavano una aumentata sensibilità alle vibrazioni esterne che si sarebbe riverberata nell’intero oggetto. Siamo allora in presenza di un disuguale set di pesi accuratamente sospesi ad un sottile filo in modo da rimanere orizzontali che crea un sistema in grado di grande tensione, pronto a muoversi al minimo tocco. E’ qualcosa di simile alla potenza sprigionata da una leva che permette ad un uomo di sollevare la propria automobile con il semplice movimento del cric. Perciò, se a questo si aggiunge anche la tensione delle vibrazioni che si irradiano su e giù per il filo e nella bilancia stessa, si ottengono tutti gli ingredienti necessari a rendere il rilevatore estremamente sensibile alla pressione dal tocco leggero delle onde di torsione, tanto da poterne poi misurare l’effetto. Questo è uno dei modi più ingegnosi per catturare e rilevare queste forze. (Come altro esempio, si poteva mettere in moto un giroscopio in moto e quindi appeso ad una corda fatta vibrare).

Sotto alcuni aspetti questa extra-sensibilità si comporta nello stesso modo di un tavolo da hockey ad aria, in cui una superficie piatta e rettangolare viene bucherellata con diversi fori che fanno passare l’aria verso sopra. La partita viene giocata con un disco leggero e piatto che è colpito avanti e indietro da due giocatori. Se l’aria scorre attraverso il tavolo (come l’asimmetria della bilancia e le extra-vibrazioni sul filo negli esperimenti di Kozyrev), in tal caso la gravità del disco è neutralizzata da una forza superiore, che crea un equilibrio più delicato fra le due (forze). Il disco può rimanere perfettamente immobile una volta lasciato solo, ma, se si introduce nel sistema nuova energia colpendo il disco quando l’aria è in movimento, allora il disco si sposterà molto velocemente e con il minimo sforzo. Se invece l’aria non circola, il disco si muove molto più lentamente e richiede molta più forza per essere messo in azione.

Accade nello stesso modo con i rilevatori di Kozyrev. Se non si include l’energia extra-vibrazionale, ci vorrà molta fortuna per poter osservare una reazione, in quanto la “spinta” delle onde di torsione non è sufficiente a muovere un oggetto stazionario. Molti scienziati che hanno tentato di ripetere gli esperimenti di Kozyrev spesso non vi sono riusciti, e ciò perché essi non consideravano importanti le extra-vibrazioni. Certamente non è possibile rilevare le onde di torsione con un pendolo se questo non è asimmetrico e/o se non si introducono vibrazioni alla sommità del filo. Un altro modo per visualizzare questo effetto può essere considerata la nostra analogia esposta nel prologo, nella quale la differenza fra una goccia d’acqua allocata in un metallo freddo viene opposta a quella goccia allocata in una padella calda. Le vibrazioni del metallo della padella faranno schizzare l’acqua attorno al tegame, divenendo parecchio sensibili ai più lievi cambi di pressione da ogni direzione.

Per i lettori più inclini alla spiritualità, è interessante notare che le dottrine degli Iniziati hanno sempre fatto riferimento al bisogno di “aumentare le proprie vibrazioni” per migliaia di anni se si vuole divenire capaci di percepire l’invisibile energia dell’universo. Come abbiamo dimostrato in alcuni dei nostri laboratori, in un arco di tempo relativamente breve un umano può essere portato a rispondere alla lieve pressione delle onde di torsione nella propria ”aura” attraverso il tocco. Con i più profondi addestramenti, come quelli descritti nelle opere di Rudolph Steiner o Carlos Castaneda, il campo energetico umano può essere alla fine visualizzato. Nella Parte II discuteremo questa ingombrante evidenza allo scopo di dimostrare l’esistenza di questo campo energetico umano, che si comporta nei nostri corpi come componente delle onde di torsione.

1.8 – SEMPLICI MOVIMENTI CREANO ONDE DI TORSIONE

Alcuni esperimenti di Kozyrev sembravano, ingannevolmente, semplici, considerando gli effetti che egli fu in grado di ottenere. Per esempio, il semplice innalzamento e abbassamento di un peso di 10 kg esercitava una pressione torsionale su un pendolo alla distanza di 2-3 metri, un effetto che in grado di viaggiare attraverso i muri. Il pendolo adoperato come rilevatore era stato schermato in un vetro sotto vuoto, così da non far ottenere questo effetto dalla presenza di aria. Ancora una volta, la chiave dell’esperimento era l’extra-vibrazione provocata alla sommità del filo, che con l’introduzione della tensione extra e del movimento, metteva le onde di torsione in grado di essere ricevute dal pendolo. Quest’altro esperimento mostra che una semplice massa di 10 kg di peso si comporta come una spugna immersa nell’acqua, creando piccole “increspature d’onda” nell’”acqua” circostante qualora venga mossa su e giù. Siamo ancora di fronte ad una proprietà basilare della materia.

