DICONO CHE LA VITAMINA C PUÒ AUMENTARE IL RISCHIO DEL CANCRO

Il Giornale Online
Ah sì? E chi lo dice?

PAURA PER IL CANCRO DA VITAMINA C.
Elevate dosi di Vitamina C possono aumentare il rischio di cancro, avvertono gli scienziati.

Inizia così il rapporto in prima pagina del giornale inglese Daily Mail del 15 giugno 2001, delineando il lavoro del Dr Ian Blair, ricercatore dell’Unità di Farmacologia della Pennsylvania University. Il titolo del Mail sembra essere in aperto contrasto con quanto ha affermato lo stesso Dr Blair:”Per l’amor di Dio, non dite assolutamente che la Vitamina C causa il cancro”. (Yahoo News, martedì 14 giugno 2001) Ma, naturalmente, è proprio quanto hanno spudoratamente fatto il Mail e altri. Al lettore meno accorto l’articolo fa nascere domande preoccupanti sull’opportunità di assumere dosi elevate di Vitamina C. Se questi titoli di portata internazionale hanno avuto una qualche utilità, è stata quella di confermare il vuoto morale e intellettuale che regna nelle redazioni di cronaca degli odierni mass media.

Volendo andare alla base di tutto ciò,come mai in primo luogo il Dr Blair sta conducendo dei test sull’efficacia della Vitamina C? Siamo sul punto di scoprire che determinate fazioni hanno un ben preciso interesse nel diffamare tale vitamina. Ancora una volta, ci viene insegnato “che cosa” pensare di un determinato argomento, non”come” pensare. Per quanto ne sappiamo, nessuna delle informazioni che state per leggere qui è stata inclusa nei recenti articoli internazionali, generati dalle scoperte del Dr. Blair, sulla Paura per il cancro da Vitamina C.

UNA REGOLA AUREA

Il Dr. Blair postula che un alto consumo di vitamina C (un complemento molto benefico nei trattamenti non tossici peril recupero dal cancro) possa in realtà causare una degenerazione del tessuto umano, che a sua volta può portaread un maggior rischio di contrarre il cancro. Ed è qui che si arriva aduna prima regola aurea: quando si vuole accertare la veridicità di qualsiasi asserzione scientifica, si deve sempre leggere tra le righe, si deve cercare ciò che il rapporto non dice. Si deve specialmentestare all’erta per quel vecchio e risaputo ritornello altrimenti noto come”quali sono gli interessi in gioco”? Un manuale dell’Università di Manchester sulla metodologia della ricerca contiene questo valido consiglio:

La scienza e la ricerca devono essere studiate nel contesto di tutte le parti interessate che vi sono coinvolte.Bisogna porsi domande che mirino a determinare il peso relativo dei vari alleati nel processo di creazione dei fatti, quali i finanziatori, le aziende, il Ministero dell’Interno, le professioni e gli altri scienziati. Nell’analisi dei dibattiti scientifici,ci si dovrebbe sempre chiedere quali interessi sociali, istituzionali,politici e filosofici si trovano dietro ad asserzioni che spesso appaiono neutre e tecniche. (Manuale di metodologia della ricerca, Istituto di Scienza e Tecnologia dell’Università di Manchester) (le sottolineature sono mie)

Per quanto riguarda il processo dellacreazione dei fatti, di recente il noto autore John Le Carrè ha affermato:

“La grande industria farmaceutica in generale è impegnata nella deliberata seduzione della professione medica a livello mondiale, nazione dopo nazione. Sta spendendo una fortuna per influenzare, assoldare e acquistare il giudizio accademico, al punto che nel giro di qualche anno, se essa continuerà indisturbata nel suo attuale e felice cammino, sarà difficile trovare un’opinione medica che non sia stata comprata.” (The Nation, New York, intervista a John LeCarrè del 9 aprile 2001)

COMPRATA?

