Dalle letture di Edgar Cayce: GESU’ E’ IL MODELLO, CRISTO E’ IL POTERE

edgar-cayceCristo bambino nacque sulla terra come uomo; uno nato a tempo debito, nell’evoluzione spirituale dell’uomo, perché l’uomo potesse avere un modello della personalità di Dio Stesso. 5758-1

Ad alcuni individui piace far a modo loro, noncuranti di quello che pensano gli altri. Così anche la mente, se addestri la corpo-mente ad accettare o rifiutare certe condizioni nella tua esperienza. Queste (la mente e la corpo-mente) non accetteranno mai altri suggerimenti a meno che il sé mentale non venga cambiato.

Così diventò necessario che Dio nella Sua bontà desse un esempio, un modello per mezzo del quale l’uomo potesse condurre la sua vita, i suoi ideali, le sue speranze, le sue paure, tutte le sue idiosincrasie. 5211-1

Poiché quando Egli, il tuo Maestro, il tuo Signore, il tuo Cristo compì la legge per mezzo della conformità con la stessa, Egli diventò la legge e così il tuo Salvatore, tuo Fratello, il tuo Cristo. Perché in Lui trovi, vedi l’esempio che è messo davanti a te e che appartiene alla vita naturale, la vita mentale, la vita materiale, la vita spirituale. Non un estremista, e non un conservatore – bensì uno che affrontò ogni esperienza in un modo in cui non vi era mai un dubbio nella Sua Coscienza per quanto riguarda il suo scopo, il Suo desiderio e la capacità di essere tutt’uno con lo scopo della Forza Creatrice – Dio. 1662-1

Un’entità è quindi lo schema di divinità nella materialità, o sulla terra. Visto che l’uomo si trovò sconnesso da quella coscienza completa dell’unità di Dio, diventò necessario che la volontà di Dio, il Padre, fosse resa manifesta, che un modello fosse stato introdotto nella coscienza dell’uomo. Così il figlio dell’uomo venne sulla terra, fatto nella forma, nella sembianza dell’uomo; con corpo, mente, anima. Ma l’anima era il Figlio, l’anima era la Luce. 3357-2

Che cosa è la luce ? Proprio Gesù il Cristo !
Che cosa è la conoscenza ? Ogni conoscenza, ogni potere, è stato dato nella Sua custodia. Poiché Egli è la luce, Egli è la via, Egli è la verità, Egli è il potere !

Quelli che cercano di usare questi troveranno, come Egli ha dato : “Se mi amate, seguite i miei comandamenti. E i miei comandamenti non sono gravosi, piuttosto che vi amiate l’un l’altro, proprio come io ho amato voi.”
Così ci può essere la luce; non predicando nella tua esperienza, non tiranneggiando gli altri, bensì piuttosto essendo ciò che è stato indicato nelle esperienze di ognuno.

Così puoi causare una sensazione, una consapevolezza, della presenza del potere, la presenza della bellezza, la presenza della pazienza, la presenza della gentilezza; e, come complemento a questo, l’amore fraterno, la comprensione, la consapevolezza della forza, la consapevolezza della continuità del pensiero, della vita, della speranza, di quelle cose che non sono altro che espressioni di quel potere che è manifesto nella vita di Gesù, il Cristo.

Che cosa porta questo quindi all’esperienza materiale ?
E’ come il lievito, come Egli diede. Non che debba essere suonato un cembalo o un tamburo, o una lode di qualsiasi tipo, ma piuttosto con docilità, con dolcezza vivi quell’influenza ! non soltanto nei tuoi rapporti reciproci, ma fa’ che quel lievito del Dio-Padre manifestato nel Cristo operi nel cuore, nella mente di coloro che incontri giorno per giorno !

D- Qual è il significato delle parole “Gesù” e “Cristo” come dovrebbero essere comprese e applicate?

R- …Gesù è l’uomo — l’attività, la mente, i rapporti che Egli aveva con gli altri. Sì, Egli fu memore degli amici, Egli fu socievole, Egli fu amorevole, Egli fu gentile, Egli fu dolce, Egli diventò incerto, Egli diventò debole – eppure guadagnò quella forza che Egli ha promesso, nel diventare il Cristo, soddisfacendo e superando il mondo. Tu sei reso forte – nel corpo, nella mente, nell’anima e nello scopo – dal potere in Cristo. Il potere, quindi, è il Cristo. Il modello è in Gesù. 2533-7

Ogni potere nel Cielo, sulla terra, è dato a Colui che superò. Perciò Egli è nello spazio per proprio volere, nella forza che spinge attraverso la fede, attraverso il credo, nell’entità individuale. Come un’Entità-Spirito. Perciò non in un corpo sulla terra, ma può venire a volontà da colui che vuole essere tutt’uno con Lui e che agisce nell’amore per rendere questo possibile. 5749-4

Ogni potere è stato dato a Lui. Perché Lui solo ha superato. 954-5

Sappi che proprio come il Cristo, proprio come Gesù — se avesse avvizzito le mani di coloro che Lo hanno colpito, perché era nel Suo potere, Egli non poteva essere, Egli non sarebbe il tuo Cristo, il tuo Salvatore, il tuo Signore ! 1440-2

Cristo (è) la coscienza universale dell’amore che vediamo manifesta in quelli che hanno dimenticato il sé, come Gesù, che si danno perché gli altri possano conoscere la verità. 1376-1

E’ venuto anche un insegnante che è stato abbastanza ardito da dichiararsi il figlio del Dio Vivente. Egli non ha stabilito regole di appetito. Non ha stabilito regole di etica oltre a questa: “Come volete che l’uomo faccia a voi, così fate a lui” (Matteo 7:12), e per conoscere “In quanto lo fate al più umile di questi, miei fratelli, lo fate al vostro Creatore” (Matteo 25:40) Egli dichiarò che il regno dei cieli deve essere raggiunto e di cui si deve essere consapevoli nella coscienza di ogni entità individuale – meditando sul fatto che Dio è il Padre di ogni anima. 357-13

In quanto l’uomo, Gesù, diventò l’esempio della carne, manifesto nel mondo, e con la volontà tutt’una con il Padre, egli diventò il primo a manifestare questo nel mondo materiale. Diventando così, dal punto di vista dell’uomo, il primo, l’unigenito del Padre, e l’esempio per il mondo, sia di ebrei, pagani o di qualunque altra forza religiosa. In questo troviamo il vero avvocato con il Padre in quanto egli, come uomo, manifesta nella carne la capacità della carne di rendere i desideri carnali tutt’uno con la volontà dello spirito… e in questo troviamo che si accolla ogni legge, e una legge a sé stante, perché con la conformità di una legge anche terrena o materiale tale persona è la legge, e in quanto Gesù visse come uomo e morì come uomo diventò l’esempio per tutti coloro che vorrebbero avvicinarsi al trono di Dio. 900-17

Egli venne sulla terra perché noi, come entità-anima, potessimo conoscere noi stessi di essere noi stessi, eppure tutt’uno con Lui; come Lui, il Maestro, il Cristo conosceva se stesso eppure (era) tutt’uno con il Padre. 3003-1

Nella vita di Gesù troviamo quindi l’unità resa manifesta attraverso la capacità di superare tutte le tentazioni della carne, e i desideri della stessa, rendendo la volontà tutt’una con il Padre… Attraverso lo stesso canale l’uomo può raggiungere quella perfezione, anche più alta dell’angelo, sebbene serva il Dio. 900-16

A meno che ogni individuo non metta da parte quei desideri egoistici che nascono e diventano come dei bambini piccoli, non si potrà mai comprendere del tutto la semplicità della fede di Cristo; la fede come quella del Cristo, la semplicità come quella del Cristo, il perdono come quello del Cristo, l’amore come quello del Cristo, la disponibilità verso gli altri come quella del Cristo.1229-9

Poiché persino in Elia e Giovanni troviamo l’esitazione, il dubbio. Non troviamo esitazione né dubbio, né l’oblio dello scopo nel Maestro Gesù. 3054-4

Quando i figli di Dio si riunirono e videro sulla terra le condizioni indicibili che si volgevano sempre di più verso l’indulgere ai piaceri, verso la glorificazione di se stessi, verso la capacità di procreare attraverso le forze stesse della loro attività, troviamo che il nostro Signore, nostro Fratello, scelse di raggiungere, di guadagnarsi, di ottenere quella compagnia per l’uomo con il Padre attraverso la conquista del sé sul piano fisico. 262-115

Non fu nella separazione come Giovanni, non nella fuga come Elia, non nel sedere nei posti alti come Isaia, non come nella forma di Geremia – nel lutto; non nel dominio come Mosè—bensì tutte le cose a tutti gli uomini ! raggiungendoli sul loro stesso piano di esistenza; e non con il broncio.

Perché come Lui—Egli bevve vino, Egli cenò con i ricchi, Egli si associò ai poveri, entrò nel tempio nelle occasioni ufficiali; sì, Egli dormì nei campi con i pastori, sì Egli camminò sulla riva del mare con le folle, Egli predicò a quelli sul monte—tutte le cose; eppure sempre pronto per presentare i principi, le verità, anche sotto forma di favole, sì parabole, sì attività che fecero presa sulla vita degli uomini e delle donne in ogni aspetto dell’esperienza umana. 1472-3

(L’uomo) ha un avvocato con il Padre attraverso Lui che diede Se Stesso come riscatto. Come ? Perché, come nascono gli impulsi nel sé, sappi che quegli impulsi sono nati in Lui; ma attraverso la capacità di superare la morte nel mondo materiale la Sua presenza è capace di dimorare in te. 524-2

In principio Egli fu il Figlio—fu fatto il Figlio—quelli dei Figli che si smarrirono; e attraverso le attività alternanti superò il mondo attraverso le esperienze, portando la croce in ogni singola esperienza, raggiungendo la croce finale con tutto il potere, tutta la conoscenza nell’aver superato il mondo, e da Sé accettò la Croce. Perciò sbarazzandosi di ciò che viene spesso chiamato karma, che deve essere affrontato da tutti.

La legge immutabile di causa e effetto è, come evidenziato nel mondo oggi, nel mondo materiale, mentale e spirituale; ma Egli—nel superare il mondo, la legge–diventò la legge. La legge diventa quindi come il precettore, o come la scuola di addestramento, e noi che abbiamo quindi nominato il Nome non siamo più sotto la legge come legge, ma sotto la mercé che è in Lui. 262-36

D- Che parte ebbe Gesù in una qualsiasi delle Sue reincarnazioni nello sviluppo degli insegnamenti di base di maomettismo, confucianesimo, shintoismo, bramanesimo, platonismo, giudaismo ?

