David Wilcock: il Risveglio dell’Errante cap. 8

– Unire i Pezzi con i Sogni

David Wilcock

David Wilcock

Avevo recuperato energie per la fine del semestre. Ero pronto a passare a cose migliori e più grandi.

Avevo considerato di iscrivermi alla Atlantic University di Virginia Beach, direttamente affiliata alla ARE di Edgar Cayce a quel tempo, per ottenere un master in Studi Transpersonali.

Non sapevo molto di Cayce, solo quello che avevo letto nei libri su Atlantide, in merito alla Grande Piramide e ai Cambiamenti Terrestri in arrivo. Sapevo che le Letture di Cayce dicevano che era stato il sacerdote conosciuto come Ra-Ta, che aveva costruito la Grande Piramide con Enoch, che apparentemente era una precedente incarnazione di Gesù.

Ero rimasto sorpreso nello scoprire che le letture di Cayce datavano la costruzione della Piramide attorno a “10490-10390 anni prima dell’entrata del Maestro (Gesù il Cristo) nei piani terreni”. La mia sorpresa veniva dal fatto che vedevo come ben si correlassero queste letture con le recenti scoperte di Robert Bauval, che aveva scritto un libro intitolato “The Orion Mystery”. Il lavoro di Bauval mostrava che le tre principali piramidi di Giza, assieme a poche altre vicine, erano state costruite per duplicare precisamente la formazione della costellazione di Orione nel cielo.

Il Fiume Nilo era stato usato come analogo fisico della Galassia Via Lattea nei cieli. Inoltre, a causa dell’oscillazione a lungo termine della Terra, detta precessione, quelle piramidi avrebbero potuto essere allineate precisamente con le stelle, solo in un periodo. Questo era il periodo di 12500 anni fa o 10500 anni prima del tempo di Cristo!

Avevo capito che le letture di Cayce battevano il chiodo dritto in testa, con un margine di differenza di 10 anni rispetto alle scoperte di Bauval. Inoltre, non si trova citazione di questa connessione profetica nel libro di Bauval, appena uscito in quei giorni sugli scaffali. Avevo pensato che se Cayce era così accurato rispetto ai dati moderni sulla Grande Piramide, allora anche materiale più esoterico su Ra-Ta, l’esistenza di Atlantide e la Sala dei Registri poteva essere corretto.

Questa Sala avrebbe contenuto un registro di tutti i periodi di Atlantide e altri precedenti alla storia di quei tempi e una serie di artefatti. Apparentemente Ra-Ta aveva costruito questa Sala per preservare i registri di Atlantide dagli effetti dello spostamento dell’asse magnetico terrestre.

Le letture di Cayce dicevano anche che la storia si sarebbe ripetuta ancora e che avremmo potuto avere un enorme spostamento delle terre nel 1998, che avrebbe causato l’inondazione della California e del Giappone. Aggiunse anche che l’inversione dei poli sarebbe avvenuta nel 2001. Tutto questo mi rese nervoso ed era anche confermato da altri libri che avevo letto, come quello di Charles Berlitz, “Doomsday: 1999 AD”. Pensai che avrei dovuto cercare l’area più sicura dove trasferirmi.

Le letture di Cayce suggerivano Virginia Beach come zona sicura e considerai seriamente il consiglio. L’altra scelta era l’Istituto Naropa a Boulder, Colorado. Pensai che Naropa mi avrebbe forse permesso di guadagnare qualcosa dai miei interessi nella metafisica e le Rocky Mountains erano probabilmente altra area sicura, se le profezie di Cayce si fossero realizzate. Una delle cose più bizzarre accadute riguardo Naropa, avvenne quando mi sedetti al computer e iniziai a scrivere la lettera per il pacco delle ammissioni. Nella lettera iniziai a descrivere i Cambiamenti della Terra visibili in quel periodo, nel 1995.

Era una giornata solare quando mi misi a scrivere. Continuando a trattare il collasso della società e i problemi incredibili che dovevamo affrontare, si scatenò una tempesta improvvisa. Prima di riuscire a capire cosa stesse accadendo, un vento selvaggio iniziò a far barcollare gli alberi fuori. Il cielo si oscurò e si sentirono i fulmini e la pioggia cadde copiosamente.

Quindi vidi un grande flash di luce quasi simultaneo ad un tuono e il mio computer si spense di colpo. Avevo perso tutto il testo e non l’avevo salvato. Quando tornò la corrente, scrissi l’evento sulla lettera d’ammissione a Neropa, come esempio positivo di sincronicità.

Era accaduto tutto così in sincronia, che non potevo ignorarne il significato, pensai che fosse un “segno” e che la scuola mi avrebbe accettato. Molto presto ricevetti una lettera, dove venivo invitato al colloquio in Colorado! Avevo bisogno di questo due settimane dopo la laurea! Ero così felice di aver finito il college, che mi preoccupai poco della cerimonia, presi il diploma e strinsi la mano del ragazzo che non avevo mai incontrato prima.

Il cappello e l’abito facevano troppo caldo, la musica aveva un volume eccessivo e c’erano troppe persone. Non ero nemmeno così orgoglioso di me, dato che avevo molte altre cose in mente, l’imminente perdita della mia relazione, la mia emersione dal grembo protettivo della vita nel dormitorio e la pianificazione del resto della mia vita.

Subito dopo la cerimonia, sono tornato a casa dove stava Yumi e ho fatto un sogno lucido spettacolare, che mi sono autoindotto. Ero tornato a New Paltz e volavo con facilità nel campus, meravigliando tutti gli altri che mi guardavano. Ero così emozionato che ho cercato di prendere nota, senza capire che il notepad era anch’esso parte del sogno e non avrei potuto portarlo fuori.

Nel cercare di scrivere le esperienze, osservai la pagina e con gran meraviglia, tutti i miei pensieri, che erano in inglese, venivano scritti in francese! Inoltre, potrei dire che erano frasi accurate, anche se non sarei stato in grado di metterle assieme. E’ stata un’esperienza immensamente gratificante.

