LA QUESTIONE ESOPOLITICA: IN UN DIALOGO COSMICO

ESOPOLITICA

Come Carpentier de Gourdon

Come Carpentier de Gourdon, capo del gruppo editoriale “World Affairs Journal” è uno dei maggiori esponenti internazionali dell’Esopolitica. Come Carpentier sarà fra i relatori del convegno “Out of the Blue” che si terrà a Roma il prossimo 4 Novembre. Il suo pensiero è ben sintetizzato in questo eccezionale articolo che abbiamo il piacere di presentare qui, grazie a Paola Harris.

L’ESOPOLITICA, intesa come necessità per l’umanità di stabilire contatti con forme di vita intelligenti non umane originarie di altri pianeti ha già una lunga storia alle spalle.

Fin dall’antichità gli esseri umani si sono posti la domanda esistenziale “Siamo soli nell’Universo?” e hanno risposto, di volta in volta a seconda dalle proprie esperienze, intuizioni, e immaginazioni, con paura, speranza,ironia o incredulità.

Il Ruolo della Russia

La Russia ha svolto un ruolo fondamentale nell’Esopolitica durante la prima parte del Ventesimo secolo non solo grazie al lavoro visionario dei suoi scrittori di fantascienza ma anche perchè molti dei suoi pionieristici scienziati, ricercatori, ingegneri aeronautici e gli stessi padri del suo programma spaziale erano consapevoli del problema e mostravano grande interesse intellettuale riguardo alla prospettiva di entrare in contatto con altre civiltà sia sulla terra che nello spazio interplanetario. Ciò ha spronato l’attuale governo della Federazione Russa a svolgere un ruolo fondamentale nel processo che renderà di pubblico dominio informazioni note, finora, solo ad un ristretto gruppo di militari, civili ed investigatori indipendenti.

In tale campo un esperto molto noto è Yurko Bondarchuk, autore del libro “Avvistamenti UFO, atterraggi e rapimenti – L’evidenza delle prove” (1979). Un altro investigatore di tutto rispetto è Yuri Stroganov che ha lavorato molti anni in rapporto con il Centro Russo di Ricerca sugli UFO, riportando ed analizzando un gran numero di avvistamenti e di atterraggi.

Il Colonnello Generale dell’Aviazione Sovietica I.Maltsev ha fornito dettagli molto precisi ed illuminanti sulle capacità di volo e sulle prestazioni dei velivoli “alieni”, sottolineando che, in base alle sue conoscenze, non esiste alcun velivolo costruito dall’uomo tanto avanzato tecnologicamente. Anche l’accademico sovietico V. Troitsky ha costantemente sostenuto gli studi sugli UFO ed ha favorito la divulgazione di informazioni fino ad allora detenute soltanto da ristretti circoli specializzati, come nel caso del ben noto filmato “Dudinsh”, di provenienza militare, girato alla base aerea di Riga nel 1961 durante le prove di volo di un prototipo di bombardiere sovietico.

Alcune informazioni di grande rilievo sullo stato della ricerca in Russia si trovano nel libro di Paul Stonehill “Gli UFO Files Sovietici” (1998) e in “UFO-USSR”(2005) scritto da Mantle e Stonehill. Si è reso disponibile anche un gran numero di documenti che accreditano le voci, circolanti da molto tempo, riguardo ad “astronavi aliene” recuperate in territorio sovietico e nascoste nella base aereospaziale di Zhivkur. I documenti provenienti dal programma sovietico di ricerca sugli UFO, condotto sotto controllo governativo dal 1978 al 1990, denotano una grande apertura mentale dell’elite scientifica e militare riguardo al problema, ma sembra che gran parte delle prove sia stata secretata per motivi di sicurezza nazionale.

La militarizzazione spaziale

Comunque questa relazione si basa soprattutto sulla serie continua di rivelazioni che sono scaturite nelle ultime decadi negli Stati Uniti ed in Europa, riguardanti le ricerche, quasi sempre segrete, ed i programmi di osservazione condotti dal governo nordamericano e dai governi di alcuni stati dell’Europa occidentale e dell’America Latina. In generale io mi sono basato soprattutto su informazioni verificate di provenienza occidentale.

Nel 1998 e nel 1999 si tennero negli USA due seminari, ad accesso ristretto ai soli invitati addetti ai lavori, al fine di discutere in via confidenziale e senza reticenze sulle possibili conseguenze della divulgazione di prove inoppugnabili del contatto tra esseri umani e creature intelligenti extraterrestri.

Tra i ventisei invitati erano presenti un generale a tre stelle dell’esercito USA, diversi professori universitari, eminenti uomini d’affari, vari professionisti e futurologi. L’esperto americano Michael Lindemann ci fornirà un resoconto di tali seminari alla conferenza di novembre 2006 a Las Vegas, in Nevada che si terrà sotto l’egida del Gruppo di Studio sui Documenti Majestic capeggiato da Ryan Wood. www.majesticdocuments.com.

