Rispondi a: Piccoli racconti, monologhi, poesie, nostre o che abbiamo sentito come nostre

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#106960
brig.zero
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Partecipante

:tesor:

…Tutta la vostra società si muove per la spinta dell'io. L'io che deve affermarsi è il concetto base della vostra società. Se, per assurda ipotesi, la spinta dell'io cessasse improvvisamente, l'uomo ripiegherebbe su se stesso in una venefica apatia e la società cadrebbe nel piú triste abbandono.

Sarebbe dunque un nemico del genere umano chi predicasse il superamento dell'attività dell'io?

Proviamo a guardarlo piú da vicino questo « io », grande protagonista e sconosciuto. Guardiamo ove può manifestare la sua attività senza rispetti umani, senza la preoccupazione di salvare la faccia. Ove conta i suoi eserciti per dare battaglia, ove (assecondate le lusinghe dei sensi) volle nascondere la sua debolezza inventando Satana, ove cerca di convincersi di essere migliore di quanto in effetti non sia. Guardiamolo dove ha il suo regno: nell'intimo dell'uomo.

L'ambizione è il nutrimento dell'io ed il suo appetito; la prepotenza vorrebbe essere la dittatura dell'io; la superbia, la presunzione, la vanagloria e simili sono la sua convinzione di essere superiore.
L'ira è l'accesa intolleranza dell'io; la paura ne è l'istinto di conservazione; la crudeltà è la sua completa cecità nei riguardi delle altre creature; la gelosia è il suo timore di perdere un affetto di cui vorrebbe avere l'esclusiva; l'invidia è il suo rammarico per non avere ciò che altri hanno; la lusinga è la sua arma per ottenere ciò che non può con altri mezzi; l'ipocrisia è un suo ingannevole travestimento; la menzogna è la sua difesa, e chi piú ne ha piú ne metta. Ma sarà bene non andare oltre in questo triste elenco giacché nulla è piú di cattivo gusto, per l'io, che veder poste in risalto le proprie debolezze. Per dirla in poche parole: se ai vizi inerenti ai sensi (quali la gola, la lussuria, l'alcoolismo e via dicendo) si aggiungono tutte le qualità negative che fanno capo all'io, come quelle ora rammentate, si ha il quadro completo degli errori e delle debolezze umane.

L'abbiamo smascherato, questo io! Chi potrebbe avere una peggiore reputazione?

Dopo l'esposizione dei fatti, sentita l'accusa, la parola spetta alla difesa e, alla maniera dei vostri avvocati, cerchiamo le attenuanti della colpa.

L'io nasce dal senso di separatività che l'individuo prova nei confronti del mondo che lo circonda. Questo sentirsi una entità distinta dal resto non è acquisito o dovuto all'educazione, ma esiste ben spiccato nell'uomo prima che sia assoggettato alle consuetudini sociali. Che l'individuo sia unità è un fatto indiscutibile, che quindi si senta individuo separato, distinto, non può essere dovuto ad un errore. « Allora? », direte voi.

Esiste una differenza fra senso di separatività e senso di individualità. Quest'ultimo è suggerito dalla natura all'individuo, in quanto solo avendo consapevolezza della propria individualità si può avere coscienza dei propri doveri, solo sentendosi una unità integrante nel Tutto si può avere coscienza dei propri compiti.
Siete individui: e come può sorgere la vostra coscienza se voi non comprendete?
L'individuo è solo di fronte alla Verità. :medit:

Quando vi diciamo che nessuno può comprendere per voi, vogliamo rafforzare il vostro senso di individualità. 😉

:salu:

( K. C.F.77)


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