Diagnosi con bio-scanner in medicina: il futuro è già qui

Il Giornale Online
Come funziona il bio-scanner di ultima generazione ESO-MED 8G per la diagnosi delle neoplasie

Barbara Boniardi

Per uno strano caso, a distanza di un giorno, ho accompagnato mia madre e il mio ex compagno per una visita urologica in due ospedali diversi. Mia madre, che si era già sottoposta pochi giorni prima alla visita ginecologica per un controllo di routine in un ospedale della provincia di Milano, era stata poi inviata dallo stesso ginecologo all’urologo per un ulteriore consulto, il quale paradossalmente l’ha poi rimandata a un secondo ginecologo per eseguire una ecografia trans vaginale. Tre specialisti in pochi giorni (visite effettuate con S.S.N) e oltre due mesi di attesa per avere una diagnosi (con l’esito dell’ecografia, dell’urinocoltura e del PAP test) attestante che tutto era a posto. Il mio ex compagno invece, dietro mio suggerimento, ha scelto di prenotare una visita privata alla Columbus di Milano con il Dottor Carlo Bellorofonte urologo e andrologo il quale lo ha ricevuto dopo soli 2 giorni.

È stata una sorpresa e un grande sollievo per lui, scoprire che invece dell’imbarazzante esplorazione rettale con ecografia prostatica trans rettale, come avviene di consueto (immaginiamo quanto più imbarazzante siano questo tipo di visite per gli anziani), il dottor Bellorofonte in pochi minuti e con un costo accessibilissimo, ha fatto la sua diagnosi avvalendosi di un’apparecchiatura degna di Star Trek che, oltretutto, non si limita a rilevare neoplasie nella sola zona genitale (la prostata nello specifico) ma l’indagine si è estesa a tutti gli organi del corpo senza nemmeno togliersi i vestiti. Ero già al corrente della rivoluzionaria scoperta del fisico e ingegnere elettronico Clarbruno Vedruccio, che mise a punto nel 1985 per la Marina Militare una sonda a onde elettromagnetiche in grado di rilevare la presenza di mine antiuomo e in seguito per stessa intuizione di Vedruccio, applicata in medicina, la stessa sonda si è dimostrata capace di vedere qualsiasi infiammazione dei tessuti e di fare una diagnosi precoce per le neoplasie.

Già nel 1926 su Cancer Research appariva un articolo degli scienziati Hugo Fricke e Sterne Morse i quali intuirono che i tessuti sani hanno una capacità elettrica più bassa, quelli infiammati più alta e quelli oncologici ancora maggiore. Da 10 anni circa il dottor Carlo Bellorofonte con una equipe costituita da ingegneri elettronici e informatici del Politecnico di Milano, ha perfezionato ulteriormente questa straordinaria tecnologia (certificata e registrata al Ministero della Salute) e applicata già su 40.000 casi con una attendibilità del 98%-99%, maggiore rispetto agli strumenti diagnostici per imaging. Praticamente, se la sonda dice che il tumore non c' è, nel 99 per cento dei casi ulteriori verifiche indicano che non c' è davvero; se la sonda dice che invece il tumore c' è, nell' 88 per cento dei casi le altre indagini lo confermano.

Il bio-scanner di ultima generazione chiamato ESO-MED 8G è costituito da una sonda cilindrica lunga 30 cm che emette una radiofrequenza e di un ricevitore posto a poca distanza, a banco, che rileva l’alterazione di segnale. L’alimentazione è a basso voltaggio (5V) fornita attraverso connessione USB con PC medicale dedicato. L’esame è assolutamente non invasivo e avviene senza alcun liquido di contrasto. L’effetto collaterale è 100 volte inferiore a quello di un cellulare. Questo dispositivo diagnostico ha una elevata sensibilità: può individuare tumori con dimensioni al di sotto di 5 mm con elevata accuratezza. Inoltre quando la risposta del dispositivo è negativa, significa che ulteriori indagini invasive non sono necessarie. Tutto questo comporta un grande risparmio per il S.S.N. e per il paziente che riduce di molto le tempistiche e l’ansia che inevitabilmente accompagna nelle lunghe attese.