Il 9 maggio 2006 si è tenuta a Toronto una conferenza stampa indetta dal Dott Steven Greer, direttore del Progetto Rivelazione (USA) (www.disclosureproject.org) e dall’On. Paul Hellyer, ex ministro della Difesa del Canada. Lo scopo di tale conferenza era presentare la testimonianza di generali di brigata, esperti fotografici della Marina, ufficiali dell’esercito, comandanti di basi di lancio, controllori del traffico aereo del NORAD, piloti e di un ispettore federale sui disastri aerei, tutti testimoni di prima mano di incontri con velivoli non identificati di origine extraterrestre pilotati da esseri intelligenti. Tutte queste persone hanno dichiarato di affermare il vero e di voler rendere la propria testimonianza sotto giuramento dinanzi al Congresso degli Stati Uniti o in altre sedi ufficiali.

Ai giornalisti sono state anche mostrate copie di documenti governativi ed una comunicazione sulla Sicurezza Nazionale che conferma l’esistenza di un alto livello di interesse da parte dei militari e dei servizi segreti per il
fenomeno UFO ed un coinvolgimento coordinato di tali enti nella questione.

Esistono anche abbondanti prove e testimonianze che dimostrano l’esistenza di progetti scientifici segreti correlati con il fenomeno; tali progetti hanno portato allo sviluppo di nuove tecnologie propulsive e alla scoperta di nuove fonti di energia che potrebbero affrancare l’umanità dalla dipendenza da petrolio, gas, carbone e nucleare. Paul Hellyer (ministro della difesa durantre il governo del Primo Ministro Lester Pearson) in alcuni dei suoi interventi sull’argomento è stato molto esplicito, dicendosi estremamente preoccupato a causa dell’attuale militarizzazione dello spazio voluta dal Pentagono. Egli ha descritto il futuro come una “scelta tra il Sogno Stellare o le Guerre Stellari” ed ha accusato il Comando Spaziale Americano di preparare attacchi contro visitatori alieni scatenando contro di essi armi laser e a fasci di particelle lanciate da satelliti.

In effetti esistono svariate conferme indipendenti dell’esistenza di una o più stazioni spaziali militari segrete americane e di aerei spaziali già dislocati in orbita allo scopo di assicurare agli Stati Uniti la totale padronanza della stratosfera e della superficie terrestre.

Come altri leaders mondiali ben informati e di larghe vedute, anche Paul Hellyer ha, invece, sottolineato l’urgenza di stabilire buone relazioni di cooperazione con gli extraterrestri e ha scritto a proposito del suo paese:
“Il Canada dovrebbe sottoscrivere l’invito del membro del Congresso degli Strati Uniti Dennis Kucinich, dell’Ohio, per indire una conferenza al fine di varare un trattato internazionale per la messa al bando delle armi dallo spazio. Sarebbe una buona azione da parte del Canada” (Paul Hellyer, Globe and Mail, 15 maggio 2003)

Purtroppo il governo degli Stati Uniti sembra stia andando nella direzione opposta, secondo il seguente articolo di Giuseppe Ansera per il Network PINR (Power and Interest News Network, www.pinr.com )

Nel mese di Maggio 2005 l’aviazione degli Stati Uniti ha formalmente richiesto al Presidente George W. Bush di emanare una direttiva che permetta il posizionamento in orbita di armi difensive ed offensive. Tale direttiva rimpiazzerebbe il decreto PDD-NSC-49 emanato dall’amministrazione Clinton che, di fatto, poneva una moratoria alla militarizzazione dello spazio. Nell’Aprile del 2005 gli Stati Uniti hanno lanciato il micro satellite orbitale XSS-11, specificamente progettato per disturbare e distruggere satelliti civili e militari di altri paesi. Il fatto che Washington si sia unilateralmente ritirata dal Trattato sui Missili Antibalistici del 2002 conferma l’intenzione degli Stati Uniti di militarizzare lo spazio e di lanciare una nuova generazione di armi ancora più pericolose delle precedenti.

Il Pentagono ha allo studio tutta una nuova serie di strategie di distruzione come, ad esempio, lo spiegamento di “satelliti specchio” capaci di reindirizzare contro oggetti in orbita raggi laser provenienti da terra, oppure l’uso come arma di satelliti che lanciano radio onde super potenti per frequenza ed ampiezza. Un’altra arma micidiale sarebbe quella che viene chiamata “lancia di Dio”, consistente in piattaforme orbitali in grado di lanciare proiettili di tungsteno guidati da satelliti verso bersagli nemici alla velocità di 11.000 chilometri all’ora, capaci di perforare silos per missili o installazioni militari sottoterra. Gli Stati Uniti prevedono di poter usufruire del sistema “lancia di Dio” entro il 2016. Tali armi potranno essere usate anche contro oggetti nello spazio e alcuni ricercatori pensano che i militari USA vogliano usarle contro astronavi di visitatori extraterrestri.