Tenendo presente quanto sopra, puntiamo l’attenzione sull’Università della Pennsylvania evediamo quale incoraggiamento possa aver avuto il Dr. Blair nel prendere posizione contro la Vitamina C, una posizione straordinaria e, a quanto pare, riportata in modo falsato.Le domande da porsi sono: quali influenze potrebbero esserci da parte dell’industria farmaceutica a sostegno del Centro per il Cancro dell’Università della Pennsylvania e della sua struttura madre, il Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania? Qual è il peso relativo dei finanziatori? Se ci sono sponsorizzazioni da parte delle industrie, il personale del Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania può operare e pensare in modo critico e libero da influenze? Oppure ci sono i presupposti per sospettare che il Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania sia stato comprato, che qualche interesse precostituito ad un certo punto abbia comprato il giudizio accademico?

Prima di affrontare la questione della Vitamina C, è rivelatorio analizzare i seguenti dati relativi al Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania.

DETERMINATE ALLEANZE

Nel maggio del 2000 i responsabili del Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania, cioè i datori di lavoro del Dr. Ian Blair, hanno ricevuto una sovvenzione quinquennale di 26 milioni di dollari dal Fondo Centrale dell’Istituto Nazionale per il Cancro, l’istituzione più grande e influente al mondo per il trattamento convenzionale del cancro. In realtà il Centro per il Cancro dell’Università della Pennsylvania è stato continuamente sovvenzionato dal meccanismo del Fondo Centrale dell’Istituto Nazionale per il Cancro, sin da quando questo tipo di sovvenzione è stata istituita con l’Atto Nazionale per il Cancro nei primi anni ’70. Attualmente il Centro per il Cancro dell’Università della Pennsylvania è inondato da più di 100 milioni di dollari di fondi per la ricerca sul cancro: 37 milioni dall’Istituto Nazionale per il Cancro, 43 milioni da organizzazioni ad esso affiliate, quali l’Istituto Nazionale perla Sanità (questa è l’organizzazione che ha finanziato proprio la ricerca sulla Vitamina C del Dr. Blair), altri 12 milioni da fondazioni quali la Società Americana per il Cancro e la Società per la Leucemia, poi8-10 milioni da varie ditte farmaceutiche. In precedenza, nel giugno 1999 il Centro per il Cancro dell’Università della Pennsylvania ha ricevuto una donazione di 4,5 milioni di dollari dalla Fondazione William H. Gates per la ricerca di trattamenti convenzionali per i linfomi diversi dal morbo di Hodgkins.

A parte la connessione di Bill e Melinda Gates, la Oncolink, il Centro per il Cancro dell’Università della Pennsylvania, è sponsorizzato molto generosamente dalle seguenti società: Amgen, la più grande azienda indipendente di biotecnologie al mondo, Aventis, Ortho Biotech Inc., Varian Inc., Janssen Pharmaceutica, Astra Zeneca,Pharmacia Upjohn e Pfizer. Queste società sono davvero molto grandi e i loro nomi costituiscono un comitato di sponsorizzazione che non è di poco conto.

ULTERIORI ALLEANZE

Nel marzo 2001 il Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania ha annunciato un’alleanza strategica con la Siemens Medical Sistems, Inc. Secondo i termini dell’accordo, il Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania riceverà uno sconto dalla Siemens su un acquisto iniziale di attrezzature per cardiologia, radiologia e radioterapia oncologica, mentre la Siemens a sua volta fornirà il servizio e il mantenimento delle attrezzature biomediche già in uso in determinati punti del Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania. Questo per l’intera durata dell’accordo. Nel 2000, la Siemens Medical Solutions, situata a Iselin nel New Jersey, aveva riportato 5,65 miliardi di dollari di nuovi ordini, 5,44 miliardi di dollari di vendite e 27.000 dipendenti in tutto il mondo. “Questo è un tipo di alleanza determinante per il nostro continuo recupero finanziario e per assicurarci una posizione di preminenza nazionale come sistema sanitario”, ha affermato Robert D. Martin, Direttore Generale del Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania.