1.9 – IL PESO INCREMENTA E DECREMENTA A CAUSA DI UN SEMPLICE MOVIMENTO

In un altro esperimento simile, Kozyrev aveva una tipica bilancia a due gioghi usata per pesare, con un peso fisso sul lato destro, ed un uncino sul sinistro adoperabile per appendere oggetti. Nel caso di questo esperimento, venivano appesi all’uncino dei semplici pesi, solo che essi venivano attaccati a strisce di gomma che permettevano loro di essere facilmente montati sulla bilancia. Normalmente, con i pesi su entrambi i lati in una posizione stabile, il giogo rimaneva in equilibrio ad un dato peso, misurabile sulla scala graduata. Kozyrev stabilizzava i bracci della bilancia con le mani o con una morsa per impedire loro di muoversi, e rimuoveva l’oggetto alla sinistra del suo uncino. Quindi, scuoteva l’oggetto su e giù sul pezzo di gomma per circa un minuto. E questo era tutto!

Una volta fatto ciò, nel momento in cui lo scienziato andava a pesare di nuovo, sistemandolo sulla bilancia in perfetta quiete, succedeva che il peso dell’oggetto fosse leggermente più alto di prima. Perciò, la bilancia dimostrerebbe la graduale diminuzione del peso dell’oggetto, una volta che esso abbia rilasciato l’extra-energia precedentemente inclusa. Kozyrev notò l’importanza di non riscaldare con il calore della mano il braccio della bilancia, così optò per una morsa di metallo con la quale sostenerlo. E’ interessante notare che questo test in alcuni giorni riusciva con una certa facilità, mentre in altri riusciva solo con grande difficoltà o per nulla affatto. Lo stesso dicasi per l’esperimento precedente, quello effettuato con un peso di 10 kg sollevato e abbassato ripetutamente. Questo fenomeno è noto come “variabile temporale” e sarà discusso più avanti.

1.10 – I RISULTATI DI KOZYREV SONO STATI REPLICATI, MAI CONFUTATI

Molti lettori si aspetterebbero che i risultati ottenuti da Kozyrev siano solo dovuti ad errori di registrazione. Invece è importante notare che non esistono concrete confutazioni dei risultati sperimentali di V.A. Kozyrev e V.V. Nasonov (Levich, 1996). In aggiunta, gruppi indipendenti di ricercatori hanno adesso riprodotto e confermato alcuni degli esperimenti di Kozyrev. Fra questi, A.I. Veinik dagli anni ‘60 agli ‘80, Lavrentyev, Yeganova et al. nel 1990, Lavrentyev, Gusev et al. nel 1990, e Lavrentyev et al. in 1991 and 1992. Il ricercatore americano Don Savage ha anche replicato molti esperimenti di Kozyrev pubblicandoli poi in Speculations in Science and Tech.

Per di più, senza alcuna conoscenza dell’opera di Kozyrev, nel 1989 G. Hayasaka e S. Tekeyuchi hanno scoperto similari effetti di perdita di peso facendo ruotare giroscopi di 150 grammi, e più di recente hanno ottenuto dei successi lasciando cadere i giroscopi fra due rilevatori laser ad alta precisione. (Bisogna ricordare che un giroscopio pesato sia in stato di rotazione che di non-rotazione non mostrerà alcun rilevabile cambio di peso a meno che non venga introdotto un processo addizionale come la vibrazione, il movimento – in questo caso la caduta – la conduzione di calore o una transizione di corrente elettrica). I risultati degli studi di Hayasaka et al., condotti per conto della Mitsubishi corporation, addirittura pubblicati sui principali media scientifici, hanno causato molta sorpresa. Per di più, essi attribuiscono i risultati proprio ai campi di torsione. Molti altri ricercatori, come il prof. S.M. Polyakov, il prof. Bruce DePalma e Sandy Kidd, indipendentemente gli uni dagli altri, hanno scoperto mediante giroscopi cambi gravitazionali, ma è chiaro che molti di loro non hanno pienamente compreso la natura fluida dell’etere, che è sempre presente nei movimenti spiraliformi delle onde di torsione.

1.11 – EFFETTI ANTI-GRAVITA’ CAUSATI DALLA DIREZIONE DELLA ROTAZIONE

Molti degli esperimenti di Kozyrev mostravano che la direzione del movimento del rilevatore era molto importante ai fini della misurazione dei cambi di peso. Kozyrev determinò che un giroscopio che veniva fatto vibrare, o riscaldare, o condurre elettricità avrebbe sostanzialmente perso peso se fatto ruotare in senso anti-orario, mentre l’avrebbe mantenuto se fatto ruotare in senso orario. Lo scienziato concluse che ciò dipendeva dal cosiddetto effetto-Coriolis, mediante il quale un oggetto lanciato sulla superficie della Terra assume contemporaneamente un movimento di rotazione. In definitiva, ciò dipende dalla sottile pressione di torsione spiraliforme che viene comunicata al flusso dell’etere (gravità) quando precipita sulla terra, sostenendo l’esistenza di tutti i suoi atomi e molecole. Nel 1860 Newton e Hook confermarono che l’effetto Coriolis era qualcosa di reale facendo precipitare giù oggetti lungo pozzi di miniera, e l’esperimento venne ripetuto in seguito molte volte. L’effetto Coriolis provoca un movimento antiorario nell’emisfero settentrionale e uno orario nell’emisfero meridionale, ed è considerata la forza maggiore che sta dietro i movimenti delle stagioni. L’effetto deve essere calcolato quando si voglia sparare con cannoni a lunga gittata, e infatti prima che fosse scoperto l’effetto Coriolis, questo problema creava grossa confusione a livello militare. Si tratta di un altro caso scientifico non molto noto, di cui la maggior parte delle persone non è a conoscenza.

Teniamo presente che Kozyrev faceva vibrare, riscaldare o elettrificare il giroscopio per rilevarne gli effetti anomali. In queste condizioni, egli doveva muovere il giroscopio sia in senso orario che antiorario. Muovendosi in senso antiorario nell’emisfero settentrionale, si muoveva all’unisono con la corrente antioraria causata dall’effetto Coriolis. Ciò fa sì che l’oggetto assorba parte dell’energia che avrebbe normalmente essendo spinto giù, e un piccolo ma definito decremento nel suo peso viene in tal caso misurato.

L’opera su menzionata di G. Hayasaka e S. Tekeyuchi, ha confermato indipendentemente lo stesso risultato. Rotando il loro giroscopio in senso antiorario esso cadeva più lentamente del previsto, mentre rotandolo in senso orario non si verificavano cambiamenti, cosa che provava le scoperte di Kozyrev. Naturalmente, anche il Giappone si trova nell’emisfero settentrionale. Kozyrev scoprì ancora che poteva essere introdotta in questi esperimenti una torsione addizionale, qualora il giroscopio non fosse posizionato al 100% orizzontalmente, e ciò gli fece supporre che la gravità, la quale fa muovere in linea retta verso il basso, è qualcosa di collegato con le onde di torsione, come successivi teorici hanno confermato. Senza l’esistenza dell’etere e del fenomeno della torsione dinamica, nessuno di questi risultati sarebbe mai stato possibile.

1.12 – L'ESPERIMENTO DI DE PALMA CON LO “SPINNING BALL”

Figura 1.5. Dati dell’esperimento del dott. Bruce De Palma con lo spinning ball dall’incontro ONU di Hoagland del 1992

Un perfetto esempio di sfruttamento delle onde torsionali per mezzo della rotazione venne scoperto in maniera del tutto indipendente dal dott. Bruce De Palma, di frequente citato da R.C. Hoagland et al. sul sito web Enterprise Mission. All’interno di un completo vacuum, De Palma prese due biglie d’acciaio e le catapultò in aria ad angoli uguali, con la stessa forza. La sola differenza era che una biglia ruotava 27.000 volte al minuto mentre l’altra era stazionaria. La biglia ruotante saliva più in alto e scendeva più velocemente della sua controparte, cosa che violava tutte le leggi della fisica. L’unica spiegazione per questo effetto è che entrambe le biglie attingono energia da una fonte sconosciuta, e la biglia rotante “assorbe” più energia della controparte – energia che potrebbe esistere normalmente come la gravità, che si muove giù verso la terra. Con l’aggiunta della ricerca sui campi di torsione, possiamo rilevare che lo spinning-ball è in grado di sfruttare naturalmente le onde torsionali spiraliformi presenti nell’ambiente, le quali forniscono un surplus di energia addizionale.