Dopo aver preso visione dei dati tecnici del bio-scanner, ho posto alcune domande al dottor Bellorofonte:

Dottor Bellorofonte, è sufficiente conoscere il valore del PSA per diagnosticare il tumore della prostata?
Il tumore alla prostata è asintomatico. Dal 1986 è in uso l’esame del PSA (antigene prostatico specifico) e il range normale va da 0 a 2,5. Quando è in forte aumento, sopra i 10, è indice di un’alterazione della prostata. Certi tumori però esordiscono con un PSA anche basso. Il PSA è un esame organo specifico e non tumore specifico. Il tumore si può presentare indipendentemente dal PSA.

Il dispositivo è applicabile per una diagnosi a tutti gli organi?
Gli organi che rispondono alla diagnostica, secondo la nostra esperienza, sono la prostata, la mammella, il colon, il retto, il pancreas, la tiroide, il rene e la vescica.

Può rilevare anche patologie cardiache e neurologiche o problemi ossei?
Non abbiamo esperienza nelle patologie cardiologiche e neurologiche, ma abbiamo valutato a livello osseo sia le calcificazioni che le metastasi ossee.

Quali sperimentazioni sono state fatte fin’ora?
Sul colon e sulla mammella si hanno avuto dei risultati incredibili. Gli organi interessati alla ricerca sono il pancreas che una diagnosi precoce potrebbe migliorare le aspettative di vita.

Lo screening mammografico preventivo (e invasivo per le forti radiazioni) che viene prescritto a tappeto a tutte le donne oltre i 40 anni diventa inutile?
Per adesso non ancora, ma penso che nel futuro aumentando il numero degli utilizzatori sulla mammella potrebbe diventare il primo esame “escludi tumori” riducendo quindi l’utilizzo della mammografia.

E per i tumori non solidi come le leucemie e i linfomi?
I linfomi sono “visibili” mentre non siamo riusciti a decodificare il segnale nei portatori di leucemia.

Quali differenze ci sono tra il primo dispositivo che risale a 10 anni fa e quello in uso attualmente?
La diagnostica con il primo bioscanner di Vedruccio (TRIMprob) dipendeva esclusivamente dall’abilità dell’operatore e veniva consigliata l’esecuzione in un ambiente “schermato” per eliminare le interferenze elettromagnetiche che in alcuni casi impedivano l’esecuzione dell’esame stesso. L’ESO-MED 8G rappresenta un’evoluzione tecnologica grazie ad un sofisticato software che fa riconoscere l’anomalia del tessuto in modo indipendente dall’operatore e l’esecuzione dell’esame a differenza del TRIMprob non necessita di un ambiente particolarmente protetto.

Quanto è diffuso attualmente l’utilizzo dell’apparecchio? E se è diffuso lo è in strutture pubbliche o solo private? E come vi si può accedere?
Al momento il dispositivo è in uso presso vari istituti privati a Milano oltre alla Clinica Columbus, anche all’Istituto di Medicina Biologica (IMBIO), a Roma presso l’Ospedale Sant’Andrea e per la mammella a Perugia e a Caserta.

Qual è il costo di questo apparecchio, se un medico decidesse di acquistarlo per il suo studio?
I due apparecchi elettromagnetici TRIMprob ed ESO-MED 8G sono presenti sul mercato a circa 60.000 euro.

E che vantaggi avremmo se il bio-scanner fosse disponibile nell’ambulatorio del nostro medico di base?
Se tutti i medici di base avessero una simile tecnologia con una buona esperienza potremmo ridurre in modo significativo alcuni esami estremamente costosi, invasivi ed inutili.

