David Wilcock: Il Cambio d’Era – cap. 7 prima parte

– La Comparsa della Madre di tutti i Cerchi nel Grano

Cambio d’Era geometria sacraNell’introdurre questo capitolo, lasciateci ancora dire che stiamo indagando su come le energie visibili ed invisibili nell’universo siano tutte interconnesse con un sistema di energia conscia che si esprime in ottave. Possiamo osservare come queste formazioni compaiano nello spettro del suono con la struttura fondamentale dell’Ottava [musicale, n.d.t.], nello spettro della luce come Rosso, Arancione, Giallo, Verde, Blu, Indaco e Viola, e in forma geometrica come la gerarchia di forme che si cristallizzano nella sfera.

Il lettore ricorderà che già in precedenza nel libro abbiamo citato la prova fisica tratta da “La Fisica dell’Amore” [2] di Dale Pond che ci ha mostrato come i rapporti armonici tra le vibrazioni del suono possano essere moltiplicati molte volte per ottenere le frequenze equivalenti dello spettro dei colori della luce visibile. Più avanti in questo volume vedremo che questi stessi numeri sono alla base dei cicli del Sole e dei pianeti, e mostreremo la loro presenza anche all’interno di atomi e molecole. E qui in questo capitolo forniremo un’ulteriore prova per dimostrare la relazione tra le frequenze del suono e del colore con la geometria, dimostrando ancora una volta come esse siano letteralmente delle vibrazioni cristallizzate.

Nel libro “Geometria Sacra” [3] di Robert Lawlor, egli si riferisce, nell’estratto che stiamo per citare, ai Solidi Platonici come a “poliedri regolari”.

L’immagine da cui Lawlor si ispira si può vedere nella figura 7.1, ovvero il famoso modello geometrico del Sistema Solare di Keplero. In questo modello Keplero ha eretto una grande semisfera e ha piazzato al suo interno un cubo. Ognuno dei solidi Platonici annidati è rappresentato all’interno di una semisfera più piccola. Lawlor si riferisce alle bolle, o semisfere, come cerchi in questo estratto:

“In questa dimostrazione i poliedri regolari sono determinati da nove cerchi concentrici il cui schema fornisce tutte le informazioni per la costruzione di queste forme. Ogni volume è in una semplice relazione armonica con gli altri, e sono le stesse funzioni trascendentali [radice quadrata di 2, radice quadrata di phi e phi] che governano questi schemi relazionali… tutti i volumi compaiono simultaneamente… Questa è un’immagine della grande idea Buddista dell’origine co-dipendente dei principi archetipici della creazione”.

La primissima cosa che possiamo dire qui è che Keplero ovviamente deve aver speso molto tempo per lavorare su una scultura tanto imponente. È altamente probabile che egli non l’avrebbe mai costruita se non avesse creduto che fosse tanto importante. Quello che stiamo suggerendo qui è che Keplero fosse erede dell’antico repertorio Atlantideo delle conoscenze simile a quello tramandato dagli Indù. Con la sua conoscenza segreta, egli stava cercando di mostrarci le strutture geometriche all’interno di differenti sfere “annidate” di densità di energia eterica nel Sistema Solare.

geometria sacra

Figura 7.1 – Il modello geometrico del Sistema Solare di Keplero

Comprensibilmente, dal momento che Keplero era un iniziato ai Misteri, egli sapeva che questo doveva essere in qualche modo corretto, ma non sapeva perché lo fosse, e così i suoi allievi considerarono questo modello un completo fallimento. Keplero credeva che lo spazio tra le forme rappresentasse lo spazio tra i pianeti, ma egli non ha mai potuto farlo funzionare veramente.

Nel Volume III mostreremo le funzioni armoniche che sono responsabili delle posizioni dei pianeti.

Per chi ha più familiarità con la geometria sacra, non è difficile capire che Keplero aveva solo una conoscenza sommaria di come i Solidi Platonici siano veramente annidati l’uno dentro l’altro. Il problema più ovvio è che i Solidi sono tutti messi in verticale, tutti con lo stesso asse nord-sud, quando di fatto dovrebbero avere delle rotazioni angolari ben precise l’uno rispetto all’altro. Per esempio, il tetraedro dovrebbe annidarsi dentro il cubo in modo tale che gli “elementi” dei bordi passino esattamente lungo le facce del cubo, con i vertici del tetraedro che si allineano direttamente con i vertici del cubo.

Poi, la forma immediatamente interna al tetraedro dovrebbe essere l’ottaedro, poi il cubottaedro dentro l’ottaedro. Quindi, a Keplero possiamo decisamente dare un “10” per l’impegno, ma con tecniche più moderne di analisi possiamo capire che ci sono degli errori in questo modello, ed alla fine egli si è arreso per la frustrazione. Di nuovo, sapendo quello che sappiamo noi oggi riguardo ad Atlantide, è molto, molto improbabile che egli sia semplicemente arrivato a questa sua bruciante passione per un’idea simile tutto da solo, specialmente se non aveva compreso appieno il perché lo stesse facendo.