Un buon rapporto con la Siemens può benessere determinante per il recupero finanziario del Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania, ma questo tipo di alleanza dipendente può favorire quel clima, menzionato in precedenza, che è necessario per pensare in modo critico? Cosa accadrebbe se nel Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania qualcuno, privatamente, avesse delle riserve sulle attrezzature, sulla metodologia o sui sistemi della Siemens? Chi si dissocerebbe per primo? Qualcuno lo farebbe?In che tipo di contesto commerciale restrittivo si trova ad essere ora il personale del Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania, nei confronti della Siemens?

ALTRE ALLEANZE ANCORA

Il 26 aprile 2001 il Centro per il Cancro dell’Università della Pennsylvania ha annunciato una partnership con la Integral PETAssociates, leader nazionale negli scanner per la Tomografia a Emissione di Positroni (PET, in inglese), usata nel campo del cancro. Oggi, ad unpaziente sottoposto a tale esame, 45 minuti prima di iniziare la scannerizzazione PET viene iniettata una sostanza radiofarmaceutica, quale il fluorodeossiglucosio (FDG), e poi la scannerizzazione dura circa due ore.La sostanza radiofarmaceutica emette dei segnali che vengono rilevati dalloscanner PET. Un computer riassembla i segnali in immagini riconoscibili, dalle quali si può determina rese un cancro si è esteso, se un particolare trattamento è stato efficace o se un paziente è privo di tumori. La Integral PET Associates cercherà adesso di fornire questa costosissima attrezzatura ai principali ospedali di tutta la Pennsylvania. L’installazione di uno scannerPET costa circa 3 miliardi e mezzo di lire, più 1 miliardo e ottocentomilioni all’anno per il personale e i costi operativi.

Una breve visita al sito web del Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania, non solo confermerà tutte le informazioni sopra riportate, ma confermerà anche che queste alleanze rappresentano solo una piccola percentuale della tradizionale solidarietà di lunga durata con la grande industria farmaceutica portata avanti nel corso degli anni dal Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania. Partendo da questa tradizionale fonte di sponsorizzazioni, che possibilità avrebbero di apparire nelle pubblicazioni informative sul cancro del Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania le seguenti affermazioni?

“Se avessi il cancro, non andrei mai in un centro di trattamenti standard per il cancro. Le vittime del cancro che vivono lontane da tali centri hanno una possibilità di farcela.” Professor Charles Mathe, specialista francesedel cancro.

“…come chimico esperto nell’interpretazione dei dati, per me resta incomprensibile come un medico possa ignorare la chiara evidenza che la chemioterapia causa molti,molti più danni che benefici.” Alan C. Nixon, ex presidente dell’American Chemical Society

“I medici sono troppo occupati per addentrarsi nelle statistiche dei trattamenti per il cancro, danno per scontato che il miglior trattamento sia quello che hanno imparato all’università o quello mostrato nelle pagine dei giornali informativi. Non possono permettersi di sospettare che quei trattamenti vadano bene solo per le compagnie farmaceutiche, che influenzano le istituzioni dell’istruzione superiore.” Paul Winter, The Cancell Home Page

“Per le istituzioni che hanno a che fare con il cancro, un paziente malato di tumore è un centro di profitto. Le effettive prove cliniche e scientifiche non convalidano le asserzioni dell’industria per il cancro. I trattamenti convenzionali sono diventati legge perché pagano meglio, non perché guariscono meglio. Decenni di politica di questo tipo vi hanno impedito di conoscere tali fatti e continueranno a farlo a meno che non apriate gli occhi su questa realtà.” Lee Cowden,Medico

“Quasi ogni paziente trattato conIL2 (un trattamento convenzionale per i tumori) ha sofferto di febbre,malesseri, nausea o vomito, diarrea, crolli improvvisi della pressione sanguigna, irritazioni cutanee, difficoltà di respirazione, anomalie epatiche e irregolarità nella chimica del sangue. Rosenberg stesso descrive in dettaglio una serie di orripilanti storie di casi, una in particolare in cui la somministrazione di IL2 ha causato, tra le altre cose,vomito, gonfiori alle giunture, liquido nei polmoni e una sindrome di perdite vascolari in cui il sangue colava attraverso le pareti dei vasi sanguigni e si raccoglieva sotto la pelle.”Steven Rosenberg, la cellula trasformata,1992 (L’IL2 è tuttora in uso.)