R- Come è stato indicato, l’entità – come entità – ha influenzato direttamente o indirettamente tutte quelle forme di filosofia o pensiero religioso che insegnavano che Dio è Uno…”Sappi, Oh Israele, il Signore tuo dio è Uno !” (Deutoronomio 6:4) , sia che questo indichi uno dei pensieri confuciani, dei pensieri bramini, dei pensieri maomettani; questi sono come degli insegnanti o rappresentanti…ma è Dio che dà l’accrescimento…Quali sono i comandamenti ? “Non avere nessun altro Dio fuori di me”, e “Ama il tuo vicino come te stesso.” In questo si trova l’intera legge e il credo di ogni epoca che ha detto “C’è un unico Dio.” 364-9

D- Per favore spiegate come possiamo distinguere fra i termini, specialmente i pronomi, che si riferiscono alla personalità Gesù e Dio, usati in questa informazione, e come possiamo chiarire questo con dei termini che usiamo nelle nostre lezioni.

R- Visto che le loro attività e personalità sono tutt’uno, nelle attività degli uomini il pronome usato diventa spesso motivo di confusione. Seguite piuttosto fedelmente ciò che è stato dato. E’ usato lo stesso che Egli diede; Lui si riferisce al Padre, Egli al Figlio…Coloro che preferirebbero un buon italiano, Lui è piuttosto globale, mentre Egli è definito—oppure l’unico Figlio. 262-33

D [307]- Come possiamo avere la mente del Cristo ?

R- Come apriamo il nostro cuore, la nostra mente, la nostra anima, affinché possiamo essere un canale di benedizioni per gli altri, così abbiamo la mente del Cristo il quale si accollò il fardello del mondo. Così noi, nella nostra propria piccola sfera, possiamo accollarci i fardelli del mondo. La gioia, la pace, la felicità che possono essere nostre sta nel fare (qualcosa) per l’altro. Poiché, quando si giunge ad una comprensione delle leggi che riguardano il giusto vivere in tutte le sue fasi, la mente si viene a trovare in sintonia con le Forze Creatrici che sono della Sua coscienza. Così noi possiamo avere quella coscienza, mettendo in azione ciò che conosciamo.

D [560] – Come posso conoscere il sé ?

R- Per mezzo delle attività del sé nelle vicissitudini quotidiane della vita, paragonate ai pensieri, le attività di Lui, (le attività) rifletteranno il sé – come si intende in questa domanda.

D [311] – Come posso al meglio cooperare con questo gruppo e essergli utile ?

R- Fa’ con tutto ciò che sta nel tuo potere ciò che la tua mano trova da fare. Fa’ che questa mente sia in te come lo era in Lui, “Non la mia, ma la Tua volontà sia fatta in terra come lo è in cielo.” Fa’ del tuo sé un canale di benedizioni per qualcuno; così le Sue benedizioni verranno da te, come individuo, come parte integrante del gruppo. “Coloro che cercano il mio viso lo troveranno.” 262-3

D- Per favore spiegate come possiamo prepararci per poter dimorare nella Sua presenza.

R- …Come possiamo sperimentare da quella presenza durevole, quali sono i suoi frutti ? Le preoccupazioni svaniscono, le gioie prendono il loro posto; poiché quando Egli guardò Pietro nell’ora della prova e del rinnegamento da parte sua, di cui era stato dichiarato che fosse – detto da lui -le fondamenta di ciò che Egli doveva lasciare sulla terra, aggrottò le cigli o sorrise ?

Che cosa spezzò il cuore dell’uomo, l’occhiata di disapprovazione o il sorriso ? Quindi, quando tu sei nella Sua presenza, anche se possono arrivare prove di tutti i tipi, anche se le lacrime possono scorrere per il crollo delle forze carnali nel sé, lo spirito è reso lieto; proprio come Egli nell’ora della prova, l’ora del rinnegamento, gli sorrise e portò alla memoria – proprio come Egli ha detto ad ognuno che ha nominato il Nome: “Porterò alla memoria le promesse che ho fatto, se tu resterai nella mia presenza.”

Le promesse sono quindi sicure; e non una cosa separata da quelle che rimangono nella Sua presenza, ma vengono sempre ricordate nell’ora non solo del dispiacere; non solo Egli è la resurrezione, non solo Egli deve venire nell’ora della prova, ma Egli cenò anche nelle ore di gioia con quelli di Cana, Egli gustò anche la festa con Zaccheo, rise e scherzò. “Sì, sebbene io attraversi la valle della morte – voi siete con me; sebbene io voli verso le parti più estreme dei cieli, voi siete con me.” Conosceremo, come individui, quindi la Sua presenza ? Come ? “Se mi amate, mantenete i miei comandamenti.” Sono poi così pesanti, quei comandamenti ? Quali sono i Suoi comandamenti ? Come possiamo resistere – come possiamo mostrare l’amore ? “In quanto l’avete fatto al più umile di questi piccoli, l’avete fatto a me.” 262-33

Ma scegli piuttosto la via migliore, conoscendo ciò che Egli ha promesso nei Suoi rapporti di vita nel modo materiale; se il sé si conforma agli ideali che sono stati stabiliti da Lui, questi porteranno pace e armonia e comprensione nei rapporti in ogni maniera…
Riguardo al come affrontare ogni problema:

Portalo a Gesù ! Egli è la tua risposta. Egli è Vita, Luce e Immortalità. Egli è Verità, ed è tuo Fratello Maggiore.
Non per quanto riguarda chi ascenderà nel cielo per portarti un messaggio, o chi attraverserebbe il mare perché tu possa sapere di Lui, bensì Egli è nel tuo stesso cuore; poiché Egli ha dato: “Guardate, sto davanti alla porta e busso.”