Gli UFO crash

Secondo Paul M. Rybski, PhD, membro emerito e direttore del dipartimento di fisica dell’Osservatorio dell’Università di Whitewater in USA, il libro “MAJIC EYES ONLY” (2005) di Ryan S. Wood è uno di quelli che contribuiscono a rendere una questione seria l’esistenza di ricerche governative di estrema segretezza su velivoli alieni recuperati e su entità biologiche extraterrestri. Wood presenta ben 74 casi di UFO crashes dal 1897 fino ad oggi, supportato da prove inoppugnabili rappresentate da documenti ufficiali, testimonianze oculari e, in alcuni casi, oggetti fisici veri e propri.

In verità la vera e propria cosiddetta “era degli UFO” inizia con la Seconda Guerra Mondiale, quando molti piloti tedeschi ed alleati riferirono di aver avvistato quelli che, di volta in volta, venivano denominati “Kraut Fireballs” o “Foo Fighters”. Nel 1941 il Presidente F.D Roosvelt istituì l'”Unità Fenomeno Interplanetario” (IPU), probabilmente in seguito alla caduta di un UFO avvenuta in quell’anno a Cape Girardeau (Missouri).

Nel Febbraio del 1942 avvenne il famoso caso di un UFO che incrociò per ore su Los Angeles, inutilmente bersagliato dai colpi dell’artiglieria antiaerea americana. Il rapporto sul quell’incidente, ampiamente riportato dai mass media e che ebbe come testimoni gran parte dei cittadini di Los Angeles, fu inviato dal Generale Marshall al Presidente Roosvelt e le foto dell’oggetto volante comparvero nei giorni successivi su tutti i quotidiani locali.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale il Governo americano diede inizio all’Operazione Paperclip allo scopo di far immigrare clandestinamente gli scienziati nazisti su suolo americano nell’interesse della sicurezza nazionale. Alcuni di questi scienziati, Wernher von Braun – “padre” del programma di esplorazione spaziale americano -, Siegfried Knemeyer – ex capo dell’RLM (Ministero dell’Aeronautica) -, Hans Amtmann, Alexander Lippisch, Robert Sarbacher ed altri sembra che conoscessero cose incredibili sull’aeronautica, sul volo spaziale e sugli UFO e giunsero tutti negli Stati Uniti nel 1946. Alcuni di loro lavorarono presso l’Air Materiel Command (AMC) alla base di Wright Field in Ohio (che in seguito sarebbe stata ribattezzata Wright – Patterson).

Altri eminenti scienziati il cui nome è stato associato in seguito a prove credibili agli UFO sono Robert Oppenheimer, Edward Teller, Hermann Oberth e John von Neumann. In Unione Sovietica anche il famoso scienziato missilistico Felix Zigel è stato coinvolto in ricerche ad alto livello sugli UFO.

Nel Luglio del 1947 avvenne il famoso incidente di Roswell: apparentemente uno o più UFO precipitarono nella zona vicino all’area tra Los Alamos, Alamogordo e White Sands, destinata ai primi esperimenti con bombe atomiche in Nuovo Messico. “Le prove indicano che l’incidente di Roswell avvenne davvero, che veramente uno scafo alieno impattò al suolo e che i suoi rottami furono davvero rimossi dal sito.”

L’ex astronauta della Nasa Edgar Mitchell, membro del Progetto Rivelazione, dichiarò ufficialmente alla stampa nel 1999 di conoscere l’esistenza di un articolato complotto teso a nascondere la verità sul fenomeno UFO. Tale complotto sarebbe stato orchestrato e condotto da una “cupola di persone ben inserite”all’interno del Governo degli Stati Uniti. Una conferma indiretta di ciò è stata fornita dal Governatore del Nuovo Messico Bill Richardson che ha recentemente chiesto, in maniera ufficiale e senza alcun esito, al Governo Federale di rivelare i fatti realmente accaduti nel 1947 a Roswell. Molte autorità militari coinvolte all’epoca nei fatti e nella politica di copertura ordinata dal Governo hanno, in seguito, confemato che a Roswell cadde proprio un UFO.

Secondo le prove fornite in numerosi testi di ricerca, l’Incidente portò alla creazione, su insistenza dell’ufficiale incaricato delle indagini sul caso – il generale Nathan Twining -, di un Gruppo di Studi Speciali (SSG) conosciuto anche con la sigla MAJESTIC o MJ12 e a capo di tale gruppo venne posto il Dott. Vannevar Bush, consigliere scientifico del Presidente (www.majesticdocuments.com).

Per l’occasione vennero aggiunti due ulteriori livelli di segretezza a a quelli già esistenti: il livello MAJIC e quello UMBRA, entrambi al di sopra del TOP SECRET. Ciò si rese necessario per proteggere tutte le informazioni ottenute riguardo alle visite degli alieni e alla loro tecnologia. Nei suoi libri scritti negli anni ’60 il Maggiore Donald Keyhoe documentò la lotta all’interno dell’Aeronautica statunitense tra quelli a favore di una aperta divulgazione delle informazioni riguardanti gli UFO e il “gruppo del silenzio”. Quest’ultimo,convinto che l’opinione pubblica non fosse ancora pronta ad accettare simili rivelazioni, secretava immediatamente tutti gli avvistamenti rimasti inesplicati e rigettava quelli spiegabili negando, di fatto, la stessa esistenza di un “fenomeno UFO”.