“Il Dott. Linus Pailing, che ha ricevuto due Premi Nobel ed è noto anche come il padre della Vitamina C,dichiarò che l’assunzione di grandi quantità di Vitamina C, anche fino a 10 grammi al giorno, favorisce l’attività anti-cancerogena all’interno del corpo. Pauling venne ampiamente deriso per queste dichiarazioni, ma oggi molti medici usano ampie dosi di Vitamina C nella terapia nutrizionale di pazienti affetti da tumore, confidando in Pauling e nelfatto che questo popolare ingrediente nutrizionale sia indispensabile al corpo nella sua lotta contro il cancro.” PhilipDay, Cancro, perché muoiono ancora per conoscere la verità, Credence Publications, 2001

“Non fatevi fuorviare dalle autorità mediche o dai politici. Scoprite i fatti e decidete per conto vostro come vivere una vita felice e lavorare per un mondo migliore.” Linus Pauling

Le osservazioni riportate sono rappresentative di un’ampia biblioteca di informazioni alternative ben fondate, che con raziocinio mettono in discussione la validità ed efficacia dei trattamenti convenzionali per il cancro, basandosi su un’enorme quantità di dati e di ricerche cliniche. Potendo usufruire di tutti quei trattamenti costosi e brevettati, naturalmente il livello di incidenza del cancro dovrebbe diminuire. Invece no, è in aumento.

QUANTITÀ IMPRESSIONANTI

Il Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania è completamente ingabbiato nel contesto dei trattamenti convenzionali per il cancro, contesto che oggi viene giustamente accusato di non ottenere alcun successo misurabile,di avere invece un immenso successo nel causare morti diffuse e non necessarie con i suoi trattamenti a base di radiazioni farmaceutiche letali ed estremamente tossiche e di avere un successo ancora maggiore nel gratificare se stesso con quantità impressionanti di denaro provenienti da tale orribile procedimento. Che queste industrie del cancro siano diventate incredibilmente opulente con il loro approccio del tipo “chemioterapia fino al crollo” è un fatto che Siemens, Zeneca, Upjohn, Glaxo, Rhone Poulenc non possono negare.

BUON SENSO

Pauling aveva ragione, siamo stati seriamente fuorviati. Prendendo come esempio la tecnologia multimiliardaria della Siemens, essa può ben individuare determinate forme di cancro, ma dopo averle individuate che cosa succede? Molto semplicemente, una persona sofferente di cancro, sconcertata, obbediente, grata e priva di sospetti, viene immediatamente diretta verso una porta etichettata “malattia iatrogena (causata dal medico) e probabile morte”. Un esame accurato degli odierni trattamenti ortodossi per il cancro rivela in modo chiaro che il percorso convenzionale è carico di pericoli tossici. Ma il Direttore Generale del Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania ha detto chiaramente che “l’alleanza con la Siemens (una delle tante) è determinante per la sicurezza finanziaria del Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania.”

Per questo motivo dal Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania non sentiremo voci che dissentiranno pubblicamente dalle orribili realtà associate ai trattamenti convenzionali per il cancro usati nel 20° e21° secolo. Le ricchezze delle grandi corporazioni devono continuare a fluire e una loro apprezzabile parte sarà per i forzieri del dipendente Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania, naturalmente per aiutare il suo recupero finanziario.

QUINDI, PERCHÉ VIENE ACCUSATA LA VITAMINA C?

Come già affermato, il trattamento convenzionale del cancro rappresenta un’industria di molti miliardi di dollari l’anno. I giganti dell’industria proteggono ferocemente questi grandi profitti. Però i loro trattamenti non si indirizzano in alcun modo alle cause che stanno alla base del can-cro. Il cancro è una condizione nutrizionale/tossica/ambientale che, in un gran numero di casi, può essere efficacemente ribaltata con un sano approccio nutrizionale e con assennati cambiamenti nello stile di vita. Linus Pauling, definito il padre della Vitamina C, ha caldeggiato intensamente i benefici derivanti dal consumo di dosi elevate di Vitamina C nella prevenzione e nella battaglia contro il cancro.