Se ritorniamo ad osservare la citazione di Lawlor che abbiamo esposto prima, egli menziona le progressioni matematiche di phi, radice quadrata di phi e radice quadrata di 2 come i rapporti armonici basilari che costituiscono le fondamenta della geometria, dei colori e della musica. (Entreremo più nel dettaglio di questo aspetto dei Solidi Platonici nel Capitolo 13).

Il libro di Lawlor fornisce una mole di informazioni che mostrano come questi rapporti vibratori fondamentali compaiano in tutte le forme di vita in natura, governando cose come la crescita delle conchiglie, delle piante ed anche delle proporzioni del corpo umano. (Nel Volume III andremo molto più nel dettaglio riguardo alla connessione tra biologia ed energia eterica).

In “Geometria Sacra”, Lawlor mostra anche ripetuti esempi di opere d’arte rinascimentali che esploravano questi rapporti sacri, quindi è chiaro che la geometria sacra era un argomento di grande interesse all’interno dell’intelligentia dell’epoca. Di nuovo, ci sono ampie prove che i pittori che incorporarono questi rapporti nelle loro opere d’arte fossero eredi dei Misteri Atlantidei; sorpresa, sorpresa.

Fino a questo punto, abbiamo affrontato i solidi Platonici in due modi fondamentali:

  1. Essi compaiono all’interno di una sfera di fluido vibrante, o etere.
  2. Sono forme geometriche create nelle zone di stress tra i “punti nodali” sulla superficie della sfera.

Le cose diventano un po’ più complicate quando comprendiamo che anche spirali come quella di phi, di radice quadrata di 2, 3 e 5 emanano dal centro della sfera. Come ha detto Lawlor, queste spirali fondamentali determinano le relazioni tra i diversi Solidi Platonici. Per poter spiegare questo, dobbiamo organizzarlo in una sequenza logica.

In precedenza abbiamo mostrato come i Solidi Platonici si inscrivano uno dentro l’altro. Possiamo infatti realizzare il modello Indù in modo tale da avere l’intera Ottava annidata insieme in una gigantesca serie di sfere annidate. Quindi, iniziamo ordinando tutte queste sfere una dentro l’altra nel loro ordine della Ottava, come un puzzle.

Poi, localizziamo dove si trovano i vertici, spigoli o i punti di ogni sfera. Con la modellazione al computer potremmo veramente rimuovere le forme ed osservare solamente i punti.

Quando osserviamo solo i punti senza andare in confusione per le geometrie circostanti, scopriamo che essi ci danno delle coordinate perfette per mostrare le spirali che emanano dal centro della intera “cipolla” di sfere annidate. Queste spirali si basano su phi e sulla radice quadrata di 2, 3 e 5.

Dal momento che possiamo chiaramente estrapolare queste spirali, esse sono ovviamente strutture energetiche “vere”, che determinano con precisione come “crescano” i Solidi Platonici da uno all’altro. Proprio come un treno segue naturalmente i binari ovunque essi curvino, così anche le geometrie crescono naturalmente nelle posizioni che le spirali creano per loro. Tutto funziona in perfetta armonia.

La ricerca Russa ci dice che “le onde di torsione”, o onde nell’etere, sono sempre spiraliformi. Pertanto, possiamo affermare con certezza che queste spirali sono effettivamente una forma di onde di torsione.

Nella serie della Legge dell’Uno, Ra dice che l’evoluzione della coscienza attraverso l’Ottava di densità procede lungo “una crescente linea di luce spiraliforme”. Essi [4] introducono anche il concetto di sfere annidate di densità energetica, di movimenti pulsanti e di geometria Platonica.

Pertanto, è chiaro che Ra esprimeva una profonda conoscenza di come funzioni in realtà questa geometria, di cui la stessa Carla Rueckert non era ancora consapevole quando abbiamo co-condotto con lei sul medesimo palco a Louisville, Kentucky, nel Maggio del 2002.

Lei ha confessato che loro avevano “sbattuto contro un muro” nel tentativo di comprendere quello di cui Ra stava parlando quando hanno menzionato la “crescente linea di luce spiraliforme”, un blocco concettuale che è perdurato letteralmente per 20 anni prima che lei sentisse della soluzione di Wilcock a questo rompicapo, che lui ha ottenuto grazie alla propria personale continuazione del lavoro con Ra, soprattutto tramite sogni e visioni.

Tradotto da Mauro Carfi per Stazione Celeste

 

David Wilcock: Il Cambio d’Era – cap. 7 prima parte ultima modifica: 2008-07-17T15:57:30+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)