Nel 1947, in uno dei primi giorni di luglio almeno un velivolo alieno precipitò a San Augustin, nel Nuovo Messico, e un gran numero di detriti di quell’impatto furono recuperati. Possiamo vedere tali detriti in un filmato del noto investigatore Art Campbell. I frammenti recuperati in quel luogo, costituiti da una strana lega fatta di strati di Bismuto e Magnesio, sono stati analizzati in laboratori qualificati ed hanno rivelato di possedere proprietà speciali, inclusa quella di produrre energia continua una volta immersi nell’acqua. Queste ricerche sono state ampiamente documentate e, insieme alle prove filmate, sono totalmente accessibili al pubblico.

I Progetti segreti e il Majestic 12

Nel settembre del 1947, non più di otto settimane dopo l’incidente di Roswell, insieme alla CIA, vennero istituite dal Presidente Truman anche le supersegrete NSA (National Security Agency) e l’NRO (National Reconnaissance Office). Non voglio certo affermare che tali agenzie siano state fondate solo in conseguenza dell’evento di Roswell ma appare chiaro, alla luce dei documenti declassificati, che anche la percezione di “possibili pericoli provenienti dallo spazio esterno” ebbe il suo ruolo in tale circostanza. E’ significativo il fatto che numerosi ex agenti della CIA e dell’NSA hanno rivelato in anni recenti di essere stati coinvolti in programmi collegati agli UFO. (vedere il libro “Above Black” di Don Sherman. (www.aboveblack.com).

Infatti già l’organismo predecessore della CIA, il CIG (Central Intelligence Group), aveva investigato parecchi casi UFO, compresi quelli dei misteriosi “razzi fantasma” in Svezia nel 1946, come testimoniato dal rapporto Intel
del CIG datato 9 aprile 1947, ora declassificato. Sempre nel 1947 il Gruppo di Studi Avanzati, all’interno dell’Air Materiel Command, venne istituito sotto la direzione del Dott. Don Zimmerman, presumibilmente allo scopo di analizzare tecnologia “aliena” e di individuarne possibili usi militari.

Esiste un prospetto realizzato dal Centro tecnico di Intelligence dell’Aeronautica militare statunitense, datato 5 aprile 1948 e destinato progetto di studio sugli UFO di allora chiamato SIGN (in origine denominato Progetto SAUCER) che conclude che gli UFO sono velivoli interplanetari.

Malgrado ciò il capo dello staff delle forze armate, generale Hoyt Vandenberg (il cui nome fa parte del gruppo supersegreto del Majestic 12), rifiutò tale conclusione e, senza fornire alcuna ragione, sciolse il Progetto SIGN. In seguito venne varato un nuovo gruppo di studio sugli UFO denominato GRUDGE ma sembra che avesse l’unico scopo (segreto) di negare pubblicamente qualunque realtà del fenomeno.

IL 22 Maggio del 1949 il Segretario alla Difesa James Forrestal (altro nome che compare nell’elenco del Majestic 12) si suicidò in circostanze mai chiarite e sospette mentre era ricoverato all’ospedale Navale Bethesda, sorvegliato notte e giorno dai marines, per quella che venne definita una “depressione”. Subito dopo iniziò a circolare la voce che egli volesse rompere il silenzio sugli UFO facendo un annuncio pubblico o che venisse ritenuto incapace di mantenere il segreto.

Conferme

Molti Presidenti americani e ufficiali di alto livello hanno fatto dichiarazioni significative in merito all’argomento UFO. La maggior parte di esse hanno avuto lo scopo di negare la realtà del fenomeno ma ne esistono anche di più oneste, come la seguente:

“Vi posso assicurare che i dischi volanti, ammesso che esistano, non sono stati costruiti da alcuna potenza di questa terra” (Presidente Harry Truman, conferenza stampa alla Casa Bianca dell’ aprile 1950) – “Dietro le quinte vi posso dire che parecchi ufficiali di alto livello militare mostrano una certa preoccupazione a causa del fenomeno UFO” (Ammiraglio Roscoe Hillenkoetter, primo direttore della CIA, al New York Times il 28 febbraio 1960).

In quest’elenco si può anche inserire la dichiarazione del Segretario Generale delle Nazioni Unite U Thant riguardo alla straordinaria importanza che l’argomento UFO aveva assunto per l’umanità alla fine di quel decennio. Un documento declassificato proveniente dai servizi segreti inglesi datato 6 maggio 1960, rilasciato in tempi recenti grazie al corrispettivo inglese della Legge statunitense sulla Libertà di Informazione (FOIA), si riferisce al Primo Rapporto Annuale del MJ 12 e usa le parole:

“I campioni estratti dai corpi ritrovati in Nuovo Messico hanno prodotto nuovi tipi di retrovirus che non comprendiamo ancora pienamente ma che ci fanno ben sperare nella possibilità di creare nuove armi biologiche”. Naturalmente non ci è dato sapere se tali parole possano essere collegate alla successiva scoperta dell’HIV e degli altri “nuovi” virus letali. Un libro fondamentale su quest’argomento è quello del Dott Bob Wood e di Nick Redfern intitolato: “Alla ricerca di virus alieni: UFO precipitati, MJ12 e guerra biologica” (2006).