Yumi venne portata via in un taxi giallo e scoppiai in lacrime facendole capire quanto fossi dispiaciuto. Quando rientrai in casa, scesi nel seminterrato per occuparmi della biancheria da lavare e a quel punto rimasi davvero colpito: Yumi era partita per sempre.

A quel punto ho iniziato a piangere davvero, istintivamente e senza pensarci, mi recai alla stessa libreria che produsse “How to Make ESP Work for You” di Harold Sherman quando avevo solo sette anni. Trovai alla cieca “The Prophet” di Kahlil Gibran e iniziai a leggerlo da seduto. Non l’avevo mai letto prima e non ne sapevo nulla. Ancora in lacrime, realizzai che la scena d’apertura del libro descriveva un profeta alla fine della sua vita e spinto da Dio a lasciare il suo paese.

Non compresi inizialmente che le forze spirituali cercavano di farmi capire che era una metafora sulla mia imminente partenza per Naropa a Boulder, nel Colorado. La nave del profeta era arrivata al porto e l’intero villaggio piangeva come lui. Prima di lasciarli per sempre, gli abitanti gli chiesero le ultime parole di saggezza.

Quindi ogni capitolo del libro dopo questa scena, è una risposta alle loro domande. Rimasi particolarmente preso dal passaggio sull’amore come macina del “grano” della tua anima, per fare del “pane”. Parlava del lavoro e del sacrificio incredibile in una relazione e l’avevo vissuto. La sincronicità dell’aver preso quel libro, è stata un altro segno tra migliaia.

Era molto strano che Yumi se ne fosse appena andata e io, “il profeta”, stavo per andare nel “posto della chiamata”, l’Istituto Naropa. Non mi consideravo un profeta e quindi l’intera cosa era curiosa per quella sincronicità. E’ stato un altro file dello “strano” libro di cui tenevo traccia nella mente, che ora voi leggete.

Accade più tardi che compresi la metafora più profonda, della nave rappresentante l’Ascensione. Tramite canali come questo libro, avrei finito per dare informazioni spirituali, prima di passare anche io in cose sempre più grandi dell’universo.

Poco tempo dopo mi trovai sul treno per il Colorado. Avevo perso il ritiro dei bagagli e le mie quattro pesanti valigie erano ingombranti. La corsa durò più di due giorni e non potevo dormire.

Questa fu letteralmente la prima volta che feci qualcosa da me, per me ed ero pietrificato. Fissai i pallidi numeri luminosi sulla porta tra le vetture del treno, mentre le ore passavano e mi ritrovai ancora schiacciato dalla tristezza per aver perso Yumi.

Qualsiasi fossero i nostri problemi, ancora la amavo, anche se non potevo spiegarmelo. Il primo giorno a Boulder fu nuvoloso e non potevo vedere le montagne di cui tutti si meravigliavano. Collassai nel letto presso il Boulder Youth Hostel e mi addormentai quasi per tutto il giorno e la notte. La mattina seguente il sole aveva scacciato tutte le nuvole. Le magnifiche Flatiron Mountains mi fissavano ed ero impressionato. Non erano montagne normali, ma pezzi di roccia dalla forma triangolare che spiccavano come piramidi gigantesche, una vista davvero epica.

Per farla breve, mi recai al colloquio e pensai, (questa è la parola chiave), che fosse andato molto bene. Incontrai due persone meravigliose, Carl e Meredith. Divenimmo velocemente amici e passammo i tre giorni seguenti assieme. Meredith aveva una macchina a noleggio e finimmo per guidare fra le montagne. Arrivando sulla cima e osservando le Rocky Mountains ai nostri lati, commentai sul come non avessi mai visto realmente la bellezza della Terra. Faticavo a credere a quello splendore.

Parlai con Carl e rivelai che ancora non mi sentivo un uomo, ma un ragazzo. Dopo tutto mi ero appena laureato e non avevo mai vissuto fuori dal campus. Non avevo esperienza di vita da adulto ancora. Carl e Meredith mi capivano e spiegarono come la società avesse perso i “riti di passaggio” che tutti facevano un tempo. Ora, spiegarono, ero nel mio rito di passaggio iniziando una nuova vita a Naropa.

Pianificai di trovare un lavoro e di iniziare lo studio a Naropa in autunno. Era un grande piano, che non poteva fallire. Sapevo che doveva essere per me il modo per ottenere credenziali e avere una carriera spirituale. Carl mi disse di provare all’agenzia locale per avere, nelle sue parole, “un rapido e sporco lavoro”.

Quindi la mattina di lunedì lo feci. Iniziai il mio nuovo lavoro il martedì, presso una compagnia software. Inutile dire che il lavoro era infernale. Stai otto ore in un solo posto maneggiando dischetti il più rapidamente possibile. Ero circondato da strani ragazzi di mezza età che si lamentavano continuamente su tutto. Ero infelice e sentivo la fatica dello stare in piedi tutto il giorno, sui piedi e le gambe. Mi preoccupai di non guadagnare abbastanza per vivere lì e lo Youth Hostel cercava di farmi uscire per far posto a inquilini di breve termine. Verso la fine della settimana ero molto teso. Improvvisamente mia madre chiamò.

“Ho ricevuto una lettera dal Naropa, Dave” disse. “E’ estremamente sottile”

Ero sconvolto. “Vuoi dire che non mi hanno accettato?” Pensai. “Impossibile. Faccio questo lavoro metafisico da tutta la vita. Non capisco come possano rifiutarmi”.
“Oh, dimmi..” risposi.
Sento la lettera aprirsi. “Caro Mr.Wilcock. Ci dispiace informarla che abbiamo deciso di non accettarla come studente a Naropa in questo momento”.

