David Wilcock: il Risveglio dell’Errante cap. 4

– Le Memorie Riaffiorano in una Storia da Fantascienza

David Wilcock

David Wilcock

Più strano della Fiction

Continuando a crescere e anche spiritualmente, ho iniziato a ricordare barlumi della “missione” che mi era stata data. Le memorie esplodevano nella mia mente e richiedevano attenzione. Stavo combattendo anche con la mia dipendenza, cercando di capire quale legame avesse con la vita che avrei dovuto seguire. Di conseguenza ho scritto un intero romanzo a mano in due quaderni mentre frequentavo il liceo. Nella storia emergevano le parti buone e cattive della mia personalità. Ovviamente, come vedremo, il principale personaggio, Harry, era una descrizione di me stesso e di come mi sentivo, ma esagerata.

Quello che non capivo era che John, il personaggio principale non fisico nella storia, era la mia parte subconscia che chiamo Nonno. Ho usato un po di licenza drammatica per “migliorare” la storia qua e la, in modo da rivelare la vera identità di John e per farla rientrare nelle mie più recenti scoperte riguardanti il concetto di Ascensione, ma ho cercato di preservarne il contenuto originale al meglio.

Ho anche cambiato l’ultima scena, combinando i dati da due parti diverse del libro originale. Cosa più importante, l’ho riscritta in “prima persona”, per chiarire al lettore che stavo scrivendo davvero su di me e sulle mie esperienze psichedeliche bizzarre. Come vedremo, le esperienze di questo personaggio di fantasia, vanno ovviamente oltre quelle della mia vita reale.

“IL PAZZO HARRY: UN’AVVENTURA IN SETTE DIMENSIONI”
di David Wilcock

Parte Uno: Harry

Il mio respiro era rapido e affannato. Avevo mal di testa, era come un trapano nelle orecchie. Correvo più forte di quanto mai avessi fatto. No. Persino più forte. Il mio cuore batteva come un martello pneumatico. Ero perso in una strana fabbrica. Venivo seguito. Dove potevo andare? Come potevo scappare da questo terribile persecutore? Non potevo ricordare come fossi finito lì. Il mio respiro usciva a rantoli.

Ogni mio muscolo gridava per protesta. Il mio petto bruciava come il ferro caldo, una incudine premeva su di esso. Mi guardavo attorno, cercando l’uscita, ma non vedevo nulla. Pile di scatole. Vapore. Lunghe mura di metallo. Strani tubi di diversa dimensione si estendevano senza fine lungo le mura. Il sudore colava sul mio viso. Nei miei occhi. Correvo ancora più forte. Con la coda dell’occhio vedevo un grande dispositivo che sembrava meccanico, montato su un piedistallo.

Immagine familiare. Qualcosa di comune, che avevo visto già, grande, meccanico, qualcosa come.. (un motore, mi informava la mia mente)

Correvo verso lo strano e grande oggetto, con i suoi tubi e le sue pieghe brillanti e cromate. Doveva esserci altro lì vicino, un intero veicolo. Qualcosa. Trovando un veicolo potevo fuggire. Potevo sfuggire al bastardo che mi inseguiva. Cos’avrei potuto fare? Superato il motore, lascio le mie speranze con lui. Potevo sentire i suoni feroci dei passi in corsa dietro di me.

Potrei descrivere la differenza tra il mio suono e quello del mio inseguitore. Clak-clak-clak-clak, i miei piedi. Dietro di me c’era un altro suono. Chok-chok-chok-chok. Suonava familiare, come un cavallo in corsa. Come i suoni degli zoccoli. Il pensiero mi faceva correre con più persistenza. Zoccoli. Come fossi inseguito da una terribile bestia. (bestia, finalmente hai capito, corri, se sai cosa sia bene per te)

Che tipo di bestia era? Faceva i miei stessi suoni a doppio passo. Questo significa: due piedi, due zoccoli, due corna? Un tipo di bestia, la bestia, un diavolo di idea, che va dalla bestia, che va dal diavolo.

Oh, mio Dio, non questo! Tutto ma non questo! Il riconoscimento improvviso del mio persecutore mi ha fatto sentire improvvisamente le vertigini. Guardavo avanti, ma parte dell’immagine era oscurata, come se qualche elettricista robotico stesse togliendo i fusibili dalla mia mente. Il mio corpo è caduto in avanti e le mie mani si sono allontanate. I miei piedi hanno vacillato e mi sono controllato appena, cercando disperatamente di continuare a correre. Il mio cervello sapeva che ero destinato a fallire. Dovevo correre per sopravvivere.

Correvo forte, il mio respiro era pesante, il petto urlava, le gambe erano distrutte. Cercavo di respirare, ma l’aria non c’era. Correvo come un piccolo topo, rincorso dal feroce gatto. Guardando il corridoio, ho visto che finiva a circa trenta yard da me. Virata a sinistra. Il mio cervello schizzava. Ero inzuppato di sudore.

Il corridoio, gira a sinistra a meno di dieci yard, era visibile. Correvo più forte che potessi. La mia mente era nel panico. Ho sentito cedere le gambe. Angolo. Gira l’angolo e cerca di WHAM! Strada chiusa. Movimento finito.

Ho sentito le mie braccia bloccate come in una morsa. Vedevo solo rosso. Rosso, come un velluto steso su dei massi arrotondati. Massi contorti come muscoli. Pelle rossa. Petto muscoloso. Davanti alla mia faccia. Afferrato. Finita la corsa. Bloccato tra due mani terribilmente forti. Artigli sulle mani. Artigli scavano sulla mia pelle. Ho iniziato a urlare, un suono che ha trafitto una risata orribile che non potevo sentire. Ero finito. Ero stato preso. Vita all’inferno, tirato nel terribile abisso…
WHAM!

Mi sveglio di colpo, con un grido, il mio cuore batteva furiosamente. Sudore freddo. Mi guardavo attorno freneticamente, ansimando e pensando di essere in fuga, ma ho capito che ero nella mia stanza. Era solo un sogno. Desiderando di tornare alla normalità, ho capito rapidamente che la terribile realtà divenuta la mia vita, era come prima. Anche se non avrei immaginato di divenire così, ho dovuto ammettere che ero, in un certo senso, bloccato fra le dimensioni.

Non era rimasto nulla di umano in me, dato che potevo vedere i mondi non fisici facilmente quanto quelli che chiamavo semplicemente “realtà”. Il mio mondo fisico ora sembrava meno solido, sembrava composto da onde d’energia interferenti. Inoltre, ognuno dei miei cinque sensi era estremamente accentuato. Il suono di un telefono mi sembrava come quello di un treno merci e da tempo lo avevo strappato dal muro.

Avevo dovuto staccare tutti i dispositivi elettronici in casa, ora sentivo il rumore della corrente elettrica che vi passava. Non era molto piacevole. Volevo davvero uscire, ma in quella condizione avevo molta paura del mondo fisico. Ora i miei pensieri fluivano a velocità inimmaginabile e solo guardare un oggetto in casa poteva scatenare milioni di analisi diverse a velocità fulminea.

In un colpo solo potevo pensare a com’era stato costruito, dove, con quali materiali, il suo uso più comune, quale valore potesse avere, con quale colore avrei potuto dipingerlo, cosa sarebbe successo lanciandolo giù dalla finestra. I piccoli rumori del masticare e camminare ora erano amplificati e cercavo quindi di non muovermi troppo e dovevo sforzarmi per mangiare.

Gli oggetti dal colore più brillante nel mio appartamento erano così intensi e distinti che potevano farmi male gli occhi, quindi cercavo di coprire tutto ciò che mi infastidisse. Il mio corpo fisico ora sembrava una colonna spiraleggiante di energia e a volte vedevo le mie mani o le braccia, divenire trasparenti.