Il 6 dicembre 1950 le forze armate statunitensi vennero poste in stato di massima allerta a causa di avvistamenti multipli di UFO in varie parti del paese e di un grande impatto, riportato in un documento del Majestic 12 per il Presidente Eisenhower, avvenuto a El Indio Guerrero, in territorio texano ai confini con il Messico. I rapporti dicono che il colonnello dell’Aviazione Willingham visitò il luogo del disastro e recuperò i rottami. Sembra che in quell’occasione lo stato d’animo dominante tra i comandi militari fosse che il paese stesse subendo un attacco proveniente dallo spazio esterno e quella sensazione era destinata a ripetersi negli anni successivi. Il generale Mac Arthur diede voce pubblicamente a questa paura nel suo famoso discorso in cui parlò di una guerra futura che si sarebbe condotta contro invasori provenienti da altri mondi.

In effetti si è portati a concludere che i più alti comandi militari degli USA si siano spesso confrontati con visitatori extraterrestri usando le armi più avanzate nelle ultime cinque decadi e che, se pure è stata avviata una qualche comunicazione e un qualche limitato programma di scambio (vedere a tale proposito il sito www.Exopolitics.org per studiare le informazioni disponibili riguardo tale possibilità), ciò non è paragonabile per numero ai numerosissimi confronti aggressivi conclusisi con la comprovata perdita di molti aerei, elicotteri e piloti da parte dell’Aeronautica e della Marina nel corso di azioni di intercettazione e di tentativi di inseguimento e di combattimento.

Necessità di sapere

Ormai sono disponibili su Internet moltissime foto di UFO riprese da sonde NASA, dallo Space Shuttle, dalle stazioni spaziali e dagli astronauti sia durante missioni in orbita che durante missioni lunari, ed il recente famoso caso dell’hacker Gary Mckinnon ha fornito un’altra conferma inattesa del fatto che esistono foto originali e foto “ritoccate” e che gli originali di queste ultime sono tenuti sotto chiave negli archivi segreti della NASA, del NORAD e dell’Aeronautica Militare Statunitense (The Guardian, 9 luglio 2005 e altri).

Secondo una comunicazione di servizio di Ralph L.Clark, Assistente Direttore dell’OSI per Robert Amory Jr., nel 1952, a causa di una nuova ondata di avvistamenti su tutto il territorio degli Stati Uniti, la CIA formò il “Gruppo di Studi Speciali” (SSG) facente capo all’Ufficio di Intelligence Scientifico (OSI).

Il 25 settembre di quello stesso anno venne preparato un Piano Logistico Congiunto ad opera del Majestic 12. Esso prevedeva un piano di guerra psicologica, un piano di guerra non-convenzionale, un piano di inganno ed altri. Nell’Aprile del 1954 vide la luce il documento SOM1-01 (Manuale di Operazioni Speciali finalizzato al recupero di velivoli estranei e di loro tecnologia con qualifica di segretezza Top Secret Majic Eyes Only). Questi documenti ora sono disponibili su Internet (www.majesticdocuments.org).

E’ interessante notare che, non appena qualcuna di questa informazioni filtra, viene subito contrastata da una deliberata opera di disinformazione tesa a mascherare i fatti e screditare la divulgazione con storie del tutto o in parte inventate – spesso chiaramente assurde. Tuttavia sembra che le informazioni genuine vengano, malgrado tutto, rilasciate in maniera controllata al fine di preparare il pubblico o, almeno, quella parte di esso pronta ad accettare la verità.

Alcuni dei molti progetti governativi segreti dedicati allo studio degli UFO in America del nord furono: ANGEL DUST (polvere d’angelo), TWINKLE (scintillìo), POUNCE, GRUDGE (rancore), MOON DUST (polvere di Luna), MAGNET (quest’ultimo operò in Canada dal 1950 al 1954 e portò alla creazione della stazione di rilevamento di Shirley Bay, gestita dal governo federale canadese dal 1952 al 1954), il progetto BLUE FLY ed altri per monitorare, catturare e recuperare oggetti alieni. Tutti questi progetti erano controllati dalla CIA, dall’NSA, dalla Marina, dall’Aeronautica etc. (Al momento sono state divulgate più di 1000 pagine di documenti ufficiali riguardanti MOON DUST e BLUE FLY grazie alla Legge sulla Libertà di Informazione (FOIA).

Una rivoluzione scientifica

Nel 1953 il Comitato Robertson, sponsorizzato dalla CIA, stabilì la politica da seguire in campo UFO da parte delle agenzie governative americane. Le sue conclusioni stabilivano che “non esiste alcuna prova del fatto che gli UFO costituiscano una minaccia per gli Stati Uniti, ma i rapporti sugli UFO possono innescare fenomeni di isterismo di massa”. Il gruppo di lavoro che stilò il Rapporto Robertson raccomandava di usare i mass media come agenti di discredito (debunk) degli avvistamenti UFO e tale politica è stata quella più seguita nel mondo fino ad oggi.