Ero totalmente mortificato. Ero qui, in quella che credevo la Mecca New Age degli Stati Uniti, la mia nuova terra di salvezza dai Cambiamenti Terrestri, cercando di entrare nella migliore scuola metafisica che ci fosse ed ero stato rifiutato per posta, nemmeno di persona. Allo stesso tempo ero curiosamente sollevato, dato che la prospettiva di “farcela” a Boulder sembrava molto precaria. I prezzi dell’affitto per un piccolo appartamento erano essenzialmente disgustosi.

“Oh bene, penso di non dover annullare il viaggio di ritorno allora”, risposi. Avevo così denaro extra e decisi di stare in vacanza. Smisi di andare al lavoro e passai tre giorni godendomi Boulder. Un giorno prima di partire, incontrai una anziana “psichica professionista”. Non aveva mai trovato realmente un posto dove abitare a Boulder, per i costi necessari e viveva in auto. La sua specialità era la lettura dei Tarocchi.

Dopo avermi incontrato al bar e al ristorante, gravitava attorno a me. Le comprai del cibo e passammo un giorno assieme. Pensai che potesse essere attratta da me, ma su questo non agii di certo. Cercai al meglio di consigliarla su come uscire dalla sua situazione.

Era arrivata a Boulder “per fede” e la fede da sola non funzionava! Ci ritrovammo in una conversazione molto interessante. Come regalo decise di leggermi le carte. Usò il ponte Rider/Waite, lo stesso in cui mi ero allenato alle superiori. Usò una diffusione circolare gigante e spiegò che era astrologica. Ognuna delle carte nel cerchio corrispondeva ad un segno astrologico, era un suo stile personale.

C’era una posizione che rappresentava la somma totale del resto della lettura, qualsiasi fosse la carta in quel punto. Leggeva i significati, che per me erano troppo semplificati. A volte spezzavo le sue interpretazioni, ma non lasciava che rompessi a lungo il ritmo e non accettava le critiche. Tirò l’ultima carta ed era una delle peggiori. Sembrava confusa, come se quella carta non fosse mai uscita in quella posizione, Corrugò la fronte, “Hmm”..

“Beh, cosa significa?” chiesi, sapendo già che era una brutta carta. Era il quattro di coppe, un uomo che piange sulle coppe rovesciate davanti a lui, l’amore e la gioia che non poteva rimpiazzare.
“Sofferenza” rispose. “Le carte dicono che soffrirai di certo in futuro”
“Beh, speravo di no” risposi.

Istintivamente sapevo che fosse corretto per qualche ragione. Dopo tutto avevo appena “perso” la mia ragazza, “perso” possibilità di andare al college che volevo e dovevo tornare da mia madre, dove sarei finito nello spaventoso “mondo reale” del lavoro, dell’affitto e delle bollette. Inoltre dovevo affrontare il compagno alcolista di mia madre, che non era amichevole.

Tornando a casa sul treno, incontrai due persone interessanti della California. Erano dirette all’ashram fondato dal guru Baba Muktananda. L’ashram era molto vicino alla scuola dove andavo di New Paltz. La cosa era ancora più interessante, perchè uno di loro, quasi pelato, aveva appena finito la scuola di medicina in California. Prima di aprire la sua attività, aveva vissuto una serie di visioni che lo spinsero letteralmente a rinunciare a quel lavoro per farne uno “comune” e divenire un monaco autosufficiente.

L’uomo spiegò come la sua famiglia pensò che fosse impazzito. Aveva comprato col suo amico, un biglietto di sola andata ed erano diretti all’ashram. Non sapevano cos’altro sarebbe avvenuto in seguito. L’amico del dottore aveva studiato con Muktananda quando era vivo e raccontò una storia interessante. Eccola.

Tra tutte le persone dell’ashram, Tony (non è il suo nome reale) era il più disturbato dalla situazione. Sentiva di non fare il giusto lavoro e si stava deprimendo, gli mancava la vita che aveva prima. Muktananda sembrava capire le sue emozioni. Un giorno mentre Tony scendeva nell’ingresso dell’ashram da solo, Muktananda apparve all’estremo opposto e si fermò a fissarlo.

Anche Tony si fermò. Improvvisamente e inspiegabilmente, Muktananda allungò di lato la mano destra e su di essa apparve una sfera di luce blu! Girò la mano sulla sua testa e “lanciò” la sfera a Tony. La sfera di luce attraversò l’aria e si diresse direttamente nel mezzo della fronte di Tony, nel terzo occhio. La forza della sfera lo respinse indietro e cadde a terra. Quasi istantaneamente, Tony si ritrovò sopraffatto dall’estasi spirituale più profonda che avessa mai sentito nella vita! Non aveva mai provato nulla di lontanamente simile.

Anche se parte di lui era nella stanza, un’altra parte era davanti ad una Pura Luce, la Luce dell’Uno.

Tony capì in quell’istante che era Casa e fu la più grandiosa e gloriosa esperienza della sua vita. Improvvisamente vide Muktananda sulla sua faccia mentre si chinava su di lui, a terra come un idiota.

“Ora, sarai e rimarrai felice, no?”, gli chiese.
“Sì, sì, resterò, resterò”, rispose Tony. I suoi occhi erano ancora pieni di estasi.

Osservò Muktananda mentre si allontanava e le visioni continuarono. Giorno dopo giorno, Tony divenne la persona più energica dell’ashram! Lavorò al massimo e assieme al suo amico, si recò in sola andata dalla California a New York per restare nell’ashram di Muktananda. Muktananda non era pù sul piano terrestre nel corpo fisico, ma sua figlia Swami Chidvilasananda sostenne la tradizione.