Cercavo di evitare queste esperienze, ma non importava, semplicemente non cessavano. Temevo davvero di impazzire. Inoltre, in questo nuovo mondo, capivo che non ero solo. Potevo percepire facilmente molti esseri luminosi che sembravano esistere attorno a me, ma erano invisibili agli altri. Molti di questi esseri erano cattivi e demoniaci e non sapevo come evitarli. Sembrava che mi osservassero, si divertissero con me, che sapessero della mia capacità di vederli. Mi innervosivano e cercavo un modo per renderli nuovamente invisibili.

Avevo preso due settimane di ferie prima che tutto iniziasse e ora la mia vacanza era finita e sarei dovuto rientrare nel mondo reale. Non sapevo onestamente se ci sarei riuscito. Ho riorganizzato i miei pensieri pe tornare stabile e apparire normale agli altri, avevo capito come rallentare la mia mente. Ancora, tutta l’informazione e le visioni continuavano a fluire attorno a me e il mondo era pieni di entità.

Ridevo per la disperazione, per il problema stupefacente che presto avrei affrontato. Come potevo sapere che con l’avverarsi del mio desiderio, avrei vissuto un tale terrore? Queste domande mi affliggevano come una malattia. Perchè non ho desiderato qualcosa di migliore? Un miliardo di dollari. Fama. Tutto. Altri dieci desideri! Se fossi tornato a quel giorno miracoloso e avessi potuto cambiare gli avvenimenti. Anche se erano passate alcune settimane, sembrava una eternità. L’immagine è tornata vivida nella mia mente appena ci ho ripensato.

Un giorno caldo di primavera, ho ricevuto una chiamata dal mio amico di college, Ray, appena tornato da un corso di antropologia in Messico. Ero affascinato nel sentire che Ray aveva scoperto un cactus a forma di cervello, con qualità psichedeliche potenti e che a quanto pare veniva usato da sciamani indigeni con cui aveva lavorato.

Molti anni fa il cactus era apparso di notte in un grande oscuro cratere nel deserto e molti membri della tribù avevano visto una luce brillante scendere dal cielo la notte prima. Benchè il cactus fosse stato da tempo nascosto e coltivato, Ray aveva guadagnato l’onore di possedere una delle piante sacre, per il suo profondo coinvolgimento con la tribù. In qualche modo era riuscito a farla passare e arrivare in America.

Gli sciamani avevano avvisato Ray che il cactus era molto potente e che andava maneggiato solo da quelli con la volontà di ferro. Dato che tendevo a provare quello che poteva espandere la mia coscienza, Ray si era offerto come guida in questa mia avventura.

L’idea iniziale era che avremmo fatto a turno, una persona rimaneva concentrata e sobria per guidare l’esperienza dell’altra. Dato che Ray l’aveva già fatto con lo sciamano, toccava prima a me. Nello spazioso bosco dietro alla casa di Ray, ho preso un pezzo di cactus che aveva tagliato col suo coltello da tasca. I suoni degli uccelli rimbalzavano tra gli alberi, mentre mi diceva di masticarlo.

Masticavo e aveva un sapore cattivo, come la sensazione sulla lingua che danno i poli di una batteria da nove volt. Appena il suo succo tagliente ha toccato la mia lingua, ho avuto una profonda e insolita esperienza. Mi sono trovato a fluttuare fuori dal mio corpo e mi trovavo in una zona grigia. Con mia grande sorpresa, è apparso un essere di Luce e si è identificato come realizzatore di desideri.

Mi ha chiesto cosa desiderassi di più al mondo. Chiaramente, mi sono venute in mente le cose tipiche, come denaro e ricchezze, ma non era abbastanza. Più di tutto volevo la vera conoscenza, cosa che raramente si ottiene. Con la mia immortale curiosità, ho chiesto di divenire conscio di tutta la vera realtà, sia fisica che spirituale.

Avevo una buona ragione. I problemi e i paradossi di cose come il fenomeno UFO, i fantasmi, i fenomeni psichici e paranormali erano divenuti quasi una ossessione giornaliera per me negli anni e volevo le risposte. C’era troppo là fuori che non capivo e il mio cuore bruciava per questo.

Ovviamente, qualcuno sapeva tutto e volevo essere quel qualcuno. Sembrava una idea definitiva; non importa cosa nascondesse il governo sulle astronavi aliene, non importa che mistero, potevo vedere tutto attraverso il suo cuore. Come potevo aspettarmi tali conseguenze? Potevo vederle in anticipo? Come potevo sapere quale realtà fosse? Mi sono morsicato l’unghia dell’indice. Potevo sentire il suono degli spiriti. Devo averli disturbati con le urla del mio sogno.

Fissavo il soffitto. La mia vita si era complicata dannatamente, nulla seguiva più la tradizione. Non potevo prendere per certa la realtà, era come se fossi un alieno nel mio stesso corpo. Resistevo con difficoltà. Iniziavo a cedere. I miei sogni peggioravano molto, dovevo dormire, dovevo fuggire dal mondo, ma entravo in quello nuovo, dove tutto poteva accadere e potevo aspettarmi i più crudeli incubi.

Fissando il soffitto, affondato nei pensieri, lo stucco ha iniziato a fluire, a ruotare e cambiare forma. Queste immagini fluttuanti erano le prime esperienze dopo aver ottenuto quella dannata abilità.

Nulla era più un solido oggetto. Il piano d’esistenza in cui vivevo solitamente era superficiale. Gli oggetti erano sicuramente solidi e non si muovevano o non sparivano. Mi sono seduto e la rete del letto è esplosa sotto di me. Una figura apparsa dietro la porta dell’armadio, mi era sfuggita dalla vista. “Non sarò più al sicuro”, ho pensato, mettendomi le mani sulla faccia e scuotendo disperato la testa.

Mi sono alzato e ho notato un’aura a forma d’uovo attorno al mio corpo, brillava in modo diverso dal suo solito colore sano. C’era un flusso roteante oscuro attorno al mio stomaco. Ero molto affamato. Afferrati i pantaloni, ne esce una piccola creatura che sfugge rapidamente. “Che Dio ti Maledica!”, ho pensato. Beh, Dio l’aveva già fatto. Tutto alla fine conduce ad una questione di equilibrio.

Per tutto quello di buono che esiste, c’è il lato maligno, per ogni yin, ci sarà sempre lo yang, è la natura dell’Universo. Chi può dire quante vite vengano tormentate da questi piccoli gremlins? L’unica differenza con me è che potevo vederli. Erano curiosi, troppo curiosi. Sembravano essere ovunque.

Mettendomi la maglietta, ho notato una delle piccole atrocità che mi fissava da dietro uno scaffale. Mi sono infuriato e ho preso una palla da baseball da terra per colpire la piccola bestia. L’ho mancata e ho sentito solo un verso acuto che mi ha fatto rizzare i peli dietro il collo. Ho messo una mano sul freddo sudore della mia fronte. Mi sono chesto ancora “Perchè avevo voluto conoscere quale realtà fosse?” Ero quasi sicuro di non poter tornare indietro.

Anche se erano passate quasi due settimane dall’inizio delle visioni, sembravano due anni o due secoli forse. Le ultime due settimane erano state un incubo dal quale non ho potuto svegliarmi o nascondermi. Avevo una carriera, persone da contattare e delle responsabilità. L’importanza di queste cose diminuiva.