Aprirai e Lo farai entrare ? Poiché in Lui c’è la forza, non nella legge, non nell’uomo, non nel gran numero degli uomini, né delle condizioni o circostanze. Poiché Egli governa, Egli li fa – ognuno. Poiché non è stato dato o detto a te, non è stato saputo nella tua esperienza che “Egli è il Verbo, Egli fa tutto ciò che è stato fatto, e senza di Lui non è stato fatto nulla di ciò che è stato fatto “ ? Ed Egli vive nel cuore e nell’anima di coloro che cercano di eseguire il Suo ordine.

Questo allora non è idealistico – bensì un ideale !
“Che cosa vorrebbe Gesù che io facessi” riguardo ad ogni questione nei tuoi rapporti con il tuo prossimo, nella tua casa, nei tuoi problemi giorno per giorno. Questa piuttosto dovrebbe essere la domanda, piuttosto che “Che cosa devo fare ?” 1326-1

Che cosa verrebbe fuori per te per prima cosa da una promessa ? “Venite a me, tutti quelli che sono deboli e oppressi, e vi darò supporto.” Significa questo per te la promessa o qualcosa che un uomo buono disse e “spero di comprenderlo un giorno” ? Non è una sfida diretta per te in alcuni degli stati d’animo in cui ti trovi ? Non è un fatto scientifico che Egli è il salvatore del mondo ? O ci hai pensato in quella maniera ? E’ vero. 5322-1

Sappi che ci sono quelle forze, quelle sicurezze che possono essere trovate nell’avvicinarsi di più alla Coscienza Cristica. Puoi rendere questo molto reale, molto personale nella tua esperienza. Questo non implica che tu debba diventare un eremita o che tu debba diventare imbronciata. E’ il contrario ! Devi diventare allegra ! Poiché qual è la cosa più grande detta di Lui ? Egli andò in giro facendo del bene ! e non riuscirono a trovare a ridire sul Suo conto – a parte che Egli era premuroso per le opere buone, dando la vista ai ciechi, facendo camminare gli storpi. A coloro che erano malati nel corpo o nella mente Egli diede forza e incoraggiamento.

Leggi spesso quale fu il Suo messaggio per Giovanni che era imprigionato, proprio come tu sei imprigionata nei tuoi dubbi e nelle tue paure: “Va’ a dirgli questo – gli storpi camminano, i sordi sentono, i ciechi hanno la vista ristabilita, e a tutti si predica il vangelo.” Qual è il vangelo ? “Che vi amiate l’un l’altro, proprio come io vi ho amato.”
Nella tua ricerca comincia quindi a leggere ogni giorno solo alcuni versi del 14esimo, 15esimo, 16esimo e 17esimo di San Giovanni. 3578-1

Poiché il Maestro Gesù, proprio il Cristo, è il modello per ogni uomo sulla terra, che sia pagano o ebreo, parto e greco. Poiché tutti hanno il modello, sia che facciano appello a quel nome o no; ma sotto il cielo non esiste nessun altro nome per mezzo del quale gli uomini possono essere salvati da se stessi. 3528-1

Ci si trova un corpo, una mente, un’anima; ognuno con i suoi propri attributi e la sua attività sulla terra. Un’entità è quindi un modello di ciò che è anche un fatto spirituale; Padre, Figlio, Spirito Santo. Questi sono uno, proprio come un’entità individuale è uno. Un’entità è quindi il modello della divinità nella materialità, o sulla terra. Quando l’uomo trovò di aver perso i contatti con quella coscienza completa dell’unità di Dio, diventò necessario che la volontà di Dio, il Padre, fosse resa manifesta, perché un modello fosse introdotto nella coscienza dell’uomo. Così il Figlio dell’uomo venne sulla terra, fatto nella forma, nelle sembianze dell’uomo; con corpo, mente, anima. Ma l’anima era il Figlio, l’anima era la Luce.

L’entità individuale trova quindi – quando applica quell’ideale, quella vita nella sua esperienza – un modello perfetto per se stessa se lo vuole accettare come tale; sia come attributo fisico, attributo mentale o attributo spirituale…

Quindi, quando ci sono quelle esperienze nella vita di un’entità sul piano materiale, quando si dà espressione a ciò che è l’influenza stimolante o guidante nella vita di un’entità individuale, sono sempre coloro che si avvicinano di più alla coscienza universale del Cristo che vengono a trovarsi più vicini al rapporto perfetto con le Forze Creatrici o Dio, il Padre – che l’Uomo Gesù raggiunse quando diede al mondo Sé Stesso, affinché attraverso Lui, per mezzo di Lui e in Lui ogni entità potesse conoscere il vero rapporto con il Padre.

Così l’ideale è stabilito. Così dovrebbero essere gli stimoli interiori di questa entità, come di ogni entità. Quanto bello questo sia stato e il fatto che viene effettuato spesso nell’esperienza dell’entità, non deve essere accentuato troppo. Eppure vi è spesso nella coscienza stessa dell’entità quel dubbio se sono state fatte le scelte giuste nel trattare con gli altri.