Mi domando come, nel 2013, disponendo di tecnologie assolutamente attendibili, capaci di fare diagnosi precoce, a basso costo ed invasività nulla, si continui a prescrivere TAC e quant’altro in maniera indiscriminata. Mi chiedo inoltre come sia possibile che la maggior parte dei medici non sappia nemmeno dell’esistenza di questo dispositivo. Nonostante tempo fa sia andata in onda un’intervista al Dottor Bellorofonte al TG2 e siano stati pubblicati alcuni articoli su varie riviste, una simile scoperta non ha avuto l’eco che avrebbe dovuto avere. Forse c’è bisogno di ammortizzare gli altissimi costi delle apparecchiature già in uso negli ospedali?

Ricordiamoci che una TAC di nuova generazione ha un costo di circa 500 mila euro. Decisamente viviamo a cavallo di due mondi: il Medio Evo e il futuro di Star Trek. Occorre informare il singolo cittadino dell’esistenza di queste attrezzature già da oggi così provvidenzialmente disponibili, affinché egli stesso possa esercitare il proprio diritto a una rapida diagnosi al minor costo sensibilizzando anche il proprio medico di base e quindi utilizzarle al meglio facendo risparmiare cifre considerevoli al bilancio sanitario ed alle proprie tasche.

Un’ultima considerazione a proposito del Medio Evo: pensiamo ai protocolli ospedalieri nei reparti oncologici, i quali devono essere applicati dai medici troppo spesso anche contro il buon senso e ogni evidenza scientifica. È stato ampiamente dimostrato, ad esempio, dagli studi del Prof. Walter Pierpaoli pubblicati sulle più accreditate riviste mediche, che il sistema immunitario, dal punto di vista chimico, è sotto controllo dei ritmi ormonali, per cui una vera prevenzione remota dei tumori è già possibile fin da oggi.

Oltre alle ghiandole endocrine e al sistema coordinato da quella piccola regia magica che è la centrale talamico-ipofisaria, va riconosciuto, come spiega molto bene l’Ingegnere e Scienziato Paolo Renati che l’intero sistema vivente è soprattutto un orchestra molecolare coerente alloggiata in un preciso contesto informazionale: l’informazione (riconducibile non solo alle variabili elettromagnetiche) è l’agente morfogenetico non accessorio, ma primario tanto quanto la componente molecolare con cui dialoga in un perenne feedback auto-consistente.

Alla luce dell’Elettrodinamica Quantistica, c’é da considerare che i modelli biochimici diffusi, supposti alla base delle interazioni molecolari, non permetterebbero l’esistenza e il funzionamento nemmeno di un’ameba: la conditio sine qua non sarebbe possibile il funzionamento biologico, sono le interazioni non-locali che permettono all’intero organismo di “comportarsi”. Tali connessioni e configurazioni si sostanziano della costante relazione con tutto ciò che costituisce “l’ambiente” (interno ed esterno all’organismo), quando l’informazione è “compromessa” inizia lo squilibrio, che poi si traduce a livello organico se non rettificato.

Capito questo si può sviluppare una medicina che, prendendo le mosse dalla PNEI, sia realmente capace di occuparsi della salute e non di essere solo un “rimediare” agli scompensi già avvenuti” di un sistema complesso come il vivente, ancora troppo osservato da una sola ristretta angolazione per volta. Da anni organizzo convegni di medicina integrata “La Scienza incontra lo Spirito” con un notevole riscontro di partecipanti, diffondendo informazioni e confronti su possibilità terapeutiche all’avanguardia difficilmente disponibili al grande pubblico perché circoscritte in ambiti troppo ristretti a causa delle ben note leggi alle quali il mercato farmaceutico è scandalosamente sottomesso.

Barbara Boniardi

Fonte: http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/bio-scanner-per-la-diagnosi-in-medicina.php

Diagnosi con bio-scanner in medicina: il futuro è già qui ultima modifica: 2014-02-21T12:51:21+00:00 da Richard
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Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)