Solo apparire sano in mezzo agli altri era diventato un problema. Il pensiero del ritorno al lavoro mi aveva riempito di nuova paura. Avevo fatto tutto per restare a galla, ma la vita sembrava chiudersi da tutti i lati. Mi ero allacciato la cintura. Avevo preso un profondo respiro e mi dirigevo al bagno, aprendo la porta della stanza da letto. Il primo giorno, quando mi sono sentito veramente psicotico. Ho chiuso lentamente la porta della camera, cercando di farlo in silenzio.

Non volevo attrarre attenzione e gioire del rumore catastrofico di una porta che si chiude. Ho lanciato una rapida occhiata nella sala. Eccola lì, a sinistra, la mostruosità verde. Era una grande pianta, di cui mi ero occupato per molti anni. Guardavo la sua aura multicolore con meraviglia. Non avrei mai saputo che le piante fossero così vive.

“Ciao, Harry”, mi diceva la pianta. “Come stai questa mattina?”
“Oh, bene”, ho risposto.
“Davvero? Dai Harry, non puoi ingannarmi. So che hai dei problemi. Cos’hai in mente?”
“Queste dannate piante sanno troppo”, ho pensato.
“Beh, non sappiamo tutto, però se dovessi stare fermo in un posto tutta la vita senza far nulla, ti interesseresti delle persone con cui vivi”.
“Sì, ma di solito non conto una pianta come convivente. Solitamente non dovresti parlare!”
“Almeno ora sei abbastanza fortunato da parlare con qualcuno che ti conosce da tanti anni. Più di quanto possano fare i tuoi amici.”
“Sì, penso che hai fatto un punto ora”, ho ammesso.
“Allora dai, Harry, qualcosa ti affligge. Ti sentirai meglio se liberi il tuo petto. Cosa ti preoccupa?”
“Beh”, ho detto, “Penso che tu abbia ragione. In realtà sono preoccupato. Non posso più affrontare il mondo. Tutto nella mia vita prima di queste ultime settimane, sembrava così facile. Anche se ero pieno di lavoro o avevo una scadenza, non arrivato a lottare minuto per minuto come faccio ora solo per sembrare sano”. “Sì, immagino che nel tuo caso questo potrebbe essere difficile”, ha risposto. “Cosa ti ha causato precisamente tutto questo dolore?” “Ci sono troppe dannate forme di vita negative in questo mondo. Sembra che non possa muovermi senza vedere demoni o sentire cose che mi parlano o parlano tra loro. Pensavo che la foresta fosse silenziosa, ma ora sembra che non possa essere solo ovunque vada.”

“Questo non significa che tu debba avere una risposta negativa”. “C’è sempre qualcosa in giro con cui parlare e penso che dovrebbe essere di conforto, dato che non soffri più nella prigione dei tuoi pensieri privati.” “Se la solitudine fosse com’era, andrebbe tutto bene”, ho risposto, senza ascoltare davvero la pianta. “Però il vero problema è la compagnia stessa! Sono così preso nel mondo spirituale, che fatico ad avere il tempo per parlare alle persone reali!

Ogni volta che vedo quelli negativi, mi sento osservato, oggetto di un complotto o altro. Chi sa cosa potrebbero fare quei piccoli insetti se si mettessero assieme?” “Beh”, risponde la pianta, “la verità è che nel mondo spirituale esiste sempre un bilanciamento raggiungibile tra buono e cattivo. (11:11 pm, 30-3-99).

Dovresti concentrarti più sugli spiriti buoni che su quelli cattivi. Siamo qua per te e possiamo guidarti attraverso i tuoi problemi”. “Grazie” ho risposto. “Guarda, mi piace parlare, ma devo prepararmi per il lavoro. Penso di essere rimasto nel sogno dopo il suono della sveglia. Questo dannato orologio è una delle ultime cose che non ho ancora staccato. Attraverso il sogno era come essere intrappolato nella mia mente.

Non so cosa sia peggio, essere sveglio o sognare! Fatico ora a dire la differenza. Questo è dannatamente spaventoso. Ho davvero pensato con tutta la mia anima, di essere trascinato all’inferno questa mattina. Quindi mi sono svegliato scoprendo di avere appena il tempo per una doccia e poi partire!” “Sì, posso immaginare il tipo di cose che ti tormentano.

Sarà meglio che parti. Ricorda solo che c’è sempre qualcuno qua con cui parlare e che può aiutarti. Non dovresti affrontare le tue esperienze tutto solo. Può accadere che si presentino cose potenti. Vai a fare la doccia.” “Grazie, ci vedremo più tardi”. Ho preso la maniglia bianca e sono entrato lentamente nel bagno, ancora spaventato dalle quasi impossibili esperienze che mi erano accadute.

Ho ascoltato il sibilo che riverberava nella mia testa mentre mi lavavo i denti. Ho dovuto sforzarmi per farlo. Fissavo la carta nera che avevo messo sullo specchio del bagno. Questo era uno dei problemi più spaventosi: sembrava che gli specchi fossero una specie di passaggio in un universo totalmente diverso, a volte detto l’Oltre, dove le poche leggi fisiche che potevo appena capire sulla Terra, non sembravano assolutamente presenti.

Da quello che potevo capire, l’Oltre era il lato inverso della realtà fisica. Era un posto oscuro, fatto tutto di correnti blu d’energia pulsante. Anche se il mondo fisico era visibile nell’Oltre, tutti gli oggetti apparivano come proiezioni luminescenti. Sembrava che se una entità viaggasse nel mio mondo, l’avrebbe fatto con fatica, mentre dall’altro lato dello specchio potevano girare facilmente.

Mi sono spesso chiesto cosa avessi potuto vedere o sperimentare in quel posto e mi spaventava moltissimo. Ero già molto influenzato solo da quello che potevo vedere nel mio spazio e sapevo in qualche modo che nemmeno queste regole si applicavano nell’Oltre.

Tutto quello che viveva in qualsiasi dimensione poteva essere raggiunto tramite questo passaggio e poteva entrare nella terra e divenirme a me visibile, gli spiriti interdimensionali dovevano solo trovare uno specchio abbastanza grande. Persino le superfici delle pozze e dei laghi potevano essere usate se calme e non disturbate.

Ora che potevo vederli e non dubitavo più della loro esistenza, ero terrorizzato dal trovarmi vicino ad uno di questi portali, dato che sapevo bene che nel mio nuovo corpo, potevano tirarmi dentro se non stavo attento. Ho sentito un brivido rotolare lungo i miei nervi. Solo una settimana prima avevo fatto la scoperta, nel bagno mentre mi lavavo i denti.

Avevo visto le strane increspature energetiche che ora potrei vedere nello specchio, quindi ho abbassato la testa per sputare la schiuma. Quando l’ho rialzata, sono quasi soffocato con il dentrificio rimanente, perchè nello specchio, proprio dietro di me, c’era l’immagine piatta di una figura nera che sembrava curvarsi all’interno! Non potevo vedere altro che la sagoma, ma la cosa spaventosa era che poteva essere un vortice nello spazio e nel tempo che poteva aspirarmi! Non era l’ordinario “basso astrale”, qualcosa di più potente e minaccioso.

Mi sono sentito come se il pavimento avesse ceduto sotto di me e istintivamente le mie mani si sono attaccate ai lati del lavandino e lo spazzolino è caduto a destra. La schiuma è uscita dalla mia bocca mentre mi sono girato per vedere il vortice, non c’era nulla, se non una curiosa pressione nel mio petto e una sensazione di aria fredda. Mi sono leggermente rilassato e mi sono girato davanti allo specchio, ma quella figura era sempre lì.

