E’ possibile prevedere i terremoti?


14 Ottobre 2010

Perchè scienziati e sismologi negano che sia possibile prevedere i terremoti se già negli anni ’20 il sismologo italiano Raffaele Bendandi effettuò previsioni corrette ricorrendo alla forza di marea? Bendandi, attraverso il suo metodo, ha anche predetto una scossa di terremoto devastante per la città di Roma e aree limitrofe, il giorno 11 maggio 2011, e un altro sisma di dimensioni ancora più apocalittiche tra il 5-6 aprile 2012, quando parecchie scosse di terremoto dovrebbero colpire, secondo tale teoria, a macchia di leopardo tutta la Terra. Scopriamo insieme cosa c’è di vero in tutto questo!

di Gabriele Pierattelli

La vita di Raffaele Bendandi.

Nasce a Faenza il 17 ottobre del 1893 da una famiglia di modeste condizioni economiche. La famiglia, che viveva nel quartiere tradizionalmente denominato Filanda Vecchia, era talmente umile che non potè permettergli di andare avanti con gli studi superiori. Ciononostante all’età di 10 anni era già appassionato di astronomia e geofisica, tanto da costruirsi da solo un telescopio ed alcuni giroscopi (in effetti lui era uno scultore di legno per professione). In seguito acquisisce la specializzazione in disegno tecnico attraverso un corso. Presto impara il mestiere del padre da intagliatore per realizzare giocattoli e ornamenti sacramentali in legno. La sua spiccata abilità e precisione nel lavoro gli danno la possibilità di fare esperienza da un orologiaio nella riparazione di oggetti meccanici di precisione. Dopo questa esperienza, si iscrisse ad una Scuola d’Arte, per divenire un intagliatore di candelabri e statue sacre, nell’Emilia. Si autocostruì un sismografo per verificare le sue previsioni e in seguito lo perfezionò per renderlo in tutto il mondo. Contemporaneamente, le nozioni di astronomia acquisite nella scuola e il mistero dei terremoti, che già annotava fra le pagine dei quaderni di scuola, lo attrassero a tal punto da tenere libri di fisica e astronomia fra gli attrezzi da falegname e da studiarli in ogni momento libero. Durante la Grande Guerra servì come meccanico in una squadriglia aerea. Andò avanti con i suoi studi anche sfruttando una sorta di mini laboratorio posto in una profonda grotta dell’Appennino tosco-romagnolo.
La sua teoria

Si può definire il Bendandi come un ricercatore autodidatta, che nel 1920 formulò la propria teoria «sismogenica». Bendandi non spiegò mai le sue teorie, ma affermava che la causa dei terremoti è da ricercarsi nelle forze di attrazione dei pianeti e del sole, forze che non si trovano all’interno della Terra. Egli sosteneva che tutte le manifestazioni terrestri e solari sono causate da uno squilibrio gravitazionale, e che esiste un’influenza solare decisiva sulla salute degli organismi umani ed una spiccata influenza sulle cellule cerebrali. La sua teoria ha origine in una passeggiata lungo il bagnasciuga, mentre prestava servizio di guardia durante la sua naja: lui nel 1919 intuisce che la crosta terrestre, così come le maree, è soggetta agli effetti di attrazione gravitazione della Luna. A partire dal principio della marea e dallo studio della teoria di Darwin si cimentò nei primi tentativi di previsione, e attraverso lo studio di 20.000 terremoti del passato, ripresi nei cataloghi della sua epoca, affinò ulteriormente tale metodo.

La sua teoria per la previsione dei terremoti (mai riconosciuta dalla comunità scientifica) era infatti basata sul fatto che la Luna e gli altri pianeti (insieme al Sole) sono la causa dei movimenti della crosta terrestre, che effettivamente rigonfia, deforma e fa pulsare la crosta terrestre, con tempi e ritmi dipendenti dalla posizione dei corpi celesti. Dopo averlo studiato a fondo, nel 1931 Bendandi affida all’Accademia Pontificia il metodo da lui scoperto per interpretare il ciclo undecennale del Sole, e nel seguito riesce autofinanziandosi a pubblicare “Un principio fondamentale dell’Universo”, dove descrive la sua precedente scoperta. Durante la sua vita, precisamente nel 1959, Bendandi scoprì anche un nuovo pianeta all’interno del sistema solare tra Mercurio ed il Sole, cui diede il nome della sua città natale, Faenza. Solo successivamente, nel 1972 l’astronomo americano Wood e nel 1976 l’astronomo inglese Smith portarono avanti il metodo elaborato dal Bendandi per la previsione dei movimenti tellurici, andando a migliorarne l’analisi ed i risultati.

