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Richard
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1.5 – FISICA TORSIONALE

Nel 1913, il fisico Eli Cartan dimostrò per primo che la “fabbrica” (flusso) di spazio e tempo nella teoria della relatività generale di Einstein non solo “curvava”, ma possedeva in sé stessa anche un movimento di rotazione o spiraliforme conosciuto come “torsione”. Questa parte della fisica viene collegata esplicitamente alla Teoria Einstein-Cartan, o ECT. La teoria di Cartan da principio non venne presa troppo sul serio, poiché venne fuori prima dell’epoca della fisica quantistica, durante un periodo in cui si credeva che particelle elementari come gli elettroni rotassero o girassero intorno al nucleo. La maggior parte delle persone non sa che oggi viene generalmente accettato che lo spazio che circonda la Terra e probabilmente l’intera Galassia possiede una rotazione destrorsa, il che significa che l’energia sarà influenzata a girare in senso orario come se viaggiasse attraverso il vacuum fisico. Nel 1990, gli studiosi russi dottori Akimov e Shipov scrivevano:

Per la precisione, i riferimenti contenuti nelle pubblicazioni di tutto il mondo ai campi torsionali ammontano a 10.000 articoli, appartenenti a circa un centinaio di autori. Di questi, almeno la metà lavora in Russia.

Come vedremo facilmente, l’opera del prof. Kozyrev costituì l’influenza principale per gli oltre 5.000 articoli russi su quest’argomento, come sopra citato. Nei modelli di fisica classica, i campi torsionali non venivano mai considerati come una forza universale allo stesso livello del campo gravitazionale o elettromagnetico, soprattutto perché possedevano solo esistenza teorica. Cartan con la sua teoria originale del 1913 congetturò che i campi torsionali fossero quantificabili in 30 gradi di magnitudine più deboli della gravità, la quale a sua volta ne possiede 40 in meno del campo elettromagnetico! Con un livello di influenza tanto minuscolo, così affermano le teorie, i campi torsionali “rotanti naturalmente” costituivano in sostanza un insignificante granello di polvere non in grado di dare alcun contributo ai fenomeni osservabili nell’universo.

Per tutti gli scienziati in grado di mantenere la mente aperta, le opere di Trautman, Kopczyynski, F. Hehl, T. Kibble, D. Sciama e altri nei primi anni ’70 creavano onde di interesse verso i campi torsionali. Concreti fatti scientifici confutarono la teoria di Cartan, vecchia di 60 anni e più simile a un mito, che i campi torsionali fossero deboli, piccoli e inadatti a muoversi nello spazio. Il mito della teoria Einstein-Cartan era che i campi di torsione a spirale non avrebbero potuto muoversi (cioè rimanevano statici), e non avrebbero potuto esistere in uno spazio molto più piccolo dell’atomo. Sciama et al. hanno dimostrato che questi campi torsionali di base previsti nella ECT esistevano realmente, e ad essi ci si riferiva come a “campi torsionali statici”. La differenza consisteva nella dimostrazione dei “campi torsionali dinamici”, i quali possedevano proprietà più importanti di quelli statici, teorizzati dalla ECT.

Secondo Sciama ed altri, i campi torsionali statici sono causati da sorgenti ruotanti che non irradiano alcuna energia. Perciò, se si ha una qualsiasi fonte ruotante in grado di rilasciare energia sotto qualunque forma, come il Sole o il centro della Galassia, e/o una fonte ruotante che possiede più forme di movimento che agiscono contemporaneamente, come un pianeta che sta ruotando intorno al proprio asse e nello stesso tempo intorno al Sole, allora viene prodotta una torsione dinamica. Questo fenomeno permette alle onde di torsione di propagarsi nello spazio anziché permanere in un singolo punto “statico”. Così, i campi torsionali, come la gravità e l’elettromagnetismo, sono capaci di muoversi da un punto all’altro dell’Universo. Per di più, come scopriremo nei prossimi capitoli, Kozyrev dimostrò, decadi addietro, che questi campi viaggiano a velocità “superluminali”, ossia a più della velocità della luce. Avendo un impulso che si muove direttamente dalla “fabbrica dello spaziotempo”, che viaggia a velocità superluminali e che è separato da gravità ed elettromagnetismo,

si arriva ad una significativa conquista della fisica, qualcosa che richiede che il “vacuum fisico”, la “zero-point-energy” o l’”etere” esistano realmente.
http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_01.htm