1.13 – EFFETTI DI VARIABILE TEMPORALE

Kozyrev scoprì nei suoi esperimenti la produzione di un effetto di variabile temporale. In tardo autunno e nel primo inverno gli esperimenti funzionavano meglio, mentre erano di riuscita praticamente impossibile in estate. Kozyrev riteneva che il riscaldamento atmosferico estivo creava un disturbo che in qualche misura interrompeva il flusso delle onde di torsione. Il caldo extra provocava lo scuotimento più vigoroso delle molecole d’aria, e ciò a sua volta avrebbe disturbato le sottili pressioni spiraliformi attinenti alle onde di torsione. Come egli stesso affermava, “il riscaldamento attraverso i raggi solari crea un caricatore atmosferico che interferisce con gli effetti [sperimentali]”. Agli inizi della sua carriera Kozyrev riteneva che questo effetto di variabile temporale fosse causato dalla naturale crescita della vegetazione nei mesi più caldi, poiché egli aveva già notato che la semplice presenza di piante che crescevano poteva interferire con i suoi risultati sperimentali, e ciò perché le stesse piante avevano la capacità di assorbire in sé stesse l’energia che invece avrebbe dovuto fluire entro i rilevatori. Chiaramente, sia vegetali che assorbono energia per loro sostentamento in estate sia il caos crescente nelle vibrazioni dell’atmosfera più calda costituivano una combinazione che avrebbe potuto bene essere responsabile per la difficoltà di effettuare simili misurazioni durante le stagioni più calde.

Tali effetti sperimentali stagionali prevenivano gli scienziati americani operanti in un’area come la California meridionale dall’essere in grado di replicare questi risultati, poiché non potevano mai sperimentare le condizioni esistenti in tardo autunno e primo inverno, ideali per realizzare gli esperimenti.

1.14 – POSIZIONE, POSIZIONE, POSIZIONE

Un’altra implicazione complessiva dell’opera di Kozyrev è che la posizione geografica in cui si localizza l’esperimento costituisce una rilevante differenza. I suoi risultati migliori vennero ottenuti effettuando le misurazioni vicino al Polo Nord, i più avventurosi dei quali furono effettuati su blocchi di ghiaccio alla deriva con una latitudine massima di 84°15’, con il Polo Nord a 90°. Questo è un punto molto importante, perché ci mostra che la più grande quantità di energia di onde torsionali fluisce sulla Terra nelle regioni polari, e diminuisce gradualmente se ci si sposta verso l’Equatore.

Certamente, la maggior parte dei lettori si potrebbe meravigliare del fatto che si associ un qualche effetto ai poli terrestri. La risposta va ricercata in uno studio sul magnetismo. Nel 1991-92, A.I. Veinik determinò che i tipici magneti di ferro “permanenti” non solo possiedono un campo magnetico collettivo, ma anche un campo di torsione collettivo, con una rotazione oraria al Polo Nord, ed una antioraria al Polo Sud. Il Dott. G.I. Shipov ha dimostrato che tutti i campi elettromagnetici generano onde di torsione. Così, dal momento che sappiamo che il campo magnetico della Terra è maggiormente concentrato ai poli, possiamo dedurre che allo stesso modo la più grande quantità di onde di torsione dovrebbe trovarsi proprio nelle regioni polari. Nei suoi libri e nel sito web, Richard Pasichnyk ha dimostrato che gli impulsi dei terremoti viaggiano più velocemente da Nord a Sud che da Est a Ovest. Così, la pressione aggiunta delle onde di torsione, incanalandosi e affluendo nelle regioni polari, incide molto più della semplice polarità nord-sud del campo magnetico che può essere misurato con un compasso.

Kozyrev determinò anche che l’energia torsionale fluisce differentemente nell’emisfero meridionale terrestre in quanto opposto al settentrionale, e di nuovo questo è dovuto all’effetto Coriolis. Egli scoprì anche che la velocità dell’accelerazione gravitazionale cambia lievemente tra l’emisfero nord e quello sud di un sottile fattore di 3.10^-5. Ciò sembra essere causato dal fatto poco noto che la forma sferica della Terra è addirittura più schiacciata nell’emisfero settentrionale rispetto al meridionale! Questo fatto è stato fra l’altro osservato e misurato anche in altri pianeti come Giove e Saturno. Kozyrev riteneva che dal, dal momento che la superficie dell’emisfero sud era lievemente più distante dall’Equatore rispetto alla corrispondente area nell’emisfero nord, ciò spiegava i sottili cambiamenti nella velocità di accelerazione gravitazionale.