L’adrenalina è salita al massimo, i miei nervi si sono elettrificati e il mio cuore era sotto pressione, mi sentivo pesante e la mia mente è stata spinta lontano, il tempo aveva rallentato nell’eternità. Anche se sapevo che era uno specchio di vetro, nella disperazione ho cercato di colpire l’immagine e ho chiuso la porta; le mie condizioni seguenti mi importavano poco, ma dovevo distruggere la minaccia orribile.

Con grande forza ho tirato un pugno. La mia adrenalina si era trasformata in una nausea torci-stomaco quando il mio braccio è finito nello specchio, senza romperlo, fino alla spalla. Ero sconvolto, sembrava che non ci fosse altro che una sottile membrana che portava altrove! Ho cercato disperatamente di liberare la mano e un ghiaccio freddo tanto da bruciare, sembrava attirarmi nel vortice, a volte fino al collo.

Tremavo in modo incontrollabile e le lacrime scendevano dalla mia faccia traumatizzata e piangevo pateticamente, come un piccolo bimbo, emettendo un tono sorprendentemente alto. Più piangevo e combattevo e più venivo risucchiato, quindi ho messo il mio piede vicino allo specchio per evitare di entrarvi.

Senza avvertimento, le mie grida si sono fermate per mezzo secondo e mi è apparsa una immagine nella mente, solo un flash improvviso. Fatico a ricordarla, ma era una luce molto luminosa. Sembrava un uomo alto e luminoso con una lunga veste.

Le mie grida sono ricominciate e sembravano ininterrotte, mentre lottavo e piangevo per lo spaventoso vortice e improvvisamente, il flash è tornato. Quindi ancora e ancora. Ogni volta era sempre più lungo e l’immagine più chiara. Nella disperazione ho cercato di concentrarmi su quello e quell’apparizione sembrava curiosamente calma rispetto a tutto quello che mi accadeva.

Concentrandomi sull’immagine, una parte di me sembrava trasportata in essa e una profonda, sonora e riverberante voce emergeva nella mia mente. “Invia amore, invia amore con tutta la tua forza e non potrà farti del male.”

Accelerato dalla possibilità di una soluzione, ho sentito una profonda forza in me. In qualche modo, l’essere mi stava guidando in questa esperienza infernale. Tramite un profondo lavoro interiore, potevo sentire che tutto l’amore che avevo provato, si stava ammassando e riempito di questa forza, il caos è sparito, mentre il mio corpo fisico si rigirava ancora.

Ero freddo e blu cristallo mentre la forza cresceva, a fondo e sempre più potente, finchè non si è espansa minacciando di spingermi oltre i limiti. Ho cercato di concentrare l’energia in un singolo punto nella mia fronte e con un forte e chiaro NO, l’ho inviata all’immagine. Istantaneamente la stanza si è riempita di una luce bianca accecante e la pressione è stata rilasciata. Il mio corpo si è liberato bruscamente per lo sforzo incredibile che avevo fatto.

Non sono riuscito ad afferrare nulla e sono finito nel cesto della biancheria con impeto. Mi ha fatto male alla schiena, ma questa era l’ultima cosa nella mia mente. Dovevo assolutamente uscire da lì e così ho fatto. Sono corso fuori dal bagno gridando quasi inciampando sul mio accappatoio. Questo evento spaventoso mi tiene lontano dagli specchi. Mi sono chiesto cosa sarebbe avvenuto e dove sarei andato se quell’immagine mi avesse catturato.

Questa paranoia mi aveva portato a coprire tutti gli specchi con una carta nera. Tutto sembrava andar bene dopo averlo coperto, potevo appoggiare la mano senza che venisse aspirata. Nonostante il rinnovato calore della mia doccia, mi sentivo paranoico per i ricordi. Avevo fermato quasi l’essere luminoso e la sua soluzione, invece di pensare alla paura di altri attacchi.

Non sapevo se l’idea dell'”amore” avesse funzionato ancora o se quella forza mi avrebbe assistito ancora. In breve, non mi fidavo dell’esperienza. Mi erano accadute molte cose nuove e spaventose, che faticavo a organizzarle in una cornice logica.

La mia risposta era inesorabile paranoia. Davanti al lavandino del bagno, mi sono pettinato e rasato il volto, fissando la copertura nera e immaginando come sarebbe stata la mia faccia allo specchio. Riuscivo abbastanza bene a fare queste cose istintivamente, ma continuavo a ferirmi col rasoio. Era importante continuare a farmi la barba in mezzo a tutto questo; la mia igiene mi aiutava a non sentirmi pazzo. Dopo aver finito, mi sono vestito e sono sceso dalle scale. Scendendo, per un secondo pensavo che potevo vedere strani schemi e mappe in linee scure sulla moquette.

Erano chiari, ma non ne vedevo il senso. “Beh, se è realtà, allora devo ancora apprendere molto”, ho detto forte al muro. “Sì”, ha risposto una voce, “sicuramente.”

Ho fatto un salto sentendo la voce. Era il fantasma che condivideva con me la casa, di nome John. John aveva vissuto nella mia casa per trent’anni, prima di morire d’infarto. Si diceva che John era putrefatto per aver vissuto solo ed è stato trovato dalla cameriera settimane dopo la sua morte! Sfortunatamente la sua morte è stata incompleta, aveva da finire del lavoro sulla Terra. Dato che si sentiva obbligato a non staccarsi dal mondo materiale, era rimasto nella sua vecchia casa come spirito.

Non mi aveva mai spiegato che obblighi avesse. Sicuramente si era spaventato camminando per casa come se tutto fosse a posto, per poi trovare il suo corpo in decadimento nella stanza. John aveva ottenuto la capacità di muoversi in altre dimensioni, ma non era un pieno raggiungimento dell’avanzamento spirituale. Più tardi, avrei appreso che non era riuscito a raggiungere la coscienza cosmica.

Era il punto in cui uno spirito apprendeva abbastanza da potersi fondere con l’Uno. Quindi avrebbe potuto diffondersi nell’intero universo e in quelli paralleli, divenendo conscio di tutto quello che si può conoscere e con un ruolo attivo nella creazione delle nuove dimensioni d’esistenza.

Quindi, John ha cercato di divertirsi, cercando sempre una uscita, in modo da avere la libertà. Sapeva silenziosamente che io ero l’uscita e questo lo frustrava in un certo senso. Io, chiaramente, non avevo idea di questo. Ho cercato di non mostrare la mia paura quando John mi ha parlato. “Hey, John”, ho detto. Mi è servito un attimo per affrontarlo. Non avevo mai visto un fantasma e le mie reazioni iniziali sono state di terrore. Ho superato la paura quando ho capito che il fantasma era un buon ragazzo in un diverso stadio del suo sviluppo spirituale, rispetto al mio.

“Quindi, Harry, come va?”, mi ha chiesto John.
“Bene, penso di stare bene, anche se muoio dalla fame.”
“Dai ora”, “Qualcosa c’è. Ti ho visto saltare quando ti ho salutato.”
“Beh, immagino che diresti che tutto questo mi sta uccidendo di paura”, ho detto, piuttosto onestamente: “Voglio dire, è molto più di quanto abbia mai immaginato. Tutto sembra cadere su di me da tutti i lati e non c’è nulla che possa fare per evitarlo”.

Questa dichiarazione ha fatto riflettere John, mentre entravamo in cucina. Raggiunto il contenitore dei cereali, John ha iniziato a parlare di nuovo. “Non so se sei davvero così impotente”. “Sai, ogni persona è nella giostra del proprio veicolo del destino. Tu puoi fare tutto quello che vuoi se credi in te stesso.

