Esperienze pre-morte, la situazione si complica: non sono sogni

Il Giornale Online
di Enzo Pennetta

Uno studio dell’università del Michigan rivela un’intensa attività cerebrale in mammiferi dopo un arresto cardiaco. Ma se davvero fosse collegabile alle esperienze pre-morte la situazione lungi dall’essere spiegata si complicherebbe.

La notizia è stata riportata su numerose testate, [link=http://www.corriere.it/salute/neuroscienze/13_agosto_13/svelato-mistero-visioni-dopo-morte_d25c31b6-0333-11e3-a0a3-a0e457635e2f.shtml]Corriere della Sera[/link], [link=http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2013/08/13/news/esperienza_pre-morte-64695173/]Repubblica[/link], [link=http://www.lastampa.it/2013/08/13/scienza/esperienza-premorte-il-cervello-funziona-dopo-lo-stop-del-cuore-ix0WKHUu2uQJ8fP8mUBkHK/pagina.html]La Stampa[/link], [link=http://scienza.panorama.it/salute/pre-morte-cervello-funziona]Panorama[/link], [link=http://salute24.ilsole24ore.com/articles/15740-dopo-l-infarto-il-cervello-continua-a-funzionare-ecco-perche-si-vede-un-tunnel-con-la-luce-in-fondo]Il Sole 24ORE[/link], e c’è da scommetterci che si diffonderà in modo virale sul web, la sostanza che verrà recepita è indicata in tutti titoli: svelato il mistero delle visione pre-morte. Le visioni pre-morte sono delle esperienze riferite da un gran numero di persone che hanno vissuto vicende che le hanno portate vicino alla condizione di morte e, a prescindere dalle circostanze, uno dei fattori di maggior interesse è la somiglianza dei racconti che sembra rendere questo tipo di esperienze universali al di là dei condizionamenti culturali dei singoli. Lo studio dell’Università del Michigan è stato condotto su 9 ratti sui quali è stato indotto l’arresto cardiaco, i sensori hanno rilevato un’intensa attività cerebrale per circa 30 secondi dopo l’episodio dell’arresto, come riferito in questo caso dall’[link=http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/biotech/2013/08/13/segreto-viaggi-aldila_9153633.html]ANSA[/link]:

Utilizzando un elettroencefalogramma i ricercatori hanno analizzato le attività cerebrali di nove ratti anestetizzati e sottoposti ad arresto cardiaco indotto sperimentalmente. Entro i primi 30 secondi dopo l’arresto cardiaco, quando il cuore smette di battere e il sangue smette di fluire verso il cervello, in tutti i ratti è stata riscontrata una attività cerebrale con una diffusa sovratensione, caratteristica questa associata ad un cervello altamente eccitato e dalla percezione cosciente.

La ricerca è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica [link=http://www.pnas.org/content/early/2013/08/08/1308285110.abstract]PNAS[/link], ma lascia qualche perplessità. La prima riguarda il fatto che i dati raccolti siano riferiti a dei ratti mentre le esperienze pre-morte sono riferite da esseri umani sui quali andrebbero verificati gli stessi fenomeni di attività elettrica (cosa che potrebbe essere verificata in futuri studi), la seconda perplessità riguarda l’esiguo numero di soggetti testati (ma si tratta anche in questo caso di limiti che potrebbero facilmente essere superati in eventuali prossimi studi). Di fatto però i risultati dell’esperimento avrebbero dovuto indurre tutti i giornalisti scientifici delle redazioni che hanno pubblicato la notizia (ANSA per prima) a non cedere ai sensazionalismi ed essere più cauti.
Quello che offre maggiormente spazio a delle considerazioni è proprio il tipo di attività cerebrale riscontrata, come abbiamo letto sull’articolo dell’ANSA: “una attività cerebrale con una diffusa sovratensione, caratteristica questa associata ad un cervello altamente eccitato e dalla percezione cosciente“. Ammesso che questa sovratensione cerebrale registrata nei 9 ratti sia confermata nell’Uomo, quali conclusioni si potrebbero trarre da questo fatto? Contrariamente a quanto si legge su quasi tutti i numerosi articoli apparsi anche sul web i dati dei ricercatori non spiegano proprio niente, anzi ad un’attenta riflessione mostrano una situazione più inspiegabile di prima. Il tipo di attività riscontrata nello stato di pre-morte non è infatti quella tipica del sogno, del momento in cui l’attività cerebrale è quella di creare quelle visioni e percezioni sensoriali che conosciamo come sogni, i dati sono quindi in contrasto con una spiegazione di tipo onirico delle visioni pre-morte. Nello studio pubblicato su PNAS si legge infatti che:

Abbiamo identificato un picco transitorio di oscillazioni gamma che si sono verificate nei primi 30 secondi dopo l’arresto cardiaco e che hanno preceduto l’elettroencefalogramma isoelettrico (piatto NdT). Le oscillazioni gamma durante l’arresto cardiaco erano globali e fortemente coerenti….

L’attività registrata è stata caratterizzata da un picco di onde gamma, per capire cosa questo significhi vediamo quali sono i vari tipi di onde cerebrali:


(Dal sito [link=http://www.eeg.it/eeg/onde.php]eeg[/link])

Le onde gamma sono quelle di frequenza particolarmente alta (oltre i 25 Hz) caratterizzanti lo stato di veglia e in particolare uno stato di tensione, mentre le onde che caratterizzano lo stato del sonno in cui si verificano i sogni sono le theta che si collocano tra i 4 e gli 8 Hz, questo porta a ritenere che le immagini che potrebbero comparire associate all’attività cerebrale registrata dai ricercatori non sono dei sogni. Quale sia dunque la natura di quelle immagini colte in un momento di particolare attenzione e attivazione cerebrale è dunque oggi più difficile da dirsi che non prima della ricerca. Ripetendo ancora una volta che si tratta di una ricerca che deve essere confermata e approfondita, possiamo però già dire che i titoli apparsi sulla quasi totalità dei media sono stati frutto di un’analisi superficiale e affrettata e va anche detto che di questo non si può attribuire alcuna responsabilità alla rivista PNAS il cui articolo è stato titolato in modo professionale ed equilibrato: “Surge of neurophysiological coherence and connectivity in the dying brain“.

Ma da oggi tutti hanno l’errata convinzione che finalmente sono state spiegate le visioni pre-morte.

Fonte: http://www.enzopennetta.it/2013/08/esperienze-pre-morte-la-situazione-si-complica-non-sono-sogni/

Esperienze pre-morte, la situazione si complica: non sono sogni ultima modifica: 2013-08-18T16:18:49+00:00 da Richard
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Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)