1.15 – ESISTONO FORZE LATENTI DOPO AVER GENERATO INTERRUZIONI DI ENERGIA

Il termine “latente” vuol dire “lasciato in sospeso”, e Kozyrev osservò certi effetti che si manifestavano per un certo periodo di tempo dopo aver interrotto la formazione di onde torsionali e/o disturbi agli oggetti misurati. Si ricordi che Kozyrev dimostrò come il semplice scuotimento di un corpo su di una striscia di gomma ne avrebbe incrementato il peso, e che esso sarebbe lentamente tornato alla normale massa a riposo dopo averlo sistemato sulla bilancia a gioghi. Il tempo che il corpo impiega a ritornare al suo peso normale equivale a misurare la “forza latente” che esso è in grado di sostenere.

In questi esperimenti certi oggetti aumentano e diminuiscono di peso più velocemente di altri. Kozyrev concluse che la percentuale alla quale un oggetto aumenta o diminuisce di peso si basa sulla sua densità, o spessore, e non sul suo peso complessivo. Egli mostrò che la perdita di peso si verifica ad indice esponenziale, e che più è elevata la densità del materiale, più velocemente le forze residue scompaiono. Ecco alcuni esempi:

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Il piombo, densità 11, perderà le forze latenti in 14 secondi;
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L’alluminio, densità 2.7, in 28 secondi;
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Il legno, densità 0.5, in 70 secondi.

Se questo risulta difficile da capire, possiamo pensare al fatto che una spugna più densa e spessa come la gommapiuma usata nei materassi o nei cuscini da poltrona possieda molta più “elasticità” rispetto ad una più leggera e sottile, come una vecchia e stanca spugna da cucina. Più un materiale è elastico, più velocemente può assorbire e rilasciare energia. Kozyrev testò anche questi effetti su rame, ottone, quarzo, vetro, aria, acqua, carbone, grafite, sale da tavola e altri, e indicò che “gli effetti più ampi, con tempi di preservazione massimi, venivano osservati su materiali porosi come mattoni o tufo vulcanico (Nasonov 1985°, pag. 15). Questo dovrebbe essere fonte d’interesse, dal momento che nella nostra analogia la spugna è anch’essa costituita di materiale poroso, ossia formata da una quantità di pori o buchi.

1.15.1 – L’EFFETTO ASPDEN

Un altro esempio di forze latenti presenti in un sistema si trova nel cosiddetto effetto Aspden, scoperto dal dott. Harold Aspden della Cambridge University. Questo esperimento si basa su un giroscopio il cui ingranaggio centrale viene attratto da un potente magnete. Il normale quantitativo di energia richiesta per rotare il giroscopio ad una velocità massima data è di 1.000 joule. Come un bicchiere d’acqua che viene agitato con una spugna, la rotazione del giroscopio fa sì che l’energia eterica contenuta nell’ingranaggio centrale inizi a muoversi a spirale, e questo movimento agitatorio continui nell’oggetto anche dopo aver arrestato il giroscopio.

Sorprendentemente, fino a 60 secondi dopo che il giroscopio finisce di ruotare, basta un’energia dieci volte inferiore affinché esso ritorni alla stessa velocità ottenuta la prima volta, ossia solo 100 joule. Questo è un altro effetto riproducibile che è stato semplicemente ignorato dalla corrente principale scientifica, in quanto “viola le leggi della fisica”. Ad ogni modo, con l’opera di Kozyrev come background, possiamo immaginare le risatine degli scienziati russi dopo aver letto dei problemi di Aspden nel far riconoscere agli scienziati occidentali questo effetto.

Ora, se si è notato, il piombo (Pb) manteneva le sue forze latenti per 14 secondi mentre l’alluminio per 28, e, ancora, i giroscopi di Aspden mantenevano le loro forze per 60 secondi. Questo è dovuto al fatto che l’energia extra torsionale / eterica viene attratta dal potente magnete permanente che compone il centro del giroscopio; in Convergence III abbiamo dimostrato in che modo questa proprietà basilare dei magneti rotanti è stata usata per creare molte fonti differenti di “energia libera”.

1.16 – LISTA GENERALE DI RILEVATORI NON MECCANICI

Anche se fin qui abbiamo trattato di giroscopi, pendoli e bilance a gioghi, Kozyrev scoprì ancora rilevatori non meccanici in grado di catturare l’energia del “flusso temporale”. Ciò che intendiamo con il termine “non-meccanico” è che le onde di torsione possono essere rilevate senza le parti mobili normalmente richieste, che coinvolgono due differenti forme di vibrazione o moto meccanico, come nel giroscopio, bilancia di torsione e pendolo. Alcuni di questi rilevatori non meccanici possono dimostrare chiaramente cambiamenti sostanziali in presenza di campi di torsione, e nel caso di tungsteno e quarzo, gli effetti dei campi torsionali sul materiale possono diventare irreversibili. Tutti i seguenti materiali manifestano mutamenti in presenza di energia di onde torsionali:

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la conduttività di resistenze elettriche, specialmente quelle costituite da materiale al tungsteno;
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il livello di mercurio nei termometri;
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le frequenze vibrazionali di oscillatori di cristallo al quarzo;
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i potenziali elettrici delle termocoppie;
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la viscosità dell'acqua;
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la quantità di lavoro elettronico che può essere eseguito in una cellula fotoelettrica;
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le percentuali di reazione dei componenti chimici (come l'effetto Belousov-Zhabotinskij);
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i parametri di crescita di batteri e piante.

Una lista altamente dettagliata del lavoro di Kozyrev, compresi i grafici esatti, le statistiche precise, le analisi e descrizioni di tutti i rilevatori precedentemente menzionati può essere rintracciata in “A Substantial Interpretation of N.A. Kozyrev's Conception of Time,” [Una interpretazione sostanziale della concezione del tempo di N.A. Kozyrev] di A.P. Levich, 1996.

1.17 – LA RIPRODUZIONE DI CHERNETSKIJ

Alcune di queste onde di torsione non-meccaniche sono state riprodotte dal team di A.V. Chernetskij, Y.A. Galkin e S.N. Kolokoltzev, i quali hanno inoltre creato una sorgente che genera e immagazzina questa energia eterica in maniera del tutto simile ad un capacitor, che è un componente elettronico capace di immagazzinare una carica elettrica. Questi scienziati considerano la loro invenzione come “una sorgente di scarico autorigenerante”. Come Kozyrev, Chernetskij et al. hanno scoperto che il livello di resistenza di un circuito elettronico può mutare se parte di esso viene collocata tra due piastre di capacitor della sorgente mentre si trova in azione. Ancora, la frequenza vibrazionale di un oscillatore al quarzo può diventare 1000 o più volte più veloce qualora venga in precedenza collocata fra le due piastre. Tutto ciò dovrebbe perlomeno far sollevare le sopracciglia, dal momento che la precisione dei cristalli al quarzo nel mantenere un esatto ritmo pulsante mentre l’elettricità li attraversa viene adoperata per segnare l’ora esatta nella gran parte di orologi digitali esistenti.

1.18 – FORZE LATENTI NEL VACUUM E NELLA MATERIA

Chernetskij et al. scoprirono anche che la loro “sorgente di scarico autogenerante” poteva creare un campo di torsione statico o non-movente nella struttura profonda dello spazio-tempo stesso. Una corrente scorrevole può essere creata in un etere fluido anche se nell’area non risieda materia. Chernetskij et al. erano anche in grado di misurare gli stessi effetti dei campi torsionali nell’area che si era trovata in mezzo alle due piastre dello strumento, dopo che esso era stato disattivato e rimosso da quell’area! Gli effetti latenti sono misurabili anche in metalli al tungsteno o oscillatori al quarzo.

Un altro effetto simile venne scoperto da Donald Roth con la cosiddetta “memoria magnetica”, e documentato dall’Institute for New Energy. Roth scoprì che si poteva portare un magnete sufficientemente vicino ad una bilancia da attrarla a sé, e dopo cinque giorni il magnete poteva essere posizionato molto più distante dalla bilancia ed ottenere gli stessi effetti di prima. Gli scienziati russi si riferiscono a questo effetto definendolo “vacuum strutturale”, ciò che ci dimostra una volta ancora che esiste qualcosa, lì nello spazio “vuoto”, qualcosa che gli eredi dei Misteri Atlantidei conoscono come “etere”.

Kozyrev scoprì ancora che una sostanza fisica poteva diventare “strutturata” allo stesso modo. Come scrive a pag. 271 del quaderno del 1977:

Un corpo collocato per un certo tempo vicino ad un processo [che genera onde di torsione] e poi portato su una bilancia di torsione [può] produrre lo stesso effetto [sulla bilancia di torsione] come il processo [generato dalla torsione originale prodotto] da sé stesso. [La] memorizzazione [della] azione dei processi è una caratteristica di [tutte] le diverse sostanze, eccetto l’alluminio.

Nel 1984, Dankachov mostrò che la “memorizzazione” o l’effetto “strutturale” poteva avvenire anche con l’acqua, e questo è un esperimento che di tanto in tanto trova modo di espressione anche presso il pensiero scientifico occidentale alternativo. Gli esperimenti sulla “memoria dell’acqua” cominciano ad utilizzare uno dei basilari processi di creazione di onde di torsione allo scopo di far decrescere la viscosità o densità dell’acqua. Quindi, l’acqua trattata viene collocata vicino ad un altro contenitore d’acqua, e la nuova viscosità dell’acqua decrescerà esattamente fino a quella dell’acqua originale trattata. Altri esperimenti, come quelli di Jacques Beneviste, dimostrano come gli effetti di questa memoria dell’acqua siano in grado di perdurare anche sotto effetti chimici, con generatori di onde torsionali adoperati per stimolare l’acqua per mezzo di un determinato composto chimico. Infine, quel composto può essere trasferito energeticamente in un contenitore sigillato di acqua pura, cosicché l’acqua sigillata assumerà le stesse caratteristiche del modello originale.

1.19 – L’EFFETTO-SCHERMATURA DELL’ENERGIA DI UN’ECLISSE SOLARE

Come già suggerito nel prologo, il Sole è la nostra ovvia scelta come sorgente primaria di onde di torsione nella nostra eliosfera, visto che possiede il 99.86% dell’intera massa del Sistema Solare. Nel 1970, Saxel ed Allen dimostrarono che durante un’eclisse solare la presenza della Luna scherma i campi di torsione radianti dal Sole, cosa che provoca un incremento nel periodo di oscillazione di una bilanciadi torsione. I metereologi V.S. Kazachok, O.V. Khavroshkin e V.V. Tsyplakov sono stati in grado di ripetere questo esperimento durante l’eclisse solare del 1976, producendo lo stesso effetto; tutto ciò venne poi pubblicato nel 1977. Altri hanno ottenuto gli stessi risultati osservando le semplici deviazioni di un pendolo durante un’eclisse solare.

1.20 – ALLINEAMENTI MOLECOLARI CHE AIUTANO O SCHERMANO GLI EFFETTI DELLA TORSIONE

Come già detto, la teoria Einstein-Cartan fu la prima a porre le basi teoretiche per l’esistenza dei campi di torsione, nel 1913. La teoria predice che, a seconda della dislocazione, vi saranno torsioni orarie o antiorarie nello spazio. Le successive scoperte nella fisica dei quanti relative alla nozione di “spin” o rotazione hanno confermato che anche gli elettroni possono avere rotazione destrorsa o sinistrorsa, il che equivale a parlare di movimento orario/antiorario. Tutti gli atomi e le molecole mantengono vari gradi di bilanciamento fra spin destro e sinistro. Kozyrev determinò che molecole fortemente destrorse come lo zucchero possono schermare gli effetti della torsione, mentre quelle fortemente sinistrorse come la trementina li rinforzano. Successive indagini russe hanno stabilito che la comune pellicola di polietilene agisce come potente schermatura per le onde di torsione, pertanto essa viene usata in molti e diversi esperimenti, come quelli effettuati dal dott. Alexander Frolov.

1.21- MUTAMENTI “QUANTIZZATI” NEL PESO

Abbiamo parlato degli esperimenti di Kozyrev nei quali un oggetto veniva disturbato in vari modi, dopodiché esso tornava lentamente al suo bilanciamento normale dopo aver attraversato variazioni di peso. In questi esperimenti emerge un importante fattore, che fra l’altro non collima perfettamente con l’analogia della spugna immersa nel liquido; tale fattore è noto come “effetto quantizzazione”. (Spiegheremo più avanti che cosa lo provochi). Quando qualcosa è quantizzata, significa che essa non si muove o si calcola scorrevolmente, ma solo scalarmente, a specifici intervalli. Detto semplicemente, il peso di un oggetto non dovrebbe crescere o decrescere gradualmente negli esperimenti sulla “forza latente”, ma solo a scatti improvvisi. Questa è certamente una proprietà anomala della materia. Kozyrev afferma:

Negli esperimenti di vibrazione su una bilancia la riduzione di peso avviene a scatti, iniziando con un certo potere vibrazionale. Se la frequenza della vibrazione è ulteriormente incrementata, la riduzione di peso sulle prime rimane la stessa, e quindi di nuovo cresce a scatti dello stesso valore… Fino ad ora una spiegazione realistica di questo fenomeno non è stata ancora trovata. In seguito si è riscontrato che l’effetto-quantizzaizone si verifica in quasi tutti gli esperimenti. (Kozyrev 1971, pag. 26)

Nel caso in questione, Kozyrev studiò gli effetti su un peso di 620 grammi, che egli sottopose a vibrazioni, misurate in hertz o cicli per secondo. Sia riscaldare che raffreddare sono funzioni della vibrazione, così a seconda di come facciamo vibrare un oggetto, possiamo accrescerne o diminuirne il peso. In questo esperimento, la massa del peso di 620 grammi veniva lievemente accresciuta sottoponoendo l’oggetto a vibrazioni ad alta velocità. Per ottenere risultati numericamente chiari e precisi, in seguito Kozyrev e Nasonov applicarono una semplice funzione matematica per ri-normalizzare i risultati riferiti al peso da 620 g verso la misura più elevata e semplice di 1 kg. I seguenti numeri sono ri-normalizzati calcolando il peso di 1 kg:

Figura 1.6. – Incrementi quantizzati nel peso attraverso aumento di frequenza vibrazionale, misurati attraverso bilancia.

Come possiamo vedere da questo grafico, quando le vibrazioni dello strumento giungono alla soglia di 16-23 Hz (o cicli per secondo), l’oggetto mostra un incremento stabile di 31 mg. A questo punto, se Kozyrev incrementava le vibrazioni tra 16 e 23 cicli per secondo non si verificava ulteriore guadagno di peso. Però, se le vibrazioni si spostavano sui 24 Hz, improvvisamente il peso lordo si incrementava spontaneamente del doppio, giungendo a 62 mg. Incrementando ancora, da 24 a 27 Hz, non si registrava cambio di peso. Arrivando a 28 Hz, il peso netto di nuovo si incrementava improvvisamente di altri 31 mg[4] fino a raggiungere i 93 mg. Ogni volta che si raggiungeva una nuova soglia, il guadagno iniziale di 31 mg veniva aggiunto alla somma totale. Come Kozyrev scoprì,

Siamo riusciti ad ottenere effetti quintupli e decupli. (!)

Non dimentichiamo che questo effetto-quantizzazione si verificava in tutti gli esperimenti di Kozyrev, sia se l’oggetto in questione aumentava sia se diminuiva di peso. Affinché una cosa di questo genere possa aver luogo, l’intervallo-base di 31 mg misurato nell’oggetto di 1 kg deve essere una funzione combinata di volume, densità, peso e topologia (forma), simile al tono udibile percuotendo una campana di dimensioni, forma e densità date. Nel momento in cui Kozyrev accresceva nell’oggetto la frequenza delle sue vibrazioni, venivano prodotti nuovi intervalli di incremento di peso, ma sempre espressi in unità di 31 mg.

Questo effetto-quantizzazione costituisce in effetti una chiave molto importante per comprendere la natura multidimensionale della materia, ed esemplifica chiaramente il fatto che gli atomi e le molecole possiedono una struttura a strati di onde sferiche nidificate, tipo cipolla. Nel prossimo capitolo cominceremo a mostrare il contesto di quest’esperimento, e come esso si relazioni alle nuove scoperte nel campo della fisica quantica.

1.22 – LA DIFFICOLTA' DI COMBINARE I RISULTATI DI KOZYREV CON LA SCIENZA UFFICIALE

Le idee di Kozyrev non sono state assimilate facilmente né velocemente dalla corrente scientifica ufficiale, specialmente in Occidente, forse perché la magnitudine degli effetti da lui rilevati non è sufficientemente visibile. Per esempio, le forze addizionali introdotte nei suoi esperimenti meccanici cambiavano il peso degli oggetti di un mero fattore di 10^-4/10^-5, come il giroscopio che diveniva solo 100 mg più leggero se fatto ruotare e vibrare allo stesso tempo. Per capire quanto sia infinitesimale un simile cambiamento, basta ricordare che un semplice ingrediente attivo aggiunto ad una pillola di vitamine può pesare 100 mg.

Come Kozyrev stesso ritiene, “i risultati sperimentali mostrano che le proprietà di organizzazione del tempo esercitano un’influenza molto limitata sui sistemi [di materia come le stelle], comparati al corso naturale e distruttivo del loro sviluppo. Quindi non è sorprendente che una simile … entità sia stata mancata nel nostro sistema di conoscenza scientifica. Comunque, essendo limitata, è distribuita ovunque in natura, ed è necessaria solo la sua capacità di essere immagazzinata.

fonte: stazioneceleste.it, divinecosmos.com

Dal libro Divine Cosmos di David Wilcock – LE CONQUISTE DEL DOTT. N.A. KOZYREV – 2a parte ultima modifica: 2007-10-09T12:21:06+00:00 da Richard
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Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)