In quei momenti guarda quindi nel profondo della vita dell’Uomo Gesù e vedi come Egli affrontò i problemi del giorno. Come Egli diede, nell’interpretazione del Suo scopo sulla terra, Egli riconobbe i bisogni di ogni anima riguardo anche al suo scopo sulla terra. Poiché tutti gli uomini (ed Egli era un uomo) hanno mancato la gloria di Dio. Solo in Lui, attraverso Lui, per mezzo di Lui si può raggiungere quella vera condizione di figlio, quella vera compagnia, quel vero rapporto con le Forze Creatrici o Dio. 3357-2

Sii quindi fedele a te stessa; stabilendo l’ideale in Lui che è il modello, secondo il modello mostratoti sul monte !
Non farti sopraffare dal giudizio, e non farti nemmeno guidare troppo facilmente dall’opinione pubblica. Presta più attenzione a quei periodi in cui, nella visione, nel sogno, viene presentato al sé ciò che apre sempre più le associazioni mentali del sé con le influenze Creatrici nel mondo. Poiché Dio è ! Tu che Lo cerchi Lo puoi trovare, poiché non è troppo tardi scoprire i Suoi modi per coloro che pongono in Lui la propria fiducia ! 338-2

Poiché, come allora, l’evoluzione delle esperienze dell’uomo è per lo scopo individuale di fare sempre di più la conoscenza di quelle attività nei rapporti con il prossimo, come esemplificazione, come manifestazione dell’Amore Divino – come fu mostrato dal Figlio dell’uomo, Gesù; che ogni singola anima deve diventare, deve essere, il salvatore di qualche anima ! anche per comprendere lo scopo dell’ingresso del Figlio sulla terra – affinché l’uomo possa avere un sentiero più vicino al Dio vivente, anzi, la porta aperta verso di Lui, il Suo stesso cuore ! 1472-3

Coltiva la capacità di vedere il ridicolo e di trattenere la capacità di ridere. Poiché sappi – solo in coloro che Dio ha favoreggiato vi è la capacità di ridere, anche quando sorgono nuvole di dubbio o quando nasce una qualsiasi forma di disturbo. Poiché, ricorda, il Maestro sorrise – e rise spesso – persino sulla via per Getsemane. 2984-1

Così vivi giorno per giorno, perché tu possa quindi veramente dire al sé che non intrattieni nella parola, nel pensiero o nell’azione il principe del mondo; ma piuttosto che spesso, giornalmente, cammini con CoLui che ha superato e dice a te: “ Non temere ! Infatti le offese arrivano, ma guai a quelli per mezzo dei quali arrivano.” Fa’ quindi che quello non venga detto di te nella tua stessa coscienza. Poiché, confidando in Lui, Egli ha detto: “Non temere – sono io. Io ho superato il mondo.”

Così puoi fare anche tu se dimori in Lui; non ogni settimana, ogni ora, ma per l’eternità.
Come puoi dimorare in Lui ? Il tuo desiderio, il tuo scopo, le tue speranze sono in Lui, e non temi. Come Egli disse: “Non preoccuparti del domani,” perché siamo oggi, “Dacci il nostro pane quotidiano.” Non: dacci il nostro pane per l’anno prossimo, bensì per oggi, e “Perdona come io perdono”.
Quindi non covare rancore, non tenere nessuna di quelle cose nella tua mente o nel tuo intento che faccia paura all’uomo.

Poiché i frutti dello spirito li conosci: pazienza, amore, giustizia, sopportazione. Contro questi non esiste nessuna legge. Poiché è il cuore di Dio che resiste sempre, ed essi non conoscono paura. Poiché è l’amore di Lui che scaccia la paura. Ed è quello che venne in essere per primo – luce – che può per sempre resistere . . .

Che cosa è la Divinità ? Padre, Figlio e Spirito Santo. Lo spirito si riversa su di te quando tu lo versi sul tuo prossimo. Poiché come tu fai al più umile dei tuoi fratelli, lo fai al tuo Creatore.

Poiché, fintanto che non hai visto nel proposito di ogni anima – anche se può essere in errore, ciò che vuoi venerare nel tuo Creatore, non hai cominciato a pensare in modo onesto. Poiché Dio è un Signore, una legge che abita giustamente nel cuore di coloro che cercano di seguire e conoscere i Suoi ordini. Quindi vuota il sé -come hai fatto allora – dal sé. Poiché devi venire davanti al trono a mani vuote se vuoi che le tue mani, la tua mente vengano colmate della bontà del Signore. 3188-1

Quindi coloro che pongono la fiducia in Lui, senza timore, senza dubbio, senza le forze disturbanti, possono conoscere quella pace che solo Lui può dare nelle cose materiali. Poiché Egli, come individuo, è passato attraverso quelle tentazioni, quelle prove, quelle comprensioni e le ha superate tutte.

Altrettanto può fare questa entità nell’applicazione della sua vita in questa esperienza. Studia, quindi, per mostrare che hai riconosciuto un ideale, per essere uno con Lui. E l’entità troverà che quelle cose che hanno causato dubbio, paura, disturbo – nelle cose mentali e materiali – si dissolveranno un po’ per volta, proprio come la nebbia davanti al sole del mattino. 3307-1

LA RABBIA

Sii matto e non peccare. La rabbia giusta è una virtù. Colui che non ha carattere è molto debole; ma colui che non controlla il suo carattere è molto peggio. 3416-1

Uno che può controllare il sé nella rabbia comincia le prime lezioni o leggi dell’esperienza…Detestando ciò che produce tale sentimento nel sé, eppure in grado di amare l’anima di uno che causa o produce tale stato di sentimento. Questo è pazienza, e amore. 262-25

Quando piccoli fastidi meschini richiedono una veloce risposta per le rime trova piuttosto lo sbaglio nel sé, se ce n’è uno; quindi, se non ce n’è, secondo il tuo criterio che è stabilito nel tuo ideale, non aprire la bocca – – proprio come Lui non fece quando si burlarono di Lui…
Sii arrabbiato, ma non peccare. Significa che si è perso piuttosto il desiderio di esaltazione. 262-24