MEZZE VERITÀ E BUGIE

Perciò, come mai non sentiamo parlare dei successi di questi trattamenti naturali? Perché non vengono sbandierati in tutto il mondo? La risposta è il denaro. Nonostante gli innumerevoli successi nella regressione del cancro per mezzo della nutrizione e sebbene vi sia un uso estensivo di elementi vitali come la Vitamina C, la VitaminaB17, gli enzimi pancreatici e altri co-fattori, la grande industria farmaceutica sta facendo tutto il possibile per ridurre al silenzio quei resoconti di successo. Sarebbe catastrofico per i loro affari se diventasse cosa risaputa che il cancro può essere trattato con successo senza le remunerative e tossiche sostanze farmaceutiche. Chi continuerebbe ad acquistarle? Cosa direbbero gli azionisti della Siemens, della Glaxo o della Upjohn? In modo vergognoso, alcuni interessi precostituiti stanno impedendo che dei trattamenti per il cancro non tossici e di provata validità diventino di pubblico dominio. Questo è il motivo per cui il sito webdel Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania alla voce “trattamenti per il cancro” dice della VitaminaB17:

Diversi pazienti hanno mostrato sintomi di avvelenamento da cianuro, tra i quali fiacchezza muscolare e indebolimento dei riflessi, oppure avevano livelli pericolosi di cianuro nel sangue. (Il La etrile può liberare cianuro, che è una sostanza molto tossica) I ricercatori hanno concluso che il La etrile (la Vitamina B17) non è efficace nel trattamento per il cancro e in alcuni casi è dannoso.

Leggete invece questo estratto da una trasmissione radiofonica che dice esattamente il contrario, inclusa nel libro di Philip Day, Cancro, perché muoiono ancora per conoscere la verità:

Conduttrice radiofonica Laurie Lee: “Quindi è una cosa verificata, che il La etrile (B17) possa avere questi effetti benefici?”

Dott. Ralph Moss:”Questo è quanto abbiamo trovato e tuttavia anoi degli Affari Pubblici viene detto di fare affermazioni esattamente opposte a quanto abbiamo trovato scientificamente.”

A quel tempo Ralph Moss era l’ex Assistente del Direttore delle Relazioni Pubbliche del Memorial SloanKettering di New York, un centro di ricerche di importanza nazionale pertrattamenti convenzionali sul cancro.

Naturalmente il Laetrile, o Vitamina B17,non è approvato dall’FDA, ma non perché non sia benefico. Loè, come dimostreranno i link forniti alla fine di questo rapporto. No,la Vitamina B17 non è stata approvata dall’FDA semplicemente perché l’FDA ha imparato la lezione. Così vanno le cose nel business, che si auto preserva e auto sostiene, del trattamento convenzionale del cancro. Per dirla senza mezzi termini, idocili funzionari dell’ FDA sono a portata di una telefonata o diun tiro di golf dall’Istituto Nazionale per il Cancro e dall’Istituto Nazionale per la Sanità. Un esempio classico di questi conflitti di interesse e di standard differenti è il caso del fluoruro di sodio, che a causa della sua tossicità non è approvato dall’FDA e tuttavia il gigante farmaceutico Procter andGamble e altri possono del tutto impunemente mettere sul mercato i loro dentifrici contenenti questa sostanza.

L’asserzione del Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania è un’invenzione. Vi è una tale quantità di prove contrarie a questa posizione convenzionale su La etrile e Vitamina C, che si può soltanto assumere che l’asserzione del Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania rientri nella seguente categoria:

FALSE RICERCHE SCIENTIFICHE CHE DANNEGGIANO IL PUBBLICO,

Independent News, 13dic 2000. Ieri un comitato di redattori medici ha detto che i medici inventano risultati di ricerche per vincere sovvenzioni e fare carriera e che le istituzioni mediche non proteggono il pubblico dalla minaccia di queste frodi scientifiche.Negli ultimi quattro anni sono stati individuati ottanta casi di ricerca fraudolenta e trenta sono stati indagati nell’ultimo anno. In alcuni casi, le istituzioni hanno insabbiatola cosa per non perdere la reputazione.