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Nikodem J. Poplawski
Department of Physics, Indiana University, Swain Hall West,
727 East Third Street, Bloomington, IN 47405, USA
We use the Papapetrou method of multipole expansion to show that a Dirac field in the Einstein-Cartan-Kibble-Sciama (ECKS) theory of gravity cannot form singular con gurations concentrated on one- or two-dimensional surfaces in spacetime. Instead, such a field describes a nonsingular particle whose spatial dimension is at least on the order of its Cartan radius. In particular, torsion modifies Burinskii's model of the Dirac electron as a Kerr-Newman singular ring of the Compton size, by replacing the ring with a toroidal structure with the outer radius of the Compton size and the inner radius of the Cartan size. …
http://www.physics.indiana.edu/~nipoplaw/PLB_690_73.pdf

Nikodem J. Poplawski
Dipartimento di fisica dell'Università dell'Indiana
Usiamo il metodo Papapetrou dell'espansione multipolare per mostrare che un campo di Dirac http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_di_Dirac secondo la teoria Cartan-Kibble-Sciama (ECKS) della gravità non può formare configurazioni singolari concentrate su superfici mono o bidimensionali nello spaziotempo. Invece, tale campo descrive una particella nonsingolare con dimensioni spaziali almeno dell'ordine del suo raggio di Cartan. In particolare, la torsione modifica il modello di Burinskii dell'elettrone di Dirac come anello singolare Kerr-Newman della dimensione di Compton, rimpiazzando l'anello con una struttura toroidale con il raggio esterno della dimensione di Compton e il raggio interno della dimensione di Cartan. Ipotizziamo che la torsione prodotta dallo spin esclude la formazione di singolarità dalla materia composta di quark e leptoni. Ci aspettiamo che il raggio di Cartan di un elettrone introduca un cutoff nella teoria quantistica per i fermioni nello spaziotempo di ECKS.Stimiamo anche una densità massima della materia nell'ordine della corrispondente densità di Cartan. Questo da un limite inferiore per le masse del buco nero di 10^16 kg. Questo limite corrisponde ad energie di 10^43GeV ovvero di 39 ordini superiore alla massima energia disponibile ora nel LHC. Quindi se esiste la torsione e la teoria della gravita ECKS è corretta, LHC non puo produrre micro buchi neri.

We show that this law, within the ECKS theory,
prevents a Dirac field from forming singular configurations concentrated on one- (points or system of points) or
two-dimensional (strings) surfaces in spacetime. Instead, such a field forms nonsingular configurations whose spatial
dimensions are at least on the order of its Cartan radius. In particular, torsion modifies Burinskii's model by replacing
a Dirac-Kerr-Newman ring singularity with a nonsingular toroidal structure

..Mostriamo che questa legge, nella teoria di ECKS evita che un campo di Dirac formi configurazioni singolari concentrate in superfici mono (punto o sistema di punti) o bidimensionali (stringhe) nello spaziotempo. Tale campo forma configurazioni nonsingolari con dimensioni spaziali almeno nell'ordine del raggio di Cartan. In particolare la torsione modifica il modello di Burinskii rimpiazzando l'anello Dirac-Kerr-Newman con una struttura toroidale nonsingolare

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Haramein:
It is an important discovery in the context of the holofractographic theory I have been working on all these years. It is crucial to understand that the holographic function of the universe would not be a 2-dimensional surface (such as a photographic plate), but a 4-dimensional spacetime structure. From this understanding, the fractal nature of the holographic interference pattern becomes crucial to describe the vacuum geometry. This may bring us a whole new level of our understanding of the universe and singularity, and eventually bring us to levels of technology that transcend our current limitations.

E' una scoperta importante nel contesto della teoria olofrattografica su cui lavoro da tanti anni. E' cruciale capire che la funzione olografica dell'universo non sarebbe bidimensionale (come una placca fotografica), ma una struttura dello spaziotempo quadridimensionale. Da questo punto la natura frattale dello schema di interferenza olografico diviene cruciale per descrivere la geometria del vacuum (“vuoto”). Questo puo portarci ad un nuovo livello di comprensione dell'universo e della singolarità e a nuova tecnologia che trascende i nostri attuali limiti.
http://theresonanceproject.org/blog/?cat=4