Non sono certo se lei abbia mai dimostrato simili poteri “Siddhi”. Ero sicuramente interessato da quanto accadeva. Mi ero recato a Boulder per trovare il mio “centro spirituale”. Ora questi due uomini sinceri di mezza età arrivavano dalla California e mi dicevano che nella stessa area del mio college c’era, per loro, il luogo spirituale migliore nel paese. Questo mi fece pensare all’area di New Paltz/Woodstock, a New York. Mi recai a casa e le profezie di quella donna si avverarono. Affondai rapidamente in un catastrofico punto basso, trovando un lavoro più insignificante dell’altro tramite le agenzie.

La presenza del fidanzato di mia madre mi causò grandi problemi e lacrime frequenti, dato che era in atto una chiara disputa di confini. Il fidanzato che chiameremo Jack, voleva vincere il premio, la lealtà e l’amore di mia madre. Riassumendo, Jack riuscì a far spostare il mio set di percussioni dal seminterrato al garage.

Questo gli permise di spostare il suo studio musicale nel seminterrato. Il problema col garage era che tutti mi avrebbero sentito e non volevo disturbare. Ero così preoccupato che non mi sentivo di fare pratica in quel modo. Mi sentivo come se il problema fosse che non ero il ragazzo di mia madre, ma suo figlio. Non ero più la persona più importante nella sua vita. (Mia madre lasciò Jack e tutto si risolse meravigliosamente).

Mia madre faceva molta pressione perchè mi spostassi e non potevo sostenere quello stress a lungo. Tornai in contatto con Eric, che stava finendo il suo ultimo semestre a New Paltz e gli raccontai tutto.

“Sai, da quando ho lasciato New Paltz, anche quando stavo a Boulder, ho sempre sognato di tornare qua”, dissi.
“Uomo, sapevi che dovevi tornare qui sotto. Non c’è più altro per te in quel posto. Sai che lo so. Perchè non sei onesto con te stesso. Tutti i tuoi amici sono qui e lo devi a te stesso, uomo. Forza.”
“Sì, hai ragione”, risposi. In pochi giorni mi organizzare per stare a casa del mio amico Adam, chitarrista jazz. Dal ritorno dal Colorado, riuscii ad acquistare un’auto e la usai per riportare le mie cose a New Paltz.

Mi ritrovai a dormire sul mio materasso ad aria nel mezzo della cucina di Adam. Il giorno seguente al ritorno a New Paltz, trovai un lavoro di consegne per la pizzeria locale.

Era lo stesso lavoro di Eric e ci alternavamo di notte. Per farla breve, trovai un posto per vivere per soli 220$ al mese in affitto, una stanza in una pensione. Iniziarono poi alcune serie discussioni con i coinquilini, molti dei quali ancora il college. Spesso lasciavano il lavandino pieno di piatti sporchi e nessuno li lavava, quindi ci pensavo io, altrimenti restavano nel lavandino in quello stato.

Nessuno di loro era una “cattiva” persona, ma la loro pigrizia mi faceva impazzire. Una notte scrissi una lettera velenosa e la misi sui piatti. Diceva,

“ONESTAMENTE, non ve ne FOTTE nulla?”

Ottenni una riposta scritta il giorno dopo, attaccata alla mia porta dalla ragazza che li avrebbe lasciati lì. Era semi-vendicativa, diceva che non c’era bisogno di linguaggio volgare. Nella stessa breve risposta, c’era però una nota di riconciliamento e alla fine tutto andò meglio. Mi scusai per il mio linguaggio, dicendo che ero stanco e non sapevo come comunicarlo. Era necessario alleggerire il peso e tutti iniziarono a divenire più responsabili.

Alcune volte serviva quell’intensità per avere la risposta appropriata. Ancora, non ero io quello, era un David che si era spinto troppo, troppe volte. Il David normale si dedicava costantemente ad aiutare gli altri in tutti i modi possibili e non sapeva come affrontare le persone che cercavano di farlo abbassare.

Era lo stesso karma di Edgar Cayce, dato che morì per non essere stato capace di dire NO alla domanda crescente di letture. Alla fine arrivarono ad otto al giorno, per sei giorni alla settimana e un infarto lo uccise.

Subito dopo questo evento, incontrai con Eric un suo grande amico del dipartimento di musica, una bellissima donna che chiameremo Angelica. Era la mela negli occhi di ogni uomo, quella che tutti gli uomini vedono quando sono innamorati. Aveva un incredibile fisico tonico e dei seni pieni. Aveva dei capelli castani e ondulati, degli occhi Caucasici esotici, zigomi alti e labbra voluminose.

In cima a tutto era anche intelligente e apparentemente ben sintonizzata spiritualmente. L’avevo vista prima e non avrei mai immaginato che avrei potuto parlarle di nuovo. Ricordo di averle parlato, mentre stavo con un altro amico del dipartimento di musica e le dissi qualcosa della ricerca sugli UFO e la metafisica che stavo facendo.

Ora potevo incontrarla da solo. Mi recai nella vicina abitazione di Angelica e trovai due innamorati su una panchina, che si baciavano ed abbracciavano ignorando tutto il resto. Mi chiesi se sarebbe potuto accadere con Angelica. Solo il tempo avrebbe potuto dirlo.

Angelica aveva un appartamento bello e spazioso, con mura bianche e pavimento in legno. In un angolo c’era un bellissimo tavolo che sembrava venire dall’India, era scolpito e ogni gamba era a forma di elefante. Passai del tempo ad osservarlo, ne ero impressionato. Angelica aveva diversi oggetti in stile indiano, sembrava una sorta di altare per la meditazione Hindu.

Iniziai a parlare.

“Sai Angelica, questo mi ricorda quei ragazzi che ho incontrato sul treno, mentre tornavo dal Colorado. Mi hanno parlato di questo guru Baba Muktananda e dicevano che facevano quel viaggio solo per arrivare al suo ashram! Ci sei mai stata?”