Desidererei d’aver appreso la mia lezione finchè ero in vita. Non è così difficile aver successo nella vita, devi credere nella tua forza e devi avere volontà e determinazione.” Avevo preso i cereali dall’armadietto e il cucchiaio dal cassetto. La scatola dei cereali era aperta e ho iniziato a vuotarla. Ho guardato negli occhi di John, ascoltando affascinato, tanto che non mi accorgevo di far cadere il cibo sul tavolo.

“Hey, attento”, dice John. Guardando in basso ho capito cosa stavo facendo. “Oh, merda!” ho gridato. “Relax, è solo cereale”. “Devi smettere di essere così preoccupato per tutto. Rimetti i cereali nella ciotola. Cerca di ricordare che ti sei riempito di nuove incredibili abilità allo stesso tempo in cui sei stato indebolito da quello che hai visto. Puoi far andare le cose come vuoi. Pensaci, hai una abilità che nessun altro umano della Terra possiede, per quanto ne sai. Se inizi ad usare i tuoi vantaggi, i risultati possono essere favolosi. Penso che tu debba abbandonare le tue paure e passare attraverso lo specchio con me. Ti garantisco che vedrai persone e posti più affascinanti di quanto tu possa mai immaginare”.

“Dai su, ho detto che non sono pronto. Smetti di insistere uomo! Se mi sentirò pronto forse lo farò. E’ troppo difficile per me persino pensarci. Non so cosa aspettarmi. Non è dove vivono tutte le creature di basso livello?” Appena John ha ripreso a parlare, mi sono messo a mangiare voracemente. La mia mente si ritrovava con quella vecchia sensazione del fai-tardi-al-lavoro e in un certo senso, essere paranoico per qualcosa di fisico era salutare. “Non ti preoccupare per queste creature. Solitamente non fanno nulla con me.

Se lo fanno, so come reagire. Vedi, i nostri spiriti sono molto più elevati dei loro, in termine di vibrazione. Significa che possiamo saltare di dimensione in dimensione più rapidamente di loro. Possiamo attraversare vari livelli di tempo e spazio.” Quindi ho esclamato, con la bocca piena: “Questo è bello per te, ma io? Se quell’apparizione mi avesse succhiato nello specchio, chi mi garantisce che la mia anima non sarebbe divenuta solo cibo?” “Non ti preoccupare”. “Posso insegnarti come viaggiare attraverso le dimensioni”. Masticavo avidamente, i miei denti schiacciavano i cereali mentre fissavo John intensamente.

Lui continuava: “Devi solo apprendere cosa dire e ricordare i nomi e le forme delle diverse dimensioni. Qusando sai farlo, è facile fare quello che vuoi. Hai ottenuto abilità divine, in un certo senso e stai tutto il tempo seduto e imbronciato.” Questo mi ha toccato i nervi. “Cosa diavolo sai?” ho gridato, con una piccola goccia di latte e cereali sulle labbra, i miei occhi si sono sbarrati. Il cucchiaio ha suonato nella ciotola e ho fatto un gesto con le mani. “Non hai la minima idea di come questo mi preoccupi!

Non sapevo di questi “poteri”, che potessero essere così spaventosi o intensi. Inoltre, mi sento costantemente inseguito dai demoni e questo non porta proprio ad una personalità felice.”, ho aggiunto con sarcasmo. “Penso di capirti”, ha risposto John. “Servirà qualche aggiustamento perchè ti divenga comodo. Non sarai più solo, lo stai facendo solo poco prima degli altri. Tutti gli esseri umani hanno la capacità di fare cose che potrebbero solo sognare. Solo tramite la “modernizzazione” abbiamo perso tutti questi insegnamenti spirituali.

L’audacità dei nostri scienziati, pensare che abbiamo accesso solo al 10% del nostro cervello! Il cactus che hai mangiato ti ha dato solo una via per aprire i canali e ora il tuo intero cervello parla a sè stesso nelle tue percezioni conscie e riconosce gli altri livelli di vibrazione attorno. Avresti potuto farlo senza quella pianta, ma forse sarebbero serviti alcuni anni di impegno. Almeno, fino all’apertura del vortice.”

“Quale vortice?”, ho chiesto. “Beh, vedi, Harry, stiamo entrando in un tempo dove queste esperienze dovranno essere affrontate da tutte le persone, che siano pronte o no. Il tuo caso è una fortuna, è più facile superare le tue paure mentre il resto del mondo è ancora stabile. Questo vortice di cui parlo, è una finestra nelle dimensioni parzialmente causato da un ciclo nel nostro Sole. Servirebbe tempo per spiegartelo, ma forse ci proveremo, se vuoi. Diciamo solo per ora che sei un pioniere della più favolosa esperienza nella storia del tuo pianeta. Molte altre persone necessitano di un tremendo sforzo per avere gli stessi risultati che ora sperimenti”. “Sembra come se avessi preso una infernale scorciatoia.”, ho detto, esalando profondamente, i miei muscoli tesi si rilassavano. “Senza dubbio,” risponde John. “Mentre molte persone usano una piccola parte delle loro abilità naturali, ora hai accesso a quasi tutte. Questo ti da un vantaggio incredibile. Col tempo scoprirai quant’è affascinante.”

“So che ora non è molto affascinante”, ho risposto mentre finivo gli ultimi cereali Chex nel latte. “La mia vita è un inferno e oltre a questo, sono molto in ritardo! Che ore sono?”
“Sono quasi le otto”, ma John non ha guardato l’orologio.
“Oh uomo, devo muovermi” ho risposto. Rovescio il latte nel lavandino. John parlava da dietro. “Non vai a salvare qualche nostro amico peloso? Ne ho visto uno che sembra un gatto. Pensaci, possiamo adottarli.”
“Molto divertente”, ho risposto aprendo la lavastoviglie, ogni rumore era una bomba separata nella mia testa. “Questa è l’ultima cosa che voglio. All’inferno con i piccoli bastardi.”
“Dai ora, devi almeno provare ad accettarli.”, ha detto John. “Se sentono la tua paura possono segnalarti al loro comandante, cosa che attrarrebbe altra attenzione. Quindi saremmo vicini alla battaglia”.
“Non so”, ho risposto chiudendo la scatola dei cereali. Ho preso le chiavi dal tavolo, notando l’incredibile ruomore metallico nella mia testa. “Non sprecherò tempo pensandoci. La situazione è abbastanza brutta.”

“Vero, ma devi ancora cercare di non mostrare paura. Devi iniziare a prendere seriamente i miei suggerimenti, ci sono molte diverse entità che cercando la tua attenzione”.
“Che bel pensiero” ho esclamato. “E’ abbastanza brutto vedere quelli piccoli, ora mi dici che è solo la punta dell’iceberg. Cosa dovrei fare se vedessi qualcosa di più potente?”
“Pretendi di non vederlo e probabilmente non ti noterà”, ha risposto John.
“E se mi nota?”, veramente preoccupato.
“Prega”, è stata la risposta, “e mandami un messaggio mentale, ti manderò rapidamente aiuto.”
“Questo è rassicurante”, ho detto. Ho ripensato all’esperienza nel bagno per poco, ho rimesso poi la scatola nell’armadietto. Appena la luce vi è entrata, due piccole creature pelose sono uscite.
Erano legate assieme in modo suggestivo, forse sessuale. Era troppo per me. Ho sbattuto al suo posto la scatola, urlando, “Che Dio vi maledica! Questa è la mia casa! Vi odio bastardi!”

Ho sbattuto lo sportello, che ha rimbalzato e si è riaperto. Il rumore era quasi inascoltabile, otto volte più che “assordante”. Riguardando dentro, le piccole creature erano improvvisamente e misteriosamente scomparse. Stavo iperventilando e sudando freddo.

