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Richard
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Riprendiamoci internet
di Federica Sgorbissa

NOTIZIE – Mentre in italia AgCom taglia la questione del diritto d’autore (e del controllo della rete) in iternet con l’accetta (e la SIAE approfitta per vestirsi con la calzamaglia verde di Robin Hood, paladina della difesa degli “autori”) – ma, tranquilli, non siamo gli unici, tanto per fare un esempio Sarkozy è un altro gran creativo dalle proposte geniali – in Scozia si sta tenendo la conferenza TED Global, un’occasione ghiotta per seguire approfondimenti su innovazione, tecnologia e scienza davvero al top, nel senso mondiale del termine.

Proprio sul controllo di internet è centrato il primo talk dell’evento messo online sul sito di TED (la conferenza può anche essere seguita anche in diretta tramite webcast, ma il prezzo non è proprio “light”: 500 dollari. C’è però da dire che TED poi rilascia tutti i contenuti con licenze Creative Commons, libere per l’uso e la condivisione a scopi non commerciali).

Rebecca MacKinnon, esperta di censura e controllo della rete (soprattutto per quanto riguarda la Cina), ex direttore delle sezioni di Tokyo e Pechino della CNN e tante altre cose, fa un discorso lucido su come oggi il diritto di espressione dei cittadini in rete sia mediato dalle grandi compagnie private che forniscono servizi su internet, e non controllato direttamente dai governi (secondo il modello storicamente più tradizionale), che a loro volta talvolta sembranno più interessati a garantire i profitti delle grandi compagnie (private) dell’intrattenimento che la libertà di espressione dei cittadini.

Garantire un bilancio fra la necessità di sicurezza (e di vitalità di un sistema economico) e i diritti civili è un problema complesso, sottolinea MacKinnon, si devono necessariamente sviluppare nuovi strumenti e modelli che tengano conto non solo di fattori politici, ma anche del mercato e degli avanzamenti tecnologici. Cosa per la quale al momento i governi sembrano poco equipaggiati. E dalla parte dei cittadini, continua MacKinnon, resta fondamentale mantenere alta l’attenzione e l’impegno anche a suon di proteste. “Come non è successo che le industrie un giorno han smesso di versare inquinanti nei fiumi o di far lavorare bambini di dieci anni solo perché un giorno un CEO si è svegliato e ha deciso che non era giusto farlo, ma ci sono voluti decenni di battaglie civili per ottenere questi risultati” lo stesso vale per la liberta di espressione su internet.

Ricordiamo infine che Le Nazioni Unite hanno dichiarato l’accesso internet un diritto civile.

http://oggiscienza.wordpress.com/2011/07/14/riprendiamoci-internet/#more-20576