Non potevo capire perchè Angelica era diventua improvvisamente pallida e le sue mani si posero sulla bocca. “Cosa non va?”, le chiesi preoccupato.
“Questo. E’ il mio guru”, rispose Angelica.
Rimasi bloccato. “Non capisco. Anche tu conosci questo Muktananda?”
“Sì. Ho vissuto nell’ashram a lungo nella mia infanzia con mia madre, dopo il divorzio dei miei genitori. Ho lasciato l’ashram solo due anni fa per venire qui in college a New Paltz”.
Risposi, “Ancora non capisco. Perchè sei finita nell’ashram?”
Angelica risposte, “Mio padre è indiano e mia madre era molto interessata alla sua cultura. Voleva vivere in un ashram ed essere celibe, ma Papà non voleva. Quindi dopo il loro divorzio, mia madre mi prese e ci trasferimmo”.

Ero sorpreso. “Wow, la vita in un ashram”, dissi, più a me che ad Angelica. “Dev’essere fantastico”. La fissai, ammirandola.
“No, non è così bello come sembra”, rispose Angelica. “Per me si tratta di prendere quella conoscenza e portarla fuori dall’ashram. Se vai e resti tutta la vita, allora non la porterai a chi ne ha bisogno.”
“Sì, capisco da dove vieni”, risposi.

Più tardi quella notte tornammo alla mia stanza. La conversazione era meravigliosa e la tensione romantica nell’aria. Dissi ad Angelica della mia ricerca e le lasciai la mia unica copia di Fingerprints of the Gods di Graham Hancock. Ero totalmente preso dalla presenza di Angelica e feci fatica a dormire quella notte. La mattina seguente, ricevetti con sorpresa una chiamata dal Giappone, era Yumi. Sapevo quanto fosse costosa per lei e non eravamo molto in contatto proprio per quel motivo.

“Ho fatto un brutto sogno la scorsa notte”, disse Yumi.
Ingenuamente le chiesi: “Oh sì? Parlamene.”
“Nel mio sogno, ti ho visto nella tua nuova stanza e una donna è entrata. Sembrava che ti interessasse e ho pensato che avresti fatto sesso con lei”.
Rimasi scioccato, non potevo permettere che sapesse quel piccolo segreto.
“Beh non sai”, risposi mentendo. “Nulla di ciò è avvenuto”.
“Sei sicuro?” rispose Yumi. “E’ stato davvero un brutto sogno”.
“Sì, nulla”, risposi.

Ero come la lumaca sotto la lampada scottante. Quattro giorni dopo, Yumi mi chiamò per dirmi che aveva prenotato un volo per New York e che sarebbe rimasta per una settimana. Non sapevo come poteva pagare tutto questo, ma dissi, “Certo, vieni quando vuoi”.

Il Ritorno di Yumi

Ora vediamo un altro estratto dai miei diari personali, per catalogare l’arrivo di Yumi:

“Appena Prima” – 27/10/95

“Ora sono qua, che incapsulo per sempre un momento nelle parole, che non avverrà allo stesso modo ancora. Yumi si presenterà in persona con Eric a casa mia. Mi sento molto nervoso, il mio cuore batte forte e la mia mente sta impazzendo. E’ difficile provare a farlo, sono appena arrivato dal lavoro. Era il suono del campanello? Sembrava uno solo. Non so. Sto facendo molti errori.

Questa è una di quelle esperienze uniche nella vita. Stanotte ho finito per guidare l’auto del capo, perchè sono stato troppo debole per dirgli che non volevo lavorare. Ho guidato la sua auto, quando la mia era stata riparata, ma era la scusa perfetta per non lavorare, questa volta in auto. Pensai che sarebbe stato un gran lavoro, ma hanno solo dovuto riparare il radiatore. La mia schiena era gravemente dolorante, perchè non la stiravo e forse ancora per carenza di calcio come l’ultima volta.

Non so cosa scrivere. Inizialmente non ero certo di come mi sentissi per il suo ritorno. Quindi sembrò troppo presto, perchè avevo già affrontato la sua mancanza. Ora mi sentivo più a mio agio con l’idea del suo arrivo.”

In quel momento arrivarono Yumi ed Eric. I capelli di Yumi si erano allungati molto ed era molto sexy. Il dolce profumo e le sue labbra calde erano estremamente eccitanti. Per la settimana seguente abbiamo fatto sesso ogni giorno, alternando fra le mie consegne di pizza.

L’apice della settimana è arrivato quando ho portato Yumi in cima alla montagna in auto. Un viaggio molto piacevole per Yumi, abbiamo fatto molte foto e ammirato il paesaggio ed ero molto contento di poterla fotografare in quel posto, in pose ed espressioni facciali che non avevo mai registrato prima.

Comprendevo molto poco che quel talento per la fotografia è stato una fase più importante nella mia vita passata come Cayce. Parlai a Yumi dell’ultimo libro che stavo leggendo, Genesis Rivisited di Zecharia Sitchin. Una particolare sincronicità era avvenuta poche settimane prima, sulla stessa montagna, mentre leggevo quel libro.

Leggevo quelle favolose nuove informazioni e il tempo si era come fermato, poi notai la data di quel giorno. Era il mio quarto anno di sobrietà! Era anche la prima volta che portavo l’auto da solo fra le montagne. Una meravigliosa coincidenza.

Ora ero in quel posto con Yumi. Parlando con riverenza e meraviglia di quello che gran parte dell’umanità capisce davvero, espressi la mia convinzione che qualcosa di favoloso sarebbe presto avvenuto sul pianeta, qualcosa di così fantastico che nessuno avrebbe mai potuto immaginarlo. Espressi la mia convinzione che sarebbe stato un evento spirituale, qualcosa di quasi improvviso e associato ai Cambiamenti della Terra. Però, non ero ancora certo di cosa sarebbe stato.

Avevo letto pochissimo sul concetto di Ascensione e non avevo idea del meccanismo fisico sottostante. Sapevo che aveva a che fare col materiale sugli UFO e sentivo intuitivamente che era comprensibile, sapendo dove cercare. Riportai Yumi all’Aeroporto JFK per vederla partire. Non piansi, dato che avevo accettato il fatto che non l’avrei rivista presto.

