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Richard
Richard
Amministratore del forum

http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_06.htm
In questo esperimento una fiasca di vetro sferica è riempita d'acqua e fatta vibrare da ogni lato con onde sonore ad alta densità, che sono dirette verso il centro della sfera. Poi, con una sottile cannula di vetro, viene introdotta nell'area centrale una minuscola bolla d'aria. La bolla è in grado di rimanere sospesa nel centro esatto del vaso per via delle pressioni delle onde sonore che si urtano, il che, di per sé, è un fatto interessante delle armoniche. Poi, la bolla inizia a collassare e ad espandersi con ritmo uniforme. Ogni volta che la bolla collassa, essa emette una luce visibile, formando un plasma luminoso e la pulsazione è così rapida che la luce sembra costante.

Sorprendentemente, Putterman e collaboratori, determinarono che la bolla interna si comprime ogni volta fino a 1/100.000° della sua dimensione originale e vibra con estrema regolarità ogni 100 milionesimi di secondo, emettendo mille miliardi di volte più energia* di quanto qualsiasi singolo atomo avrebbe potuto guadagnare dalle onde sonore. Il Dr. W.A. Steer, più tardi, determinò che una deviazione anche di un solo millimetro nella perfetta forma sferica della fiasca, avrebbe indebolito l'effetto in maniera rilevante.

La sonoluminescenza rimane un mistero inspiegabile per la scienza ufficiale. Prima di tutto, dovremmo notare che la pulsazione della bolla è ad intervalli esatti di 100 milionesimi di un secondo, dimostrando la sua precisa connessione armonica al secondo come unità di tempo. Secondo, nessuno è stato in grado di capire come mai la semplice compressione di una bolla d'aria crei luce visibile con un'intensità energetica così elevata – non esiste nessuna energia appena sufficiente per qualsiasi processo di fusione che noi sappiamo verificarsi. Nel nostro nuovo modello, potremmo dire che la combinazione forzata di A1 e A2 dentro la bolla d'aria produce la luce visibile che si vede ogni volta che la bolla collassa. Perciò un “generatore di materia” in miniatura si forma duplicando le medesime condizioni che esistevano al momento della formazione del nostro Universo.

E’ ancora più interessante il fatto che recenti scoperte abbiano mostrato che in laboratorio si può produrre più di una proporzione di pulsazione per la sfera centrale oscillante:

http://newton.ex.ac.uk/aip/physnews.168.html#3

LA SONOLUMINESCENZA PUÒ ESSERE CAOTICA. In precedenza i ricercatori hanno osservato che la sonoluminescenza è notevolmente stabile: applicando onde sonore a un liquido e creando poi lampi di luce provenienti dall'esplosione di bolle, essi hanno notato che il tempo fra i successivi lampi rimaneva costante. Tuttavia, nuovi esperimenti condotti da R. Glynn Holt di JPL (818-393-6946) mostrano che dei leggeri adattamenti nei parametri sperimentali (come la frequenza e l'intensità delle onde sonore) lontani da queste condizioni stabili, possono portare a variazioni nel tempo fra i lampi successivi. Prese in sequenza, le variazioni nei lampi successivi mostrano caratteristiche caotiche o non periodiche. Per esempio, gli sperimentatori hanno notato uncomportamento quasi periodico in cui il tempo fra i due lampi poteva essere spezzato in due frequenze…(R. Glynn e collaboratori, Phys. Rev. Lett.,28 Febbraio 1994)

Quindi, nell'umile esperimento della sonoluminescenza, abbiamo un oscillatore centrale di plasma luminoso che si è formato, che emette luce e può essere fatto pulsare a due frequenze differenti. Questo fornisce più che un supporto scientifico al concetto che la semplice pulsazione può far sì che si formi energia plasmatica elettromagnetica, nel centro di un'area di volume sferico tipo fluido. Restando in argomento, è interessante anche sottolineare che nell'Universo ci sono oggetti luminosi di energia molto elevata che si vedono pulsare rapidamente, conosciuti come “pulsar”. Gran parte del loro comportamento rimane ancora un mistero per la scienza ufficiale, ma questi oggetti rientrano perfettamente in questo nuovo modello.

http://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/download?doi=10.1.1.7.592&rep=rep1&type=pdf
We verify that in the sudden approximation there is an efficient production of photons,
and further that the main contribution to this dynamic Casimir effect comes from a volume term, as
per Schwinger’s original calculation.