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#105140
Richard
Richard
Amministratore del forum

sto spulciando i files che ho nel pc
ho letto questo e ve lo consiglio, di Malanga
http://www.sentistoria.org/index.php?option=com_joomdoc&task=doc_download&gid=46&Itemid=61〈=it

un'estratto

Ma vediamo come questo oggetto (nota mia:atomo)viene descritto da chi dice di averlo visto attraverso il
terzo occhio:
“È un cuore vivente che pulsa d’energia, con le sue tre spire più spesse e le sette più
sottili… Nelle tre spire corrono correnti d’elettricità differenziata, le altre sette vibrano in
risposta ad onde eteriche di ogni tipo… suoni, luce, calore, ecc. ed indicano i sette colori
dello spettro. L’atomo ANU (così è definito essotericamente. N. d. A.), possiede tre
movimenti propri, per così dire personali e cioè indipendenti da qualsiasi sollecitazione
esterna. Ruota senza posa attorno al suo asse, simile ad una trottola. Descrive un piccolo
cerchio con il suo asse, come se l’asse della trottola si muovesse in un piccolo cerchio
(Lettura dei dati nel rotone di Planck di tipo angolare. N.d.A.). Possiede una pulsazione
regolare, come quella di un cuore (Lettura dei dati nel rotone di Planck di tipo radiale. N.d.
A.). Quando una forza viene ad agire su di esso, comincia a danzare e ad ondeggiare, si
butta concitatamente di qua e di là, compie le rotazioni più straordinarie e rapide, ma i tre
movimenti fondamentali perdurano incessantemente”. (tratto da First principles of
theosophy di Jinaradaiasa – Ed. Adyar – e ripreso da L’Apertura del terzo occhio di
Douglas Baker – Ed. Armenia – 1999 – pagg. 25 e 27).
atomo col terzo occhio
Nello stesso trattato troviamo anche un’interessante discussione sui tre chakra della testa
che, se accesi, darebbero il via alla focalizzazione dell’immagine nel terzo occhio.
Ma cos’è un chakra? È un organo eterico collegato al corpo eterico, cioè alla parte del
nostro essere che, secondo antichi testi Indù, sarebbe da mettere in relazione con diversi
aspetti dell’esistenza, non solo di quella fisica.
L’utilizzazione dei chakra è caratteristica della medicina trascendentale e dei processi di
comprensione attraverso la scienza intuitiva, a cui spesso mi riferisco. Tre di questi punti,
detti “della testa”, e più precisamente i chakra della sommità capo, della fronte e della
gola, sarebbero da correlarsi, come tutti gli altri chakra del resto, a ben precisi punti del
corpo materiale a cui sono strettamente legati. In particolare questi tre sarebbero da
mettere in relazione con la ghiandola pineale (sommità del capo), con la pituitaria (fronte)
e con la tiroidea (gola). Questa particolare osservazione, che risale agli Indù ed i monaci
tibetani, sarebbe da mettersi in stretta correlazione, come ho già accennato, con
meccanismi puramente biochimici.La prima annotazione che va fatta è che la ghiandola pineale è sensibile al campo
magnetico, come riportato in un rilevante numero di pubblicazioni scientifiche.
L’idea conseguente, a mio avviso, è che le altre due ghiandole collegate ai chakra
responsabili dell’apertura del terzo occhio potrebbero essere messe in relazione con i
campi gravitazionale ed elettrico. Mentre si sa poco, a tal proposito, sulla Pituitaria, tranne
che tumori a questa ghiandola provocherebbero fenomeni di gigantismo o di nanismo,
come se il corpo umano non fosse più in grado di distinguere correttamente l’influenza
della forza gravitazionale terrestre, nulla si sa sugli effetti del campo elettrico sulla Tiroide.
Se, però, le cose stessero come suppongo e le tre ghiandole fossero sensibili ai campi
magnetico, elettrico e gravitazionale, cioè fossero capaci di percepire l’Universo in
relazione alla situazione di questi tre campi esistente in quel determinato Spazio-Tempo-
Energia, o, ancora meglio, vedessero gli spin correlati a tali campi nella teoria SST, allora
si spiegherebbe come si possa avere una percezione dell’Universo nei termini dell’ANU
precedentemente descritto.
L’analogia tra la convinzione induista e l’SST è quanto mai calzante, se si pensa che chi
può accedere all’apertura del terzo occhio può vedere l’Universo in funzione di tre sue
variabili fondamentali, che sono i campi magnetico, elettrico e gravitazionale, ma sono
anche, in altre parole, il Tempo, lo Spazio e l’Energia. L’Universo apparirebbe com’è
realmente e non come lo si vede attraverso sensi troppo rudimentali come la vista, il tatto,
l’olfatto, il gusto e l’udito. Invece di percepire i risultati delle interazioni fisiche, si
percepirebbero solo le tre fondamentali azioni (o campi) della fisica.
Il terzo occhio non sarebbe dunque un organo, ma l’insieme del complicato
elettrochimismo di tre ghiandole che, opportunamente sollecitate ad agire in modo
sinergico, produrrebbero endorfine e droghe interne in grado di correlare tra loro i tre
aspetti fondamentali della realtà, che sono proprio lo Spazio, il Tempo e l’Energia: tutto
quello che serve per descrivere i luoghi di punti che formano il mondo che ci circonda.
L’SST sarebbe, di conseguenza, un modello matematico-geometrico capace di mettere
d’accordo la fisica classica con l’esoterismo della Blavatsky e con la visione induista e
kabalistica del mondo: non solo una banale sintesi di teorie, ma l’unificazione di tutti i modi
di pensare, cioè di percepire l’Universo.