La rabbia può distruggere il cervello come fa qualsiasi malattia. Poiché è in se stessa una malattia della mente. 3510-1

Nessuno può essere geloso e permettersi la rabbia di questa gelosia e non avere sconvolto la digestione o un disordine cardiaco. 4021-1

Mentre senza dubbio uno senza alcun fuoco, alcuna determinazione, alcun esercizio della volontà del sé vale poco, ma uno incapace di controllare il sé o di controllare il temperamento è peggiore di uno che non ne ha, o diventa un individuo spinto di qua e di là da ogni circostanza, ogni condizione che capita, diventando pian piano uno senza alcuna stabilità; ma controllando lo stesso uno può costruire ciò che sarà una rivoluzione o un’evoluzione delle capacità del proprio sé. 4405-1

Non che l’entità nella sua docilità non sia capace di essere portata dalle emozioni persino alla pazzia o alla rabbia. Queste cose vanno bene. Poiché coloro che non sono in grado di diventare emotivi per le proprie idee o i propri ideali sono molto fiacchi, ma coloro che non possono controllare queste cose sono davvero in una triste situazione ! 1129-2

Nessun uomo è più grande di quello che gli fa perdere la calma. 254-55

Povero davvero è quello che non dimostra mai rabbia, ma peggiore davvero è quello che non sa controllarla in se stesso. E là la maggior parte fallisce. Anche se spesso coloro che si infiammano velocemente perdonano anche velocemente – – se rimangono come dei bambini piccoli che chiedono, cercano, vivono “Guidami tu, Oh Dio, nei passi che prendo e nelle parole che dico giorno dopo giorno.” 3645-1

Queste cose dovrebbero essere degli avvertimenti per ogni umano: la pazzia è certamente un veleno per il sistema. 2-14

Arrabbiati ma non peccare. Lo imparerai solo nella pazienza e nel possesso di te stessa. 3621-1

Una che trova spesso nel sé che la piccola incrinatura, la parola sgarbata cresce e viene ingrandita e presa come un insulto individuale diventerà una cosa che divide da coloro con cui non c’è solo dovere, non solo obblighi per le associazioni e le relazioni. Ma non permettere che la rabbia sia il tuo principio distruttivo ! Sii matta, sì – ma non peccare ! 1551-2

…mentre ci sono quelle che si possono chiamare condizioni karmiche da risolvere non farti disturbare da queste… Queste possono quindi essere affrontate solo nei modi che Lui diede: “Se tuo fratello ti offende e ti colpisce sulla guancia destra, porgigli anche l’altra.”

Questo nelle circostanze diventa irritante per molti. Ma sappi che solo con lo stesso atteggiamento, con lo stesso modo in cui Lui affrontò tali rifiuti, tali attività puoi nel tuo soddisfare, nel tuo portare pace e armonia trovare queste cose nella tua esperienza e nei tuoi rapporti.

D- Che cosa posso fare per superare la mia rabbia per come lei tratta il mio amico …?

R- Queste condizioni diventano senza dubbio tali in cui verrebbe considerato l’individuo del sé, l’individuo del tuo vicino come tu stessa, il tuo amico come te stessa. Queste cose non devono essere prese diversamente che nel modo appena indicato – se si vogliono creare pace e armonia.

Poiché ricorda, Lui ha ragione in quello dato: ”La risposta dolce scaccia l’ira,” e che una cosa garbata, una gentilezza fatta a quelli che sono stati e sono nel torto non fa che suscitare rimorso nella mente, nel cuore di quelli che hanno avuto torto.
Quindi solo nell’indifferenza amorevole le condizioni possono essere affrontate.

Che cosa, tu dici, è indifferenza amorevole ?
Agire come se non fosse successo, salvo ignorare come se le condizioni non esistessero.
Non animosità; poiché questo crea solo dei conflitti. Non rabbia; poiché questo produce solo i disturbi mentalmente e fisicamente che diventano reazioni fisiche che impediscono di affrontare ogni fase dell’esperienza; che sia nel bene, nella speranza, nell’aiuto che dai agli altri o nel conservare il sé…immacolato dalle preoccupazioni del mondo. 1402-2

…spesso alla rabbia e alla pazzia si ha permesso di controllare l’esperienza…A volte, quando avresti dovuto essere giusto hai permesso agli altri di eccedere perché – come tua scusa o tua giustificazione – non volevi storie; eppure hai fatto storie o confusione e sei stato la causa stessa di molto scompiglio nella vita di molti !
Perché ? Per gratificare il tuo stesso sé, senza il pensiero che “devo affrontare questo nelle mie associazioni con altri giorno dopo giorno !” 1537-1

Educa i tuoi compagni o insegna loro non solo di essere utili ma utili per qualcosa, per un ideale ! Non quello del paese, ma che essere semplicemente gentili, semplicemente dolci, pazienti, tolleranti e con amore fraterno è più grande di quelli che possono essere capaci di sollevare molti pesi o di abbattere molte città. Poiché colui che è in grado di controllare il proprio carattere, il proprio scopo, è più grande di colui che può anche prendere sette città. Quindi, fa’ che le tue attività siano tali che “La Legge del Signore è sempre davanti a me,” se vuoi armonia e pace nel tuo soggiorno al presente. 1610-2