Nell’Agosto del 1954 la rivista AVIATION WEEK AND SPACE TECHNOLOGY riportò che l’astronomo Lincoln La Paz aveva scoperto due satelliti artificiali in orbita intorno alla Terra rispettivamente a 400 e 600 miglia di altezza mentre, all’epoca, nessun satellite artificiale era mai stato lanciato.

Sempre nel 1954 il governo canadese progettò di trasformare la base di Suffield in Alberta in un’area protetta dove gli UFO potessero atterrare (la notizia giunge da un rapporto investigativo dell’Ottawa Journal del luglio 1967). L’idea era che, se un qualunque velivolo alieno desiderasse prendere contatto con l’umanità, in quel luogo avrebbe potuto atterrare tranquillamente senza rischio di essere abbattuto dagli intercettori della difesa. E’ interessante notare che quella base era la più importante area di test per armi chimiche e biologiche.

Nel 1955 venne sviluppato alla base aerea di Wright Patterson il progetto SILVER BUG (insetto d’argento) con il proposito di costruire “un disco con propulsione basata su turbine a gas”; questo fu solo uno dei primi sforzi tesi a replicare le tecnologie UFO, molti dei quali condotti da industrie militari leader come Lockheed (ora Lockheed-Martin), Northrop, McDonnell Douglas, General Dynamics, General Electric, Westinghouse, Boeing etc.

Un contributo base a tali ricerche venne dato dall’ingegnere statunitense T.T.Brown che, già nei primi anni ’50, fu in grado di costruire un prototipo di disco volante per l’Aeronautica Militare. Egli fondò anche il NICAP (National Investigative Committee for Aerial Phenomena) nel 1956, una delle principali organizzazioni private dedicate alla ricerca sugli UFO. La sua vita e le sue intuizioni sono descritte nella biografia scritta da P. Schatzkin “Sconfiggere la Gravità: l’universo parallelo di T. Townsend Brown” nel 2006.

Secondo il Colonnello Philip Corso (ex membro del Consiglio Nazionale per la Sicurezza ed assistente speciale del Generale Trudeau, capo degli studi del Pentagono sulla tecnologia straniera) ed altri, i numerosi progetti di “retroingegneria” condotti dagli Stati Uniti hanno condotto a nuove scoperte tra cui: il laser, nuove leghe, nuove ceramiche, fibre bio-tessili, fibre ottiche, microprocessori, compact disc, supercomputers, congegni bio-tronici e bio-computerizzati, magneto-aero e idrodinamica, gravitazione magnetica, armi a raggi di particelle, motori a flusso elettromagnetico, tecnologia stealth, visione notturna, fusione fredda, reattori a neutroni etc.

A quanto pare, la rivoluzione scientifica del ventesimo secolo sarebbe stata abbondantemente “fertilizzata” da visitatori provenienti dallo spazio esterno. Il lavoro di “retroingegneria” fu condotto sia sotto la supervisione delle Forze Armate statunitensi che sotto quella delle Agenzie di Sicurezza e, in in seguito, per mezzo della DARPA (Agenzia di Ricerca Avanzata per la Difesa), di altre organizzazioni finalizzate alla difesa e di “fronti” civili come il NIDS (Istituto Nazionale per le Scoperte Scientifiche), capeggiato da Richard Dolan che spesso subappaltò o diede da sviluppare alcuni specifici segmenti delle ricerche a compagnie private nel nome del comune interesse.

Nel novembre del 1963 il Presidente Kennedy dettò una nota indirizzata alla CIA in cui la spronava a collaborare con l’Unione Sovietica “al fine di trovare delle spiegazioni alle cose note e ignote” che riguardavano l’esplorazione aerea e spaziale. Egli desiderava una cooperazione tra la NASA e l’Accademia delle Scienze Sovietica e tale proposito era fortemente osteggiato dai leaders conservatori dell’esercito e dell’industria che ritenevano la segretezza dei progetti “neri” di ricerca sugli UFO essenziale nella corsa agli armamenti che doveva garantire agli USA la superiorità
bellica nella guerra fredda. A tutt’oggi è anche lecito chiedersi se la politica di Kennedy in questa materia possa aver determinato il complotto ad altissimo livello che portò al suo assassinio.

Ormai esiste una mole di documenti ufficiali ben verificati, declassificati o divulgati, provenienti dalle Aeronautiche di vari paesi, dalle Marine, dagli eserciti, da strutture internazionali come la NATO il NORAD etc., che dimostrano l’esistenza di incontri ravvicinati, incidenti, inseguimenti e battaglie aeree con aeronavi “aliene”. Tali velivoli si sono sempre mostrati capaci di prestazioni e manovre di gran lunga superiori a quelle di qualsiasi mezzo uscito dagli arsenali convenzionali delle potenze terrestri. Ad esempio, esistono dettagliati rapporti di “chiusura del missile Maelstrom” (uno tra i tanti casi ) quando, nel 1967, un UFO di passaggio mise fuori uso parecchi missili ICBM situati nei silos sotterranei in Montana.