Lei era sorpresa e in qualche modo ferita perchè non piangevo, ma avevo cose più preoccupanti in quel periodo. Il viaggio per New York era un incubo di traffico a 80mph, strade confuse e smog nauseante. Dopo pochi giorni, cercai un lavoro diverso, non mi recavo in pizzeria prima delle 4, quindi avevo tempo. Uno dei posti era il reparto mentale di un ospedale locale.

Feci un colloquio col manager del reparto e andò molto bene, parlammo delle filosofie dietro la psicologia moderna, cosa molto interessante per me. Subito dopo venni invitato per l’assunzione. Questo sorprese tutti in pizzeria, ma riuscirono a sostituirmi quasi immediatamente. Ora ero sul percorso rapido, sapevo che volevo concentrarmi sulla psicologia e speravo in senso spirituale.

Ogni pezzo della guida che ho ricevuto al college, diceva che la via migliore alla laurea era avere esperienza in una struttura della psicologia. Questo mi avrebbe dato l’esperienza necessaria per lavorare ai programmi di laurea. Il futuro appariva brillante. Iniziai ad avere “problemi” quasi immediatamente al lavoro. Il mio capo mi disse di non conversare con i pazienti, non oltre la cortesia e semplici risposte.

Per me quello era impossibile, non era la mia natura “far tacere le persone”. Queste persone erano ferite e sapevo di aiutarle facendole parlare dei loro problemi. Dopo tutto, la mia missione sulla Terra era aiutare le persone, essere di servizio agli altri e queste persone ne avevano bisogno di certo.

Per abbreviare questa storia ben documentata, mi licenziarono solo in tre settimane. L’unica ragione era che ero troppo amichevole, non volevo “silenziare” i pazienti e ignorarli. Ero sconvolto, una cosa orribile e dispiaciuto in modo estremo. Non ero mai stato licenziato e il dolore mi forava il cuore. Piansi per una buona mezz’ora in auto prima di tornare a casa. La cosa più strana è stato che prima di essere licenziato, ero riuscito a trovare il giusto rapporto con i pazienti.

Ero come cresciuto in quel ruolo, facendo i miei compiti con cura e responsabilità, se solo mi avessero dato poco tempo in più. L’altra parte della mia personalità era però disgustata dal fatto che il modo di aiutare quelle persone, in quella struttura, era rendere la loro vita un inferno. Non ero certo di poter divenire quello che volevano, era totalmente opposto alla mia persona. Non avrei mai potuto colpire gli altri, persino se mi stessero distruggendo.

Quella lezione sarebbe tornata da me continuamente, anche ora mentre scrivo queste parole, il 25 maggio 1999. (Penso di essere arrivato al punto ormai, ne parleremo). Anche se non immaginavo che un evento doloroso come il licenziamento potesse portare ad una così incredibile trasformazione personale, è proprio così che avvenne. Tutto quello per il quale credevo di dover lottare, la mia educazione, la laurea e la carriera da psicologo, sembrava completamente distrutto.

Ero stato licenziato dal mio primo “vero” lavoro, appena uscito entusiasta dal college. Comunque quello che restava sotto la superficie della mia consapevolezza conscia, era il mio amore immenso per i sogni, la metafisica e il campo UFO. Avevo fatto molti tentativi di scrivere brevi storie di fantascienza e stavo leggendo moltissimi libri, ma non sembrava un modo plausibile per mantenermi.

Uno dei miei professori di filosofia mi disse prima di diplomarmi, che se avessi davvero voluto farcela nel campo degli UFO, avrei dovuto leggere ogni libro sull’argomento. Lo stavo già facendo e anche se non potevo capire come sarebbe avvenuto, cercai di divenire un “esperto” in metafisica e di farmi una carriera. Sapevo che sarebbero serviti anni. Allo stesso tempo, venivo preparato per qualcosa di totalmente fantastico, la piena e conscia realizzazione che ero un anima extraterrestre in un corpo umano.

Questa non sarebbe stata una storia inventata come le altre, ma la realtà! Essere licenziato dal reparto mentale divenne il punto di svolta che mi portò a questa comprensione. Prima di arrivarci però, il mio Sè Superiore mi aveva dato indizi nei sogni.

Dato che i sogni spiegano come sono stato “preparato” per arrivarci, citeremo gli estratti più interessanti. Tutti questi sogni li ho fatti prima di essere licenziato ad ottobre.

6/7/95In questo sogno mi sono trovato sopra quella che sembrava una piramide a gradoni gigante, somigliante ai templi Maya. Era molto grande, sembrava un castello di pietra, con un cerchio di pilastri in cima. Solo io sembravo capire che i pilastri e la struttura erano progettati come calendario astronomico. Qualsiasi cosa stesse avvenendo in quella società, aveva raggiunto il punto di crisi finale.

Cadevano fulini, i pilastri in stile maya cadevano davanti a me e l’acqua scendeva a fiumi. Era estremamente spaventoso. Tutti quelli attorno erano miei compagni di scuola e io sembravo esserne il leader spirituale. Riuscivo a guidarli per superare le zone allagate del castello e mettersi in sicurezza. In effetti, sembrava che camminassimo sulle acque per riuscirci. Ad un certo punto sono sceso nell’acqua e ho creato bellissimi cristalli di quarzo dalle mani. Li ho mostrati come doni agli altri, ma appena li prendevano, questi divenivano cubi di ghiaccio.

16/7/95 – Mi recavo in un parco con mio padre e mio fratello, credo. All’inizio sembrava tutto normale, ma sapevamo anche che la band rock dei KISS sarebbe stata lì. Papà andò a cambiarsi in una stanza per lungo tempo. Cercavamo di mettergli fretta perchè volevamo vedere i KISS e uscendo li abbiamo trovato lì!