L’USO CORRETTO DELLA RABBIA

Da Marte troviamo a volte la tendenza della mente del corpo di arrabbiarsi facilmente. La rabbia è corretta, a condizione che venga governata. Poiché è come le materiali sulla terra che non vengono governate. C’è potere persino nella rabbia. Colui che è arrabbiato e non pecca controlla il sé. Colui che è arrabbiato e permette che la rabbia diventi l’espressione per sminuire il sé, o l’indulgenza del sé in qualsiasi direzione, porta al sé quelle cose che fanno parte dello spirito di ciò che è il prodotto o l’influenza della rabbia stessa. 361-1

In Marte con Urano, bada che il malumore non vinca il sé migliore; o bada alle associazioni che producono nell’esperienza la nascita di quelle cose quando i dubbi rispetto gli altri portano un’attività in cui ira e pazzia, o tendenze in queste direzioni, potrebbero portare forze distruttive non solo in questa attuale esperienza ma ciò che può produrre sviluppo o ritardo anche nella permanenza dell’anima.
Poiché questo è un avvertimento: Conserva i tuoi propri giudizi, sì. Colui che non ha temperamento è di poco valore, ma colui che non controlla il suo temperamento è peggiore che se non ne avesse affatto ! 524-1

Troviamo da Marte che l’entità ha un carattere molto buono; questo non è un brutto carattere, bensì un buon carattere ! Qualcuno senza carattere è in una situazione pessima, ma uno che non sa controllare il suo carattere è in una situazione ancora peggiore ! L’entità è quindi una che ha imparato a contenere il malumore, ma di non essere del tutto soffocata quando lo fa – o per le necessità di farlo – – è piuttosto capace di guadagnare da questo, attraverso la virtù stessa della pazienza e della sopportazione che è stata ed è l’esperienza dell’entità in questo particolare soggiorno. 1857-2

In Marte troviamo rabbia e pazzia, che hanno spesso prodotto o portato grandi differenze di opinioni; e le loro espressioni che hanno prodotto divisioni fra il tuo prossimo, nonché nelle tue amicizie e associazioni.
E’ un bene che rabbia e la sua capacità d’espressione esistano, ma guai davvero a coloro che permettono a queste cose di diventare degli ostacoli e di dimostrare odio, malizia e ingiustizia di qualsiasi tipo al loro prossimo ! Poiché, sappi davvero, come fai al più umile dei tuoi fratelli lo fai al tuo Creatore; e devi affrontare te stessa e quel tipo di anima che presenti al tuo Creatore. Poiché devi – come tutti – stare davanti a Lui per essere giudicata secondo il peso con cui ha misurato il tuo prossimo ! 2132-1

Senza dubbio l’entità perde facilmente la pazienza; ma chi lo sa – oltre al sé ? Mentre questo è un bene è anche un bene a volte dare sfogo ai propri sentimenti. Come Lui diede: “Arrabbiati ma non peccare; non condannare nessuno; non maledire nulla e nessuno; sii arrabbiata, sì, ma nel Signore.” 2778-2

D- Mio figlio, il figlio di [3637] ? e che cosa posso fare per il suo malumore ?
R- L’esperienza egiziana. E qui l’entità può fare molto per dare a quell’entità il giusto scopo nel sé. Insegnagli, come hai fatto col tuo stesso sé, di agire correttamente e di lasciar fare agli altri come vogliono o possono ! Non che l’entità sia troppo di testa dura, ma essa sa ciò che sa !
D- Che cosa posso fare con il suo malumore ?
R- Controlla il tuo – controllerai il suo ! 3637-1

Quando il corpo è adirato, pazzo o in collera o preoccupato – tralascia cibo e bevande dal sistema. Non pensare mai che preoccupazioni o pazzia possano essere annegate nel bere o nel nutrire eccessivamente lo stomaco; poiché queste cose portano angosce al corpo. 4124-1

Al presente la condizione squilibrata nel fisico di alcalinità e acidità ha causato e causa delle aree congestionate nel funzionamento del corpo. Per quanto riguarda l’origine questo è stato creato dalla rabbia (fisica) prodotta dalle attività dell’ambiente del corpo; causando così l’immissione nella circolazione linfatica di quei veleni che hanno reagito ai rapporti fisici generali del corpo con le attività mentali e spirituali del corpo. Poiché le ghiandole secernano secondo l’impulso dal sistema emotivo. Questa è quindi stata la fonte dei disturbi nel corpo. 294-208

Stai attento però alle espressioni nel temperamento, o nel potere del corpo fisico o mentale sui deboli, poiché l’impulso di esercitarlo arriva spesso. Non usarle mai per l’interesse stesso del sé, poiché – come si vedrà nelle esperienze sul piano terreno – molto può essere perduto attraverso l’esaltazione di motivi egoistici. Poco del sé viene stimato al di sopra degli altri se ci fosse il cuore umile e contrito davanti alle forze creatrici che danno – danno – agli altri la comprensione di rapporti fra uomini come uomini o la relazione dell’uomo con le forze creatrici – poiché nell’egoismo vi è la piaga più grande, l’ostacolo più grande, la barriera più grande verso lo sviluppo stesso dell’uomo. Perciò stai attento all’associazione o al contatto del sé con coloro che darebbero il proprio corpo e l’anima per posizione, potere, fama o denaro. 165-2