Le Implicazioni.

Un numero impressionante di ufficiali militari di varie nazioni, tra cui alcuni generali a tre stelle, marescialli dell’aria ed ammiragli, per non parlare degli astronauti del Programma Apollo (Russell Schwekart, Brian O’Leary, Buss Aldrin, Scott Carpenter tra gli altri) hanno ammesso pubblicamente di aver visto gli UFO e di aver visionato prove dell’esistenza degli UFO, aggiungendo che, a loro avviso, non poteva trattarsi di oggetti di origine terrestre. Una ripresa della CNN mostra una conferenza stampa in cui l’ex capo dello staff del Presidente Clinton chiede al Pentagono di togliere il veto di segretezza che esiste sugli UFO.

Lo scomparso professore di Psichiatria di Harvard e premio Pultizer dott.John E. Mack è diventato famoso per le sue ricerche ad ampio raggio su vari aspetti della realtà delle Entità Biologiche Extraterrestri associate agli UFO e su ciò che questo implica. Se tentiamo di spiegare gli UFO come ordigni costruiti dall’uomo, allora dovremmo ipotizzare che esistano gruppi di esseri umani tanto avanzati tecnologicamente e tanto potenti che una simile ipotesi diverrebbe molto più difficile da provare di quella che, semplicemente, ammette che siamo, in realtà, visitati da creature provenienti da altri mondi o “dimensioni”, e che ciò avviene in un universo inter-connesso fiorente di vita.

Fino ad ora la maggior parte di noi (e in special modo i nostri leaders politici, religiosi e scientifici) è vissuta come gli aborigeni isolati sulle piccole isole nel Pacifico, che ignoravano totalmente e non avrebbero mai potuto accettare il fatto che esistessero molte altre terre al di là dell’orizzonte, e che tali terre erano abitate da altre razze di uomini
molto più potenti di loro. Noi qui possiamo anche menzionare tre tipi di fenomeni fisici ben provati, documentati ed investigati che continuano da molto tempo e che sono direttamente o indirettamente collegati agli UFO:

  • Mutilazioni animali
  • Cerchi nel grano
  • Impianti sottocutanei, monitoraggi e rapimenti operati su esseri umani

La politica ufficiale delle varie nazioni riguardo al problema UFO/EBE (Entità Biologiche Extraterrestri) è apparsa sempre gestita dai poteri militari e coordinata attraverso la NATO (P.I.40,54/12), mentre contatti bilaterali tra gli USA e l’URSS sono stati sempre indirizzati a prevenire qualunque divulgazione o fuoriuscita di notizie.

Come già sottolineato, se è stato permesso a qualche notizia di filtrare (probabilmente perchè in alcuni casi ciò era inevitabile), ciò riguardava sempre fatti che permettevano un ampio margine di “negazione plausibile”.
Anche la Fantascienza, amplificata dall’industria cinematografica di Hollywood, ha fornito un mezzo per diffondere la consapevolezza, studiare le reazioni del pubblico e manipolare le informazioni trasformando in fiction per intrattenere le masse alcuni fatti reali.

Malgrado tutto, alcune nazioni sono riuscite a mantenere un certo grado di autonomia e trasparenza riguardo agli UFO ed hanno condotto proprie investigazioni durate decenni che mostrano quanto il problema sia stato preso seriamente. Le Forze Armate del Brasile, ad esempio, hanno dimostrato una grande apertura mentale unita e concretezza quando hanno apertamente ammesso la “possibilità” che la Terra sia visitata da viaggiatori extraterrestri che sembrano essere, almeno in certi casi, molto più evoluti di noi intellettualimente e tecnologicamente. Anche la Repubblica Popolare Cinese negli ultimi anni sembra aver scelto una politica investigativa piuttosto aperta ed obbiettiva, mentre le Forze Armate inglesi hanno ammesso solo in pochi casi (come in quello famoso dell’atterraggio a Randlesham) di essersi confrontati con realtà extraterrestri.

Mosse politiche ufficiali
‘L’avvocato canadese Alfred Lambremont Webre ha lanciato da Vancouver l’Iniziativa Esopolitica, con l’approvazione di molte agenzie governative, attraverso l’Istituto per la Cooperazione nella Spazio (ICIS, www.peaceinspace.com ) e sulla base della Decisione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite 33/426 del 1978 che recita:

“l’Assemblea Generale invita gli Stati Membri interessati a fare i passi necessari per coordinare a livello nazionale gli studi di ricerca ed investigazione sulla vita extraterrestre, includendo gli oggetti volanti non identificati, e ad informarne il Segretario Generale”.