Le previsioni effettuate di Raffaele Bendandi.

Il 28 dicembre del 1908 Bendandi restò profondamente colpito dalla notizia della tremenda catastrofe che colpì le città di Messina e Reggio Calabria: da quel momento iniziarono le sue ricerche. Durante il servizio militare nel 1917 ebbe modo di osservare il fenomeno della marea che pose alla base delle sue indagini. Una sua prima involontaria previsione la fece per il terremoto della Marsica il 13 gennaio 1915, quando si accorse che il 27 ottobre dell’anno precedente aveva lasciato un appunto al riguardo. Nel 1920 i suoi studi gli permisero di entrare a far parte della società sismologica italiana ma fino ad allora erano in pochi a credere alle sue teorie.

Questo lo spinge a recarsi, il 23 novembre 1923, davanti al notaio di Faenza deciso a far scrivere una sua previsione: “il 2 gennaio 1924 si verificherà un terremoto nelle Marche“. Il terremoto effettivamente si verificò, ma due giorni dopo. Ciononostante il Corriere della Sera gli dedicò la prima pagina, chiamandolo Colui che prevede i terremoti; la sua fama così crebbe anche a livello internazionale. Anche il terremoto del Friuli nel 1976 fu previsto dalla sua teoria; inutilmente lui cercò di avvisare le autorità competenti, le quali lo trattarono come un ciarlatano. La conferma delle sue previsioni gli diede la fama nazionale mentre gli articoli di previsione che scrisse per i maggiori quotidiani del mondo lo fecero conoscere ovunque (tali articoli sono raccolti nella sua casa-osservatorio in via Manara n.17 di Faenza). Come già anticipato, Bendandi, attraverso il suo metodo, ha anche predetto una devastante scossa di terremoto per la città di Roma e aree limitrofe per il giorno 11 maggio 2011, e un altro sisma di dimensioni ancora più apocalittiche per tra il 5-6 aprile 2012, quando parecchie scosse di terremoto colpiranno a macchia di leopardo tutta la terra. In questa ultima predizione, tra l’altro, molti vedono anche le catastrofiche profezie Maya per il 2012. Venne trovato morto, forse per cause misteriose, il 3 novembre 1979, nella sua casa-osservatorio in via Manara 17 di Faenza.

Ma perchè in Italia tutti si sono dimenticati di lui e del suo lavoro?

Nel 1927 il regime fascista vietò a Bendandi di divulgare le sue previsioni, come si può leggere ad esempio sul quotidiano “LA NAZIONE” del 30 maggio di quell’anno. Probabilmente sotto la pressione di molti accademici del tempo desiderosi di togliere di mezzo lo scomodo personaggio che li metteva nella grande difficoltà di spiegare perchè loro non riuscivano a prevedere i terremoti. Bendandi non si diede per vinto e scrisse un primo libro che pubblicò completamente a sue spese nel luglio 1931. Tale libro intitolato “UN PRINCIPIO FONDAMENTALE DELL’UNIVERSO” era dedicato all’attività solare e conteneva il primo caposaldo su cui egli basava le sue ricerche. Il ciclo undecennale venne interpretato come un battimento delle sollecitazioni mareali prodotte dai pianeti che ruotavano attorno al Sole. La variabilità delle altre stelle venne spiegata attraverso lo stesso principio e descritta in un secondo volume ancora inedito. Essendo anche il fenomeno sismico inquadrabile sotto lo stesso ragionamento, nella situazione di non poter divulgare le previsioni dei terremoti, Raffaele Bendandi volle probabilmente fissare un primo principio che se apprezzato gli avrebbe permesso di far riconsiderare le sue previsioni. In sintesi lo stato attuale delle conoscenze scientifiche ufficiali non consente di spiegare i fondamenti su cui si basavano le teorie dell’uomo dei terremoti, come veniva chiamato Bendandi. Potrebbe darsi che una ricerca approfondita sui suoi lavori, unitamente ad ulteriori acquisizioni degli scienziati sull’universo, porti in futuro ad una smentita o ad una conferma delle teorie del faentino.