D- Come può ella comportarsi in modo da ottenere la buona volontà e il rispetto della sua famiglia e degli amici; e liberarsi dal suo brutto carattere ?
R- Come indicato, bisogna costruire l’importanza di sapere il sé come un tutt’uno con le influenze costruttive – che costruiscono pace, armonia e felicità.
D- Come dovrebbe essere trattata dalla sua famiglia ?
R- In quel modo che può essere chiamato indifferenza amorevole nei confronti degli attacchi di collera; non condanna, ma la contemplazione tranquilla, pacifica del corpo per quanto riguarda il modo in cui la personalità può essere costruita per influenze o forze costruttive nell’esperienza. 352-1

Quelle influenze in Marte producono molte accentuazioni del mentale, nonché la capacità – o larghezza – di vedute. Troppo spesso l’entità ha sperimentato che la forza impellente era a volte quella della determinazione fisica che non ha permesso al sé di essere abbattuto dalle attività degli altri. Forza di carattere o vigore – così chiamato da molti. Questo elemento può essere sia costruttivo sia distruttivo nella disposizione di un individuo. Guai a colui che si lascia dominare dall’ira. Guai a colui che è anche di tale natura da permettere che il carattere, o gli elementi che producono gli impulsi, venga offuscato da quello che è momentaneamente necessario alle attività di una vita e non fondato nella verità, che nasce dai concetti spirituali. 412-5

D- A quale colore vibro ?
R- Blu. E quando porti il blu non impazzirai ! E portalo anche molto come indumenti intimi, vicino al corpo. 594-1

Così troviamo l’entità propensa ad essere molto conservativa, molto ortodossa nelle sue discussioni. Ma nei suoi pensieri, nelle sue azioni, nelle sue compagnie è propensa a quelle forze nell’opposto. Eppure una che studia, che cerca; una che costruisce il focolare. E tuttavia confusa. Perché ?
Conosci te stessa ! E allora potrai conoscere le relazioni più grandi che ogni emozione porta nella tua esperienza.
Quando la rabbia ti ha assalito ti sei fermata a considerare che cosa il frutto di parole avventate avrebbe portato ? Non hai detto piuttosto : “Sì, perdono, ma non posso dimenticare. Sì, non ricorderò, ma non mi far pensare a ciò che hai fatto.”
Come è stato dato ? Se vuoi essere perdonato devi perdonare. Se vuoi conoscere l’amore devi essere amorevole. Se vuoi avere la vita dalla ! Che cosa è la Vita ? Dio ! – nell’azione con il tuo prossimo!793-2

Gli atteggiamenti hanno molto a che fare con le condizioni fisiche generali. Fa’ che gli atteggiamenti siano di più di tipo costruttivo; più pazienza, più amore fraterno, più “da’ e prendi”. Non serbare risentimento. Non diventare tanto matto a volte quando le cose vanno leggermente storte. Ricorda che gli altri hanno lo stesso diritto delle proprie opinioni che ha il sé, ma che c’è un livello dal quale tutti possono lavorare insieme per il bene.
Sorridi sempre – e vivi il sorriso ! 1819-1

Le influenze da Marte, come troviamo, producono uno che può spesso dimostrare la sua rabbia, il suo risentimento, nella compagnia, in quelle cose che sono molto vicine all’uomo intimo. Eppure, attraverso i soggiorni su Venere e Giove, è stato portato all’attenzione del sé interiore quel fatto: quello che è senza temperamento o senza risentimento o senza interesse può manifestare pochissimo. E colui che non controlla il risentimento, colui che non controlla la rabbia, colui che non controlla quell’impulso di egoismo nel sé è davvero peggiore di colui che non ne ha; poiché tali cose possono produrre ostacoli e esperienze che portano turbamenti, non solo del sé per quanto riguarda i pensieri del sé ma al prossimo. 956-1

In Marte troviamo quella tendenza di diventare a volte facilmente eccentrico, facilmente agitato. Ma nell’applicazione del sé verso le influenze da venere e Giove questo è stato alquanto superato; e queste sono puramente inclinazioni. Per quanto riguarda ciò che l’entità può farne essa lo sa. Poiché si ricorderà che la maniera ideale è essere lenti con la rabbia; e di nuovo, sii matto ma non peccare; e non usare malizia né disprezzo né affronti, né osservazioni sgarbate nel tuo sé interiore, poiché queste cose costruiscono delle barriere.

E quanto al tipo stesso dell’applicazione del sé alle capacità di portare speranza e aiuto e salute agli altri si capisce che rabbia e ira e risentimento sono – come l’odio – veleni per una mente, per un corpo che vorrebbe fare delle sue opportunità un’applicazione migliore.
Perciò per amor della ragione, per la conoscenza stessa, come Lui ha dato – se non vuoi credere per amore del Suo nome credi per il fatto stesso che hai visto, che hai sperimentato che tali cose portano delle influenze o esperienze nocive alla mente e alla vita degli individui. 1334-1

Dalle influenze in Marte, nonché in Giove, troviamo indicato piuttosto rabbia o pazzia o ira dalla parte di altri più che del sé. Poiché mentre l’entità non è giunta laddove non è in grado di essere arrabbiata, troviamo che ha raggiunto quella posizione dove può essere arrabbiata eppure non peccare.
Ma abbandona piuttosto quelle inclinazioni di serbare rancore. Lascia che tali esperienze siano piuttosto come se non fossero esistite. Vedi la luce ! Poiché sappi, come puoi imparare dallo studio delle forze motivanti di mente, materia e spirito, se volti il viso verso la luce le ombre si allontanano di molto. 1695-1

edgarcayce.it

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Dalle letture di Edgar Cayce: GESU’ E’ IL MODELLO, CRISTO E’ IL POTERE ultima modifica: 2008-09-05T15:37:28+00:00 da Richard
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Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)