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brig.zero
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Dal libro(inedito, incontri)medium Roberto Setti
I SETTE SIGILLI

Interi volumi si potrebbero scrivere sulla Apocalisse di Giovanni Evangelista. Noi non possiamo spiegarne l’intimo significato riga per riga, perché questo darebbe tanto argomento di studio da occupare noi e voi per un lungo periodo di tempo.
Così ne daremo solo brevi notizie. All’autore servì di tema la profezia di Ezechiele: questo è tanto evidente che le due opere sembrano scritte sulla falsa riga di una stessa visione.
Pochi sono stati coloro che hanno compreso l’opera nel suo vero significato, perché pochi sanno con quale spirito ci si deve accostare a questo studio.
Finché si ricercherà nell’opera la catena degli avvenimenti futuri, come certi hanno fatto, credendo di ritrovare in alcuni simboli le sorti di personaggi storici, l’opera non sarà completamente compresa. Si ritrova la catena degli avvenimenti futuri, ma solo sottoforma di filosofia trascendentale e profetica della storia.
E’ la lotta dello Spirito contro la bestia intrapresa dallo stesso Cristo, lotta che avverrà durante sette età; perché i sette candelieri, le sette stelle, i sette angeli, le sette trombe, i sette sigilli, le sette chiese, rappresentano sette età attraverso cui passerà l’umanità prima del trionfo.
Sei sigilli sono già stati aperti, voi state vivendo la settima era, in cui assisterete al prodigioso rinascere dell’occultismo, deriso per lungo tempo. E lo stesso autore era un occultista, lo si capisce anche dai simboli usati nella sua opera.
Ad esempio le quattro creature di cui si parla nel capitolo quarto, versetto sette ove si dice: “la prima creatura vivente era simile ad un leone, la seconda ad un toro, la terza aveva la faccia come di un uomo, la quarta era simile ad un’aquila volante…” sono le stesse forme che costituiscono la sfinge, simbolo occulto.
Nella sfinge si ritrovano queste forme simbolizzanti il Tetragramma Divino, che ha corrispondenza in tutti i piani di esistenza .
L’iniziato trova nella sfinge le regole di condotta e cioè: osare, volere, sapere, tacere.
Mosè nella Genesi descrive il paradiso terrestre e dice che l’albero della conoscenza del bene e del male, simbolo della suprema sapienza, si trova nel punto di confluenza di quattro fiumi, che scaturiscono da una stessa sorgente: i fiumi rappresentano il Tetragramma.
Giovanni Evangelista, nell’Apocalisse, dice che attorno al trono, simbolo della potenza, stanno le suddette creature viventi, emblema del Tetragramma.
Applicatevi allo studio dell’Apocalisse: se riuscirete a svelarne il simbolismo, vi appariranno, fra riga e riga, meravigliose verità.
“Verrà tempo che quanto è sussurrato agli orecchi sarà gridato”, dice il Maestro. La sfinge è simbolo di silenzio eppure è un palese monumento alle leggi naturali che permettono la vita dell’universo.
Gli antichi sapienti conoscevano la natura degli uomini, sapevano che chi non è all’altezza di comprendere la verità oggettiva al di fuori del proprio io inevitabilmente la travisa e crea una verità soggettiva alla quale rimane attaccato. La Realtà è visione universale delle cose nella quale sparisce ogni senso di separatività e conseguentemente, ogni soggettivismo.
Per evitare le conseguenze di questa naturale tendenza dell’uomo, essi hanno creato dei monumenti che sono incompresi e misteriosi per il profano, ma che parlano in modo inequivocabile a chi ha la capacità di intenderli. Il misterioso ha sull’uomo un fascino che lo spinge a cercare di sapere cosa si nasconde di segreto dietro il velo, ma inutili sono le ricerche: casta è Maria, muta la Sfinge, ignorato colui che sa.