KOILON
Non è nemmeno necessario uscire dai confini dell’Italia per verificare come alcuni teosofi
abbiano pubblicato opere che descrivono, ancora una volta, la realtà come appare
nell’SST. Michele Giannone nasce a Palermo l’8 novembre del 1911 ed è membro della
Società Teosofica dal 1946. In una sua pubblicazione, intitolata KOILON: per una teoria
unitaria della materia e dell’Universo, Ed. Aquarius, egli ripropone la teoria dell’esistenza
dell’etere. Basta citare alcune frasi della sintesi esposta nella presentazione, per rendersi
subito conto del fatto che il suo modo di vedere l’Universo coincide, per quasi tutti gli
aspetti, con l’SST.
L’Universo è la manifestazione periodica di questa Essenza Assoluta (la sostanza
koilonica. N. d. A.) … secondo Giannone l’Universo può pensarsi diviso in otto “Ottave
Cosmiche” … le prime sette Ottave sono di formazione, mentre l’ultima rappresenta la
“manifestazione”, cioè il mondo fisico … Anche secondo Giannone tutte le particelle
subatomiche sono formate da un determinato numero di particelle piccolissime, i
“monopoli”, aventi tutte le stesse caratteristiche, tranne il loro movimento di rotazione, che
possiamo convenzionalmente chiamare “positivo” e “negativo”.
Esse risultano accoppiate a due a due (positiva e negativa) nelle particelle subatomiche.
Se sono in numero pari, la particella sarà elettricamente neutra; se invece sono in numero
dispari, la particella sarà positiva … o negativa … La corrente elettrica non è un flusso di
elettroni liberi, bensì un flusso di monopoli. La materia è caratterizzata dal movimento.
Tutto si muove: dalle galassie alla più piccola particella.
Se non fosse per il “moto” di cui sono dotate tutte le particelle, l’Universo non esisterebbe:
vi sarebbe solo Koilon. Ecco perché la materia e le forme materiali sono “Mâyâ” …E se la
materia è sostanza koilonica differenziata, non può essere “energia condensata”.
La “materia” non può trasformarsi in “energia” e l’energia non può trasformarsi in materia,
perché l’energia non esiste indipendentemente dalla materia. L’energia è solo la “capacità
di compiere lavoro” e quindi non si trasforma e non si trasmette. Solo il movimento si
trasmette per urti successivi nella materia o per le onde nella sostanza koilonica (vedere
anche le opere di Marco Todeschini: La teoria delle apparenze – Istituto Italiano d’Arti
Grafiche – Bergamo – 1949 ed ancora Psicobiofisca; Scienza Unitaria del Creato – Casa
Editrice MEB – Torino – 1978) … La famosa e misteriosa equazione einsteiniana E = m.c2
(secondo le convenzioni utilizzate in questo lavoro: U = m.c2) perde così il significato che
le attribuisce la teoria relativistica. Per Giannone questa formula dà l’energia cinetica di
rotazione delle particelle attorno al proprio asse …

..
È possibile che un numero tanto grande di teosofi, fisici, esoteristi, chimici, gente comune,
abbiano, anche per un solo attimo, avuto la stessa percezione di un unico sogno? Se così
fosse, va ricordato che il sogno non è fantastica irrealtà, ma solo la descrizione di una
realtà distorta da canali percettivi non bene sincronizzati con l’osservabile, né più né meno
quello che accade in quello stato di veglia in cui Heisenberg ci vieta di vedere le cose
come stanno veramente.
In fondo lo stesso Dio del Vecchio testamento, quando si presenta a Mosè, scavalca
l’indeterminazione, unendo l’osservabile e l’osservatore in un solo oggetto e forse non è a
caso che il versetto a cui alludo abbia un particolare numero di collocazione.
Dio disse a Mosè: “Io sono colui che sono” Esodo, Capitolo 3.14 (? N. d. A.)
Per vedere cosa succede là fuori, bisogna guardare bene dentro di noi, poiché fuori e
dentro sono due parti della stessa cosa. Solo gli stupidi continueranno a guardare fuori,
pensando che stanno guardando qualcos’altro e non se stessi, ed il rammarico più grande
è che chi ha capito non può far niente perché capiscano anche gli altri, poiché il processo
di comprensione è doloroso e gli stupidi sono incapaci di soffrire.