Gli effetti dei moti planetari sui movimenti della crosta terrestre.

Nello studio dei terremoti si occupò del fenomeno delle variazioni di inclinazione del terreno e degli effetti dei moti planetari sui movimenti della crosta terrestre. Strettamente legato a questi fu lo studio della migrazione della posizione del polo. La soluzione dell‘enigma del ciclo undecennale solare costituì uno dei suoi maggiori argomenti, insieme a quello delle stelle variabili. Bendandi ipotizzò anche l’esistenza di cinque nuovi pianeti: quattro extranettuniani e uno situato fra il Sole e Mercurio. L’esistenza dei primi quattro fu dedotta dall’osservazione dei terremoti mentre quella dell’ultimo dall’attività solare. Ma l’opera di questo scienziato non si ferma qui. Dopo la seconda guerra mondiale, attraverso una bussola e dei radio ricevitori su onda corta, ma probabilmente anche prima attraverso degli strumenti per la ricetrasmissione radio-telegrafica, realizzò osservazioni sistematiche delle interferenze elettromagnetiche che accompagnavano le tempeste solari e qualche volta sembravano essere associate ai terremoti.

Anomalie elettromagnetiche precedono i terremoti.

Anche Jim Berkland, come riportato nel libro di Cal Orey, considera la manifestazione delle anomalie elettromagnetiche, le variazioni del campo magnetico terrestre e gli altri disturbi a bassa frequenza come quei segnali che gli animali sono in grado di percepire prima di un terremoto e che li spinge ad abbandonare l’area interessata dall’evento. Raffaele Bendandi è uno dei primi a riconoscere tali anomalie come responsabili di strani effetti sugli esseri viventi. Dal 1950 inaugurò, infatti, un nuovo genere di osservazioni sull’aumento di aggressività delle forme influenzali e sul rincrudirsi della criminalità legate all’attività solare. Si servì delle scoperte di Giorgio Piccardi (1895-1972), per giustificare l’effetto dei vari tipi di radiazioni solari sulle forme viventi. Introdusse un nuovo genere di previsioni metereologiche ed effettuò utili osservazioni sulle esplosioni nelle miniere. Ma soprattutto, comprese tutti questi argomenti in un quadro più ampio che egli chiamò “crisi cosmica“. L’attività di pochi scienziati è paragonabile a quella di Raffaele Bendandi, innanzitutto per i risultati ottenuti, cioè per i contributi alla previsione dei terremoti, dell’attività solare e delle “crisi cosmiche”. E’ stata la sua profonda fiducia nella scienza a distinguerlo dalla maggior parte degli scienziati del suo tempo. In un periodo, cioè, dove i risultati della meccanica quantistica hanno sollevato il dubbio di una natura indeterminabile se non osservata e i maggiori scienziati hanno affermato che era il “caso” a governare il terremoto e molti altri fenomeni, egli ha sempre sostenuto fermamente l’esistenza di “granitiche leggi della natura”, vedendo l’opera dello scienziato come una sfida alla loro comprensione

La teoria della tettonica a zolle di Alfred Wegner

Ai nostri giorni, la causa dei terremoti è attribuita alla deriva dei continenti, formulata nel 1912 da Alfred Wegener, e dimostrata verso il 1960, da cui derivò la teoria della tettonica a placche o tettonica a zolle. La comunità scientifica ha accettato dopo annose discussioni la teoria di Wegener, che rimane tuttora la più accreditata. E’ risaputo che le teorie scientifiche sono in continua evoluzione e che gli scienziati sono alla ricerca di nuove prove a favore, e, nello stesso tempo, coltivano ogni forma di dubbio che possa essere di input a nuove scoperte. Per tali ragioni, la precisione delle previsioni del sismologo faentino dovrebbe stimolare l’attività di indagine degli scienziati ricercatori. La scienza ufficiale ha quasi sempre deriso le ipotesi di Raffaele Bendandi per la mancanza di prove scientifiche.