“Dai su, dai, rilassati!” ha detto John, la sua voce si era accelerata. “Tu gli permetti di farlo! Ignorali”
Ho tirato alcuni profondi respiri e ho rallentato tutto, la mia voce si è abbassata. “Sì, hai ragione, mia madre usava dire la stessa cosa sui bulli nel giardino di scuola. Era sempre difficile ignorarli davvero, rispetto a quanto dicesse lei.”
“Devi provare, così renderai le cose più difficili.”
“Sì, grande.” “Guarda, ora devo andare al lavoro o potrei perderlo. Non mi pagano per stare a casa.”
“Cosa aspetti? Porta il sedere fuori dalla porta!”
“Ok, a dopo”, ho detto.
“Ascolta i tuoi stessi consigli”
Sono uscito brontolando.
“Anche io ti amo, Harry. Buon lavoro e cerca di stare lucido. Con le tue nuove abilità dovrai rimanere concentrato.”
“Sì, lo so” ho detto. “Farò del mio meglio”.
“Questo è moltissimo, specialmente quando iniziamo a giocare davvero.”
“Spero tu abbia ragione”.
“Ho ragione. Ora muoviti!”

Parte Due: John

Harry ha attraversato la porta e mi sono nuovamente sentito libero. Il ritorno di di Harry al lavoro mi avrebbe permesso di riaprire uno degli specchi per viaggiare nelle dimensioni. Era passato troppo tempo per me. “Penso che prenderò una copia del Settimanale 5D”, scherzavo e ridevo. In realtà non era una rivista e dato che ero stato lì poco più di due settimane prima, nel tempo della Terra, non era un settimanale. Comunque mi piaceva parlare con la terminologia della Terra. Mi sono spostato in sala. “Harry è un bravo ragazzo, ma è un’entità difficile con cui lavorare.” Pensavo. “Ancora oggi non sa che sono stato assegnato a lui e non conosce la nostra vera missione. “Quando arriverà il momento, inizierò a mostrarglielo e a portarlo oltre lo specchio.

Avrà ancora una strada lunga davanti.” Continuavo a pensare camminando per la casa. “E’ male che non sappia usare i suoi poteri per cose buone. C’è molto che può fare, se accettasse il suo destino pienamente invece che combatterlo. Perchè sembra sempre che i problemi più semplici siano i peggiori? I demoni non possono fargli molto più che gli scoiattoli o i conigli. Vorrei riuscire a fargli conoscere le sue vere capacità. Oh bene, almeno posso usare i poteri costruttivamente e al tempo giusto e posso insegnargli a fare la stessa cosa.”

Mi trovavo nel salotto, nel centro della stanza c’era una lunga copertura scura che nascondeva uno degli specchi più grandiosi della casa. Si mostrava con aspetto regale sul muro, come se lo specchio stesso conoscesse le proprie capacità e ne fosse orgoglioso. Mi sono avvicinato allo specchio e ho rimosso il nastro isolante, partendo da sopra a sinistra. Dovevo comprimere le mie dita nella terza densità, per riuscirci. L’avevo levato fino ad esporre tre quarti della superficie.

“Spero che Harry non torni”, ho pensato. “Impazzirebbe se sapesse che stavo abbassando il suo schermo protettivo dalla paranoia per gli specchi. Inoltre, non penso che erediteremo qualche errante cattivo.” Ammiravo con curiosità la mia riflessione. Vedevo uno sfondo interessante, sembrava di vedere attraverso uno specchio a due vie in un negozio e potevo quasi vedere l’ufficio dall’altra parte. Ho afferrato la cornice dello specchio e ho messo un piede in esso, tenendolo fermo.

Con un movimento di spinta improvvisa mi sono lanciato prima di testa attraverso lo specchio. Il mio corpo è volato attraverso il portale e sono entrato nell’Oltre. Tutto aveva una forma identica, ma c’era assenza di luce. Una forma indistinta e iridescente di energia blu fluiva attorno agli oggetti naturali e siccome c’erano pannelli di legno e mobili in casa, potevi vedere bene il percorso che brillava. La visione era leggermente alterata in questo reame e tutto avevo attorno una indistinta nebbia.

Sono finito prima sulla moquette del pavimento, calciando la polvere. Guardavo attorno con un definito livello di rispetto, c’era molta energia a me utile in quel posto. Potevo sentirmi alleggerito e più avveniva e più difficile sarebbe stato tornare. Ho iniziato a camminare fuori dalla stanza, dall’altra parte del muro dov’era montato lo specchio. Dirigendomi verso la porta della cucina, ho deciso di sperimentare con uno strano fenomeno caratteristico dell’Oltre.

L’avevo già fatto centinaia di volte, ma ancora mi interessava molto. Ho camminato attraverso l’arco della mia vecchia tana e mi sono diretto in cucina. Attraversando la porta ho quasi colpito con la gamba un tavolo. Ho riso. Ero attaccato alle tradizioni, anche se ero uno spirito, attraversavo raramente gli oggetti solidi, non era il mio stile. “Ah, che diavolo”, ho detto ridendo. Ho fatto alcuni passi indietro e con uno sprint verso il tavolo, lo salto e attraverso il muro prima con i piedi. Ho sbagliato il salto e sono atterrato di coccige in salotto.

L’unica ragione per questo è che credevo che fosse un pavimento e i miei pensieri lo hanno compresso un una cosa fisica reale nell’Oltre. “Per fortuna che sono in forma di spirito”, ho pensato. “Le persone normali avrebbero dolori per giorni cadendo in questo modo.” Mi alzo e mi spolvero. Nell’Oltre, la materia non era solida come nella dimensione terrestre normale, a meno che non lo volessi.

Tutti i campi di energia esistevano molto ravvicinati qui, quindi era facile passare di dimensione in dimensione. Serve solo sapere i nomi e le forme delle dimensioni e potresti esplorare migliaia di universi. Ho trovato interessante che gli stessi specchi avessero una proprietà particolare nell’Oltre. Se non erano coperti da una carta nera come ha fatto Harry, mostravano un colore grigio.

Riflettevano la luce dall’altro lato in una luminosità strana che sembrava il riflesso della superficie di un lago. Nonostante le variazioni di colore, l’aspetto generale era quello di una lastra di marmo gigante. Il semplice atto di visualizzare dove volessi andare, mi avrebbe diretto alla giusta superficie o specchio e le riflessioni mi avrebbero dato l’idea di quale sarebbe stata la destinazione.

Passare attraverso lo specchio era rallentare, attutire, addensare. Harry non lo capiva, ma per me era difficile stare con lui, per me l’Oltre era l’ambiente naturale. C’era molto di me che Harry non capiva e non lo avrebbe capito fino a molto più tardi. Finchè non fosse stato pronto, avrei dovuto farlo crescere e proteggerlo.

Pensando a tutto questo, mi avvicinavo allo specchio, dove poco prima il mio riflesso mi fissava. Si formava un sorriso sulla mia bocca, mentre spingevo le mani attraverso lo specchio. Mi impressionava ancora vedere le mie braccia infilate fino ai polsi. Tiro fuori le mani dallo specchio e resto su un piede. Spingo l’altro piede nello specchio. “AAAH, la mia Gamba!” ho urlato, ridendo di cuore. “Devo smettere di girare. Devo andare a prendere il documento al Concilio.”, ho eslamato.