Ci hanno portato in un posto diverso del parco e lì è iniziata un’esperienza mai vista in alcun film nella mia vita. Il terreno si è aperto su un tunnell apparentemente infinito e in questo stretto canale ho capito che in fondo c’era un’astronave gigantesca, assolutamente immensa! Quindi ho guardato sopra di me ed era la cosa più enorme, tecnologica e favolosa che avessi mai visto! Eravamo davanti ad un’astronave così grande che sembrava un muro enorme, a perdita d’occhio. Lungo la struttura metallica piena di dettagli, c’erano enormi pannelli rettangolari di luce blu-bianca.

Era completamente mozzafiato. Si è aperta o era aperta una porta e i membri dei KISS mi guidarono in un enorme corridoio che mi ricordava i magazzini in cui avevo lavorato, ma era pieno di mura tecnologiche e oggetti egizi.

Le mura erano piene di geroglifi dorati ed elaborati, oltre a statue sempre dorate. La sala era altissima, la meraviglia che stavo osservando non aveva confronti. Nulla avrebbe potuto prepararmi per l’esperienza incredibile di quel momento. (A quel tempo non potevo immaginare che sarebbe potuta essere la Sala dei Registri, costruita da Ra-Ta, l’incarnazione egizia di Cayce (mia). Oppure poteva essere proprio l’interno di una stazione spaziale).

Continuando il percorso, ho incontrato tre esseri giganti, alti circa 25-30 piedi. Erano straordinari, sembravano statue viventi d’oro solido. Erano così alti che toccavano il soffitto di questa enorme sala in cui ero. Le loro teste erano appiattite e le loro caratteristiche erano stilizzate, come faccie maya scolpite. Avevano delle vesti dorate e mi opprimevano con le loro dimensioni. Mi hanno detto di seguirli, non avrei disobbidito ed era tutto mozzafiato.

Prima mi hanno portato da una statua che sembrava Horus, il dio falco. Hanno detto che dovevano trovarne un altro, l’originale era stato distrutto. Non hanno aggiunto altro su questo. Quindi mi hanno portato davanti a qualcosa che sembrava la scrivania più vecchia che avevo da piccolo. Mi hanno detto di cercare nel mio passato per trovare le batterie per una tastiera musicale, simile a quella che usavo con Jude.

Per trovare queste batterie, ho dovuto vedere varie cose della mia vita passata. (La musica sarebbe divenuta la frequente metafora che illustrava il mio lavoro con la canalizzazione. La parte su Horus sembrava parlare di Cayce. Era chiaro che volevano che rivedessi il passato per lavorare come canale). Infinte ho trovato le batterie e mi hanno detto quindi che potevo andare. Tornando fuori ho incontrato Papà e Mike e la mia percezione si è espansa vedendo le piramidi dall’alto.

Prima ho visto un grande contenitore e due più piccoli e tutto era coperto di neve! Quindi da terra ho visto questo planetoide gigante di colore marrone, che si alzava nel cielo. Sembrava la luna Fobos di Marte ed era sospesa come un pallone. Ero strabiliato vedendo ancora il complesso di Giza sotto la neve.

ANALISI: la sezione si Fobos sembra confermare i sospetti di Zecharia Sitchin, che insinuava che non fosse un oggetto naturale. La sua orbita è così eccentrica e veloce, che poteva essere cavo all’interno e progettato da qualche forza esterna intelligente. Forse avevo visto il suo interno.

21/7/95 – Ho visto un aereo all’inizio del sogno, estremamente vicino a terra ed enorme, che cercava di atterrare come una foglia. Era molto simile agli UFO che vedevo in sogno da piccolo. Sono andato fuori e ho visto un bambino nell’acqua, metafora di una nuova nascita nelle acque dello Spirito.

A quel punto ho compreso che tutto avveniva nell’oceano, in un’astronave. Le cose non erano facili nemmeno lì. Sembravano sopravvissuti di una inversione dei poli. Quindi parlavo a questo gruppo, dicevo loro dell’inversione dei poli o apocalisse e che le cose non sarebbero state facili. Avevo un giornale e dissi a tutti che potevano averne due fogli come coperta. Una donna iniziò a discutere violentemente con me e alla fine l’ho convinta, per la soddisfazione di tutti.

25/7/95 – Ero in un museo locale, per vedere un’esibizione sugli UFO detta “Sfere Volanti Anomale”. Ho incontrato all’interno una strana ragazza che poteva leggermi la mente. E’ rimasta colpita quando le ho detto che sapevo cosa stava facendo. Mi sono seduto vicino a lei e le ho detto (metafora di me stesso), che le serviva meditare più spesso per sviluppare le abilità. Quindi ho iniziato a parlare del materiale sugli UFO che studiavo e un uomo sovrappeso (il mio vecchio comportamento), si è molto arrabbiato per questo.

L’uomo voleva combattere e non mi sono rifiutato. Siamo usciti e sono divenuto un osservatore esterno, che mi osservava mentre vincevo. Appena dopo, è apparso un UFO sferico nel cielo e ho iniziato a volare in aria, sempre più in alto. Improvvisamente, per qualche ragione, ho detto, “Portami nel vortice!” Quindi sono arrivato su una Terra diversa, ma a me famigliare.

Tutti vestivano con tuniche bianche e sembrava una società illuminata. Ho percepito immediatamente un’amicizia con l’energia in quel luogo. C’erano pietre megalitiche come a Stonehenge e le pietre erano di un bianco puro. C’era una donna esotica, molto attraente e sembrava voler fare sesso con me. Appena ci ho provato, qualcosa mi ha bloccato e sono tornato nel mio corpo. Ho pensato subito che fosse un viaggio di ritorno forse ad una vita passata in Atlantide.

3/9/95 – Il giorno in cui sono andato a New Paltz per vivere sul pavimento di Adam.