Un passo dal suo libro “Un principio fondamentale dell’Universo” – volume Iº – scritto e pubblicato nel 1931:

“La forza di attrazione è dunque l’agente principale di ogni manifestazione del mondo fisico; è dessa che regola il corso dei pianeti e dei satelliti lungo la loro orbita; che presiede allo sviluppo evolutivo delle diverse masse planetarie;

che mantiene con una semplicità ammirevole quella intricatissima teoria di orbite viventi che ogni corpo celeste ineluttabilmente descrive; è dessa infine la regolatrice e l’alimentatrice di ogni manifestazione radiosa corrispondendo ad ogni sua leggera variazione un conseguente accentuarsi di radiazioni e un divampare della luce.

E questo soffio divino che anima di un movimento generale tutto il creato e ci offre la più eloquente testimonianza della vita dell’universo, può giustamente definirsi con l’alata parola del nostro Alighieri: ”L’amor che muove il Sole e l’altre Stelle”.

Bendandi fu ignorato per molto tempo dalla scienza ufficiale del nostro Paese, che lo considerava quasi un ciarlatano, e si rifiutava di prestare attenzione alle sue teorie sull’origine cosmica dei sismi, esposte nei suoi libri.

I premi di Raffaele Bendandi

Nonostante ciò, Raffaele Bendandi ebbe in vita diversi riconoscimenti:

– fu eletto membro della Società Sismologia Italiana, della Accademia Torricelliana di Scienze e Lettere, e della Artis Templum;

– fu nominato da Giovanni Gronchi Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana;

– Faenza gli ha dedicato una Scuola Media.

Oggi l’associazione culturale faentina “Bendandiana”, formata da fisici ed esperti nel campo, ha raccolto la sua eredità, e tenta di far chiarezza sulla gran mole di materiale lasciato da Bendandi. Probabilmente, come affermano i suoi sostenitori, Bendandi aveva la “colpa”, che scontò per tutta la vita, di essere autodidatta e, per di più, la sua teoria sui sismi era originale.

Gli studi americani su Bendandi.

Terremoti, maree e comportamento degli animali sono gli argomenti di un libro pubblicato dalla giornalista Cal Orey. Il titolo del libro è “The man Who Predicts Earthquakes, Jim Berkland, Maverik Geologist”, pubblicato dalla Sentient Publications, 2006. Alla domanda se sono prevedibili i terremoti l’autrice risponde che Jim Berkland sta sperimentando con successo un metodo di previsione da circa 30 anni. Berkland è un geologo statunitense di San Jose, California, che ha avuto il coraggio di portare avanti una serie di osservazioni sulle congiunzioni luni-solari, lo smarrimento di animali domestici e i terremoti, nonostante lo scetticismo dei colleghi. Dalle sue osservazioni ha potuto appurare che durante l’anno è possibile individuare delle “finestre temporali” entro le quali è molto probabile che si verifichino forti terremoti. Queste sono determinate dall’allineamento Sole-Terra-Luna in concomitanza con la posizione del nostro satellite in prossimità del perigeo. Ciò capita da due a cinque volte l’anno. L’epicentro dell’evento è, invece, individuato attraverso il monitoraggio degli animali domestici scomparsi, con l’aiuto degli annunci dei quotidiani locali. Le sue previsioni possono essere valutate nel sito http://www.syzygyjob.com .

1° [link=http://www.climatrix.org/2009/10/raffaele-bendandi-1893-1979-e-la.html]fonte[/link]

2° [link=http://www.abruzzo24ore.tv/news/Raffaele-Bendandi-l-uomo-che-prevedeva-i-terremoti/12934.htm]fonte[/link]

Fonte: http://mitiemisteri.com/?p=21664
Vedi: http://osservatoriobendandi.xoom.it/ http://www.terrascienza.it/index.php?option=com_content&view=article&id=158:frottole-e-previsioni-catastrofiche-bendandi-non-ha-mai-previsto-il-terremoto-di-roma&catid=2:sismologia&Itemid=9


E’ possibile prevedere i terremoti? ultima modifica: 2010-10-14T15:17:20+00:00 da Quantico
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