Le religioni custodiscono, senza comprenderle, molte di queste opere dell’antica sapienza; esse sono capaci di parlare allo stesso modo a tutti gli uomini, perché sono universali e per tale ragione sono una condanna ad ogni divisione religiosa. I tempi corrono parallelamente a quanto si esprime nella parola di fuoco dell’Apocalisse, i sigilli cadono uno ad uno, le chiese sorgono e tramontano, non già seguendo il disegno di Giovanni, ma seguendo il Divino piano che egli vide e trascrisse per chi poteva intendere. Stolti coloro che vedono in quest’opera la profezia degli avvenimenti cronologici umani: essa è la storia della lotta fra la carità e l’egoismo, la scienza e l’ignoranza, lo spirito e la materia, che si compie nelle sette età.
L’Apocalisse è un’opera cabalistica; coloro che sono iniziati a questa scienza non hanno dubbi su ciò, ma noi, che non siamo niente, come facciamo a saperlo?
Giovanni fu iniziato dalla dottrina segreta della sua religione, come del resto lo stesso Cristo, e quindi poteva usarne il simbolismo. Ad esempio le sette chiese, i setti suggelli, le sette trombe, i sette angeli, le sette stelle, le sette coppe, i sette candelieri rappresentano le sette età attraverso cui passerà la Chiesa, ma non quella che voi intendete. L’opera di Cristo non è scritta sulle pagine delle vostre dottrine non più lette, Cristo vive entro di noi come principio e trionfa ogni qual volta trionfano e carità e amore e altruismo.
Una volta avemmo a dire vince la forza, ma la forza è vinta dall’intelligenza e l’intelligenza dallo spirito.
E’ la storia di questa lotta che Giovanni ha visto e tramandato, è la storia dell’animo umano prima ancora della famiglia umana. Prima di passare alla spiegazione particolareggiata, che faremo in un secondo tempo tracciamone uno schema.
Il libro della Verità, chiuso con sette sigilli, si apre successivamente. Man mano che cade un sigillo appare una luce (la stella), si intuisce una chiesa (il candeliere), agisce una potenza (l’angelo), si rivela una verità (la tromba), si hanno guerre e flagelli (la coppa piena di sangue).
La prima Chiesa dei tempi apostolici segue l’età delle grandi fatiche. Biasimata da Giovanni per non aver saputo mantenere il primitivo ardore di carità.
Seconda Chiesa, età delle persecuzioni e dei martiri.
“Non temete, è detto, voi avrete dieci giorni di tribolazione (le dieci persecuzioni sotto gli imperatori romani), ma avrete la corona di vita”.
Terza età, il Cristianesimo si consolida sotto l’impero di Costantino. Biasimata perché tollera la dottrina di Baahalam. Baahalam, sacerdote di Dio Baahal, si vendé ad un sovrano per benedire e maledire a suo piacimento. Questo significa che anche la Chiesa cominciava ad arricchirsi e corrompersi.
Quarta età, dei grandi dottori e dei grandi santi e della decadenza che culmina nella successiva, la quinta età, quella delle barbarie.
La sesta età comincia col rinascimento; la Chiesa è mediocre in virtù, ma i tempi segnano intelligenza e progresso. Qualcosa di nuovo e preannunciato. Dice il Verbo: “Scriverò il nome della nuova Gerusalemme accanto a quella del vincitore al quale insegnerò il mio nuovo nome”. Si tratta quindi di una nuova rivelazione. Attenti, voi la state vivendo.
Fine della sesta età, principio della settima. Tempo di riposo della vostra Chiesa, essa ha finito la sua parte. Non sarà a capo del movimento di rinnovazione, ma condannandolo, condannerà se stessa. Essa dirà di non mancare di nulla ed invece sarà spoglia e miserabile e cieca e sorda.
Dopo queste sette età il Redentore busserà alla porta e chi risponderà sarà uno con Lui.
Vieni con la luce
e ti sarà data la chiave
che farà conoscere,
a te, anziano,
l’Anziano agli anziani,
l’Anziano dei giorni,
l’Inconoscibile.
Se giusta è la tua vittoria
piano sarà il sentiero,
ed i divini attributi
forza saranno in te.
Tale è la Legge dal principio alla fine.
Di poi il grande Riposo, il Riposo che si estende a tutto il Creatore, il Riposo del Redentore.
“Sia una particolare benedizione a chi si accingerà a studiare quest’opera profonda di significato. La sua spiegazione è indice degli ultimi tempi”.


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