IL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE

Nello sforzo di sovvertire questo risveglio di massa di fronte agli orrori dei trattamenti convenzionali per il cancro, le istituzioni convenzionali, alquanto preoccupate,stanno sferrando un attacco ingannevole contro tutti i prodotti anticancro naturali (e quindi non brevettabili) e di genuino beneficio. L’accusa così garbata contro la nostra vitamina più vitale, la vitamina C, verrà presto estesa ad un’ampia gamma di minerali e vitamine essenziali.Questo è solo l’inizio di un attacco astuto e concertato. Sono in via di costituzione nuove norme legislative convenzionali che faranno da cornice alla codificazione emessa al bando di trattamenti naturali efficaci, soltanto perché questi trattamenti naturali non portano soldi alla grande industria farmaceutica. Il profitto viene prima della salute delle persone, ma adagiato su rapporti dall’aspetto rispettabile e scientifico. E questa vernice di rispettabilità inganna gli ingenui lacchè che nella catena di ri-cerca del Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania sembrano trovarsi nelle posizioni meno elevate.

INGENUITÀ

Ho parlato con due funzionari del Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania riguardo al rapporto del Dr. Blair sulla Vitamina C ed entrambi sono stati molto amabili, aperti e disponibili, senza alcuna intenzione di fornire informazioni devianti. Ma entrambi erano del tutto ingabbiati nel modo di pensare dei loro superiori. Olivia Fermano, addetta alle relazioni con i media, era curiosa di sapere il perché del mio interesse verso chi aveva sovvenzionato il rapporto sulla Vitamina C. Quando le ho indicato che se si poteva far risalire le sovvenzioni del Dr. Blair ad una casa farmaceutica che produceva trattamenti convenzionali per il cancro, allora i risultati sarebbero stati seriamente discutibili, la signora Fermano era genuinamente interessata. “Mio Dio! Questa è una bella domanda. Torno da lei tra un attimo.”Circa due minuti più tardi, la sua cortese replica fu, letteralmente:”Per qualche minuto mi ero davvero preoccupata. Ma sono lieta di dirle chele nostre sovvenzioni provenivano direttamente proprio dall’Istituto Nazionale per la Sanità. Mi sento così sollevata.”

Ehm.

Analogamente, il Dr. Garret Fitzgerald,Cattedra al Dipartimento di Farmacia del Centro per il Cancro del Servizio Sanitario dell’Università della Pennsylvania, ha affermato:”Le prove che sostengono il ruolo della Vitamina C come accessorio utile nel trattamento del cancro sono scarse o inesistenti. Il lavoro di Linus Pauling era basato soltanto su una tenue ipotesi.”

Pur essendo encomiabile la cortesia mostrata dalla Sig.ra Fermano e dal Dr. Fitzgerald, la loro ingenuità proviene dal fatto che entrambi lavorano in un luogo protetto da una sorta di bozzolo commerciale, isolato di proposito dai molti resoconti di successo attribuite a trattamenti per il cancro non tossici e metabolici, e dai benefici derivanti dal consumo di molta più Vitamina C di quanta ne raccomanda l’ FDA, i cui miserabili 60 mg quotidiani sono appena sufficienti a tener lontano lo scorbuto.

Lunga vita alla Vitamina C e prendiamone persino di più! Per uno studio più approfondito sull’industria convenzionale del cancro e per le ottime notizie relative ai trattamenti alternativi per il cancro.

fonte:laleva.cc

DICONO CHE LA VITAMINA C PUÒ AUMENTARE IL RISCHIO DEL CANCRO ultima modifica: 2007-06-24T15:09:51+00:00 da Quantico
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