Anche se non era un giornale, ero rimasto abituato al linguaggio della Terra e mi piaceva. Ho fatto un respiro profondo e mi sono preparato da dire le parole. Sapevo che per viaggiare in quel modo significava alzare il mio livello vibrazionale ad una frequenza diversa. Il vero “spazio” in cui avevo viaggiato, poteva essere proprio nelle stesse coordinate fisiche, in un certo senso, non avrei lasciato fisicamente quella stanza.

Comunque, ora sapevo di poter tenere una specifica concentrazione, che mi avrebbe permesso di percepire una certa dimensione in mezzo alle altre. Per saltare da un posto all’altro, dovevo solo pensarci e sarei arrivato. Avevo scelto di verbalizzare la mia richiesta per evitare confusione e a volte salti in altre realtà che non volevo visitare. Potevo facilmente trovare l’uscita, comunque non era piacevole.

Ecco le parole. “Dimensione Zaladriel, settore ZQX-33. Trasporto.” Ho sentito la famigliare pressione passando nel wormhole dimensionale a velocità incredibile e sono arrivato alla mia destinazione. L’area era la superficie di un pianeta che esisteva in quella che gli scienziati chiamerebbero quinta dimensione.

Nonostante l’alto livello di vibrazione, gli abitanti avevano ancora un corpo ed era molto umanoide. Nonostante la somiglianza, le loro abilità erano molto superiori a quelle umane. La composizione del corpo era più vicina alla luce pura e potevano manifestare istantaneamente ogni oggetto tramite il solo pensiero. Inoltre, potevano accedere alla memoria collettiva della Creazione e prenderne informazione.

Questa era solo la punta dell’iceberg, sapevo che Harry avrebbe impiegato un po per afferrare tutta questa informazione. Presto, sarebbe divenuto come me, così come molti altri che su questo pianeta Ascenderanno. Lo stesso pianeta sarebbe inabitabile per un corpo fisico umano, riempendosi di argon, zolfo e ammoniaca. Orbitava un tipico Sole binario, che creava schemi interessanti sulla superficie del pianeta.

In un tempo lontano nel passato, gli abitanti facevano cerimonie e sacrifici quando i due soli si incrociavano, circa una volta all’anno. Si erano evoluti oltre la barbarie e ora erano ascesi di due livelli spirituali da quel momento. Erano passati milioni di anni. In un certo senso, ho sentito il desiderio di tornare, era la mia vera casa.

La storia della mia morte nella casa di Harry era vera. Infatti, mi ero incarnato come umano, per nulla difficile, come fanno tutte le anime che sono parte dell’Uno e sono composte della stessa energia intelligente. Immediatamente dopo la mia morte, ho ripreso le mie abilità e la mia connessione energetica con Harry. Ho preso la decisione io stesso di rimanere sulla Terra.

Sapevo bene che ho voluto aiutare di mia volontà Harry nella difficile fase della sua vita e molte altre cose meravigliose gli sarebbero accadute, ma era ancora nel momento di shock iniziale, di orrore e sfiducia. Se avessi lavorato bene con lui, sarebbe stato pronto in meno di un anno. Sapevo che la mia costanza avrebbe ripagato.

Avevo appreso che Harry veniva anche lui da questo sistema di stella binaria, io ero infatti il suo fratello perduto. Dovevo attendere il momento giusto per rivelarglielo, se avesse ricordato pienamente la sua identità, avrebbe perso interesse rapidamente per la Terra se non ben preparato. Dovevo evitarlo ad ogni costo. Lo avrei portato attraverso lo specchio e gli avrei mostrato un poco alla volta, ma una occhiata alla sua vera casa nel momento sbagliato sarebbe stato un disastro. Dovevo giocare le mie carte con delicatezza, preparando con cura le varie rivelazioni.

Qui a casa trovavo pace. Avrei controllato ogni tanto il proseguimento degli altri progetti seguiti dai miei compagni. Si facevano sforzi per bio-informare il nuovo mondo e potendo uscire dal tempo lineare, avremmo monitorizzato gli effetti a lungo termine dei nostri progressi. Molti miei amici erano coinvolti attivamente nella progettazione di questo nuovo pianeta e la loro missione era interessante.

Dovevano progettare un mondo che rispondesse ad uguali specifiche della Terra. Per farlo, raccoglievano elementi, vegetali, animali e genetica umana e li replicavano per introdurli nel nuovo mondo. Presto ci sarebbero serviti, con l’imminente apertura del vortice dimensionale nel sistema della Terra, che avviene ogni 25000 anni. I Grandi Poteri preparavano il trasporto di questi umani che non sarebbero Ascesi, ma avrebbero proseguito nel loro karma di terza densità.

La Terra sarebbe divenuto un pianeta di quarta densità e il nostro lavoro era quasi completo. Altre cose interessanti erano in corso e seguite da piccoli comitati. Tutti i nostri fratelli che si erano volontariamente incarnati come umani sconosciuti sulla Terra, avevano almeno una o due entità guida che agivano dall’altra parte, tenendoli connessi spiritualmente al loro pianeta di origine, mentre passavano nelle loro esperienze punitive sulla Terra.

I gruppi dovevano programmare eventi nelle vite umane, usando mezzi sottili a loro disposizione, per mantenere l’umano errante in linea con i principi superiori d’Amore e Luce.

C’erano comitati speciali solo per i sogni e notte dopo notte avremmo inserito le nostre creazioni nei normali sogni, con la speranza che la persona ricordasse almeno qualcosa e afferrassero un angolo della loro vera identità. Il nostro lavoro non era certo facile, serviva molta energia per rallentare le vibrazioni ed entrare nel mondo della Terra.

La mia abilità di farlo per periodi prolungati era dovuta alla mia recente incarnazione. Anche se avessi voluto tornare a casa regolarmente, sapevo che avrei così reso il processo del rientro sulla Terra, molto straziante. Sarebbe stato come arrivare troppo rapidamente in superficie dal mare profondo dello spirito, nell’inquinata atmosfera della Terra.

Quindi potevo fare raramente questi viaggi ed era più difficile perchè Harry copriva gli specchi, i miei cancelli. Nonostante le difficoltà, ho mantenuto l’attenzione e non sarei stato battuto facilmente. Il piano doveva funzionare. Solo col pensiero sono apparso nella stanza del concilio, un area dove ci riunivamo per discutere i progressi su vari fronti. Sapevo che sarebbero stati lieti di sapere quello che avevo da “dire”, Harry aveva fatto grandi avanzamenti, ma non ne conosceva il valore.

Anche se Harry era preso dalle tribolazioni, la sua decisione di tornare al lavoro era straordinaria. La stanza del concilio aveva un soffitto molto alto e non c’erano angoli appuntiti. La stanza era immersa in una luce luminescente e calda che sembrava arrivare da ovunque ed aveva una forma a cupola. Nel mezzo della stanza, c’era una luce più concentrata, un tavolo di cristallo bianco con i miei fratelli attorno. Hanno sentito il mio spostamento dimensionale e si sono alzati.

Non scambiavamo parole parlate, avevamo superato i metodi primitivi. Mi hanno inviato la prima forma pensiero. Era l’immagine della mia faccia, una sensazione di lungo tempo, seguita da una forte e felice emozione. Tradotto sarebbe: “John! Quanto tempo è passato. Siamo molto felici di vederti”. Ho risposto istantaneamente. Emozioni di sollievo. Immagini di Luce e Amore.

Quindi, l’immagine di Harry sulla Terra, seguita da quella della sua faccia e di un graphico che indicava crescita, seguita da emozione di rapido cambiamento.