Webre ritiene che la preparazione del genere umano al contatto aperto con gli extraterrestri debba basarsi su quattro pilastri: divulgazione della presenza extraterrestre, dieci anni di educazione pubblica sull’argomento, adozione di un bando perenne sulle armi nello spazio, inizio di relazioni diplomatiche tra le cittadinanze e le civiltà extraterrestri. Egli promuove una raccolta globale di firme da inviare alle Nazioni Unite per bandire gli armamenti dallo spazio e per indire una conferenza che abbozzi le premesse di un trattato internazionale di preservazione dello spazio.

E’ degno di nota il fatto che La confederazione Russa e la Repubblica Popolare Cinese siano tra le nazioni che auspicano la nascita di un simile trattato che ponga fine alla corsa agli armamenti nello spazio. Nel 1978 il Presidente Jimmy Carter chiese ad A.L. Webre di iniziare un progetto con base all’Istituto di Ricerca della Stanford (SRI) per stabilire comunicazioni con i visitatori alieni. La decisione venne annullata dal Pentagono che cancellò il progetto e costrinse il Presidente a venir meno alla propria promessa di rendere pubbliche le ricerche e le prove ufficiali sugli UFO.

Il progetto Esopolitico è basato su dati derivati dalle ricerche sulla visione a distanza condotti dal dott. Harold Puthoff e dal dott. Russell Targ all’Istituto ricerche Stanford. Il loro lavoro si basa sull’esistenza di quella ipotetica connessione super-neurale tra gli esseri umani e gli alieni che è stata oggetto di investigazione per decenni. Tale progetto tiene anche conto delle ricerche che vanno sotto il nome di “Star Kids” (Bambini Stellari), condotte dal dott. Richard Boylan e da altri studiosi di scienze sociali e di comportamento.

Le informazioni ottenute attraverso queste fonti e i molteplici rapporti indipendenti ottenuti da queste ricerche sembrano puntare in una direzione comune: l’esistenza di ciò che potrebbe essere definito come un “pacifico governo spirituale organizzato della nostra galassia chiamata Via Lattea” e alcune delle superiori forme di vita che ne fanno parte sembra che abbiano giocato, nel remoto passato, un ruolo determinante nella nostra evoluzione psichica come esseri umani.

La Terra sarebbe sotto osservazione, alcuni dicono sotto quarantena, mentre l’umanità compie la propria trasformazione in ciò che la porterà al contatto finale ed all’ammissione alla Comunità Cosmica Interplanetaria. Finora i contatti con gli esseri umani sarebbero stati scarsi e furtivi, oltretutto resi difficili dalla ovvia ed immensa superiorità dei “visitatori” rispetto agli umani, limitando la nostra capacità di comprendere le loro motivazioni ed i loro metodi. Ad esempio, visto che appaiono capaci di manipolare il continuum spazio-temporale grazie alla loro tecnologia propulsiva, ne consegue che essi possono passare da una dimensione all’altra, forse attraversando universi paralleli, sfuggendo, così, alle principali leggi fisiche a cui siamo invece soggetti noi. Sarebbe questo il motivo per cui la prospettiva scientifica convenzionale e materialistica che abbiamo ereditato dal diciannovesimo secolo non troverebbe certo facile ammettere l’esistenza delle EBE (Entità Biologiche Extraterestri).

D’altra parte esiste un rischio sempre più forte di autodistruzione da parte dell’umanità a causa di guerre o di esaurimento delle risorse. La scelta ora è tra il suicidio collettivo o il balzo che ci porterà al prossimo stadio evolutivo mentale e biologico. L’Iniziativa Esopolitica propugna un decennio di contatti attraverso una diplomazia pubblica con gli esseri extraterrestri attivi sulla Terra e nelle vicinanze da molte decadi, almeno con quelli che sembrano non albergare propositi ostili o predatori. Anzi, sembra proprio che alcuni di loro siano molto preoccupati della nostra sopravvivenza come specie e dello stato ecologico del pianeta. Il Colonnello Wendelle Stevens (veterano dell’Aviazione statunitense) è un esperto che ha analizzato i dati raccolti in sessanta anni ed è giunto alla conclusione che gli extraterrestri che ci visitano hanno intenzioni pacifiche.

Il Dialogo tra le Civiltà dovrà per forza includere, prima o poi, nella categoria “homo sapiens”, anche esseri e culture che non sono umane ma che sono chiaramente presenti sul nostro pianeta e credono nel futuro della vita umana e terrestre. Tutta la questione deve essere riportata nel flusso originario. Non può più rimaner confinata a frange estreme “spiritualiste”,”new Age” o ai soli gruppi ufologici specialistici. Non può neanche restare nelle mani di organizzazioni militari segrete ed oscure che servono soltanto ad aumentare la potenza e l’influenza degli stati loro padroni. Nel suo messaggio di addio alla nazione il Presidente Eisenhower mise in guardia contro il pericolo rappresentato dall’ambizione e dalla insaziabilità dell'”apparato militare-industriale” degli Stati Uniti e transnazionale.

Come Carpentier De Gourdon

Maurizio Baiata

LA QUESTIONE ESOPOLITICA: IN UN DIALOGO COSMICO ultima modifica: 2007-10-29T15:02:26+00:00 da Richard
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Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)