13/9/95 – Mentre sognavo ho capito di essere nel sogno. La domanda sul contatto extraterrestre erano forte nella mia mente. L’ho trasformato in un sogno lucido, ero a casa per strada e sono volato in aria e capivo di non poter superare un certo livello, forse per paura. Quindi volavo sempre più in alto e ho detto “Dove sei? Vieni da me! Mostrati!” Nulla è accaduto, da quanto posso dire, ma c’erano due strane luci a distanza che sembravano UFO. Sono tornato a terra e ho cercato di attraversare un recinto per convincermi che era un sogno. Il recinto si allungò come la gomma, ma non l’ho attraversato. Ho cercato di proiettarmi dall’altra parte, ma non sono riuscito.

ANALISI: La notte prima di quel sogno, avevo discusso col mio amico Mat su quanto desiderassi che gli “alieni” mi parlassero, dopo tutte le mie ricerche su di loro. Mat ha suggerito che forse l’avevano già fatto, ma che io non ricordavo. Quindi il sogno riflette il mio desiderio di sapere. Il tono generale del sogno sembrava essere che manco di preparazione spirituale per quel contatto diretto. Le astronavi erano lì, ma lontane. Non potevo sollevarmi oltre e superare il mondo materiale o recinto che mi tratteneva. Questo recinto sembrava indicare un confine nella mia mente, qualcosa che blocca il mio contatto pieno.

18/9/95 – (nota di David: il questo giorno Yumi ha deciso di chiamarmi per avvisare che veniva a trovarmi in America. Il sogno era pieno di simboli che profetizzavano l’avvenimento in anticipo).

ANALISI: Abbiamo un chiaro esempio di comunicazione telepatica, dove le sue idee della notte prima erano state trasmesse nel mio sogno alla mattina, con molta precisione).

7/10/95 – C’era una macchina che aveva catturato queste entità spirituali, incapaci di uscirne. Alla fine del sogno, si sono liberate e avevano consumato l’uomo negativo che le aveva intrappolate. Questo era direttamente collegato agli extraterrestri e al fatto che la testa che tutti vedono sui Grigi, era solo un elmetto. Ho avuto la sensazione che potesse essere un elmetto indossabile anche da me.

10/10/95 – In questo sogno sono stato simbolizzato come una persona debole in un incontro di boxe. Il personaggio era terrorizzato dalla dimensione dell’altro pugile, ma all’inizio dello scontro, tutti si sono trasformati in mostri, anche il pubblico. Il personaggio principale si è trasformato in un mostro dei cartoni animati e ha distrutto l’avversario senza fatica e selvaggiamente. Guardava il mostro sanguinario che aveva abbattuto e il pubblico ed era disgustato da quella mostruosità, si sentiva intrappolato nel loro mondo di violenza.

12/10/95 – Questo sogno è iniziato con me e il mio amico Mat, in strada per indagare su un apparente incontro con UFO. Per qualche ragione eravamo spaventati. Più avanti stavo rientrando a casa, senza Mat. All’incrocio con la strada del mio amico Don, mia madre stava lavando l’auto su un piedistallo circolare e rotante. Sapevo che qualcosa non andava, perchè lei sembrava disturbata.

Appena mi sono avvicinato, mi ha detto che il mio gatto Mandy (simbolico del mio sè inferiore e animale) era morto. Mi ha spiegato che Mandy aveva affrontato il suo doppio UFO, più grande e la sua gola era stata tagliata. Mia madre lo sapeva, anche se non l’aveva visto. Quindi ci siamo trovati in un negozio d’alimentari e stavo chiamando Mat, ma non lo trovavo.

Ero molto nervoso e non sapevo perchè. Mi sono avvicinato ad un piatto che conteneva un porro gigante e l’ho preso. Sapevo in qualche modo che prendendolo, accettavo il mio incontro diretto con gli UFO. Ero molto spaventato, ma l’ho preso.

27/10/95 – Una sezione della casa di mio padre era diventata una grande cava, tutto si trasformò in un sito archeologico di misteri antichi, dove c’erano maschere che indicavano la direzione dell’obiettivo degli scavi. Sembrava che infondo ci fosse qualcosa di grande che dovevamo trovare presto.

8/11/95 – In una parte di questo sogno guardavo delle mappe stellari per il viaggio spaziale. Sembrava che sapessi che viaggiare in una galassia richiedesse molto lavoro. Viaggiare tra galassie era una grande sfida e avevo una strana sensazione in corpo. Stavo quindi riflettendo su una missione verso Plutone e sembravo possederne un modellino in gomma. Lo stavo schiacciando e mi dicevano che non era molto diverso dall’interno della Terra.

Questa palla sembrava identica alla luna Fobos del mio sogno precedente. Stavo pensando alle lune di Urano e Nettuno e a Zecharia Sitchin che pensava fossero prova dell’esistenza del decimo pianeta Nibiru. Ho visto un’immagine di questo pianeta nel sogno, di colore grigio-bianco.

ANALISI: Sembrava informazione sul viaggio interstellare e ai suoi confini, come se li studiassi. Dopo la parte in cui schiacciavo il modellino di Plutone e vedevo Nibiru, mi sono svegliato alle 5:55. Questa sincronicità mi ha profondamente colpito. A questo punto sapevo che era un numero sincronico tra me e LORO.

20/11/95 – (Il giorno in cui sarei stato licenziato al reparto mentale)
In qualche punto di questo sogno, c’era uno show aereo e ho visto un mezzo aereo colossale che volava vicinissimo a terra, come nei sogni che facevo da piccolo. Sono riuscito a vedere al suo interno e sembrava vuoto, quindi mi sono chiesto chi o cosa lo facesse volare. Altra parte del sogno riguardava una ragazza in parte umana e in parte aliena. Sembravamo essere molto amici per qualche ragione.

Traduzione a cura di Richard
divinecosmos.com

David Wilcock: il Risveglio dell’Errante cap. 8 ultima modifica: 2012-07-30T15:48:58+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)