Quindi ho mostrato le immagini di Harry che torna in ufficio. Tradotto sarebbe: “Credetemi, sono felice di vedervi. Vi saluto in presenza dell’Uno Creatore. Come sapete, Harry, o Ska-re-ta, ha incrementato le sue abilità nel nostro “ospedale” a velocità crescente. Come risultato, ha deciso di tornare in ufficio.” Il concilio ha risposto con la tipica immagine di un wormhole verso la Terra che usavano per vedere e che mostrava la visione di un uccello a circa venti piedi sopra Harry, che interagiva con me.

Questo portale, se visibile a quelli della Terra, sarebbe stato come una piccola sfera di luce. Sono apparsi quattro momenti in cui l’ho aiutato e ognuno era pieno dell’apprezzamento sentito da Harry, una corrente di gioia. Quindi una immagine di Harry che mi abbraccia e che sente il bisogno della mia guida, che appariva come energia uscente dalla sua aura e energia che gli arrivava dalla mia, con una emozione di dolore nello sfondo.

“I tuoi sforzi per aiutare Harry lo hanno aiutato molto sul pianeta. Harry conta su di te per avere forza in questo momento difficile.” Sempre nella stessa posizione, ho inviato una immagine di me su una sedia, mentre tengo una mano sulla sua fronte, in frustrazione e fastidio. Quindi ho inviato sei rapide e chiare immagini di probabili futuri in cui avrei portato Harry, come l’accettazione dei piccoli esseri e di me stesso.

Dopo questo ho comunicato una sensazione di peso sul mio corpo. “Ci ho pensato e ho fatto quanto possibile. Ho provato a mostrargli alcune alternative e lui le scarta senza pensarci due volte. A volte è molto difficile.” Il concilio ha risposto con una immagine della mia faccia e altre dieci probabili realtà più sfortunate, se non avessi dato il mio aiuto.

Dopo questo mi hanno mostrato un uomo che scuote le spalle e ritira le mani e poi Harry che saliva lentamente le scale. “Però vedi, John, potevano accadere molte altre cose peggiori se non lo avessi aiutato. Cosa puoi fare allora? Sta ancora salendo anche se lentamente.”

La danza delle forme di pensiero continuava e risultavano in un dialogo vivo con immagini, emozioni e sensazioni. Questo era un lessico usato nell’intero universo, un metodo di comunicazione che superava ogni parola e linguaggio. C’era ben poco dubbio nella comunicazione, era più facile capirsi. Per noi questi simboli, le immagini, le emozioni e le sensazioni erano dieci volte più veloci come comunicazione, rispetto a quanto facesse una mente umana, ed era più accurata delle parole fisiche.

La conversazione, ora direttamente tradotta, procedeva. “Ho fatto molto per lui e può essere molto stressante”. La risposta è stata rapida e positiva. “Devi sapere il bene che fai per lui. Ricorda che il suo progresso, che per noi sembra ripetitivo e lento, è buono per qualcuno in terza densità. Sappiamo che avrai successo nel riportarlo alla piena consapevolezza.” La luce nel mio corpo brillava. “Lo so, ma è molto difficile, a volte mi sento molto stanco”.

Il Concilio mi ha dato l’immagine di una luce bianca accecante e una forte sensazione d’Amore. “Ricorda, John, ricorda l’Uno. Questa è parte di quello che dobbiamo fare pe tornare. Vai avanti e addestra il ragazzo”.

L’intensità del mio corpo di luce era cresciuta. “Avete ragione. Non posso mollare, il suo sviluppo è cruciale per il nostro successo. Possiamo vedere le future probabilità del suo risveglio e sono molte.” “E crescono ogni giorno, con i tuoi sforzi”. “Vero. Cosa suggerisce il Concilio?” Sapevo che con questa domanda, la risposta non sarebbe stata rapida. Le entità si sono riunite in cerchio risuonando all’unisono, armonizzate in toni musicali e brillando, sono entrate in trance per rispondere a queste domande.

Dal cerchio si è formata una colonna di energia brillante a spirale verso il cielo. Stavano contattando livelli dimensionali più avanzati, dove trovavano una guida. Solo la mente di gruppo poteva richiamare questa guida. Dopo diversi momenti, sono tornate al loro colore normale, il cerchio si è diviso e il suono è finito. “L’Uno ha parlato”. Sapevo di non doverli interrompere. “Sembra che Ska-re-ta abbia una missione più importante di quanto sapessimo. Dobbiamo riprogrammarti per assicurarci del continuo successo. Quindi, ti daremo uno strumento potente d’addestramento. Preparati.”

Improvvisamente e senza avviso, sono apparsi due obelischi nella stanza, ai lati del Concilio. Tale manifestazione non era rara, potevamo produrre tutto col pensiero. Le due forme piramidali allungate arrivavano quasi al soffitto. Iniziavano a brillare, dal rosso all’arancio, al giallo, verdem, blu, porpora e fino alla luce bianca. Questa espansione sembrava correlata con un suono tremendo, che cresceva di tono, mentre un motore dimensionale gigante entrava in funzione.

Quando ho pensato che quella luminosità non potesse andare oltre, partì un fulmine tra i due obelischi che mi ha colpito nel petto! La forza dell’impatto mi ha sollevato da terra! Il mio corpo di luce ha tremato per la forza incredibile che vi era entrata. Tornando in terra, fiammeggiavo di energia.

Era accaduto qualcosa di tremendo, oltre ogni descrizione che sapessi esprimere, nonostante la mia lunga esperienza nei reami superiori. Ero eccitato e molto curioso. Volevo sapere, non conoscevo nulla del genere! “Cosa mi è accaduto? Cos’avete fatto?” ho chiesto. Il Concilio ha risposto, “L’Uno ha parlato. Sono aumentate le tue energie vitali per riuscire nella missione. Non saprai come usarle fino al momento giusto. In quel momento avvicinerai l’Uno e ti saranno date altre istruzioni.”

I miei campi energetici ondulavano. “Quali altre istruzioni? Cosa intendete con missione più importante? Ditemi!” “Ska-re-ta dovrà aiutare molte persone. Sarà addestrato a parlare di queste verità agli altri. Deve assimilare il massimo di conoscenza che possiamo dargli e cosi aprire protocolli di comunicazione universale che usiamo qua. In breve, dev’essere messaggero del Concilio.

Come sappiamo tutti, il tempo prima del vortice dimensionale permette il raccolto di Anime. Deve dire agli altri che questo raccolto/Ascensione, è possibile. L’Uno ha deciso e serve una voce che parli per noi, così che possiamo parlare attraverso lui.” “Tutto questo cos’ha a che fare con il nostro addestramento?” Ho immaginato rapidamente. “Lo scoprirai da te in futuro”. Sentivo difficoltà nel mantenermi in quella stanza. Tradotto era, “La mia connessione qui si assottiglia, devo lasciarvi”. Quindi ci siamo scambiati il saluto universale, una bellissima luce bianca e una sensazione d’Unità. “La Pace sia con te nella Luce dell’Eterno Amore.”

A questo punto la storia finiva. Ho leggermente modificato il contenuto rendendo più visibile l’informazione subconscia. A questo punto non sapevo cos’altro scrivere, perchè non sentivo di conoscere quella “informazione programmata” che avevo ricevuto. Diversi anni dopo, avrei scoperto che emergeva dalla memoria della mia vera identità come anima extraterrestre passata in numerevoli vite umane. La “conoscenza” data dalla suprema entità a John, che doveva arrivare a Harry, rappresenta gli insegnamenti rivelati che trovate in questo libro. La guerra è stata combattuta veramente. Nella prossima storia capiremo meglio cosa fosse quella forza negativa.

Traduzione a cura di Richard
divinecosmos.com

David Wilcock: il Risveglio dell’Errante cap. 4 ultima modifica: 2011-07-12T16:08:37+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)