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#105238

sephir
Partecipante

[quote1274824978=Richard]
[quote1274812214=sephir]
mi vien da pensare a lamarck, lui in qualche modo, forse casuale, aveva detto che i cambiamenti nel corpo potevano essere molto più veloci di quanto poi darwin accettò… come dire se un cambiamento è necessario avviene nel più breve tempo possibile…
secondo quello che capiamo adesso in realtà è possibile che essendo il centro della galassia, le stelle a creare tramite il dna mutamenti nella specie o addirittura a creare nuovi corredi genetici e quindi nuove specie(se ho capito bene), la giraffa che per necessità deve avere un collo più lungo, potrebbe essere in qualche modo legata alla fonte che provvederà al mutamento adatto per quel dato “probelma”?

Può quindi essere un mutamento intelligente e non casuale (come voleva darwin, oltre che per la lotta di accaparramento di cibo e spazio) che si determina non solo come desume wilcock in cicli prefissati di tot millenni, ma addirittura ogniqualvolta vi sia necessità?

Se il campèo in cui viviamo è gemetria e tutti noi e tutte le cose ne sono informate, allora il contatto fra una specie e il suo ambiente (soprattutto per gli animali privi di libero arbitrio) sarà anch'esso una continua comunicazione di informazioni per cui arriveranno risposte “cosmiche” che faranno mutare i codici all'uopo, magari la generazione successiva come wilcock propone? forse dico cose già dette? :ummmmm:

comunque anche se non centra un gran chè mi è sempre dispiaciuto per lamarck, non so perchè…
leggiucchiavo questo, sull'evoluzionismo “tradizionale” in tutti i suoi aspetti, argomento che andrebbe ben studiato http://morriscourse.com/myths_of_evolution/myths_of_evolution.htm
uffa l'inglese :bay:

[/quote1274812214]
bravissimo
anche Lipton infatti sottolinea il lavoro di Lamarck

“BL: Beh, come si è scoperto, Darwin aveva torto. La scienza di oggi ignora le teorie darwiniane basate sulle nozioni di lotta e competizione, anche se potrebbero volerci anni prima che questo fatto arrivi sui libri di testo. La cooperazione e la comunità sono in realtà i principi fondamentali dell’evoluzione, oltre che della biologia cellulare. Il corpo umano rappresenta lo sforzo cooperativo di una comunità di cinquantamila miliardi di cellule. Una comunità, per definizione, è un’organizzazione di individui impegnati a sostenere una visione comune.
Jean-Baptiste Lamarck aveva visto giusto già cinquanta anni prima di Darwin. Nel 1809 egli scrisse che i problemi che avrebbero afflitto la società sarebbero venuti dal suo distacco dalla natura, e che ciò avrebbe provocato la dissoluzione della società. La sua concezione dell’evoluzione era che un organ ismo e il suo ambiente interagiscono in modo cooperativo. Se vuoi capire il destino di un organismo, devi capirne le relazioni con l’ambiente. Egli capì che la separazione dall’ambiente ci priva della nostra fonte. Aveva ragione.
E se pensi all’epigenetica, ti rendi conto che oggi la teoria di Lamarck ha trovato dei fondamenti. Quando non si conoscevano processi che provassero le sue teorie, Lamarck sembrava uno stupido, anche perché credevamo all’idea neo-darwiniana secondo cui il corpo è soggetto al controllo genetico. Invece oggi la scienza più evoluta ci mostra che Lamarck aveva ragione, dopo tutto. ”
http://www.eoslailai.com/index.php?Itemid=26&id=141&option=com_content&task=view
[/quote1274824978]

ah che bello! Grande Lipton! bene mi pacciono le vittorie dei bistrattati per secoli! Ma nulla tolgo alla persona di darwin che comunque credo avesse un fine positivo: la conoscenza.
Magari anche lui con gli strumenti odierni avrebbe realizzato quello che stiamo cercando di fare emergere…chi lo sa.

Grazie richard per l'infinita capacità di incrociare fonti! :ok!: