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Richard
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La scoperta dell'orbitone

Ecco cosa succede se si divide un elettrone. Lo studio su Nature di un team di ricercatori svizzero

http://daily.wired.it/news/scienza/2012/04/19/elettroni-quasiparticella-236767.html
Così, in quelle particolari condizioni, accade che gli elettroni si separano per risolvere il problema. Non in diverse particelle però, bensì in quasiparticelle capaci di affiancarsi l’un l’altra anche in ambienti molto affollati, perché ciascuna di esse mantiene solo alcune delle caratteristiche dell’elettrone di partenza.

Il concetto di quasiparticella – bisogna ammetterlo – è tutt’altro che intuitivo: gli scienziati la descrivono come un’entità collettiva, insieme dell’elemento e della circostante nuvola di altri pezzetti uguali ad esso. Una sorta di nubi di costituenti che si comportano come particelle ma che in realtà non lo sono e che, a seconda della loro natura, viaggiano a velocità diverse.

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Quello che ci viene detto è che nel microcluster gli ipotetici “elettroni” non sono più confinati nei singoli atomi di appartenenza, ma piuttosto che si muovono indipendentemente attraverso l’intero cluster stesso! Ricordate che nel nostro nuovo modello quantico, non ci sono elettroni, ma solo nuvole di energia eterica che scorrono dentro, verso il nucleo in conseguenza dell’effetto Biefield-Brown. In questo caso, il microcluster agisce come un singolo atomo, con il centro del cluster che diventa simile al nucleo atomico caricato positivamente, all’interno del quale scorre l’energia caricata negativamente. In modo interessante, tenendo a mente i comportamenti similfluidi dell’etere, il prossimo passaggio suggerisce che i microcluster possano avere proprietà simili sia ad un fluido che ad un solido
http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_03.htm

http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_02.htm
Ancora, quando i fisici quantici hanno studiato gli ‘elettroni’ dell’atomo, hanno osservato che essi non sono in realtà dei ‘punti’, ma piuttosto delle forme lisce, una sorta di ‘nube’ a forma di lacrima in cui il punto più stretto della ‘goccia’ converge in un punto molto piccolo verso il centro (Figura 2.2.). Per rendere maggiormente l’idea, ripresentiamo estratti dal libro del dott. Wolff (grassetto e corsivo nostri):

p. 122 – Non esistono orbite dell’elettrone! Chiunque possieda la nozione di elettroni che orbitano attorno al nucleo commette un terribile errore! Se possedete una simile idea, scartatela immediatamente. Al contrario, tutti i calcoli e tutti gli esperimenti dimostrano che non esiste nessun moto orbitale tipo satellite in un normale atomo. Invece, esistono strutture di onde a riposo. Per esempio, nel caso N = 1 nella Figura 9-1 [in questi diagrammi, M = 0 e L = 0], vediamo che la struttura di onde a riposo è del tutto sferica. Il centro della struttura dell’elettrone è anche il centro della struttura del protone. Questa è la situazione normale degli atomi H nell’universo; essi possiedono una simmetria sferica, non delle orbite..